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Roma, 21 novembre 2018 – Un delegato partecipa ai lavori di una sessione tecnica.
Il Forum europeo sulla riduzione del rischio da disastri si è svolto a Roma, presso il Centro Congressi “Auditorium della Tecnica”, dal 21 al 23 novembre 2018. Tre giornate di eventi, dibattiti, tavole rotonde, sessioni plenarie e di lavoro dedicate ai rischi connessi ai cambiamenti climatici, all’analisi dei disastri causati da calamità naturali e provocati dall’attività umana e alle strategie per la riduzione dei disastri. Il Forum, organizzato dal Dipartimento della Protezione Civile e promosso dall’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione dei rischi di catastrofi (UNISDR), ha visto la partecipazione di oltre 50 Paesi.
Roma, 21 marzo 2019 – Cerimonia di conferimento delle Benemerenze di protezione civile. La cerimonia, che si è svolta nella sede operativa del Dipartimento, è stata aperta dal saluto del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.
Roma, 21 marzo 2019 – Cerimonia di conferimento delle Benemerenze di protezione civile. La cerimonia, che si è svolta nella sede operativa del Dipartimento, è stata aperta dal saluto del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.
Roma, 21 ottobre 2013 - Il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha partecipato alla seconda edizione dell’Italian Digital Agenda Annual Forum, incontro nazionale di verifica e confronto sullo sviluppo dell’economia digitale in Italia, promosso da Confindustria Digitale.
Roma, 21 marzo 2019 – Cerimonia di conferimento delle Benemerenze di protezione civile. La cerimonia, che si è svolta nella sede operativa del Dipartimento, è stata aperta dal saluto del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.
Roma, 21 marzo 2019 – Cerimonia di conferimento delle Benemerenze di protezione civile. La cerimonia, che si è svolta nella sede operativa del Dipartimento, è stata aperta dal saluto del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.
Progetto fotografico in collaborazione con GianOrso
DeGenere
Italian Queer Tango Marathon
Roma, 21-23 marzo
www.facebook.com/events/1278888009994773/
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Out of Frames
Cosa fa una cornice? Richiama l’attenzione, valorizza, mette in risalto. Sono tutti aspetti positivi, che fanno parte della nostra esperienza di persone queer o vicine alla sensibilità queer. Le cornici ci aiutano ad affermare, in modo giocoso, “guardami!”, “sono qui”, “ci sono anche io”, “io valgo!”.
Sono le stesse istanze, giocose e terapeutiche, che portano ogni anno uomini, donne e persone non binarie, di tutti gli orientamenti, a ballare insieme il tango, a mescolarsi, a toccarsi, a conoscersi e verificarsi con il corpo a suon di musica. Il tango queer aiuta le persone ad essere nel qui ed ora, mandando in frantumi taboo personali e frontiere di genere ed orientamento, aiutando le persone ad essere felici davvero.
Quindi le nostre cornici sono staccate dai muri. Sono i soggetti che le scelgono, che le reggono, che ne sovvertono il significato, che decidono di raccontare nuove storie, nuovi legami. Le persone escono dalle cornici, dai propri stereotipi, e incontrano altrə.
In un mondo di comunicazione falsata e distorta, gli scatti di Out of Frames sono dannatamente reali. Imperfetti, pieni di “errori” tecnici. Sono scatti che rompono la quarta parete, rivelando lo stativo e la scenografia. Fuori dalla Cornice!
Uno degli effetti di questo set fotografico è stato il divertimento di coloro che hanno partecipato. Quelle risate, quegli incontri, quello scoprirsi reciprocamente sono stati molto terapeutici. In questo momento buio della storia in cui diritti e democrazia si stanno sistematicamente smantellando, la nostra comunità queer e di alleatə ha bisogno di esser furba, di far memoria di se. La paura si sconfigge insieme, con la lotta e con l’ironia!
Roma, 21 novembre 2018 – Un momento del "Meeting of the Council of the Baltic Sea States".
Il Forum europeo sulla riduzione del rischio da disastri si è svolto a Roma, presso il Centro Congressi “Auditorium della Tecnica”, dal 21 al 23 novembre 2018. Tre giornate di eventi, dibattiti, tavole rotonde, sessioni plenarie e di lavoro dedicate ai rischi connessi ai cambiamenti climatici, all’analisi dei disastri causati da calamità naturali e provocati dall’attività umana e alle strategie per la riduzione dei disastri. Il Forum, organizzato dal Dipartimento della Protezione Civile e promosso dall’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione dei rischi di catastrofi (UNISDR), ha visto la partecipazione di oltre 50 Paesi.
Progetto fotografico in collaborazione con GianOrso
DeGenere
Italian Queer Tango Marathon
Roma, 21-23 marzo
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Out of Frames
Cosa fa una cornice? Richiama l’attenzione, valorizza, mette in risalto. Sono tutti aspetti positivi, che fanno parte della nostra esperienza di persone queer o vicine alla sensibilità queer. Le cornici ci aiutano ad affermare, in modo giocoso, “guardami!”, “sono qui”, “ci sono anche io”, “io valgo!”.
Sono le stesse istanze, giocose e terapeutiche, che portano ogni anno uomini, donne e persone non binarie, di tutti gli orientamenti, a ballare insieme il tango, a mescolarsi, a toccarsi, a conoscersi e verificarsi con il corpo a suon di musica. Il tango queer aiuta le persone ad essere nel qui ed ora, mandando in frantumi taboo personali e frontiere di genere ed orientamento, aiutando le persone ad essere felici davvero.
Quindi le nostre cornici sono staccate dai muri. Sono i soggetti che le scelgono, che le reggono, che ne sovvertono il significato, che decidono di raccontare nuove storie, nuovi legami. Le persone escono dalle cornici, dai propri stereotipi, e incontrano altrə.
In un mondo di comunicazione falsata e distorta, gli scatti di Out of Frames sono dannatamente reali. Imperfetti, pieni di “errori” tecnici. Sono scatti che rompono la quarta parete, rivelando lo stativo e la scenografia. Fuori dalla Cornice!
Uno degli effetti di questo set fotografico è stato il divertimento di coloro che hanno partecipato. Quelle risate, quegli incontri, quello scoprirsi reciprocamente sono stati molto terapeutici. In questo momento buio della storia in cui diritti e democrazia si stanno sistematicamente smantellando, la nostra comunità queer e di alleatə ha bisogno di esser furba, di far memoria di se. La paura si sconfigge insieme, con la lotta e con l’ironia!
Roma, 21 novembre 2018 – Un momento della sessione tecnica "ResCult-increasing resilience of cultural heritage".
Il Forum europeo sulla riduzione del rischio da disastri si è svolto a Roma, presso il Centro Congressi “Auditorium della Tecnica”, dal 21 al 23 novembre 2018. Tre giornate di eventi, dibattiti, tavole rotonde, sessioni plenarie e di lavoro dedicate ai rischi connessi ai cambiamenti climatici, all’analisi dei disastri causati da calamità naturali e provocati dall’attività umana e alle strategie per la riduzione dei disastri. Il Forum, organizzato dal Dipartimento della Protezione Civile e promosso dall’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione dei rischi di catastrofi (UNISDR), ha visto la partecipazione di oltre 50 Paesi.
Progetto fotografico in collaborazione con GianOrso
DeGenere
Italian Queer Tango Marathon
Roma, 21-23 marzo
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Cosa fa una cornice? Richiama l’attenzione, valorizza, mette in risalto. Sono tutti aspetti positivi, che fanno parte della nostra esperienza di persone queer o vicine alla sensibilità queer. Le cornici ci aiutano ad affermare, in modo giocoso, “guardami!”, “sono qui”, “ci sono anche io”, “io valgo!”.
Sono le stesse istanze, giocose e terapeutiche, che portano ogni anno uomini, donne e persone non binarie, di tutti gli orientamenti, a ballare insieme il tango, a mescolarsi, a toccarsi, a conoscersi e verificarsi con il corpo a suon di musica. Il tango queer aiuta le persone ad essere nel qui ed ora, mandando in frantumi taboo personali e frontiere di genere ed orientamento, aiutando le persone ad essere felici davvero.
Quindi le nostre cornici sono staccate dai muri. Sono i soggetti che le scelgono, che le reggono, che ne sovvertono il significato, che decidono di raccontare nuove storie, nuovi legami. Le persone escono dalle cornici, dai propri stereotipi, e incontrano altrə.
In un mondo di comunicazione falsata e distorta, gli scatti di Out of Frames sono dannatamente reali. Imperfetti, pieni di “errori” tecnici. Sono scatti che rompono la quarta parete, rivelando lo stativo e la scenografia. Fuori dalla Cornice!
