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5x Favela - Agora por nos mesmos.

NOTE: Please use this image to provide inspiration for your designs! We encourage you to create using the designs found on this website to spark your creative fire!

Frames Wall is a wall-mounted cluster of squares and rectangles that provide space for books of various heights.

 

This cabinet is suitable for shallow books, like poetry and literature.

 

The shelves pictured are made from lacquered black MDF, but they can also be made with other woods and in other sizes.

 

Dimensions example:

 

H 96 x W 116 x D 18 cm

Nikon F100

Nikkor 50/1.8

JCH Streetpan 400

 

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Milina, Pelion, Greece. Shot on Kodak Portra film, ISO 160, with a Pentax K1000, 50mm 1.4 lens @f1.4 1/8. Scanned with a Noritsu scanner.

*ICARUS FRAMES* road complete bike

BLUE LUG custo

 

SPEC

Frame: *ICARUS FRAMES* road

Headset: *CHRIS KING* nothreadset

Wheel: *ENVE* SES rim × *PHILWOOD* 11-speed road hub

Tire:*CONTINENTAL* grand prix classic tire

Crankset: *SRAM* force

Shift&Brakelever:*SRAM* force

FD&RD:*SRAM* force

Brake: *PAUL* racer medium brake

Stem: *ICARUS FRAMES*

Handle: *NITTO* m106

Seatpost: *THOMSON* elite

Saddle: *FIZIK*

Bar tape:*CADENCE* pro wrap bar tape

this lil venture got my mind ticking again :)

Igreja de São Francisco, João Pessoa/PB, maio de 2014.

Strobist: Canon 580EX2 camera right fired with pocket wizards.

Vietnam.

Hoi An.

 

On the 15th of every month of the lunar calendar, modernity takes another step back, the town turns off its street lamps and fluorescents lights, leaving the Old Quarter bathed in the warm glow of colored silk, glass and paper lantern.

Originating from basic appliances, the lanterns have been lifted to an art of decoration, and they now hold a firm position in Hoi An inhabitants' minds and lives. Done by skillful hands and with great imagination, the lanterns now serve different purposes - not only as living necessities, but also as an artistic expression. From their initial basic form, Hoi An lanterns nowadays can be seen in different shapes and with beautiful decorations, while they also carry meaningful names.

Lanterns are made of Vietnamese silk, which is made from silk worms famous in Asia. The silk has beautiful colors and meaningful patterns. You can choose lanterns with wooden frames, some made from very precious wood, with a painting of a legend on each side of the lantern. They are all hand made from bamboo, silk, and wood. Once lighted, lanterns will illuminate with marvelous, mysterious light which will take you hundreds of years back, to times of tales and mystery.

 

For many years, the traditionally colored lanterns have enchanted Hoi An visitors; they have become indispensable souvenirs that visitors can never forget to pack on their way home, and they have therefore become well-known to the world. Lantern making is the main job for hundreds of workers in Hoi An, and every year tens of thousands of Hoi An lanterns are exported or bought by foreign visitors as souvenirs and gifts. As a cultural and touristic product, the lanterns have helped raise the income of Hoi An's residents.

hoian-tourism.com/Hoi%20An%20Lantern%20Making#

It's the MetGlass Frames texture created in the Filter Forge plugin. It can be seamless tiled and rendered in any resolution without loosing details.

You can see the presets and download this texture for free on the Filter Forge site here — www.filterforge.com/filters/5764.html (created by Beliria)

To use this texture download Filter Forge 30-day trial for free here — www.filterforge.com/download/

Two of our picture frames currently not in use. I like the no-nonsense approach to them. Only wish they came in pig colour too..

 

Same lightbox setup as before. DIY strobist approach with two Vivitar 285HVs on either side at 1/16th power.

 

Comments are much appreciated and if you like what you see, feel free to check out my new blog at hypothetic.net :)

9-Oct-2009 01:03 PM

Monastery, Karmi Farms, Darjeeling

Irina was 'helping' to select the pictures we are planning to hang at home

Irina ayuda a elegir las fotos que vamos a colgar en casa.

carl zeiss distagon T* 35mm f2 ZF - Cropped partially.

Framing QR codes to incorporate QR app instructions and call to action. Distinguish your QR codes without touching them!

Window dummy frames

 

This image is part of the CalVisual for Construction Image Archive. For more information visit www.engsc.ac.uk/resources/calvisual/index.asp

 

Author: Loughborough University

I wanted to keep the frames safe until I have just the right pieces to be framed in them, so I decided to use them this way.

032/365 polyptych

 

Models: Emmy Jackson MM#1014728 & Lexxie Darling MM#839147

 

lexmachina365.tumblr.com/

 

Prints available from lexmachine.etsy.com

Various frames at the Gallery of Modern Art in Brisbane, Australia.

