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circo massimo, natale di roma 21 aprile 2014

Progetto fotografico in collaborazione con GianOrso

 

DeGenere

Italian Queer Tango Marathon

Roma, 21-23 marzo

www.facebook.com/events/1278888009994773/

 

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Out of Frames

 

Cosa fa una cornice? Richiama l’attenzione, valorizza, mette in risalto. Sono tutti aspetti positivi, che fanno parte della nostra esperienza di persone queer o vicine alla sensibilità queer. Le cornici ci aiutano ad affermare, in modo giocoso, “guardami!”, “sono qui”, “ci sono anche io”, “io valgo!”.

 

Sono le stesse istanze, giocose e terapeutiche, che portano ogni anno uomini, donne e persone non binarie, di tutti gli orientamenti, a ballare insieme il tango, a mescolarsi, a toccarsi, a conoscersi e verificarsi con il corpo a suon di musica. Il tango queer aiuta le persone ad essere nel qui ed ora, mandando in frantumi taboo personali e frontiere di genere ed orientamento, aiutando le persone ad essere felici davvero.

 

Quindi le nostre cornici sono staccate dai muri. Sono i soggetti che le scelgono, che le reggono, che ne sovvertono il significato, che decidono di raccontare nuove storie, nuovi legami. Le persone escono dalle cornici, dai propri stereotipi, e incontrano altrə.

 

In un mondo di comunicazione falsata e distorta, gli scatti di Out of Frames sono dannatamente reali. Imperfetti, pieni di “errori” tecnici. Sono scatti che rompono la quarta parete, rivelando lo stativo e la scenografia. Fuori dalla Cornice!

 

Uno degli effetti di questo set fotografico è stato il divertimento di coloro che hanno partecipato. Quelle risate, quegli incontri, quello scoprirsi reciprocamente sono stati molto terapeutici. In questo momento buio della storia in cui diritti e democrazia si stanno sistematicamente smantellando, la nostra comunità queer e di alleatə ha bisogno di esser furba, di far memoria di se. La paura si sconfigge insieme, con la lotta e con l’ironia!

Roma, 21 febbraio 2020 – Il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, i Ministri della Salute e degli Esteri e, in collegamento telefonico, i Presidenti delle Regioni Veneto e Lombardia, riuniti per fare il punto sulla situazione in atto e sui provvedimenti da adottare a seguito dei nuovi casi di contagio nel lodigiano e nel padovano.

Roma, 21 novembre 2022 – “Protezione civile e coesione territoriale – Strategia per la riduzione del rischio 2021-2027”, evento di chiusura del Programma realizzato dal Dipartimento nell’ambito del PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020.

Roma, 21 febbraio 2020 – Il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, i Ministri della Salute e degli Esteri e, in collegamento telefonico, i Presidenti delle Regioni Veneto e Lombardia, riuniti per fare il punto sulla situazione in atto e sui provvedimenti da adottare a seguito dei nuovi casi di contagio nel lodigiano e nel padovano.

Roma, 21 febbraio 2020 – Il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, i Ministri della Salute e degli Esteri e, in collegamento telefonico, i Presidenti delle Regioni Veneto e Lombardia, riuniti per fare il punto sulla situazione in atto e sui provvedimenti da adottare a seguito dei nuovi casi di contagio nel lodigiano e nel padovano.

BENVENUTO ALLE MATRICOLE

LUISS Guido Carli

Sede di viale Romania

Roma 21 Settembre 2015

Roma, 21 novembre 2022 – “Protezione civile e coesione territoriale – Strategia per la riduzione del rischio 2021-2027”, evento di chiusura del Programma realizzato dal Dipartimento nell’ambito del PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020.

Chiesa di Sant'Eusebio

Sant'Eusebio è una chiesa monastica di Roma, dedicata all'oscuro martire del IV secolo Eusebio di Roma[1] e costruita nel Rione Esquilino.

 

L'edificio, attualmente in posizione seminascosta, è incastrato fra i palazzi del Piano Regolatore "piemontese" del 1873 nell'angolo fra piazza Vittorio Emanuele II e via Napoleone III. Chiesa titolare e parrocchia, ma non basilica minore, è uno dei monumenti cristiani più insigni del Rione.

Storia

Si ritiene tradizionalmente che la costruzione insista sulla domus del prete romano Eusebio (circa 319-357?), strenuo oppositore dell’arianesimo, condannato dall'imperatore Costanzo II a morire di fame rinchiuso in una stanza della propria abitazione[2].

 

L’epitaffio di un clericus trovato nelle catacombe dei Santi Marcellino e Pietro ad duas Lauros dell’anno 474 è il documento più antico menzionante il titulus di Eusebio[3], ma il graffito funerario del lettore Olympus ne indizia la costruzione già nel IV secolo[4], probabilmente per volontà del pontefice Liberio (352-366) che, secondo la tradizione, lo consacrò nel 357[5]; il Titulus Eusebii è anche ricordato nel 494 nel "Catalogo gelasiano"[6] e i suoi presbyteri risultano fra i sottoscrittori dei sinodi romani del 499[7] e del 595[8

Il titolo divenne chiesa intorno al 745, ampiamente restaurato per opera di papa Zaccaria (741-752) a seguito del crollo del tetto[9].

 

Una memoria altomedievale è contenuta per l'anno 921 nel Chronicon[10] di Benedetto di Sant'Andrea del Soratte e riferisce della ecclesia sancti Eusebii iuxta macellum parvum ("presso il mercato piccolo"), ovvero il Macellum Liviae realizzato sotto Augusto. La chiesa è inoltre menzionata al nº 12 nel catalogo di Cencio Camerario della fine del XII secolo.

 

Altri restauri dell'edificio sono attestati tra l'VIII e la fine del IX secolo sotto i papi Adriano I[11], Leone IV[12], Gregorio IV[13] e Niccolò I[14]; fu nuovamente riedificato da Onorio III (1216-1227). A questo periodo risale l'aggiunta del campanile.

 

Nel 1238, dopo una ricostruzione a fundamentis, la chiesa fu consacrata da papa Gregorio IX (1227-1241) e dedicata in honore beatorum Eusebii et Vincentii, come ricorda un'epigrafe ora nel portico della chiesa[15].

 

L’11 giugno 1289 papa Nicolò IV (1288-1292) concesse la chiesa a Pietro del Morrone[16], futuro papa Celestino V, ma i monaci celestini dovevano averla quasi abbandonata nei primi anni del XIV secolo se il "Catalogo di Torino"[17] riporta la presenza di soli venticinque frati nel complesso.

 

In un documento del 1323 conservato nell'Archivio di Stato di Roma la chiesa viene detta S. Eusebii de montibus[18].

 

Sotto papa Sisto V (1585-1590) nel monastero annesso alla chiesa fu insediata una delle prime stamperie di Roma, forse da Giorgio Laner, ove furono impresse le opere di Giovanni Crisostomo con le note di Francesco Aretino.

Nel 1627 il luogo di culto fu elevato da priorato ad abbazia. L'abate Ludovico Bellori così lo descrive nello "Stato temporale delle Chiese di Roma" (1662): È della congreg. celestina dell' ordine di s. Benedetto. È situata nel rione dei Monti; è nominata fra i monasteri celestini nella bolla di s. Pietro Celestino V data in Aquila alli 27 di settembre 10 del suo pontificato. La chiesa ha tre altari e 2 sepolture. Possiede molti horti, Grangìe tra la quale una fuori di Ferentino donata da s. Pio V in breve 1 febr. 1568. Possiede case, cappelle in Roma, in Albano, censi, canoni, luoghi di monti, alberi, vigne ecc. ...con un'entrata di sc. 1608: 80. Nel monastero furono prefissi nell' anno 1627, per decreto del capitolo generale in esecuzione della bolla di Urbano VIII di prefissare il numero, religiosi sacerdoti 8, conversi 4, serventi secolari 2. Di più vi sono otto studenti et un lettore.

 

Il monastero fu soppresso nel 1810 dall'amministrazione francese e la chiesa passò ai Gesuiti per decisione di papa Leone XIII dopo lo scioglimento dell'ordine dei Celestini.

 

Il luogo di culto rimase titulus fino al pontificato di papa Gregorio XVI (1831-1846) che lo attribuì alla chiesa di San Gregorio al Celio[19]; lo fu di nuovo sotto papa Pio IX (1846-1878)[20]. Attualmente il cardinale titolare corrente è Daniel DiNardo.

 

Nel 1873 i Gesuiti furono espulsi dal monastero, espropriato dallo Stato italiano a seguito dell'entrata in vigore delle Leggi eversive del clero.

 

Il 12 marzo 1888 la chiesa fu dichiarata parrocchia sussidiaria di quella della Basilica di Santa Maria Maggiore dal cardinale vicario Lucido Maria Parocchi e, infine, da quest'ultimo eretta parrocchia e affidata al clero secolare di Roma[21]. Il territorio è stato desunto da quello di Santa Maria Maggiore.

 

L'8 dicembre 1930 vi si costituì la futura congregazione delle Figlie della Madonna del Divino Amore.

 

È tradizione che il 17 gennaio di ogni anno, in occasione della ricorrenza di sant’Antonio abate, presso la sant’Eusebio si celebri il rito della benedizione degli animali, qui spostato dalla chiesa di Sant'Antonio Abate all'Esquilino nel XX secolo per motivi di ordine pubblico.

Descrizione

Esterno

La chiesa appare oggi rialzata rispetto al piano stradale, collegata con esso mediante una scalinata a doppia rampa. Tale assetto è conseguente ai lavori di urbanizzazione di fine XIX secolo per il nuovo quartiere Esquilino. Le antiche incisioni, come quella di Giuseppe Vasi (1753), mostrano la situazione di partenza, antecedente ai lavori del 1877-1880 per l'impianto di piazza Vittorio Emanuele II, che comportarono ampie movimentazioni di terreno e la cancellazione della viabilità originaria. Prima della fine del XIX secolo la chiesa si trovava, infatti, sul punto di giunzione fra quattro importanti assi viari oggi scomparsi: la via di santa Bibiana, la via Labicana, la strada Felice e la via/vicolo di san Matteo in Merulana.

 

La chiesa medievale era di tipo basilicale, ripartita in tre navate da quattordici colonne di marmo pregiato, con transetto e portico all'ingresso. L’altare maggiore, rialzato di sei gradini, era coperto da un ciborio sostenuto da quattro colonne. I muri erano adorni di affreschi raffiguranti scene dell’Antico e del Nuovo Testamento, fra i quali molti fatti eseguire da un certo cardinale Roberto, titolare della chiesa. Fra questi affreschi si conservavano ancora alla fine del XVI secolo quelli raffiguranti sant'Eusebio e san Vincenzo su un pilastro di sinistra presso l'altare maggiore assieme all'iscrizione HAEC DESERTA PRIUS VOBIS RENOVATA DUOBUS D. ROBERTUS CARDINALIS. La schola cantorum, rialzata di un gradino rispetto al piano della chiesa, era probabilmente dotata di un pavimento in opus sectile, molto rovinato nel XVI secolo[22]. Una testimonianza di Giovanni Antonio Bruzio (1614-1692) riferisce dell'esistenza di numerose iscrizioni sepolcrali nel pavimento della chiesa, moltissime delle quali da lui trascritte[23].

 

Lo stile romanico della costruzione del XIII secolo non è sopravvissuto ai restauri dei secoli XVII, XVIII (1711-1712 e 1750-1759) e XX, che hanno profondamente alterato l'assetto del luogo di culto. Esso resiste soltanto in parte nel campanile a tre ordini di trifore impostate su colonnine, risalente all'epoca di papa Onorio III e appena visibile dall'esterno nella sistemazione attuale di piazza Vittorio Emanuele II.

 

La facciata attuale della chiesa è frutto della ricostruzione dell'architetto svizzero Carlo Stefano Fontana (circa 1675-1740), nipote del più celebre Domenico. Egli si attenne nella progettazione a principi di notevole sobrietà stilistica, al punto che l'edificio, privo di ogni enfasi di carattere ieratico, sembra assomigliare più a un palazzo che a una chiesa. Al piano terra si sviluppano le cinque arcuazioni del portico, sostenute da pilastri dorici, che diventano ionici al piano superiore. Qui i pilastri inquadrano cinque finestre munite di cornici lisce, sormontate da frontoni mistilinei a linee rette e curve. Il cornicione di coronamento forma un fastigio semitondo nello specchio centrale, ove si trova lo stemma papale di Clemente XII. La chiesa è decorata nella balconata con sculture di santi (due per lato) e angeli inginocchiati (fastigio centrale), mentre il timpano superiore, sormontato da una croce in metallo, è lievemente arretrato rispetto alla facciata falsamente palladiana. Di fatto sono le quattro statue terminali e il timpano arretrato a denunciare il carattere religioso della costruzione, mentre nelle decorazioni dell’arco centrale del portico, nelle cornici e nei timpani delle finestre emergono gli elementi barocchi dell'intervento del Fontana, realizzato fra il 1711 ed il 1712.

Interno

Lo spazio interno è suddiviso in tre navate: la maggiore, al centro, è separata dalle altre due da archi su pilastri ed è ornata semplicemente con stucchi bianchi e dorati. L'interno è stato ristrutturato nel 1600 da Onorio Longhi[24], che rinnovò completamente l'area del presbiterio, compresi coro, altare maggiore e i due laterali, e da Nicolò Picconi nel XVIII secolo.

 

Un capolavoro neoclassico del pittore Anton Raphael Mengs rappresentante la Gloria di Sant’Eusebio (1757) si può ammirare sulla volta della navata principale; l'opera è caratterizzata dalla presenza di un angelo donna, in cui l'artista ha probabilmente idealizzato le sembianze della persona di cui era

innamorato. Si tratta di uno dei primi esempi delle nuove tendenze della pittura neoclassica, secondo i dettami sanciti dall'estetica di Johann Joachim Winckelmann. All'interno della chiesa si trovano anche le pitture di Giuseppe Passeri (tra le finestre della navata centrale), Andreas Ruthart (coro), Baldassarre Croce (Gesù, Maria e Santi presso l'altar maggiore), Cesare Rossetti (crocifisso dell'altare maggiore dalla parte del coro), Pompeo Bastoni (Madonna con Bambino presso altare maggiore) e Francesco Solimena. Notevole è il coro di legno risalente al XVI secolo, formato da stalli e leggio in noce intarsiato.

 

Gli stucchi e la tinteggiatura all'interno della chiesa, dotata nell'occasione anche di un nuovo organo, sono stati rinnovati nel 1938 dal parroco monsignor Dottarell.

 

Sotto l'altare maggiore sono forse custodite le reliquie di sant'Eusebio di Bologna, che si ritiene abbia finanziato la costruzione della chiesa già nel IV secolo. Secondo la tradizione le reliquie apparterrebbero a tre santi: Eusebio, Orosio e Paolino[25]. Gli ultimi due, però, compaiono solo nella letteratura medievale e sono certamente da espungere.

Monastero e chiostro

Dalla sagrestia si può cogliere distintamente il chiostro del monastero, attribuito all'architetto Domenico Fontana (1543-1607) e realizzato su due ordini di arcate divise da paraste con al centro una fontana.

 

Attualmente il monastero, dopo gli ampliamenti effettuati nel 1588 e nel 1691 dai padri Celestini, si apprezza con le modifiche effettuate in facciata nel 1711 da Carlo Stefano Fontana[26] ed all'interno per il restauro del 1750-1759 opera di Nicolò Picconi. Anch'esso si trova in una posizione più alta di circa quattro metri rispetto alla sede stradale moderna a causa dei lavori di sbancamento eseguiti sull'angolo settentrionale di piazza Vittorio Emanuele II alla fine del XIX secolo. Dal settembre 2001 è sede della "Direzione centrale di sanità" della Polizia di Stato[27].

 

Il complesso di sant'Eusebio rientra nell'amministrazione del Fondo Edifici di Culto, posto sotto la gestione diretta del Ministero dell'Interno[28].

 

Ritrovamenti archeologici [modifica]Francesco de' Ficoroni riferisce che nel 1699 il duca d'Uzedo, ambasciatore di Spagna a Roma, fece un grande scavo non lontano dalla chiesa (davanti i "Trofei di Mario"), in cui trovò una piccola cappella con immagine ora perduta[29].

 

Del primitivo impianto paleocristiano non sembrano conservarsi tracce archeologiche. Sotto la chiesa settecentesca sono presenti, ad ogni modo, alcuni resti di una domus romana, sfruttata in parte per la costruzione dell’antico titulus. Le strutture, il cui stile indica una datazione di fine II secolo, si trovano a sud del transetto e dietro l’abside medievale. Si tratta di un muro in opera laterizia (lunghezza circa 20 m) che corre parallelamente a via Carlo Alberto, alla cui estremità sud-orientale si trovano due vani appartenenti ad un altro comparto dell’abitazione, i quali presentano interventi effettuati tra tardo antico e alto Medioevo. La fase di IV-V secolo è attribuita da Krautheimer[30] al momento in cui, in accordo con la testimonianza delle fonti[31], potrebbe essersi insediato nella domus il primo luogo di culto cristiano, successivamente azzerato per costruire la chiesa medievale. Mancano prove archeologiche puntuali.

 

Presso la chiesa fu riportato alla luce sul finire del XIX secolo uno dei nuclei di tombe più consistenti della necropoli dell'Esquilino[32]; si ha notizia, inoltre, della presenza di sepolture arcaiche (in sarcofago o arca) anche nei sotterranei dell'edificio, il quale insiste su cave di tufo (latomiae) di incerta datazione[33]. Nel 1873 furono trovati presso la chiesa due cippi di confine (terminatio) in situ menzionanti gli Horti Tauriani ed i Calyclani[34], a nord di via Principe Amedeo.

Note [modifica]1.^ Ugonio 1588, p. 258; Panciroli 1625, p. 308; Nibby 1839, p. 214; Marucchi 1902, p. 343; v. anche qui

2.^ Vetus Martyrologium Romanum, A.D. MDCCCCLVI, die 14 augusti: "A Roma il natale del beato Eusebio, Prete e Confessore, il quale dall'ariano Imperatore Costanzo (II), per aver difeso la fede cattolica, rinchiuso in una camera della sua casa, ivi, avendo perseverato costantemente sette mesi in preghiera, riposò in pace. Il suo corpo fu raccolto dai preti Gregorio ed Orosio e fu sepolto nel cimitero di Callisto, sulla via Appia". Fonti sul martire Eusebio di Roma: Gesta Eusebii, VI = Acta Sanctorum, Aug., III, 166 e Sept., VI, 297; Martyrologium Usuardi; Martyrologium Hieronymianum = Acta Sanctorum, Nov., II, 444; Francis Mershman, s.v. St. Eusebius in The Catholic Encyclopedia, vol. 5, New York, Robert Appleton Company, 1909. Un altro Eusebio fu martirizzato assieme a Vincenzo sotto Commodo, ed è ricordato nei martirologi il 25 agosto. A Roma fu inoltre attivo Eusebio di Vercelli, esiliato da Costanzo II per la sua avversione contro l'arianesimo a Scitopoli, in Cappadocia e nella Tebaide, che in realtà morì nel 371 a Vercelli, di cui fu primo vescovo, dopo la morte dell'imperatore (361), e che quindi non fu martire strictu sensu. Eusebio di Vercelli è stato definitivamente escluso dalla dedicazione della chiesa con il Novum Martirologium del 2001.

