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Aisément reconnaissable par un style coloré, inspiré du Pop’Art, les figures portent sur les aspects

multiformes que revêt la féminité. Un regard, une épaule, une chevelure blonde directement

inspirée des héroïnes hitchcockiennes, un accessoire, un vêtement, autant de signes que décline la

féminité avec toutes ses singularités. Dans un monde très animé, souvent agressif et parfois violent,

Corinne Dauger veut rester sur une dynamique de sérénité et d’apaisement.

La mostra – la più ampia ed articolata antologica degli ultimi decenni di uno tra i più imprevedibili e multiformi artisti nel campo della fotografia – offre un panorama dettagliato ed esauriente del percorso di Nino Migliori, in più di 60 anni di ricerca sulla fotografia, della fotografia, con la fotografia.

Oltre 300 opere esposte a Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni per raccontare l’opera dell’autore, a cui si aggiungono 9 installazioni, 2 delle quali a Casa Saraceni e Palazzo Pepoli Museo della Storia di Bologna.

 

Mostra promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna

in collaborazione con l'Archivio Nino Migliori

 

18 gennaio - 28 aprile 2013

Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni

Genus Bononiae Musei nella Città

Bologna

 

foto Paolo Righi

© sergione infuso - all rights reserved

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Il cantautore italiano al Conservatorio per il suo tour "Apriti Sesamo"

Apriti Sesamo è il ventottesimo album di Franco Battiato, già disco d'oro per le oltre trentamila copie vendute. Eclettico e multiforme, ricco di citazioni (dantesche o di Santa Teresa d'Avila) e di collaborazioni, dalla chitarra di Simon Tong, ex Verve, al basso di Faso di Elio e le Storie Tese. E un felice ritorno professionale. Tra i brani compare infatti anche Eri con me, scritta appositamente per Alice e contenuta anche nell'album della cantante. Apriti Sesamo Tour è al Conservatorio Giuseppe Verdi dal 31 gennaio al 3 febbraio.

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Il cantautore italiano al Conservatorio per il suo tour "Apriti Sesamo"

Apriti Sesamo è il ventottesimo album di Franco Battiato, già disco d'oro per le oltre trentamila copie vendute. Eclettico e multiforme, ricco di citazioni (dantesche o di Santa Teresa d'Avila) e di collaborazioni, dalla chitarra di Simon Tong, ex Verve, al basso di Faso di Elio e le Storie Tese. E un felice ritorno professionale. Tra i brani compare infatti anche Eri con me, scritta appositamente per Alice e contenuta anche nell'album della cantante. Apriti Sesamo Tour è al Conservatorio Giuseppe Verdi dal 31 gennaio al 3 febbraio.

Parco degli Acquedotti - Rome - Lazio - Italy

 

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L'ampleur du cadre du Père-Lachaise, la poésie qui en émane, l'univers d'arbres et de pierres mêlés, les tombes multiformes enchâssées dans la verdure, l'infinie diversité des tombeaux font que le décor est unique.

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Le chef de l'état a procédé ce jeudi à la pose de la première du stade du Sénégal. L'infrastructure qui va sortir de terre dans 17 mois aura une capacité de 50 milles places. Un complexe sportif dédié principalement au football mais aussi capable d'accueillir d'autres activités dans le pôle urbain intégré et multiforme de Daimniadio.

© Présidence Sénégal / Photo : Papa Matar Diop

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Il cantautore italiano presenta "Diwan" al Teatro Nazionale

Apriti Sesamo è il ventottesimo album di Franco Battiato, già disco d'oro per le oltre trentamila copie vendute. Eclettico e multiforme, ricco di citazioni (dantesche o di Santa Teresa d'Avila) e di collaborazioni, dalla chitarra di Simon Tong, ex Verve, al basso di Faso di Elio e le Storie Tese. Dopo il successo di Apriti Sesamo Tour, il sofisticato cantautore italiano ritorna con un nuovo progetto ambizioso, Diwan - L'Essenza del reale, un live per riportare a galla una cultura dimenticata.

 

Attorno all'anno Mille, infatti, in Sicilia fiorisce, in tre secoli, un'importante scuola poetica araba. Questa preziosa fonte di cultura ci ha lasciato ricche testimonianze in alcuni manoscritti che Battiato studia e interpreta con la sua musica. Assieme all'artista, sul palco, un ensemble multietnico tra cui Etta Scollo, Nabil Salameh dei Radiodervish, Carlo Guaitoli, Gianluca Ruggeri della PMCE e Ramzi Aburedwan fondatore degli Al Kamandjati.

Espèce : Cortinarius multiformis / Cortinaire multiforme?

No de fongarium : pat0846

Date : 16 septembre 2021

Station : forêt mixte près du puits municipal en bordure du ch. du Lac-des-Sources, Amos, Abitibi-Témiscamingue

 

Récolteur : Patrick Poitras

Déterminateur : Patrick Poitras

 

Habitat : forêt mixte dominée par les conifères

Substrat : au sol, sous sapins, épinettes et bouleaux

 

Mode de croissance : grégaire et cespiteux

 

CARACTÈRES MACROSCOPIQUES

 

Pileus convexe à convexe-étalé, 3,6-7,6 cm de diam., glutineux, garni de fines fibrilles blanches sur fond jaune, marge incurvée.

Lames adnexées, assez espacées, arête un peu crénelée, crème, lamellules présentes.

Cortine blanchâtre.

Stipe atténué à l’apex, 4,7-15 cm de longueur, 1-1,3 cm de diam., zone annuliforme rouille, blanchâtre, mycélium basal blanc.

Odeur agréable, saveur indistincte.

Sporée rouille.

 

Escursionismo - Escursione " le vie dei santi "

 

Domenica 19 Febbraio 2017

 

Direttori d’escursione: Vai Mauro Magnani Nicola

 

Foto: Vai Mauro

 

Resoconto della giornata.

 

La prima escursione del nuovo anno degli scarponi con le ali affronta un tracciato nuovo , mai calcato da quando abbiamo introdotto nel Cai di Cesena questa tipologia di trekking.

La giornata e’ stupenda, il cielo limpido e azzurro e puntuali alle 7:30 ci incamminiamo in 15 dal luogo deputato per la partenza.

Il nome scelto ci anticipa quella che sara’ la tappa fondamentale del nostro percorso;San giovanni in Galilea.

Le nostre prime colline che gia’ in passato ci hanno regalato paesi e scorci interessanti dal punto di vista sia storico che naturalistico ci offrono una delle perle piu’ preziose; un borgo arroccato su uno sperone di roccia spettacolare , con una storia millenaria che parte dal neolitico , passando dall’eta’ del bronzo, quella del ferro , il periodo romano e tutto il medioevo, fino ai giorni nostri , con il passaggio della trafila di Garibaldi e della linea gotica durante il secondo conflitto mondiale.

Testimonianze di questa intensa attivita’ antropica , sono la pieve situata su un crocevia di strade che collegavano la valle del Rubicone con quella dell’Uso la cui storia comincia verso il VI secolo dc. e i resti della rocca e della cinta muraria in parte ancora conservati.

Una menzione particolare merita il piccolo museo Renzi , che chiaramente per motivi di tempo non abbiamo potuto visitare , che raccoglie i reperti riguardanti la millenaria storia dell’insediamento.

Il freddo mattutino, una volta scesi verso la valle della medrina , viene ben presto mitigato dalla salita a San Giovanni e dall’innalzarsi del sole che rende la giornata di puro stampo primaverile.

Una sosta caffe’ e foto , rinfranca il morale , spezza la fatica e ci permette di ammirare , appollaiati su quello sperone , il panorama delle valli circostanti; lo sguardo non ci consente di arrivare a vedere il mare solo a causa della foschia presente verso la riviera che confonde in un unico abbraccio terra e cielo.

Successivamente , una volta lasciato il borgo , ci incamminiamo lungo un ramo del variegato e multiforme percorso di San Vicinio (da qui il perche’ delle “vie dei santi” al plurale) che ci porta prima al guado del rio Tamburone e poi sul crinale del Gorolo (bel noto a chi pratica il ciclismo da strada).

Per chiudere l’anello riscendiamo ancora una volta verso il rio Medrina e passando dalla via della Madonna del fiore ci dirigiamo verso Borghi.

Un passaggio all’interno della parte antica del paese con le sue due chiese, e i resti della rocca e’ d’obbligo , prima di tornare alle macchine.

Sperando che il percorso abbia incontrato come in passato e’ gia’ successo , il favore dei partecipanti ci salutiamo , dandoci un arrivederci al prossimo appuntamento in programma, leggermente piu’ impegnativo di questo:

il 26 marzo , tempo permettendo , partiremo proprio da San Giovanni in Galilea per un anello che passando dalla valle del’Uso , lambira’ Montebello e la valle del Marecchia.

 

Nicola Magnani

  

(further pictures and information you can see if you go to the end of page and by clicking on the link...)

Belvedere

Belvedere Castle. Garden Front of the Lower Belvedere.

Belvedere Palace stands supposedly on the foundations of a Roman camp that had been erected here for strategic reasons. In 1693 Prince Eugene of Savoy acquired field and vineyard grounds between today's Rennweg and today's Gürtel. In 1700 Johann Lukas von Hildebrandt began with the construction of a palace garden (Lower Belvedere), whose in French-style layed out park was equipped with large water basins, an orangery with precious foreign plants and a menagerie. Prince Eugene was a great animal lover, and some animals in his collection could be fed exclusively by himself.

1720 the Prince conceived the plan the summer palace to supplement by a another palace building on the hill of the garden.

The 1721 by Johann Lukas von Hildebrandt begun works had been completed in 1724. The Upper Belvedere served in contrast to the Lower only representative purposes and was never meant to live.

The Prince and his architect managed a perfect symbiosis between architecture and garden. After the death of the Savoy (1736) inherited his niece Victoria of Savoy-Soisson, nee Princess Hildburghausen, all his possessions. From her the Habsburgs beginning of 1752 acquired the Belvedere. From 1755 Empress Maria Theresa moved the Arcierenleibgarde (Royal Company of the Archers) and the Galician Guard in the annex of the Belvedere. Besides, the castle stood almost empty.

Belvedere Castle. Engraving by Salomon Kleiner 1731/40 (left).

Vienna from the Belvedere. Coloured copper engraving by Carl Schütz, 1784 (right).

1770 Belvedere Palace was venue of brilliant festivities:

In castle and park the marriage of Archduchess Maria Antonia (Marie Antoinette) with the Dauphin of France by proxy (per procura) was celebrated. About 2,000 people were invited, more than 1,500 bottles of champagne, which was far from home in Vienna at that time,

were emptied. For hospitality of the guests, there were round tables, which were covered with silver. However, the Court of Vienna had a large part of the silver service to rent of nobles, because the stocks of the silver chamber were not sufficient. Finished was the festival by a magnificent fireworks.

1776, the imperial picture gallery from the Stallburg (home of the famous Lipizzan stallions) was transferred to the Upper Belvedere, the animals of the menagerie came to Schönbrunn. Shortly before the Congress of Vienna in 1814 in the Lower Belvedere the Ambras Collection was exposed. During the war against Napoleon (1805-1809), much of the collection of paintings had to be outsourced. The Corsican claimed 400 masterpieces for himself, but which after his defeat at Waterloo to the Habsburgs have been restituted. The after the French wars completely neglected building has been restored 1850-1866.

