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Leaflet encouraging councils to consider pedestrians with disabilities, when making changes to the road network.

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Il primo snowboard moderno è considerato lo snurfer (nome che fonde snow e surfer), costruito dall'ingegner Sherman Poppen per far divertire i figli. L'intento iniziale dell'ingegnere era di produrre una versione casalinga del monosci, ma i figli lo "cavalcavano" trasversalmente dando così l'idea di surfisti sulla neve e così l'inventore pensò di adattare un vero surf da onda aggiungendo dei bordi metallici e di brevettare l'attrezzo col nome, appunto, di snurfer.

 

Nel 1979 si tenne al Pando Ski Lodge, nel Michigan, il primo World Snurfing Championship (Campionato mondiale di snurfing) a cui partecipò anche Jake Burton Carpenter con una tavola di sua costruzione. Tuttavia ci furono molte proteste per la sua partecipazione alla gara con una tavola diversa dallo snurfer, venne perciò istituita una sezione a parte, che fu ovviamente vinta da Carpenter, in quanto unico partecipante. Quella gara è considerata la prima vera gara di snowboarding.

 

Durante gli anni settanta e ottanta diversi progettisti rimaneggiarono lo snurfer creando vari modelli con nomi diversi. Alcune migliorie resero gli snurfer più manovrabili, come cinghie per i piedi e flex migliorati, ma fu solo dopo anni di ricerche che il giocattolo diventò un attrezzo sportivo. Fu una visita di Burton in Austria ad alcune aziende sci che accese l'intuizione: la tavola doveva necessariamente prendere spunto da questa tecnologia per fare il passo decisivo. Soletta in P-Tex prima, costruzione sandwich e lamine poi, portarono lo snowboard verso l'età adulta e lo proiettarono al di fuori dei campi innevati e verso le stazioni sciistiche. Fondamentale fu l'invenzione di Jeff Grell, all'inizio anni ottanta, di uno spoiler posteriore per l'attacco, che permetteva la conduzione della tavola sulla neve ghiacciata, grazie ad un feeling e ad una risposta molto migliori.

 

Oggi si stima che i praticanti di questo sport siano oltre 3,5 milioni.

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Los hindues consideran a Benarés (Varanasi) la primera tierra emergida del océano primordial.

 

Como lo vienen haciendo desde la noche de los tiempos, las muchedumbres convergen hacia las orillas sagradas del Ganges, considerado como el cielo sobre la tierra, ese gran canal fúnebre y encantado, madre de toda vida y río de los dioses, para buscar en la inmersión ritual el camino a la eternidad.

 

Estos ritos son la expresión perpetuamente renovada de la eterna historia de amor que une a los hindúes con su río sagrado. Por medio de esta unión mística, el hinduismo expresa la necesidad natural del hombre de conformarse a las fuerzas misteriosas que gobiernan su destino. Desde el pie del glaciar himalayo en que tiene sus fuentes, a más de cinco mil metros de altitud, hasta las fangosas aguas del golfo de Bengala, el Ganges atraviesa regiones tórridas y superpobladas a lo largo de dos mil quinientos kilómetros. Sus caprichosas aguas inundan y devastan regularmente las tierras de los campesinos que lo adoran. Su curso atraviesa las ruinas de ciudades y aldeas abandonadas, mudos testigos de sus bruscas cóleras en el transcurso de los siglos. Pese a su turbulenta naturaleza, los hindúes lo consideran en todos sus puntos como un lugar privilegiado, no siéndolo ninguno más, sin embargo, que la gran media luna que dibuja al atravesar Benarés. Desde siempre, los hindúes han venido a bañarse a este lugar, beber el agua sagrada e implorar los favores de los caprichosos dioses.

 

Morir en Benarés es para todo hindú la bendición suprema. Si la muerte le sorprende en el interior de un perímetro de sesenta kilómetros alrededor de la ciudad, Siva, su divinidad tutelar, le libera del ciclo perpetuo de la reencarnaciones y permite a su alma fundirse para toda la eternidad en el paraíso de Brahma. Por eso es por lo que se va a Benarés, no para vivir en ella, sino para morir en ella.

Está considerada por algunos como una de las mejores zonas de Europa en cuanto a valores ecológicos y medioambientales, y por muchos como un lugar mágico en el que se respira paz y tranquilidad. Se trata de la Dehesa del Camarate, perteneciente a Sierra Nevada y ubicada en el término municipal de Lugros.

 

Es un buen lugar para pasar unos días de descanso y disfrutar de la naturaleza. Desde Lugros se pueden hacer todas las excursiones y explorar los secretos de la Dehesa del Camarate, que alberga ricos valores ecológicos y una variada fauna. Esta dehesa también se conoce como el Bosque Encantado del Camarate. Los viajeros se traerán de esta excursión paisajes impresionantes guardados en su memoria.

 

Fauna

 

Dicen que el nombre de Lugros hace alusión a los lobos, que debieron de abundar en estos lugares, pero que ahora no se ven. No obstante, sí hay ejemplares de cabra montés, jabalíes, zorros, águilas reales, búhos y por supuesto toros y vacas. La fauna es muy rica.

 

También hay una gran variedad de árboles y de plantas. En el paseo se pueden ver robles melojos, serbales, arces y fresnos, pies de tejo, cerezos silvestres y maguillos, entre otros. Los amantes de la naturaleza van a disfrutar mucho en sus paseos por esta zona. Las rutas se pueden hacer a pie o en bicicleta. Para la Dehesa del Camarate la gente no escatima en calificativos: «El mejor paraje de Sierra Nevada», «un lugar mágico y de indescriptible belleza»... Hay que ir a verlo. También hay otros lugares para visitar como el valle del río Alhama, la Solana del Espartal y el Barranco de Rambla Seca. En esta época otoñal en muchos parajes los álamos están cambiando de color y las vistas son muy bonitas.

 

Por otra parte, en Lugros los viajeros pueden disfrutar de un pueblo pequeño en el que está presente su pasado morisco en el trazado de sus calles. Se puede visitar la iglesia del Santo Cristo de los Milagros y antes de irse hay que probar las gachas, el asado de choto y el guiso de conejo

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Arturo Toscanini (Parma, 25 marzo 1867 – New York, 16 gennaio 1957) è stato un direttore d'orchestra italiano.

Toscanini fu considerato da molti suoi contemporanei - critici, musicisti e pubblico - come il più grande direttore d'orchestra della sua epoca. Era celebre per la sua genialità, il suo perfezionismo instancabile, il suo orecchio fenomenale per il dettaglio e la sonorità orchestrale, e la sua memoria fotografica che gli permetteva di correggere errori nelle parti orchestrali che i suoi colleghi non avevano notato per anni.

 

Palazzo Toscanini a Milano, residenza di Arturo Toscanini dal 1909 al 1957.Toscanini nacque a Parma, in Italia, e vinse una borsa di studio al conservatorio, dove studiò violoncello e composizione. Si unì all'orchestra di una compagnia operistica, con la quale girò il Sud America. In Brasile il direttore Leopoldo Miguez abbandonò l'orchestra e dichiarò ai giornali che la sua decisione era stata causata dal comportamento degli orchestrali italiani. Il suo sostituto, Carlo Superti, doveva dirigere l'Aida a Rio de Janeiro nel 1886, ma fu pesantemente contestato dal pubblico e non riuscì neanche a dare l'attacco all'orchestra. Toscanini, su proposta di alcuni cantanti, prese la bacchetta al suo posto, ottenendo un grande successo e iniziando la sua carriera come direttore d'orchestra a 19 anni.