3.^ Joseph Wilpert (1908). Beiträge zur christlichen Archäologie. Römische Quartalschrift für christliche Altertumskunde und Kirchengeschichte 22: pp. 73-195: 80; Inscriptiones Christianae Urbis Romae, 16002.

4.^ Olympi lectoris de D(ominico) Eusebii locus est (Giovanni Battista de Rossi [1882]. Bullettino di archeologia cristiana serie IV, anno I: p. 112; anche Orazio Marucchi, Éléments d'archéologie chrétienne. Notion générales, Paris-Roma, Desclée, Lefebure & C., 1899, p. 124). Armellini sostiene che l'uso del termine dominicum, riferito alle chiese più antiche, si diffonda molto agli inizi per scomparire alla fine del IV secolo. L’iscrizione ci riporta quindi in un ambito di IV, piuttosto che di V secolo (Armellini 1891, in partic. pp. 3-4; 125: dominicum, voce usata nella prima metà del secolo IV a denotare la casa del Signore, e che verso la fine di quel secolo era andata già in disuso). Anche altri autori (Iezzi 1977 e Kirsch 1918, p. 60) datano al IV secolo l'iscrizione.

5.^ Liber Pontificalis, ed. Duchesne 1886, I, s.v. Liberius, anche Introduzione.

6.^ Concilium Romanum I (494): Valentinus archipresbyter in titulo S. Eusebii in Esquilinis.

7.^ Cassiodoro, Variae, XII (ed. Mommsen, pp. 410-415) = Monumenta Germaniae Historica, Auctores Antiquissimi, Acta Synhodorum habitarum Romae, pp. 412, 413, 415.

8.^ Registrum Gregorii, lib. V n. 57a, vol. I, pp. 366-367 (ed. Ewald et Traube) v. qui.

9.^ Liber Pontificalis, I 435.

10.^ Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomo V, p. 715.

11.^ Liber Pontificalis, I 508.

12.^ Liber Pontificalis, II 11.21.

13.^ Liber Pontificalis, II 76.

14.^ Liber Pontificalis, II 154.

15.^ Ugonio 1588, p. 259. Per l'iscrizione: Vincenzo Forcella, Iscrizioni delle chiese e d'altri edificii di Roma dal secolo XI fino ai giorni nostri, Roma 1869, vol. X, 405 n. 640; il testo è anche in Armellini 1891, p. 809.

16.^ Kehr 1906, p. 39.

17.^ Codex Taurinensis lat. A, 381: habebat fratres ordinis sancti Petri de Morrone XXV

18.^ Fondo S. Silvestro, in Archivio Storico Italiano (1899), p. 336.

19.^ Bolla Romani Pontificis del 28 giugno 1839.

20.^ Concistoro segreto del 25 giugno 1877.

21.^ Decreto Spiritali christifidelium del 31 agosto 1889.

22.^ Ugonio 1588, pp. 260-261.

23.^ Codice Vaticano Latino 11886, f. 309. Armellini 1891, p. 808 riporta, a titolo di esempio, l'iscrizione della nobile famiglia romana dei Capocci.

24.^ Nell'intradosso della lanterna cieca al centro della cupola è ancora visibile l'iscrizione che attesta l'esatta datazione dell'intervento ("Deo Beatae Mariae et confessori Eusebio an. Iu., MDC").

25.^ Ugonio 1588, p. 261.

26.^ I lavori furono commissionati dal cardinal Enrico Enríquez (1701-1756).

27.^ Polizia moderna, giugno 2012.

28.^ Elenco delle Chiese F.E.C. nel Lazio.

29.^ Carlo Fea, Miscellanea filologica, critica e antiquaria, tomo I, Roma 1790, p. 167 (102); anche Fausto Amidei, Roma Antica distinta per Regioni, tomo I, Roma 1741 p. 284.

30.^ Krautheimer 1937.

31.^ Acta Sanctorum, Aug. III, 166.

32.^ Chiara Lorenzini, L'Esquilino. La necropoli esquilina in Filippo Coarelli (a cura di), Lexicon Topographicum Urbis Romae. Supplementum II vol. 1. Gli scavi di Roma 1878-1921, Roma, Quasar, 2004, pp. 38-46.

33.^ Cosmo Barbato (2003). Resti della necropoli esquilina sotto la chiesa di S. Eusebio. Bollettino dell’Unione di Storia e Arte anno 7, 95: pp. 45-50. Cave di tufo sono segnalate alla fine del XIX secolo anche nella zona di santa Bibiana da Lanciani (Ms. Lanc. 91, 1 , f. 153; Bullettino della Commissione archeologica comunale di Roma 1880, p. 464; cfr. Notizie degli Scavi 1881, p. 89) e attestate dalle indagini archeologiche effettuate nel 2006-2009 sotto la nuova sede dell'ENPAM in piazza Vittorio Emanuele II (Mariarosaria Barbera et al. [2010]. La villa di Caligola Un nuovo settore degli Horti Lamiani scoperto sotto la sede dell’ENPAM a Roma. FOLD&R FastiOnLine documents & research 194: pp. 20 e 48).

34.^ CIL VI, 29771 = ILS 5998: CIPPI HI FINIU[NT] / HORTOS CALYCLAN (os!) / ET TAURIANOS; Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma 1874, p. 57; 1875, p. 153.

 

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Raccolta Foto Alvaro de Alvariis

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. The Imperial Fora - MiBACT's New Archeological Plan for Central Rome 2015. Sorry Prof. Volpe; But, Dr. Tomaso Montanari & Dr. Manlio Lilli are both correct: 'Nobody Believe's This Crap!' (01-03 Jan. 2014).

 

-- "Tomás Montanari de Torquemada [Tomaso Montanari], con le sue note, granitiche, certezze religiose e con il solito velenoso disprezzo verso il nemico di turno, attacca il lavoro della commissione su Roma, composta da otto studiosi (oltre me, M. Gras, T. Ferrante, L Ricci, J. Thompson, tre ex soprintendenti come A. La Regina, E. La Rocca e C. Strinati) e quattro soprintendenti (M. Barbera, A. Bureca, F. Galloni, C. Parisi Presicce). Per quel che mi riguarda, è già la seconda volta in pochi mesi che sono attaccato dall’inquisitore, di questo passo finirò al rogo! Che dire? ognuno sceglie lo stile e gli argomenti più congeniali. Auguro un clima meno velenoso e più propositivo per i beni culturali italiani."

 

Prof. Giuliano Volpe,

[MiBACT - Presidente del Consiglio Superiore per i Beni culturali e paesaggistici], FACEBOOK (02|01|2014).

 

www.facebook.com/giuliano.volpe.3

 

-- "...E questo è il meno. L'eccelsa commissione nasceva nientemeno che per redigere «uno studio per un Piano strategico per la sistemazione e lo sviluppo dell’Area Archeologica Centrale di Roma». Ma lo studio che è saltato fuori sembra invece uno scialbo compitino: più simile a un sunto di wikipedia [= "FORI IMPERIALI, DA COMMISSIONE ESPERTI PROGETTI INNOVATIVI PER AREA ARCHEOLOGICA, OK A RIPRISTINO ARENA COLOSSEO E FORO ROMANO DI NUOVO GRATIS PER TUTTI," MIBACT (30|12|2014), [PDF], pp. 1-34.] che a una qualunque cosa che si possa definire strategica...."

 

Dr. Tomaso Montanari,

ROMA, ARTICOLO 9 - Fori (Imperiali) nell' acqua, di Tomaso Montanari, LA REPUBBLICA (31|12|2014).

 

wp.me/pPRv6-2BL

 

"... Con il pericolo di trasformarla in zona di degrado. Tra centurioni e ambulanti. Senza contare i possibili danni materiali che questo consumo massiccio dell’area potrebbe comportare. I grandi flussi turistici è sperimentato quanto incidano sulla tenuta delle aree archeologiche. Sulla necessità di interventi di manutenzione più frequenti e più complessi. Criticità già di difficile soluzione in quei siti nei quali ci sono degli introiti derivanti dagli ingressi. Tanto più irrisolvibili lì dove si preannuncia la gratuità dell’ingresso."

 

Dr. Manlio Lilli,

TERZA PAGINA - "Fori imperiali: a Roma l’area archeologica aperta a tutti, chiusa alla città," IL FATTO QUOTIDIANO (01|01|2015).

 

wp.me/pPRv6-2BH

 

-- Foto | fonte | source: Prof. Giuliano Volpe, FACEBOOK (09|12|2014). Foto = 'prof. Daniela Manacorda; prof. Mariarosara Barbera; Dario Franceschini; & prof. Giuliano Volpe.'

 

www.facebook.com/giuliano.volpe.3

 

-- Foto | fonte | source: ROMA, LINEE DI INDIRIZZO PER IL PROGETTO FORI, GIOVANNI CAUDO - ASSESSORE ALLA TRASFORMAZIONE URBANA DI ROMA CAPITALE, ROMA (21 MARZO 2014). [PDF], pp. 1-19 [03|01|2015].

 

daiforiallappia.files.wordpress.com/2014/03/progetto-fori...

 

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. The Imperial Fora - MiBACT's New Archeological Plan for Central Rome 2015: "Progetto Fori, la merce e la città," in: Blog di 'carteinregola' (03|01|2015).

 

Il “Progetto Fori”, che prevede la realizzazione del più grande parco archeologico del mondo, che da Piazza Venezia si estenderebbe fino ai Castelli, è uno dei punti più importanti del programma elettorale di Ignazio Marino (1). Quest’estate il Sindaco e il Ministro Franceschini hanno nominato una Commissione Paritetica per “l’elaborazione di uno studio per un Piano strategico per la sistemazione e lo sviluppo dell’Area Archeologica Centrale di Roma”, che in questi giorni ha consegnato una relazione in cui lascia nell’ambiguità il previsto smantellamento della Via dei Fori Imperiali. Ma in un’intervista a Repubblica del 3 gennaio, l’Assessore alla Rigenerazione Urbana Giovanni Caudo assicura che il Comune andrà avanti con il Progetto, come promesso dal Sindaco Marino: “Bisogna rimuovere via dei Fori imperiali fino a largo Corrado Ricci” per “ricostituire l’integrità degli spazi dei Fori, assicurando la continuità fra Mercati Traianei, Foro di Traiano, Foro di Augusto, Foro di Nerva, fino al Foro della Pace voluto da Vespasiano”. “Un progetto che accetta la sfida dell’innovazione e della sperimentazione per disegnare i percorsi, anche a quote archeologiche, tra piazza Venezia e largo Corrado Ricci” e che si allunga da via dei Cerchi fino al Giardino degli Aranci e oltre: “Una passeggiata unica al mondo, una esperienza urbana senza pari che restituirebbe un senso di cittadinanza a chiunque l’attraversi”(2).

 

[in calce si possono scaricare le slides della presentazione del Progetto Fori dell’Assessore Giovanni Caudo al convegno Archeologia e città: dal progetto Fori all’Appia Antica organizzato dall’Associazione Bianchi Bandinelli del 21 marzo 2014, e l’audio e i testi degli interventi]

 

Per la Roma di oggi e di domani, la fruizione collettiva dei beni culturali e ambientali può essere ritenuta un elemento peculiare della dimensione pubblica, attraverso la quale rafforzare l’idea stessa di cittadinanza: i beni culturali e ambientali devono essere “vissuti” non devono essere percepiti come “estranei” e non devono essere recintati. Per questo, ci impegniamo a fare di questo luogo magnifico e unico un luogo vissuto da tutti, il cuore del futuro della città.

 

(da “Roma è vita” programma di Ignazio Marino Sindaco(1)

 

In questi tempi bui, in una Capitale che si è scoperta sprofondata nella mafia e nella corruzione, dove la gente deve fare i conti ogni giorno con una crisi economica di cui non si vede l’uscita e con l’inadeguatezza dei servizi necessari a una vita decente (trasporti efficienti, strade sicure, spazi pubblici decorosi, servizi sociali garantiti), parlare del Progetto Fori può sembrare un lusso. Anzi peggio: un esercizio di stile per intellettuali che continuano a ignorare il malessere generalizzato che ha già cominciato a tracimare. Ma invece proprio il Progetto Fori può diventare il simbolo della determinazione della città a uscire dal pantano, a non dare per scontato un destino segnato da menefreghismo-speculazione-malaffare e a ritrovare la rotta verso la propria identità più autentica.

 

Un’identità con radici che affondano dall’antichità fino alla storia recente, quando un vasto fronte di entusiasti illuminati (3) capisce che una scelta come quella di restituire i Fori alla loro interezza e alla città può diventare l’inizio di un nuovo mondo. Una scelta forte, intensa, ma anche difficile, che può essere strumentalizzata e resa impopolare. E che forse per questo ha rallentato il coraggio di chi aveva promesso in campagna elettorale di “cambiare tutto”. Infatti quest’estate la valutazione dell’intero progetto, già in fase di elaborazione e presentato nel corso di un convegno nel marzo del 2014 (4), viene affidata a una Commissione di “esperti”. Che si riuniscono, “audiscono”, relazionano: il documento consegnato nei giorni scorsi (5) è un’accurata disamina che più che uno strumento per andare avanti sembra l’ennesima pietra tombale cartacea su un progetto che aspetta di essere realizzato da decenni. Nella relazione (6) la Commissione Paritetica lamenta il “ridotto tempo a disposizione (meno di quattro mesi) per affrontare un tema di enorme complessità, con il quale si sono confrontate varie Commissioni, progettisti, studiosi, associazioni, da oltre un trentennio“. Appunto, diremmo noi. Invece i membri chiedono un altro mandato, in cui sia reso “permanente” l'”organismo paritetico” e gli sia affidato un lavoro ancora più importante: non solo l'”approfondimento dei vari temi affrontati” e la “verifica della fattibilità (in termini di tempi, costi, procedure, etc.) di una serie di progetti proposti” , ma anche “un’opportuna azione di monitoraggio” e il “coordinamento dei vari soggetti (istituzionali e non, pubblici e/o privati) che a diverso titolo saranno impegnati a svolgere le attività…“. In proposito ci chiediamo perchè debba essere tale Commissione nominata da Sindaco e Ministro a occuparsi di un progetto che sarebbe del tutto naturale fosse gestito dai vari soggetti istituzionali preposti. E anche in quale veste tale Commissione dovrebbe svolgere un’azione di “coordinamento”, anche “tra soggetti pubblici e privati”. E soprattutto non possiamo non rilevare che mentre si invocano maggiori approfondimenti e l’inevitabile allungamento dei tempi per il Progetto Fori, l’idea avanzata poche settimane fa – con un tweet – di coprire l’arena del Colosseo sta facendo passi da gigante, inducendoci a pensare che anche per i beni culturali si riservi la corsia preferenziale a quelle iniziative che possono garantire “ritorni economici”. Infatti in questo caso la Commissione Paritetica si esprime subito favorevolmente, anche per la possibilità di ospitare “iniziative culturali compatibili con la corretta conservazione del monumento“(7). Cioè utilizzare il nuovo spazio ricavato nella suggestiva cornice dell’Anfiteatro Flavio per spettacoli ed eventi, comprese le kermesse commerciali per lanciare ogni sorta di prodotto (come è già accaduto per il Ponte Vecchio a Firenze usato come passerella dalla Ferrari (8). Ed è di questi giorni la notizia – di scala diversa ma emblematica della visione sempre più mercificata di ogni frammento urbano – dell’intenzione del neo assessore ai Lavori Pubblici Maurizio Pucci di utilizzare i sampietrini eliminati dal rifacimento di alcune strade per “fare cassa” (9)

 

Se non riusciremo a capire che su questioni come queste si sta giocando una partita importante per tutti, non solo per gli accademici e per gli appassionati di archeologia, abbandoneremo la città alla sua lenta agonia. Perchè su queste scelte si fronteggiano due mondi: il mondo di chi pensa che la nostra storia e la nostra città facciano parte di noi e che debbano essere trattate con rispetto e dignità, e il mondo di chi le considera merci, riducendole a mera risorsa economica da sfruttare.

 

Ricostruire la grande area archeologica dai Fori all’Appia Antica, dove la gente possa andare per restare, per camminare, per scoprire, dove il tempo possa rallentare e si possa respirare la bellezza della città vuol dire ritrovare un modo diverso di vivere. Riportare alla luce nel centro della città il suo cuore antico e aprirgli un varco che segue la sua storia, restituire uno spazio che non esiste e che non ha uguali nel mondo, vuol dire ridare ai cittadini romani una città nuova. Riportare le persone a vivere il centro e rimettere le persone al centro della città.

 

1). DA “ROMA E’ VITA” IL PROGRAMMA ELETTORALE DEL SINDACO MARINO- maggio 2013.

 

2). Repubblica 3 gennaio 2014 “Così demoliremo via dei Fori imperiali” Dopo il parere del tavolo degli esperti l’assessore Caudo pronto a abbattere la strada del Ventennio di PAOLO BOCCACCI (in calce*)

 

3). Vedi la sintesi della storia del Progetto Fori su daiforiallappia.

 

4). Convegno Archeologia e città: dal progetto Fori all’Appia Antica organizzato dall’Associazione Bianchi Bandinelli del 21 marzo 2014.

 

5). Repubblica 30 dicembre 2014 Colosseo, via libera degli esperti all’arena Tra le proposte della commissione, una linea elettrica sui Fori Imperiali di FRANCESCO ERBANI.

 

6). Relazione della Commissione paritetica MiBACT-Roma Capitale per l’elaborazione di uno studio per un Piano strategico per la sistemazione e lo sviluppo dell’Area Archeologica Centrale di Roma.

 

7). Tomaso Montanari: 31 DIC 2014 Fori (Imperiali) nell’acqua.

 

8). Il fatto Quotidiano | 20 luglio 2013 Firenze, ecco il tariffario per noleggiare Uffizi o Ponte Vecchio e bere un cocktail.

 

9). Corriere della sera Cronaca di Roma 30 dicembre Intervista al neoassessore ai lavori pubblici Maurizio Pucci «Fare cassa con i sampietrini per salvare Roma dal degrado»; Comune di Roma, dove vanno a finire i sampietrini La proposta del neo assessore ai lavori pubblici Maurizio Pucci disegna un possibile futuro per le strade del centro città; Marino smentisce l’assessore Pucci: “Vendere i sampietrini? Assolutamente no” dic 31, 2014.

 

FONTE | SOURCE:

 

-- ROMA, "Progetto Fori, la merce e la città," in: Blog di 'carteinregola' (03|01|2015).

 

carteinregola.wordpress.com/2015/01/03/progetto-fori-la-m...

 

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s.v.,

 

I). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. MIBACT | COMUNE DI ROMA – FORI IMPERIALI 2014-15:

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITECTURA: Roma – I Fori sono ancora un disastro (2013-15), Foto di Annarosa Mattei Strinati, Roma (03|01|2015), s.v., Giacomo Boni: l’Archeologia degli Alberi (1891-1925).

 

wp.me/pPRv6-2Cd

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. MIBACT – FORI IMPERIALI 2014-15: “Così demoliremo via dei Fori imperiali”, LA REPUBBLICA (03|01|2015). Foto: Prof. A. M. Colini, Via dei Fori Imperiali (1979|1981), in: IL TEMPO (30|11|1981), [pdf] p. 4.

 

wp.me/pPRv6-2C8

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “MIBACT – FORI IMPERIALI, DA COMMISSIONE ESPERTI PROGETTI INNOVATIVI PER AREA ARCHEOLOGICA [31|12|2014]”, CORRIERE DELLA SERA (31|12|2014), p. 4; & IL MESS; LA REPUB; (31|12|2014); & Dott. Manlio Lilli (01|01|2015) & Tomaso Montanari (31|12|2014). [03|2015].

