View allAll Photos Tagged DIRA
La vie... Jamais on ne me dira
Que la course aux étoiles; ça n'est pas pour moi
Laissez moi vous émerveiller et prendre mon en vol
Nous allons en fin nous régaler
- Nhạc French film Ratatouille ツ Chán del pic kia r`.
Vai uma gelada? Mesma garrafa, 2 configurações de iluminação. Qual preferem? Muitos dirão que preferem ela aberta e no copo!!! Bom fds! Aproveitem com moderação, ou não!
"Lur honetan
ehortziko naute.
Elizan aterik
ez dute zabalduko.
Kanpaiek ez dute
otoizera deituko.
Apaizek ez dute nire
ofiziorik kantatuko.
Eta
lapurren artetik
nire hilotza
aterako dutenean,
bazter ilun batera,
bazter aparte batera,
eramanen naute
gauerdian;
bertan;
isilik,
manaiatuko dira,
eskuztatuko dirade,
aitzurrak,
lurrean
hilobi sakon bat
ebaki arte.
Jaurtitiko naute
han barrenean,
zakur bat banintz bezala,
hondakin triste hau.
Ez dute gainean
hilarririk landuko;
gurutze triste batekin
ez dute markatuko
betirako natzan
lekua.
Baina hala eta guztiz ere
lur honetan
ehortziko naute.
Ohore hau ez didate ukatuko
Gizonek."
(Gabriel Aresti)
"Me enterrarán
en esta tierra.
Podrán no abrir
las puertas de la iglesia.
Podrá ser que las campanas
no llamen a la oración.
Podrá ser que los clérigos
no canten mis oficios.
Y
cuando saquen
mi cadáver
de entre los ladrones,
me llevarán
a medianoche
a un oscuro rincón,
a un rincón apartado,
allí,
en silencio,
se usarán,
se manejarán,
las azadas,
hasta abrir
en la tierra
una profunda fosa.
Me arrojarán
allí dentro,
como si fuera un perro,
este triste despojo.
Podrán no plantar encima
estela funeraria,
podrán no marcar
con una triste cruz
el sitio
donde yazga
para siempre.
Pero así y con todo lo que puedan,
me enterrarán
en esta tierra.
Ese honor no me lo negarán
los hombres."
(Gabriel Aresti)
Distroet ar studierien / Tha na h-oileanaich ar ais / Tá na mic léinn ar ais / Ikasleak itzuli dira / The students are back
Destino: Carabobo
Foto: Propia.
Abajo, en el andén Sur, las señales dicen: Trenes a Carabobo
Y en el andén Norte: Trenes a Plaza de Mayo
A finales de 2008, el destino cambiará y en todos los andenes Sur de la línea A tendrá que decir: Trenes a Nazca
Si lo deseas, también podes comentar en: www.fotolog.com/metrobaires/44595572
Katu zaharrek gogoan hartzen dituzte batzuetan
mundu honetatik azkar, azkarregi, joan zirenak,
eta arratsaldeko eguzkiaren azken printza lagun,
fantasietan hasten dira, pentsaketan, egia ote den,
ba ote duen inolako oinarri materialik leiendak,
katuek bat-bi-hiru-lau (bat-bi-hiru-lau, bat-bi-hiru-lau)
bost-sei-zazpi (bost-sei-zazpi) bizitza dituztela,
eta irabazi, irabazi egingo diotela heriotzari, aurrera!
Zazpi aldiz, zazpi eta huts, eta gero gerokoak.
Oi arratsaldeko azken eguzki printzaren hutsala,
mundu honetatik azkar, azkarregi, joaten zarena,
zurekin eramanez fantasiak eta pentsamendu arinak!
Ilun da, ilargia da, izarrak dira, eta katu zaharrak
ahaztu ditu bat-bi-hiru-lau (bat-bi-hiru-lau, bat-bi-hiru-lau),
bost-sei-zazpi (bost-sei-zazpi) bizitza direlakoak,
eta badoa sastraka artean txori bila, eta horra hor txoria,
eta jauzi, jauzi egiten du aurrera, eta kito, bat eta huts.
Etorkizuna ez da gauza segurua, hau ez da paradisua.
