View allAll Photos Tagged zigom
Os Índios Charruas ocupavam as duas margens do Rio Uruguai desde Itapeiu até o delta, mas já em época histórica estenderam seus domínios até as costas do Paraná e ocuparam a parte sul do Rio Grande do Sul.
Em 1730, os Charruas se aliaram aos Minuanos que vinham de além do Rio Uruguai e se estabeceram nas terras próximas das Lagoas Mirim e dos Patos.Os Guenoas ou Guanoas, que eram os Charruas setentrionais, viviam errantes nas terras ao oriente do Rio Uruguai no ângulo Sudoeste do Estado do Rio Grande do Sul estendendo-se até o mar.
Os Charruas eram altos, com média de 1,68 mts. para os homens e 1,67 mts. para as mulheres, de porte sério, aspecto duro e feroz. Eram tristes e taciturnos. Os homens levavam uma barba como distintivo varonil e os caciques usavam, engastados nela, vidros, pedras e pedaços de lata.
A tatuagem do rosto consistia em três linhas azuis que iam da raiz dos cabelos até a ponta do nariz e duas linhas transversais que iam de zigoma a zigoma. Para a guerra e festas, pintavam a mandíbula inferior de branco.
Cobriam o corpo com uma camisa curta sem mangas, de peles curtidas. No inverno, o pêlo era aplicado para o lado de dentro e no verão, ao contrário. As mulheres, além disso, usavam uma saia de algodão até os joelhos.
Como armas, usavam o arco, flecha com carcases, boleadeiras, funda e lança. As flechas eram preferivelmente de ponta de pedra que lascavam com muita habilidade.
Depois do contato com os espanhóis a habitação sofreu a influência da cultura do gado e do cavalo. As tendas constavam primitivamente de quatro estacas e esteiras de palha colocadas de maneira a servirem de parede e teto. As esteiras foram então substituídas por largos pedaços de couro. A alimentação, que consistia de caça e frutos, também sofreu modificações. Os Charruas passaram a preferir, entre outras a carne do cavalo. Não eram agricultores.
Não sabiam fiar nem tecer. Os panos de algodão de sua vestimenta eram obtidos por comércio com os Guaranis.
Os Charruas eram polígamos. Afirmam os historiadores que às mulheres cabia todo o trabalho doméstico, desde o transporte dos toldos, o cuidado com os cavalos até a preparação dos alimentos.
O homem Charrua se dedicava à guerra e a caça. Para assuntos de guerra ou de interesse, convocavam o conselho de famílias. Para comunicação desta ocorrência, usavam a fumaça ou a claridade de grandes fogueiras. Como troféu de guerra conservavam a pele do crâneo de seus inimigos e marcavam no próprio corpo, com cutiladas, o número destes, abatidos.
Temos poucas informações sobre suas idéias religiosas. Durante fartas libações, invocavam um ser superior que algumas vezes poderia se tornar visível. Parece que acreditavam na imortalidade da alma. Aos médicos-feiticeiros atribuíam o poder de fazer chover, provocar tormentas, desatar a fúria das feras e fazer transbordar riachos e rios. Ao lado dos médicos-feiticeiros, também havia as velhas que curavam, chupando a pele nos lugares doloridos.
O funeral entre os Charruas era entregue a uma velha que se encarregava de sepultar e, no tempo adequado, descarnar os ossos que levavam na sua vida errante. Além do sacrifício de uma falange em honra ao defunto, as mulheres de parentesco mais próximo enterravam em si mesmas flechas e lanças que tinham pertencido ao morto.
Os autores antigos afirmam que não tiveram instrumentos de música.
Fonte: Enciclopédia Rio Grandense / Volume: O Rio Grande Antigo
Paris #Grendizer #Goldorak #art by #zigom #zigomart #pixel #mosaique #mosaicart #manga #parislemarais #paris #parisstreetart #streetart #patm666photos
Sorrideremo dei nostri vizi. Quali? Quelli di darci per scontati, come se dovessimo esserci sempre come il suono delle campane, come se dovessimo morire insieme ed essere nati insieme, sempre: vizio venuto perché un piccolo spago di giorni si sgomitolava e ci faceva ritrovare. Povera abitudine: raro che uno si accorgesse che l’altro era cambiato dalla sera prima. Raro che ci si accorgesse che il suo umore metteva una pausa diversa tra il giorno già pronto e il buongiorno scambiato, che un sogno aveva sforzato gli zigomi, che un’ombra mai avuta cadeva dalla lampada sulla guancia. Sorrideremo del vizio che ci fa vedere uguali e capiremo i fitti nostri mutamenti e stupiremo che siano stati così numerosi.