 

Toscanini divenne direttore al La Scala di Milano, nel 1898, rimanendoci fino al 1908 e ritornandoci negli anni Venti, fino al famoso incidente nel quale, il 14 maggio 1931, fu schiaffeggiato da Leo Longanesi per essersi rifiutato di eseguire Giovinezza, in seguito al quale decise di emigrare negli Stati Uniti. La ritroverà per l'ultima volta nel 1946, al rientro in Italia dopo la fine della guerra, con un memorabile concerto dedicato in gran parte all' opera italiana. Diresse anche al Metropolitan Opera di New York (1908-1915) e Bayreuth (1930-1931; fu il primo direttore non tedesco) come pure con la New York Philharmonic (1926-1936) e al Festival di Salisburgo (1934-1937). Nel 1936, diresse il concerto inaugurale della Palestine Symphony Orchestra (ora Israel Philharmonic Orchestra) a Tel Aviv. In seguito allo "schiaffo di Longanesi" divenne un forte oppositore del fascismo italiano (che pure inizialmente aveva visto con simpatia) e del nazismo tedesco, lasciò l'Europa per gli Stati Uniti, dove fu fondata la NBC Symphony Orchestra perché lui la dirigesse, e con la quale lavorò regolarmente fino al 1954 su radio e televisioni nazionali; fu quindi il primo direttore d'orchestra a diventare una stella dei moderni mass media. Durante la Seconda Guerra Mondiale diresse concerti di beneficenza come raccolte fondi per le forze armate statunitensi impegnate contro l'Asse e modificò L'inno delle Nazioni di Giuseppe Verdi modificando in chiave antifascista i passi tratti dall' Inno di Garibaldi e inserendovi l'inno nazionale statunitense e l' Internazionale comunista. Tornò in Italia nel dopoguerra per la ripresa alla Scala di Milano della sua attività musicale, ma seguitò a vivere negli Usa con sua moglie. Si ritirò quando aveva 87 anni.il suo ultimo concerto(interamente dedicato a Wagner)fu con la NBC il 4 aprile 1954. Alla sua morte nel 1957, fu sepolto al Cimitero Monumentale di Milano.

 

Toscanini diresse le prime mondiali di molte opere, incluse quattro che sono entrate a far parte del repertorio operistico: I Pagliacci, La Bohème, La fanciulla del West e Turandot. Diresse inoltre le prime rappresentazioni italiane di Siegfried, Götterdammerung, Salomè, Pelléas et Mélisande, e le prime sud americane di Tristan und Isolde e Madama Butterfly e la prima nord americana di Boris Godunov.

 

Al Teatro alla Scala, Toscanini fece pressione per riformare il modo di rappresentare l'opera, ottenendo nel 1901 quello che ai tempi era il sistema di illuminazione scenica più moderno e nel 1907 una fossa per orchestra. Insistette per abbassare le luci durante la rappresentazione. Come scrisse il suo biografo Harvey Sachs: "egli credeva che una rappresentazione non potesse essere artisticamente riuscita finché non si fosse stabilita una unità di intenti tra tutti i componenti: cantanti, orchestra, coro, messa in scena, ambientazione e costumi".

 

Nel 1933 Wanda, seconda figlia di Toscanini e di sua moglie Carla De Martini, sposò il pianista russo-ukraino Vladimir Horowitz. Il 5 dicembre 1949 venne nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi per meriti artistici ma decise di rinunciare alla carica il giorno successivo.

 

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"The United States consider powerful navies and large standing armies as permanent establishments to be detrimental to national prosperity and dangerous to civil liberty.

 

The expense of keeping them up is burdensome to the people; they are in some degree a menace to peace among nations. A large force ever ready to be devoted to the purposes of war is a temptation to rush into it.

 

The policy of the United States has ever been, and never more than now, adverse to such establishments, and they can never be brought to acquiesce in any change in International Law which may render it necessary for them to maintain a powerful navy or large standing army in time of peace."

 

~ William Marcy

 

William Learned Marcy (December 12, 1786 – July 4, 1857) was an American statesman, who served as U.S. Senator and the 11th Governor of New York, and as the U.S. Secretary of War and U.S. Secretary of State.

 

Marcy was born in Southbridge, Massachusetts. He graduated from Brown University in 1808, taught school in Dedham, Massachusetts[1] and in Newport, Rhode Island, studied law, was admitted to the bar in 1811, and commenced practice in Troy, New York.

 

Marcy served in the War of 1812. Afterwards he was recorder of Troy for several years, but as he sided with the Anti-Clinton faction of the Democratic-Republican Party, known as the Bucktails, he was removed from office in 1818 by his political opponents. He was the editor of the Troy Budget.

 

On April 28, 1824, he married Cornelia Knower (1801–1889, daughter of Benjamin Knower) at the Knower House in Guilderland, New York, and their children were Edmund Marcy (b. ca. 1833) and Cornelia Marcy (1834–1888).

 

In 1831, he was elected as a Jacksonian Democrat a U.S. Senator from New York, and served from March 4, 1831, to January 1, 1833, when he resigned upon taking office as Governor. He sat on the U.S. Senate Committee on the Judiciary in the 22nd Congress. Defending Jackson's nomination of Martin Van Buren as minister to the United Kingdom in 1832, Marcy used the phrase "'to the victor belong the spoils," from which the term spoils system is derived.

 

He was Governor of New York for three terms, from 1833 until 1838. In 1838, he was defeated by Whig William H. Seward, which led to a radical change in State politics and ended the Regency.

 

He was a member of the Mexican Claims Commission from 1839 to 1842. Later he was recognized as one of the leaders of the Hunkers, the conservative, office-seeking, and pro-compromise-on-slavery faction of the Democratic Party in New York.

 

Marcy served as United States Secretary of War in the Cabinet of President James K. Polk from 1845 until 1849, at which time he resumed the practice of law. After 1849, Marcy led the "Soft" faction of the Hunkers that supported reconciliation with the Barnburners, and in this role sought the Democratic presidential nomination in 1852, but was unsuccessful, in part due to "Hard" opposition led by Daniel S. Dickinson.

 

Marcy returned to public life in 1853 to serve as United States Secretary of State under President Franklin Pierce. On June 1 of that year, he issued a circular to American diplomatic agents abroad, recommending that, whenever practicable, they should appear in the simple dress of an American citizen. This directive created much discussion in Europe, and in 1867 his recommendation was enacted into a law of Congress.

 

Marcy also resolved the Koszta Affair and negotiated the Gadsden Purchase. Other affairs which demanded his attention were a Canadian reciprocity treaty, Commodore Matthew C. Perry's negotiations with Japan, a British fishery dispute, and the Ostend Conference.

 

He died at Ballston Spa, New York, and was buried at the Rural Cemetery in Albany, New York.

Um dos atributos do ser humano, enquanto ser vivo, e considerado o mais positivo, é, simultaneamente, um dos que o mais prejudica: a capacidade de comunicar elaboradamente!