(Bernardo Atxaga)
"Los gatos viejos se acuerdan a veces
de los que se han ido demasiado pronto
de este mundo, y se ponen a pensar, a fantasear,
al calor del último rayo de sol de la tarde,
sobre si tendrá o no alguna base material
la leyenda que habla de las uno, dos, tres,
cuatro, cinco, seis, siete vidas del gato, es decir,
lo de que le ganan a la muerte siete veces,
siete a cero, triunfo total, y luego ya se verá,
en cualquier caso siete vidas no están mal.
¡Oh, efímero rayo de sol, rayo último
que enseguida te vas, que enseguida pasas
llevándote las fantasías y las ideas ligeras!
Es la oscuridad, es la luna, son las estrellas,
y el gato viejo se ha olvidado ya de la leyenda
de que quizás tenga, quizás pueda tener
una, dos, tres, cuatro, cinco, seis, siete vidas,
y marcha por el matorral en busca de pájaros,
y ahí está el pájaro, y el gato viejo da un salto
y se acabó, uno a cero, esto no es el paraíso."
(Bernardo Atxaga)
"Sarai un commercialista. Prima per rassegnazione, poi te ne farai una ragione e diventerà abitudine, abiti adatti, orari, carriera, silenzio e parole buone, pensiero costante.
Ogni mestiere esige dedizione, il tuo la infonde. Ne infonde troppa, cosicché tua moglie smetterà di riconoscerti e cercarti. Chiamerà dalla casa di un altro uomo, più giovane e meno sicuro, dirà non torno più, mi dispiace. Verrà per fare le valigie e rinfacciarti il fatto che è lei ad andarsene, quindi tu puoi restare. Forse non pretenderà gli alimenti.
Ti consolerà saperla felice e avrai poco tempo e voglia per pensarci. Le dichiarazioni dei redditi corrodono e le scritte a margine sono sempre troppo piccole. Però ti piace, provi una certa soddisfazione sporca, e te ne vergogni, nell’imbrogliare un cliente, o il ministero, o entrambi.
Penserai, poi, che a quarant’anni non ci si innamora più, se già non si è innamorati, se già lo si è stati. Alla tua età, ti dirai, ci si può solo preparare agli anni a venire, con meno stanchezza possibile, imparerai le piccole soddisfazioni e le confonderai con la felicità, una cena per una persona preparata con cura, la tovaglia stesa lungo tutta la tavola e un bicchiere riempito di buon vino, addormentarsi sul divano, davanti alla televisione, e in quella mezz’ora che ti porterà a letto, sognare e ricordare qualcosa di lontano, guardare vecchie fotografie e ritrovarti più giovane.
Imparerai le soddisfazioni del tuo lavoro, nonostante non ti piaccia, e diventeranno le uniche. Ma tanto basta. Probabilmente vorresti cambiare tutto, fare i bagagli e partire, non sai per dove, ma ti mancherà il coraggio, e non è cosa che si può imparare con gli anni. Tra le due sfuma.
Incontrerai una donna. Per te sarà molto bella, ne incrocerai lo sguardo per diversi secondi, una complicità che non si consuma, due battute che ti riusciranno non banali e te ne stupirai. Su un fogliettino scriverai il tuo numero di telefono, sicuro che chiamerà, ma lei sorriderà senza darti il suo. La guarderai mentre s’allontana, qualcosa che aspettavi da anni e sembra esserti capitata all’improvviso, quando già avevi rinunciato all’attesa. La rinuncia, quella si può imparare.
Ti prende una fitta antica allo stomaco, l’avevi dimenticata, e crederai d’essere felice senza importelo, che anche questo s’impara.
Il primo pensiero sarà il telefono e deciderai di acquistare una segreteria telefonica, nel caso chiamasse quando non sei in casa. Il tempo che resta rimarrai accanto al ricevitore, con pazienza. Ne metterai un altro vicino al letto, per poter rispondere anche di notte, farti svegliare dagli squilli, pure nel sonno. D’altra parte sai che più giorni passano, più alto è il rischio d’indecisione, che chiami e faccia suonare appena due volte, prima di ripensarci e riattaccare. Sai che devi farti trovare pronto, che il messaggio in segreteria dev’essere rivolto alla donna di cui nemmeno sai il nome. Ma deve sapere che è lei che stai aspettando.
Imparerai la fantasia, a cinquant’anni, immaginando la sua vita, cercando di ricordarla e pensarla invecchiata come sei invecchiato tu, sperando in realtà che sia invecchiata meglio, che gli anni non le si contino negli occhi, come a te, e nella voce, e nella stanchezza.
