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Generative masterplanning: some test frames.
Differentiation develops from site fitness, toward a primary use-type, with adjacency effects from neighboring parcels and clustering logics over larger assemblages of cells.
Compared to previous studies, the process here is more emergent, with a more responsive engagement and iterated over a much larger number of frames, allowing the designer the ability to intervene during the process.
The logic resembles that of cellular automata with the additional benefits of 1) being based on real, spatial geometry rather than a grid or regular matrix; 2) utilizing initial conditions that are based on actual site conditions and environmental properties; 3) propagating a more diverse set of influences and reactions; 4) progressing across multiple levels of effects (both scalar and temporal) that allow these effects to be staged in a manner less abstracted and closer to actual design concerns.
---Photo details----
Stacks : 25 frames
Exposure Time : 25x242sec (~1h 40 min total) @ ISO 200 (+10 flats)
Stack program : DeepSkyStacker
Stack mode : Entropy Weighted Average
Post processing : CS6 for : curves adjustments, contrast, saturation and unsharp mask filter
Crop: 7.6MP out of 24MP
---Photo scope---
Camera : Sony SLT-A77
Tube : Skywatcher Explorer 150P
Type : Newton
Focal length : 750 mm
Aperture : F/5
---Guide scope---
Camera : Starlight Xpress Lodestar
Tube : Skywatcher StarTravel-102
Type : Refractor
Focal length : 500 mm
Aperture : F/4.9
---Mount---
Mount : Skywatcher EQ-6
---Image details---
M81 and M82 are two galaxies that interact gravitationally. This interaction has triggered a star burst activity in M82 and NGC 3077.
Both M81 and M82 are spiral galaxies - although M82 was previously believed to be an irregular galaxy.
M81 is also known as Bode's galaxy and is situated 12 million light years away in the constellation Ursa Major.
M82 is known as the Cigar galaxy (due to obvious reasons) and situated at about the same distance from us as M81 in the Ursa Major constellation.
In this image we can see:
M81 / NGC 3031 : spiral galaxy (App Mag:6.94 \ App Size: 26.9' × 14.1')
M82 / NGC 3034 : spiral galaxy (App Mag:8.41 \ App Size: 11.2' × 4′.3')
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App = Apparent
Mag = Magnitude
Mahoneys #Framing are the #specialists of tapestry framing. We have over 40 years experience framing tapestries.
Here's a straight-on shot of our new over the bed artwork. The frames are just from Target, but they look custom, which is really nice (they're a dark wood if you can't tell from the picture). The picture is one from our honeymoon that Ross split into three different sections. Then we framed each to make a dramatic panoramic shot.
Milan, Italy
Named for the first king of the Kingdom of Italy, this double vaulted gallery bordering the Piazza del Duomo is one of the world's earliest shopping malls. It was designed by Giuseppe Mengoni in 1861, the first year of the reign of Vittorio Emanuele II, and was constructed between 1865 and 1877. The arch at the far end of the gallery shown above nicely frames the straight lines of one of the city's many Fascist era structures.
* Rolleiflex 2,8F Planar *
* Ilford Delta 3200 *
* Developed in Kodak TMax *
* Epson V500 scanner *
* Photoshop CS6 *
Hello, You can find my #textures and frames in www.texturepalace.com
Free to use under #creativecommons attribution licence. If you blog an image or use it in any other way, leave the URL in the comments. Please if you use one of my images in your art, I'd appreciate it if you give credit, link back & show your result (small please) in the comments.
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Also, every view, comment, fave, invitation and/or adding to a gallery is much appreciated - Szabolcs :)) !!
#Textures, #texture, #texturepalace, #free
Dal 25 gennaio al 29 maggio 2016 il prestigioso Palazzo Mazzetti di Asti ospiterà la grande mostra collettiva “RICORDI FUTURI”. La mostra, inaugurata in occasione della Giornata della Memoria, ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio in commemorazione delle vittime dell’Olocausto, è promossa dalla Fondazione Palazzo Mazzetti e dalla Città di Asti, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e con la collaborazione di Banca CRAsti. La collettiva è curata da Ermanno Tedeschi, e gode del Patrocinio della Regione Piemonte e della Provincia di Asti. Progetto di allestimento e multimediale di Interactive sound. Media Partners: La Stampa e Astigiani.
Il fil rouge che collega le opere degli artisti in mostra, ben 37, è in primis l’idea della memoria e del ricordo che lega ogni uomo alle proprie origini e tradizioni, ed intesa come unico strumento di conoscenza che l’uomo ha a disposizione, in quanto rende ciascun individuo consapevole delle proprie esperienze passate, e solo così pronto ad affrontare quelle presenti e quelle future.