 

wp.me/pPRv6-2C5

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: [Roma & sampietrini] “For Its Motorists, Only Parts of Rome Prove to Be Eternal,” THE NEW YORK TIMES (01 Sept. 2005), [di Dott.ssa Ilaria Giacobbi Presidente “Ass. Selciaroli Romani,” 01|2015].

 

wp.me/pPRv6-2C0

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, Piazza Venezia nel rebus dei sampietrini – Tra tutela storica e sicurrezza stradale: forse su parte dei percossi lastre di basalto, CORRIERE DELLA SERA (02|09|2005), [PDF] p. 1. & IL MESSAGGERO (28|12|2014). [di Dott.ssa Ilaria Giacobbi Presidente “Ass. Selciaroli Romani,” 01|2015]. [s.v., Margherita Zanzarella Dottori (A CURA DI) NO ALLA RIMOZIONE DEI SAMPIETRINI A ROMA, FACEBOOK (30|12|2014)].

 

wp.me/pPRv6-2BU

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: PROF. ADRIANO LA REGINA, «Sì a togliere i sampietrini Via da Appia Antica e piazza Esedra» CORRIERE DELLA SERA (02|01|2015); & PROF. ADRIANO LA REGINA (02|01|2015), s.v., Prof. Antonio Cederna, Roma Via Appia – “I GANGSTERS DELL’ APPIA”, IL MONDO (08/09/1953), p. 5. [pdf].

 

wp.me/pPRv6-2BO

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Margherita Zanzarella Dottori (A CURA DI) NO ALLA RIMOZIONE DEI SAMPIETRINI A ROMA, FACEBOOK (30|12|2014). Ce li misero i papi nel ‘500, grazie ad una tassa sulle meretrici! Si, i “serci” sono stati messi in posa nel per far scivolare meglio le carrozze …. e sono diventate un simbolo di Roma! FONTE | SOURCE: M. Z. Dottori, NO ALLA RIMOZIONE DEI SAMPIETRINI A ROMA, FACEBOOK (30|12|2014).

[s.v., Dott.ssa Ilaria Giacobbi Presidente “Ass. Selciaroli Romani,” 01|2015].

 

wp.me/pPRv6-2B7

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: FORI IMPERIALI, DA COMMISSIONE ESPERTI PROGETTI INNOVATIVI PER AREA ARCHEOLOGICA, OK A RIPRISTINO ARENA COLOSSEO E FORO ROMANO DI NUOVO GRATIS PER TUTTI, MIBACT (30|12|2014), [PDF], pp. 1-34.

 

wp.me/pPRv6-2Ba

 

-- ITALIA ARCHEOLOGIA & RESTAURO ARCHITETTURA: Italy to bring private sector into its museums in effort to make a profit, THE GUARDIAN, U.K., (21|12|2014).

 

wp.me/pPRv6-2AW

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA VIA DEI FORI & TEMPIO DI VENERE – Dott.ssa Arch. Paola Giannone, “Metro C – Tratta E La Colonne del T. di Venere e Roma,” FACEBOOK (23|12|2014).

 

wp.me/pPRv6-2Ap

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Arch. Federica Galloni [ex-l’amante di Paolo Berlusconi], la nuova ”Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee,” IL MESSAGGERO (22|12|2014).

 

wp.me/pPRv6-2Aw

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. MAFIA CAPITALE & ROMA DEGRADO: Roma, decine di storni morti in via Nazionale, LA REPUBBLICA (18|12|2014).

 

wp.me/pPRv6-2A2

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA DEGRADO – Largo Argentina, maltempo e cantieri: danni alla Torre del Papito (…) Ma la sovrintendenza replica: “Nessun allarme.” LA REPUBBLICA, IL MESSAGGERO [Foto 1 di 37] & CORRIERE DELLA SERA (15|12|2014).

 

wp.me/pPRv6-2zv

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. ROMA «DEGRADO & MAFIA CAPITALE», «Via i camion bar da Colosseo e Fori» Stretta per il decoro nell’area archeologica, Marino guarda al 2015; Fuffa o speranza? IL MESS., ONLINE NEWS, & ROMA FA SCHIFO (13|12|2014).

 

wp.me/pPRv6-2z2

 

-- ROMA MAFIA CAPITALE: Carminati ‘la spalla’ e Salvatore Buzzi sono sono parte attiva anche nella gestione del Comune di Roma sotto Ignazio Marino. E l’assessore Morgante diventa un ostacolo da eliminare, LA REPUBBLICA (11|12|2014). Nota: Foto di Salvatore Buzzi & Luigi Nieri, Vice-sindaco Comune di Roma, IL MESS. (03|07|2013).

 

wp.me/pPRv6-2yF

 

-- ROMA CAPITALE. “DAJE” to “KEEP CALM – UN CAZZO”: Italy government closes ranks around Rome mayor amid corruption probe, THE GLOBE AND MAIL, CANADA (07 December 2014).

 

wp.me/pPRv6-2yf

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dott. Alessandro Pintucci, “The Hidden Treasure of Rome”, the Confederazione Italiana Archeologi | academia.edu (12|2014).

 

wp.me/pPRv6-2xN

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dr. Antonio Lopez Garcia, El Athenaeum de Adriano. El centro de la cultura griega en Roma, in Proceedings of the International Congress of Classical Archaeology, Mérida, (2014), [PDF] pp. 47-50.

 

wp.me/pPRv6-2x0

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. Improta al veleno contro la Sovrintendenza. “Fondi Metro C per scavi archeologici”, affaritaliani.it (02|12|2014).

 

wp.me/pPRv6-2wu

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. The Capitoline Museum & The University of Missouri – The Hidden Treasures of Rome: Two separate anti-govt. protests held in Italian capital city. PRESSTV [Video] (02|12|2014).

 

wp.me/pPRv6-2wp

 

-- ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: PALAZZO DELLE ASSICURAZIONI GENERALI A PIAZZA VENEZIA, foto di di Dott.ssa Arch. Paola Giannone (25|10|2014). & Addio a un pezzo di storia di Roma. Le Generali lasciano palazzo Venezia, IL TEMPO (10|07|2014).

 

wp.me/pPRv6-2rq

 

-- ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Piazza Della Madonna di Loreto e Cantiere della Metro C Pz. Venezia, di Dott.ssa Arch. Paola Giannone (25|10|2014). & Roma – Metro C (2006-14) Foto | stampa 1 di 958 [03|2014]).

 

wp.me/pPRv6-2rn

 

-- ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, Via dei Fori Imperiali e Metro C – Foto di Dott.ssa Arch. Paola Giannone, Roma (21|10|2014) & LA REPUBBLICA (22|10|2014) & ROMA METROPOLITANE – LINEA C (09|2014).

 

wp.me/pPRv6-2qC

 

-- ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: LE INDAGINI DELLA FINANZA – Metro C, aumenti sospetti. Guardia di Finanza a caccia di tangenti, IL TEMPO (21|10|2014) & FOTO di Dott.ssa Arch. Paola Giannone, Roma (21|10|2014).

 

wp.me/pPRv6-2qp

 

-- ROMA ARCHEOLOGIA, ARCHITETTURA e BENI CULTURALI: Dr. Paola Baldassarri, “Palazzo Valentini – the Archaeological Investigations and Preservation,” CMA4CH Meeting, Rome (27-30, May 2012 [04|2014]), pp. 1-2 [pdf]. ITALIANO | ENGLISH.

 

wp.me/pPRv6-2ab

 

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II). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. MIBACT | COMUNE DI ROMA – FORI IMPERIALI 2014-15:

 

- 1). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURAe I FORI IMPERIALI: Marino: "Pedonalizzerò i Fori imperiali", IL MESSAGGERO (13/06/2013). [2013-15]. Foto & Stampa 1 di 313 [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/sets/72157634...

 

- 1.1). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA - IL DEGRADO DELLA CITTA'- Via dei Fori Imperiali, Belvedere Cederna, che brutto spettacolo.La Repubblica (11/05/2011). Foto & stampa 1 di 67 [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/sets/72157626...

 

- 1.2). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Political Corruption, Neglect & Abandonment of Rome's Cultural Heritage & Priorities of the Tourist Industry by the Political Administration of the Ministry of Culture & the City of Rome (2005 – 2015). Foto & stampa 1 di 536 [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/sets/72157600...

 

- 2). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: The Imperial Fora | Via dell’ Impero (2004): Exhibit: "Forma / La città moderna e il suo passato (2004)," & Prof. Paulette Singley, "[Review of:] Fascism Under Erasure: Fuksas's Proposal for the Via dei Fori Imperiali (2004)." foto & stampa 1 di 50. [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/sets/72157621...

 

-2.1). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Commissario delegato per le Aree Archeologiche di Roma e Ostia Antica e ulteriori informazioni relative anche alla Commissione (2008-2012). Foto & stampa 1 di 146 [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/sets/72157623...

 

- 2.3). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: I Fori Imperiali Progetto - documenti di progetto in formato PDF | The Imperial Fora Project - Planning Documents in PDF [1998-2015]. Foto & stampa & PDF 1 di 48 [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/sets/72157627...

 

3). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: The Imperial Fora / Via dell’ Impero (2008-2011): Exhibits: “L' invenzione dei Fori Imperiali - Demolizioni e scavi: 1924-1940."& "Via dell‘Impero Nascita di una strada 1924-1940” & Museo della Civiltà Romana - riemergono i reperti catalogati nel 1939. Foto & stampa 1 di 654 [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/collections/7...

 

4). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Rome, Imperial Fora | Metro C Archaeological Surveys (2006-15). Archaeological Investigations: Chiesa Nuova, Largo Argentina, Pz. Venezia, Pz. Madonna di Loreto, Via dei Fori Imperiali, & the Colosseum Valley. Foto e Stampa 1 di 1152 [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/collections/7...

 

5). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: I Fori Imperiali - Museo dei Fori Imperiali / Mercati di Traiano | The Imperial Fora - Museum of the Imperial Fora / Markets of Trajan (1995-2015). Foto e Stampa 1 di 735 [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/collections/7...

 

III). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: MIBACT | COMUNE DI ROMA – FORI IMPERIALI Roma, Scavi (1995-2015):

 

1). Roma, Il Foro di Cesare - scavi (1995-2015) & rilievi architettonici di Dott.ssa Arch. B. Baldrati (2002-04) | The Forum of Caesar - excavations (1995-2013) & architectural survey by Dr. Arch. B. Baldrati (2002-04). Foto & stampa 1 di 259 [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/collections/7...

 

2). Roma, Il Foro di Augusto - Scavi (2004-15 & 1926-33) | The Forum of Augustus - excavations - (2007-13 & 1926-33) & Prof. Lothar Haselberger (ed.), “Digital Augustan Rome [2009].” Foto & stampa 1 di 238 [01|2015].

 

3). Roma, Il Foro o Tempio della Pace - Scavi & Forma Urbis Romae (1998-2014 [Zona A, B, & C]) | The Forum and Temple of Peace - excavations (1998-2013 [Area's A, B, & C]) & Forma Urbis Romae. Foto & stampa 1 di 514 [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/collections/7...

 

4). Roma, Il Foro di Nerva - Scavi (1998-2013, 1996-97, 1989, 1940, & 1928-31) | The Forum of Nerva - excavations (1998-2013, 1996-97, 1989, 1940, & 1928-31). Foto & stampa 1 di 249 [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/collections/7...

 

5). Roma, Il Foro di Traiano: Tempio di Traiano - Colonna di Traiano - Basilica Ulpia - scavi (1998-2014 , 1989-1997, & 1928-33). | The Forum of Trajan: Temple of Trajan - Column of Trajan - Basilica Ulpia - excavations (1998-2014, 1989-1997, & 1928-33). Foto & stampa 1 di 996 [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/collections/7...

 

6). Roma, The Imperial Fora: Satellite, Aerial & Bird's-Eye Views (1999-2009), "Pio-Catasto Urbano (1818-24)," & 19th / 20th Cent. Maps & Models of Ancient Rome (R. Lanciani & I. Gismondi, etc.), A, Carandini - Project: Imago Urbis (2008-14), & Roma Dall' Alto (2006). Foto 1 di 468 [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/collections/7...

 

7). ROME - PROF. GIACOMO BONI (1898-1912), THE ROMAN FORUM: THE ANTIQUARIUM FORENSE (2004-07), THE NEW EXCAVATIONS OF THE COMITIUM (2009-2010). & THE RESTORATION & REOPENING - THE 'OSTERIA-LUPANARE' / SACRA VIA (2010-11). Foto 1 di 479. 01|2014].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/collections/7...

Palazzo dei Congressi - Roma - 21 maggio 2025 - Foto Rina Ciampolillo

Progetto fotografico in collaborazione con GianOrso

 

DeGenere

Italian Queer Tango Marathon

Roma, 21-23 marzo

www.facebook.com/events/1278888009994773/

 

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Out of Frames

 

Cosa fa una cornice? Richiama l’attenzione, valorizza, mette in risalto. Sono tutti aspetti positivi, che fanno parte della nostra esperienza di persone queer o vicine alla sensibilità queer. Le cornici ci aiutano ad affermare, in modo giocoso, “guardami!”, “sono qui”, “ci sono anche io”, “io valgo!”.

 

Sono le stesse istanze, giocose e terapeutiche, che portano ogni anno uomini, donne e persone non binarie, di tutti gli orientamenti, a ballare insieme il tango, a mescolarsi, a toccarsi, a conoscersi e verificarsi con il corpo a suon di musica. Il tango queer aiuta le persone ad essere nel qui ed ora, mandando in frantumi taboo personali e frontiere di genere ed orientamento, aiutando le persone ad essere felici davvero.

 

Quindi le nostre cornici sono staccate dai muri. Sono i soggetti che le scelgono, che le reggono, che ne sovvertono il significato, che decidono di raccontare nuove storie, nuovi legami. Le persone escono dalle cornici, dai propri stereotipi, e incontrano altrə.

 

In un mondo di comunicazione falsata e distorta, gli scatti di Out of Frames sono dannatamente reali. Imperfetti, pieni di “errori” tecnici. Sono scatti che rompono la quarta parete, rivelando lo stativo e la scenografia. Fuori dalla Cornice!

 

Uno degli effetti di questo set fotografico è stato il divertimento di coloro che hanno partecipato. Quelle risate, quegli incontri, quello scoprirsi reciprocamente sono stati molto terapeutici. In questo momento buio della storia in cui diritti e democrazia si stanno sistematicamente smantellando, la nostra comunità queer e di alleatə ha bisogno di esser furba, di far memoria di se. La paura si sconfigge insieme, con la lotta e con l’ironia!

Roma, 21/04/2015 - Il ministro dell'economia e delle finanze, Pietro Carlo Padoan, illustra in conferenza stampa i provvedimenti adottati al termine del Consiglio dei Ministri.

Roma, 21 novembre 2022 – “Protezione civile e coesione territoriale – Strategia per la riduzione del rischio 2021-2027”, evento di chiusura del Programma realizzato dal Dipartimento nell’ambito del PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020.

Cuneo, via Roma, 21 - Palazzo Bianco (Ingenere Carlo Ponzo, 1898)

Progetto fotografico in collaborazione con GianOrso

 

DeGenere

Italian Queer Tango Marathon

Roma, 21-23 marzo

www.facebook.com/events/1278888009994773/

 

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Out of Frames

 

Cosa fa una cornice? Richiama l’attenzione, valorizza, mette in risalto. Sono tutti aspetti positivi, che fanno parte della nostra esperienza di persone queer o vicine alla sensibilità queer. Le cornici ci aiutano ad affermare, in modo giocoso, “guardami!”, “sono qui”, “ci sono anche io”, “io valgo!”.

 

Sono le stesse istanze, giocose e terapeutiche, che portano ogni anno uomini, donne e persone non binarie, di tutti gli orientamenti, a ballare insieme il tango, a mescolarsi, a toccarsi, a conoscersi e verificarsi con il corpo a suon di musica. Il tango queer aiuta le persone ad essere nel qui ed ora, mandando in frantumi taboo personali e frontiere di genere ed orientamento, aiutando le persone ad essere felici davvero.

 

Quindi le nostre cornici sono staccate dai muri. Sono i soggetti che le scelgono, che le reggono, che ne sovvertono il significato, che decidono di raccontare nuove storie, nuovi legami. Le persone escono dalle cornici, dai propri stereotipi, e incontrano altrə.

 

In un mondo di comunicazione falsata e distorta, gli scatti di Out of Frames sono dannatamente reali. Imperfetti, pieni di “errori” tecnici. Sono scatti che rompono la quarta parete, rivelando lo stativo e la scenografia. Fuori dalla Cornice!

 

Uno degli effetti di questo set fotografico è stato il divertimento di coloro che hanno partecipato. Quelle risate, quegli incontri, quello scoprirsi reciprocamente sono stati molto terapeutici. In questo momento buio della storia in cui diritti e democrazia si stanno sistematicamente smantellando, la nostra comunità queer e di alleatə ha bisogno di esser furba, di far memoria di se. La paura si sconfigge insieme, con la lotta e con l’ironia!

Trilussa

Trilussa, pseudonimo anagrammatico di Carlo Alberto Camillo Mariano Salustri[1] (Roma, 26 ottobre 1871 – Roma, 21 dicembre 1950), è stato un poeta, scrittore e giornalista italiano, noto per le sue composizioni in dialetto romanesco.

Infanzia e istruzione (1871-1886)

 

Carlo Alberto Camillo Salustri nacque a Roma il 26 ottobre 1871 da Vincenzo, cameriere originario di Albano Laziale, e Carlotta Poldi, sarta bolognese. Secondogenito dei Salustri, venne battezzato il 31 ottobre nella chiesa di San Giacomo in Augusta, con l'aggiunta di un quarto nome, Mariano. Un anno dopo, nel 1872, la sorella Elisabetta morì all'età di tre anni a causa di una difterite. L'infanzia travagliata del giovane Carlo venne colpita nuovamente due anni dopo, il 1º aprile 1874, a causa della morte del padre Vincenzo. Carlotta Poldi, dopo la morte del marito, decide di trasferirsi con il piccolo Carlo in via Ripetta, dove rimane per soli undici mesi, per poi trasferirsi nuovamente, nel palazzo in piazza di Pietra del marchese Ermenegildo Del Cinque, padrino di Carlo. Probabilmente è alla figura del marchese Del Cinque che Trilussa dovrà la conoscenza di Filippo Chiappini, poeta romanesco seguace del Belli;[3] infatti Chappini, nel sonetto Ar marchese Riminigirdo Der Cinque, indirizzato al padrino di Carlo Alberto, sembra riferirsi a Carlotta Poldi e a suo figlio quando, nella terzina conclusiva, scrive:

(ROMANESCO)

« S'aricordi de me: non facci sciupo

de la salute sua, ch'adesso è bbona,

un zaluto a Ccarlotta e un bacio ar pupo. »

IT)

« Si ricordi di me: non rovini

la sua salute, adesso che è buona,

un saluto a Carlotta e un bacio al bambino. »

(Filippo Chiappini, Ar marchese Riminigirdo Der Cinque)

Nel 1877 Carlotta iscrisse suo figlio alle scuole municipali San Nicola, dove Carlo frequentò la prima e la seconda elementare. In seguito, nell'ottobre 1880, sostenne l'esame per essere ammesso al Collegio Poli dei Fratelli delle scuole cristiane, ma avendo sbagliato una semplice sottrazione, fu costretto a ripetere il secondo anno. A causa della sua negligenza e dello scarso impegno dovette ripetere anche la terza classe per poi, nel 1886, abbandonare definitivamente gli studi formali, nonostante le pressioni della madre, dello zio Marco Salustri e del professor Chiappini, che insistettero affinché Carlo continuasse a studiare.