Uno degli effetti di questo set fotografico è stato il divertimento di coloro che hanno partecipato. Quelle risate, quegli incontri, quello scoprirsi reciprocamente sono stati molto terapeutici. In questo momento buio della storia in cui diritti e democrazia si stanno sistematicamente smantellando, la nostra comunità queer e di alleatə ha bisogno di esser furba, di far memoria di se. La paura si sconfigge insieme, con la lotta e con l’ironia!
Progetto fotografico in collaborazione con GianOrso
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Roma, 21-23 marzo
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Cosa fa una cornice? Richiama l’attenzione, valorizza, mette in risalto. Sono tutti aspetti positivi, che fanno parte della nostra esperienza di persone queer o vicine alla sensibilità queer. Le cornici ci aiutano ad affermare, in modo giocoso, “guardami!”, “sono qui”, “ci sono anche io”, “io valgo!”.
Sono le stesse istanze, giocose e terapeutiche, che portano ogni anno uomini, donne e persone non binarie, di tutti gli orientamenti, a ballare insieme il tango, a mescolarsi, a toccarsi, a conoscersi e verificarsi con il corpo a suon di musica. Il tango queer aiuta le persone ad essere nel qui ed ora, mandando in frantumi taboo personali e frontiere di genere ed orientamento, aiutando le persone ad essere felici davvero.
Quindi le nostre cornici sono staccate dai muri. Sono i soggetti che le scelgono, che le reggono, che ne sovvertono il significato, che decidono di raccontare nuove storie, nuovi legami. Le persone escono dalle cornici, dai propri stereotipi, e incontrano altrə.
In un mondo di comunicazione falsata e distorta, gli scatti di Out of Frames sono dannatamente reali. Imperfetti, pieni di “errori” tecnici. Sono scatti che rompono la quarta parete, rivelando lo stativo e la scenografia. Fuori dalla Cornice!
Uno degli effetti di questo set fotografico è stato il divertimento di coloro che hanno partecipato. Quelle risate, quegli incontri, quello scoprirsi reciprocamente sono stati molto terapeutici. In questo momento buio della storia in cui diritti e democrazia si stanno sistematicamente smantellando, la nostra comunità queer e di alleatə ha bisogno di esser furba, di far memoria di se. La paura si sconfigge insieme, con la lotta e con l’ironia!
Roma, 21 novembre 2022 – “Protezione civile e coesione territoriale – Strategia per la riduzione del rischio 2021-2027”, evento di chiusura del Programma realizzato dal Dipartimento nell’ambito del PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020.
Roma, 21 novembre 2022 – “Protezione civile e coesione territoriale – Strategia per la riduzione del rischio 2021-2027”, evento di chiusura del Programma realizzato dal Dipartimento nell’ambito del PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020.
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Roma, 21-23 marzo
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Cosa fa una cornice? Richiama l’attenzione, valorizza, mette in risalto. Sono tutti aspetti positivi, che fanno parte della nostra esperienza di persone queer o vicine alla sensibilità queer. Le cornici ci aiutano ad affermare, in modo giocoso, “guardami!”, “sono qui”, “ci sono anche io”, “io valgo!”.
Sono le stesse istanze, giocose e terapeutiche, che portano ogni anno uomini, donne e persone non binarie, di tutti gli orientamenti, a ballare insieme il tango, a mescolarsi, a toccarsi, a conoscersi e verificarsi con il corpo a suon di musica. Il tango queer aiuta le persone ad essere nel qui ed ora, mandando in frantumi taboo personali e frontiere di genere ed orientamento, aiutando le persone ad essere felici davvero.
Quindi le nostre cornici sono staccate dai muri. Sono i soggetti che le scelgono, che le reggono, che ne sovvertono il significato, che decidono di raccontare nuove storie, nuovi legami. Le persone escono dalle cornici, dai propri stereotipi, e incontrano altrə.
In un mondo di comunicazione falsata e distorta, gli scatti di Out of Frames sono dannatamente reali. Imperfetti, pieni di “errori” tecnici. Sono scatti che rompono la quarta parete, rivelando lo stativo e la scenografia. Fuori dalla Cornice!
Uno degli effetti di questo set fotografico è stato il divertimento di coloro che hanno partecipato. Quelle risate, quegli incontri, quello scoprirsi reciprocamente sono stati molto terapeutici. In questo momento buio della storia in cui diritti e democrazia si stanno sistematicamente smantellando, la nostra comunità queer e di alleatə ha bisogno di esser furba, di far memoria di se. La paura si sconfigge insieme, con la lotta e con l’ironia!
Roma, 21 novembre 2018 – Delegati visitano lo spazio espositivo dedicato a nove progetti internazionali innovativi nell'ambito della riduzione del rischio.
Il Forum europeo sulla riduzione del rischio da disastri si è svolto a Roma, presso il Centro Congressi “Auditorium della Tecnica”, dal 21 al 23 novembre 2018. Tre giornate di eventi, dibattiti, tavole rotonde, sessioni plenarie e di lavoro dedicate ai rischi connessi ai cambiamenti climatici, all’analisi dei disastri causati da calamità naturali e provocati dall’attività umana e alle strategie per la riduzione dei disastri. Il Forum, organizzato dal Dipartimento della Protezione Civile e promosso dall’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione dei rischi di catastrofi (UNISDR), ha visto la partecipazione di oltre 50 Paesi.
Roma, 21 novembre 2018 – Delegati visitano lo spazio espositivo del Dipartimento della Protezione Civile all'interno del Forum.
Il Forum europeo sulla riduzione del rischio da disastri si è svolto a Roma, presso il Centro Congressi “Auditorium della Tecnica”, dal 21 al 23 novembre 2018. Tre giornate di eventi, dibattiti, tavole rotonde, sessioni plenarie e di lavoro dedicate ai rischi connessi ai cambiamenti climatici, all’analisi dei disastri causati da calamità naturali e provocati dall’attività umana e alle strategie per la riduzione dei disastri. Il Forum, organizzato dal Dipartimento della Protezione Civile e promosso dall’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione dei rischi di catastrofi (UNISDR), ha visto la partecipazione di oltre 50 Paesi.
Roma, 21 marzo 2019 – Cerimonia di conferimento delle Benemerenze di protezione civile. La cerimonia, che si è svolta nella sede operativa del Dipartimento, è stata aperta dal saluto del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.
Roma, 21 giugno 2016 - Il presidente del Consiglio Matteo Renzi al Teatro Piccolo Eliseo per un ‘dialogo’ con Alec Ross, in occasione della presentazione del libro dell’autore statunitense "Il nostro futuro. Come affrontare il mondo dei prossimi venti anni". Moderatore dell'evento, Claudio Cerasa direttore del quotidiano "Il Foglio".
Roma, 21 marzo 2019 – Cerimonia di conferimento delle Benemerenze di protezione civile. La cerimonia, che si è svolta nella sede operativa del Dipartimento, è stata aperta dal saluto del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.
Roma, 21 novembre 2018 – L'ingresso al Centro Congressi "Auditorium della Tecnica" di Confindustria all'Eur, sede del Forum.
Il Forum europeo sulla riduzione del rischio da disastri si è svolto a Roma, presso il Centro Congressi “Auditorium della Tecnica”, dal 21 al 23 novembre 2018. Tre giornate di eventi, dibattiti, tavole rotonde, sessioni plenarie e di lavoro dedicate ai rischi connessi ai cambiamenti climatici, all’analisi dei disastri causati da calamità naturali e provocati dall’attività umana e alle strategie per la riduzione dei disastri. Il Forum, organizzato dal Dipartimento della Protezione Civile e promosso dall’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione dei rischi di catastrofi (UNISDR), ha visto la partecipazione di oltre 50 Paesi.
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Sono le stesse istanze, giocose e terapeutiche, che portano ogni anno uomini, donne e persone non binarie, di tutti gli orientamenti, a ballare insieme il tango, a mescolarsi, a toccarsi, a conoscersi e verificarsi con il corpo a suon di musica. Il tango queer aiuta le persone ad essere nel qui ed ora, mandando in frantumi taboo personali e frontiere di genere ed orientamento, aiutando le persone ad essere felici davvero.
Quindi le nostre cornici sono staccate dai muri. Sono i soggetti che le scelgono, che le reggono, che ne sovvertono il significato, che decidono di raccontare nuove storie, nuovi legami. Le persone escono dalle cornici, dai propri stereotipi, e incontrano altrə.
In un mondo di comunicazione falsata e distorta, gli scatti di Out of Frames sono dannatamente reali. Imperfetti, pieni di “errori” tecnici. Sono scatti che rompono la quarta parete, rivelando lo stativo e la scenografia. Fuori dalla Cornice!