Preferisci piuttosto il contrario, che il tempo, per lei, sia trascorso nella direzione opposta e che abbia trent’anni e non cinquanta, e sorridi all’idea di risvegliarti, a mattina, tu con un giorno in più, lei con uno in meno, ogni mattina.
Sorridi ma lo farai sempre meno, e saranno sempre meno importanti le tue attese, oggi forse un amico in visita, domani semplicemente la cena e poi l’ora d’andare a letto. Fino ai sessant’anni ti rimarrà il lavoro, continuerai ad impegnarti finché non ti diranno che sei troppo vecchio, che da quando hai iniziato sono cambiate troppe cose, che è una perdita di tempo insegnartele e preferiscono assumere una persona più fresca di te. Ci dispiace, diranno, come tua moglie molto tempo prima, ci dispiace e ti consegneranno una lettera di licenziamento. Saranno cortesi e non saprai cosa dire, starai semplicemente in silenzio, e questo avrai avuto molto tempo per impararlo.
A sessantacinque anni avrai smesso quasi del tutto di uscire di casa. Trascorrerai delle ore accanto al telefono, sperando ancora, ne avrai uno in ogni stanza, persino nel bagno, non si sa mai.
E una mattina, ti sveglierai al solito molto presto, scenderai ad acquistare il giornale e troverai il seguente annuncio: Causa inutilizzo vendo illusioni. È esclusa la cessione in blocco delle stesse. Escluso il rimborso; non si garantisce la funzionalità né la durata. Poi, sotto, un indirizzo ed un numero di telefono.
Sei stato un commercialista e non puoi fare a meno di pensare come se ancora lo fossi. Chissà cosa scrive questo sulle fatture, dirai a voce alta, e ti divertirà la stranezza dell’annuncio. Nonostante la vergogna ad ammetterlo, sarai comunque incuriosito. Ti fingerai della finanza, farai una telefonata molto ufficiale, chiedendo di poter controllare i bilanci, le ricevute, di un’attività così insolita. Sa, è la prassi, dirai alla voce dall’altra parte, che è voce d’uomo, della tua età, pressappoco, ma non riesci a figurartelo. Quando posso venire, chiedi, domattina andrà sicuramente bene, le faccio trovare tutto pronto.
La notte non riuscirai a dormire. Di cosa vorrei illudermi, a questo penserai, pur conoscendo la risposta, indeciso se desiderarlo davvero. Sarà sicuramente un imbroglio, è il pensiero successivo, legato a doppio nodo, con un filo di delusione, tuttavia. Poi, ti dirai ancora, un’illusione è qualcosa che promette di realizzarsi e che non si porterà mai a compimento. Che senso avrebbe.
Non riuscirai nemmeno a fingere. Un uomo con dei capelli castani, pochi, tirati tutti da un lato, alto e con delle fessure sottilissime agli occhi, t’aprirà senza darti il tempo di spiegare. Viene per l’annuncio, vero? Tu annuirai. Mi segua. Ti farà sedere in un salotto con delle sedie molto basse, ti offrirà un caffè che rifiuterai. Se ne starà in silenzio e tu pure. Uno dei due, non ricorderai chi, inizierà a parlare. Molto lentamente. Rimarrai a pranzo, poi a cena. L’uomo parlerà molto di più, sottovoce confesserai la tua attesa, la tua noia, l’inganno consapevole della tua speranza.
L’uomo che vende illusioni ti confesserà che sono libri, quelli che vende, nient’altro che libri, e quattro chiacchiere con l’acquirente, quando ne vale la pena. Perché negarselo, d’altra parte. I piccoli piaceri di cui sopra, che con l’età, quelli s’imparano.
La tua impressione è un’altra, ma compri un volume in una lingua che non conosci, è francese, ti dice, e legge l’inizio. Ti piace come suona e lo compri, lo tieni tra le mani, un giorno, pensi, forse lo leggerò.
L’uomo ha parlato molto, t’ha detto di una donna che conobbe molti anni prima, e che per caso incontrò di nuovo in metropolitana, che a stento la riconobbe, ma che riuscì a fermarla. Poi, su quello non ci si può fare niente, dice, è la vita che non si può fermare. Ed ora se n’è andata. Non è grave, dice, non è mai grave la vita, la rinuncia, o semplicemente il tempo che ancora ci rimane.