Esordi e le Stelle de Roma (1887-1890)

Nel 1887, all'età di sedici anni, presentò a Giggi Zanazzo, poeta dialettale direttore del Rugantino, un suo componimento chiedendone la pubblicazione. Il sonetto di ispirazione belliana, intitolato L'invenzione della stampa, partendo dall'invenzione di Johann Gutenberg sfociava, nelle terzine finali, in una critica alla stampa contemporanea:

(ROMANESCO)

« Cusì successe, caro patron Rocco,

Che quanno annavi ne le libbrerie

Te portavi via n' libbro c'un baijocco.

 

Mentre mo ce so' tante porcherie

De libri e de giornali che pe n' sordo

Dicono un frego de minchionerie. »

(IT)

« Così succedeva, caro patron Rocco,

che quando andavi nelle librerie

acquistavi un libro con cinque centesimi.

 

Mentre adesso ci sono tanti libri e giornali

fatti male che per cinque centesimi

dicono moltissime sciocchezze. »

(Trilussa, L'invenzione della stampa)

Zanazzo accettò di pubblicare il sonetto, che apparse nell'edizione del 30 ottobre 1887 firmato in calce con lo pseudonimo Trilussa. Da questa prima pubblicazione iniziò una assidua collaborazione con il periodico romano, grazie anche al sostegno e all'incitamento di Edoardo Perino, editore del Rugantino, che porterà il giovane Trilussa a pubblicare, tra il 1887 e il 1889, cinquanta poesie e quarantuno prose.[8]

 

Tra le tante poesie stampate tra le pagine del Rugantino, riscossero un successo clamoroso le Stelle de Roma, una serie di circa trenta madrigali che omaggiavano alcune delle più belle fanciulle di Roma. A partire dalla prima stella, pubblicata il 3 giugno, le poesie dedicate alle donzelle romane acquistarono progressivamente popolarità tale da coinvolgere l'intera redazione del Rugantino. Più autori, celati dietro a pseudonimi, si cimenteranno nella stesura di poesie intitolate a stelle sulla falsa riga di quelle trilussiane. La popolarità che ottennero le sue composizioni spinse Trilussa a selezionarne venti e, dopo aver effettuato un lavoro di revisione durante il quale apportò sostanziali modifiche alle poesie scelte, le pubblicò in quella che sarà la sua prima raccolta di poesie, Stelle de Roma. Versi romaneschi, pubblicata nel 1889 da Cerroni e Solaro. Tuttavia l'improvvisa popolarità portò con sé le critiche dei belliani, che lo attaccarono per i temi trattati e lo accusarono di utilizzare un romanesco amalgamato all'italiano. Tra questi ci fu lo stesso Filippo Chiappini, che con lo pseudonimo di Mastro Naticchia canzonò il suo pupillo per mezzo di due poesie pubblicate sul Rugantino.[8][9]

 

Dopo la pubblicazione della sua prima opera, le collaborazioni con il Rugantino diminuirono di frequenza; tuttavia Trilussa rimase fortemente legato all'editore Perino, con cui pubblicò, nel 1890, l'almanacco Er Mago de Bborgo. Lunario pe' 'r 1890, una ripresa dell'omonimo almanacco ideato nel 1859 dal poeta romanesco Adone Finardi, realizzato in collaborazione con Francesco Sabatini, in arte Padron Checco, e il disegnatore Adriano Minardi, in arte Silhouette. Trilussa scrive per l'almanacco un sonetto per ogni mese dell'anno, con in aggiunta un componimento di chiusura e alcune prose in romanesco.

Il Don Chisciotte e le favole rimodernate (1891-1900)

 

L'esperienza del lunario venne ripetuta anche l'anno successivo con Er Mago de Bborgo. Lunario pe' 'r 1891: questa volta i testi sono tutti di Trilussa, senza la collaborazione di Francesco Sabatini, ma accompagnati nuovamente dai disegni di Silhouette. Nel frattempo il poeta romano collaborò con vari periodici, pubblicando poesie e prose su Il Ficcanaso. Almanacco popolare con caricature per l'anno 1890, Il Cicerone e La Frusta. Ma la collaborazione più importante per Trilussa giunse nel 1891, quando iniziò a scrivere per il Don Chisciotte della Mancia, un quotidiano di diffusione nazionale, alternando articoli satirici che prendevano di mira la politica di Crispi e cronache cittadine. La produzione sul giornale si infittì nel 1893, quando il quotidiano cambiò denominazione diventando Il Don Chisciotte di Roma, e Trilussa, a ventidue anni, entrò a far parte del comitato redazionale del giornale.

Fu in questo periodo che Trilussa preparò la pubblicazione del suo secondo volume di poesie, Quaranta sonetti romaneschi, una raccolta che a dispetto del nome contiene quarantuno sonetti, selezionati prevalentemente dalle recenti pubblicazioni su Il Don Chisciotte di Roma e in parte dalle poesie più datate pubblicate sul Rugantino; la raccolta, pubblicata nel 1894, segnò l'inizio della collaborazione tra Trilussa e l'editore romano Voghera, rapporto che si prolungherà per i successivi venticinque anni.[12][13]

 

È sul giornale di Luigi Arnaldo Vassallo che nasce, tra il 1885 e il 1899, il Trilussa favolista: sono dodici le favole del poeta che comparvero sul Don Chisciotte; la prima tra queste fu La Cecala e la Formica, pubblicata il 29 novembre 1895, che oltre ad essere la prima favola scritta e da Trilussa, è anche la prima delle così dette favole rimodernate,[14] che Diego De Miranda, il redattore della rubrica Tra piume e strascichi, in cui la favola fu pubblicata, annunciò così:

« Favole antiche colla morale nuova. Trilussa, da qualche tempo, non pubblica sonetti: non li pubblica perché li studia. Si direbbe che, acquistando la coscienza della sua maturità intellettuale, il giovane scrittore romanesco senta il dovere di dare la giusta misura di sé, di ciò che può, della originalità del suo concepimento. E osserva e tenta di fare diversamente da quanto ha fatto finora. E ha avuto un'idea, fra l'altro, arguta e geniale: quella di rifare le favole antiche di Esopo per metterci la morale corrente. »

(Diego De Miranda)

Quando De Miranda afferma che il poeta romano non pubblica più sonetti perché li studia, probabilmente si riferisce alla raccolta che Trilussa sta preparando, e di cui lui è a conoscenza, che vedrà la luce solamente nel 1898, stampata presso la Tipografia Folchetto col titolo Altri sonetti. Preceduti da una lettera di Isacco di David Spizzichino, strozzino. Il curioso titolo dell'opera ha origine da un espisodio che i biografi considerano reale: Trilussa, in difficoltà economiche, chiese un prestito a Isacco di David Spizzichino, un usuraio, garantendogli di restituirli dopo la pubblicazione del suo successivo libro. Ma il libro tardò ad essere pubblicato, e Isacco mandò una lettera perentoria al poeta; Trilussa decise di riportare la vicenda con l'allegria e l'ironia che lo contraddistinsero sempre: inserì nella raccolta una dedica al suo usuraio e la lettera intimidatoria a mo' di prefazione dell'opera.

 

Nel frattempo il poeta romano iniziò a diventare dicitore dei suoi versi, che declamava in pubblico nei circoli culturali, nei teatri, nei salotti aristocratici e nei caffè concerto, luogo prediletto da Trilussa, simbolo della Belle Époque. Senza conoscere il tedesco, nel 1898 Trilussa si avventurò nella sua prima esperienza estera, a Berlino, accompagnato dal trasformista Leopoldo Fregoli.

Trilussa dicitore (1901-1914)

Sulla scia del successo iniziò a frequentare i "salotti" nel ruolo di poeta-commentatore del fatto del giorno. Durante il Ventennio evitò di prendere la tessera del Partito fascista, ma preferì definirsi un non fascista piuttosto che un antifascista. Pur facendo satira politica, i suoi rapporti con il regime furono sempre sereni e improntati a reciproco rispetto. Nel 1922 la Arnoldo Mondadori Editore iniziò la pubblicazione di tutte le raccolte. Sempre nel 1922 lo scrittore entra in Arcadia con lo pseudonimo di Tibrindo Plateo, che fu anche quello del Belli.

 

Fu padrino di battesimo del giornalista e radiocronista sportivo Sandro Ciotti. Il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi nominò Trilussa senatore a vita il 1º dicembre 1950, venti giorni prima che morisse (si legge in uno dei primi numeri di "Epoca" dedicato, nel 1950, alla notizia del suo decesso, che il poeta, già da tempo malato, e presago della fine imminente, con immutata ironia, avesse commentato: "M'hanno nominato senatore a morte"; resta il fatto che Trilussa, benché 79enne al momento del trapasso, si ostinava con civetteria d'altri tempi a dichiarare di averne 73).

Monumento a Trilussa, nell'omonima piazza di Roma, tra il quartiere Trastevere e Ponte Sisto.

 

Ecco un breve estratto dal sonetto:

« Io che conosco bene l'idee tue

so' certo che quer pollo che te magni,

se vengo giù, sarà diviso in due:

mezzo a te, mezzo a me...Semo compagni

No, no - rispose er Gatto senza core -

io non divido gnente co' nessuno:

fo er socialista quanno sto a diggiuno,

ma quanno magno so' conservatore »

(Trilussa, Er compagno scompagno)

Le sue ultime parole, pronunciate quasi sfarfugliando alla fedelissima domestica Rosa Tomei, pare siano state: "Mò me ne vado". La fantesca, invece, riferì al giornalista di "Epoca" che la intervistò: "Gli stavo preparando una sciarpa nuova, ora non gli servirà più".[senza fonte] Morì il 21 dicembre; lo stesso giorno di Giuseppe Gioachino Belli, altro poeta romanesco, e di Giovanni Boccaccio. Era alto quasi due metri, come testimoniano le foto a corredo della notizia della sua morte, pubblicate dal settimanale mondadoriano "Epoca" nel 1950.

 

È sepolto nello storico Cimitero del Verano in Roma, dietro il muro del Pincetto sulla rampa carrozzabile, nella seconda curva. Sulla sua tomba in marmo è scolpito un libro, sul quale è incisa la poesia Felicità. La raccolta di Tutte le poesie uscì postuma, nel 1951, a cura di Pietro Pancrazi, e con disegni dell'autore.

Stile e tematiche

La satira politico-sociale

Con un linguaggio arguto, appena increspato dal dialetto borghese, Trilussa ha commentato circa cinquant'anni di cronaca romana e italiana, dall'età giolittiana agli anni del fascismo e a quelli del dopoguerra. La corruzione dei politici, il fanatismo dei gerarchi, gli intrallazzi dei potenti sono alcuni dei suoi bersagli preferiti. Ma la satira politica e sociale, condotta d'altronde con un certo scetticismo qualunquistico, non è l'unico motivo ispiratore della poesia trilussiana: frequenti sono i momenti di crepuscolare malinconia, la riflessione sconsolata, qua e là corretta dai guizzi dell'ironia, sugli amori che appassiscono, sulla solitudine che rende amara e vuota la vecchiaia (i modelli sono, in questo caso, Lorenzo Stecchetti e Guido Gozzano).

 

La chiave di accesso e di lettura della satira del Trilussa si trovò nelle favole. Come gli altri favolisti, anche lui insegnò o suggerì, ma la sua morale non fu mai generica e vaga, bensì legata ai commenti, quasi in tempo reale, dei fatti della vita. Non si accontentò della felice trovata finale, perseguì il gusto del divertimento per sé stesso già durante la stesura del testo e, ovviamente, quello del lettore a cui il prodotto veniva indirizzato.

Il poeta in romanesco

 

Trilussa fu il terzo grande poeta dialettale romano comparso sulla scena dall'Ottocento in poi: se Belli con il suo realismo espressivo prese a piene mani la lingua degli strati più popolari per farla confluire in brevi icastici sonetti, invece Pascarella propose la lingua del popolano dell'Italia Unita che aspira alla cultura e al ceto borghese inserita in un respiro narrativo più ampio. Infine Trilussa ideò un linguaggio ancora più prossimo all'italiano nel tentativo di portare il vernacolo del Belli verso l'alto. Trilussa alla Roma popolana sostituì quella borghese, alla satira storica l'umorismo della cronaca quotidiana.

Il pollo di Trilussa

 

Nella cultura popolare, specialmente a Roma e dintorni, le opere di Trilussa sono diventate fonti di massime e detti, ma nessuno di questi ha superato come diffusione e notorietà quello dei "polli di Trilussa", diventati celebri a livello matematico, e non solo, come la più proverbiale osservazione a proposito delle medie statistiche.

Tutto nasce dalla poesia La Statistica:

« Sai ched'è la statistica? È 'na cosa

che serve pe fà un conto in generale

de la gente che nasce, che sta male,

che more, che va in carcere e che spósa.

Ma pè me la statistica curiosa

è dove c'entra la percentuale,

pè via che, lì, la media è sempre eguale

puro co' la persona bisognosa.

Me spiego: da li conti che se fanno

seconno le statistiche d'adesso

risurta che te tocca un pollo all'anno:

e, se nun entra nelle spese tue,

t'entra ne la statistica lo stesso

perch'è c'è un antro che ne magna due. »

(Trilussa, La Statistica)

Di fatto il componimento di Trilussa non fa altro che affermare che se qualcuno mangia due polli, e qualcun altro no, in media hanno mangiato un pollo a testa, anche se di fatto sappiamo che uno non l'ha mangiato. La scelta del pollo va inserita nel contesto storico, in quanto ai tempi di Trilussa mangiare pollo era considerata "una cosa da ricchi", ma anche se oggi in Italia la situazione è diversa il significato del ragionamento umoristico non cambia. Quindi sebbene facendo la media sulla popolazione potesse risultare che ogni persona mangia un pollo (quindi abbia un certo benessere) nella realtà potrebbero essere in molti a non poterselo permettere e il dato sarebbe ingrossato dal consumo della fascia di popolazione più ricca.

 

Con questa poesia Trilussa anticipa un tema che è diventato assai attuale con la diffusione dell'informazione statistica per fini di promozione politica, economica e non solo. Come infatti sosteneva Darrell Huff nel suo Mentire con le statistiche (How to Lie with Statistics) spesso il numero statistico, magari privo di informazioni dettagliate, può essere interpretato in modi diversi a seconda dei dati correlati. Così la media è un dato spesso poco significativo o addirittura fuorviante se non si sa esattamente su quale base è calcolata e con quale criteri è definita: e questa imprecisione, a volte, può essere voluta, con lo scopo intenzionale di ingannare. Casi del genere hanno portato con il tempo a modifiche sull'uso di dati statistici, ad esempio per misurare il reddito medio di una certa nazione, che può risultare elevato grazie alla presenza di pochi individui multimiliardari a fronte di una massa di persone sotto la soglia di povertà.

 

La scienza statistica, peraltro, dispone di strumenti che permettono di tenere conto di questa variabilità, come il Coefficiente di Gini[19]. Tuttavia (al di là dell'eventuale uso strumentale della media statistica) il tema del "pollo di Trilussa" esemplifica bene la sovrapposizione che si fa a livello popolare tra la statistica in generale (che contiene tra l'altro delle misure di dispersione) e la media statistica, che è una misurazione tanto nota ed esaltata da essere spesso confusa con la statistica stessa.

Citazioni e influenze

 

Molte delle composizioni di Trilussa sono state a più riprese utilizzate da altri artisti come testi per le proprie canzoni, talvolta reinterpretandole. Alcuni esempi:

 

Ninna nanna della guerra rivisitata da Maria Monti[21]

Ninna nanna della guerra cavallo di battaglia per molti anni di Claudio Baglioni, specialmente nelle registrazioni dal vivo (vedi la sua discografia).

 

Esempi di utilizzo dei suoi versi si trovano anche nella musica cólta. Alfredo Casella, ad esempio, musicò alcune favole romanesche (Er coccodrillo, La carità, Er gatto e er cane, L'elezzione der presidente)[22]. La poesia La fede è stata ripresa e riutilizzata da Albino Luciani, papa Giovanni Paolo I, per sviluppare una delle lettere contenute nel libro Illustrissimi.

 

Luciani, come nella poesia, si interroga sulla fede: su che cosa essa sia e sul perché alcuni la sentano ardentemente mentre altri non l'abbiano affatto. Luciani aggiunge poi alcuni riferimenti a Manzoni. Una citazione della satira sui "polli" si ritrova nella canzone Penelope di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, nel verso "Se io mangio due polli e tu nessuno, statisticamente noi ne abbiamo mangiato uno per uno". Papa Giovanni Paolo I (Albino Luciani) ha recitato una sua poesia, La Fede, in un'udienza del mercoledì durante il suo breve pontificato nel 1978.

 

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 

Foto di Alvaro ed Elisabetta de Alvariis nel Museo di Roma in Trastevere;

BENVENUTO ALLE MATRICOLE

LUISS Guido Carli

Sede di viale Romania

Roma 21 Settembre 2015

BENVENUTO ALLE MATRICOLE

LUISS Guido Carli

Sede di viale Romania

Roma 21 Settembre 2015

Die Antwoord live @ Rock In Roma.

Roma 21/06/2014

 

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© Fabrizio Di Ruscio

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. The Imperial Fora - MiBACT's New Archeological Plan for Central Rome 2015. Sorry Prof. Volpe; But, Dr. Tomaso Montanari & Dr. Manlio Lilli are both correct: 'Nobody Believe's This Crap!' (01-03 Jan. 2014).

 

-- "Tomás Montanari de Torquemada [Tomaso Montanari], con le sue note, granitiche, certezze religiose e con il solito velenoso disprezzo verso il nemico di turno, attacca il lavoro della commissione su Roma, composta da otto studiosi (oltre me, M. Gras, T. Ferrante, L Ricci, J. Thompson, tre ex soprintendenti come A. La Regina, E. La Rocca e C. Strinati) e quattro soprintendenti (M. Barbera, A. Bureca, F. Galloni, C. Parisi Presicce). Per quel che mi riguarda, è già la seconda volta in pochi mesi che sono attaccato dall’inquisitore, di questo passo finirò al rogo! Che dire? ognuno sceglie lo stile e gli argomenti più congeniali. Auguro un clima meno velenoso e più propositivo per i beni culturali italiani."

 

Prof. Giuliano Volpe,

[MiBACT - Presidente del Consiglio Superiore per i Beni culturali e paesaggistici], FACEBOOK (02|01|2014).

 

www.facebook.com/giuliano.volpe.3

 

-- "...E questo è il meno. L'eccelsa commissione nasceva nientemeno che per redigere «uno studio per un Piano strategico per la sistemazione e lo sviluppo dell’Area Archeologica Centrale di Roma». Ma lo studio che è saltato fuori sembra invece uno scialbo compitino: più simile a un sunto di wikipedia [= "FORI IMPERIALI, DA COMMISSIONE ESPERTI PROGETTI INNOVATIVI PER AREA ARCHEOLOGICA, OK A RIPRISTINO ARENA COLOSSEO E FORO ROMANO DI NUOVO GRATIS PER TUTTI," MIBACT (30|12|2014), [PDF], pp. 1-34.] che a una qualunque cosa che si possa definire strategica...."

 

Dr. Tomaso Montanari,

ROMA, ARTICOLO 9 - Fori (Imperiali) nell' acqua, di Tomaso Montanari, LA REPUBBLICA (31|12|2014).