Uno degli effetti di questo set fotografico è stato il divertimento di coloro che hanno partecipato. Quelle risate, quegli incontri, quello scoprirsi reciprocamente sono stati molto terapeutici. In questo momento buio della storia in cui diritti e democrazia si stanno sistematicamente smantellando, la nostra comunità queer e di alleatə ha bisogno di esser furba, di far memoria di se. La paura si sconfigge insieme, con la lotta e con l’ironia!
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Cosa fa una cornice? Richiama l’attenzione, valorizza, mette in risalto. Sono tutti aspetti positivi, che fanno parte della nostra esperienza di persone queer o vicine alla sensibilità queer. Le cornici ci aiutano ad affermare, in modo giocoso, “guardami!”, “sono qui”, “ci sono anche io”, “io valgo!”.
Sono le stesse istanze, giocose e terapeutiche, che portano ogni anno uomini, donne e persone non binarie, di tutti gli orientamenti, a ballare insieme il tango, a mescolarsi, a toccarsi, a conoscersi e verificarsi con il corpo a suon di musica. Il tango queer aiuta le persone ad essere nel qui ed ora, mandando in frantumi taboo personali e frontiere di genere ed orientamento, aiutando le persone ad essere felici davvero.
Quindi le nostre cornici sono staccate dai muri. Sono i soggetti che le scelgono, che le reggono, che ne sovvertono il significato, che decidono di raccontare nuove storie, nuovi legami. Le persone escono dalle cornici, dai propri stereotipi, e incontrano altrə.
In un mondo di comunicazione falsata e distorta, gli scatti di Out of Frames sono dannatamente reali. Imperfetti, pieni di “errori” tecnici. Sono scatti che rompono la quarta parete, rivelando lo stativo e la scenografia. Fuori dalla Cornice!
Uno degli effetti di questo set fotografico è stato il divertimento di coloro che hanno partecipato. Quelle risate, quegli incontri, quello scoprirsi reciprocamente sono stati molto terapeutici. In questo momento buio della storia in cui diritti e democrazia si stanno sistematicamente smantellando, la nostra comunità queer e di alleatə ha bisogno di esser furba, di far memoria di se. La paura si sconfigge insieme, con la lotta e con l’ironia!
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Cosa fa una cornice? Richiama l’attenzione, valorizza, mette in risalto. Sono tutti aspetti positivi, che fanno parte della nostra esperienza di persone queer o vicine alla sensibilità queer. Le cornici ci aiutano ad affermare, in modo giocoso, “guardami!”, “sono qui”, “ci sono anche io”, “io valgo!”.
Sono le stesse istanze, giocose e terapeutiche, che portano ogni anno uomini, donne e persone non binarie, di tutti gli orientamenti, a ballare insieme il tango, a mescolarsi, a toccarsi, a conoscersi e verificarsi con il corpo a suon di musica. Il tango queer aiuta le persone ad essere nel qui ed ora, mandando in frantumi taboo personali e frontiere di genere ed orientamento, aiutando le persone ad essere felici davvero.
Quindi le nostre cornici sono staccate dai muri. Sono i soggetti che le scelgono, che le reggono, che ne sovvertono il significato, che decidono di raccontare nuove storie, nuovi legami. Le persone escono dalle cornici, dai propri stereotipi, e incontrano altrə.
In un mondo di comunicazione falsata e distorta, gli scatti di Out of Frames sono dannatamente reali. Imperfetti, pieni di “errori” tecnici. Sono scatti che rompono la quarta parete, rivelando lo stativo e la scenografia. Fuori dalla Cornice!
Uno degli effetti di questo set fotografico è stato il divertimento di coloro che hanno partecipato. Quelle risate, quegli incontri, quello scoprirsi reciprocamente sono stati molto terapeutici. In questo momento buio della storia in cui diritti e democrazia si stanno sistematicamente smantellando, la nostra comunità queer e di alleatə ha bisogno di esser furba, di far memoria di se. La paura si sconfigge insieme, con la lotta e con l’ironia!
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Sono le stesse istanze, giocose e terapeutiche, che portano ogni anno uomini, donne e persone non binarie, di tutti gli orientamenti, a ballare insieme il tango, a mescolarsi, a toccarsi, a conoscersi e verificarsi con il corpo a suon di musica. Il tango queer aiuta le persone ad essere nel qui ed ora, mandando in frantumi taboo personali e frontiere di genere ed orientamento, aiutando le persone ad essere felici davvero.
Quindi le nostre cornici sono staccate dai muri. Sono i soggetti che le scelgono, che le reggono, che ne sovvertono il significato, che decidono di raccontare nuove storie, nuovi legami. Le persone escono dalle cornici, dai propri stereotipi, e incontrano altrə.
In un mondo di comunicazione falsata e distorta, gli scatti di Out of Frames sono dannatamente reali. Imperfetti, pieni di “errori” tecnici. Sono scatti che rompono la quarta parete, rivelando lo stativo e la scenografia. Fuori dalla Cornice!
Uno degli effetti di questo set fotografico è stato il divertimento di coloro che hanno partecipato. Quelle risate, quegli incontri, quello scoprirsi reciprocamente sono stati molto terapeutici. In questo momento buio della storia in cui diritti e democrazia si stanno sistematicamente smantellando, la nostra comunità queer e di alleatə ha bisogno di esser furba, di far memoria di se. La paura si sconfigge insieme, con la lotta e con l’ironia!
Roma, 21/11/2016 - Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha risposto in diretta alle domande dei cittadini su Facebook e Twitter.
Roma, 21 novembre 2018 – L'intervento di Giovanni De Siervo durante la sessione tecnica "Implementation of capacity development strategy for SFDRR".
Il Forum europeo sulla riduzione del rischio da disastri si è svolto a Roma, presso il Centro Congressi “Auditorium della Tecnica”, dal 21 al 23 novembre 2018. Tre giornate di eventi, dibattiti, tavole rotonde, sessioni plenarie e di lavoro dedicate ai rischi connessi ai cambiamenti climatici, all’analisi dei disastri causati da calamità naturali e provocati dall’attività umana e alle strategie per la riduzione dei disastri. Il Forum, organizzato dal Dipartimento della Protezione Civile e promosso dall’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione dei rischi di catastrofi (UNISDR), ha visto la partecipazione di oltre 50 Paesi.
Roma, 21 novembre 2018 – Un volontario "Io Non Rischio" illustra a una delegata i contenuti della campagna sulle buone pratiche di protezione civile.
Il Forum europeo sulla riduzione del rischio da disastri si è svolto a Roma, presso il Centro Congressi “Auditorium della Tecnica”, dal 21 al 23 novembre 2018. Tre giornate di eventi, dibattiti, tavole rotonde, sessioni plenarie e di lavoro dedicate ai rischi connessi ai cambiamenti climatici, all’analisi dei disastri causati da calamità naturali e provocati dall’attività umana e alle strategie per la riduzione dei disastri. Il Forum, organizzato dal Dipartimento della Protezione Civile e promosso dall’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione dei rischi di catastrofi (UNISDR), ha visto la partecipazione di oltre 50 Paesi.
Roma, 21 marzo 2019 – Cerimonia di conferimento delle Benemerenze di protezione civile. La cerimonia, che si è svolta nella sede operativa del Dipartimento, è stata aperta dal saluto del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.
Roma, Foro Romano / Basilica Emilia: Maria Antonietta Tomei e Patrizia Fortini (a cura di), Guida breve "MEMORIE DI ROMA - Gli Aemilii e la basilica nel Foro." Electa (2010). MIBAC & LA REPUBBLICA ed. ROMA (21.04.2010).
Segreti, denari e sculture luce sulla Basilica Emilia, una storia di famiglia di CARLO ALBERTO BUCCI, LA REPUBBLICA ed. ROMA (21.04.2010).
La Basilica Emilia -Nella Curia splendono i denarii coniati da M. Emilio Lepido con la raffigurazione del suo omonimo antenato che incorona Tolomeo V d'Egitto. Ma fuori ci sono anche le monete squagliate sul pavimento della Basilica Emilia quando venne incendiata dai Visigoti nel 410 d. C. Tra l'interno della Julia e l'esterno del Foro si articola la mostra che ricostruisce la storia degli Aemilii attraverso i frammenti del loro glorioso passato, tra scultura e architettura, memorie familiari e storia di Roma.
GUARDA Le immagini della mostra
Curata da Maria Antonietta Tomei e Patrizia Fortini (in catalogo testi di Klaus Stefan Freyberger e Matteo Cadario) l'esposizione ha un carattere permanente poiché i bassorilievi della basilica, da almeno cinquant'anni ricoverati e nascosti in un ufficio della Soprintendenza archeologica, e l'edificio stesso fondato nel 179 a. C. dagli Emili nel Foro, godono da oggi di un inedito allestimento e di una nuova luce.