Esta comunicação (efémera se falada ou gestual, permanente se materializada por símbolos ou formas), ao fazer expressar pensamentos igualmente elaborados, permite-nos criar o conceito de Bem e de Mal, de Verdade e de Falsidade.

E desde que estes aspectos se tornaram evidentes e importantes na actividade humana, tentaram-se encontrar formas de dar credibilidade à comunicação, definindo verdade e mentira, aplaudindo uma, censurando a outra.

O conceito de honra é uma dessas formas, onde não apenas se cumpre e faz cumprir códigos de conduta rigorosos, como se afirma por verdadeira cada afirmação emanada de um homem honrado. A falta de honra ou o apodo de mentiroso é dos piores estigmas que a sociedade pode impor ao indivíduo.

Esta necessidade da verdade é tão grande que nos tribunais, criados para apurar a verdade e corrigir as injustiças ou actos delituosos, o falar verdade é vital. É um estereotipo do cinema norte-americano o jurar-se em julgamento “Falar a verdade, toda a verdade e nada mais que a verdade”. E remata-se isto com o testemunho de “Deus”, que é o último refúgio da verdade inquestionável, mas igualmente não demonstrável.

Será curioso de ver como serei tratado um dia que tenha que prestar testemunho num desses tribunais, eu que sou ateu agnóstico.

A afirmação da verdade é vital para o ser humano que usa testemunhos, exemplos, demonstrações, como eu estou agora aqui mesmo a fazer com estas linhas.

A verdade ou credibilidade da comunicação é, assim, a pedra de toque da sociedade e, em quebrando-se, desmorona-a.

 

Confrontado com alguma forma de comunicação, o Homem procura, em primeiro lugar, saber da sua credibilidade. Quer se trate de verbalização, escrita ou iconografismo.

Claro está que ninguém põe em causa uma pintura. Presume-se que ela, e o seu autor, não pretendem ser verdadeiros ou falsos. São um conjunto de símbolos cuja veracidade não importa.

Já com a escrita o mesmo não se passa. Ou bem que pensamos “Isto é credível” ou então “Isto é faz-de-conta”. Presume-se que num jornal não se encontram falsidades, mas definimos outras formas de escrita como “ficção”. E, se por acaso, se constata que num jornal constam falsidades, é um “Ai Jesus”, com acusações recíprocas e recurso aos tribunais para repor a verdade. E a credibilidade do jornal vai por água abaixo.

Na 7ª arte – o cinema - e no seu sucedâneo – a televisão – existem três categorias de credibilidade: o que é inquestionavelmente verdade (informação), o que é indubitavelmente ficção (séries, filmes, novelas, etc) e o que, sendo verdade, usa palavras ou imagens falsas (documentários). Ninguém acredita que um cineasta esteja anos a fio a filmar um leão em África para contar a sua história. Acredita-se que eles vivem daquela forma mas sabe-se que as imagens e as palavras são falsas. É um terreno pantanoso, este.

  

Com o surgimento da fotografia, no século XIX, supôs-se que a questão do “verdadeiro” e do “falso” pudesse ser resolvida.

Não sendo objecto de intervenção humana, mas tão-somente usando processos naturais e científicos, a imagem fotográfica assumiu contornos de “indesmentível”. Expressões como “Para mais tarde recordar” ou “ O fotógrafo estava lá” são disso exemplo.

Pelo menos no pensar do comum do cidadão. Porque cedo a justiça e os tribunais se aperceberam da possibilidade de manipulação ou falsificação da fotografia, apresentando imagens que não correspondiam à “verdade”, e recusaram-se a aceitá-la como prova para o apuramento da verdade colectiva.

Apesar desta desconfiança da justiça em relação à veracidade da fotografia, continuámos a dar-lhe o benefício da dúvida. Pelo menos em parte, dependendo do contexto onde ela se insere.

Presumimos como sendo verdadeiro testemunho da verdade se inserida num periódico em que acreditamos ou ao qual não atribuímos a possibilidade de nos mentir. Tanto assim é que os jornalistas ou empresários da comunicação quase não dispensam a utilização da fotografia para dar reforço e credibilidade aos textos e mensagens impressas.

Mas pomos essa credibilidade ou veracidade da fotografia em causa quando são usadas em publicidade ou exibidas numa galeria de arte. Das primeiras porque os publicitários não primam por “falar verdade, toda a verdade e nada mais que a verdade”, pelo que o seu trabalho, fotografia incluída, podem e devem ser postas em causa. Das segundas, penduradas numa parede de uma galeria de arte ou publicadas em livros ou revistas conexos, ficamos na dúvida. Se a imagem com que somos confrontados é semelhante à nossa própria experiência, aceitamo-la como verídica; se a achamos ou ao seu conteúdo como estranhas ou dissonantes com as nossas próprias verdades, interpretamo-las como falsas. Mas não nos incomoda, porque numa galeria de arte não esperamos encontrar a “Verdade” mas tão só a expressão do autor, que se pode deixar levar pela imaginação ou fantasia e criar uma “Verdade” que só existe no seu íntimo. E nós, público, entendemo-las como tal.

 

No uso quotidiano do cidadão comum, amador fotográfico ou nem isso, a fotografia foi sempre considerada como um testemunho verídico e credível. As fotografias de férias e passeios, das festas de anos, de grupo ou de família, as feitas na bancada do estádio ou perante um acidente ou catástrofe não são (ou não eram) postas em causa.

O facto do fotógrafo amador não dominar as técnicas “complexas” da fotografia, de apontar e disparar, deixando o resto ao cuidado de laboratórios insuspeitos, dão um carácter de veracidade às imagens que ele produz.

Mas se o fotógrafo é já considerado como conhecedor das técnicas fotoquímicas, já os amigos e familiares, ao olharem para uma fotografia menos comum ou mais surpreendente, perguntam “Isto foi mesmo assim?” ou afirma “Isto tem truque!”

Com o advento da fotografia digital e a facilidade da manipulação e de acesso às ferramentas de tratamento de imagem, a questão da fiabilidade, veracidade ou honestidade da fotografia está cada vez mais posta em causa.

Até mesmo uma inocente fotografia de um pôr-do-sol ou de um salto meio acrobático do rebento é questionável, ouvindo-se quase pela certa “Isto foi montagem?” ou “Usaste o photoshop?”

 

É assim que a fotografia vai rapidamente perdendo o seu carácter de documento fiel (que em boa verdade nunca o foi) e ganhando o seu verdadeiro estatuto de forma de expressão pessoal.

E, com este estatuto, a sua credibilidade é tanto maior ou menor quanto esse atributo é dado pelo seu autor ou exibidor e pelo seu público ou receptor. A honorabilidade da fotografia é tão variável quanto o ser humano, enquanto ser comunicante.

A questão põe-se, então, se se espera que a comunicação seja verdade ou mentira e no grau de credibilidade que damos ao eu autor.

Ou, por outras palavras, se se espera que uma fotografia seja ou não verdadeira.

Da mesma forma que espero que um documento científico ou uma notícia de jornal sejam verídicos, não espero que o “Memorial do convento” de José Saramago ou “Os lusíadas” de Luís de Camões sejam verídicos. Ainda que ambos se baseiem em factos reais, aceito que num romance ou poema o autor dê asas à imaginação.