Ver video clip "yo lo encuentro" de Franz Mesko+Matiah Chinaski+Mantoi.

Video realizado por Paulina Soto Cisternas + Nicolás Valiente (NEV3).

youtu.be/nUrzEbcqmVo

2015.-

Dal 25 gennaio al 29 maggio 2016 il prestigioso Palazzo Mazzetti di Asti ospiterà la grande mostra collettiva “RICORDI FUTURI”. La mostra, inaugurata in occasione della Giornata della Memoria, ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio in commemorazione delle vittime dell’Olocausto, è promossa dalla Fondazione Palazzo Mazzetti e dalla Città di Asti, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e con la collaborazione di Banca CRAsti. La collettiva è curata da Ermanno Tedeschi, e gode del Patrocinio della Regione Piemonte e della Provincia di Asti. Progetto di allestimento e multimediale di Interactive sound. Media Partners: La Stampa e Astigiani.

 

Il fil rouge che collega le opere degli artisti in mostra, ben 37, è in primis l’idea della memoria e del ricordo che lega ogni uomo alle proprie origini e tradizioni, ed intesa come unico strumento di conoscenza che l’uomo ha a disposizione, in quanto rende ciascun individuo consapevole delle proprie esperienze passate, e solo così pronto ad affrontare quelle presenti e quelle future.

 

La collettiva comprende diversi ambiti della vita umana e diverse discipline. Si parte dall’arte figurativa e concettuale, per passare attraverso le percezioni sensoriali di oggetti (giocattoli, libri, scritti, architettura), fino ad arrivare a suoni, immagini, video interviste, fotografie, sculture e dipinti.

 

“Una mostra di racconto, composita” – osserva il curatore Ermanno Tedeschi – “che si sviluppa attraverso un linguaggio tecnologico immersivo ed opere ad elevato impatto emozionale”.

 

Gli elementi di questo percorso espositivo, ospitato a Palazzo Mazzetti, sono di provenienza diversa, nazionale ed internazionale, con una particolare attenzione al tema dell’Olocausto, ma anche con un occhio rivolto alla cultura e alla tradizione astigiana.

 

Il Palazzo Mazzetti, di proprietà della Fondazione della Cassa di Risparmio di Asti, ospita importanti collezioni, tra cui le raccolte civiche e mostre temporanee.

 

La Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, proprietaria del palazzo, dopo un lungo e accurato restauro avviato nel 2003 e proseguito dal 2005 al 2011, lo ha restituito alla cittadinanza nel suo antico splendore. L’edificio è visitabile dalle suggestive cantine, oggetto di scavi archeologici musealizzati, al piano terreno, sede di esposizioni temporanee, al piano nobile con stucchi dorati, affreschi e le raccolte civiche quali dipinti, la collezione orientale, tessuti antichi e le microsculture di Giuseppe Maria Bonzanigo. Il secondo piano ospita i dipinti dell’Otto e del Novecento. Le recenti esposizioni hanno sempre raccontato storie suggestive del nostro passato remoto e recente: la civiltà etrusca ed il cibo degli antichi, la cultura figurativa astigiana tra Sei e Settecento, le produzioni del Novecento e l’affermazione di prodotti originali italiani diventati icone internazionali del made in Italy. Ancora, più recentemente, l’esposizione di Domenico Quirico ha raccontato il lavoro quotidiano del cronista di guerra, mentre “Asti Contemporanea. Collezioni private” ha presentato opere dell’arte italiana dal secondo dopoguerra agli anni Settanta provenienti esclusivamente da raccolte astigiane.

 

La collettiva “RICORDI FUTURI” è suddivisa in nove sezioni, con opere di artisti provenienti da diverse discipline artistiche e con personaggi della cultura internazionale. Si parte dall’installazione di Gianluigi Colin, che tappezzando muri e soffitto di fotografie e fogli testimonia eventi di un passato lontano e di un presente che è quasi futuro.

 

Si passa poi alle video interviste, presenti lungo il percorso della mostra, ad illustri esponenti della cultura contemporanea. Si parte dall’architetto Daniel Libeskind, e si prosegue con lo studioso, filosofo e poeta Arturo Schwarz, con l’artista Emilio Isgrò, con Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz – Birkenau, fino ad arrivare, nell’ultima sezione della mostra, con la psicologa Maria De Benedetti, già vice – sindaco di Asti dal 1994 al 1998. Si tratta di personaggi che rappresentano un pezzo della storia che hanno ancora l’entusiasmo ed il desiderio di dedicare il loro tempo per trasmetterci le loro preziose riflessioni.

 

La seconda sezione è dedicata al gioco come segno del tempo, con la presenza di quadri dell’artista israeliano Itshak Yarkoni. Nei dipinti esposti l’autore ha inserito giocattoli antichi (i cui originali sono presenti in mostra) nella realtà di oggi cercando un rapporto tra passato e futuro.