Castle Park with Upper Belvedere. Photograph, around 1890.

1819 Emperor Franz II (I) the Institute of Botany, University of Vienna, had given spacious grounds for enlargement of the Botanical Garden at Rennweg. Franz was very interested in botany and in accordance with a Habsburg House bill - every Archduke must learn a civilian job - has been educated for gardener. In an adjoining garden of Schloß Belvedere he had from his private funds laid out a botanical garden ("Flora Austriaca") which was left to the Institute of Botany for use.

During the cholera epidemic of 1831, the Belvedere served as well as Schönbrunn Palace the imperial family as a refuge; supposedly one was there protected from the bad air, which was attributed to the onset of the disease. Both castles lay in the "countryside", the air was much better here than in the densely populated city. During wartime, a hospital was set up in the castle.

As the space for the imperial collections became too small, it was thought to expand the Upper Belvedere by wing buildings. This plan was dropped for aesthetic reasons, however. After the expansion of the city (razing of the bastions and glacis) arose on the ring road the newly created Court Museums; moved there in 1891 the major part of the paintings.

Archduke-Heir to the Throne Franz Ferdinand of Austria-Este at folk and children's party in the park of the Belvedere Palace. Photograph, 1905.

To 1893/94 it is likely that Archduke Franz Ferdinand has chosen the Upper Belvedere to his residence in Vienna. Other sources say that it had been assigned to him by the Emperor Franz Joseph as a place to stay in Vienna. The rooms have been restored, adapted for residential purposes and supplemented with neo-Baroque furniture. The heir of the Este collections furnished his residence with numerous works of art. He had envisaged the castle for the accommodation of his collections; in 1893 were numerous boxes from India and Singapore in Belvedere stored. 1894 Emperor Franz Joseph could see the collection: "Yesterday I went to the Belvedere, where Franzi showed me his now quite and very nicely prepared collections. The same are as imposing as interesting by the incredible amount of objects and by the rarity and beauty of them. I believe that this exhibition would be interesting for you", wrote the monarch to his wife, Empress Elisabeth. That same year, Archduke Franz Ferdinand showed his collections his future wife, Sophie Chotková,

"Where I unaware of your fatigue with particular brutality you dragged from box to box" as he apologetically from Budweis wrote to the Countess.

Then the collections moved one the one hand to the Palais Modena in the Beatrixgasse, on the other hand to Konopischt. Only in 1898, Franz Ferdinand was granted by Emperor Franz Joseph to move into the Belvedere as Vienna Residence. More revitalization works were carried out and were also necessary. Technical modernization and preservation of the original building condition had priority - as always with the projects of Archduke Franz Ferdinand. As furnishings served still preserved furnitures from Schloss Hof, which were supplemented by new ones in old style. The private rooms in addition to electric lighting were equipped with central heating.

Belvedere Castle. Staircase in the Upper Belvedere (left).

Marble plastic "Apotheosis of Prince Eugene" by Balthasar Permoser in Gold Cabinet of the Lower Belvedere (right).

If his presence was needed in Vienna, Franz Ferdinand here could lead a normal family life and escape the pressures of court ceremonial, in which the to him in morganatic marriage affiliated wife was exposed to the evils of the courtiers. When the heir to the throne invited guests to the Belvedere, he was sitting opposite his wife as a hostess while she was ranked in the Hofburg always after the latest unmarried Archduchess. About the cozy family life at Belvedere reported Prince von Clary-Aldringens:

"Aunt Sophie invited us ... to snack into a Belvedere, unexpectedly, suddenly appeared the Archduke - we literally froze in our Hab-Acht-position (stand at attention). He greeted us warmly ... [I got to know] the Archduke as a friendly landlord, who was playing and laughing with his Children..."

Between 1899 and 1914 in the Lower Belvedere the military bureau of the heir to the throne was housed. Other well-known Residents - but of outbuildings - were Anton Bruckner, who in 1896 died in the Kustodenwohnung (guardian house), and Richard Strauss, who lived here from 1925 to 1944.

After the assassination of the Archduke and his wife in Sarajevo, the Belvedere should serve as the residence of the new heir to the throne, Archduke Karl and his family. This, however, preferred living in Schönbrunn and especially in the villa Wartholz. In 1917, Charles' brother Archduke Maximilian moved with his family into the Belvedere.

During World War II the castle was badly damaged by bombs, but rebuilt after the war ended immediately. On 15 May 1955 was the Marble Hall venue of the signing of the Austrian State Treaty. Today, the Upper Belvedere houses important art collections.

Excerpts from

Thus lived the Habsburgs - Imperial and Royal Palaces in the

Austro-Hungarian Monarchy

Ingrid Haslinger, Gerhard Trumler

Christian Brandstätter Verlag mbH

The publishing service for museums, businesses and

public bodies

www.brandstaetter - verlag.at

Denomination of the summer residence which Prince Eugene of Savoy himself had erected btw Rennweg and Swiss Garden. The term which refers to the unique view over Vienna dates from the time of Maria Theresa. Prinz Eugen bought in 1697 a plot of land at the Rennweg, which he extended to 1721 in four stages to the current area. Between 1714 and 1716 emerged the Lower Belvedere It is an elongated ground floor building, designed of a 7-axes central projection, two wings and two corner pavilions. The 3-axis central pavilion houses the Marble Hall. The castle the only rarely in Vienna sojourning builder served during the summer months as a pleasure palace.

Only in 1720 commenced construction works for the Upper Belvedere, first drawings for this existed already in 1717. The in it extent and form language compared to the Lower Belvedere especially magnificent Upper Belvedere served primarily as a representative setting for grand receptions and festivities. The architectural history of the example due to the loss of the Eugenianischen Bauarchivs (construction archiv of Prince Eugene) cannot be explored in detail without any gaps. 1723 (according to Rizzi 1721/22) the Upper Belvedere s is considered complete. The architect Johann Lukas von Hildebrandt, who repeatedly worked for Prince Eugen, with the construction of the Belvedere has created his main work. It counts in its multiform architectonic as well as sculptural structure to the most important baroque buildings of the 18th century. The to the ensemble belonging, btw Upper and Lower Belvedere laying garden has been created by the Bavarian horticultural engineer D. Girard and today only in broad terms is original. The designs for the interior of the castle stem from C. le Fort du Plessy.

After the death of the prince the belvedere went into the possession of his sole heiress, Victoria Duchess of Saxe-Hildburghausen. She sold it in 1752 to Maria Theresa. At the behest of Joseph II from 1775 the imperial picture gallery was transferred here, which in 1781 for the first time was open to the public. had. Since 1806 was located in the Lower Belvedere the Ambras Collection. Both collections were in 1890 in the Museum of Art History transferred. In 1894, the palace became residence for the heir to the throne Archduke Franz Ferdinand.

After the first World War I the Republic of Austria in Belvedere installed the Austrian Gallery. 1945 suffered the Belvedere severe war damage. In 1950, the "Gold Cabinet" in the north-eastern corner pavilion of the Upper Belvedere was destroyed by fire and replaced by a copy. The since 1988 ongoing general renovation should have been completed in 1996.

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Austrian Gallery Belvedere

The in the center of Vienna situated Belvedere palaces with their extensive parks form an impressive baroque Gesamtkunstwerk. The Museum in the Upper and Lower Castle

provides an excellent overview of the Austrian Art from the Middle Ages to the present. the collections of the 19th and 20th Century also include an exquisite inventory of international art. World Famous works by Klimt, Schiele, Kokoschka, Renoir and Monet you can see in the upper

Belvedere, from where you can enjoy a spectacular view to the center of Vienna. In the historic rooms of the Lower Belvedere are shown works of art from the Middle Ages and Baroque.

Austrian Gallery Belvedere

Prinz Eugen -Strasse 27 , A - 1037 Wien

Phone +43 / ( 0) 1 / 79557-0

Fax +43 / (0) 1/79 84 337

Upper Belvedere

Collections of the 19th and 20th century

Prinz Eugen -Strasse 27 , A - 1037 Wien

Lower Belvedere

Baroque Museum, and Museum of Medieval Art

Rennweg 6a, A - 1030 Vienna

www.wien-vienna.at/blickpunkte.php?ID=255

Bangui (RCA), 20 mai 2022 : 165 Casques bleus camerounais de l'Unité de police constituée de la MINUSCA, en fin de mission, ont reçu la médaille des Nations Unies au cours d'une cérémonie. Ces Casques bleus ont été honorés pour leur contribution et efforts multiformes à la stabilisation et le retour de la paix en république centrafricaine.

  

Photo : MINUSCA / Leonel GROTHE

La mostra – la più ampia ed articolata antologica degli ultimi decenni di uno tra i più imprevedibili e multiformi artisti nel campo della fotografia – offre un panorama dettagliato ed esauriente del percorso di Nino Migliori, in più di 60 anni di ricerca sulla fotografia, della fotografia, con la fotografia.

Oltre 300 opere esposte a Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni per raccontare l’opera dell’autore, a cui si aggiungono 9 installazioni, 2 delle quali a Casa Saraceni e Palazzo Pepoli Museo della Storia di Bologna.

 

Mostra promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna

in collaborazione con l'Archivio Nino Migliori

 

18 gennaio - 28 aprile 2013

Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni

Genus Bononiae Musei nella Città

Bologna

 

foto Paolo Righi

La mostra – la più ampia ed articolata antologica degli ultimi decenni di uno tra i più imprevedibili e multiformi artisti nel campo della fotografia – offre un panorama dettagliato ed esauriente del percorso di Nino Migliori, in più di 60 anni di ricerca sulla fotografia, della fotografia, con la fotografia.

Oltre 300 opere esposte a Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni per raccontare l’opera dell’autore, a cui si aggiungono 9 installazioni, 2 delle quali a Casa Saraceni e Palazzo Pepoli Museo della Storia di Bologna.

 

Mostra promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna

in collaborazione con l'Archivio Nino Migliori

 

18 gennaio - 28 aprile 2013

Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni

Genus Bononiae Musei nella Città

Bologna

 

foto Paolo Righi

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Il cantautore italiano presenta "Diwan" al Teatro Nazionale

Apriti Sesamo è il ventottesimo album di Franco Battiato, già disco d'oro per le oltre trentamila copie vendute. Eclettico e multiforme, ricco di citazioni (dantesche o di Santa Teresa d'Avila) e di collaborazioni, dalla chitarra di Simon Tong, ex Verve, al basso di Faso di Elio e le Storie Tese. Dopo il successo di Apriti Sesamo Tour, il sofisticato cantautore italiano ritorna con un nuovo progetto ambizioso, Diwan - L'Essenza del reale, un live per riportare a galla una cultura dimenticata.