De igual forma, espero que as fotografias publicadas ou exibidas como sendo ícones de uma realidade, (num jornal, revista ou livro) e apresentadas como tal, o sejam, já não o espero de fotografias cujo objectivo explícito ou implícito seja a expressão de sentimentos do autor, interpretações não de uma verdade factual mas antes sentida.

 

Assim, o atributo de verdadeiro ou falso dado a uma fotografia ou imagem, depende da cumplicidade, de um entendimento prévio entre quem faz e quem vê.

E se o autor ou exibidor não a afirma como verdadeira e se o público não a recebe como verdade, pouco importante é que o seja ou não.

 

Ser ou não ser, neste caso, não é a questão!

  

Texto e imagem: by me

This is a photograph from the St. Tola's National School 5KM Road Race and Fun Run which was held at St. Tola's National School, Killulagh, Delvin, Co. Westmeath, Ireland on Sunday 7th June 2015 at 12:00. The race event was organised to raise funds for the building, development and support of the gymnasium building in the School. The race followed a loop course which started and finished in the vicinity of the school ground. The weather was warm, sunny and dry which is a great improvement on the weather of previous days. This made very good conditions for running. There was a very impressive spread of refreshments for runners in the school gymnasium afterwards where the presentations of prizes were made. The school is a small rural primary school with about 170 pupils and the funds generated today will be greatly welcomed by the pupils, teachers and parents. There was event organisational support provided by Westmeath Sports Partnership who are dedicated to the promotion and development of sport in Westmeath. Overall this was a very enjoyable event with very positive feedback from everyone who took park.

There is a full set of photographs from the start and finish of the race today available in the Flickr photoset www.flickr.com/photos/peterm7/sets/72157651869212153

 

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We use the Creative Commons Attribution-ShareAlike License for all our photographs here in this photograph set. What does this mean in reality?

The explaination is very simple.

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Above all what Creative Commons aims to do is to encourage creative sharing. See some examples of Creative Commons photographs on Flickr: www.flickr.com/creativecommons/

 

I ran in the race - but my photograph doesn't appear here in your Flickr set! What gives?

 

As mentioned above we take these photographs as a hobby and as a voluntary contribution to the running community in Ireland. Very often we have actually ran in the same race and then switched to photographer mode after we finished the race. Consequently, we feel that we have no obligations to capture a photograph of every participant in the race. However, we do try our very best to capture as many participants as possible. But this is sometimes not possible for a variety of reasons:

 

     ►You were hidden behind another participant as you passed our camera

     ►Weather or lighting conditions meant that we had some photographs with blurry content which we did not upload to our Flickr set

     ►There were too many people - some races attract thousands of participants and as amateur photographs we cannot hope to capture photographs of everyone

     ►We simply missed you - sorry about that - we did our best!

  

You can email us petermooney78 AT gmail DOT com to enquire if we have a photograph of you which didn't make the final Flickr selection for the race. But we cannot promise that there will be photograph there. As alternatives we advise you to contact the race organisers to enquire if there were (1) other photographs taking photographs at the race event or if (2) there were professional commercial sports photographers taking photographs which might have some photographs of you available for purchase. You might find some links for further information above.

 

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I want to tell people about these great photographs!

Great! Thank you! The best link to spread the word around is probably http://www.flickr.com/peterm7/sets

Sophie and Violet dance to "Consider Yourself" from "Oliver!"

Considerado como potaje de la cocina surcana e incorporada ya en nuestra gastronomía como plato estrella, la Huatia Surcana es una delicia de carne macerada en hierbas. La puedes acompañar con yucas tiernas y un pisco sour. ¡Disfrútala!

 

Ingredientes

 

1 ½ kg de malaya.

1 atado de culantro.

½ atado de hierba buena.

250 gr. de ají panca seco.

250 gr. de ají amarillo seco.

½ vaso de vinagre de vino tinto.

½ copa de pisco.

100 gr. de ajos molidos.

jugo de 2 naranjas.

Sal, pimienta y comino al gusto.

Preparación

 

Colocar en una licuadora la mitad del culantro, los ajíes amarillos y panca, y la mitad de la hierba buena. Licuar hasta que se mezcle bien todo.

 

Colocar lo licuado en un recipiente y añadir la malaya trozada, la sal, pimienta y comino, el pisco, los ajos, el jugo de naranja y el vinagre. Reservar por unas dos horas para que la carne se macere.

 

En una olla (de preferencia que sea de barro), colocar el resto del culantro y hierba buena, ambos enteros, encima la malaya. Verter el jugo formado de la maceración de la carne y cocinar a fuego lento por una media hora.

 

Pasado este tiempo, servir acompañado de arroz graneado y yuca

 

El miedo te hace limitarte demasiado, personalmente me considero una persona muy miedosa...en el sentido de que por miedo a perder algo, no arriesgo nada, pero dicen que solo las personas que arriesgan obtienen las cosas que desean, aunque si puedo decir que soy una persona soñadora, pero solo son sueños...que ni me ayudo a cumplir, también dicen que los sueños son gratis...y es verdad...pero para cumplirlos si tienen su precio y ese precio es el que yo nunca me arriesgo a pagar, eso es algo que intento superar, aunque me cuesta mucho, me eh perdido muchas oportunidades por tener miedo...miedo a decir las cosas que siento, miedo a perder lo que quiero, miedo a lo que digan...el famoso ¡Que dirán! siempre ah sido unos de mis mayores temores, eso también es algo que me limita demasiado y eh perdido mucho por pensar eso, siempre me eh limitado a decir o hacer las cosas que los demás quieren que haga o que diga, siempre manteniendo me en un límite, casi nunca digo lo que en realidad pienso, ni menos hago lo que realmente quiero hacer.

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As voters consider two polarizing major party candidates, whatâs at stake, especially for the future of the economy? Newt Gingrich, a conservative former U.S. House Speaker, and Van Jones, progressive activist and CNN political commentator, debate how the major party candidates might lead the nation to economic prosperity. Jones, an environmental and human rights reformer and ex-Obama policy advisor, will argue the case for the Democrat Hillary Clinton, while Gingrich, who ran for president in 2012 and was an early supporter of Republican Donald Trump, will champion the GOP standard-bearer.

Police in Toronto consider themselves as part of the Carnival. In London the police see themselves as the authority there to regulate the carnival parade. They are therefore, officious and stand apart. The majority are not very cordial given that Carnival is a joyous and festive event.

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I consider this my personal tribute to Let the Right One In. I bit my lip today and when it was bleeding I couldn't resist taking a picture. I'm not thrilled with this but it was a long day, I can't really bring myself to take any more. In fact, I don't know how I'm gonna stay awake to do this reading. Diet Coke time!

(The picture doesn't do justice to my paleness, really).