 

wp.me/pPRv6-2BL

 

"... Con il pericolo di trasformarla in zona di degrado. Tra centurioni e ambulanti. Senza contare i possibili danni materiali che questo consumo massiccio dell’area potrebbe comportare. I grandi flussi turistici è sperimentato quanto incidano sulla tenuta delle aree archeologiche. Sulla necessità di interventi di manutenzione più frequenti e più complessi. Criticità già di difficile soluzione in quei siti nei quali ci sono degli introiti derivanti dagli ingressi. Tanto più irrisolvibili lì dove si preannuncia la gratuità dell’ingresso."

 

Dr. Manlio Lilli,

TERZA PAGINA - "Fori imperiali: a Roma l’area archeologica aperta a tutti, chiusa alla città," IL FATTO QUOTIDIANO (01|01|2015).

 

wp.me/pPRv6-2BH

 

-- Foto | fonte | source: Prof. Giuliano Volpe, FACEBOOK (09|12|2014). Foto = 'prof. Daniela Manacorda; prof. Mariarosara Barbera; Dario Franceschini; & prof. Giuliano Volpe.'

 

www.facebook.com/giuliano.volpe.3

 

-- Foto | fonte | source: ROMA, LINEE DI INDIRIZZO PER IL PROGETTO FORI, GIOVANNI CAUDO - ASSESSORE ALLA TRASFORMAZIONE URBANA DI ROMA CAPITALE, ROMA (21 MARZO 2014). [PDF], pp. 1-19 [03|01|2015].

 

daiforiallappia.files.wordpress.com/2014/03/progetto-fori...

 

______________

 

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. The Imperial Fora - MiBACT's New Archeological Plan for Central Rome 2015: "Progetto Fori, la merce e la città," in: Blog di 'carteinregola' (03|01|2015).

 

Il “Progetto Fori”, che prevede la realizzazione del più grande parco archeologico del mondo, che da Piazza Venezia si estenderebbe fino ai Castelli, è uno dei punti più importanti del programma elettorale di Ignazio Marino (1). Quest’estate il Sindaco e il Ministro Franceschini hanno nominato una Commissione Paritetica per “l’elaborazione di uno studio per un Piano strategico per la sistemazione e lo sviluppo dell’Area Archeologica Centrale di Roma”, che in questi giorni ha consegnato una relazione in cui lascia nell’ambiguità il previsto smantellamento della Via dei Fori Imperiali. Ma in un’intervista a Repubblica del 3 gennaio, l’Assessore alla Rigenerazione Urbana Giovanni Caudo assicura che il Comune andrà avanti con il Progetto, come promesso dal Sindaco Marino: “Bisogna rimuovere via dei Fori imperiali fino a largo Corrado Ricci” per “ricostituire l’integrità degli spazi dei Fori, assicurando la continuità fra Mercati Traianei, Foro di Traiano, Foro di Augusto, Foro di Nerva, fino al Foro della Pace voluto da Vespasiano”. “Un progetto che accetta la sfida dell’innovazione e della sperimentazione per disegnare i percorsi, anche a quote archeologiche, tra piazza Venezia e largo Corrado Ricci” e che si allunga da via dei Cerchi fino al Giardino degli Aranci e oltre: “Una passeggiata unica al mondo, una esperienza urbana senza pari che restituirebbe un senso di cittadinanza a chiunque l’attraversi”(2).

 

[in calce si possono scaricare le slides della presentazione del Progetto Fori dell’Assessore Giovanni Caudo al convegno Archeologia e città: dal progetto Fori all’Appia Antica organizzato dall’Associazione Bianchi Bandinelli del 21 marzo 2014, e l’audio e i testi degli interventi]

 

Per la Roma di oggi e di domani, la fruizione collettiva dei beni culturali e ambientali può essere ritenuta un elemento peculiare della dimensione pubblica, attraverso la quale rafforzare l’idea stessa di cittadinanza: i beni culturali e ambientali devono essere “vissuti” non devono essere percepiti come “estranei” e non devono essere recintati. Per questo, ci impegniamo a fare di questo luogo magnifico e unico un luogo vissuto da tutti, il cuore del futuro della città.

 

(da “Roma è vita” programma di Ignazio Marino Sindaco(1)

 

In questi tempi bui, in una Capitale che si è scoperta sprofondata nella mafia e nella corruzione, dove la gente deve fare i conti ogni giorno con una crisi economica di cui non si vede l’uscita e con l’inadeguatezza dei servizi necessari a una vita decente (trasporti efficienti, strade sicure, spazi pubblici decorosi, servizi sociali garantiti), parlare del Progetto Fori può sembrare un lusso. Anzi peggio: un esercizio di stile per intellettuali che continuano a ignorare il malessere generalizzato che ha già cominciato a tracimare. Ma invece proprio il Progetto Fori può diventare il simbolo della determinazione della città a uscire dal pantano, a non dare per scontato un destino segnato da menefreghismo-speculazione-malaffare e a ritrovare la rotta verso la propria identità più autentica.

 

Un’identità con radici che affondano dall’antichità fino alla storia recente, quando un vasto fronte di entusiasti illuminati (3) capisce che una scelta come quella di restituire i Fori alla loro interezza e alla città può diventare l’inizio di un nuovo mondo. Una scelta forte, intensa, ma anche difficile, che può essere strumentalizzata e resa impopolare. E che forse per questo ha rallentato il coraggio di chi aveva promesso in campagna elettorale di “cambiare tutto”. Infatti quest’estate la valutazione dell’intero progetto, già in fase di elaborazione e presentato nel corso di un convegno nel marzo del 2014 (4), viene affidata a una Commissione di “esperti”. Che si riuniscono, “audiscono”, relazionano: il documento consegnato nei giorni scorsi (5) è un’accurata disamina che più che uno strumento per andare avanti sembra l’ennesima pietra tombale cartacea su un progetto che aspetta di essere realizzato da decenni. Nella relazione (6) la Commissione Paritetica lamenta il “ridotto tempo a disposizione (meno di quattro mesi) per affrontare un tema di enorme complessità, con il quale si sono confrontate varie Commissioni, progettisti, studiosi, associazioni, da oltre un trentennio“. Appunto, diremmo noi. Invece i membri chiedono un altro mandato, in cui sia reso “permanente” l'”organismo paritetico” e gli sia affidato un lavoro ancora più importante: non solo l'”approfondimento dei vari temi affrontati” e la “verifica della fattibilità (in termini di tempi, costi, procedure, etc.) di una serie di progetti proposti” , ma anche “un’opportuna azione di monitoraggio” e il “coordinamento dei vari soggetti (istituzionali e non, pubblici e/o privati) che a diverso titolo saranno impegnati a svolgere le attività…“. In proposito ci chiediamo perchè debba essere tale Commissione nominata da Sindaco e Ministro a occuparsi di un progetto che sarebbe del tutto naturale fosse gestito dai vari soggetti istituzionali preposti. E anche in quale veste tale Commissione dovrebbe svolgere un’azione di “coordinamento”, anche “tra soggetti pubblici e privati”. E soprattutto non possiamo non rilevare che mentre si invocano maggiori approfondimenti e l’inevitabile allungamento dei tempi per il Progetto Fori, l’idea avanzata poche settimane fa – con un tweet – di coprire l’arena del Colosseo sta facendo passi da gigante, inducendoci a pensare che anche per i beni culturali si riservi la corsia preferenziale a quelle iniziative che possono garantire “ritorni economici”. Infatti in questo caso la Commissione Paritetica si esprime subito favorevolmente, anche per la possibilità di ospitare “iniziative culturali compatibili con la corretta conservazione del monumento“(7). Cioè utilizzare il nuovo spazio ricavato nella suggestiva cornice dell’Anfiteatro Flavio per spettacoli ed eventi, comprese le kermesse commerciali per lanciare ogni sorta di prodotto (come è già accaduto per il Ponte Vecchio a Firenze usato come passerella dalla Ferrari (8). Ed è di questi giorni la notizia – di scala diversa ma emblematica della visione sempre più mercificata di ogni frammento urbano – dell’intenzione del neo assessore ai Lavori Pubblici Maurizio Pucci di utilizzare i sampietrini eliminati dal rifacimento di alcune strade per “fare cassa” (9)

 

Se non riusciremo a capire che su questioni come queste si sta giocando una partita importante per tutti, non solo per gli accademici e per gli appassionati di archeologia, abbandoneremo la città alla sua lenta agonia. Perchè su queste scelte si fronteggiano due mondi: il mondo di chi pensa che la nostra storia e la nostra città facciano parte di noi e che debbano essere trattate con rispetto e dignità, e il mondo di chi le considera merci, riducendole a mera risorsa economica da sfruttare.

 

Ricostruire la grande area archeologica dai Fori all’Appia Antica, dove la gente possa andare per restare, per camminare, per scoprire, dove il tempo possa rallentare e si possa respirare la bellezza della città vuol dire ritrovare un modo diverso di vivere. Riportare alla luce nel centro della città il suo cuore antico e aprirgli un varco che segue la sua storia, restituire uno spazio che non esiste e che non ha uguali nel mondo, vuol dire ridare ai cittadini romani una città nuova. Riportare le persone a vivere il centro e rimettere le persone al centro della città.

 

1). DA “ROMA E’ VITA” IL PROGRAMMA ELETTORALE DEL SINDACO MARINO- maggio 2013.

 

2). Repubblica 3 gennaio 2014 “Così demoliremo via dei Fori imperiali” Dopo il parere del tavolo degli esperti l’assessore Caudo pronto a abbattere la strada del Ventennio di PAOLO BOCCACCI (in calce*)

 

3). Vedi la sintesi della storia del Progetto Fori su daiforiallappia.

 

4). Convegno Archeologia e città: dal progetto Fori all’Appia Antica organizzato dall’Associazione Bianchi Bandinelli del 21 marzo 2014.

 

5). Repubblica 30 dicembre 2014 Colosseo, via libera degli esperti all’arena Tra le proposte della commissione, una linea elettrica sui Fori Imperiali di FRANCESCO ERBANI.

 

6). Relazione della Commissione paritetica MiBACT-Roma Capitale per l’elaborazione di uno studio per un Piano strategico per la sistemazione e lo sviluppo dell’Area Archeologica Centrale di Roma.

 

7). Tomaso Montanari: 31 DIC 2014 Fori (Imperiali) nell’acqua.

 

8). Il fatto Quotidiano | 20 luglio 2013 Firenze, ecco il tariffario per noleggiare Uffizi o Ponte Vecchio e bere un cocktail.

 

9). Corriere della sera Cronaca di Roma 30 dicembre Intervista al neoassessore ai lavori pubblici Maurizio Pucci «Fare cassa con i sampietrini per salvare Roma dal degrado»; Comune di Roma, dove vanno a finire i sampietrini La proposta del neo assessore ai lavori pubblici Maurizio Pucci disegna un possibile futuro per le strade del centro città; Marino smentisce l’assessore Pucci: “Vendere i sampietrini? Assolutamente no” dic 31, 2014.

 

FONTE | SOURCE:

 

-- ROMA, "Progetto Fori, la merce e la città," in: Blog di 'carteinregola' (03|01|2015).

 

carteinregola.wordpress.com/2015/01/03/progetto-fori-la-m...

 

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s.v.,

 

I). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. MIBACT | COMUNE DI ROMA – FORI IMPERIALI 2014-15:

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITECTURA: Roma – I Fori sono ancora un disastro (2013-15), Foto di Annarosa Mattei Strinati, Roma (03|01|2015), s.v., Giacomo Boni: l’Archeologia degli Alberi (1891-1925).

 

wp.me/pPRv6-2Cd

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. MIBACT – FORI IMPERIALI 2014-15: “Così demoliremo via dei Fori imperiali”, LA REPUBBLICA (03|01|2015). Foto: Prof. A. M. Colini, Via dei Fori Imperiali (1979|1981), in: IL TEMPO (30|11|1981), [pdf] p. 4.

 

wp.me/pPRv6-2C8

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: “MIBACT – FORI IMPERIALI, DA COMMISSIONE ESPERTI PROGETTI INNOVATIVI PER AREA ARCHEOLOGICA [31|12|2014]”, CORRIERE DELLA SERA (31|12|2014), p. 4; & IL MESS; LA REPUB; (31|12|2014); & Dott. Manlio Lilli (01|01|2015) & Tomaso Montanari (31|12|2014). [03|2015].

 

wp.me/pPRv6-2C5

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: [Roma & sampietrini] “For Its Motorists, Only Parts of Rome Prove to Be Eternal,” THE NEW YORK TIMES (01 Sept. 2005), [di Dott.ssa Ilaria Giacobbi Presidente “Ass. Selciaroli Romani,” 01|2015].

 

wp.me/pPRv6-2C0

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, Piazza Venezia nel rebus dei sampietrini – Tra tutela storica e sicurrezza stradale: forse su parte dei percossi lastre di basalto, CORRIERE DELLA SERA (02|09|2005), [PDF] p. 1. & IL MESSAGGERO (28|12|2014). [di Dott.ssa Ilaria Giacobbi Presidente “Ass. Selciaroli Romani,” 01|2015]. [s.v., Margherita Zanzarella Dottori (A CURA DI) NO ALLA RIMOZIONE DEI SAMPIETRINI A ROMA, FACEBOOK (30|12|2014)].

 

wp.me/pPRv6-2BU

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: PROF. ADRIANO LA REGINA, «Sì a togliere i sampietrini Via da Appia Antica e piazza Esedra» CORRIERE DELLA SERA (02|01|2015); & PROF. ADRIANO LA REGINA (02|01|2015), s.v., Prof. Antonio Cederna, Roma Via Appia – “I GANGSTERS DELL’ APPIA”, IL MONDO (08/09/1953), p. 5. [pdf].

 

wp.me/pPRv6-2BO

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Margherita Zanzarella Dottori (A CURA DI) NO ALLA RIMOZIONE DEI SAMPIETRINI A ROMA, FACEBOOK (30|12|2014). Ce li misero i papi nel ‘500, grazie ad una tassa sulle meretrici! Si, i “serci” sono stati messi in posa nel per far scivolare meglio le carrozze …. e sono diventate un simbolo di Roma! FONTE | SOURCE: M. Z. Dottori, NO ALLA RIMOZIONE DEI SAMPIETRINI A ROMA, FACEBOOK (30|12|2014).

[s.v., Dott.ssa Ilaria Giacobbi Presidente “Ass. Selciaroli Romani,” 01|2015].

 

wp.me/pPRv6-2B7

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: FORI IMPERIALI, DA COMMISSIONE ESPERTI PROGETTI INNOVATIVI PER AREA ARCHEOLOGICA, OK A RIPRISTINO ARENA COLOSSEO E FORO ROMANO DI NUOVO GRATIS PER TUTTI, MIBACT (30|12|2014), [PDF], pp. 1-34.

 

wp.me/pPRv6-2Ba

 

-- ITALIA ARCHEOLOGIA & RESTAURO ARCHITETTURA: Italy to bring private sector into its museums in effort to make a profit, THE GUARDIAN, U.K., (21|12|2014).

 

wp.me/pPRv6-2AW

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA VIA DEI FORI & TEMPIO DI VENERE – Dott.ssa Arch. Paola Giannone, “Metro C – Tratta E La Colonne del T. di Venere e Roma,” FACEBOOK (23|12|2014).

 

wp.me/pPRv6-2Ap

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dott.ssa Arch. Federica Galloni [ex-l’amante di Paolo Berlusconi], la nuova ”Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee,” IL MESSAGGERO (22|12|2014).

 

wp.me/pPRv6-2Aw

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. MAFIA CAPITALE & ROMA DEGRADO: Roma, decine di storni morti in via Nazionale, LA REPUBBLICA (18|12|2014).

 

wp.me/pPRv6-2A2

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA DEGRADO – Largo Argentina, maltempo e cantieri: danni alla Torre del Papito (…) Ma la sovrintendenza replica: “Nessun allarme.” LA REPUBBLICA, IL MESSAGGERO [Foto 1 di 37] & CORRIERE DELLA SERA (15|12|2014).

 

wp.me/pPRv6-2zv

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. ROMA «DEGRADO & MAFIA CAPITALE», «Via i camion bar da Colosseo e Fori» Stretta per il decoro nell’area archeologica, Marino guarda al 2015; Fuffa o speranza? IL MESS., ONLINE NEWS, & ROMA FA SCHIFO (13|12|2014).

 

wp.me/pPRv6-2z2

 

-- ROMA MAFIA CAPITALE: Carminati ‘la spalla’ e Salvatore Buzzi sono sono parte attiva anche nella gestione del Comune di Roma sotto Ignazio Marino. E l’assessore Morgante diventa un ostacolo da eliminare, LA REPUBBLICA (11|12|2014). Nota: Foto di Salvatore Buzzi & Luigi Nieri, Vice-sindaco Comune di Roma, IL MESS. (03|07|2013).

 

wp.me/pPRv6-2yF

 

-- ROMA CAPITALE. “DAJE” to “KEEP CALM – UN CAZZO”: Italy government closes ranks around Rome mayor amid corruption probe, THE GLOBE AND MAIL, CANADA (07 December 2014).

 

wp.me/pPRv6-2yf

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dott. Alessandro Pintucci, “The Hidden Treasure of Rome”, the Confederazione Italiana Archeologi | academia.edu (12|2014).

 

wp.me/pPRv6-2xN

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Dr. Antonio Lopez Garcia, El Athenaeum de Adriano. El centro de la cultura griega en Roma, in Proceedings of the International Congress of Classical Archaeology, Mérida, (2014), [PDF] pp. 47-50.

 

wp.me/pPRv6-2x0

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. Improta al veleno contro la Sovrintendenza. “Fondi Metro C per scavi archeologici”, affaritaliani.it (02|12|2014).

 

wp.me/pPRv6-2wu

 

-- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. The Capitoline Museum & The University of Missouri – The Hidden Treasures of Rome: Two separate anti-govt. protests held in Italian capital city. PRESSTV [Video] (02|12|2014).

 

wp.me/pPRv6-2wp

 

-- ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: PALAZZO DELLE ASSICURAZIONI GENERALI A PIAZZA VENEZIA, foto di di Dott.ssa Arch. Paola Giannone (25|10|2014). & Addio a un pezzo di storia di Roma. Le Generali lasciano palazzo Venezia, IL TEMPO (10|07|2014).

 

wp.me/pPRv6-2rq

 

-- ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Piazza Della Madonna di Loreto e Cantiere della Metro C Pz. Venezia, di Dott.ssa Arch. Paola Giannone (25|10|2014). & Roma – Metro C (2006-14) Foto | stampa 1 di 958 [03|2014]).

 

wp.me/pPRv6-2rn

 

-- ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Roma, Via dei Fori Imperiali e Metro C – Foto di Dott.ssa Arch. Paola Giannone, Roma (21|10|2014) & LA REPUBBLICA (22|10|2014) & ROMA METROPOLITANE – LINEA C (09|2014).

 

wp.me/pPRv6-2qC

 

-- ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: LE INDAGINI DELLA FINANZA – Metro C, aumenti sospetti. Guardia di Finanza a caccia di tangenti, IL TEMPO (21|10|2014) & FOTO di Dott.ssa Arch. Paola Giannone, Roma (21|10|2014).

 

wp.me/pPRv6-2qp

 

-- ROMA ARCHEOLOGIA, ARCHITETTURA e BENI CULTURALI: Dr. Paola Baldassarri, “Palazzo Valentini – the Archaeological Investigations and Preservation,” CMA4CH Meeting, Rome (27-30, May 2012 [04|2014]), pp. 1-2 [pdf]. ITALIANO | ENGLISH.

 

wp.me/pPRv6-2ab

 

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II). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA. MIBACT | COMUNE DI ROMA – FORI IMPERIALI 2014-15:

 

- 1). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURAe I FORI IMPERIALI: Marino: "Pedonalizzerò i Fori imperiali", IL MESSAGGERO (13/06/2013). [2013-15]. Foto & Stampa 1 di 313 [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/sets/72157634...

 

- 1.1). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: ROMA - IL DEGRADO DELLA CITTA'- Via dei Fori Imperiali, Belvedere Cederna, che brutto spettacolo.La Repubblica (11/05/2011). Foto & stampa 1 di 67 [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/sets/72157626...

 

- 1.2). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Political Corruption, Neglect & Abandonment of Rome's Cultural Heritage & Priorities of the Tourist Industry by the Political Administration of the Ministry of Culture & the City of Rome (2005 – 2015). Foto & stampa 1 di 536 [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/sets/72157600...

 

- 2). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: The Imperial Fora | Via dell’ Impero (2004): Exhibit: "Forma / La città moderna e il suo passato (2004)," & Prof. Paulette Singley, "[Review of:] Fascism Under Erasure: Fuksas's Proposal for the Via dei Fori Imperiali (2004)." foto & stampa 1 di 50. [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/sets/72157621...

 

-2.1). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Commissario delegato per le Aree Archeologiche di Roma e Ostia Antica e ulteriori informazioni relative anche alla Commissione (2008-2012). Foto & stampa 1 di 146 [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/sets/72157623...

 

- 2.3). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: I Fori Imperiali Progetto - documenti di progetto in formato PDF | The Imperial Fora Project - Planning Documents in PDF [1998-2015]. Foto & stampa & PDF 1 di 48 [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/sets/72157627...

 

3). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: The Imperial Fora / Via dell’ Impero (2008-2011): Exhibits: “L' invenzione dei Fori Imperiali - Demolizioni e scavi: 1924-1940."& "Via dell‘Impero Nascita di una strada 1924-1940” & Museo della Civiltà Romana - riemergono i reperti catalogati nel 1939. Foto & stampa 1 di 654 [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/collections/7...

 

4). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: Rome, Imperial Fora | Metro C Archaeological Surveys (2006-15). Archaeological Investigations: Chiesa Nuova, Largo Argentina, Pz. Venezia, Pz. Madonna di Loreto, Via dei Fori Imperiali, & the Colosseum Valley. Foto e Stampa 1 di 1152 [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/collections/7...

 

5). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: I Fori Imperiali - Museo dei Fori Imperiali / Mercati di Traiano | The Imperial Fora - Museum of the Imperial Fora / Markets of Trajan (1995-2015). Foto e Stampa 1 di 735 [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/collections/7...

 

III). ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA: MIBACT | COMUNE DI ROMA – FORI IMPERIALI Roma, Scavi (1995-2015):

 

1). Roma, Il Foro di Cesare - scavi (1995-2015) & rilievi architettonici di Dott.ssa Arch. B. Baldrati (2002-04) | The Forum of Caesar - excavations (1995-2013) & architectural survey by Dr. Arch. B. Baldrati (2002-04). Foto & stampa 1 di 259 [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/collections/7...

 

2). Roma, Il Foro di Augusto - Scavi (2004-15 & 1926-33) | The Forum of Augustus - excavations - (2007-13 & 1926-33) & Prof. Lothar Haselberger (ed.), “Digital Augustan Rome [2009].” Foto & stampa 1 di 238 [01|2015].

 

3). Roma, Il Foro o Tempio della Pace - Scavi & Forma Urbis Romae (1998-2014 [Zona A, B, & C]) | The Forum and Temple of Peace - excavations (1998-2013 [Area's A, B, & C]) & Forma Urbis Romae. Foto & stampa 1 di 514 [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/collections/7...

 

4). Roma, Il Foro di Nerva - Scavi (1998-2013, 1996-97, 1989, 1940, & 1928-31) | The Forum of Nerva - excavations (1998-2013, 1996-97, 1989, 1940, & 1928-31). Foto & stampa 1 di 249 [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/collections/7...

 

5). Roma, Il Foro di Traiano: Tempio di Traiano - Colonna di Traiano - Basilica Ulpia - scavi (1998-2014 , 1989-1997, & 1928-33). | The Forum of Trajan: Temple of Trajan - Column of Trajan - Basilica Ulpia - excavations (1998-2014, 1989-1997, & 1928-33). Foto & stampa 1 di 996 [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/collections/7...

 

6). Roma, The Imperial Fora: Satellite, Aerial & Bird's-Eye Views (1999-2009), "Pio-Catasto Urbano (1818-24)," & 19th / 20th Cent. Maps & Models of Ancient Rome (R. Lanciani & I. Gismondi, etc.), A, Carandini - Project: Imago Urbis (2008-14), & Roma Dall' Alto (2006). Foto 1 di 468 [01|2015].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/collections/7...

 

7). ROME - PROF. GIACOMO BONI (1898-1912), THE ROMAN FORUM: THE ANTIQUARIUM FORENSE (2004-07), THE NEW EXCAVATIONS OF THE COMITIUM (2009-2010). & THE RESTORATION & REOPENING - THE 'OSTERIA-LUPANARE' / SACRA VIA (2010-11). Foto 1 di 479. 01|2014].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/collections/7...

Progetto fotografico in collaborazione con GianOrso

 

DeGenere

Italian Queer Tango Marathon

Roma, 21-23 marzo

www.facebook.com/events/1278888009994773/

 

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Out of Frames

 

Cosa fa una cornice? Richiama l’attenzione, valorizza, mette in risalto. Sono tutti aspetti positivi, che fanno parte della nostra esperienza di persone queer o vicine alla sensibilità queer. Le cornici ci aiutano ad affermare, in modo giocoso, “guardami!”, “sono qui”, “ci sono anche io”, “io valgo!”.

 

Sono le stesse istanze, giocose e terapeutiche, che portano ogni anno uomini, donne e persone non binarie, di tutti gli orientamenti, a ballare insieme il tango, a mescolarsi, a toccarsi, a conoscersi e verificarsi con il corpo a suon di musica. Il tango queer aiuta le persone ad essere nel qui ed ora, mandando in frantumi taboo personali e frontiere di genere ed orientamento, aiutando le persone ad essere felici davvero.

 

Quindi le nostre cornici sono staccate dai muri. Sono i soggetti che le scelgono, che le reggono, che ne sovvertono il significato, che decidono di raccontare nuove storie, nuovi legami. Le persone escono dalle cornici, dai propri stereotipi, e incontrano altrə.

 

In un mondo di comunicazione falsata e distorta, gli scatti di Out of Frames sono dannatamente reali. Imperfetti, pieni di “errori” tecnici. Sono scatti che rompono la quarta parete, rivelando lo stativo e la scenografia. Fuori dalla Cornice!

 

Uno degli effetti di questo set fotografico è stato il divertimento di coloro che hanno partecipato. Quelle risate, quegli incontri, quello scoprirsi reciprocamente sono stati molto terapeutici. In questo momento buio della storia in cui diritti e democrazia si stanno sistematicamente smantellando, la nostra comunità queer e di alleatə ha bisogno di esser furba, di far memoria di se. La paura si sconfigge insieme, con la lotta e con l’ironia!

Roma, 21 marzo 2019 – Cerimonia di conferimento delle Benemerenze di protezione civile. La cerimonia, che si è svolta nella sede operativa del Dipartimento, è stata aperta dal saluto del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.

Roma -I Grandi Scavi Archeologici della Sapienza Roma: Valle del Colosseo/Palatino nord-orientale, giornata di studio-mostra. Roma, 21 dicembre 2010.

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E-mail Information courtesy of Dott. Giacomo Pardini (13/12/2010). / E-mail di cortesia Informazioni Dott. Giacomo Pardini (13/12/2010).

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“DALLO SCAVO ALLA VALORIZZAZIONE DI UN SETTORE DELL’AREA ARCHEOLOGICA CENTRALE”

 

Roma, 21 dicembre 2010 - ore 9,30 Ex Vetreria Sciarra - Via dei Volsci 122 Aula Giorgio Levi della Vida.

 

La manifestazione, nata con gli auspici della Commissione VI – Cultura, Sport, Politiche giovanili, è resa possibile dalla sinergia fra Assessorato alle Politiche Culturali e Comunicazione di Roma Capitale e Dipartimento di Scienze dell’Antichità di Sapienza – Università di Roma, nel quadro della rinnovata volontà di comunicazione e valorizzazione dei beni culturali cittadini portata avanti da Roma Capitale, in accordo con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. L’evento ha luogo presso la Facoltà di Scienze Umanistiche di Sapienza – Università di Roma, nella sede della storica Vetreria Sciarra, edificata negli anni Venti del Novecento nel cuore del quartiere San Lorenzo e da poco totalmente ristrutturata, e si svolge in occasione del venticinquennale delle indagini archeologiche condotte dall’équipe guidata dalla Prof. Clementina Panella nella Piazza del Colosseo e sulle pendici del Palatino, in costante collaborazione con la Soprintendenza Speciale per Beni Archeologici di Roma.

Nei vari elementi che compongono la manifestazione prende vita il racconto di una straordinaria stagione di indagini, che si presenta per ampiezza e qualità dello scavo e dei ritrovamenti come un grande intervento di archeologia urbana in uno dei luoghi-simbolo della città antica come di quella contemporanea. La narrazione di questa storia eccezionale dà luogo per necessità “naturale” ad una proposta di risistemazione delle aree indagate, in un “trasferimento” dei resti monumentali superstiti in un insieme dotato di senso e di forma, frequentabile da turisti e cittadini, utilizzando gli strumenti propri dell’architettura per tradurre le tracce del passato in un “testo” comprensibile e comunicabile.

L’Incontro di studio è dedicato in una prima fase alla presentazione dei principali risultati delle ricerche archeologiche dirette dalla Prof. Clementina Panella del Dipartimento di Scienze dell’Antichità, e in una seconda fase all’illustrazione dell’ipotesi progettuale di recupero, valorizzazione e apertura ai visitatori di questo spettacolare settore urbano, elaborata da un gruppo di architetti del Dipartimento di Architettura e Progetto, coordinati dal Prof. Raffaele Panella. A seguire, la proiezione del video La ricerca archeologica sul campo e la restituzione dei paesaggi antichi mostra regole e quotidianità dell’impegno di tanti giovani studenti e studiosi che partecipano alle indagini. Al dibattito conclusivo intervengono archeologi, architetti ed urbanisti delle Istituzioni statali e locali e delle Università romane.

La Mostra, che rimarrà aperta sino al 15 gennaio 2011, si compone di pannelli che raccontano lo sviluppo urbanistico e monumentale del sito dalle origini alla fine dell’età antica e che illustrano il progetto di sistemazione e messa in valore delle aree indagate; alcune vetrine racchiudono inoltre i reperti più significativi riportati alla luce nelle ultime campagne di scavo.

Scheda tecnica

Le indagini, iniziate nel 1985 sulla Piazza del Colosseo nell'ambito della Legge speciale n. 396/81 per il patrimonio archeologico di Roma (“Legge Biasini”), sono state condotte dal 1986 al 1993 in collaborazione fra il Dipartimento di Scienze dell’Antichità di Sapienza - Università di Roma e la Soprintendenza Speciale per il Beni Archeologici di Roma, mentre dal 1994 si svolgono in regime di concessione delle aree da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Dal 2001 all’area della piazza del Colosseo, poi chiusa definitivamente nel 2003, si è aggiunta quella, confinante, posta all’angolo nord-orientale delle pendici del Palatino.

Le campagne di scavo si svolgono in media per tre mesi all’anno fra estate ed autunno (ma l’impegno prosegue nei seminari invernali finalizzati all’interpretazione dei dati raccolti). I depositi archeologici sono indagati con metodo stratigrafico, ossia asportati in senso inverso rispetto ai tempi e ai modi della loro formazione, dai contesti più recenti ai più antichi: eventi cristallizzati in un resto di struttura o in uno strato di terra, in un muro o in una fossa scavata per il recupero di materiale. Queste le cifre approssimative dell’intervento: un’area indagata di complessivi m2 8000 per una profondità media di m 3 e sino ad un massimo di m 12 dai piani di calpestio odierni; oltre m3 25.000 di terra rimossa, spesso riversata (dopo opportune operazioni) a ricoprire i saggi completati; circa 9.000 unità stratigrafiche individuate, documentate, rilevate e fotografate; più di 5.000 casse di reperti recuperati, lavati, siglati e classificati, molti dei quali già studiati, restaurati, disegnati ed alcuni musealizzati nelle sedi del Museo Nazionale Romano.

Accanto a un direttore e a un co-direttore delle indagini sul campo (dal 2007 i co-direttori sono due) un cantiere di così vaste proporzioni si avvale ovviamente di un notevole gruppo di lavoro, conseguente anche alle molteplici attività di ricerca che si svolgono sul campo. Nella sua veste di scavo didattico accoglie 80/120 all’anno fra studenti, specializzandi e dottorandi di Sapienza - Università di Roma, di altre Università ed Istituzioni italiane ed estere. Nelle sue finalità di ricerca lo scavo è condotto in prima persona dagli studenti, coordinati da laureati e laureandi e con un minimo apporto cantieristico di maestranze specializzate, ma vede anche il confronto fra scienze e tecnologie diverse, sviluppando la cooperazione fra archeologi, storici dell’arte, architetti, restauratori, geofisici, geopedologi, archeozoologi e paleobotanici.

Funzionari responsabili per il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali:

Anna Maria Moretti Sgubini – Soprintendente Speciale per i Beni Archeologici di Roma

Rossella Rea – Direttore del Colosseo

Maria Antonietta Tomei – Direttore del Foro Romano e Palatino

Cinzia Conti - Direttore e coordinatore del restauro

Progetto archeologico:

Direttore: Clementina Panella

Co-direttori delle indagini sul campo: Lucia Saguì, Sabina Zeggio

Responsabili di area: Antonio F. Ferrandes, Giacomo Pardini

Membri dell’équipe (2010):

Responsabili di settore: Marta Casalini, Francesco Quondam, Nicoletta Saviane.

Archeologi: Elena Erborino, Simona Bellezza, Viviana Cardarelli, Giusy Castelli, Francesca D’Andrea, Francesca R. Fiano, Giulia Giovanetti, Giordano Iacomelli, Fabiana Lanna, Giorgio Lusco, Giambattista Mannelli, Rita Polidori, Edoardo Radaelli, Paolo Rosati, Alessandra Santoro.

Archeologi e disegnatori: Daniele Botticelli, Giovanni Caratelli, Cecilia Giorgi, Arianna Santelli, Lino Traini, Caterina Chiefari

Responsabili dei materiali: Cecilia Gualtieri, Laura Orlandi.

Archeologo e informatico: Emanuele Brienza

Studio architettonico: Matilde Cante

Esperto in GIS: Marco Fano

Geofisici: Salvatore Piro, Roberto Gabrielli – ITABC- CNR

Pedologo: Antonia Arnoldus Huyzendveld

Paleobotanico: Alessandra Celant

Archeozoologo: Jacopo De Grossi Mazzorin

Fotografo: Maurizio Necci

Restauratore: Sara Carraro

Progetto di recupero e valorizzazione: il sacello della Meta augustea

Studi di progettazione: Raffaele Panella con Domenico Franco e Sabina Zeggio

Stralcio del Progetto patrocinato dall’ex Ateneo Federato delle Scienze Umane, delle Arti e dell’Ambiente di Sapienza - Università di Roma (anni 2008-2009) su “La sistemazione dell’area archeologica e monumentale tra piazza Venezia e il Colosseo”, coordinato da Raffaele Panella del Dipartimento di Architettura e Progetto, con Orazio Carpenzano,

Marco Fano, Renato Masiani, Paola Panarese, Clementina Panella, Sabina Zeggio e con la collaborazione in sede progettuale di Manuela Raitano, Domenico, Franco, Roberto De Sanctis, Alessandra Di Giacomo e Andrea Lucchini. Cartografia di Emanuele Brienza. Segreteria tecnica di Maurizio Alecci

Video realizzato da:

DigiLab - Mediateca delle Scienze Umanistiche

Direttore: Giovanni Ragone

Operatori: Salvatore Casaluci, Isabella Tartaglia;

Montaggio: Raffaella Mariconda.

Modellazione 3D della teca del santuario della Velia realizzato da:

Giuliano De Felice, Fabio Gagliardi - Laboratorio di Archeologia Digitale - Università degli Studi di Foggia

Indagini finanziate da:

Sapienza-Università di Roma - Grandi Scavi di Ateneo (2007-2010)

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (2008-2010)

Fondazione BNC (2000-2010)

Si ringrazia inoltre Unicredit/Banca di Roma (2010)

Manifestazione finanziata da:

Assessorato alle Politiche Culturali e Comunicazione di Roma Capitale

Dipartimento di Scienze dell’Antichità, Sapienza-Università di Roma.

Allestimento della mostra e comunicazione a cura dello Studio MCM srl

 

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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2022. Via dal Colosseo il vecchio benzinaio: largo Corrado Ricci diventa pedonale. affaritaliani.it (11/10/2022). S.v., Virginia Raggi, "Studio Progettuale dei Nuovi Spazi a Largo Corrado Ricci"; in: Comune di Roma (21/06/2017) & IL GIORNALE D’ITALIA (12/04/1935): 4 wp.me/pbMWvy-3gc

 

Foto: Via dal Colosseo il vecchio benzinaio: largo Corrado Ricci; in: Google Earth (2021) [2022].

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/52424397446

 

1). ROMA - Via dal Colosseo il vecchio benzinaio: largo Corrado Ricci diventa pedonale. E la Torre dei Conti che affaccia sui Fori Imperiali sarà restaurata per la riqualificazione dell'intera area.

 

Foto: Roma, Il Quartiere Alessandrino e la Via Cavour; in: IL GIORNALE D’ITALIA (12/04/1935): 4; in: RARA (2022).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/52385971927

 

È stato approvato il rifacimento di largo Corrado Ricci e della Torre dei Conti. La riqualificazione in via del Colosseo prende vita, Caudo, “Il Pnrr sia il motore propulsore del cambiamento della Città”.

 

Arriva il sì in Assemblea Capitolina per la delibera che risistema l'area che comprende via Corrado Ricci e la Torre dei Conti di 29 metri d'altezza che si affaccia sui Fori Imperiali, con la via che diventa pedonale dopo la rimozione del benzinaio.

 

Caudo, “Valorizziamo l'area archeologica: via il traffico.”

 

“Definiamo così la qualità dello spazio pubblico circostante la Torre, valorizzando l’area e la piazza, liberando entrambe dal traffico e perfino da una pompa di benzina che, in piena area archeologica, ad oggi ha i suoi serbatoi interrati tra i resti del Tempio della Pace. Realizzeremo il progetto con il più alto coinvolgimento e partecipazione dei cittadini e con la fondamentale partecipazione del Municipio I. Ringrazio i consiglieri membri della commissione PNRR per l’importante lavoro svolto insieme, l’Aula per l’approvazione della delibera e tutti gli uffici che hanno collaborato alla proposta.”, dichiara il Presidente della Commissione speciale PNRR e capogruppo di Roma Futura, Giovanni Caudo.