 

Attorno all'anno Mille, infatti, in Sicilia fiorisce, in tre secoli, un'importante scuola poetica araba. Questa preziosa fonte di cultura ci ha lasciato ricche testimonianze in alcuni manoscritti che Battiato studia e interpreta con la sua musica. Assieme all'artista, sul palco, un ensemble multietnico tra cui Etta Scollo, Nabil Salameh dei Radiodervish, Carlo Guaitoli, Gianluca Ruggeri della PMCE e Ramzi Aburedwan fondatore degli Al Kamandjati.

La mostra – la più ampia ed articolata antologica degli ultimi decenni di uno tra i più imprevedibili e multiformi artisti nel campo della fotografia – offre un panorama dettagliato ed esauriente del percorso di Nino Migliori, in più di 60 anni di ricerca sulla fotografia, della fotografia, con la fotografia.

Oltre 300 opere esposte a Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni per raccontare l’opera dell’autore, a cui si aggiungono 9 installazioni, 2 delle quali a Casa Saraceni e Palazzo Pepoli Museo della Storia di Bologna.

 

Mostra promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna

in collaborazione con l'Archivio Nino Migliori

 

18 gennaio - 28 aprile 2013

Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni

Genus Bononiae Musei nella Città

Bologna

 

foto Paolo Righi

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Il cantautore italiano presenta "Diwan" al Teatro Nazionale

Apriti Sesamo è il ventottesimo album di Franco Battiato, già disco d'oro per le oltre trentamila copie vendute. Eclettico e multiforme, ricco di citazioni (dantesche o di Santa Teresa d'Avila) e di collaborazioni, dalla chitarra di Simon Tong, ex Verve, al basso di Faso di Elio e le Storie Tese. Dopo il successo di Apriti Sesamo Tour, il sofisticato cantautore italiano ritorna con un nuovo progetto ambizioso, Diwan - L'Essenza del reale, un live per riportare a galla una cultura dimenticata.

 

Attorno all'anno Mille, infatti, in Sicilia fiorisce, in tre secoli, un'importante scuola poetica araba. Questa preziosa fonte di cultura ci ha lasciato ricche testimonianze in alcuni manoscritti che Battiato studia e interpreta con la sua musica. Assieme all'artista, sul palco, un ensemble multietnico tra cui Etta Scollo, Nabil Salameh dei Radiodervish, Carlo Guaitoli, Gianluca Ruggeri della PMCE e Ramzi Aburedwan fondatore degli Al Kamandjati.

Le chef de l'état a procédé ce jeudi à la pose de la première du stade du Sénégal. L'infrastructure qui va sortir de terre dans 17 mois aura une capacité de 50 milles places. Un complexe sportif dédié principalement au football mais aussi capable d'accueillir d'autres activités dans le pôle urbain intégré et multiforme de Daimniadio.

© Présidence Sénégal / Photo : Papa Matar Diop

Aisément reconnaissable par un style coloré, inspiré du Pop’Art, les figures portent sur les aspects

multiformes que revêt la féminité. Un regard, une épaule, une chevelure blonde directement

inspirée des héroïnes hitchcockiennes, un accessoire, un vêtement, autant de signes que décline la

féminité avec toutes ses singularités. Dans un monde très animé, souvent agressif et parfois violent,

Corinne Dauger veut rester sur une dynamique de sérénité et d’apaisement.

(further pictures and information you can see if you go to the end of page and by clicking on the link...)

Belvedere

Belvedere Castle. Garden Front of the Lower Belvedere.

Belvedere Palace stands supposedly on the foundations of a Roman camp that had been erected here for strategic reasons. In 1693 Prince Eugene of Savoy acquired field and vineyard grounds between today's Rennweg and today's Gürtel. In 1700 Johann Lukas von Hildebrandt began with the construction of a palace garden (Lower Belvedere), whose in French-style layed out park was equipped with large water basins, an orangery with precious foreign plants and a menagerie. Prince Eugene was a great animal lover, and some animals in his collection could be fed exclusively by himself.

1720 the Prince conceived the plan the summer palace to supplement by a another palace building on the hill of the garden.

The 1721 by Johann Lukas von Hildebrandt begun works had been completed in 1724. The Upper Belvedere served in contrast to the Lower only representative purposes and was never meant to live.

The Prince and his architect managed a perfect symbiosis between architecture and garden. After the death of the Savoy (1736) inherited his niece Victoria of Savoy-Soisson, nee Princess Hildburghausen, all his possessions. From her the Habsburgs beginning of 1752 acquired the Belvedere. From 1755 Empress Maria Theresa moved the Arcierenleibgarde (Royal Company of the Archers) and the Galician Guard in the annex of the Belvedere. Besides, the castle stood almost empty.

Belvedere Castle. Engraving by Salomon Kleiner 1731/40 (left).

Vienna from the Belvedere. Coloured copper engraving by Carl Schütz, 1784 (right).

1770 Belvedere Palace was venue of brilliant festivities:

In castle and park the marriage of Archduchess Maria Antonia (Marie Antoinette) with the Dauphin of France by proxy (per procura) was celebrated. About 2,000 people were invited, more than 1,500 bottles of champagne, which was far from home in Vienna at that time,

were emptied. For hospitality of the guests, there were round tables, which were covered with silver. However, the Court of Vienna had a large part of the silver service to rent of nobles, because the stocks of the silver chamber were not sufficient. Finished was the festival by a magnificent fireworks.

1776, the imperial picture gallery from the Stallburg (home of the famous Lipizzan stallions) was transferred to the Upper Belvedere, the animals of the menagerie came to Schönbrunn. Shortly before the Congress of Vienna in 1814 in the Lower Belvedere the Ambras Collection was exposed. During the war against Napoleon (1805-1809), much of the collection of paintings had to be outsourced. The Corsican claimed 400 masterpieces for himself, but which after his defeat at Waterloo to the Habsburgs have been restituted. The after the French wars completely neglected building has been restored 1850-1866.

Castle Park with Upper Belvedere. Photograph, around 1890.

1819 Emperor Franz II (I) the Institute of Botany, University of Vienna, had given spacious grounds for enlargement of the Botanical Garden at Rennweg. Franz was very interested in botany and in accordance with a Habsburg House bill - every Archduke must learn a civilian job - has been educated for gardener. In an adjoining garden of Schloß Belvedere he had from his private funds laid out a botanical garden ("Flora Austriaca") which was left to the Institute of Botany for use.

During the cholera epidemic of 1831, the Belvedere served as well as Schönbrunn Palace the imperial family as a refuge; supposedly one was there protected from the bad air, which was attributed to the onset of the disease. Both castles lay in the "countryside", the air was much better here than in the densely populated city. During wartime, a hospital was set up in the castle.

As the space for the imperial collections became too small, it was thought to expand the Upper Belvedere by wing buildings. This plan was dropped for aesthetic reasons, however. After the expansion of the city (razing of the bastions and glacis) arose on the ring road the newly created Court Museums; moved there in 1891 the major part of the paintings.

Archduke-Heir to the Throne Franz Ferdinand of Austria-Este at folk and children's party in the park of the Belvedere Palace. Photograph, 1905.

To 1893/94 it is likely that Archduke Franz Ferdinand has chosen the Upper Belvedere to his residence in Vienna. Other sources say that it had been assigned to him by the Emperor Franz Joseph as a place to stay in Vienna. The rooms have been restored, adapted for residential purposes and supplemented with neo-Baroque furniture. The heir of the Este collections furnished his residence with numerous works of art. He had envisaged the castle for the accommodation of his collections; in 1893 were numerous boxes from India and Singapore in Belvedere stored. 1894 Emperor Franz Joseph could see the collection: "Yesterday I went to the Belvedere, where Franzi showed me his now quite and very nicely prepared collections. The same are as imposing as interesting by the incredible amount of objects and by the rarity and beauty of them. I believe that this exhibition would be interesting for you", wrote the monarch to his wife, Empress Elisabeth. That same year, Archduke Franz Ferdinand showed his collections his future wife, Sophie Chotková,

"Where I unaware of your fatigue with particular brutality you dragged from box to box" as he apologetically from Budweis wrote to the Countess.

Then the collections moved one the one hand to the Palais Modena in the Beatrixgasse, on the other hand to Konopischt. Only in 1898, Franz Ferdinand was granted by Emperor Franz Joseph to move into the Belvedere as Vienna Residence. More revitalization works were carried out and were also necessary. Technical modernization and preservation of the original building condition had priority - as always with the projects of Archduke Franz Ferdinand. As furnishings served still preserved furnitures from Schloss Hof, which were supplemented by new ones in old style. The private rooms in addition to electric lighting were equipped with central heating.

Belvedere Castle. Staircase in the Upper Belvedere (left).

Marble plastic "Apotheosis of Prince Eugene" by Balthasar Permoser in Gold Cabinet of the Lower Belvedere (right).

If his presence was needed in Vienna, Franz Ferdinand here could lead a normal family life and escape the pressures of court ceremonial, in which the to him in morganatic marriage affiliated wife was exposed to the evils of the courtiers. When the heir to the throne invited guests to the Belvedere, he was sitting opposite his wife as a hostess while she was ranked in the Hofburg always after the latest unmarried Archduchess. About the cozy family life at Belvedere reported Prince von Clary-Aldringens:

"Aunt Sophie invited us ... to snack into a Belvedere, unexpectedly, suddenly appeared the Archduke - we literally froze in our Hab-Acht-position (stand at attention). He greeted us warmly ... [I got to know] the Archduke as a friendly landlord, who was playing and laughing with his Children..."

Between 1899 and 1914 in the Lower Belvedere the military bureau of the heir to the throne was housed. Other well-known Residents - but of outbuildings - were Anton Bruckner, who in 1896 died in the Kustodenwohnung (guardian house), and Richard Strauss, who lived here from 1925 to 1944.

After the assassination of the Archduke and his wife in Sarajevo, the Belvedere should serve as the residence of the new heir to the throne, Archduke Karl and his family. This, however, preferred living in Schönbrunn and especially in the villa Wartholz. In 1917, Charles' brother Archduke Maximilian moved with his family into the Belvedere.

During World War II the castle was badly damaged by bombs, but rebuilt after the war ended immediately. On 15 May 1955 was the Marble Hall venue of the signing of the Austrian State Treaty. Today, the Upper Belvedere houses important art collections.

Excerpts from

Thus lived the Habsburgs - Imperial and Royal Palaces in the

Austro-Hungarian Monarchy

Ingrid Haslinger, Gerhard Trumler

Christian Brandstätter Verlag mbH

The publishing service for museums, businesses and

public bodies

www.brandstaetter - verlag.at

Denomination of the summer residence which Prince Eugene of Savoy himself had erected btw Rennweg and Swiss Garden. The term which refers to the unique view over Vienna dates from the time of Maria Theresa. Prinz Eugen bought in 1697 a plot of land at the Rennweg, which he extended to 1721 in four stages to the current area. Between 1714 and 1716 emerged the Lower Belvedere It is an elongated ground floor building, designed of a 7-axes central projection, two wings and two corner pavilions. The 3-axis central pavilion houses the Marble Hall. The castle the only rarely in Vienna sojourning builder served during the summer months as a pleasure palace.

Only in 1720 commenced construction works for the Upper Belvedere, first drawings for this existed already in 1717. The in it extent and form language compared to the Lower Belvedere especially magnificent Upper Belvedere served primarily as a representative setting for grand receptions and festivities. The architectural history of the example due to the loss of the Eugenianischen Bauarchivs (construction archiv of Prince Eugene) cannot be explored in detail without any gaps. 1723 (according to Rizzi 1721/22) the Upper Belvedere s is considered complete. The architect Johann Lukas von Hildebrandt, who repeatedly worked for Prince Eugen, with the construction of the Belvedere has created his main work. It counts in its multiform architectonic as well as sculptural structure to the most important baroque buildings of the 18th century. The to the ensemble belonging, btw Upper and Lower Belvedere laying garden has been created by the Bavarian horticultural engineer D. Girard and today only in broad terms is original. The designs for the interior of the castle stem from C. le Fort du Plessy.

After the death of the prince the belvedere went into the possession of his sole heiress, Victoria Duchess of Saxe-Hildburghausen. She sold it in 1752 to Maria Theresa. At the behest of Joseph II from 1775 the imperial picture gallery was transferred here, which in 1781 for the first time was open to the public. had. Since 1806 was located in the Lower Belvedere the Ambras Collection. Both collections were in 1890 in the Museum of Art History transferred. In 1894, the palace became residence for the heir to the throne Archduke Franz Ferdinand.

After the first World War I the Republic of Austria in Belvedere installed the Austrian Gallery. 1945 suffered the Belvedere severe war damage. In 1950, the "Gold Cabinet" in the north-eastern corner pavilion of the Upper Belvedere was destroyed by fire and replaced by a copy. The since 1988 ongoing general renovation should have been completed in 1996.

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14,000 key words and 2000 pictures from history, geography, politics and business in Austria

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Austrian Gallery Belvedere

The in the center of Vienna situated Belvedere palaces with their extensive parks form an impressive baroque Gesamtkunstwerk. The Museum in the Upper and Lower Castle

provides an excellent overview of the Austrian Art from the Middle Ages to the present. the collections of the 19th and 20th Century also include an exquisite inventory of international art. World Famous works by Klimt, Schiele, Kokoschka, Renoir and Monet you can see in the upper

Belvedere, from where you can enjoy a spectacular view to the center of Vienna. In the historic rooms of the Lower Belvedere are shown works of art from the Middle Ages and Baroque.

Austrian Gallery Belvedere

Prinz Eugen -Strasse 27 , A - 1037 Wien

Phone 43 / ( 0) 1 / 79557-0

Fax 43 / (0) 1/79 84 337

Upper Belvedere

Collections of the 19th and 20th century

Prinz Eugen -Strasse 27 , A - 1037 Wien

Lower Belvedere

Baroque Museum, and Museum of Medieval Art

Rennweg 6a, A - 1030 Vienna

www.wien-vienna.at/blickpunkte.php?ID=255

La mostra – la più ampia ed articolata antologica degli ultimi decenni di uno tra i più imprevedibili e multiformi artisti nel campo della fotografia – offre un panorama dettagliato ed esauriente del percorso di Nino Migliori, in più di 60 anni di ricerca sulla fotografia, della fotografia, con la fotografia.

Oltre 300 opere esposte a Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni per raccontare l’opera dell’autore, a cui si aggiungono 9 installazioni, 2 delle quali a Casa Saraceni e Palazzo Pepoli Museo della Storia di Bologna.

 

Mostra promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna

in collaborazione con l'Archivio Nino Migliori

 

18 gennaio - 28 aprile 2013

Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni

Genus Bononiae Musei nella Città

Bologna

 

foto Paolo Righi

© sergione infuso - all rights reserved

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Il cantautore italiano al Conservatorio per il suo tour "Apriti Sesamo"

Apriti Sesamo è il ventottesimo album di Franco Battiato, già disco d'oro per le oltre trentamila copie vendute. Eclettico e multiforme, ricco di citazioni (dantesche o di Santa Teresa d'Avila) e di collaborazioni, dalla chitarra di Simon Tong, ex Verve, al basso di Faso di Elio e le Storie Tese. E un felice ritorno professionale. Tra i brani compare infatti anche Eri con me, scritta appositamente per Alice e contenuta anche nell'album della cantante. Apriti Sesamo Tour è al Conservatorio Giuseppe Verdi dal 31 gennaio al 3 febbraio.

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Il cantautore italiano presenta "Diwan" al Teatro Nazionale

Apriti Sesamo è il ventottesimo album di Franco Battiato, già disco d'oro per le oltre trentamila copie vendute. Eclettico e multiforme, ricco di citazioni (dantesche o di Santa Teresa d'Avila) e di collaborazioni, dalla chitarra di Simon Tong, ex Verve, al basso di Faso di Elio e le Storie Tese. Dopo il successo di Apriti Sesamo Tour, il sofisticato cantautore italiano ritorna con un nuovo progetto ambizioso, Diwan - L'Essenza del reale, un live per riportare a galla una cultura dimenticata.

 

Attorno all'anno Mille, infatti, in Sicilia fiorisce, in tre secoli, un'importante scuola poetica araba. Questa preziosa fonte di cultura ci ha lasciato ricche testimonianze in alcuni manoscritti che Battiato studia e interpreta con la sua musica. Assieme all'artista, sul palco, un ensemble multietnico tra cui Etta Scollo, Nabil Salameh dei Radiodervish, Carlo Guaitoli, Gianluca Ruggeri della PMCE e Ramzi Aburedwan fondatore degli Al Kamandjati.

2016 - Auditiva: thirding-as-othering

57° Premio Internazionale Bugatti Segantini, Progetti Speciali

 

Acura di Frequente

Con, Seiji Morimoto, Stephen Cornford, Gábor Lázár

 

L’ambiente è uno sfondo dinamico, non un contenitore ma l’animatore di un processo che è il contenuto stesso. È in continua trasformazione, il terreno di infinite possibilità, eterogeneo e in movimento, multiforme di natura. Ogni luogo è un linguaggio aperto. Da questa premessa prende avvio un intervento ideato da Frequente a partire dall’ambiente di Villa Brivio e realizzato, in collaborazione con Bice Bugatti Club, per la trama del suo spazio.

Auditiva: thirding-as-othering presenta al pubblico un’esperienza ambientale che si snoda attraverso il suono e che, durante più momenti, abita e invita ad abitare lo spazio di Villa Brivio. L’intento è proporre al visitatore un percorso libero, con due inizi e una fine centrale. Tre installazioni sonore site specific sono concepite come sculture ambientali, situazioni espanse che realizzano il significato della loro presenza nell’ascolto dei fruitori e nel legame con il luogo. Ambiente, opera e ascoltatore: tre forze dello stesso campo, soggetti aperti e indipendenti, indissolubilmente legati nel fatto stesso di esserci, ovvero essere presenti. Questi elementi mettono in atto una specie di trialettica (thirding) non oppositiva e nemmeno collaborativa, che produce estraniamento (othering) e rompe, così facendo, i confini precisi delle definizioni e dei ruoli. Ciò che unisce l’ambiente, l’opera sonora e l’ascoltatore non è dunque un processo intellettuale mediato dall’arte, bensì una coesistenza di tutti i protagonisti che, in una dinamica reciproca di attivazione, mobilitano la possibilità del luogo e realizzano la socialità nel suo aspetto più organico, ovverosia quello della conquista e della meraviglia, collettiva perché prima di tutto sentita personalmente.

La scelta stessa di proporre tre artisti per tre siti, completamente differenti e collegati l’uno nell’altro, manifesta la continuità del movimento che le installazioni sonore sono capaci di mettere in luce, così come l’invito stesso alla trialettica intesa quale gioco al disordine, che infrange le categorie, nullifica le opposizioni, conduce alla scoperta e mantiene l’equilibrio dinamico tra le parti.

Il giardino adiacente l’ingresso da strada ospita l’installazione di Seiji Morimoto: elementi sonori sottili, risultato di meccanismi analogici semplicemente costruiti, sono dislocati dall’artista e vanno a comporre uno spazio accogliente e perfettamente sistemato nel protocollo quotidiano dei suoni del giardino. Si tratta di un intervento appositamente pensato a partire dal luogo di installazione. Concomitante nello spazio della biblioteca ha luogo l’installazione Migration di Stephen Cornford. Un gruppo di dittafoni modificati dall’artista, con i loro movimenti e i loro suoni, sono sistemati per restituire la reminiscenza di una massa di uccelli o insetti in migrazione. Memore dell’appropriazione del temine “migrazione” come processo di trasmissione dati, l’opera riflette il movimento globale del consumo dei dispositivi elettronici e il loro rapido passaggio dall’essere prodotto all’essere rifiuto, dentro cicli di vita sempre più accelerati tra generazioni nella tecnologia. L’intervento comprende in sé l’elemento visivo inteso come aspetto del sonoro: questa chiave di lettura è una proposta ulteriore per l’esperienza percettiva del pubblico, oltre ad essere la specificità propria della ricerca stessa dell’autore.

Infine, a chiudere il progetto l’installazione-performance di Gábor Lázár A Trap for your Attention avviene per una sera soltanto nella piazza della corte, spazio connettivo a Villa Brivio. Questo momento conclude e apre allo stesso tempo: un intervento temporaneo, con luci al led e suoni elettronici, agisce nelle misure grandi, nei riverberi e nell’aspettativa della durata limitata di una performance, andando a rivelare il volume di quel vuoto architettonico capace, insieme ai suoi abitanti, di essere portatore di libertà d’azione.

  

Frequente

Frequente è un’organizzazione culturale e un centro di ricerca indipendente per le arti sonore e la diffusione della cultura auditiva.

Promuove la pratica spaziale, le attività performative, la didattica e i progetti capaci di allargare gli orizzonti delle arti sonore. Frequente è un progetto di Nicola Ratti, Gaia Martino e Enrico Malatesta, in collaborazione con Attila Faravelli, Standards Studio e O’.

 

Bio

STEPHEN CORNFORD

Artista audiovisivo e ricercatore, indirizza la sua indagine a partire dal fascino per i dispositivi elettronici di largo consumo: come questi sono diffusi e quanto influiscono sulla percezione della realtà. È ricercatore presso la Sonic Art Research Unit alla Oxford Brokkes University, dove dirige con Paul Whitty il Festival annuale Audiograft. Insieme a Samuel Rodgers, inoltre, ha fondato Consumer Waste record label.

SEIJI MORIMOTO

Artista sonoro nato a Tokyo, dal 2003 vive e lavora a Berlino. Il suo interesse è rivolto alle apparenze acustiche instabili che si creano tra l’incontro di oggetti ed elementi inusuali, come ad esempio l’acqua e le pietre, con diversi mezzi tecnici. Ha preso parte a numerose mostre e festival internazionali in Europa e in Giappone.

GÁBOR LÁZÁR

Musicista e artista sonoro ungherese attivo da pochi anni, Gábor Lázár è riuscito ad imporsi all’attenzione internazionale in virtù del riconoscibile e originale apporto che sta fornendo al mondo della ricerca sonora. Dopo aver concluso gli studi, Gábor ha pubblicato l’album ‘ILS’ e ‘EP16’ nel 2014. Ha collaborato con Russell Haswell e Mark Fell, presentato il suo lavoro in contesti come CTM festival, ZKM di Karlsruhe, Empty Gallery di Hong Kong, La Casa Encendida di Madrid e realizzato una mostra personale alla House of Electronic Arts di Basilea.

