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Con naturale eleganza Cirillina si appropria del nuovo copripiumone Ikea che si intona perfettamente con i suoi occhi azzurri.
Mandalay Hill is a 240 metres (790 ft) hill that is located to the northeast of the city centre of Mandalay in Burma. The city took its name from the hill. Mandalay Hill is known for its abundance of pagodas and monasteries, and has been a major pilgrimage site for Burmese Buddhists for nearly two centuries. At the top of the hill is the Sutaungpyei (literally wish-fulfilling) Pagoda. A panoramic view of Mandalay from the top of Mandalay Hill alone makes it worthwhile to attempt a climb up its stairways. There are four covered stairways called saungdan leading up the hill from the south, southeast, west and north, and convenient seats of masonry work line these stairways all the way up. A one-way motor road today saves time and also makes it accessible for those who are unable to climb up the stairs, leading to an escalator and a lift to the pagoda at the summit.
Posato su di un ramo proteso sull’acqua scruta attentamente il fondo alla ricerca di prede, con frequenti scuotimenti del capo e della coda.
Per correggere l’effetto ottico della rifrazione dell’acqua il suo occhio è dotato di doppia fovea.
Individuata la preda, si butta in picchiata tirando indietro le ali a forma di freccia.
Un attimo prima di entrare in acqua, una palpebra trasparente (membrana nittitante) si cala sopra l’occhio per proteggerlo.
Le prede più piccole vengono subito ingoiate, mentre quelle più grandi vengono sbattute ripetutamente sul posatoio per essere tramortite e quindi ingoiate più facilmente
I pesci vengono ingeriti a cominciare dalla testa per evitare che le pinne e le squame possano ferirgli la gola.
"La civiltà di un popolo si misura anche da come tratta gli Animali e la Natura.
Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel Mondo."
( Mohandas K. Gandhi ).
Lanzarote es una isla del archipiélago canario, en el océano Atlántico. Forma parte de la provincia de Las Palmas, su capital es Arrecife. El nombre de la isla procede del marino genovés Lanceloto Malocello, quien la visitó en el siglo XIV.
... la visita al meraviglioso parco di "Villa Carlotta" ha lasciato il segno ;)
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Anno 1660, il Re di Spagna Filippo IV, pressato dall’urgenza di rimpinguare le ormai vuote casse della Corona per far fronte alla guerra di Catalogna, chiede ed ottiene un prestito da un banchiere genovese, cedendo, a garanzia del mutuo, i diritti esclusivi e perpetui di pesca sugli “stagni” di Cabras (un sistema lagunare sito nel Golfo di Oristano, che prende il nome dall’omonimo Paese che si affaccia sulla costa).
Nel 1853 gli eredi del banchiere cedono a loro volta tali diritti ad un certo don Salvatore Carta, notabile di Oristano.
Tali privilegi feudali, nel corso dei decenni, sono stati trasmessi agli eredi del Carta, i quali nel 1960 comprendevano circa 36 famiglie.
La comunità dei pescatori di Cabras, pertanto, ancora negli anni ’60 e ’70, viveva sotto l’egida di un sistema feudale rigidamente strutturato in modo piramidale, in categorie ammesse a pescare con particolari e rudimentali strumenti, pagando un canone annuo e cedendo la metà del pescato al “padrone”. Le 36 famiglie sfruttavano gli stagni a loro piacimento, mentre i pescatori vivevano in una condizione subumana di estrema povertà e miseria.
Tanta era l’indigenza che non potevano neppure permettersi le scarpe. Quella che un tempo era una necessità poi è divenuta una consuetudine ed ancora oggi qualche pescatore, nonostante il freddo pungente del primo mattino, si aggira scalzo per le peschiere.
Quando però la fame diventa insopportabile si diventa pure coraggiosi e così succede che i pescatori di Cabras, partire dagli anni ’60, si rivoltano contro i “padroni”, iniziano ad occupare le acque proibite senza permesso, sostenuti dalle loro mogli che, insieme ai loro figli, li incitano dagli argini degli stagni. La Rivolta dura anni, decine e decine di pescatori vengono arrestati e condannati dal Tribunale di Oristano per furto di pesce. Si arriva addirittura al parossismo di un’ udienza con 250 imputati e 250 testimoni. Ma i pescatori resistono, entrano ed escono dal carcere, ma pretendono la libertà delle acque ed il diritto di poter vivere da uomini liberi. E alla fine vincono. Alla fine gli stagni sono stati finalmente ritenuti, dalla giurisprudenza locale, beni appartenenti al demanio marittimo.
I loro figli, i bambini che le madri portavano con sé per sostenere i padri nella rivolta, sono i pescatori di oggi, alcuni di loro sono i volti qui ritratti, altri ricordano con fierezza i loro padri. E’ gente orgogliosa e dura quella della comunità dei pescatori di Cabras. Ma non è per nulla semplice ricordare la fame e la disperazione che fu. Mi scrive “Silvano” (il nome è di fantasia), uno dei pescatori qui ritratti: “lo so, ma per noi non è tanto facile tornare a quei tempi. Eravamo molto poveri e solo per scriverti queste cose mi viene il nodo in gola. Non so perché ci chiamano il paese degli scalzi ma sicuro che è legato al fatto che pochi se le potevano comprare. Mio padre le ha viste quando è partito a fare il militare”.
Oggi i pescatori si sono riuniti in cooperative consorziate. Conferiscono il pesce al consorzio. Aver assistito al momento della “pesa” del pesce è stato come toccare con mano la loro storia: un tempo lo faceva uno “tzaraccu de’ su meri” (servo del padrone), ora se la fanno da soli. Pescano in uno scenario bellissimo, ma il lavoro è duro e faticoso, molti di loro non arrivano alla pensione: “moriamo prima” – mi scrive sempre “Silvano”.
Ma sono orgogliosi di quello che hanno e per questo motivo mi hanno accettato tra loro, mi hanno permesso di ritrarli mentre raccontavano le loro storie, i loro problemi di oggi.
Non so, francamente, se ho reso loro onore, ma questa gente di onore ne ha da vendere.
Ps. Le scene iniziali sono relative alla pesca delle anguille; tutte le foto sono state scattate nei tre principali luoghi di lavoro dei pescatori di Cabras: Peschiera “Sa Madrini” – “Su Scaiu” – Peschiera “Mar’e Pontis”.
La Rh1116-037 transita nei pressi di Hochfilzen (AT), mentre effettua il D 15001, straordinario per sciatori proveniente da Wörgl Hbf e diretto a Wien Westbahnhof.
SU-YAK Boeing 727-230 Palestinian Airlines @ Shannon Airport 14/06/1998 (scanned from 35mm print / Canon EOS 50)
- C.ơn Su t.y* tui iu bà hun chụt chụt hahaha..zô là zô là zô..her là her...NiCe ơi..híc giải thoát nỗi bùn cho tui bữa đó lăn xả..qậy đã lun hahah!.nhờ bà đó khùng..!
- C.ơn mỗi ngày...mổi thời gian đã cho em bék mình w.tr thế nào..!..vui vì vẩn còn có bạn bên cạnh..nhưng khi mọi thứ kết thúc sẽ...mải là giấc mơ nó thíc nhất thui...!
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Khát vọng thượng lưu
Juan Gaviota pasó el resto de sus días solo, peró voló mucho más allá de los lejanos acantilados.
Su único pesar no era la soledad, sino que las otras gaviotas se negasen a crecer en la gloria que les esperaba al volar, que se negasen a abrir sus ojos y ver...
De juan Salvador Gaviota
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