La collettiva comprende diversi ambiti della vita umana e diverse discipline. Si parte dall’arte figurativa e concettuale, per passare attraverso le percezioni sensoriali di oggetti (giocattoli, libri, scritti, architettura), fino ad arrivare a suoni, immagini, video interviste, fotografie, sculture e dipinti.
“Una mostra di racconto, composita” – osserva il curatore Ermanno Tedeschi – “che si sviluppa attraverso un linguaggio tecnologico immersivo ed opere ad elevato impatto emozionale”.
Gli elementi di questo percorso espositivo, ospitato a Palazzo Mazzetti, sono di provenienza diversa, nazionale ed internazionale, con una particolare attenzione al tema dell’Olocausto, ma anche con un occhio rivolto alla cultura e alla tradizione astigiana.
Il Palazzo Mazzetti, di proprietà della Fondazione della Cassa di Risparmio di Asti, ospita importanti collezioni, tra cui le raccolte civiche e mostre temporanee.
La Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, proprietaria del palazzo, dopo un lungo e accurato restauro avviato nel 2003 e proseguito dal 2005 al 2011, lo ha restituito alla cittadinanza nel suo antico splendore. L’edificio è visitabile dalle suggestive cantine, oggetto di scavi archeologici musealizzati, al piano terreno, sede di esposizioni temporanee, al piano nobile con stucchi dorati, affreschi e le raccolte civiche quali dipinti, la collezione orientale, tessuti antichi e le microsculture di Giuseppe Maria Bonzanigo. Il secondo piano ospita i dipinti dell’Otto e del Novecento. Le recenti esposizioni hanno sempre raccontato storie suggestive del nostro passato remoto e recente: la civiltà etrusca ed il cibo degli antichi, la cultura figurativa astigiana tra Sei e Settecento, le produzioni del Novecento e l’affermazione di prodotti originali italiani diventati icone internazionali del made in Italy. Ancora, più recentemente, l’esposizione di Domenico Quirico ha raccontato il lavoro quotidiano del cronista di guerra, mentre “Asti Contemporanea. Collezioni private” ha presentato opere dell’arte italiana dal secondo dopoguerra agli anni Settanta provenienti esclusivamente da raccolte astigiane.
La collettiva “RICORDI FUTURI” è suddivisa in nove sezioni, con opere di artisti provenienti da diverse discipline artistiche e con personaggi della cultura internazionale. Si parte dall’installazione di Gianluigi Colin, che tappezzando muri e soffitto di fotografie e fogli testimonia eventi di un passato lontano e di un presente che è quasi futuro.
Si passa poi alle video interviste, presenti lungo il percorso della mostra, ad illustri esponenti della cultura contemporanea. Si parte dall’architetto Daniel Libeskind, e si prosegue con lo studioso, filosofo e poeta Arturo Schwarz, con l’artista Emilio Isgrò, con Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz – Birkenau, fino ad arrivare, nell’ultima sezione della mostra, con la psicologa Maria De Benedetti, già vice – sindaco di Asti dal 1994 al 1998. Si tratta di personaggi che rappresentano un pezzo della storia che hanno ancora l’entusiasmo ed il desiderio di dedicare il loro tempo per trasmetterci le loro preziose riflessioni.
La seconda sezione è dedicata al gioco come segno del tempo, con la presenza di quadri dell’artista israeliano Itshak Yarkoni. Nei dipinti esposti l’autore ha inserito giocattoli antichi (i cui originali sono presenti in mostra) nella realtà di oggi cercando un rapporto tra passato e futuro.
Un’attenzione particolare viene dedicata al Ricordo attraverso la fotografia, che rappresenta la terza sezione della mostra, con alcune immagini scattate da Vardi Khana, che con il suo progetto One Family ripercorre la storia della sua famiglia scampata alla Shoah. Una documentazione unica sono le fotografie del canadese Yuri Dojc e di Bruna Biamino; il primo testimonia come i libri resistano alle guerre ed alle più’ turpi ingiurie, mentre la seconda ci mostra come Israele ha voluto ricordare la Shoah attraverso la realizzazione del Museo di Yad Va Shem. Norma Picciotto ha invece realizzato delle fotografie in cui simboli della storia e dell’arte antica e contemporanea giacciono su un tappeto di foglie secche e bianche.
Il segno e la scrittura come testimoni del tempo sono il titolo della quarta sezione e sono rappresentati dagli artisti Barbara Nejrotti con le impronte di un bambino, di una donna ed un uomo impresse su una tela con cucito e pittura, dalle sculture di Tobia Ravà, che si distingue per un linguaggio originale, utilizzando numeri e lettere ebraiche, dal lavoro di Nicole Riefolo, costruito assemblando illustrazioni originali digitalizzate del manoscritto Voynich, opera quattrocentesca il cui idioma sconosciuto non è stato ad oggi decifrato. Ed inoltre: dalle opere dell’artista Moshe Gordon, realizzate utilizzando due vecchi libri su uno dei quali compare la parola ebraica “iskor” (ricordo), dall’opera di Antonio Meneghetti padre dell’Ontoarte, dai lavori di Marina Munoz, che trasforma libri e ritagli di carte e legno, e dalle opere dell’artista americano Eugene Lemay. Il padre dell’arte israeliana Menashe Kadishman è presente con la Sua scultura Shachelet (foglie cadute) composta da un gran numero di pesanti dischi di metallo di forma circolare, aventi le sembianze di un volto convulso che urla.
Generazioni è il titolo dedicato all’installazione di Jessica Carroll e Riccardo Cordero, che rappresenta la quinta sezione della mostra, nella quale i lavori dei rispettivi padri sono esposti insieme ai loro, creando così un dialogo generazionale tra il passato, il presente ed il futuro.
Il ricordo attraverso la scienza è il titolo della sesta sezione ed è rappresentato dall’opera di Anna Rierola, artista visiva che unisce insieme arte e scienza, creando uno scenario fotografico unico.
La settima sezione intitolata L’arte per ricordare e costruire il futuro è il titolo dello spazio dedicato alle opere dei maestri Aldo Mondino, Giorgio Griffa, Vik Muniz, Emilio Isgrò, Francesco Vezzoli, Giulio Paolini, Luigi Mainolfi, Valerio Berruti, Ezio Gribaudo e Daniel Schinasi, Francesca Duscià e Isabella Traglio Vismara.
La sezione 27 gennaio Giornata della Memoria è l’ottava sezione della collettiva, dedicata all’Olocausto, ed ospita un’istallazione multimediale costituita da due binari sui quali scorrono documenti e immagini della vita delle famiglie prima della Shoah. Un’opera da segnalare in questa sezione è il ritratto di Primo Levi dell’artista Francesca Leone.
La musica che si ascolta in questa sala, simbolicamente rappresentata da un piccolo violino ritrovato in un campo di sterminio, è il risultato di un monumentale lavoro del Maestro Francesco Lotoro, massima autorità nella ricerca musicale concentrazionaria, autore dell’Enciclopedia geografica KZ Musik contenente la produzione musicale nei Campi di concentramento dal 1933 al 1945.
I like the way they just put all the art there for you to admire - of course they say don't touch, but there's nothing *physically* there to stop you if you really wanted to.
MegArt Store exhibition at the Hong Kong Heritage Museum.
A once popular window frame system in Australia for commercial and public buildings in the 1970s before falling out of favour the following decade. Plasteel as the name suggests was a steel window framing system with an external PVC coating which was available in different colours to match the architects design. In more exposed locations the coating would crack due to UV light leaving the steel frame inside exposed to water ingress and corrosion, however these have survived intact in a more sheltered position.
In this case the window frames which date from 1979 were red to match the steel beams, columns, outside doors, along with the internal bench tops and light switches original design but have been painted over with a more contemporary (and softer) colour scheme. The external door far right has been replaced with a newer aluminum one
While I'm uncapping the frames of comb my little helper is spinning the honey out. A high quality unit made in Massachusetts, U.S.A. by Maxant Industries. The Maxant machine is built to last a lifetime. The tanks are constructed from 20 gauge #4 polished stainless steel, with a conical bottom TIG welded for maximum draining. The inner basket is 100% stainless steel TIG welded and tested on balancing machines. www.maxantindustries.com/extractors.html
*ICARUS FRAMES* road complete bike
BLUE LUG custo
SPEC
Frame: *ICARUS FRAMES* road
Headset: *CHRIS KING* nothreadset
Wheel: *ENVE* SES rim × *PHILWOOD* 11-speed road hub
Tire:*CONTINENTAL* grand prix classic tire
Crankset: *SRAM* force
Shift&Brakelever:*SRAM* force
FD&RD:*SRAM* force
Brake: *PAUL* racer medium brake
Stem: *ICARUS FRAMES*
Handle: *NITTO* m106
Seatpost: *THOMSON* elite
Saddle: *FIZIK*
Bar tape:*CADENCE* pro wrap bar tape