GTR. [I was blinded by the sun, lucky to have gotten any shot at all]

Se considera que es uno de los primeros monasterios cistercienses edificados en la península ibérica. El patronazgo inicial correspondió a los herederos de Ponce Giraldo de Cabrera, Príncipe de Zamora, y tuvo su auge económico hasta el siglo XIII. A este periodo dorado le sobrevino una serie de siglos desde el XVI al XVIII caracterizados por la racionalización y ahorro de los recursos obtenidos durante la Edad Media. La comunidad de monjes inicial que vivía en el conjunto se supone fue de doscientos, cifra que se vio enormemente rebajada en los siglos posteriores a poco más de una veintena. Es posible que tuvieran una cantidad similar de criados diversos entre mozos de cuerda, pastores, vaqueros, hortelanos, cocineros, etc.

La primera noticia documentada a lo largo del siglo XI se debe a un pergamino de 1042 que en grafía visigótica establece que las propiedades de un conjunto de villas cercanas, por orden regia de Fernando I de León se donan a un propietario de nombre arabizado denominado Keia Hazbe, con usufructo vitalicio, y que tras su muerte se cederán al monasterio de Santiago de Moreruela. En 1143 se documenta que el rey Alfonso VII de León cede a su leal seguidor Ponce Giraldo de Cabrera el monasterio, que unos años más tarde cambia de advocación a Santa María. Es de suponer que el cambio de advocación supuso la reforma y el establecimiento de la Orden del Císter.

Durante el siglo XIX y a raíz de las sucesivas desamortizaciones monacales por parte del Estado español, el monasterio viene a la ruina física y económica. En Diciembre de 1835 abandonan definitivamente el monasterio los pocos monjes que quedaban. El monasterio se vendió como cantera. Los campesinos de la zona se llevaban carros cargados de material pétreo para hacer sus casas. Así, el hastial occidental de iglesia en las décadas siguientes se derrumba y con sus piedras se edifica igualmente la iglesia del vecino municipio de la Granja de Moreruela.

Actualmente solo se conservan algunas ruinas gracias a la intervención con expropiaciones del Ministerio de Cultura en 1981.

 

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DIRECTIONS:

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I consider myself very fortunate in that I [mostly] love my job - as hectic, infuriating and demanding as it can be, its pretty fulfilling and enjoyable. But today ... head full of cold, runny nose and grumpy : nothing felt like fun. In fact, everything felt annoying ... I couldn't even summon the enthusiasm to go for a photo walk at lunchtime. I sat there looking around for divine inspiration and all i could come up with was a pile of staples ... yep, staples. Hardly high on the creativity, is it ?!!

 

I wanted to get quite a shallow depth of field on them to make it a bit more abstract, so sat quite far back and zoomed in (no macro for me, sob). I used a sheet of copy paper as a backdrop, taped to a binder (really high tech, huh? You wouldn't think we had an in-house photo studio down the road). Lit by typical office-standard blinding flourescent bulbs above (which has blown out some of the detail on the top), I waved a sheet of card around so that it reflected back onto the staples. I over-exposed by one full stop (must have learned something from Module 1 Bootcamp!!) to keep the white nice and bright, then boosted the silver a bit, post process.

 

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This is No.11 of my October 2011 : A month in 31 pictures shots. Find out more and see pictures taken by other photographers at www.flickr.com/groups/photoadayforamonth/

How Satan Serves God

 

"Behold, we consider those blessed who remained steadfast. You have heard of the steadfastness of Job, and you have seen the purpose of the Lord, how the Lord is compassionate and merciful." (James 5:11)

 

Behind all disease and disability is the ultimate will of God. Not that Satan is not involved — he is probably always involved in one way or another with destructive purposes (Acts 10:38). But his power is not decisive. He cannot act without God’s permission. That is one of the points of Job’s sickness. The text makes it plain that when disease came upon Job, “Satan . . . struck Job with loathsome sores” (Job 2:7). His wife urged him to curse God. But Job said, “Shall we receive good from God, and shall we not receive evil?” (Job 2:10). And again the inspired author of the book (just as he did in 1:22) commends Job by saying, “In all this Job did not sin with his lips.” In other words: This is a right view of God’s sovereignty over Satan. Satan is real and may have a hand in our calamities, but not the final hand, and not the decisive hand. James makes clear that God had a good purpose in all Job’s afflictions: “You have heard of the steadfastness of Job, and you have seen the purpose of the Lord, how the Lord is compassionate and merciful” (James 5:11). So even though Satan was involved, the ultimate purpose was God’s, and it was “compassionate and merciful.” This is the same lesson we learn from 2 Corinthians 12:7, where Paul says that his thorn in the flesh was a “messenger of Satan” and yet was given for the purpose of his own holiness — to keep him from becoming conceited. “Because of the surpassing greatness of the revelations, a thorn was given me in the flesh, a messenger of Satan to harass me, to keep me from becoming conceited!” Now, humility is not Satan’s purpose in this affliction. Therefore, the purpose is God’s. Which means that here Satan is being used by God to accomplish his good purposes in Paul’s life. In fact, for God’s elect children, Satan cannot destroy us, and God turns all his attacks finally against him and for us.

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Devotional excerpted from Desiring God, page 341, by John Piper

Consider other avenues and venture off the pavement. - David Solomons

Hamburger Bahnhof, Berlin

(FED 2 / Kodak Portra)

Consider the rule of thirds. Take a portrait and a landscape shot that follow the

rule of thirds. Try and compose your shots in camera and without the use of cropping.

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Consider for a moment how many Emperors and Empresses, Kings and Queens, Princes and Princesses and other notable historical figures from all over the world used these steps in the lifetime of Queen Victoria. If only past footprints could be turned into power and harnessed.............

See more of Osborne on my film at:

www.youtube.com/watch?v=7Eatx-uLSnc

Agenda: To consider the application for renewal

of Permit and change of address in

permit No. 14/STA/1992 valid upto

28.04.2017 operating by the S/C KL

09 AL 5566 on the Interstate route

Thrissur to Pollachi via Vaniampara,

Vadakkancherry, Nenmara, and

Kollemkode on Single Point tax basis -

reg.

Applicant: Sri. G. Nagaraj, S/o Ganesan, 41, Shankar lay-out,

Lakshmipuram, Peelamedu, Coimbatore – 641 004, Tamilnadu

( Permanent Address), 14/878, behind T.K.Tower,

Coimbatore Road, Palakkad (Temporary Address).

11

D2/32469(C)/STA/2001

Decision

:

Heard the counsel for the applicant and perused the

connected records. Renewal of Permit and change of address in

permit No. 14/STA/1992 valid up to 28.04.2017 covered by the S/C KL

09 AL 5566 are granted subject to the countersignature of STA,

Tamilnadu

 

Item No. 26

Agenda:

Peruse the Judgment in MVARP No.147/2019 & MVARP No.174/2019 of the Hon’ble STAT, Ernakulam to reconsider the application for variation of Permit No. 14/STA/1992 valid up to 28.04.2022 operating by the S/C KL 09 AL 5566 on the Interstate route Thrissur to Pollachi via Kollemkodu, Nenmara, Vadakkancherry and Vaniampara on Single Point tax basis.

 

Applicant: Sri. G. Nagaraj, S/o Ganesan, 41, Shankar lay-out, Lakshmipuram, Peelamedu, Coimbatore – 641 004, Tamilnadu (Permanent Address), 41/88, Chunnambuthara Vadakkanthara Post, Palakkad (Temporary Address).

 

D2/43/2020-TC

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Bologna, 2 settembre 2012 - Grande attesa per il concerto dei Green Day sul palco di I-Day Festival all’Arena Parco Nord di Bologna. Prima dei Green Day l’atmosfera della giornata sarà riscaldata da altre band internazionali: All time Low, Angels and Airwaves, Social Distortion, The Kooks.

 

I Green Day non hanno suonato perché Billy Joe, cantante della band, è stato ricoverato in ospedale a Bologna il giorno stesso del festival e anche i The Kooks hanno preferito non esibirsi.

 

I Social Distortion sono un gruppo punk rock formato nel 1978 a Orange County, California, e considerato tra più influenti gruppi della scena punk revival anni '80. Attualmente il gruppo è formato da: Mike Ness (voce e chitarra), Jonny Wickersham (chitarra), Brent Harding (basso), e David Hidalgo, Jr. (batteria). Il gruppo è stato fondato dal leader Mike Ness che è stato anche il principale problema della band: infatti i Distortion si sono sciolti nel 1985 dopo una sola pubblicazione, a causa del ricovero per riabilitazione del loro front-man; tuttavia hanno presto ricominciato la loro attività, che non si è fermata neanche dopo la morte del primo chitarrista Dennis Danell, stroncato nel 2000 da un aneurisma al cervello.

 

Mike Ness - voce e chitarra (1978 - oggi)

Jonny Wickersham - chitarra (2000 - oggi)

Brent Harding - basso elettrico (2004 - oggi)

David Hidalgo, Jr. - batteria (2010 - oggi)

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The monster part of St Kilda played home to a lot of motorcycle jumping. Naturally I found the highest point I could, got out my camera and massive lens and started taking pictures. It’s fair to say I have a good camera, a Nikon D7000 and it did an amazing job but I couldn’t help but feel intimidated by the fellow standing next to me. He had a Nikon D3s motoring away at 10 or 11 fps…. mind you he spent a long time deleting photos.

 

Reflexiones Cristianas | ¿Qué clase de personas son consideradas seguidores de Dios?

 

Creo que igual que yo, todos los hermanos y hermanas en el Señor hemos recibido de Él mucha paz y bendiciones, y que nos hemos propuesto seguir al Señor durante toda nuestra existencia. Recuerdo aquellos tiempos en que tenía fervor en mi interior. Para retribuir el gran amor del Señor, trabajaba activamente en esparcir Su evangelio y apoyaba el trabajo de la iglesia, y tenía confianza en que estaba siguiendo con firmeza Su camino. Además, admiraba constantemente Su gracia, y las lágrimas frecuentemente afloraban a mis ojos cuando oraba, sintiéndome tan cerca del Señor. Me vanagloriaba de ser una seguidora del Señor.

 

Pero sin darme cuenta, ese sentimiento se esfumó. Me volví fría en mis sentimientos de amor y así como en la fe, y no sentía placer en la oración, ya que no recibía respuestas del Señor, sintiéndome como si estuviese hablando al espacio vacío. Ya no me vanagloriaba de ser una seguidora del Señor; en vez de ello, frecuentemente me mortificaba a mí misma diciéndome que había fallado en seguir las enseñanzas del Señor. Pecaba y me confesaba a diario, totalmente atribulada por mis pecados. Como resultado, perdí mi motivación en predicar el evangelio, y hasta sentía temor de que se supiese que yo era cristiana, por miedo a que mi comportamiento no glorificase al Señor, sino que mancillase Su nombre. En ocasiones, sentía que mi fe en el Señor no era más que un tributo vacío al nombre de Jesucristo.

 

Fuente: www.biblia-es.org/que-tipo-de-personas-se-consideran-segu...

 

Recomendación: Predica cristiana sobre la fe

  

Justo al lado del puente Pegasus se encuentra el Café Gondrée, el que está considerado como el primer edificio liberado en Francia tras la ocupación alemana. Su propietario, Georges Gondrée, junto a su mujer Thérèse y sus tres hijas, regentaban un pequeño negocio de cafetería que les permitía estar en contacto con las tropas alemanas. Thérèse era originaria de Alsacia y su lengua materna era el Alemán. Aunque no lo hablaba con los soldados que frecuentaban el negocio familiar para no levantar sospechas, si que le sirvió para escuchar sus conversaciones y pasar datos de interés a un contacto de la resistencia. Durante la medianoche del 6 de junio de 1944, los planeadores empiezan a aterrizar cerca del Puente Pegasus y se escuchan los primeros compases de la batalla. Explosiones y el sonido inconfundible de disparos despiertan a los Gondrée. Georges decide ver qué está pasando y se asoma a una ventana, siendo tiroteado por el Teniente Richard Smith, aunque los disparos no dan en el blanco. Acto seguido, Georges reúne a la familia y se refugian en el sótano de la casa hasta que dejan de escuchar ruidos, momento en el que Georges sube agachado las escaleras que llevan al primer piso. Al llegar escucha voces fuera y decide asomarse con cautela: Un soldado lo ve y le pregunta en francés si es un civil. Le contesta que si y regresa hasta el sótano. Al día siguiente, empieza a escuchar voces en un idioma diferente al Alemán y unos golpes sacuden la puerta. Al abrir, se encuentra frente a dos paracaidistas que le preguntan en francés si hay alemanes escondidos en la casa. Georges contesta que no y es entonces cuando se da cuenta de lo que está pasando: La invasión aliada es un hecho. Del miedo por lo que estaba sucediendo se pasa a una alegría desbordada: El café es utilizado por el 7 Batallón como Cuartel General y Georges desentierra un pequeño tesoro que había escondido en su jardín durante el mes de junio de 1940: 99 botellas de Champagne con las que brinda durante todo el día junto a sus libertadores. Como cortesía,se sirven bebidas de forma gratuita a todos los hombres de que iban llegando. Y así ha sido hasta el día de hoy, en el que cualquier veterano de la 6 División Aerotransportada que ha vuelto para visitar el Café Gondrée no ha tenido que pagar su consumición.

 

LIBERACIÓN DEL PUENTE PEGASUS Y EL CAFÉ GONDRÉE.

El barrio de Xanenetla es considerado el más joven de la ciudad de Puebla. Su nacimiento se aproxima al año 1551.

Se localiza entre la Calzada de Loreto y Guadalupe y el Boulevard 5 de Mayo

 

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Iglesia de Santa Inés[editar]

 

Templo de Santa Inés.

Se encuentra al final de la calle 4 Norte, está dedicada a Santa Inés de Montepoliciano y concluyó su construcción en el año 1776. La iglesia en sus inicios dependía de un monasterio dominico frente a la zona de la Concordia. A partir de los años 70's, la Iglesia de Santa Inés cuenta con un albergue para niños y personas con discapacidad

 

El barrio adquiere su nombre gracias a un tipo de piedra presente en las faldas del cerro, conocida como "Xalnene". Esta piedra arenisca, de origen volcánico, era utilizada principalmente para la construcción. Gracias a esto se establecieron ladrilleas o "pedreras" y se dice que los dueños de éstas le regalaron a unos indios, que probablemente eran sus trabajadores, los terrenos ubicados entre el Barrio de Texcoco y El Calvario.

 

Su cercanía con el río San Francisco (ahora entubado) y sus "barreales" o "barriales" hicieron que con el tiempo, el barrio también fuera conocido como "El Arrabal de Xanenetla", pero el nombre oficial y actual de "Barrio de Xanenetla" es escrito a partir del año 1735.1

 

Dentro del barrio, se encuentra el "Campo Santo del Hospital San Pedro" o "Campo Santo de Xanenetla", un cementerio del año 1791, en donde se enterraban los cadáveres de los fallecidos del Hospital San Pedro, que actualmente es conocido como Cancha de San Pedro o Museo de Arte San Pedro. El camposanto dejó de funcionar en 1880 al inaugurarse el panteón municipa

 

El barrio gozó fama de peligroso hasta la década de los 80's y principios de los 90's. A raíz del crecimiento de la ciudad, en la década de los 90's se ampliaron los márgenes del barrio con fraccionamientos residenciales, construcción de casas y centros comerciales. En el año 2010, el proyecto Puebla Ciudad Mural creado por un grupo de jóvenes del llamado "Colectivo Tomate" planteó la pinta de 52 fachadas, en tres etapas, de las principales calles del barrio para detonar turísticamente el sitio. El proyecto finalizó el 11 de marzo de 2012 con la pinta de 55 murales

 

El ala-pívot madrileño se considera bien acoplado al FC Barcelona Será un partido muy especial para Usín después de jugar siete temporadas en el conjunto navarro

 

Siempre Barça

 

¿Tuviste otras ofertas antes de venir al Barça?

 

Sí, tuve ofertas. Pero siempre lo he dicho, yo dejé claro que quería venir aquí y lo hice así y estoy muy contento

 

Buen inicio de temporada del Barça, ¿cómo te sientes?

 

Muy contento, a nivel colectivo tenemos todavía que conjuntarnos y acoplarnos las piezas nuevas y sabemos que estamos en el camino de dar el mejor rendimiento posible. Individualmente también contento porque voy sumando, voy intentando hacer las cosas bien y sobre todo voy progresando, que es lo importante.

 

¿Qué tal te ves en el equipo, crees que con este equipo se aspira a todo?

 

Sí, está claro que la plantilla se ha hecho para volver a recuperar la Liga, para luchar por todos los títulos. Para eso he venido y tenemos plantilla para ello. Tenemos muy buenos jugadores, tenemos que conjuntarnos bien, trabajar las cosas y poco a poco ir acoplándonos para llegar al mejor nivel posible.

 

Llevas dos goles en liga en cuatro partidos, pero qué crees que puedes aportar al equipo?

 

Una de las características que tengo es que soy muy ambicioso y competitivo. Es cierto que mi rol ha cambiado pero para mí eso es una excusa. Yo sigo intentando moverme en los mismos números, sea en asistencias o en goles, pero el aspecto individual queda en segundo plan cuando el colectivo va bien. Yo tengo que ir sumando dentro de la pista, defensivamente y ofensivamente y si eso va bien el equipo lo va a notar y yo también.

 

¿Cuáles van a ser tus sentimientos por volver al pabellón de Anaitasuna?

 

A nivel personal Xota me ha dado todo. He vivido momentos inolvidables personalmente y profesionalmente me ha ayudado a estar donde estoy, también en la Selección. Es una mezcla de sentimientos bonita porque yo represento al Barça, estoy donde quiero estar. Estoy muy contento y me siento afortunado de estar aquí, quiero ganar ese partido y disfrutarlo. Será bonito vestir por primera vez otra camiseta en un sitio que ha sido mi casa.

 

Siete años en Xota, grandes recuerdos…

 

Tengo un montón de recuerdos, de cómo debuté, que curiosamente fue contra el Barcelona, de todo lo que he progresado, de las oportunidades que me han dado. Llegamos a una final de Liga, que para un equipo como el nuestro era impensable porque éramos muy jóvenes pero estuvimos a un nivel muy grande. Y gracias a todo esto que hemos hecho, he entrado en la historia del Xota y se nos recordará.

 

Eseverri es una institución dentro del equipo en Pamplona, ¿por qué?

 

Creo que Eseverri es una institución para todos los amantes del fútbol sala dentro y fuera de Navarra. Un jugador que lleva 15-16 años en la élite en un equipo como el Xota y parece que es el primer día que se juega el puesto, creo que es un ejemplo para cualquier jugador de fútbol sala, y si se ven reflejado en él tendrán mucho ganado. Personalmente tengo una estrecha relación con él y dentro y fuera de la pista es una persona con la que aprendes día tras día. No va a haber un jugador navarro como él.

 

¿Cómo de importante ha sido Imanol Arregui en tu carrera profesional?

 

Creo que él confió y apostó por mí. Me hizo subir arriba, sabía cuáles eran mis carencias, tuvo la paciencia de enseñarme y confiar en mí. A día de hoy más de la mitad de mi éxito se lo debo a él por confiar, por ver a ese chaval que tenía mucha calidad y tenía que progresar y dedicarme tiempo.

 

Eres un gran amigo de Sergio Lozano y de Lin, ¿de cuando viene esta relación?

 

Personalmente, conozco a Sergio Lozano de las categorías inferiores en Madrid y en la Selección, donde hemos coincidido varias veces. Y con Lin fue el primero que en mis convocatorias con la Selección tuve relación. Él me acercó más a Sergio y en la Selección hemos estado muy unidos y fuera de la pista también.

 

¿Cómo se ve el Barça desde fuera?

 

Se ve diferente que cualquier otro Club, de cualquier disciplina, se ve más que un Club y tengo suerte de estar dentro y haber visto que es mucho más. Des de dentro se ve muy diferente. Representar este escudo, estas instalaciones, la atención que tenemos… Tenemos las herramientas para cumplir los objetivos de ganar títulos.

 

¿Cuál es la sensación de jugar en el Palau como jugador del Barça?

 

Es una sensación única porque he venido muchas veces aquí y oyes a los Dracs animar. La verdad es que es una afición que tiene mucho ímpetu con su equipo. Cuando sales a calentar y a jugar siempre están animando y te sientes un privilegiado. Es otra herramienta para jugar y ganar los partidos.

 

¿Has podido visitar algo de la ciudad?

 

Sí, he estado en la Sagrada Familia, en el Tibidabo, en Catalunya en miniatura,… Me gusta adaptarme lo antes posible y es muy importante estar adaptado dentro y fuera de la pista lo antes posible y conocer los rincones más bonitos de Barcelona para adaptarte a la cultura.

 

¿Conoces a alguno de los otros deportistas del Palau?

 

Personalmente no. De haberlos seguido, por ejemplo el balonmano o el baloncesto. Soy un seguidor del deporte y conozco a los jugadores importantes.

 

¿Has conocido alguno de los jugadores del Barça de fútbol? ¿Has ido a ver algún partido?

 

Sí, fuimos a ver hace un par de años a ver el Barça-Osasuna que quedaron 8-0 y nos invitó Lin. Mi mujer es navarra y del Osasuna pero también del Barça y fue una gran oportunidad para ver el partido.

 

Tienes fama de charlatán en el vestuario. ¿Es cierto?

 

Soy una persona muy extrovertida que más que charlatán fomento el buen rollo. Me gusta que la gente me diga que provoco buen humor. Eso es una parte importante en el equipo y me lo tomo como un halago.