Le scene con il Ratto delle Sabine e con la Punizione di Tarpea sono accompagnate da busti e statue provenienti anche da altre basiliche (Ercolano, Lucus Feroniae, Luni) per ricreare idealmente la galleria di ritratti di famiglia che ornava l'edificio dedicato alla giustizia e ai commerci. I quattro bassorilievi superstiti, alti 75 centimetri e frutto di un paziente restauro e rimontaggio dei frammenti, decoravano l'interno della Basilica Emilia e furono ritrovati a pezzi negli scavi degli inizi del secolo scorso. Opera d'età augustea, ma per studiosi come Filippo Coarelli invece dell'80 a. C., questa narrazione in marmo pentelico è una riscoperta e resterà per sempre, insieme agli straordinari bassorilievi d'età traianea, dentro la Curia.
A far rivivere all'esterno il portico della Basilica Emilia, ci ha pensato Piero Castiglioni con un'illuminazione che suggerisce l'alzato delle magnifiche colonne in marmo africano, all'interno di un progetto di nuova illuminazione dei Fori che, ha detto ieri il sottosegretario Francesco Giro, si completerà nel 2011. A maggio intanto riaprirà alle visite il tempio di Venere e Roma mentre si prevede che per l'estate sia visitabile anche la casa delle Vestali.
Curia Iulia, dal 21 aprile al 31 agosto, ore 8.30-9.15, ingresso 12 euro con visita a Colosseo, Palatino e Foro romano (catalogo Electa)
(21 aprile 2010)
fonti / source: roma.repubblica.it/cronaca/2010/04/21/news/segreti_denari...
fonti / foto source: GUARDA Le immagini della mostra / LA REPUBBLICA ed. ROMA - roma.repubblica.it/cronaca/2010/04/21/foto/memorie_di_rom...
Fonti / source: "Memorie di Roma. Gli Aemilii e la basilica nel Foro. MIBAC / ROMA (20.04.2010).
www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Conten...
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LE ULTIME NOTIZIE
FORO ROMANO, IN ESTATE APERTURA CASA VESTALI - Prevista per l'estate l'apertura della Casa delle Vestali nel Foro Romano, struttura chiusa da 50 anni. Lo annuncia Maria Antonietta Tomei, direttrice del Foro Romano oggi a margine del sopralluogo alla mostra "Memorie di Roma" allestita nella Curia Senatus abbinata al percorso di visita della basilica Aemilia. "L'apertura della Casa delle Vestali rientra nel programma di aperture al pubblico dell'area archeologica centrale, iniziato con la Vigna Barberini lo scorso anno sul Palatino - dice Tomei - Si comincia alla seconda metà di maggio, tra il 15 e il 30 del mese con la riapertura della terrazza del Tempio di Venere e Roma che regalerà un affaccio mozzafiato sul Colosseo. E per l'estate contiamo di restituire dopo cinquant'anni di chiusura, la Casa delle Vestali con tutti i suoi elementi architettonici". (omniroma.it)
(20 aprile 2010 ore 14:13)
Roma, 21 marzo 2019 – Cerimonia di conferimento delle Benemerenze di protezione civile. La cerimonia, che si è svolta nella sede operativa del Dipartimento, è stata aperta dal saluto del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.
foto: M.G. Conde, © Tutti i diritti riservati 2010.
Roma, Foro Romano / Basilica Emilia: Maria Antonietta Tomei e Patrizia Fortini (a cura di), Guida breve "MEMORIE DI ROMA - Gli Aemilii e la basilica nel Foro." Electa (2010). MIBAC & LA REPUBBLICA ed. ROMA (21.04.2010).
Segreti, denari e sculture luce sulla Basilica Emilia, una storia di famiglia di CARLO ALBERTO BUCCI, LA REPUBBLICA ed. ROMA (21.04.2010).
La Basilica Emilia -Nella Curia splendono i denarii coniati da M. Emilio Lepido con la raffigurazione del suo omonimo antenato che incorona Tolomeo V d'Egitto. Ma fuori ci sono anche le monete squagliate sul pavimento della Basilica Emilia quando venne incendiata dai Visigoti nel 410 d. C. Tra l'interno della Julia e l'esterno del Foro si articola la mostra che ricostruisce la storia degli Aemilii attraverso i frammenti del loro glorioso passato, tra scultura e architettura, memorie familiari e storia di Roma.
GUARDA Le immagini della mostra
Curata da Maria Antonietta Tomei e Patrizia Fortini (in catalogo testi di Klaus Stefan Freyberger e Matteo Cadario) l'esposizione ha un carattere permanente poiché i bassorilievi della basilica, da almeno cinquant'anni ricoverati e nascosti in un ufficio della Soprintendenza archeologica, e l'edificio stesso fondato nel 179 a. C. dagli Emili nel Foro, godono da oggi di un inedito allestimento e di una nuova luce.
Le scene con il Ratto delle Sabine e con la Punizione di Tarpea sono accompagnate da busti e statue provenienti anche da altre basiliche (Ercolano, Lucus Feroniae, Luni) per ricreare idealmente la galleria di ritratti di famiglia che ornava l'edificio dedicato alla giustizia e ai commerci. I quattro bassorilievi superstiti, alti 75 centimetri e frutto di un paziente restauro e rimontaggio dei frammenti, decoravano l'interno della Basilica Emilia e furono ritrovati a pezzi negli scavi degli inizi del secolo scorso. Opera d'età augustea, ma per studiosi come Filippo Coarelli invece dell'80 a. C., questa narrazione in marmo pentelico è una riscoperta e resterà per sempre, insieme agli straordinari bassorilievi d'età traianea, dentro la Curia.
A far rivivere all'esterno il portico della Basilica Emilia, ci ha pensato Piero Castiglioni con un'illuminazione che suggerisce l'alzato delle magnifiche colonne in marmo africano, all'interno di un progetto di nuova illuminazione dei Fori che, ha detto ieri il sottosegretario Francesco Giro, si completerà nel 2011. A maggio intanto riaprirà alle visite il tempio di Venere e Roma mentre si prevede che per l'estate sia visitabile anche la casa delle Vestali.
Curia Iulia, dal 21 aprile al 31 agosto, ore 8.30-9.15, ingresso 12 euro con visita a Colosseo, Palatino e Foro romano (catalogo Electa)
(21 aprile 2010)
fonti / source: roma.repubblica.it/cronaca/2010/04/21/news/segreti_denari...
fonti / foto source: GUARDA Le immagini della mostra / LA REPUBBLICA ed. ROMA - roma.repubblica.it/cronaca/2010/04/21/foto/memorie_di_rom...
Fonti / source: "Memorie di Roma. Gli Aemilii e la basilica nel Foro. MIBAC / ROMA (20.04.2010).
www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Conten...
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LE ULTIME NOTIZIE
FORO ROMANO, IN ESTATE APERTURA CASA VESTALI - Prevista per l'estate l'apertura della Casa delle Vestali nel Foro Romano, struttura chiusa da 50 anni. Lo annuncia Maria Antonietta Tomei, direttrice del Foro Romano oggi a margine del sopralluogo alla mostra "Memorie di Roma" allestita nella Curia Senatus abbinata al percorso di visita della basilica Aemilia. "L'apertura della Casa delle Vestali rientra nel programma di aperture al pubblico dell'area archeologica centrale, iniziato con la Vigna Barberini lo scorso anno sul Palatino - dice Tomei - Si comincia alla seconda metà di maggio, tra il 15 e il 30 del mese con la riapertura della terrazza del Tempio di Venere e Roma che regalerà un affaccio mozzafiato sul Colosseo. E per l'estate contiamo di restituire dopo cinquant'anni di chiusura, la Casa delle Vestali con tutti i suoi elementi architettonici". (omniroma.it)
(20 aprile 2010 ore 14:13)
Domenica 21 maggio, circa 60mila persone si sono ritrovate a Circo Massimo per partecipare alla 18ª edizione della "Race for the cure", corsa organizzata dalla "Susan G. Komen", organizzazione senza scopo di lucro che da anni svolge importanti opere di solidarietà e si batte per la lotta ai tumori al seno.
L'evento iniziato il 19 maggio, si è concluso 3 giorni dopo con la tradizionale corsa di 5 km e la passeggiata di 2 km percorrendo alcune delle vie più belle di Roma.
Roma 21/05/2017
Sito web della "Race for the Cure": www.raceroma.it/
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© Fabrizio Di Ruscio
Progetto fotografico in collaborazione con GianOrso
DeGenere
Italian Queer Tango Marathon
Roma, 21-23 marzo
www.facebook.com/events/1278888009994773/
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Out of Frames
Cosa fa una cornice? Richiama l’attenzione, valorizza, mette in risalto. Sono tutti aspetti positivi, che fanno parte della nostra esperienza di persone queer o vicine alla sensibilità queer. Le cornici ci aiutano ad affermare, in modo giocoso, “guardami!”, “sono qui”, “ci sono anche io”, “io valgo!”.