"Dentro, nel treno
che corre mezzo vuoto, il gelo
autunnale vela il triste legno,
gli stracci bagnati: se fuori
è il paradiso, qui dentro è il regno
dei morti, passati da dolore
a dolore - senza averne sospetto.
Nelle panche, nei corridoi,
eccoli con il mento sul petto,
con le spalle contro lo schienale,
con la bocca sopra un pezzetto
di pane unto, masticando male,
miseri e scuri come cani
su un boccone rubato: e gli sale
se ne guardi gli occhi, le mani,
sugli zigomi un pietoso rossore,
in cui nemica gli si scopre l’anima.
Ma anche chi non mangia o le sue storie
non dice al vicino attento,
se lo guardi, ti guarda con il cuore
negli occhi, quasi, con spavento,
a dirti che non ha fatto nulla
di male, che è un innocente."
Come cambia negli anni la vita in treno! Se una decina d'anni fa tutti erano impegnati in conversazioni sul proprio telefonino, ora ognuno ha lo sguardo fisso sul proprio smartphone. L'isolamento delle persone è ora totale, assai più drammatico da quanto descritto da Pasolini in questa bella poesia.
marò che zigomi !
uè, precisiamo. io ci ho gli occhi verdi che cambieno colore a seconda del tempo e della luce.
e di fotosciòp ovvio. ;-)
(prove randomiche di cinquantino)
––––•-• •-•––––
Da: Non ora, non qui.
Sorrideremo dei nostri vizi. Quali? Quelli di darci per scontati, come se dovessimo esserci sempre come il suono delle campane, come se dovessimo morire insieme ed essere nati insieme, sempre: vizio venuto perché un piccolo spago di giorni si sgomitolava e ci faceva ritrovare.
Povera abitudine, raro che uno si accorgesse che l'altro era cambiato dalla sera prima. Raro che ci si accorgesse che il suo umore metteva una pausa diversa tra il giorno già pronto e il buongiorno scambiato, che un sogno aveva sforzato gli zigomi, che un'ombra mai avuta cadeva dalla lampada sulla guancia. Sorrideremo del vizio che ci fa vedere uguali e capiremo i fitti nostri mutamenti e stupiremo che siano stati così numerosi.
[ Enrico De Luca ]
Sorrideremo dei nostri vizi. Quali? Quelli di darci per scontati, come se dovessimo esserci sempre come il suono delle campane, come se dovessimo morire insieme ed essere nati insieme, sempre: vizio venuto perché un piccolo spago di giorni si sgomitolava e ci faceva ritrovare.
Povera abitudine: raro che uno si accorgesse che l'altro era cambiato dalla sera prima. Raro che ci si accorgesse che il suo umore metteva una pausa diversa tra il giorno già pronto e il buongiorno scambiato, che un sogno aveva sforzato gli zigomi, che un'ombra mai avuta cadeva dalla lampada sulla guancia. Sorrideremo del vizio che ci fa vedere uguali e capiremo i fitti nostri mutamenti e stupiremo che siano stati così numerosi.
Erri De Luca, Non ora, non qui
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
©Maria Casà. All rights reserved
A un tratto impiastricciai la mappa dei
giorni prosaici,
dopo aver schizzato tinta da un
bicchiere,
e mostrai su un piatto di gelatina
gli zigomi sghembi dell'oceano.
Sulla squama d'un pesce di latta
lessi gli appelli di nuove labbra.
Vladimir Majakovskij°
Mara.
Milano,Dicembre 2010.
Bologna è una vecchia signora dai fianchi un po' molli
col seno sul piano padano ed il culo sui colli,
Bologna arrogante e papale, Bologna la rossa e fetale,
Bologna la grassa e l' umana già un poco Romagna e in odor di Toscana...
Bologna per me provinciale Parigi minore:
mercati all' aperto, bistrots, della "rive gauche" l' odore
con Sartre che pontificava, Baudelaire fra l' assenzio cantava
ed io, modenese volgare, a sudarmi un amore, fosse pure ancillare.
Però che Bohéme confortevole giocata fra casa e osterie
quando a ogni bicchiere rimbalzano le filosofie...
Oh quanto eravamo poetici, ma senza pudore e paura
e i vecchi "imberiaghi" sembravano la letteratura...
Oh quanto eravam tutti artistici, ma senza pudore o vergogna
cullati fra i portici cosce di mamma Bologna...
Bologna è una donna emiliana di zigomo forte,
Bologna capace d' amore, capace di morte,
che sa quel che conta e che vale, che sa dov' è il sugo del sale,
che calcola il giusto la vita e che sa stare in piedi per quanto colpita...
Bologna è una ricca signora che fu contadina:
benessere, ville, gioielli... e salami in vetrina,
che sa che l' odor di miseria da mandare giù è cosa seria
e vuole sentirsi sicura con quello che ha addosso, perchè sa la paura.
Lo sprechi il tuo odor di benessere però con lo strano binomio
dei morti per sogni davanti al tuo Santo Petronio
e i tuoi bolognesi, se esistono, ci sono od ormai si son persi
confusi e legati a migliaia di mondi diversi?
Oh quante parole ti cantano, cullando i cliché della gente,
cantando canzoni che è come cantare di niente...
Bologna è una strana signora, volgare matrona,
Bologna bambina per bene, Bologna "busona",
Bologna ombelico di tutto, mi spingi a un singhiozzo e ad un rutto,
rimorso per quel che m' hai dato, che è quasi ricordo, e in odor di passato...
(Guccini)
More photos in the comments. Click on photo
Riguardava il viso, con quegli zigomi alti e due occhi immensi, umidi.
I capelli corvini facevano risaltare in modo impressionante il pallore dell'incarnato,
che era perfetto, quasi luminoso.
- Chet Williamson
[…] Kriska seduta sul letto, con le finestre della stanza chiuse, la luce obliqua dell’abatjour che gli faceva risaltare gli zigomi del volto, aveva un’aria orientale. E così, mi avvicinai con prudenza e mi sedetti al suo fianco, dopo un po’ le presi la mano. Lei non disse niente, e nemmeno io sapevo cosa dire. Mi rilassai, mi distesi, appoggiai il viso sul suo grembo, e all’improvviso mi colse uno spasmo, una sensazione di strangolamento ed un ansimare violento, singhiozzavo come un maiale grugnisce, e ci volle tempo perché capissi ciò che mi stava succedendo. I miei occhi inondarono le mie guance, tutto il mio viso, la camicetta di Kriska, succhiai la camicetta di Kriska per comprovare il sapore delle lacrime. E Kriska diceva: non è niente, non è niente, è già passato […]
(Chico Buarque, Budapest)
Bologna - Via del Traghetto.
Graffiti nel punto in venne ucciso Primo Zecchi dalla banda della "Uno Bianca", capeggiata dai fratelli Savi.
Primo Zecchi, medaglia d'oro al valore civile, venne freddato il 6 ottobre 1990 mentre annotava la targa della Fiat Uno nella quale si trovavano i banditi in fuga.
Erano le otto di sera del 6 ottobre 1990 quando due ombre con un passamontagna in testa entrano nel bar-tabaccheria fra Via Zanardi e Via del Traghetto, cercano di rapinare il titolare che si rifugia nel retrobottega, gli sparano e lo feriscono, il cassiere terrorizzato consegna loro l'incasso. Primo Zecchi era in attesa del pullman che riportava a casa la moglie e la figlia da una gita in Svizzera. Quando vide le due sagome che correvano verso la Fiat Uno, prese un foglio e ne annotò la targa. Nello stesso tempo gridava. "Chiamate il 113, chiamate il 113!. Una canna spuntò dall'auto, due proiettili lo colpirono in modo spietato allo zigomo e al naso, senza scampo. Poi la Fiat Uno bianca sgommò nel buio di Via Zanardi.
se tiri forte vien via la faccia.
se tiri.
se invece fai attenzione ne costruisci una nuova.
una nuova ogni volta.
una nuova senza segni della precedente.
un viso sopra l'altro, occhi sopra occhi, zigomi sopra zigomi.
bocca sopra bocca.
la tua faccia.
quella che vuoi vedere di mattina,
quella che vuoi ti accompagni in un locale la sera.
quella che vuoi stia con te in ascensore quando torni di notte e ti guardi allo specchio.
quella, insomma.
il gioco sta nel portare tutto così lontano da te da raggiungere quasi quella che sei senza.
una strada lunga così lunga ma così lunga da portarti ad un attimo prima della partenza.
Attraverso l’utilizzo di microcorrenti di ultima generazione, estremamente piacevoli ed efficaci, Ruby Mate si propone al mercato come tecnologia versatile, efficace e di facile utilizzo che unisce 2 apparecchiature in 1.
Infatti, sia per i trattamenti viso che per quelli corpo, Ruby Mate permette all’operatore di scegliere se utilizzare gli innovativi manipoli antenna-rullo o lavorare in modalità operatore indipendente, attraverso l’applicazione di 16 elettrodi (8 vie) a cerotto.
In questo modo, oltre a garantire al cliente un trattamento personalizzato, Ruby Mate supporta, semplifica e alleggerisce il lavoro in cabina.
Microcorrenti Viso.
Rimodellamento dell’ovale del viso, innalzamento degli zigomi, attenuazione delle rughe perilabiali, modellamento del collo e distensione delle rughe.
Ottenere tutto questo è non solo possibile, ma addirittura piacevole e veloce, grazie ai due Manipoli brevettati, ergonomici, pratici e leggeri, studiati per seguire con facilità il contorno del viso o del corpo. Con un semplice gesto l’operatore potrà personalizzare il trattamento scegliendo tra la modalità ad antenna, specifica per lavorare i piccoli muscoli del viso, e la modalità rullo, per trattare le zone più ampie, aumentando l’effetto anti-age e liftante sui muscoli facciali con risultati eccezionali.
Un lavoro combinato per un effetto sorprendente.
E per un efficace linfodrenaggio viso o una tonificazione basta applicare i comodi e pratici patch adesivi e lasciare che l’apparecchiatura faccia tutto da sola.
Programmi preimpostati Viso:
Miolifting viso, collo, decolletè
Trattamento specifico rughe,
occhiaie, borse degli occhi
Linfodrenaggio Viso
Microcorrenti Corpo.
Rassodare, potenziare la muscolatura, combattere la cellulite, ridefinire le fasce muscolari preesistenti, trattamenti mirati ed estremamente piacevoli grazie a Ruby Mate che può supportare l’applicazione di 16 elettrodi (8 cavi) a cerotto, comodi e funzionali, per un trattamento operatore indipendente.
Un trattamento innovativo che, attraverso specifici programmi pre-impostati, armonizza momenti di contrazione e decontrazione per un efficace stimolazione muscolare.
E per una coccola in più, Ruby Mate mette a disposizione dell’operatore i nuovissimi manipoli antenna-rullo, leggeri ed ergonomici per lavorare in maniera più focalizzata e personalizzata nelle zone del corpo che più lo necessitano
Programmi preimpostati Corpo:
Miolifting glutei, seno e addome
Linfodrenaggio Corpo
Trattamento della cellulite fibrosa
ed edematosa
Lipolisi dei grassi
Rassodamento
Potenziamento Muscolare
mi sono svegliata accanto a te oggi,e mi sono sentita felice.davvero felice
*questa è per :
il tuo profumo
le nostre labbra che si sfiorano
le nostre mani che si intrrecciano
la tua pelle sulla mia
i tuoi occhi dentro ai miei
i discorsi sull'amore
il solletico
la lotta che finisce con una ginocchiata sullo zigomo
e poi il tuo caldo abbraccio
I LOVE YOU
musica in ascolto : Yiruma - River Flows In Your
La tua pelle profuma di fresco, proprio come i fiori appena sbocciati.
Ti bacio gli zigomi.
Ti bacio le ginocchia.
Semplicemente, ti bacio*
Nascondono la loro sembianza dietro la maschera, sa bisera, è nera, di legno con naso, mento e zigomi fortemente pronunciati e con due fori per occhi e bocca. La testa è coperta da un fazzoletto marrone annodato sotto il mento. Sa bisera priva di qualsiasi carattere antropomorfo, è immagine di silenzio e impassibilità. Su pelli nere di pecora che nascondono il consueto abito di velluto marrone, i mamuthones portano sa garriga, un sonoro groppo di campanacci (su ferru), trenta chili di strepito che neutralizzano il silenzio dei volti. Davanti, poi, un grappolo di campane, tenute insieme da cinghie di cuoio. I mamuthones si muovono solitamente a gruppi di dodici, procedono appaiati e balzano grevemente, facendo risuonare i loro campanacci con impeccabile sincronia. E'una "processione danzata", un incedere ritmico distinto in balzi singoli che si chiudono regolarmente con una triplicazione del balzo stesso.
Si può pensare che la loro esibizione celebri la vittoria dei pastori di Barbagia (gli issohadores) sugli invasori saraceni fatti prigionieri e condotti in corteo (i mamuthones). Oppure vi si può leggere "un rito totemico di assoggettamento del bue", o una processione rituale fatta dai nuragici in onore di qualche nume agricolo e pastorale.
I mamuthones, dunque, come una torma di buoi ammansiti dagli issohadores loro mandriani o, ancora, i mamuthones come uomini imbovati, pastori che si immedesimano nel bove coprendo il volto con una maschera che ne riproduce le fattezze, come segno di venerazione quasi mistica per un animale così utile e prezioso per l'uomo.
Secondo Dolores Turchi, studiosa di tradizioni popolari, i Mamuthones hanno origine in tempi ancora più remoti : sarebbero da mettere in relazione con ancestrali riti di fertilità, riconducibili a culti dionisiaci diffusi in tutto il Mediterraneo.
Altre autorevoli interpretazioni hanno visto nella mascherata la rappresentazione della pratica mitica del geronticidio (l'uccisione del vecchio), altre ancora vedono nella maschera del mamuthone l'effige di un qualche spirito demoniaco.
Maschere simili ai mamuthones di Mamoiada (così come i boes di Ottana, i mamutzones di Samugheo e altri) si ritrovano anche in altre zone d'Europa, soprattutto nelle comunità agricole e pastorali dell'Europa mediterranea:
le maschere dei geros, nell'isola greca di Skyros, i kalogeroi di Viza, in Tracia, gli Zvoncari dell'Istria, alcune maschere
slovene. Tutte ricorrono all'uso di pelli di pecora e campanacci.
Bologna è una donna emiliana di zigomo forte
Bologna capace d'amore, capace di morte
che sa quel che conta e che vale, che sa dov'è il sugo del sale
che calcola il giusto la vita, e che sa stare in piedi
per quanto colpita.
(francesco guccini, "Bologna")
Sabato 20 marzo 2010: Torino: Manifestazione No Tav-No Mafia Day.
www.notiziegenova.altervista.org/index.php/te-lo-nasondon...
"Gridavo basta, basta!!! ma i quattro poliziotti continuavano a colpire"
Nessuna sassaiola: «La carica è partita senza che lanciassimo alcuna provocazione»
Un’aggressione terribile che mi segnerà tutta la vita. Mai avuto tanta paura. Mi stavano ammazzando di botte». Marinella Alotto, 46 anni, ambulante di Borgone parla a fatica da un letto della stanza 9 del reparto di ortopedia dell’ospedale di Susa dov’è stata ricoverata. I medici dopo i primi accertamenti effettuati nella mattinata anche alle Molinette di Torino l'hanno giudicata guaribile in 30 giorni. Ha una frattura al setto nasale, un trauma cranico con ferita lacero contusa, piccole fratture agli zigomi sotto gli occhi e lesioni varie in tutto il corpo, in particolare sul braccio destro e al basso ventre, dove oggi sarà sottoposta a esami più approfonditi. «E' come se fosse stata investita da un'auto» dice il marito Paolo Ala, anche lui ambulante, seduto accanto al suo letto. Marinella e Paolo erano fra quei circa trecento No Tav che alle 19 del 19 febbraio 2010 si sono scontrati con le forze dell’ordine che li hanno caricati per difendere il sito S72 in frazione Coldimosso di Susa......
Mio nonno.
Ogni volta che lo vedo,mi innamoro delle sue rughe, delle borse, delle occhiaie, del naso rotto, dei capelli sporchi e sconvolti, dello sguardo magnetico dei suoi occhietti vispi, del suo sorriso che non si piega mai (nemmeno adesso), degli zigomi scavati, della pelle cadente, della barba ispida.
Guardarlo, è come leggere in una poesia scarna
È quanto ne rimane di una festa
quando tutti se ne vanno,
e gioia e malinconia
si fondono assieme
lasciando una mente in solitudine
che si raggira senza trovare quiete.
Pensieri che si affollano,
pulizie da fare
pentole da lavare,
risotti da star male,
caffè che vengono corretti
malintesi che ti lasciano al freddo
partite di carte perse in partenza
porte che non si aprono
parcheggi che non si trovano
vestiti che si inzuppano di cocktail
tartine obese
e appartamenti ristretti.
E sentirsi
comunque
in ogni momento
al posto più giusto.
Nuovo inizio,
un altro,
che ti da un benvenuto confuso
tra un'affermazione ambigua e un ballo d'amicizia,
una foto sfocata e un panettone annegato.
Ritrovarsi tra le braccia di una camicia fradicia di champagne
all'ennesima scusa da parte di entrambi
approfittando della barba di cioccolato
e degli zigomi scomodi.
La non troppa consapevolezza
di un attimo di vergogna
in un bacio della buona notte.
Benvenuto anche a te, 2012.
Poi mi spiegherai il perchè di quella pallonata in faccia allo scoccare della mezzanotte.
Gli occhi delle pietre sembrano prugne rosse e sangue che cola
dai vetri degli obesi di città e dagli zigomi di donne acide e cattive.
🌸Ciprie-Primer solide in Stick!
🍃Texturizer Star System Staged:
Illuminante satinato effetto luce oro duochrome shimmer.
Vira i riflessi della pelle aggiungendo una soffusa luminosità dorata.
Addio pori e lucidità, benvenuta pelle opaca e levigata.
🍃Texturizer Star System Matinée:
Illuminante satinato effetto luce trasparente rosata.
I riflessi rosa quarzo di una pelle sana e freschissima.
Spettacolare anche per aggiungere tridimensionalità a blush e bronzer.
Applicazione:
💜 Sulla pelle nuda per modificarne la texture in totale trasparenza
💜 Come primer per creare una base uniforme e protettiva prima di fondotinta minerali e compatti
💜 In abbinamento ai fondotinta Star System per modificarne il finish
💜 A fine trucco per perfezionare il finish dei punti strategici del viso (zigomi, fronte, naso, mento, arco di cupido)
Prezzo: € 16,00
Ovim žigom su označeni proizvodi koje se proizvode u preduzećima za zapošljavanje i rehabilitaciju osoba sa invaliditetom.
Sentiti libera. Libera da te stessa. Libera dai pregiudizi e dalla taglia 38, ma soprattutto sentiti libera di fare ciò che vuoi. Balla fino a cadere a terra, ridi finchè non ti faccia male la mandibola, fino a non sentire più gli zigomi. Sii esagerata. Canta la vie en rose a squarciagola, canta le canzoncine della tua infanzia, divertiti.
Studia, sii curioso del sapere. Ama. Ama i quadri, le poesie, hemingway e picasso.
Ama il settantotto, ama parigi, ama gli anni venti e comprati un cane, un pesciolino rosso giallo fucsia o blu, un gatto o colleziona francobolli. Scrivi, leggi, beviti un caffè. Fa' qualunque cosa tu voglia. Ribellati, fai rivoluzione, vai in spagna e abolisci la corrida. Comprati un panino al salamino, che è il mio preferito.
Fai la lista della spesa, prendi sale zucchero pasta biscotti amore e tanti abbracci.
Non fermarti, non abbatterti, non giudicarti, tu sei bella e non importa ciò che dicono le persone, le etichette e le bilance.
Bologna - Via del Traghetto.
La lapide a ricordo che il Comune di Bologna ha posto nel punto in cui venne ucciso Primo Zecchi dalla banda della "Uno Bianca", capeggiata dai fratelli Savi. Primo Zecchi, medaglia d'oro al valore civile, venne freddato il 6 ottobre 1990 mentre annotava la targa della Fiat Uno nella quale si trovavano i banditi in fuga.
Erano le otto di sera del 6 ottobre 1990 quando due ombre con un passamontagna in testa entrano nel bar-tabaccheria fra Via Zanardi e Via del Traghetto, cercano di rapinare il titolare che si rifugia nel retrobottega, gli sparano e lo feriscono, il cassiere terrorizzato consegna loro l'incasso. Primo Zecchi era in attesa del pullman che riportava a casa la moglie e la figlia da una gita in Svizzera. Quando vide le due sagome che correvano verso la Fiat Uno, prese un foglio e ne annotò la targa. Nello stesso tempo gridava: "Chiamate il 113, chiamate il 113!". Una canna spuntò dall'auto, due proiettili lo colpirono in modo spietato allo zigomo e al naso, senza scampo. Poi la Fiat Uno bianca sgommò nel buio di Via Zanardi.