Torni a casa felice. Sei sicuro che sia giusta la tua attesa, che la pazienza e la costanza meritino un premio, sicuro che il premio sia ad un passo dall’arrivare. Spegni la segreteria. Non ci sono messaggi. Ti siedi accanto al telefono, prendi il libro ed un vocabolario ancora nuovo, sfogli la prima pagina, guardi la cornetta. Domattina, dirai, domattina la sveglia devo metterla presto, se chiama dovrò essere già sveglio, domattina non saprai se riuscirai ad imparare anche il francese, nel tempo che rimane."
"IL TEMPO CHE RESTA"
di MARCO SPANGHERO ©.
©Tutti i diritti riservati.
(Ne è vietata la riproduzione o l'utilizzo anche parziale senza l'espressa autorizzazione dell'autore).
Hostoak laster jeitsiko dira
adarrak eutsi baizik
datorren urterako
haien itxaropena benetakoa izango dira
- ... que la llum de la lluna et dirà ó sóc.....
Bon Dijous :-)))
___________________________________________________
- Qué la luz de la luna te dirá dónde estoy .....
Feliz jueves :-)))
Imprescindible escuchar :-)))))
♪ ♫♪♫ :-))))) ♪ ♫♪♫
Delivered new to Alitalia as I-DIRA on 06Oct76. To People Express as N571PE on 06Jan84. Merged into Continental Airlines on 01feb87. W/O at Newark on the ground on 07Jun97. While being positioned the tail was broken. Noted being scrapped on 06Dec97.
J'ai beaucoup aimé photographié la fumée il y a plusieurs mois. Mais encore plus, regarder les images par la suite. De belles abstractions riches en sensualité. C'est mon avis du moins. Courbes, lignes, élégance pour certaines...Pour d'autres tempêtes tumultueuses. Et j'aime m'amuser à y détecter des silhouettes, des visages ou encore des messages
Cruel Assaults.
Triste ardescit dira carnem loco horroris et vastae noctibus ignes peste moriemini in clamorem carmina monendo posse desperat nubibus,
тьма воины огненная кровь мучительные тени ужасные действия катящиеся горы вечные штормы отвратительные моря,
religioso void flechas aladas furioso vácuo abandonado almas dor imensa sentidos sombrios esticando paixões mal,
consigli inestinguibili vortici che si infrangono ostacoli impetuosi misure forti furore di indignazione demoni oscuri angoscianti globo,
des marteaux sulfureux battant des morts des os effrayés des chaînes de fer effrayants,
مخالفات الرؤى الكئيبة الجوع يرتجف الاضمحلال الديدان القاسية تحت عيون يرتجف عيون الموتى,
労働者のカーテン麻痺のコード広大ないたずらな悪魔のフォームを叫ぶ悪魔は幻想を凝縮する幻想を理解できない怒り理解不能な怒り.
Steve.D.Hammond.
Fotocamera: Nikon F80
Lente: Sigma Zoom - Ɛ 28-70mm F3.5-4.5
Pellicola: Fujifilm Fujicolor 100 ISO 100/21° 35mm (pellicola scaduta 06/2007)
Non lo saprai mai fare. Guarderai con occhi assenti, senza percepire niente, ti arriveranno solo immagini. Non sentirai nulla. Ti perderai ogni cosa meravigliosa che la gente potrebbe donarti. Io invece mi gusterò tutto il resto, assaggerò le emozioni degli altri, e mi farò travolgere dalle mie emozioni. Persa, completamente, saprò gustare quello che vuol dire davvero SENTIRE. Perché se tu sapessi davvero sentire, potresti trovarci il mondo dentro agli occhi della gente.
Finito, dirà un giorno madre Natura
finito di ridere e di piangere
e sarà ancora la vita immensa
che non vede non parla non pensa.
Nazim Hikmet
Finished, will say a Mother Nature Day
finished laughing and crying
and it will still be immense life
who can not see does not speak does not think.
Nazim Hikmet
When you look for me and you do not find me, then you will say: she was unique, and she was mine. Was...
Feliz Navidad y que en 2011 se cumplan vuestro deseos.
Abrazos a todos.
Cámara Nikon D50
Exposición 0,004 sec (1/250)
Aperture f/9.0
Lente 10 mm
Velocidad ISO 200
Objetivo Sigma 10-20
MIS MEJORES FOTOGRAFIAS EN FLICKR
Mis blogs: