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There is no direct translation for this expression, which refers to the rays flowing like a light shower through the clouds. Pieds-de-vent, "wind feet", are usually a forerunner of strong winds.

Un passant luttant contre les vents contraires dans les rues de Grenoble (bataille vaccin/Covid ?)

Slat Roof Vent almost abstract in this black and white photograph of a farm corn crib vent, corn was stored in a crib or wood structure after it was harvested, shot in North Carolina.

Processed with Snapseed. The spot lights on him😄

Tri-X 400 @ 320.

Rodinal Semi-stand

Minox 35 PL

Red-vented bulbul - Pycnonotus cafer, the Red-vented Bulbuls in the south are much lighter coloured, than in the North, as my shot of one in Sri Lanka, www.flickr.com/photos/132734449@N05/52501965131/in/datepo... , shows.

Marina di Grosseto - Maremma toscana

 

All rights reserved - copyright © Giancarlo Gabbrielli

Headwind ... Promenade du bord de mer à Cagnes-sur-Mer

This Steely-vented Hummingbird (Saucerottia saucerottei) was at the Jardín Botánico del Quindío in Calarcá, Quindío, Colombia when I photographed it on July 17, 2018. In most of its range it is found between sea level and 1,500 meters. It forages for nectar at low bushes and trees and is thought to be somewhat territorial. The Jardín Botánico del Quindío in Calarcá is a scientific research and environmental education center, and it was the first legally constituted botanical garden in Colombia. IUCN lists the Steely-vented Hummingbird as Least Concern, with a decreasing population.

 

I made this frame with a Pentax K-1 and the HD Pentax-D FA 150-450mm f/4.5-5.6, at 1/250 sec, f/5.6, ISO 125. The garden opened to the public in 2000, supports itself with help from the community and partner organizations, and has been a leader in ecotourism in the region.

 

©2019 Adam Rainoff Photographer

Foggy, rainy day at the local tennis courts.

Name: Yellow-vented bulbul

Scientific: Pycnonotus goiavier

Malay: Merbah Kapur

Family: Pycnonotidae

IUCN Red List (v.3.1, 2016): Least Concern

Gear: SONY a7RIV + SEL200600G + SEL14TC.

 

#FullFrameLife #MySONYLife #sony #sonymalaysia #a7RIV #SEL200600G #SEL14TC #alpha #AlphaGuru #NurIsmailPhotography #madebyluminar #skylum #skylummalaysia #luminar #topazlabs #urbanbirding #stayathome #MCO

 

Copyright © 2020 Nur Ismail Photography. All rights reserved. Do not use or reproduce these images on websites, blogs or publications without expressed written permission from the photographer.

 

For any enquiries, please visit my website: www.nurismailphotography.com or email at nurismailphotography@gmail.com.

 

Flickr: www.flickr.com/photos/nurismailphotography/

Soleil, peu de nuages, pas trop de vent, il y a du monde le long du canal du Midi pour prendre l'air et s'aérer la tête et oublier, momentanément, le marasme ambiant.

gli effetti speciali del turbinio del vento tempestoso sulla superficie del lago d'Agro in alta Val Bognanco.

L’architetto Paolo Portoghesi ha presentato al pubblico un’opera pittorica donata al Comune di Montefalco da Luigi Frappi, uno degli ultimi paesaggisti di valore viventi. Pochi se ne sono accorti, sebbene l’evento si collocasse in seno alla Settimana Enologica e coincidesse con un incontro di studio sul paesaggio, puntualmente disertato da imprenditori edili, architetti, geometri e amministratori locali, ma non da Lamberto Bottini, diligente assessore all’Ambiente e allo Sviluppo Sostenibile della Regione Umbria. Il degrado del territorio è un problema che coinvolge drammaticamente l’intero Paese. Per quanto riguarda la nostra regione mi hanno lasciato perplesso le benevole parole di Berlusconi pronunciate tra le selve di Melezzole, anche se queste hanno avuto il merito di promuovere attraverso i media la natura dell'Umbria, in particolare quella delle sue zone ancora incontaminate. In verità la situazione più a valle, dove briga la lobby del mattone, non è incoraggiante. Il territorio è qualcosa di diverso dalla semplice addizione di tutte le componenti visibili, ed esige un’accurata sottigliezza interpretativa per rivelare la sua vera dimensione. A Montefalco, Portoghesi ha riflettuto a lungo intorno alla necessità di comprendere le ragioni del paesaggio, prendendo spunto da un’antinomia dei valori mutuata dall’opera di Heidegger, secondo il quale l’epoca del Pensiero Meditante ha lasciato il posto a quella del Pensiero Calcolante. L’uomo del nostro tempo fugge davanti al Pensiero Meditante, che richiede uno sforzo particolare e come tale non può considerarsi immediato, né in grado di confrontarsi adeguatamente con le urgenze che la nostra epoca presenta. Così l’umanità, in balìa del Pensiero Calcolante, si mostra impreparata a comprendere il radicale mutamento del mondo che avviene sotto i nostri occhi. Uno dei criteri per misurare l’evoluzione raggiunta dalla civiltà è rappresentato, appunto, dall’indagine sulla qualità dell’architettura e sulle scelte urbanistiche adottate, che devono confrontarsi con il rispetto del paesaggio culturale; la sua manomissione si risolve, infatti, in una perdita d’identità e di memoria. La pittura di Frappi – e in particolare l’opera donata a Montefalco - riflette l’identità simbolica e culturale della regione. L’artista, nel proporci la sua Umbria, denuncia lo stravolgimento e il degrado di vedute millenarie ormai prive di sensibilità estetica e fisionomica, sempre meno capaci di far scattare la scintilla dell’attrazione e dunque dell’amore e del rispetto, ma anche della domanda turistica: la sola, in definitiva, ad aumentare il reddito delle popolazioni locali in modo diffuso e durevole. Chi si affaccia oggi dalla Ringhiera dell’Umbria fatica a individuare Trevi, Spello, Assisi, Bevagna, Campello e Cannara. La città di Foligno si è trasformata in un abitato incoerente, con la sua periferia caotica e accerchiante, senza identità alcuna. Nessuno pretende certo di tornare ai tempi in cui la Valle Umbra era quella affrescata dal Gozzoli nel celebre dipinto in cui Francesco parla agli uccelli; ma vale la pena chiedersi cosa rimarrà di questi luoghi tra venti o trent’anni, se non saremo in grado di darci strumenti normativi capaci di preservarci dall’arido dispotismo del Pensiero Calcolante – sempre a breve termine - e dalle operazioni di contabilità della distruzione. La sensazione che si avverte è quella di un generale spaesamento: di una perdita di luogo. Gli umbri - cui non è toccata in sorte la linea piatta del mare, né il profilo dissolto della Padania - non possono rinunciare ai capisaldi, ben piantati nello spazio simbolico delle loro valli. Hanno bisogno di ancorarsi a punti costantemente stabiliti, che gli appartengono dalla nascita, anzi, dal concepimento. Tutto questo sta scritto nell’opera geofilosofica di Frappi, rivelatrice del tormento creativo dell’artista, e insieme del disagio dell’uomo, che si sforza di riconoscere l’orientamento estetico dello spazio in cui vive e di coglierne l’espressività simbolica. Come Berlusconi, Frappi preferisce vedere le cose a modo suo: ignora volutamente la crisi dell’agricoltura tipica, l’aumento del traffico, la devastazione del verde, gli insediamenti sparsi. Evidentemente l’artista, che vive secondo una tentazione del bello, nutre antipatia per una certa umanità: quella che mal si concilia con lo spirito delle proprie opere, con la sua sensibilità al paesaggio. E così, a modo suo, Frappi compie una ridefinizione critica dell’identità culturale. Ma Berlusconi non è Frappi, e l’Umbria non è Arcore. Al Presidente del Consiglio, mancato ragazzo della Via Gluck, non sarà sfuggito, dal rifugio di Melezzole, che l’ubriacatura edilizia scardina – in Umbria forse più che altrove - il senso dei luoghi. Non sarà neanche sfuggito che il territorio è tempo lungo, sedimento, decantazione incompatibile con il mutamento repentino, senso comunitario, avvedutezza, pietas, adesione al genius loci; mentre le operazioni immobiliari - apprezzate dalla destra, ma non disdegnate a sinistra - stanno imponendo accelerazioni acriticamente asservite a un solo scopo: svuotare i paesi e a spargere abitati su quelle stesse valli che Frappi si ostina a dipingere e che il Pensiero Calcolante si compiace di distruggere, assecondando una nuova ondata di speculazione diffusa. Com’è possibile che si continui a costruire mentre nelle città italiane ci sono un numero smisurato di appartamenti vuoti? In questi giorni, cinque giovani creativi di Milano, hanno lanciato l'idea della spiaggia virtuale: una terapia antistress, con la prospettiva di realizzare centri nelle più grandi metropoli italiane ed europee, capaci di ricreare uno scenario virtuale a trecentosessanta gradi di pannelli che mostrano immagini continue di luoghi marini sempre diversi, attorno ad un'isola di sabbia vera, attrezzata con vasche di acqua salata dove potersi immergere accarezzati da brezze virtuali, rapiti da odori salmastri e rassicurati dal grido dei gabbiani. Siamo arrivati ai tentativi virtuali per sconfiggere lo stress, illudendoci di aver trascorso una settimana alle Maldive o a Skiatos. E pensare che l’’Umbria non avrebbe bisogno di tali scenari polisensoriali che mutano a ogni seduta, se solo ponesse maggiore alla difesa dei suoi paesaggi naturali. Che il presidente Berlusconi abbia voluto intendere questo con la sua gratificante esternazione ?

Giovanni Picuti

 

Corriere dell'Umbria

4.10.2008

 

abcabc@cline.it

     

quando un pensiero ti domina lo ritrovi espresso dappertutto, lo annusi perfino nel vento.

 

Thomas Mann

 

{EXSPLORE 12 GIUGNO 2017}

buildings tend to be more colourful here. I feel that there are more opportunities for abstracts like these. Will post more once I return. Hope everyone had a great Xmas!!!!!

 

as seen on www.gabetoth.com daily photoblog

Grey birds against a grey sea are not usually popular so I'm not expecting much attention on this one. But this was my fifth visit to Baja and this was the first time I have managed to capture a photo of one. They are a common enough sight off Baja, but they are usually whizzing past at a distance. Similarly Manx Shearwater is a fairly common sight around British coasts but it took me years to get a decent photograph. Actually Black-vented Shearwater was once though to be a Pacific subspecies of Manx Shearwater and the two do look quite similar, apart from the black vent (under the tail) just visible here. Here's a Manx Shearwater for comparison: www.flickr.com/photos/timmelling/52262377959/in/photolist

 

95% of the world population of Black-vented Shearwater nests on a single island off Baja; Isla Natividad, though a few pairs nest on Guadalupe and San Benitos (which we visited). But like Manx Shearwater they only visit their nesting burrows under cover of darkness. Its scientific name Puffinus opisthomelas simply translates as shearwater with a black behind.

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