 

Villa Brivio, Nova Milanese (MB)

Aisément reconnaissable par un style coloré, inspiré du Pop’Art, les figures portent sur les aspects

multiformes que revêt la féminité. Un regard, une épaule, une chevelure blonde directement

inspirée des héroïnes hitchcockiennes, un accessoire, un vêtement, autant de signes que décline la

féminité avec toutes ses singularités. Dans un monde très animé, souvent agressif et parfois violent,

Corinne Dauger veut rester sur une dynamique de sérénité et d’apaisement.

La mostra – la più ampia ed articolata antologica degli ultimi decenni di uno tra i più imprevedibili e multiformi artisti nel campo della fotografia – offre un panorama dettagliato ed esauriente del percorso di Nino Migliori, in più di 60 anni di ricerca sulla fotografia, della fotografia, con la fotografia.

Oltre 300 opere esposte a Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni per raccontare l’opera dell’autore, a cui si aggiungono 9 installazioni, 2 delle quali a Casa Saraceni e Palazzo Pepoli Museo della Storia di Bologna.

 

Mostra promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna

in collaborazione con l'Archivio Nino Migliori

 

18 gennaio - 28 aprile 2013

Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni

Genus Bononiae Musei nella Città

Bologna

 

foto Paolo Righi

Margaret Borcherds adapted the double blintz module to leave curver. A very elegant result!

Escursionismo - Escursione " le vie dei santi "

 

Domenica 19 Febbraio 2017

 

Direttori d’escursione: Vai Mauro Magnani Nicola

 

Foto: Vai Mauro

 

Resoconto della giornata.

 

La prima escursione del nuovo anno degli scarponi con le ali affronta un tracciato nuovo , mai calcato da quando abbiamo introdotto nel Cai di Cesena questa tipologia di trekking.

La giornata e’ stupenda, il cielo limpido e azzurro e puntuali alle 7:30 ci incamminiamo in 15 dal luogo deputato per la partenza.

Il nome scelto ci anticipa quella che sara’ la tappa fondamentale del nostro percorso;San giovanni in Galilea.

Le nostre prime colline che gia’ in passato ci hanno regalato paesi e scorci interessanti dal punto di vista sia storico che naturalistico ci offrono una delle perle piu’ preziose; un borgo arroccato su uno sperone di roccia spettacolare , con una storia millenaria che parte dal neolitico , passando dall’eta’ del bronzo, quella del ferro , il periodo romano e tutto il medioevo, fino ai giorni nostri , con il passaggio della trafila di Garibaldi e della linea gotica durante il secondo conflitto mondiale.

Testimonianze di questa intensa attivita’ antropica , sono la pieve situata su un crocevia di strade che collegavano la valle del Rubicone con quella dell’Uso la cui storia comincia verso il VI secolo dc. e i resti della rocca e della cinta muraria in parte ancora conservati.

Una menzione particolare merita il piccolo museo Renzi , che chiaramente per motivi di tempo non abbiamo potuto visitare , che raccoglie i reperti riguardanti la millenaria storia dell’insediamento.

Il freddo mattutino, una volta scesi verso la valle della medrina , viene ben presto mitigato dalla salita a San Giovanni e dall’innalzarsi del sole che rende la giornata di puro stampo primaverile.

Una sosta caffe’ e foto , rinfranca il morale , spezza la fatica e ci permette di ammirare , appollaiati su quello sperone , il panorama delle valli circostanti; lo sguardo non ci consente di arrivare a vedere il mare solo a causa della foschia presente verso la riviera che confonde in un unico abbraccio terra e cielo.

Successivamente , una volta lasciato il borgo , ci incamminiamo lungo un ramo del variegato e multiforme percorso di San Vicinio (da qui il perche’ delle “vie dei santi” al plurale) che ci porta prima al guado del rio Tamburone e poi sul crinale del Gorolo (bel noto a chi pratica il ciclismo da strada).

Per chiudere l’anello riscendiamo ancora una volta verso il rio Medrina e passando dalla via della Madonna del fiore ci dirigiamo verso Borghi.

Un passaggio all’interno della parte antica del paese con le sue due chiese, e i resti della rocca e’ d’obbligo , prima di tornare alle macchine.

Sperando che il percorso abbia incontrato come in passato e’ gia’ successo , il favore dei partecipanti ci salutiamo , dandoci un arrivederci al prossimo appuntamento in programma, leggermente piu’ impegnativo di questo:

il 26 marzo , tempo permettendo , partiremo proprio da San Giovanni in Galilea per un anello che passando dalla valle del’Uso , lambira’ Montebello e la valle del Marecchia.

 

Nicola Magnani

  

Escursionismo - Escursione " le vie dei santi "

 

Domenica 19 Febbraio 2017

 

Direttori d’escursione: Vai Mauro Magnani Nicola

 

Foto: Vai Mauro

 

Resoconto della giornata.

 

La prima escursione del nuovo anno degli scarponi con le ali affronta un tracciato nuovo , mai calcato da quando abbiamo introdotto nel Cai di Cesena questa tipologia di trekking.

La giornata e’ stupenda, il cielo limpido e azzurro e puntuali alle 7:30 ci incamminiamo in 15 dal luogo deputato per la partenza.

Il nome scelto ci anticipa quella che sara’ la tappa fondamentale del nostro percorso;San giovanni in Galilea.

Le nostre prime colline che gia’ in passato ci hanno regalato paesi e scorci interessanti dal punto di vista sia storico che naturalistico ci offrono una delle perle piu’ preziose; un borgo arroccato su uno sperone di roccia spettacolare , con una storia millenaria che parte dal neolitico , passando dall’eta’ del bronzo, quella del ferro , il periodo romano e tutto il medioevo, fino ai giorni nostri , con il passaggio della trafila di Garibaldi e della linea gotica durante il secondo conflitto mondiale.

Testimonianze di questa intensa attivita’ antropica , sono la pieve situata su un crocevia di strade che collegavano la valle del Rubicone con quella dell’Uso la cui storia comincia verso il VI secolo dc. e i resti della rocca e della cinta muraria in parte ancora conservati.

Una menzione particolare merita il piccolo museo Renzi , che chiaramente per motivi di tempo non abbiamo potuto visitare , che raccoglie i reperti riguardanti la millenaria storia dell’insediamento.

Il freddo mattutino, una volta scesi verso la valle della medrina , viene ben presto mitigato dalla salita a San Giovanni e dall’innalzarsi del sole che rende la giornata di puro stampo primaverile.

Una sosta caffe’ e foto , rinfranca il morale , spezza la fatica e ci permette di ammirare , appollaiati su quello sperone , il panorama delle valli circostanti; lo sguardo non ci consente di arrivare a vedere il mare solo a causa della foschia presente verso la riviera che confonde in un unico abbraccio terra e cielo.

Successivamente , una volta lasciato il borgo , ci incamminiamo lungo un ramo del variegato e multiforme percorso di San Vicinio (da qui il perche’ delle “vie dei santi” al plurale) che ci porta prima al guado del rio Tamburone e poi sul crinale del Gorolo (bel noto a chi pratica il ciclismo da strada).

Per chiudere l’anello riscendiamo ancora una volta verso il rio Medrina e passando dalla via della Madonna del fiore ci dirigiamo verso Borghi.

Un passaggio all’interno della parte antica del paese con le sue due chiese, e i resti della rocca e’ d’obbligo , prima di tornare alle macchine.

Sperando che il percorso abbia incontrato come in passato e’ gia’ successo , il favore dei partecipanti ci salutiamo , dandoci un arrivederci al prossimo appuntamento in programma, leggermente piu’ impegnativo di questo:

il 26 marzo , tempo permettendo , partiremo proprio da San Giovanni in Galilea per un anello che passando dalla valle del’Uso , lambira’ Montebello e la valle del Marecchia.

 

Nicola Magnani

  

Cottage Sirppilahti stands on the highest spot of a small hill with nice view of lake Puula. This holiday home offers quality, beautiful multiform and wooded yard, and natural sandy beach. Both yard and beach is child friendly. www.rockandlake.com/en/booking/cottages-in-finland/27491

Groupe F

SA 03 OCTOBRE 20H30

PARC PAUL MISTRAL

ANNEAU DE VITESSE

GRENOBLE

 

@ Daniel Roblin

 

Dans cette nouvelle création, le Groupe F, habituellement reconnu pour ses prouesses

pyrotechniques, invente un langage multiforme inédit avec des moyens d’expression élargis :

acteurs de lumière, vidéo monumentale, compositions sonores originales, flammes, effets spéciaux et décors.

À fleur de peau est une ballade tellurique, un voyage curieux et spectaculaire dans les trésors du vivant. Ce conte fulgurant aborde la relation complexe de l’homme et son environnement.

Ici la transformation progressive d’un territoire sensible est engendrée par l’action de l’individu sur son espace vital. Avons-nous la jouissance des lieux ? Que reste-t-il de notre empathie à l’égard du vivant ? L’émotion est-elle un moteur de sagesse ? À quelle distance devons-nous être ?

La surface, la peau, l’écran sont accessibles, la profondeur des réactions est plus complexe.Acteurs et spectateurs de notre temps compté, que laissons-nous à ceux qui viennent ?

À fleur de peau entraîne le spectateur aux confins du monde contemporain, dans un univers magique et vertigineux dont la démesure ne cesse de questionner la précarité de l’homme et de son environnement.

Expérimentant sans cesse de nouveaux territoires scénographiques, artistiques et techniques, Christophe Berthonneau réalise des œuvres contemporaines dans le domaine du théâtre et de l’évènementiel (cérémonies de clôture des JO de Barcelone 1992, coupe du monde de Football 1998, passage à l’an 2000 sur la Tour Eiffel, inauguration du musée d’art islamique de Doha 2008, ouverture et clôture des Jeux asiatiques à Canton 2010), mais aussi de nombreuses mises en scène de théâtre à ciel ouvert.

Production Groupe F.

Dans le cadre de la Biennale Arts Sciences, Rencontres-i 2015

 

Hilton Garden Inn - Downtown Cleveland

 

Edison II

 

(further pictures and information you can see if you go to the end of page and by clicking on the link...)

Belvedere

Belvedere Castle. Garden Front of the Lower Belvedere.

Belvedere Palace stands supposedly on the foundations of a Roman camp that had been erected here for strategic reasons. In 1693 Prince Eugene of Savoy acquired field and vineyard grounds between today's Rennweg and today's Gürtel. In 1700 Johann Lukas von Hildebrandt began with the construction of a palace garden (Lower Belvedere), whose in French-style layed out park was equipped with large water basins, an orangery with precious foreign plants and a menagerie. Prince Eugene was a great animal lover, and some animals in his collection could be fed exclusively by himself.

1720 the Prince conceived the plan the summer palace to supplement by a another palace building on the hill of the garden.

The 1721 by Johann Lukas von Hildebrandt begun works had been completed in 1724. The Upper Belvedere served in contrast to the Lower only representative purposes and was never meant to live.

The Prince and his architect managed a perfect symbiosis between architecture and garden. After the death of the Savoy (1736) inherited his niece Victoria of Savoy-Soisson, nee Princess Hildburghausen, all his possessions. From her the Habsburgs beginning of 1752 acquired the Belvedere. From 1755 Empress Maria Theresa moved the Arcierenleibgarde (Royal Company of the Archers) and the Galician Guard in the annex of the Belvedere. Besides, the castle stood almost empty.

Belvedere Castle. Engraving by Salomon Kleiner 1731/40 (left).

Vienna from the Belvedere. Coloured copper engraving by Carl Schütz, 1784 (right).

1770 Belvedere Palace was venue of brilliant festivities:

In castle and park the marriage of Archduchess Maria Antonia (Marie Antoinette) with the Dauphin of France by proxy (per procura) was celebrated. About 2,000 people were invited, more than 1,500 bottles of champagne, which was far from home in Vienna at that time,

were emptied. For hospitality of the guests, there were round tables, which were covered with silver. However, the Court of Vienna had a large part of the silver service to rent of nobles, because the stocks of the silver chamber were not sufficient. Finished was the festival by a magnificent fireworks.

1776, the imperial picture gallery from the Stallburg (home of the famous Lipizzan stallions) was transferred to the Upper Belvedere, the animals of the menagerie came to Schönbrunn. Shortly before the Congress of Vienna in 1814 in the Lower Belvedere the Ambras Collection was exposed. During the war against Napoleon (1805-1809), much of the collection of paintings had to be outsourced. The Corsican claimed 400 masterpieces for himself, but which after his defeat at Waterloo to the Habsburgs have been restituted. The after the French wars completely neglected building has been restored 1850-1866.

Castle Park with Upper Belvedere. Photograph, around 1890.

1819 Emperor Franz II (I) the Institute of Botany, University of Vienna, had given spacious grounds for enlargement of the Botanical Garden at Rennweg. Franz was very interested in botany and in accordance with a Habsburg House bill - every Archduke must learn a civilian job - has been educated for gardener. In an adjoining garden of Schloß Belvedere he had from his private funds laid out a botanical garden ("Flora Austriaca") which was left to the Institute of Botany for use.

During the cholera epidemic of 1831, the Belvedere served as well as Schönbrunn Palace the imperial family as a refuge; supposedly one was there protected from the bad air, which was attributed to the onset of the disease. Both castles lay in the "countryside", the air was much better here than in the densely populated city. During wartime, a hospital was set up in the castle.

As the space for the imperial collections became too small, it was thought to expand the Upper Belvedere by wing buildings. This plan was dropped for aesthetic reasons, however. After the expansion of the city (razing of the bastions and glacis) arose on the ring road the newly created Court Museums; moved there in 1891 the major part of the paintings.

Archduke-Heir to the Throne Franz Ferdinand of Austria-Este at folk and children's party in the park of the Belvedere Palace. Photograph, 1905.

To 1893/94 it is likely that Archduke Franz Ferdinand has chosen the Upper Belvedere to his residence in Vienna. Other sources say that it had been assigned to him by the Emperor Franz Joseph as a place to stay in Vienna. The rooms have been restored, adapted for residential purposes and supplemented with neo-Baroque furniture. The heir of the Este collections furnished his residence with numerous works of art. He had envisaged the castle for the accommodation of his collections; in 1893 were numerous boxes from India and Singapore in Belvedere stored. 1894 Emperor Franz Joseph could see the collection: "Yesterday I went to the Belvedere, where Franzi showed me his now quite and very nicely prepared collections. The same are as imposing as interesting by the incredible amount of objects and by the rarity and beauty of them. I believe that this exhibition would be interesting for you", wrote the monarch to his wife, Empress Elisabeth. That same year, Archduke Franz Ferdinand showed his collections his future wife, Sophie Chotková,

"Where I unaware of your fatigue with particular brutality you dragged from box to box" as he apologetically from Budweis wrote to the Countess.

Then the collections moved one the one hand to the Palais Modena in the Beatrixgasse, on the other hand to Konopischt. Only in 1898, Franz Ferdinand was granted by Emperor Franz Joseph to move into the Belvedere as Vienna Residence. More revitalization works were carried out and were also necessary. Technical modernization and preservation of the original building condition had priority - as always with the projects of Archduke Franz Ferdinand. As furnishings served still preserved furnitures from Schloss Hof, which were supplemented by new ones in old style. The private rooms in addition to electric lighting were equipped with central heating.

Belvedere Castle. Staircase in the Upper Belvedere (left).

Marble plastic "Apotheosis of Prince Eugene" by Balthasar Permoser in Gold Cabinet of the Lower Belvedere (right).

If his presence was needed in Vienna, Franz Ferdinand here could lead a normal family life and escape the pressures of court ceremonial, in which the to him in morganatic marriage affiliated wife was exposed to the evils of the courtiers. When the heir to the throne invited guests to the Belvedere, he was sitting opposite his wife as a hostess while she was ranked in the Hofburg always after the latest unmarried Archduchess. About the cozy family life at Belvedere reported Prince von Clary-Aldringens:

"Aunt Sophie invited us ... to snack into a Belvedere, unexpectedly, suddenly appeared the Archduke - we literally froze in our Hab-Acht-position (stand at attention). He greeted us warmly ... [I got to know] the Archduke as a friendly landlord, who was playing and laughing with his Children..."

Between 1899 and 1914 in the Lower Belvedere the military bureau of the heir to the throne was housed. Other well-known Residents - but of outbuildings - were Anton Bruckner, who in 1896 died in the Kustodenwohnung (guardian house), and Richard Strauss, who lived here from 1925 to 1944.

After the assassination of the Archduke and his wife in Sarajevo, the Belvedere should serve as the residence of the new heir to the throne, Archduke Karl and his family. This, however, preferred living in Schönbrunn and especially in the villa Wartholz. In 1917, Charles' brother Archduke Maximilian moved with his family into the Belvedere.

During World War II the castle was badly damaged by bombs, but rebuilt after the war ended immediately. On 15 May 1955 was the Marble Hall venue of the signing of the Austrian State Treaty. Today, the Upper Belvedere houses important art collections.

Excerpts from

Thus lived the Habsburgs - Imperial and Royal Palaces in the

Austro-Hungarian Monarchy

Ingrid Haslinger, Gerhard Trumler

Christian Brandstätter Verlag mbH

The publishing service for museums, businesses and

public bodies

www.brandstaetter - verlag.at

Denomination of the summer residence which Prince Eugene of Savoy himself had erected btw Rennweg and Swiss Garden. The term which refers to the unique view over Vienna dates from the time of Maria Theresa. Prinz Eugen bought in 1697 a plot of land at the Rennweg, which he extended to 1721 in four stages to the current area. Between 1714 and 1716 emerged the Lower Belvedere It is an elongated ground floor building, designed of a 7-axes central projection, two wings and two corner pavilions. The 3-axis central pavilion houses the Marble Hall. The castle the only rarely in Vienna sojourning builder served during the summer months as a pleasure palace.

Only in 1720 commenced construction works for the Upper Belvedere, first drawings for this existed already in 1717. The in it extent and form language compared to the Lower Belvedere especially magnificent Upper Belvedere served primarily as a representative setting for grand receptions and festivities. The architectural history of the example due to the loss of the Eugenianischen Bauarchivs (construction archiv of Prince Eugene) cannot be explored in detail without any gaps. 1723 (according to Rizzi 1721/22) the Upper Belvedere s is considered complete. The architect Johann Lukas von Hildebrandt, who repeatedly worked for Prince Eugen, with the construction of the Belvedere has created his main work. It counts in its multiform architectonic as well as sculptural structure to the most important baroque buildings of the 18th century. The to the ensemble belonging, btw Upper and Lower Belvedere laying garden has been created by the Bavarian horticultural engineer D. Girard and today only in broad terms is original. The designs for the interior of the castle stem from C. le Fort du Plessy.

After the death of the prince the belvedere went into the possession of his sole heiress, Victoria Duchess of Saxe-Hildburghausen. She sold it in 1752 to Maria Theresa. At the behest of Joseph II from 1775 the imperial picture gallery was transferred here, which in 1781 for the first time was open to the public. had. Since 1806 was located in the Lower Belvedere the Ambras Collection. Both collections were in 1890 in the Museum of Art History transferred. In 1894, the palace became residence for the heir to the throne Archduke Franz Ferdinand.

After the first World War I the Republic of Austria in Belvedere installed the Austrian Gallery. 1945 suffered the Belvedere severe war damage. In 1950, the "Gold Cabinet" in the north-eastern corner pavilion of the Upper Belvedere was destroyed by fire and replaced by a copy. The since 1988 ongoing general renovation should have been completed in 1996.

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14,000 key words and 2000 pictures from history, geography, politics and business in Austria

www.aeiou.at

Austrian Gallery Belvedere

The in the center of Vienna situated Belvedere palaces with their extensive parks form an impressive baroque Gesamtkunstwerk. The Museum in the Upper and Lower Castle

provides an excellent overview of the Austrian Art from the Middle Ages to the present. the collections of the 19th and 20th Century also include an exquisite inventory of international art. World Famous works by Klimt, Schiele, Kokoschka, Renoir and Monet you can see in the upper

Belvedere, from where you can enjoy a spectacular view to the center of Vienna. In the historic rooms of the Lower Belvedere are shown works of art from the Middle Ages and Baroque.

Austrian Gallery Belvedere

Prinz Eugen -Strasse 27 , A - 1037 Wien

Phone +43 / ( 0) 1 / 79557-0

Fax +43 / (0) 1/79 84 337

Upper Belvedere

Collections of the 19th and 20th century

Prinz Eugen -Strasse 27 , A - 1037 Wien

Lower Belvedere

Baroque Museum, and Museum of Medieval Art

Rennweg 6a, A - 1030 Vienna

www.wien-vienna.at/blickpunkte.php?ID=255

La mostra – la più ampia ed articolata antologica degli ultimi decenni di uno tra i più imprevedibili e multiformi artisti nel campo della fotografia – offre un panorama dettagliato ed esauriente del percorso di Nino Migliori, in più di 60 anni di ricerca sulla fotografia, della fotografia, con la fotografia.

Oltre 300 opere esposte a Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni per raccontare l’opera dell’autore, a cui si aggiungono 9 installazioni, 2 delle quali a Casa Saraceni e Palazzo Pepoli Museo della Storia di Bologna.

 

Mostra promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna

in collaborazione con l'Archivio Nino Migliori

 

18 gennaio - 28 aprile 2013

Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni

Genus Bononiae Musei nella Città

Bologna

 

foto Paolo Righi

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Il cantautore italiano al Conservatorio per il suo tour "Apriti Sesamo"

Apriti Sesamo è il ventottesimo album di Franco Battiato, già disco d'oro per le oltre trentamila copie vendute. Eclettico e multiforme, ricco di citazioni (dantesche o di Santa Teresa d'Avila) e di collaborazioni, dalla chitarra di Simon Tong, ex Verve, al basso di Faso di Elio e le Storie Tese. E un felice ritorno professionale. Tra i brani compare infatti anche Eri con me, scritta appositamente per Alice e contenuta anche nell'album della cantante. Apriti Sesamo Tour è al Conservatorio Giuseppe Verdi dal 31 gennaio al 3 febbraio.