 

“Il Pnrr spinga la città a cambiamento e a potenziarsi”

“La commissione speciale PNRR – spiega Caudo - continuerà a lavorare sui progetti previsti per la Città proponendo dove è possibile, come in questo caso, interventi ulteriori a loro completamento, affinché il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza diventi il motore propulsore di una reale occasione di cambiamento e miglioramento per la Città”, così in una nota il Presidente della Commissione speciale PNRR e capogruppo di Roma Futura.

 

Fonte / source:

--- affaritaliani.it (11/10/2022).

www.affaritaliani.it/roma/via-dal-colosseo-il-vecchio-ben...

 

Foto: Virginia Raggi, "Studio Progettuale dei Nuovi Spazi a Largo Corrado Ricci"; in: Comune di Roma (21/06/2017).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/35445707451

 

3). ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Tram su via dei Fori Imperiali: il Comune incassa il primo si della Soprintendenza, ROMATODAY (21/06/2017) | COMUNE di ROMA (2016-17).

 

1). Tram su via dei Fori Imperiali: il Comune incassa il primo si della Soprintendenza, ROMATODAY (21/06/2017).

 

Lo ha spiegato il presidente della commissione capitolina Mobilità, Enrico Stefàno. La tratta collegherà piazza Vittorio a piazza Venezia. "I tempi potrebbero essere nell'ordine di 24/36 mesi."

 

Un passo avanti verso la realizzazione del tram che collegherà largo Corrado Ricci a piazza Venzia lungo via dei Fori Imperiali. La Soprintendenza ha rilasciato la scorsa settimana parere preliminare favorevole per la realizzazione di una linea che dovrebbe congiungere l'attuale 8 con l' attuale 5 (o 14) e quindi Roma Est e Roma Ovest. Lo ha comunicato il presidente della commissione capitolina Mobilità in un post su Facebook: "Una rivoluzione per la mobilità cittadina imperniata fino ad oggi sul centro e sulla stazione ferroviaria. Non solo, questa sarà un'ottima occasione per riqualificare il tratto di via dei Fori Imperiali verso piazza Venezia e pensare ad una completa pedonalizzazione fino a piazza di San Marco". Conclude: "Proseguiremo quindi nelle prossime settimane l'attività di progettazione per la prima tratta (già alla fase definitiva) piazza Vittorio - largo Corrado Ricci e poi fino a p.zza Venezia (al momento "ferma" allo studio di fattibilità). I tempi potrebbero essere nell'ordine di 24/36 mesi".

 

FOTO | FONTE | SOURCE:

 

-- ROMATODAY (21/06/2017); in: RARA 2022 (27/06/2017).

BENVENUTO ALLE MATRICOLE

LUISS Guido Carli

Sede di viale Romania

Roma 21 Settembre 2015

More inside

 

Palermo, festa di primavera in via Roma, 21 marzo 2010

Roma, 21 Settembre 2016

La Presidente della Camera Laura Boldrini ha presentato alla Stampa Estera con il Presidente dell'Istat i risultati della consultazione pubblica on-line su “Lo Stato e le prospettive dell’Unione Europee”

 

The President of the Chamber Laura Boldrini presented to the Foreign Press Association the results of the public consultation on-line on "The state and prospects of the European Union"

 

Circo Massimo - Roma

Foto: © Paolo Landriscina Photographer

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2023. Il restauro dell'Ercole apre al pubblico nella Villa dei Quintili. Comune di Roma (21/04/2023) & Parco Archeologico dell'Appia Antica / Fb (27-29/04/2023) & (07/04/2023). wp.me/pbMWvy-43s

 

Foto: ROMA – Il restauro dell’Ercole apre al pubblico nella Villa dei Quintili. Comune di Roma (21/04/2023) & Parco Archeologico dell’Appia Antica / Fb (27-29/04/2023) & (07/04/2023).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/52860316781

 

1). ROMA - Il restauro dell'Ercole apre al pubblico / Il restauro dell'Ercole apre al pubblico nella Villa dei Quintili. Comune di Roma (21/04/2023).

 

Foto: ROMA – Il restauro dell’Ercole apre al pubblico nella Villa dei Quintili. Comune di Roma (21/04/2023) & Parco Archeologico dell’Appia Antica / Fb (27-29/04/2023) & (07/04/2023).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/52860489539

 

Concluse le fasi più delicate di movimentazione e assemblaggio dei frammenti scultorei, il cantiere della statua marmorea diventa accessibile ai visitatori. Le operazioni di restauro sono in corso all’interno della cisterna grande di Villa dei Quintili dove è possibile accedere in tutti i giorni di apertura del sito.

 

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2). Nel corso del restauro, grazie a una collaborazione con il Dipartimento di Storia, disegno e restauro dell'architettura di Sapienza Università di Roma, abbiamo sottoposto la scultura di Ercole. Parco Archeologico dell'Appia Antica / Fb (30/04/2023).

 

www.facebook.com/archeoappia/posts/pfbid0CQjmuphpgppQC8Sm...

 

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Lunedì 24 e martedì 25 aprile, in occasione delle festività, l’accesso al sito sarà gratuito come in tutti i musei statali.

 

Il ritrovamento

 

Il 25 gennaio 2023, nell’area di Parco Scott, tra la Cristoforo Colombo e il secondo miglio della via Appia Antica, durante un difficile intervento di revisione e bonifica del condotto fognario a cura di Acea - Bacino sud, è stata rinvenuta la statua attualmente in corso di restauro. La scoperta, del tutto inaspettata, è avvenuta durante la rimozione di una fogna in mattoni databile al secolo scorso. La struttura, collassata in più punti, nei mesi precedenti aveva portato allo sversamento di liquami e all’apertura di pericolose voragini e smottamenti nella collina di Parco Scott.

 

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3). Piano piano tutti i frammenti stanno tornando al loro posto. Parco Archeologico dell'Appia Antica / Fb (07/04/2023).

 

www.facebook.com/archeoappia/posts/pfbid0zBrWf5pZD3YiKjtv...

 

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I frammenti della statua sono stati individuati proprio al di sotto del piano di scorrimento della fogna, all’interno di uno strato di terreno argilloso e poco compatto, in associazione a materiali moderni databili ai primi del Novecento. Il reperto era quindi stato asportato dalla sua posizione stratigrafica originaria per essere reinterrato nella fondazione della fognatura ai primi del secolo scorso. Dopo il ritrovamento del corpo scultoreo sono stati eseguiti due saggi di indagine archeologica a lato della fogna, per indagare eventuali stratigrafie archeologiche non toccate dai lavori per la costruzione dell’impianto novecentesco e per acquisire dati sul possibile contesto originario della statua. I saggi, eseguiti proteggendo le pareti con un blindo-scavo per le notevoli profondità da raggiungere, hanno individuato e scavato un corposo strato ricco di materiale ceramico di II e III secolo d.C. Al di sotto di questo è emerso un muro in opera mista di cubilia di tufo e ammorsature angolari in laterizi, che delimitava un ambiente pavimentato in cocciopesto.

 

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4). Ce ne stiamo così prendendo cura che, con la collaborazione di SMI Technologies & Consulting, abbiamo pensato di affidare ai ragazzi della AANT - Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie. Parco Archeologico dell'Appia Antica / Fb (28/04/2023).

 

www.facebook.com/archeoappia/posts/pfbid0VNHS1pD1k92JzKmF...

 

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La statua

 

La statua è in marmo bianco probabilmente pentelico, anche se questo dato dovrà essere confermato da analisi specifiche, e raffigura un personaggio dal volto molto ben caratterizzato con gli attributi di Ercole.

 

Partendo dal ritratto, ci troviamo di fronte a un personaggio in età avanzata, con il volto piuttosto stempiato e segnato da importanti rughe, sia frontali che naso labiali. Il ritratto si caratterizza per una generale impronta realistica. Gli occhi, sormontati da sottili sopracciglia arcuate, hanno palpebre rigonfie, iride e pupilla incisi. Il naso si caratterizza per il lungo dorso ricurvo e le narici ampie. Una barba, dalle ciocche lievemente ondulate, copre mento e guance e raggiunge il labbro inferiore; i baffi coprono l’area naso-labiale. La figura indossa la leonté cioè la pelle del leone nemeo, uno dei più caratteristici attributi di Ercole, che gli copre le spalle, terminando in un grosso nodo sul petto; un lembo, sorretto dall’avambraccio sinistro, scende lungo la coscia sinistra. Altri immancabili attributi sono la clava e la faretra con le frecce.

 

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5). La statua è stata inizialmente liberata dalla terra di scavo con pennellesse e aspiratori, poi è stato effettuato un lavaggio con acqua, spugne e spazzolini. Parco Archeologico dell'Appia Antica / Fb (27/04/2023).

 

www.facebook.com/archeoappia/posts/pfbid0233xouLmmG6nrUFi...

 

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Nel complesso il corpo scultoreo è monumentale: l’altezza complessiva, comprensiva di basamento, è di m 2,08. La figura, nuda e massiccia, poggia su una base, sulla quale si erge un masso roccioso, avente anche funzione statica, e su cui sono la clava (sulla quale doveva poggiare la mano destra, mancante) e la faretra, addossata al piede sinistro. La parte posteriore del piede destro è troncata e consente di ipotizzare un’originaria collocazione a ridosso di una parete.

 

La mano sinistra, anch’essa non conservata, doveva porgere i pomi delle Esperidi. Le caratteristiche generali richiamano quelle del cosiddetto Eracle Borghese, conservato presso Palazzo Borghese in Campo Marzio: un tipo scultoreo realizzato intorno alla metà del IV sec. a. C. e trasmesso attraverso copie e varianti del periodo romano.

 

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6). Siamo davvero felici di poter aprire nuovamente le porte del cantiere di restauro. Riprendiamo quindi il racconto da dove si era interrotto! Parco Archeologico dell'Appia Antica / Fb (27/04/2023).

 

www.facebook.com/archeoappia/posts/pfbid02Q21zsHPLVaj8rMv...

 

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L’imitatio herculis

 

A prescindere dall’identificazione del ritratto, sicuramente la statua è un chiaro esempio del fenomeno dell’imitatio herculis, tipico di re ellenistici, imperatori e uomini di potere romani. La tendenza ebbe inizio, secondo le fonti, con alcuni vincitori olimpici che si richiamavano ad Eracle, fondatore e primo vincitore dei giochi. Il primo monarca ad autorappresentarsi così è Alessandro Magno. Tra gli imperatori romani ricordiamo Traiano e Adriano anche se è Commodo l’imperatore che si rifà in maniera plateale ad Ercole, del quale assimila gli attributi, fino a farsi acclamare pubblicamente come Ercole Romano. La sua effige in veste di Ercole compare su serie monetali e medaglioni e il busto di Commodo come Ercole, databile al 192 d.C., proveniente dagli Horti Lamiani e conservato ai Musei Capitolini, è una delle opere più celebri della ritrattistica romana.

 

Il restauro

 

Il gruppo scultoreo è stato rinvenuto in frammenti. La maggior parte delle fratture sono antiche ad eccezione di quella tra corpo e gamba destra che è avvenuta in concomitanza con le circostanze della scoperta.

 

Dopo il recupero la superficie marmorea è stata preliminarmente liberata dalla terra di scavo con pennellesse e aspiratori. Successivamente è stato effettuato un lavaggio con acqua, spugne e spazzolini morbidi che ha permesso di osservare i principali fenomeni di degrado della superficie marmorea, interessata da concrezioni e depositi e ricoperta da una patina aderente di colore giallo pallido. Le incrostazioni più spesse sono localizzate sul retro dei frammenti del corpo e del basamento. Sulla superficie si ritrovano abrasioni, scagliature, lacune. In corrispondenza del ventre è un profondo graffio e una mancanza in corrispondenza dei genitali dovuti alla recente azione del mezzo meccanico escavatore.

 

L’intervento di restauro in corso, a cura della Res. Loi, ha previsto la realizzazione di una struttura di sostegno necessaria alla movimentazione, alla pesatura e all’incollaggio dei frammenti con resina epossidica. Per i frammenti di dimensioni e peso maggiore sono stati anche utilizzati perni in titanio in modo da assicurare la tenuta ottimale. Tutte le interfacce degli attacchi sono state preliminarmente trattate con resine per realizzare uno strato di sacrificio che potesse assicurare la reversibilità dell’operazione.

 

Foto: ROMA – Il restauro dell’Ercole apre al pubblico nella Villa dei Quintili. Comune di Roma (21/04/2023) & Parco Archeologico dell’Appia Antica / Fb (27-29/04/2023) & (07/04/2023).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/52859734167

 

Una volta “rimessa in piedi” la statua sono iniziate le operazioni di pulitura della superficie con mezzi meccanici manuali come il bisturi o con strumentazioni di precisione come l’apparecchio ad ultrasuoni. Sono anche applicati impacchi con compresse imbevute di soluzione satura di sali inorganici o ammonio carbonato per ammorbidire le concrezioni e i depositi coerenti ed asportarli con un risciacquo finale.

 

Al termine delle operazioni di pulitura si affronterà la presentazione estetica: le fessurazioni saranno sigillate con micro-stuccature e stuccature realizzate con malte a base di calce aerea di idoneo impasto per granulometria e colore, da definirsi a seguito della realizzazione di prove. Infine, dove possibile, sarà realizzata l’integrazione di parti mancanti di pietra al fine di restituire unità di lettura all'opera da effettuarsi con malta lavorata sul posto. Le integrazioni saranno realizzate solo nei casi in cui sarà possibile farlo senza interpretare arbitrariamente il modellato, nel pieno rispetto dell’opera originale.

 

Tutta la superficie sarà infine trattata con un protettivo idoneo steso a pennello, compatibile con il materiale originale sia dal punto di vista chimico che cromatico.

 

Fonte / source:

--- Comune di Roma (21/04/2023).

www.comune.roma.it/web/it/notizia.page?contentId=NWS10394...

Roma, 21/11/2014 - Presso la Sala dei Galeoni a Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi Renzi firma l’Accordo di programma per l’area della Ferriera di Servola, insieme alla presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, il ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti.

BENVENUTO ALLE MATRICOLE

LUISS Guido Carli

Sede di viale Romania

Roma 21 Settembre 2015

Die Antwoord live @ Rock In Roma.

Roma 21/06/2014

 

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© Fabrizio Di Ruscio

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2022. Palazzo Valentini, crolla il solaio in una stanza dei gruppi politici, 20/06/2022 - L’incidente si è verificato al quarto piano dello storico palazzo, 1585 & Il quarto piano di Palazzo Valentini è stato sgomberato - Avvisi da oltre un mese ignorati. Corriere Della Sera (24/06/2022) & TIBURNO.TV / ROMA (21/06/2022).

wp.me/pbMWvy-2Pa

 

Foto: Roma, Palazzo Valentini & Miguel Gotor @GotorMiguel Assessore alla cultura di Roma / Twitter (23/06/2022).

 

1). ROMA - Palazzo Valentini, crolla il solaio in una stanza dei gruppi politici - L’incidente si è verificato al quarto piano dello storico palazzo (1585) nell’ala che adesso ospita i rappresentanti dei partiti della Città metropolitana di Roma Capitale, l’ex Provincia. Nessun ferito, ma il soffitto è stato puntellato dappertutto. Corriere Della Sera (24/06/2022).

 

Foto: philpadpro, “ROME, June 2019”, View of the Forum and Column of Trajan. Rome (June 2019); in: RARA 2022 (06/2020).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/51180844566

 

Uno schianto in tarda mattinata. Un intero soffitto stuccato che si abbatte sulle scrivanie, travolgendo tutto. «Se ci fosse stato qualcuno al lavoro sarebbe stata una strage», spiega chi lunedì mattina - ma la notizia non è mai stata resa nota - ha visto quello che è successo all’interno di una delle stanze al quarto piano di Palazzo Valentini, davanti a piazza Santi Apostoli, dove si trovano i gruppi politici della Città metropolitana di Roma Capitale. L’ex Provincia.

 

In particolare, a essere coinvolto dall’improvviso cedimento del solaio, sarebbe stato uno dei locali assegnati ai rappresentanti di Fratelli d’Italia, ma adesso tutto il piano è stato transennato da una ditta privata fatta subito intervenire per mettere in sicurezza l’area, che è stata puntellata. Sulla porta d’ingresso è stato lasciato un cartello scritto con il pennarello: «Vietato entrare».

 

Foto: Palazzo Valentini / Corriere Della Sera (24/06/2022).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/52168605482

 

Nessuno è rimasto ferito, ma lo spavento è stato tanto. Anche perché a cedere non è stato un comune controsoffitto, comunque già pesante, ma il soffitto d’epoca - l’edificio venne fatto costruire nel 1585 dal nipote di papa Pio V, il cardinale Michele Bonelli, sulla base di quello acquistato da Giacomo Boncompagni - che si è portato dietro macerie e detriti che in pratica hanno seppellito tutto, risparmiando solo un attaccapanni vicino alla porta e poco altro. Dopo il crollo sarebbero scattati una serie di accertamenti per individuare le cause nel timore che possano esserci altri cedimenti anche nelle stanze vicine.

 

Fonte / source:

--- Corriere Della Sera (24/06/2022).

roma.corriere.it/notizie/cronaca/22_giugno_24/palazzo-val...

 

2). ROMA - Il quarto piano di Palazzo Valentini è stato sgomberato. Crolla il controsoffitto, tragedia sfiorata a Palazzo Valentini - Ieri in un ufficio assegnato al Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia. Un impiegato era appena uscito: alla faccia della sicurezza sul Lavoro. TIBURNO.TV / ROMA (21/06/2022).

 

Foto: Roma, Palazzo Valentini / anni ’80; in: SKYSCRAPERCITY # 452 (01/09/2021).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/52169633678

 

L’impiegato era uscito da una manciata di minuti, altrimenti sarebbe rimasto schiacciato sotto.

 

Tragedia sfiorata ieri pomeriggio, lunedì 20 giugno, a Palazzo Valentini, sede della Città Metropolitana di Roma Capitale, dove un controsoffitto è crollato al suolo.

 

Secondo le prime informazioni raccolte dal quotidiano on line Tiburno.Tv, il fatto è accaduto verso le ore 14 al quarto piano di Palazzo Valentini all’interno di uno degli uffici del Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, dove per tutta la mattina aveva lavorato un dipendente.

 

Pare che l’impiegato fosse uscito da pochi minuti, quando la struttura si è abbattuta sul pavimento.

 

L’episodio è stato censurato durante il Consiglio metropolitano tenutosi nel pomeriggio di ieri da parte di Alessandro Palombi, sindaco di Palombara Sabina e capogruppo di Fdi in Provincia.

 

“Nell’ultimo mese – ha spiegato Palombi a margine della seduta consiliare – avevamo inviato tre segnalazioni di pericolo con richiesta di intervento al dirigente del Dipartimento perché sentivamo degli scricchiolii.

 

Ieri mattina i rumori avvertiti erano stati ancor più forti rispetto agli altri giorni. Sempre ieri i tecnici avrebbero dovuto effettuare un sopralluogo, sono intervenuti dopo il crollo”.

 

“Per fortuna e per puro caso – commenta ancora Palombi – nessuno si è ferito in quanto la stanza era vuota, visto che in quel momento eravamo in conferenza capigruppo al piano terra, per questo ne parliamo con serenità. Ma se ci fosse stato un impiegato ci sarebbe rimasto sotto”.

 

Foto: Roma, Palazzo Valentini / anni ’80; in: SKYSCRAPERCITY # 452 (01/09/2021).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/52170106145

 

Fonte / source:

--- TIBURNO.TV / ROMA (21/06/2022).

tiburno.tv/2022/06/21/crolla-il-controsoffitto-tragedia-s...