 

Javier Fernandez Auditor

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Dal 1980 al 1988 Elio e le Storie Tese si dedicano a diventare fenomeno di culto a Milano e zone limitrofe, con un certo successo, se si considera che nell'88 senza aver mai pubblicato un disco richiamano oltre 4.000 spettatori paganti al Teatro Ciak in una settimana di concerti con il tutto esaurito.

Nel 1989 esce "Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu", il loro primo album, che vende di botto 100.000 copie, seguito nei 14 anni successivi da 7 album ufficiali tra cui 2 live.

Nel 1990 stabiliscono il record mondiale dell'epoca per la canzone più lunga, suonando dal vivo per 12 ore di seguito lo stesso brano, "Ti Amo", con testo inventato da Elio al momento.

Nel 1991 suonano al concerto del 1° Maggio in Piazza San Giovanni e vengono censurati in diretta RAI: avevano improvvisato un rap dedicato agli scandali insabbiati della Prima Repubblica: meno di due anni dopo Mario Chiesa veniva sorpreso a gettare banconote nel W.C. del suo ufficio al Pio Albergo Trivulzio, il resto è storia.

Nel 1992 il loro singolo "Pipppero", con la partecipazione de "Le Mystère des voix bulgares", è primo in classifica per sei settimane.

Nel 1996 partecipano al Festival di San Remo che vincono piazzandosi al secondo posto, miracolo tutto italiano, ma quelle 4 esibizioni sono già storia della televisione. "La terra dei cachi" è primo in classifica per 8 settimane e l'album "Eat The Phikis" vende oltre 200.000 copie.

Folgorato da quelle performance Rocco Siffredi li chiama a partecipare alla sua produzione più ambiziosa, "Rocco e le Storie Tese", di cui firmano anche la colonna sonora, suonata da Rocco Tanica in tempo reale durante il montaggio.

Alla fine del 1998 Feiez muore colpito da ictus, durante un concerto.

Nel 1999 vengono premiati a Dublino come "Best Italian Act" agli European Music Awards di MTV.

Nel 2003 vengono premiati a Milano come "miglior videoclip" agli Italian Music Awards della F.I.M.I.: rispetto al '99 la decadenza è evidente.

Nel 2004 si inventano il cd brulé, un album live che viene registrato e venduto in diretta al termine di ciascun concerto.

Nel 2006 sono in giro per l'Italia con lo spettacolo “Coèsi se vi pare”, assieme al loro amico Claudio Bisio.

Passano il 2007 chiusi in studio a produrre il loro prossimo capolavoro.

Il 20 febbraio 2008 esce il nuovo album - l'ottavo della loro carriera - “Studentessi”. Contestualmente vengono chiamati a condurre il Dopofestival, lo spettacolo musicale notturno di Raiuno, nell'ambito del Festival di Sanremo 2008.

Tutti gli album da loro pubblicati sono diventati "Disco D'Oro" in Italia.

Il 30 ottobre 2009 il gruppo pubblica "Gattini", un album di brani del repertorio di EelST risuonati con l'ausilio di un'orchestra. Il disco è preceduto dal singolo "Storia di un bellimbusto", in airplay radiofonico dal 2 ottobre.

Dal 2009 per tre stagioni, Elio e le Storie Tese sono entrati a far parte come resident band nel cast del programma satirico "Parla con me" condotto da Serena Dandini e Dario Vergassola su Rai 3.

Nel 2010 Elio diventa uno dei giudici della versione italiana di X Factor che vince al primo colpo con la cantante Nathalie.

Nel 2012 il ruolo di resident band si è consolidato all'interno della trasmissione "The Show Must Go Off" in onda su La7, condotta sempre da Serena Dandini e Dario Vergassola.

Nel febbraio 2013 la band prende parte al 63° Festival della Canzone italiana a Sanremo, presentando i brani "Dannati Forever" e "La Canzone Mononota", quest'ultima si aggiudica il Premio della Critica "Mia Martini", il Premio per il miglior arrangiamento, il Premio della Sala Stampa, Web, Radio e Tv e si piazza al secondo posto nella classifica finale.

Le quattro esibizioni di Elio e le Storie Tese sono caratterizzate da travestimenti e make-up via via più estremi, nonchè, nella serata dedicata alla Storia del Festival, dalla presenza di Rocco Siffredi, che interpreta con loro la canzone "Un bacio piccolissimo".

Il 7 maggio 2013 esce il nuovo album di studio "L'Album Biango" anticipato dal singolo "Complesso del Primo Maggio" che vede la partecipazione di Eugenio Finardi alla voce: la tracklist comprende le già citate "Dannati forever", "La canzone mononota" (a cui partecipa Nek), nonchè "Enlarge (your penis)" e "Come gli Area", già proposte dal vivo lungo tutto l'Enlarge Your Penis Tour del 2012.

Il 6 marzo 2014 va in onda su Rai Due per sei settimane “Il Musichione”, la prima trasmissione televisiva a nome Elio e le Storie Tese, di cui sono autori, conduttori e resident band.

Nel 2015 Elio torna a X Factor in qualità di giudice e trionfa nella categoria "Over" portando il cantante Giosada al primo posto.

Nel febbraio 2016 il gruppo partecipa nuovamente al Festival di Sanremo con il brano “Vincere l’odio”, che si classifica al dodicesimo posto. Anche questa partecipazione è caratterizzata da mise e travestimenti audaci, in particolare a destare scalpore è quello sfoggiato nella serata finale, quando gli Elii si presentano sul palco perfettamente camuffati nello stile della band americana Kiss: lo stesso Gene Simmons, storico cantante del gruppo, condivide su facebook e twitter il video dell’esibizione.

In contemporanea viene pubblicato il nuovo album “Figgatta de Blanc”, che contiene, oltre al singolo sanremese, un brano scritto da Francesco di Giacomo e Paolo Sentinelli, “Bomba intelligente”, cantato dallo stesso Di Giacomo e musicato da EelST: la canzone verrà insignita della Targa Tenco come miglior brano del 2016 secondo il Club Tenco.

Questo del 2017 pare essere il tour definitivo che dovrebbe portare al definitivo scioglimento della band

 

Please, consider the following related publications:

 

Geist SJ, Nordhaus I, Hinrichs S (2012) Occurrence of species-rich crab fauna in a human-impacted mangrove forest questions the application of community analysis as an environmental assessment tool. Estuar Coast Shelf S 96:69–80

 

Diele, K., Tran Ngoc, D.M., Geist, S.J., Meyer, F.W., Pham, Q.H., Saint-Paul, U., Triet, T., Berger, U. (in press). Impact of typhoon disturbance on the diversity of key ecosystem engineers in a monocoluture mangrove forest plantation, Can Gio Biosphere Reserve, Vietnam. Global and Planetary Change. dx.doi.org/10.1016/j.gloplacha.2012.09.003

 

Hinrichs S, Nordhaus I, Geist SJ (2009) Status, diversity and distribution patterns of mangrove vegetation in the Segara Anakan lagoon, Java, Indonesia. Reg Environ Change 9:275–289

1 2 ••• 31 32 34 36 37 ••• 79 80