■ Feu D'artifice de Clôture de MP2013 par le Groupe F, Marseille (13) 2013, FRA

 

■ Le 31 Décembre 2013.

Le Groupe F, créateur de lumières de feu et d’images propose une œuvre multiforme, au carrefour du Land Art, de la performance pyrotechnique et du théâtre à ciel ouvert. Mêlant l’eau et le feu, musiques et récits, les Révélations prennent la forme d’une saga épique dont les épisodes parcourent les eaux du territoire Marseille Provence.

 

Pour clôturer cette année Capitale en beauté, le dernier épisode se déroulera sur le légendaire Vieux Port de Marseille. Projections monumentales, acteurs de lumière, pyrotechnie sur bateaux, tarasque de feu, son…

 

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■ Bonne visite / Good visit.

Escursionismo - Escursione " le vie dei santi "

 

Domenica 19 Febbraio 2017

 

Direttori d’escursione: Vai Mauro Magnani Nicola

 

Foto: Vai Mauro

 

Resoconto della giornata.

 

La prima escursione del nuovo anno degli scarponi con le ali affronta un tracciato nuovo , mai calcato da quando abbiamo introdotto nel Cai di Cesena questa tipologia di trekking.

La giornata e’ stupenda, il cielo limpido e azzurro e puntuali alle 7:30 ci incamminiamo in 15 dal luogo deputato per la partenza.

Il nome scelto ci anticipa quella che sara’ la tappa fondamentale del nostro percorso;San giovanni in Galilea.

Le nostre prime colline che gia’ in passato ci hanno regalato paesi e scorci interessanti dal punto di vista sia storico che naturalistico ci offrono una delle perle piu’ preziose; un borgo arroccato su uno sperone di roccia spettacolare , con una storia millenaria che parte dal neolitico , passando dall’eta’ del bronzo, quella del ferro , il periodo romano e tutto il medioevo, fino ai giorni nostri , con il passaggio della trafila di Garibaldi e della linea gotica durante il secondo conflitto mondiale.

Testimonianze di questa intensa attivita’ antropica , sono la pieve situata su un crocevia di strade che collegavano la valle del Rubicone con quella dell’Uso la cui storia comincia verso il VI secolo dc. e i resti della rocca e della cinta muraria in parte ancora conservati.

Una menzione particolare merita il piccolo museo Renzi , che chiaramente per motivi di tempo non abbiamo potuto visitare , che raccoglie i reperti riguardanti la millenaria storia dell’insediamento.

Il freddo mattutino, una volta scesi verso la valle della medrina , viene ben presto mitigato dalla salita a San Giovanni e dall’innalzarsi del sole che rende la giornata di puro stampo primaverile.

Una sosta caffe’ e foto , rinfranca il morale , spezza la fatica e ci permette di ammirare , appollaiati su quello sperone , il panorama delle valli circostanti; lo sguardo non ci consente di arrivare a vedere il mare solo a causa della foschia presente verso la riviera che confonde in un unico abbraccio terra e cielo.

Successivamente , una volta lasciato il borgo , ci incamminiamo lungo un ramo del variegato e multiforme percorso di San Vicinio (da qui il perche’ delle “vie dei santi” al plurale) che ci porta prima al guado del rio Tamburone e poi sul crinale del Gorolo (bel noto a chi pratica il ciclismo da strada).

Per chiudere l’anello riscendiamo ancora una volta verso il rio Medrina e passando dalla via della Madonna del fiore ci dirigiamo verso Borghi.

Un passaggio all’interno della parte antica del paese con le sue due chiese, e i resti della rocca e’ d’obbligo , prima di tornare alle macchine.

Sperando che il percorso abbia incontrato come in passato e’ gia’ successo , il favore dei partecipanti ci salutiamo , dandoci un arrivederci al prossimo appuntamento in programma, leggermente piu’ impegnativo di questo:

il 26 marzo , tempo permettendo , partiremo proprio da San Giovanni in Galilea per un anello che passando dalla valle del’Uso , lambira’ Montebello e la valle del Marecchia.

 

Nicola Magnani

  

Taipei Performing Arts Center complete - March 2023

 

Circulation spaces around the Blue Box Multiform Theatre... including a bar set up around a ventilation duct!

2016 - Auditiva: thirding-as-othering

57° Premio Internazionale Bugatti Segantini, Progetti Speciali

 

Acura di Frequente

Con, Seiji Morimoto, Stephen Cornford, Gábor Lázár

 

L’ambiente è uno sfondo dinamico, non un contenitore ma l’animatore di un processo che è il contenuto stesso. È in continua trasformazione, il terreno di infinite possibilità, eterogeneo e in movimento, multiforme di natura. Ogni luogo è un linguaggio aperto. Da questa premessa prende avvio un intervento ideato da Frequente a partire dall’ambiente di Villa Brivio e realizzato, in collaborazione con Bice Bugatti Club, per la trama del suo spazio.

Auditiva: thirding-as-othering presenta al pubblico un’esperienza ambientale che si snoda attraverso il suono e che, durante più momenti, abita e invita ad abitare lo spazio di Villa Brivio. L’intento è proporre al visitatore un percorso libero, con due inizi e una fine centrale. Tre installazioni sonore site specific sono concepite come sculture ambientali, situazioni espanse che realizzano il significato della loro presenza nell’ascolto dei fruitori e nel legame con il luogo. Ambiente, opera e ascoltatore: tre forze dello stesso campo, soggetti aperti e indipendenti, indissolubilmente legati nel fatto stesso di esserci, ovvero essere presenti. Questi elementi mettono in atto una specie di trialettica (thirding) non oppositiva e nemmeno collaborativa, che produce estraniamento (othering) e rompe, così facendo, i confini precisi delle definizioni e dei ruoli. Ciò che unisce l’ambiente, l’opera sonora e l’ascoltatore non è dunque un processo intellettuale mediato dall’arte, bensì una coesistenza di tutti i protagonisti che, in una dinamica reciproca di attivazione, mobilitano la possibilità del luogo e realizzano la socialità nel suo aspetto più organico, ovverosia quello della conquista e della meraviglia, collettiva perché prima di tutto sentita personalmente.

La scelta stessa di proporre tre artisti per tre siti, completamente differenti e collegati l’uno nell’altro, manifesta la continuità del movimento che le installazioni sonore sono capaci di mettere in luce, così come l’invito stesso alla trialettica intesa quale gioco al disordine, che infrange le categorie, nullifica le opposizioni, conduce alla scoperta e mantiene l’equilibrio dinamico tra le parti.

Il giardino adiacente l’ingresso da strada ospita l’installazione di Seiji Morimoto: elementi sonori sottili, risultato di meccanismi analogici semplicemente costruiti, sono dislocati dall’artista e vanno a comporre uno spazio accogliente e perfettamente sistemato nel protocollo quotidiano dei suoni del giardino. Si tratta di un intervento appositamente pensato a partire dal luogo di installazione. Concomitante nello spazio della biblioteca ha luogo l’installazione Migration di Stephen Cornford. Un gruppo di dittafoni modificati dall’artista, con i loro movimenti e i loro suoni, sono sistemati per restituire la reminiscenza di una massa di uccelli o insetti in migrazione. Memore dell’appropriazione del temine “migrazione” come processo di trasmissione dati, l’opera riflette il movimento globale del consumo dei dispositivi elettronici e il loro rapido passaggio dall’essere prodotto all’essere rifiuto, dentro cicli di vita sempre più accelerati tra generazioni nella tecnologia. L’intervento comprende in sé l’elemento visivo inteso come aspetto del sonoro: questa chiave di lettura è una proposta ulteriore per l’esperienza percettiva del pubblico, oltre ad essere la specificità propria della ricerca stessa dell’autore.

Infine, a chiudere il progetto l’installazione-performance di Gábor Lázár A Trap for your Attention avviene per una sera soltanto nella piazza della corte, spazio connettivo a Villa Brivio. Questo momento conclude e apre allo stesso tempo: un intervento temporaneo, con luci al led e suoni elettronici, agisce nelle misure grandi, nei riverberi e nell’aspettativa della durata limitata di una performance, andando a rivelare il volume di quel vuoto architettonico capace, insieme ai suoi abitanti, di essere portatore di libertà d’azione.

  

Frequente

Frequente è un’organizzazione culturale e un centro di ricerca indipendente per le arti sonore e la diffusione della cultura auditiva.

Promuove la pratica spaziale, le attività performative, la didattica e i progetti capaci di allargare gli orizzonti delle arti sonore. Frequente è un progetto di Nicola Ratti, Gaia Martino e Enrico Malatesta, in collaborazione con Attila Faravelli, Standards Studio e O’.

 

Bio

STEPHEN CORNFORD

Artista audiovisivo e ricercatore, indirizza la sua indagine a partire dal fascino per i dispositivi elettronici di largo consumo: come questi sono diffusi e quanto influiscono sulla percezione della realtà. È ricercatore presso la Sonic Art Research Unit alla Oxford Brokkes University, dove dirige con Paul Whitty il Festival annuale Audiograft. Insieme a Samuel Rodgers, inoltre, ha fondato Consumer Waste record label.

SEIJI MORIMOTO

Artista sonoro nato a Tokyo, dal 2003 vive e lavora a Berlino. Il suo interesse è rivolto alle apparenze acustiche instabili che si creano tra l’incontro di oggetti ed elementi inusuali, come ad esempio l’acqua e le pietre, con diversi mezzi tecnici. Ha preso parte a numerose mostre e festival internazionali in Europa e in Giappone.

GÁBOR LÁZÁR

Musicista e artista sonoro ungherese attivo da pochi anni, Gábor Lázár è riuscito ad imporsi all’attenzione internazionale in virtù del riconoscibile e originale apporto che sta fornendo al mondo della ricerca sonora. Dopo aver concluso gli studi, Gábor ha pubblicato l’album ‘ILS’ e ‘EP16’ nel 2014. Ha collaborato con Russell Haswell e Mark Fell, presentato il suo lavoro in contesti come CTM festival, ZKM di Karlsruhe, Empty Gallery di Hong Kong, La Casa Encendida di Madrid e realizzato una mostra personale alla House of Electronic Arts di Basilea.

 

Villa Brivio, Nova Milanese (MB)

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Il cantautore italiano al Conservatorio per il suo tour "Apriti Sesamo"

Apriti Sesamo è il ventottesimo album di Franco Battiato, già disco d'oro per le oltre trentamila copie vendute. Eclettico e multiforme, ricco di citazioni (dantesche o di Santa Teresa d'Avila) e di collaborazioni, dalla chitarra di Simon Tong, ex Verve, al basso di Faso di Elio e le Storie Tese. E un felice ritorno professionale. Tra i brani compare infatti anche Eri con me, scritta appositamente per Alice e contenuta anche nell'album della cantante. Apriti Sesamo Tour è al Conservatorio Giuseppe Verdi dal 31 gennaio al 3 febbraio.