 

Fonte / source:

--- ROMA - Questa sera all’Associazione Civita con i cinque finalisti del Premio Campiello 2022: Fabio Bacà, Antonio Pascale, Daniela Ranieri, Elena Stancanelli e Bernardo Zannoni. È stata un’occasione per festeggiare il 60° compleanno di uno dei premi letterari più importanti d’Italia.

Miguel Gotor @GotorMiguel Assessore alla cultura di Roma / Twitter (23/06/2022). twitter.com/GotorMiguel

 

Foto / fonte / source:

--- philpadpro, “ROME, June 2019”, View of the Forum and Column of Trajan. Rome (June 2019), in: Skypixel.com ; in:

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2020. Update – ROMA / Regione VII., – Claudia Ilacqua, “Il Templum Traiani a Roma: la ricerca di un ‘fantasma’ archeologico.” Archeologia Online – Archeomedia – Rivista, 2020 (21/06/2020) [in PDF] & C. Ilacqua, Il Templum Traiani a Roma. Thesis / Milano (2017-18).

wp.me/pbMWvy-m6

 

Fonte / source, foto:

--- Roma, Palazzo Valentini / anni '80; in: Roma - Ma questo progetto degli anni '80 per collegare palazzo Valentini e le belle Domus con la Colonna Traiana e i Fori non potrebbe essere ripescato oggi?; in: ROMA... come non è mai stata! / SKYSCRAPERCITY # 452 (01/09/2021).

 

ROMA - Ma questo progetto degli anni '80 per collegare palazzo Valentini e le belle Domus con la Colonna Traiana e i Fori non potrebbe essere ripescato oggi? A mio avviso è ben pensato, poi con l'allestimento attuale stratosferico, accompagnati dalla voce suadente del grande Piero nazionale che spiega le cose dev'essere fantastico. In ottica di superamento di via dei Fori Imperiali poi si potrebbe connettere pure con l'area capitolina e del Foro Romano (Calenda, ci sei?).

 

--- ROMA... come non è mai stata! / SKYSCRAPERCITY # (01/09/2021).

www.skyscrapercity.com/threads/roma-come-non-%C3%A8-mai-s...

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2023.

ROMA 1). SALA DEL PLASTICO - Progetto del Prof. Andrea Carandini per realizzare un nuovo plastico di Roma [del Museo della Civiltà Romana?]. &

ROMA 2). SALA DEL PLASTICO - Intervento di restauro conservativo e valorizzazione del Museo della Civiltà Romana. COMUNE DI ROMA / SOVRINTENDENZA CAPITOLINA (12/2020 - 02/2022 & 21/12/2022).

ROMA 3). Roma di Mussolini - "Questo modello architettonico tridimensionale del quartiere EUR", 1937-41. (12/2022) ecc. wp.me/pbMWvy-3zm

 

Foto: Pierino Di Carlo & Plastico di Roma Antica (ca. 1935) & SALA DEL PLASTICO – Intervento di restauro conservativo e valorizzazione del Museo della Civiltà Romana. COMUNE DI ROMA / SOVRINTENDENZA CAPITOLINA (12/2020 – 02/2022 & 21/12/2022).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/52600054769

 

ROMA 1). Intervento di restauro conservativo e valorizzazione del Museo della Civiltà Romana / Progetto del Prof. Carandini per realizzare un nuovo plastico di Roma. Comune di Roma (21/12/2022)

 

Foto 1 : Prof. Arch. Italo Gismondi / Pierino Di Carlo & Plastico di Roma Antica (ca. 1935) & Plastico di Roma / Scale model of Rome; in: Alvaro de Alvariis, Roma: FLICKR (05/2012) & Foto 2: Prof. Arch. Italo Gismondi / Pierino Di Carlo & Plastico di Roma Antica; in: Prof. James E. Packer (1979). S.v., RARA 2022 (06/2012).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/52600217630

 

Foto: ROMA – Prof. Arch. Italo Gismondi – La famosa planimetria ricostruttiva dei Fori Imperiali, 1941 [1933, 1938 & 1946]; in: Archivi Degli Architetti / Ministero della Cultura (12/2022).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/52600218945

 

All’intervento di restauro conservativo e valorizzazione del Museo della Civiltà Romana per un investimento di 20.700.000,00 € e al tema delle ciclovie relativamente al territorio del Municipio IX. Il Museo, che ospita un’importante collezione di archeologia, è stato chiuso dal 2014 al 2017 e la realizzazione del Planetario ha comportato la chiusura di 12 delle 56 sale espositive del museo. (...) anche un progetto del Prof. Carandini per realizzare un nuovo plastico di Roma che potrebbe essere sistemato in uno spazio attiguo a quello del Gismondi. Pertanto, tra i vari obiettivi che sono in fase embrionale vi è quello di riaprire la sala del plastico entro il 2023.

 

Foto: Intervento di restauro conservativo e valorizzazione del Museo della Civiltà Romana / Progetto del Prof. Carandini per realizzare un nuovo plastico di Roma. Comune di Roma (21/12/2022).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/52599784456

 

Fonte / source:

--- ROMA - Commissione Speciale Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Verbale n. 35 della seduta del 07 novembre 2022. Comune di Roma (21/12/2022): 1-4 (in PDF).

 

Foto: “Interventi di manutenzione della Sala del Plastico di Roma del Museo della Civiltà Romana.” COMUNE DI ROMA / SOVRINTENDENZA CAPITOLINA (12/2020 – 02/2022).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/52600304948

 

Foto: “Interventi di manutenzione della Sala del Plastico di Roma del Museo della Civiltà Romana.” COMUNE DI ROMA / SOVRINTENDENZA CAPITOLINA (12/2020 – 02/2022).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/52599784501

 

ROMA 2). ANTONELLO FATELLO et al., INTERVENTI DI MANUTENZIONE DELLA SALA DEL PLASTICO DI ROMA DEL MUSEO DELLA CIVILTA' ROMANA. COMUNE DI ROMA / SOVRINTENDENZA CAPITOLINA (12/2021 - 02/2022) (in PDF).

 

"Interventi di manutenzione della Sala del Plastico di Roma del Museo della Civiltà Romana.” COMUNE DI ROMA / SOVRINTENDENZA CAPITOLINA (12/2021 - 02/2022).

 

Foto: “Interventi di manutenzione della Sala del Plastico di Roma del Museo della Civiltà Romana.” COMUNE DI ROMA / SOVRINTENDENZA CAPITOLINA (12/2020 – 02/2022).

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/52599293792

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/52600304988

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/52599293822

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/52600305008

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/52600305018

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/52599784541

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/52599293877

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/52599293902

 

Fonte / source:

--- COMUNE DI ROMA / SOVRINTENDENZA CAPITOLINA / ROMA CAPITALE

Direzione Generale - Dipartimento Centrale Appalti - p.zza G. da Verrazzano, 7 - Roma (RM)(12/2021 - 02/2022).

gare.comune.roma.it/gare/id34835-dettaglio

 

--- ROMA - Prof. Arch. Italo Gismondi - La famosa planimetria ricostruttiva dei Fori Imperiali, 1941 [1933, 1938 & 1946]; in: Archivi Degli Architetti / Ministero della Cultura (12/2022).

www.architetti.san.beniculturali.it/web/architetti/proget...

 

ROMA 3). Roma di Mussolini - "Questo modello architettonico tridimensionale del quartiere EUR" (1937-41) / Modello riscoperto nei magazzini del museo e ora esposto (12/2022).

Fonte: Dr. Elisabetta Rossi / Conosciamo l'EUR Associazione Culturale/ Fb (12/2022).

 

Foto 1 = Roma di Mussolini - "Questo modello architettonico tridimensionale del quartiere EUR" (1937-41).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/52600047889

 

"Un'esposizione è una mostra che, qualsiasi ne sia il titolo, ha come scopo principale l'educazione del pubblico; può presentare i mezzi a disposizione dell'uomo per soddisfare le esigenze della civilizzazione, oppure dimostrare i progressi conseguiti in uno o più rami delle imprese umane, o mostrare le prospettive per il futuro".

 

(Convenzione di Parigi, 1928, Articolo 1)

 

Domenica 27 novembre alle ore 15 vi aspettiamo alla scoperta degli edifici monumentali realizzati per l'Esposizione Universale di Roma del 1942.

 

Foto 2 = Roma di Mussolini - "Questo modello architettonico tridimensionale del quartiere EUR" (1937-41).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/52600306188

 

"Questo modello architettonico tridimensionale del quartiere EUR è stato reperito, in precarie situazioni conservative, durante un sopralluogo nei depositi del museo e restaurato appositamente per essere riesposto. La scelta non solo di recuperarlo ma di collocarlo al centro dell'ingresso del Palazzo delle Scienze esprime la volontà di situare la riflessione sull'identità contemporanea del museo all'interno delle narrazioni storiche più ampie".

 

Fonte / source, foto 1 & 2:

--- Dr. Elisabetta Rossi / Conosciamo l'EUR Associazione Culturale/ Fb (11 & 12/2022).

L’Associazione “Conosciamo l’EUR” nasce con l’intento di promuovere, sotto ogni

forma, lo sviluppo culturale, turistico, storico e sociale del quartiere nato per

l’Esposizione Universale di Roma nel 1942.

Fb = www.facebook.com/ConosciamolEUR

circo massimo, natale di roma 21 aprile 2014

Giuseppe Gioachino Belli

Giuseppe Francesco Antonio Maria Gioachino Raimondo Belli (Roma, 7 settembre 1791 – Roma, 21 dicembre 1863) è stato un poeta italiano. Nei suoi 2279 Sonetti romaneschi, composti in vernacolo romanesco raccolse la voce del popolo della Roma del XIX secolo.

Nacque a Roma nel 1791 nella famiglia benestante di Luigia Mazio e di Gaudenzio Belli. La famiglia ebbe altri tre figli: uno morto ancora in fasce, Carlo, morto a 18 anni, Flaminia, che si fece suora nel 1827. Nel 1798 i francesi occuparono Roma e i Belli si rifugiarono a Napoli. Ristabilito il potere pontificio, tornarono a Roma, poi nel 1800 si stabilirono a Civitavecchia, dove Gaudenzio Belli aveva ottenuto un impiego ben retribuito al porto. Morì nel 1802 in un'epidemia di tifo petecchiale, lasciando in gravi difficoltà economiche la famiglia, che tornò a Roma stabilendosi a via del Corso.

 

La madre si risposò nel 1806, ma morì l'anno dopo, e dei figli si presero cura gli zii paterni. Giuseppe Gioachino dovette interrompere gli studi per impiegarsi in brevi e mal retribuiti lavori di computista, impartendo anche qualche lezione privata. Ottenne salario e alloggio nel 1812 presso il principe Stanislao Poniatowsky. Fu licenziato l'anno dopo per contrasti, si ipotizza, con Cassandra Luci, l'amante (e, successivamente, moglie) del principe.

 

Giuseppe G. aveva intanto cominciato le prime prove poetiche e letterarie. Nel 1805 aveva scritto le ottave La Campagna, un componimento scolastico sulla bellezza della natura, l'anno dopo una Dissertazione intorno la natura e utilità delle voci, poco più di un sunto del Saggio sull'origine delle conoscenze umane di Condillac, laddove si tratta del linguaggio quale elemento espressivo di mediazione tra la sensazione e il pensiero. Altri suoi scritti su alcuni fenomeni naturali, pur privi di importanza scientifica, danno testimonianza della sua curiosità e del suo spirito di osservazione. Nel 1807 scrisse le Lamentazioni, poemetto di nove canti in versi sciolti, con atmosfere notturne, la Battaglia celtica, entrambe a imitazione del Cesarotti, allora in gran voga, e La Morte della Morte, del 1810, è un poemetto scherzoso in ottave, scritto a imitazione del Berni.

 

Nel 1812 Belli entrò con il nome Tirteo Lacedemonio nell'«Accademia degli Elleni», istituto filo-francese fondato nel 1805. Nel 1813 una scissione portò alla fondazione dell'«Accademia Tiberina», alla quale passò Belli. La nuova Accademia comprendeva gli oppositori dell'Impero, liberali e clericali, ed ebbe tra i membri Mauro Cappellari, futuro papa Gregorio XVI, e il principe Metternich.

 

Quello è anche l'anno delle opere seguenti:

 

poemetto di due canti in terzine, d'imitazione del Monti, Il convito di Baldassare ultimo re degli Assirj,

Il Diluvio universale,

L'Eccidio di Gerusalemme,

La sconfitta de' Madianiti,

Salmi tradotti in versi sciolti,

sonetti dedicati all'amico Francesco Spada.

 

Nel 1815 si volse al teatro e scrisse le farse I finti commedianti e Il tutor pittore, e I fratelli alla prova, traduzione di un dramma di Benoît Pelletier-Volméranges. Nel 1816 pubblicò in terzine La Pestilenza stata in Firenze l'anno di nostra salute MCCCXLVIII e nel 1817 A Filippo Pistrucci Romano. Il 1818 entrò nell'«Accademia dell'Arcadia» con il nome Linarco Dirceo.

 

Il 12 settembre 1816 il Belli, che aveva appena ottenuto un impiego all'Ufficio del Registro, e Maria Conti (1780-1837), vedova benestante, proprietaria di terre in Umbria, si sposarono e si stabilirono in casa Conti a Palazzo Poli, presso la fontana di Trevi. Libero da assilli economici, il Belli poté iniziare una serie di viaggi che lo portarono a visitare Venezia, Napoli, Firenze e, fondamentale per il suo sviluppo artistico, Milano, che visitò nell'agosto del 1827 - dopo aver dato le dimissioni dal suo impiego statale - e vi si trattenne a lungo, ospite di un amico, l'architetto Giacomo Moraglia. A Milano, dove tornò nel 1828 e nel 1829, conobbe le opere di Carlo Porta e comprese la dignità del dialetto e la forza satirica che il realismo popolare era capace di esprimere.

 

Dell'Accademia dell'Arcadia fu segretario, dal 1850 presidente. In questa veste fu responsabile della censura artistica e come tale si trovò a vietare le opere di William Shakespeare.

 

Morì nel 1863, a causa di un colpo apoplettico e fu sepolto al Verano (Roma). Nel testamento aveva disposto che le sue opere venissero bruciate, ma il figlio non lo fece, consentendo così che fossero conosciute da tutti e per sempre. Il pronipote e artista, Guglielmo Janni, ne racconterà vita e opere in un opus dattiloscritto di 10 volumi.

I Sonetti romaneschi

« Io ho deliberato di lasciare un monumento di quello che oggi è la plebe di Roma.

In lei sta certo un tipo di originalità: e la sua lingua, i suoi concetti, l'indole, il costume, gli usi, le pratiche, i lumi, la credenza, i pregiudizi, le superstizioni, tuttociò insomma che la riguarda, ritiene un'impronta che assai per avventura si distingue da qualunque altro carattere di popolo. Né Roma è tale, che la plebe di lei non faccia parte di un gran tutto, di una città cioè di sempre solenne ricordanza. »

(Giuseppe Gioachino Belli, introduzione alla raccolta dei sonetti)

« Non casta, non pia talvolta, sebbene devota e superstiziosa, apparirà la materia e la forma: ma il popolo è questo e questo io ricopio. »

(Giuseppe Gioachino Belli, introduzione alla raccolta dei sonetti)

« Io qui ritraggo le idee di una plebe ignorante, comunque in gran parte concettosa ed arguta, e le ritraggo, dirò, col concorso di un idiotismo continuo, di una favella tutta guasta e corrotta, di una lingua infine non italiana e neppur romana, ma romanesca. »

(Giuseppe Gioachino Belli, introduzione alla raccolta dei sonetti)

 

L'opera del Belli, principalmente nota per i suoi sonetti, rappresenta con felice sintesi la mentalità dei popolani romani, lo spirito salace, disincantato, furbesco e sempre autocentrico della plebe, come egli la denomina, rendendo con vivezza una costante traduzione in termini ricercatamente incolti delle principali tematiche della quotidianità.

L'aspetto ierocratico della Roma dei papi, della Roma del "Papa Re", che incrocia le vicissitudini del popolano nelle ritualità religiose e nelle liturgie giuridiche, nell'immanenza politica come nella sacralizzazione del pratico, è sempre, in ogni verso svolto nell'ottica del vulgus, che sue proprie conclusioni trae secondo quanto di sua percezione. In questo senso è stato discusso se l'opera belliana, come inizialmente accadde, possa ancora tout-court ascriversi al verismo, che intanto dava migliori prove nella prosa, o se invece non sia il caso di riconsiderarla fra le categorie che, avvicinandosi al picaresco per tematiche e contestualizzazioni, trovano un certo fattore comune nella forma della poesia dialettale italiana.

 

Da un punto di vista letterario, si tratta della produzione più corposa della poesia dialettale italiana dell'Ottocento, e, in termini linguistici, si tratta di un documento di inestimabile valore sulle mille possibili articolazioni del romanesco, di cui isola un tipo oramai classico, mentre il tempo trascorso ha provveduto a farlo evolvere.

 

A chi vi veda (posizione non maggioritaria) solo un carattere di poesia minore, personalistica, ad usi familiari, si contrappone chi vi riconosce il registro storico di una fase culturale popolare, un secolo prima che l'esigenza di catalogare e studiare e, prima ancora, di raccogliere, gli elementi espressivi dei ceti bassi, certamente quelli anche proverbiali, divenisse sentimento diffuso. Il corpo dei sonetti raggiunge anche un obiettivo non secondario delle opere letterarie, il piacere della lettura, agevolato dalla costante ed intrigante trasparenza del personale diletto dell'Autore nella sua estensione.

 

Eppure il realismo è parte del modo narrativo belliano, quantunque non esclusivo. Del realismo Belli fu certo attento osservatore, avendone peraltro selezionato materiale per il suo Zibaldone, ma l'inclinazione verso una satira di sistema, velenosa proporzionalmente alla presunta impossibilità di portare a moralistica "redenzione" i cattivi costumi che punge, sposta la classificabilità verso parametri solo apparentemente più "leggeri", e difatti dell'opera si hanno inquadramenti nelle categorie dell'umorismo, della "cronica", del lazzo e - per estremo - della letteratura scandalistica. Come per altre opere di tutte le letterature, al piacere di degustarne l'arguzia, si è spesso aggiunta la morbosità per la dirompente frequenza di ricorso a termini e locuzioni, o proprio a situazioni tematiche, di drastico scandalo.

 

Al Belli che di fatto componeva un'opera moralisteggiante, senza limiti e senza rispetto delle inibizioni "morali" della letteratura ufficiale, con l'aggravante di essere egli censore ufficiale per ragioni di pubblica moralità, non si riconobbe se non sottovoce, quasi clandestinamente, valore letterario, almeno sin quando (nella seconda metà del Novecento) la cultura ufficiale non prese atto, restituendolo come nozione, che presso il popolo erano in uso il turpiloquio e la semplificazione in senso materiale delle tematiche riguardanti la religione (il "Timor di Dio"), il pudore sessuale e altri argomenti di pari delicatezza.

 

I sonetti, 2.279 per circa 32.000 versi - più del doppio dei versi della Divina Commedia dantesca -, sono spesso accostati alla proverbialistica poiché nel loro complesso dipingono con ampiezza di dettaglio la filosofia dei Romaneschi del tempo (da non confondersi con i Romani, ai quali il Poeta diceva di appartenere), costituendone impercettibilmente, come dall'Autore stesso dichiarato, "monumento".

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