Sono le stesse istanze, giocose e terapeutiche, che portano ogni anno uomini, donne e persone non binarie, di tutti gli orientamenti, a ballare insieme il tango, a mescolarsi, a toccarsi, a conoscersi e verificarsi con il corpo a suon di musica. Il tango queer aiuta le persone ad essere nel qui ed ora, mandando in frantumi taboo personali e frontiere di genere ed orientamento, aiutando le persone ad essere felici davvero.
Quindi le nostre cornici sono staccate dai muri. Sono i soggetti che le scelgono, che le reggono, che ne sovvertono il significato, che decidono di raccontare nuove storie, nuovi legami. Le persone escono dalle cornici, dai propri stereotipi, e incontrano altrə.
In un mondo di comunicazione falsata e distorta, gli scatti di Out of Frames sono dannatamente reali. Imperfetti, pieni di “errori” tecnici. Sono scatti che rompono la quarta parete, rivelando lo stativo e la scenografia. Fuori dalla Cornice!
Uno degli effetti di questo set fotografico è stato il divertimento di coloro che hanno partecipato. Quelle risate, quegli incontri, quello scoprirsi reciprocamente sono stati molto terapeutici. In questo momento buio della storia in cui diritti e democrazia si stanno sistematicamente smantellando, la nostra comunità queer e di alleatə ha bisogno di esser furba, di far memoria di se. La paura si sconfigge insieme, con la lotta e con l’ironia!
Roma, Foro Romano / Basilica Emilia: Maria Antonietta Tomei e Patrizia Fortini (a cura di), Guida breve "MEMORIE DI ROMA - Gli Aemilii e la basilica nel Foro." Electa (2010). MIBAC & LA REPUBBLICA ed. ROMA (21.04.2010).
Segreti, denari e sculture luce sulla Basilica Emilia, una storia di famiglia di CARLO ALBERTO BUCCI, LA REPUBBLICA ed. ROMA (21.04.2010).
La Basilica Emilia -Nella Curia splendono i denarii coniati da M. Emilio Lepido con la raffigurazione del suo omonimo antenato che incorona Tolomeo V d'Egitto. Ma fuori ci sono anche le monete squagliate sul pavimento della Basilica Emilia quando venne incendiata dai Visigoti nel 410 d. C. Tra l'interno della Julia e l'esterno del Foro si articola la mostra che ricostruisce la storia degli Aemilii attraverso i frammenti del loro glorioso passato, tra scultura e architettura, memorie familiari e storia di Roma.
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Curata da Maria Antonietta Tomei e Patrizia Fortini (in catalogo testi di Klaus Stefan Freyberger e Matteo Cadario) l'esposizione ha un carattere permanente poiché i bassorilievi della basilica, da almeno cinquant'anni ricoverati e nascosti in un ufficio della Soprintendenza archeologica, e l'edificio stesso fondato nel 179 a. C. dagli Emili nel Foro, godono da oggi di un inedito allestimento e di una nuova luce.
Le scene con il Ratto delle Sabine e con la Punizione di Tarpea sono accompagnate da busti e statue provenienti anche da altre basiliche (Ercolano, Lucus Feroniae, Luni) per ricreare idealmente la galleria di ritratti di famiglia che ornava l'edificio dedicato alla giustizia e ai commerci. I quattro bassorilievi superstiti, alti 75 centimetri e frutto di un paziente restauro e rimontaggio dei frammenti, decoravano l'interno della Basilica Emilia e furono ritrovati a pezzi negli scavi degli inizi del secolo scorso. Opera d'età augustea, ma per studiosi come Filippo Coarelli invece dell'80 a. C., questa narrazione in marmo pentelico è una riscoperta e resterà per sempre, insieme agli straordinari bassorilievi d'età traianea, dentro la Curia.
A far rivivere all'esterno il portico della Basilica Emilia, ci ha pensato Piero Castiglioni con un'illuminazione che suggerisce l'alzato delle magnifiche colonne in marmo africano, all'interno di un progetto di nuova illuminazione dei Fori che, ha detto ieri il sottosegretario Francesco Giro, si completerà nel 2011. A maggio intanto riaprirà alle visite il tempio di Venere e Roma mentre si prevede che per l'estate sia visitabile anche la casa delle Vestali.
Curia Iulia, dal 21 aprile al 31 agosto, ore 8.30-9.15, ingresso 12 euro con visita a Colosseo, Palatino e Foro romano (catalogo Electa)
(21 aprile 2010)
fonti / source: roma.repubblica.it/cronaca/2010/04/21/news/segreti_denari...
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Fonti / source: "Memorie di Roma. Gli Aemilii e la basilica nel Foro. MIBAC / ROMA (20.04.2010).
www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Conten...
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FORO ROMANO, IN ESTATE APERTURA CASA VESTALI - Prevista per l'estate l'apertura della Casa delle Vestali nel Foro Romano, struttura chiusa da 50 anni. Lo annuncia Maria Antonietta Tomei, direttrice del Foro Romano oggi a margine del sopralluogo alla mostra "Memorie di Roma" allestita nella Curia Senatus abbinata al percorso di visita della basilica Aemilia. "L'apertura della Casa delle Vestali rientra nel programma di aperture al pubblico dell'area archeologica centrale, iniziato con la Vigna Barberini lo scorso anno sul Palatino - dice Tomei - Si comincia alla seconda metà di maggio, tra il 15 e il 30 del mese con la riapertura della terrazza del Tempio di Venere e Roma che regalerà un affaccio mozzafiato sul Colosseo. E per l'estate contiamo di restituire dopo cinquant'anni di chiusura, la Casa delle Vestali con tutti i suoi elementi architettonici". (omniroma.it)
(20 aprile 2010 ore 14:13)
Roma, 21 marzo 2019 – La visita del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte alla sede operativa del Dipartimento della Protezione Civile prima della cerimonia di conferimento delle Benemerenze di protezione civile agli operatori del sistema. Il Capo Dipartimento, Angelo Borrelli, ha illustrato le sale in cui si coordinano e gestiscono le emergenze e quelle in cui si monitorano i rischi sul territorio.
Roma, 21 marzo 2019 – La visita del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte alla sede operativa del Dipartimento della Protezione Civile prima della cerimonia di conferimento delle Benemerenze di protezione civile agli operatori del sistema. Il Capo Dipartimento, Angelo Borrelli, ha illustrato le sale in cui si coordinano e gestiscono le emergenze e quelle in cui si monitorano i rischi sul territorio.
Giuseppe Gioachino Belli
Giuseppe Francesco Antonio Maria Gioachino Raimondo Belli (Roma, 7 settembre 1791 – Roma, 21 dicembre 1863) è stato un poeta italiano.
Nei suoi 2279 Sonetti romaneschi, composti in vernacolo romanesco raccolse la voce del popolo della Roma del XIX secolo.
Biografia
Nacque a Roma nel 1791 nella famiglia benestante di Luigia Mazio e di Gaudenzio Belli. La famiglia ebbe altri tre figli: uno morto ancora in fasce, Carlo, morto a 18 anni, Flaminia, che si fece suora nel 1827. Nel 1798 i francesi occuparono Roma e i Belli si rifugiarono a Napoli. Ristabilito il potere pontificio, tornarono a Roma, poi nel 1800 si stabilirono a Civitavecchia, dove Gaudenzio Belli aveva ottenuto un impiego ben retribuito al porto.
Morì nel 1802 in un'epidemia di tifo petecchiale, lasciando in gravi difficoltà economiche la famiglia, che tornò a Roma stabilendosi a via del Corso.
La madre si risposò nel 1806, ma morì l'anno dopo, e dei figli si presero cura gli zii paterni. Giuseppe Gioachino dovette interrompere gli studi per impiegarsi in brevi e mal retribuiti lavori di computista, impartendo anche qualche lezione privata. Ottenne salario e alloggio nel 1812 presso il principe Stanislao Poniatowsky. Fu licenziato l'anno dopo per contrasti, si ipotizza, con Cassandra Luci, l'amante (e, successivamente, moglie) del principe.
Giuseppe G. aveva intanto cominciato le prime prove poetiche e letterarie. Nel 1805 aveva scritto le ottave La Campagna, un componimento scolastico sulla bellezza della natura, l'anno dopo una Dissertazione intorno la natura e utilità delle voci, poco più di un sunto del Saggio sull'origine delle conoscenze umane di Condillac, laddove si tratta del linguaggio quale elemento espressivo di mediazione tra la sensazione e il pensiero. Altri suoi scritti su alcuni fenomeni naturali, pur privi di importanza scientifica, danno testimonianza della sua curiosità e del suo spirito di osservazione. Nel 1807 scrisse le Lamentazioni, poemetto di nove canti in versi sciolti, con atmosfere notturne, la Battaglia celtica, entrambe a imitazione del Cesarotti, allora in gran voga, e La Morte della Morte, del 1810, è un poemetto scherzoso in ottave, scritto a imitazione del Berni.