Escursionismo - Escursione " le vie dei santi "

 

Domenica 19 Febbraio 2017

 

Direttori d’escursione: Vai Mauro Magnani Nicola

 

Foto: Vai Mauro

 

Resoconto della giornata.

 

La prima escursione del nuovo anno degli scarponi con le ali affronta un tracciato nuovo , mai calcato da quando abbiamo introdotto nel Cai di Cesena questa tipologia di trekking.

La giornata e’ stupenda, il cielo limpido e azzurro e puntuali alle 7:30 ci incamminiamo in 15 dal luogo deputato per la partenza.

Il nome scelto ci anticipa quella che sara’ la tappa fondamentale del nostro percorso;San giovanni in Galilea.

Le nostre prime colline che gia’ in passato ci hanno regalato paesi e scorci interessanti dal punto di vista sia storico che naturalistico ci offrono una delle perle piu’ preziose; un borgo arroccato su uno sperone di roccia spettacolare , con una storia millenaria che parte dal neolitico , passando dall’eta’ del bronzo, quella del ferro , il periodo romano e tutto il medioevo, fino ai giorni nostri , con il passaggio della trafila di Garibaldi e della linea gotica durante il secondo conflitto mondiale.

Testimonianze di questa intensa attivita’ antropica , sono la pieve situata su un crocevia di strade che collegavano la valle del Rubicone con quella dell’Uso la cui storia comincia verso il VI secolo dc. e i resti della rocca e della cinta muraria in parte ancora conservati.

Una menzione particolare merita il piccolo museo Renzi , che chiaramente per motivi di tempo non abbiamo potuto visitare , che raccoglie i reperti riguardanti la millenaria storia dell’insediamento.

Il freddo mattutino, una volta scesi verso la valle della medrina , viene ben presto mitigato dalla salita a San Giovanni e dall’innalzarsi del sole che rende la giornata di puro stampo primaverile.

Una sosta caffe’ e foto , rinfranca il morale , spezza la fatica e ci permette di ammirare , appollaiati su quello sperone , il panorama delle valli circostanti; lo sguardo non ci consente di arrivare a vedere il mare solo a causa della foschia presente verso la riviera che confonde in un unico abbraccio terra e cielo.

Successivamente , una volta lasciato il borgo , ci incamminiamo lungo un ramo del variegato e multiforme percorso di San Vicinio (da qui il perche’ delle “vie dei santi” al plurale) che ci porta prima al guado del rio Tamburone e poi sul crinale del Gorolo (bel noto a chi pratica il ciclismo da strada).

Per chiudere l’anello riscendiamo ancora una volta verso il rio Medrina e passando dalla via della Madonna del fiore ci dirigiamo verso Borghi.

Un passaggio all’interno della parte antica del paese con le sue due chiese, e i resti della rocca e’ d’obbligo , prima di tornare alle macchine.

Sperando che il percorso abbia incontrato come in passato e’ gia’ successo , il favore dei partecipanti ci salutiamo , dandoci un arrivederci al prossimo appuntamento in programma, leggermente piu’ impegnativo di questo:

il 26 marzo , tempo permettendo , partiremo proprio da San Giovanni in Galilea per un anello che passando dalla valle del’Uso , lambira’ Montebello e la valle del Marecchia.

 

Nicola Magnani

  

Cottage Sirppilahti stands on the highest spot of a small hill with nice view of lake Puula. This holiday home offers quality, beautiful multiform and wooded yard, and natural sandy beach. Both yard and beach is child friendly.

www.rockandlake.com/en/booking/cottages-in-finland/27491

Tähtitalvikki is a high-quality, new cottage with an excellent private, sandy beach and clean lake. Here you have a lot of space of your own and you don’t see any neighbors from the cottage yard. www.rockandlake.com/en/booking/cottages-in-finland/26843

 

Cottage Tähtitalvikki is situated in the mid of the Leivonmäki National park with multiform Finnish Lakeland nature and good outdoor recreation opportunities.

ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA 2021. Raffaele de Vico architetto e paesaggista. Le esedre arboree di piazza Venezia e i giardini dell’area dei Fori, in: La Sovrintendenza Capitolina (10/02/2021) [in PDF]. S.v., Raffaele De Vico & Via dell’ Impero (1930-33), in: Il Messaggero (17/10/1931): 5 & Il Messggero (15/05/2018); ASPETTI DELLA ROMA MODERNA – Le Via dell’Impero e la Via dell’ Mare.” RASSEGNA DI ARCHITETURA, N. 7-8 (1933): 308-319 [PDF]. wp.me/pbMWvy-18I

 

Foto: mark_costantini_photo, “Roma – Piazza Venezia e Foro di Traiano” (2021).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/50961453833

 

1). ROMA - Raffaele de Vico architetto e paesaggista. Un “consulente artistico” per Roma. La Sovrintendenza Capitolina (10/02/2021) [in PDF].

 

Foto: Raffaele de Vico architetto e paesaggista. Un “consulente artistico” per Roma. Roma: Palombi (2020)

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/50961459028

 

A. Cremona, C. Crescentini, S. Santolini (eds.), Raffaele de Vico architetto e paesaggista. Un “consulente artistico” per Roma. Roma: Palombi (2020): 1-600.

 

S.v.,

--- Paola Getuli, "20. Le esedre arboree di piazza Venezia e i giardini dell’area dei Fori" & "Le esedre", pp. 459 & "I giardini dell’area dei Fori", pp. 460-469; in: A. Cremona et al., Roma: Palombi (2020).

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/50962192981

 

PDF = Maria Vittoria Marini Clarelli et al., Raffaele de Vico architetto e paesaggista. Un “consulente artistico” per Roma. Roma: Palombi (2020): 1-21.

 

Frutto della sinergia con l’Archivio Capitolino e altri archivi di Roma Capitale, questo volume, cui hanno contributo esperti e studiosi, rende omaggio alla figura e all’opera di de Vico (Penne 1881 – Roma 1969) offrendo spunti di approfondimento per la conoscenza della sua attività creativa.

 

Architetto e progettista di giardini, de Vico fu una personalità determinate per l’immagine urbana di Roma dagli anni Venti agli anni Cinquanta del Novecento. Nel 1907 si diploma professore di disegno architettonico all’Accademia di Belle Arti di Roma. Nel 1915 vince il posto per “Aiutante tecnico di III classe” al Comune di Roma e contemporaneamente si aggiudica il concorso progettuale per un serbatoio d’acqua a Villa Borghese, che avrebbe successivamente realizzato (1923-25). In questo volume viene ripercorsa la sua attività nell’Amministrazione comunale che ha segnato la storia del verde pubblico romano nella prima metà del secolo scorso.

 

Tra le sue progettazioni si ricordano gli interventi a Villa Borghese (per un ventennio a partire dal 1916), il Parco della Rimembranza a Villa Glori (1923-1924), i progetti per i parchi Flaminio (1924), del Colle Oppio (1926-1927), di Testaccio (1931), di Ostia Antica (1929-1930), di Santa Sabina sull’Aventino (1931), di Castel Fusano (1932-1937) e Cestio (1938). Sue sono le ideazioni dei giardini di Villa Caffarelli (1925), di Villa Fiorelli (1930-1931) e Villa Paganini (1934), del Parco degli Scipioni (1929) e del Parco Nemorense (1930), nonché quelle per i giardini dell’allora via dell’Impero e di via Alessandrina (1933) da affiancare alle esedre arboree realizzate per la sistemazione di piazza Venezia (1931), del raffinato “giardino-fontana” di Piazza Mazzini (1925-1926), fino ad arrivare al grandioso progetto del parco «dantesco» del Monte Malo (Monte Mario, 1951, non realizzato), e a quelli per i giardini dell’EUR (1955-1961). E ancora: i progetti per il teatro all’aperto a Villa Celimontana (1926) e per l’ampliamento del Giardino Zoologico (1928), e i lavori di riorganizzazione del vivaio e delle serre di San Sisto Vecchio (1926-1927). Venticinque saggi, scaturiti da approfondite ricerche archivistiche dalle quali sono emerse documentazioni e testimonianze finora inedite, gettano nuova luce sulla figura e l’opera di de Vico sottolineandone ulteriormente le multiformi qualità professionali e le competenze operative, anche in relazione ai rapporti con il contesto culturale del suo tempo.

 

Fonte / source:

--- La Sovrintendenza Capitolina (10/02/2021).

www.sovraintendenzaroma.it/content/raffaele-de-vico-archi...

 

www.museiincomuneroma.it/it/guida-catalogo/raffaele-de-vi...

 

Foto / fonte / source:

--- mark_costantini_photo, "Roma - vista aerea con drone di Piazza Venezia e del Foro di Traiano all'inizio del 2021."

Instragram (02/2021). www.instagram.com/p/CLXktnfBsTu/

 

Foto: Prof. Corrado Ricci, Il Messaggero (17/10/1931): 5.

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/50962263112

 

2). ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA.Prof. Corrado Ricci, “L’ assetto del Foro Italico – Gl’ intendimenti di C. Ricci in una lettera al Duce – Lo Studio e La Compilazione Del Progetto Definitive.” Il Messaggero (17/10/1931): 5. S.v., Giardini, piazze e parchi: la Roma di Raffaele De Vico & Via dell’ Impero (1930-33), in: Il Messggero (15/05/2018). wp.me/pPRv6-51y

 

Foto: Raffaele De Vico & Via dell’ Impero (1930-33), in: Il Messggero (15/05/2018).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/50961453188

 

3). ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA. Giardini, piazze e parchi: la Roma di Raffaele De Vico & Via dell’ Impero (1930-33), in: Il Messggero (15/05/2018). wp.me/pPRv6-50W

 

Foto: Raffaele De Vico & Via dell’ Impero (1930-33), in: Il Messggero (15/05/2018).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/50962163361

 

= S.v., ASPETTI DELLA ROMA MODERNA – Le Via dell’Impero e la Via dell’ Mare.” RASSEGNA DI ARCHITETURA, N. 7-8 (1933): 308-319 [PDF]. S.v., Corrado Ricci, Alfonso Bartoli, Antonio Munoz e Gustavo Giovannoni (1922-38); Guido Fiorini (1934-38); Guido Calza (1934); Luigi Lenzi (1931); V. Morpurgo / G. Lugli (1924); Adamo Boari (1921); Romolo Artioli (1916); Primo Acciaresi & Giuseppe Sacconi (1911) & Corrado Ricci (1910).

 

Foto: Patrizia Fortini, Piante di iris (Iris sp. germanica) al Foro Romano ([primo decennio del 20 ° secolo?]) (2019).

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/49632002168

 

4). ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: Giacomo Boni, Raffaele de Vico & Maria Teresa Parpagliolo, in: Dr. Sonja Dümpelmann, “La battaglia del fiore. Gardens, Parks and the City in Fascist Italy;” Studies in the History of Gardens & Designed Landscapes: An International Quarterly, 25:1 (2005): 40-70 [in PDF]. wp.me/pPRv6-5cr

1 2 ••• 41 42 44 46 47 ••• 79 80