 

Un’attenzione particolare viene dedicata al Ricordo attraverso la fotografia, che rappresenta la terza sezione della mostra, con alcune immagini scattate da Vardi Khana, che con il suo progetto One Family ripercorre la storia della sua famiglia scampata alla Shoah. Una documentazione unica sono le fotografie del canadese Yuri Dojc e di Bruna Biamino; il primo testimonia come i libri resistano alle guerre ed alle più’ turpi ingiurie, mentre la seconda ci mostra come Israele ha voluto ricordare la Shoah attraverso la realizzazione del Museo di Yad Va Shem. Norma Picciotto ha invece realizzato delle fotografie in cui simboli della storia e dell’arte antica e contemporanea giacciono su un tappeto di foglie secche e bianche.

 

Il segno e la scrittura come testimoni del tempo sono il titolo della quarta sezione e sono rappresentati dagli artisti Barbara Nejrotti con le impronte di un bambino, di una donna ed un uomo impresse su una tela con cucito e pittura, dalle sculture di Tobia Ravà, che si distingue per un linguaggio originale, utilizzando numeri e lettere ebraiche, dal lavoro di Nicole Riefolo, costruito assemblando illustrazioni originali digitalizzate del manoscritto Voynich, opera quattrocentesca il cui idioma sconosciuto non è stato ad oggi decifrato. Ed inoltre: dalle opere dell’artista Moshe Gordon, realizzate utilizzando due vecchi libri su uno dei quali compare la parola ebraica “iskor” (ricordo), dall’opera di Antonio Meneghetti padre dell’Ontoarte, dai lavori di Marina Munoz, che trasforma libri e ritagli di carte e legno, e dalle opere dell’artista americano Eugene Lemay. Il padre dell’arte israeliana Menashe Kadishman è presente con la Sua scultura Shachelet (foglie cadute) composta da un gran numero di pesanti dischi di metallo di forma circolare, aventi le sembianze di un volto convulso che urla.

 

Generazioni è il titolo dedicato all’installazione di Jessica Carroll e Riccardo Cordero, che rappresenta la quinta sezione della mostra, nella quale i lavori dei rispettivi padri sono esposti insieme ai loro, creando così un dialogo generazionale tra il passato, il presente ed il futuro.

 

Il ricordo attraverso la scienza è il titolo della sesta sezione ed è rappresentato dall’opera di Anna Rierola, artista visiva che unisce insieme arte e scienza, creando uno scenario fotografico unico.

 

La settima sezione intitolata L’arte per ricordare e costruire il futuro è il titolo dello spazio dedicato alle opere dei maestri Aldo Mondino, Giorgio Griffa, Vik Muniz, Emilio Isgrò, Francesco Vezzoli, Giulio Paolini, Luigi Mainolfi, Valerio Berruti, Ezio Gribaudo e Daniel Schinasi, Francesca Duscià e Isabella Traglio Vismara.

 

La sezione 27 gennaio Giornata della Memoria è l’ottava sezione della collettiva, dedicata all’Olocausto, ed ospita un’istallazione multimediale costituita da due binari sui quali scorrono documenti e immagini della vita delle famiglie prima della Shoah. Un’opera da segnalare in questa sezione è il ritratto di Primo Levi dell’artista Francesca Leone.

 

La musica che si ascolta in questa sala, simbolicamente rappresentata da un piccolo violino ritrovato in un campo di sterminio, è il risultato di un monumentale lavoro del Maestro Francesco Lotoro, massima autorità nella ricerca musicale concentrazionaria, autore dell’Enciclopedia geografica KZ Musik contenente la produzione musicale nei Campi di concentramento dal 1933 al 1945.

Some close up shots of the frames used to transport the blades.

All these frames are for sale via my Etsy.com site or MyEhive.com!!

DAY SEVENTY-SEVEN

We took this at Claire's LOL. Diana didn't end up getting those. She got the pikachu/gatorade looking ones. I did get the ones I'm wearing. It's going to be my early birthday present. XD

 

So yea. This picture pretty much sum up my day. We went to the mall and just tried on a bunch of stuff like jewelry and frames.

Gallery show of antique frames at Casa di Cambi in Genoa, Liguria, Italy.

The second in a series of Hibiscus Batik-

12"x12" base with 6" mirror

Every Sunday artists display their works in the Jardin del Arte in Parque Sullivan in Mexico City. Vendors also come to sell art supplies, like these picture frames

"Insha" is a traditional and trusted name in fabricating idols of Lord Ganesha - a name that spells uncompromising quality and service. Ganesha Idols and Frames and Jewelry has taken a lead in offering path-breaking design choices to our discerning customers.

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