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La 333.347 es la encargada de llevar este corte de vagones Hbis desde la clasificación de Vicálvaro hasta la fábrica de Arcelor Mittal de Villaverde Alto para proceder a su desguace. Cuando Mario nos avisó de esta circulación no nos lo pensamos dos veces y decidimos ir a pillarlo a la entrada de la factoría, donde antes entraban y salían trenes cargados de acero y donde ahora solo entran vagones a desguazar ya que la fábrica cesó su actividad de producción hace dos años.

città nata da un mito,

un giorno la Dea Cerere,alla

ricerca della figlia rapita Proserpina, lasciò

cadere quella falce che si posò proprio qui,

a formare un lembo di terra che si allunga

sul mare, quasi a dividere

il Tirreno dal Mediterraneo

TRAPANI

Almasria Airlines A320 12/07/17 BRU

The scenery makes long drive in Alaska much more tolerable.

Para Rafael Gildela.

Mar Menor (Murcia).

dlmv

Fairford 13.7.17

 

copyright © 2017 Chris Chennell

luce nonostante tutto

Airbus A320-251N

Egypt Air

Dublin 7/6/2022

SU-DAM - McDonnell Douglas MD-83 - ZAS Airlines of Egypt (leased from Pegasus Aviation)

at Frankfurt Rhein/Main Airport (FRA)

 

c/n 49848 - built in 1989 for German Wings - operated as D-AGWD -

ret. to Pegasus Aviation 1990 and reg. N848CP -

leased to ZAS between 1991 and 1995 -

final user was Aserca Airlines (Sky Holdings) between 2013 and 2016 -

retired and stored

 

scanned from Kodachrome-slide

Ukrainian Airforce Sukhoi SU-27/P single seat fighter Flanker-B

Su Nuraxi is one of the most famous nuraghic sites (bronze age culture of Sardinia). Due to its historical and archaeologic importance it is today protected by UNESCO.

Boeing 737-800

Egyptair

MUC - 14/2/20

3612

Sukhoi Su-22M

21blt

Polish Air Force

Have a good light and thanks for your clicks, likes and comments.

Que Brillo sentía dentro de su ser el Iskariano latiente,,,,mientras sumergía sus sentidos en una profunda mirada a su Cielo interno,,,se abrían las alas y danzantes los universos uno con otros,,,danzaban como olas hechizadas…

…..Rayos luminosos abrigaban su pecho ,mientras creaba sonrisas,,que dibujarían en fríos momentos las sonrisas de los pequeños niños humanes,,,

 

….Así ,cada vez que el viento helado azotara sus sentires y adormeciera sus sueños,,,la sonrisa se abriría del pecho, en dos estrellas ,,,recreando infinitos universos prontos a transformarse en fragancias con sabor a nuevas esperanzas,,

    

www.fotolog.com/libertha

Anno 1660, il Re di Spagna Filippo IV, pressato dall’urgenza di rimpinguare le ormai vuote casse della Corona per far fronte alla guerra di Catalogna, chiede ed ottiene un prestito da un banchiere genovese, cedendo, a garanzia del mutuo, i diritti esclusivi e perpetui di pesca sugli “stagni” di Cabras (un sistema lagunare sito nel Golfo di Oristano, che prende il nome dall’omonimo Paese che si affaccia sulla costa).

Nel 1853 gli eredi del banchiere cedono a loro volta tali diritti ad un certo don Salvatore Carta, notabile di Oristano.

Tali privilegi feudali, nel corso dei decenni, sono stati trasmessi agli eredi del Carta, i quali nel 1960 comprendevano circa 36 famiglie.

La comunità dei pescatori di Cabras, pertanto, ancora negli anni ’60 e ’70, viveva sotto l’egida di un sistema feudale rigidamente strutturato in modo piramidale, in categorie ammesse a pescare con particolari e rudimentali strumenti, pagando un canone annuo e cedendo la metà del pescato al “padrone”. Le 36 famiglie sfruttavano gli stagni a loro piacimento, mentre i pescatori vivevano in una condizione subumana di estrema povertà e miseria.

Tanta era l’indigenza che non potevano neppure permettersi le scarpe. Quella che un tempo era una necessità poi è divenuta una consuetudine ed ancora oggi qualche pescatore, nonostante il freddo pungente del primo mattino, si aggira scalzo per le peschiere.

Quando però la fame diventa insopportabile si diventa pure coraggiosi e così succede che i pescatori di Cabras, partire dagli anni ’60, si rivoltano contro i “padroni”, iniziano ad occupare le acque proibite senza permesso, sostenuti dalle loro mogli che, insieme ai loro figli, li incitano dagli argini degli stagni. La Rivolta dura anni, decine e decine di pescatori vengono arrestati e condannati dal Tribunale di Oristano per furto di pesce. Si arriva addirittura al parossismo di un’ udienza con 250 imputati e 250 testimoni. Ma i pescatori resistono, entrano ed escono dal carcere, ma pretendono la libertà delle acque ed il diritto di poter vivere da uomini liberi. E alla fine vincono. Alla fine gli stagni sono stati finalmente ritenuti, dalla giurisprudenza locale, beni appartenenti al demanio marittimo.

I loro figli, i bambini che le madri portavano con sé per sostenere i padri nella rivolta, sono i pescatori di oggi, alcuni di loro sono i volti qui ritratti, altri ricordano con fierezza i loro padri. E’ gente orgogliosa e dura quella della comunità dei pescatori di Cabras. Ma non è per nulla semplice ricordare la fame e la disperazione che fu. Mi scrive “Silvano” (il nome è di fantasia), uno dei pescatori qui ritratti: “lo so, ma per noi non è tanto facile tornare a quei tempi. Eravamo molto poveri e solo per scriverti queste cose mi viene il nodo in gola. Non so perché ci chiamano il paese degli scalzi ma sicuro che è legato al fatto che pochi se le potevano comprare. Mio padre le ha viste quando è partito a fare il militare”.

Oggi i pescatori si sono riuniti in cooperative consorziate. Conferiscono il pesce al consorzio. Aver assistito al momento della “pesa” del pesce è stato come toccare con mano la loro storia: un tempo lo faceva uno “tzaraccu de’ su meri” (servo del padrone), ora se la fanno da soli. Pescano in uno scenario bellissimo, ma il lavoro è duro e faticoso, molti di loro non arrivano alla pensione: “moriamo prima” – mi scrive sempre “Silvano”.

Ma sono orgogliosi di quello che hanno e per questo motivo mi hanno accettato tra loro, mi hanno permesso di ritrarli mentre raccontavano le loro storie, i loro problemi di oggi.

Non so, francamente, se ho reso loro onore, ma questa gente di onore ne ha da vendere.

 

Ps. Le scene iniziali sono relative alla pesca delle anguille; tutte le foto sono state scattate nei tre principali luoghi di lavoro dei pescatori di Cabras: Peschiera “Sa Madrini” – “Su Scaiu” – Peschiera “Mar’e Pontis”.

 

La Rh1116-037 transita nei pressi di Hochfilzen (AT), mentre effettua il D 15001, straordinario per sciatori proveniente da Wörgl Hbf e diretto a Wien Westbahnhof.

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