Nel 1812 Belli entrò con il nome Tirteo Lacedemonio nell'«Accademia degli Elleni», istituto filo-francese fondato nel 1805. Nel 1813 una scissione portò alla fondazione dell'«Accademia Tiberina», alla quale passò Belli. La nuova Accademia comprendeva gli oppositori dell'Impero, liberali e clericali, ed ebbe tra i membri Mauro Cappellari, futuro papa Gregorio XVI, e il principe Metternich.
Quello è anche l'anno delle opere seguenti: poemetto di due canti in terzine, d'imitazione del Monti, Il convito di Baldassare ultimo re degli Assirj,
Il Diluvio universale,
L'Eccidio di Gerusalemme,
La sconfitta de' Madianiti,
Salmi tradotti in versi sciolti,
sonetti dedicati all'amico Francesco Spada.
Nel 1815 si volse al teatro e scrisse le farse I finti commedianti e Il tutor pittore, e I fratelli alla prova, traduzione di un dramma di Benoît Pelletier-Volméranges. Nel 1816 pubblicò in terzine La Pestilenza stata in Firenze l'anno di nostra salute MCCCXLVIII e nel 1817 A Filippo Pistrucci Romano. Il 1818 entrò nell'«Accademia dell'Arcadia» con il nome Linarco Dirceo.
Il 12 settembre 1816 il Belli, che aveva appena ottenuto un impiego all'Ufficio del Registro, e Maria Conti (1780-1837), vedova benestante, proprietaria di terre in Umbria, si sposarono e si stabilirono in casa Conti a Palazzo Poli, presso la fontana di Trevi. Libero da assilli economici, il Belli poté iniziare una serie di viaggi che lo portarono a visitare Venezia, Napoli, Firenze e, fondamentale per il suo sviluppo artistico, Milano, che visitò nell'agosto del 1827 - dopo aver dato le dimissioni dal suo impiego statale - e vi si trattenne a lungo, ospite di un amico, l'architetto Giacomo Moraglia. A Milano, dove tornò nel 1828 e nel 1829, conobbe le opere di Carlo Porta e comprese la dignità del dialetto e la forza satirica che il realismo popolare era capace di esprimere.
Dell'Accademia dell'Arcadia fu segretario, dal 1850 presidente. In questa veste fu responsabile della censura artistica e come tale si trovò a vietare le opere di William Shakespeare.
Morì nel 1863, a causa di un colpo apoplettico e fu sepolto al Verano (Roma). Nel testamento aveva disposto che le sue opere venissero bruciate, ma il figlio non lo fece, consentendo così che fossero conosciute da tutti e per sempre. Il pronipote e artista, Guglielmo Janni, ne racconterà vita e opere in un opus dattiloscritto di 10 volumi.
« Io ho deliberato di lasciare un monumento di quello che oggi è la plebe di Roma.
In lei sta certo un tipo di originalità: e la sua lingua, i suoi concetti, l'indole, il costume, gli usi, le pratiche, i lumi, la credenza, i pregiudizi, le superstizioni, tuttociò insomma che la riguarda, ritiene un'impronta che assai per avventura si distingue da qualunque altro carattere di popolo. Né Roma è tale, che la plebe di lei non faccia parte di un gran tutto, di una città cioè di sempre solenne ricordanza. »
(Giuseppe Gioachino Belli, introduzione alla raccolta dei sonetti)
« Non casta, non pia talvolta, sebbene devota e superstiziosa, apparirà la materia e la forma: ma il popolo è questo e questo io ricopio. »
(Giuseppe Gioachino Belli, introduzione alla raccolta dei sonetti)
« Io qui ritraggo le idee di una plebe ignorante, comunque in gran parte concettosa ed arguta, e le ritraggo, dirò, col concorso di un idiotismo continuo, di una favella tutta guasta e corrotta, di una lingua infine non italiana e neppur romana, ma romanesca. »
(Giuseppe Gioachino Belli, introduzione alla raccolta dei sonetti)
L'opera del Belli, principalmente nota per i suoi sonetti, rappresenta con felice sintesi la mentalità dei popolani romani, lo spirito salace, disincantato, furbesco e sempre autocentrico della plebe, come egli la denomina, rendendo con vivezza una costante traduzione in termini ricercatamente incolti delle principali tematiche della quotidianità.
L'aspetto ierocratico della Roma dei papi, della Roma del Papa Re, che incrocia le vicissitudini del popolano nelle ritualità religiose e nelle liturgie giuridiche, nell'immanenza politica come nella sacralizzazione del pratico, è sempre, in ogni verso svolto nell'ottica del vulgus, che sue proprie conclusioni trae secondo quanto di sua percezione. In questo senso è stato discusso se l'opera belliana, come inizialmente accadde, possa ancora tout-court ascriversi al verismo, che intanto dava migliori prove nella prosa, o se invece non sia il caso di riconsiderarla fra le categorie che, avvicinandosi al picaresco per tematiche e contestualizzazioni, trovano un certo fattore comune nella forma della poesia dialettale italiana.
Da un punto di vista letterario, si tratta della produzione più corposa della poesia dialettale italiana dell'Ottocento, e, in termini linguistici, si tratta di un documento di inestimabile valore sulle mille possibili articolazioni del romanesco, di cui isola un tipo oramai classico, mentre il tempo trascorso ha provveduto a farlo evolvere.
A chi vi veda (posizione non maggioritaria) solo un carattere di poesia minore, personalistica, ad usi familiari, si contrappone chi vi riconosce il registro storico di una fase culturale popolare, un secolo prima che l'esigenza di catalogare e studiare e, prima ancora, di raccogliere, gli elementi espressivi dei ceti bassi, certamente quelli anche proverbiali, divenisse sentimento diffuso. Il corpo dei sonetti raggiunge anche un obiettivo non secondario delle opere letterarie, il piacere della lettura, agevolato dalla costante ed intrigante trasparenza del personale diletto dell'Autore nella sua estensione.
Eppure il realismo è parte del modo narrativo belliano, quantunque non esclusivo. Del realismo Belli fu certo attento osservatore, avendone peraltro selezionato materiale per il suo Zibaldone, ma l'inclinazione verso una satira di sistema, velenosa proporzionalmente alla presunta impossibilità di portare a moralistica redenzione i cattivi costumi che punge, sposta la classificabilità verso parametri solo apparentemente più leggeri, e difatti dell'opera si hanno inquadramenti nelle categorie dell'umorismo, della cronica;, del lazzo e - per estremo - della letteratura scandalistica. Come per altre opere di tutte le letterature, al piacere di degustarne l'arguzia, si è spesso aggiunta la morbosità per la dirompente frequenza di ricorso a termini e locuzioni, o proprio a situazioni tematiche, di drastico scandalo.
Al Belli che di fatto componeva un'opera moralisteggiante, senza limiti e senza rispetto delle inibizioni morali della letteratura ufficiale, con l'aggravante di essere egli censore ufficiale per ragioni di pubblica moralità, non si riconobbe se non sottovoce, quasi clandestinamente, valore letterario, almeno sin quando (nella seconda metà del Novecento) la cultura ufficiale non prese atto, restituendolo come nozione, che presso il popolo erano in uso il turpiloquio e la semplificazione in senso materiale delle tematiche riguardanti la religione (il Timor di Dio), il pudore sessuale e altri argomenti di pari delicatezza.
I sonetti, 2.279 per circa 32.000 versi - più del doppio dei versi della Divina Commedia dantesca -, sono spesso accostati alla proverbialistica poiché nel loro complesso dipingono con ampiezza di dettaglio la filosofia dei Romaneschi del tempo (da non confondersi con i Romani, ai quali il Poeta diceva di appartenere), costituendone impercettibilmente, come dall'Autore stesso dichiarato, monumento.
Traduzione inglese
I sonetti del Belli sono stati tradotti in lingua inglese (Vernacular Sonnets of Giuseppe Gioacchino Belli, Windmill Books Limited, Londra), da Michael Sullivan. La difficoltà di rendere questo corpus poetico dialettale ha portato il traduttore ad adottare un'inflessione vernacolare dell'inglese che egli definisce dispersed urban vernacular, riconducibile a una working class dispersa, non necessariamente urbana, in un linguaggio che, a differenza dell'originale, è privo di un'identificazione territoriale. Ci sono varie traduzioni anche in altre lingue (in francese, Darbousset e Vegliante).
Settantatré sonetti di Belli, di argomento biblico, sono stati tradotti in lingua inglese dallo scrittore Anthony Burgess e posti, col testo romanesco a fronte, nella seconda parte del romanzo Abba Abba pubblicato nel 1977. Il romanzo tratta dell'incontro a Roma di Belli col poeta John Keats
Le altre opere
La produzione in lingua italiana, è poco noto, è di volume superiore a quella vernacolare, che le è però a sua volta superiore per peso specifico, quanto a particolarità ed innovatività. Nondimeno, in tempi recenti, si volge crescente attenzione al resto dell'opera di Belli, della quale si cerca di analizzare in modo meno superficiale le ricchezze creative.
Principalmente si menzionano l'Epistolario e lo Zibaldone, una selezione di brani del realismo, dell'illuminismo e del romanticismo indicativa della formazione letteraria dell'Autore, in gran parte autodidattica
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
In altra letteratura si dice che la salvezza dal rogo è di Mons. V. Tizzani, altro amico del Belli, che salvò i manoscritti dei sonetti non ubbidendo a Giuseppe G.
Raccolta Foto de Alvariis.
Progetto fotografico in collaborazione con GianOrso
DeGenere
Italian Queer Tango Marathon
Roma, 21-23 marzo
www.facebook.com/events/1278888009994773/
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Out of Frames
Cosa fa una cornice? Richiama l’attenzione, valorizza, mette in risalto. Sono tutti aspetti positivi, che fanno parte della nostra esperienza di persone queer o vicine alla sensibilità queer. Le cornici ci aiutano ad affermare, in modo giocoso, “guardami!”, “sono qui”, “ci sono anche io”, “io valgo!”.
Sono le stesse istanze, giocose e terapeutiche, che portano ogni anno uomini, donne e persone non binarie, di tutti gli orientamenti, a ballare insieme il tango, a mescolarsi, a toccarsi, a conoscersi e verificarsi con il corpo a suon di musica. Il tango queer aiuta le persone ad essere nel qui ed ora, mandando in frantumi taboo personali e frontiere di genere ed orientamento, aiutando le persone ad essere felici davvero.
Quindi le nostre cornici sono staccate dai muri. Sono i soggetti che le scelgono, che le reggono, che ne sovvertono il significato, che decidono di raccontare nuove storie, nuovi legami. Le persone escono dalle cornici, dai propri stereotipi, e incontrano altrə.
In un mondo di comunicazione falsata e distorta, gli scatti di Out of Frames sono dannatamente reali. Imperfetti, pieni di “errori” tecnici. Sono scatti che rompono la quarta parete, rivelando lo stativo e la scenografia. Fuori dalla Cornice!
Uno degli effetti di questo set fotografico è stato il divertimento di coloro che hanno partecipato. Quelle risate, quegli incontri, quello scoprirsi reciprocamente sono stati molto terapeutici. In questo momento buio della storia in cui diritti e democrazia si stanno sistematicamente smantellando, la nostra comunità queer e di alleatə ha bisogno di esser furba, di far memoria di se. La paura si sconfigge insieme, con la lotta e con l’ironia!
Progetto fotografico in collaborazione con GianOrso
DeGenere
Italian Queer Tango Marathon
Roma, 21-23 marzo
www.facebook.com/events/1278888009994773/
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Out of Frames
Cosa fa una cornice? Richiama l’attenzione, valorizza, mette in risalto. Sono tutti aspetti positivi, che fanno parte della nostra esperienza di persone queer o vicine alla sensibilità queer. Le cornici ci aiutano ad affermare, in modo giocoso, “guardami!”, “sono qui”, “ci sono anche io”, “io valgo!”.
Sono le stesse istanze, giocose e terapeutiche, che portano ogni anno uomini, donne e persone non binarie, di tutti gli orientamenti, a ballare insieme il tango, a mescolarsi, a toccarsi, a conoscersi e verificarsi con il corpo a suon di musica. Il tango queer aiuta le persone ad essere nel qui ed ora, mandando in frantumi taboo personali e frontiere di genere ed orientamento, aiutando le persone ad essere felici davvero.
Quindi le nostre cornici sono staccate dai muri. Sono i soggetti che le scelgono, che le reggono, che ne sovvertono il significato, che decidono di raccontare nuove storie, nuovi legami. Le persone escono dalle cornici, dai propri stereotipi, e incontrano altrə.
In un mondo di comunicazione falsata e distorta, gli scatti di Out of Frames sono dannatamente reali. Imperfetti, pieni di “errori” tecnici. Sono scatti che rompono la quarta parete, rivelando lo stativo e la scenografia. Fuori dalla Cornice!
Uno degli effetti di questo set fotografico è stato il divertimento di coloro che hanno partecipato. Quelle risate, quegli incontri, quello scoprirsi reciprocamente sono stati molto terapeutici. In questo momento buio della storia in cui diritti e democrazia si stanno sistematicamente smantellando, la nostra comunità queer e di alleatə ha bisogno di esser furba, di far memoria di se. La paura si sconfigge insieme, con la lotta e con l’ironia!
Roma, Foro Romano / Basilica Emilia: Maria Antonietta Tomei e Patrizia Fortini (a cura di), Guida breve "MEMORIE DI ROMA - Gli Aemilii e la basilica nel Foro." Electa (2010). MIBAC & LA REPUBBLICA ed. ROMA (21.04.2010).
Segreti, denari e sculture luce sulla Basilica Emilia, una storia di famiglia di CARLO ALBERTO BUCCI, LA REPUBBLICA ed. ROMA (21.04.2010).
La Basilica Emilia -Nella Curia splendono i denarii coniati da M. Emilio Lepido con la raffigurazione del suo omonimo antenato che incorona Tolomeo V d'Egitto. Ma fuori ci sono anche le monete squagliate sul pavimento della Basilica Emilia quando venne incendiata dai Visigoti nel 410 d. C. Tra l'interno della Julia e l'esterno del Foro si articola la mostra che ricostruisce la storia degli Aemilii attraverso i frammenti del loro glorioso passato, tra scultura e architettura, memorie familiari e storia di Roma.
GUARDA Le immagini della mostra
Curata da Maria Antonietta Tomei e Patrizia Fortini (in catalogo testi di Klaus Stefan Freyberger e Matteo Cadario) l'esposizione ha un carattere permanente poiché i bassorilievi della basilica, da almeno cinquant'anni ricoverati e nascosti in un ufficio della Soprintendenza archeologica, e l'edificio stesso fondato nel 179 a. C. dagli Emili nel Foro, godono da oggi di un inedito allestimento e di una nuova luce.
Le scene con il Ratto delle Sabine e con la Punizione di Tarpea sono accompagnate da busti e statue provenienti anche da altre basiliche (Ercolano, Lucus Feroniae, Luni) per ricreare idealmente la galleria di ritratti di famiglia che ornava l'edificio dedicato alla giustizia e ai commerci. I quattro bassorilievi superstiti, alti 75 centimetri e frutto di un paziente restauro e rimontaggio dei frammenti, decoravano l'interno della Basilica Emilia e furono ritrovati a pezzi negli scavi degli inizi del secolo scorso. Opera d'età augustea, ma per studiosi come Filippo Coarelli invece dell'80 a. C., questa narrazione in marmo pentelico è una riscoperta e resterà per sempre, insieme agli straordinari bassorilievi d'età traianea, dentro la Curia.
A far rivivere all'esterno il portico della Basilica Emilia, ci ha pensato Piero Castiglioni con un'illuminazione che suggerisce l'alzato delle magnifiche colonne in marmo africano, all'interno di un progetto di nuova illuminazione dei Fori che, ha detto ieri il sottosegretario Francesco Giro, si completerà nel 2011. A maggio intanto riaprirà alle visite il tempio di Venere e Roma mentre si prevede che per l'estate sia visitabile anche la casa delle Vestali.
Curia Iulia, dal 21 aprile al 31 agosto, ore 8.30-9.15, ingresso 12 euro con visita a Colosseo, Palatino e Foro romano (catalogo Electa)
(21 aprile 2010)
fonti / source: roma.repubblica.it/cronaca/2010/04/21/news/segreti_denari...
fonti / foto source: GUARDA Le immagini della mostra / LA REPUBBLICA ed. ROMA - roma.repubblica.it/cronaca/2010/04/21/foto/memorie_di_rom...
Fonti / source: "Memorie di Roma. Gli Aemilii e la basilica nel Foro. MIBAC / ROMA (20.04.2010).
www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Conten...
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FORO ROMANO, IN ESTATE APERTURA CASA VESTALI - Prevista per l'estate l'apertura della Casa delle Vestali nel Foro Romano, struttura chiusa da 50 anni. Lo annuncia Maria Antonietta Tomei, direttrice del Foro Romano oggi a margine del sopralluogo alla mostra "Memorie di Roma" allestita nella Curia Senatus abbinata al percorso di visita della basilica Aemilia. "L'apertura della Casa delle Vestali rientra nel programma di aperture al pubblico dell'area archeologica centrale, iniziato con la Vigna Barberini lo scorso anno sul Palatino - dice Tomei - Si comincia alla seconda metà di maggio, tra il 15 e il 30 del mese con la riapertura della terrazza del Tempio di Venere e Roma che regalerà un affaccio mozzafiato sul Colosseo. E per l'estate contiamo di restituire dopo cinquant'anni di chiusura, la Casa delle Vestali con tutti i suoi elementi architettonici". (omniroma.it)
(20 aprile 2010 ore 14:13)
Progetto fotografico in collaborazione con GianOrso
DeGenere
Italian Queer Tango Marathon
Roma, 21-23 marzo
www.facebook.com/events/1278888009994773/
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Out of Frames
Cosa fa una cornice? Richiama l’attenzione, valorizza, mette in risalto. Sono tutti aspetti positivi, che fanno parte della nostra esperienza di persone queer o vicine alla sensibilità queer. Le cornici ci aiutano ad affermare, in modo giocoso, “guardami!”, “sono qui”, “ci sono anche io”, “io valgo!”.
Sono le stesse istanze, giocose e terapeutiche, che portano ogni anno uomini, donne e persone non binarie, di tutti gli orientamenti, a ballare insieme il tango, a mescolarsi, a toccarsi, a conoscersi e verificarsi con il corpo a suon di musica. Il tango queer aiuta le persone ad essere nel qui ed ora, mandando in frantumi taboo personali e frontiere di genere ed orientamento, aiutando le persone ad essere felici davvero.
Quindi le nostre cornici sono staccate dai muri. Sono i soggetti che le scelgono, che le reggono, che ne sovvertono il significato, che decidono di raccontare nuove storie, nuovi legami. Le persone escono dalle cornici, dai propri stereotipi, e incontrano altrə.
In un mondo di comunicazione falsata e distorta, gli scatti di Out of Frames sono dannatamente reali. Imperfetti, pieni di “errori” tecnici. Sono scatti che rompono la quarta parete, rivelando lo stativo e la scenografia. Fuori dalla Cornice!
Uno degli effetti di questo set fotografico è stato il divertimento di coloro che hanno partecipato. Quelle risate, quegli incontri, quello scoprirsi reciprocamente sono stati molto terapeutici. In questo momento buio della storia in cui diritti e democrazia si stanno sistematicamente smantellando, la nostra comunità queer e di alleatə ha bisogno di esser furba, di far memoria di se. La paura si sconfigge insieme, con la lotta e con l’ironia!
Roma, 21 febbraio 2018: Iniziativa Fillea e Filt Cgil "#Connectivity. Il lavoro che costruisce, il lavoro che trasporta. Per connettere l'Italia"
Pierangelo Albini, Confindustria
© Simona Caleo/Cgil
Roma, 21 marzo 2019 – Cerimonia di conferimento delle Benemerenze di protezione civile. La cerimonia, che si è svolta nella sede operativa del Dipartimento, è stata aperta dal saluto del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.
Foto: Mibac & LA REPUBBLICA ed. ROMA © Tutti i diritti riservati 2010.
Roma, Foro Romano / Basilica Emilia: Maria Antonietta Tomei e Patrizia Fortini (a cura di), Guida breve "MEMORIE DI ROMA - Gli Aemilii e la basilica nel Foro." Electa (2010). MIBAC & LA REPUBBLICA ed. ROMA (21.04.2010).
Segreti, denari e sculture luce sulla Basilica Emilia, una storia di famiglia di CARLO ALBERTO BUCCI, LA REPUBBLICA ed. ROMA (21.04.2010).
La Basilica Emilia -Nella Curia splendono i denarii coniati da M. Emilio Lepido con la raffigurazione del suo omonimo antenato che incorona Tolomeo V d'Egitto. Ma fuori ci sono anche le monete squagliate sul pavimento della Basilica Emilia quando venne incendiata dai Visigoti nel 410 d. C. Tra l'interno della Julia e l'esterno del Foro si articola la mostra che ricostruisce la storia degli Aemilii attraverso i frammenti del loro glorioso passato, tra scultura e architettura, memorie familiari e storia di Roma.
GUARDA Le immagini della mostra
Curata da Maria Antonietta Tomei e Patrizia Fortini (in catalogo testi di Klaus Stefan Freyberger e Matteo Cadario) l'esposizione ha un carattere permanente poiché i bassorilievi della basilica, da almeno cinquant'anni ricoverati e nascosti in un ufficio della Soprintendenza archeologica, e l'edificio stesso fondato nel 179 a. C. dagli Emili nel Foro, godono da oggi di un inedito allestimento e di una nuova luce.
Le scene con il Ratto delle Sabine e con la Punizione di Tarpea sono accompagnate da busti e statue provenienti anche da altre basiliche (Ercolano, Lucus Feroniae, Luni) per ricreare idealmente la galleria di ritratti di famiglia che ornava l'edificio dedicato alla giustizia e ai commerci. I quattro bassorilievi superstiti, alti 75 centimetri e frutto di un paziente restauro e rimontaggio dei frammenti, decoravano l'interno della Basilica Emilia e furono ritrovati a pezzi negli scavi degli inizi del secolo scorso. Opera d'età augustea, ma per studiosi come Filippo Coarelli invece dell'80 a. C., questa narrazione in marmo pentelico è una riscoperta e resterà per sempre, insieme agli straordinari bassorilievi d'età traianea, dentro la Curia.
A far rivivere all'esterno il portico della Basilica Emilia, ci ha pensato Piero Castiglioni con un'illuminazione che suggerisce l'alzato delle magnifiche colonne in marmo africano, all'interno di un progetto di nuova illuminazione dei Fori che, ha detto ieri il sottosegretario Francesco Giro, si completerà nel 2011. A maggio intanto riaprirà alle visite il tempio di Venere e Roma mentre si prevede che per l'estate sia visitabile anche la casa delle Vestali.
Curia Iulia, dal 21 aprile al 31 agosto, ore 8.30-9.15, ingresso 12 euro con visita a Colosseo, Palatino e Foro romano (catalogo Electa)
(21 aprile 2010)
fonti / source: roma.repubblica.it/cronaca/2010/04/21/news/segreti_denari...
fonti / foto source: GUARDA Le immagini della mostra / LA REPUBBLICA ed. ROMA - roma.repubblica.it/cronaca/2010/04/21/foto/memorie_di_rom...
Fonti / source: "Memorie di Roma. Gli Aemilii e la basilica nel Foro. MIBAC / ROMA (20.04.2010).
www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Conten...
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(20 aprile 2010 ore 14:13)
Roma, 21 luglio 2006
Ivano Fossati in concerto- L'arcangelo tour
Auditorium Parco della Musica
"Come cambia le cose
la luce della luna
come cambia i colori qui
la luce della luna
come ci rende solitari e ci tocca...
Chi si guarda nel cuore
sa bene quello che vuole
e prende quello che c'è
Ha ben piccole foglie
ha ben piccole foglie
ha ben piccole foglie
la pianta del tè"
Roma, 21 novembre 2018 – Delegati visitano lo spazio espositivo dedicato a nove progetti internazionali innovativi nell'ambito della riduzione del rischio.
Il Forum europeo sulla riduzione del rischio da disastri si è svolto a Roma, presso il Centro Congressi “Auditorium della Tecnica”, dal 21 al 23 novembre 2018. Tre giornate di eventi, dibattiti, tavole rotonde, sessioni plenarie e di lavoro dedicate ai rischi connessi ai cambiamenti climatici, all’analisi dei disastri causati da calamità naturali e provocati dall’attività umana e alle strategie per la riduzione dei disastri. Il Forum, organizzato dal Dipartimento della Protezione Civile e promosso dall’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione dei rischi di catastrofi (UNISDR), ha visto la partecipazione di oltre 50 Paesi.
Roma, 21 marzo 2019 – La visita del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte alla sede operativa del Dipartimento della Protezione Civile prima della cerimonia di conferimento delle Benemerenze di protezione civile agli operatori del sistema. Il Capo Dipartimento, Angelo Borrelli, ha illustrato le sale in cui si coordinano e gestiscono le emergenze e quelle in cui si monitorano i rischi sul territorio.
Hermanus Johannes Aloysius Maria (Herman) Schaepman, meestal aangeduid als Dr. Schaepman. (Tubbergen, 2 maart 1844 – Rome, 21 januari 1903) was een Nederlands dichter, rooms-katholiek priester, theoloog en politicus. Hij speelde een doorslaggevende rol in de katholieke emancipatie als eerste priester die lid van de Tweede Kamer werd.