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Il cantautore italiano presenta "Diwan" al Teatro Nazionale
Apriti Sesamo è il ventottesimo album di Franco Battiato, già disco d'oro per le oltre trentamila copie vendute. Eclettico e multiforme, ricco di citazioni (dantesche o di Santa Teresa d'Avila) e di collaborazioni, dalla chitarra di Simon Tong, ex Verve, al basso di Faso di Elio e le Storie Tese. Dopo il successo di Apriti Sesamo Tour, il sofisticato cantautore italiano ritorna con un nuovo progetto ambizioso, Diwan - L'Essenza del reale, un live per riportare a galla una cultura dimenticata.
Attorno all'anno Mille, infatti, in Sicilia fiorisce, in tre secoli, un'importante scuola poetica araba. Questa preziosa fonte di cultura ci ha lasciato ricche testimonianze in alcuni manoscritti che Battiato studia e interpreta con la sua musica. Assieme all'artista, sul palco, un ensemble multietnico tra cui Etta Scollo, Nabil Salameh dei Radiodervish, Carlo Guaitoli, Gianluca Ruggeri della PMCE e Ramzi Aburedwan fondatore degli Al Kamandjati.
■ Feu D'artifice de Clôture de MP2013 par le Groupe F, Marseille (13) 2013, FRA
■ Le 31 Décembre 2013.
Le Groupe F, créateur de lumières de feu et d’images propose une œuvre multiforme, au carrefour du Land Art, de la performance pyrotechnique et du théâtre à ciel ouvert. Mêlant l’eau et le feu, musiques et récits, les Révélations prennent la forme d’une saga épique dont les épisodes parcourent les eaux du territoire Marseille Provence.
Pour clôturer cette année Capitale en beauté, le dernier épisode se déroulera sur le légendaire Vieux Port de Marseille. Projections monumentales, acteurs de lumière, pyrotechnie sur bateaux, tarasque de feu, son…
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■ Bonne visite / Good visit.
Templo ubicado en las cercanías de la falda oriente del cerro del Tepeyac. Fue construido de 1777 a 1791 y diseñado por el arquitecto Francisco Guerrero y Torres.Fue edificado sobre un pozo de aguas consideradas milagrosas, así, pronto comenzaron las peregrinaciones al lugar.10 Gran cantidad de enfermos bebía y lavaba sus heridas en el mismo sitio, por lo que pronto se convirtió en foco de infecciones. Para controlar las epidemias se impidió el acceso directo al pozo y se construyó una techumbre sencilla, pero las peregrinaciones continuaron. Para 1777 se tomó la decisión de construir un templo en el sitio.
El sello particular de esta capilla pequeña, considerada joya arquitectónica del estilo barroco, es su forma pues su planta es la única de base circular o cántrica levantada durante el siglo XVIII que se conserva en México. Este carácter permite que el visitante perciba el espacio poco a poco, como si éste se escondiera. El movimiento que le imprime a la cúpula la decoración en zigzag, lo mismo que las líneas multiformes utilizadas en las ventanas contribuye a crear esta atmósfera de movimiento lento. Todos los símbolos que cargan los angelitos pintados en la cúpula, son los símbolos marianos que aparecen en la Letanía Lauretana, parte final del rezo del rosario: espejo de virtudes, torre de David, estrella de la mañana, etc. Otro elemento importante de la decoración es el Juan Diego que sostiene el púlpito de madera.10
En 1815 el insurgente José María Morelos se le permitió como última voluntad ir a orar a la Virgen de Guadalupe en este templo antes de ser ejecutado en una población cercana en el actual municipio de Ecatepec de Morelos.
Con las obras de creación del Atrio de las Américas en la década de 1950, el templo pasó de estar inmerso en la traza urbana a encontrarse aislado de ésta, tal como se lo contempla en la actualidad.
La Fiesta de la Historia es una manifestación multiforme que pretende convertir a Sevilla en la “capital de la Historia”. La Universidad Pablo de Olavide participa en este evento que se celebra en la ciudad hispalense por vez primera a iniciativa de la asociación “Historia y Ciudadanía”, fundada entre otros por la antigua alumna de la UPO Olga Moreno Fernández. En aulas, teatros, museos, iglesias, salas públicas, calles y plazas se celebrarán conferencias, debates, visitas, conciertos, espectáculos y exposiciones temáticas que vinculan las experiencias personales y colectivas a los acontecimientos presentes y futuros, poniendo en valor el patrimonio cultural y la historia de la ciudad como patrimonio común de la ciudadanía.
La mostra – la più ampia ed articolata antologica degli ultimi decenni di uno tra i più imprevedibili e multiformi artisti nel campo della fotografia – offre un panorama dettagliato ed esauriente del percorso di Nino Migliori, in più di 60 anni di ricerca sulla fotografia, della fotografia, con la fotografia.
Oltre 300 opere esposte a Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni per raccontare l’opera dell’autore, a cui si aggiungono 9 installazioni, 2 delle quali a Casa Saraceni e Palazzo Pepoli Museo della Storia di Bologna.
Mostra promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna
in collaborazione con l'Archivio Nino Migliori
18 gennaio - 28 aprile 2013
Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni
Genus Bononiae Musei nella Città
Bologna
foto Paolo Righi
La mostra – la più ampia ed articolata antologica degli ultimi decenni di uno tra i più imprevedibili e multiformi artisti nel campo della fotografia – offre un panorama dettagliato ed esauriente del percorso di Nino Migliori, in più di 60 anni di ricerca sulla fotografia, della fotografia, con la fotografia.
Oltre 300 opere esposte a Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni per raccontare l’opera dell’autore, a cui si aggiungono 9 installazioni, 2 delle quali a Casa Saraceni e Palazzo Pepoli Museo della Storia di Bologna.
Mostra promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna
in collaborazione con l'Archivio Nino Migliori
18 gennaio - 28 aprile 2013
Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni
Genus Bononiae Musei nella Città
Bologna
foto Paolo Righi
Le chef de l'état a procédé ce jeudi à la pose de la première du stade du Sénégal. L'infrastructure qui va sortir de terre dans 17 mois aura une capacité de 50 milles places. Un complexe sportif dédié principalement au football mais aussi capable d'accueillir d'autres activités dans le pôle urbain intégré et multiforme de Daimniadio.
© Présidence Sénégal / Photo : Lionel Mandeix
Escursionismo - Escursione " le vie dei santi "
Domenica 19 Febbraio 2017
Direttori d’escursione: Vai Mauro Magnani Nicola
Foto: Vai Mauro
Resoconto della giornata.
La prima escursione del nuovo anno degli scarponi con le ali affronta un tracciato nuovo , mai calcato da quando abbiamo introdotto nel Cai di Cesena questa tipologia di trekking.
La giornata e’ stupenda, il cielo limpido e azzurro e puntuali alle 7:30 ci incamminiamo in 15 dal luogo deputato per la partenza.
Il nome scelto ci anticipa quella che sara’ la tappa fondamentale del nostro percorso;San giovanni in Galilea.
Le nostre prime colline che gia’ in passato ci hanno regalato paesi e scorci interessanti dal punto di vista sia storico che naturalistico ci offrono una delle perle piu’ preziose; un borgo arroccato su uno sperone di roccia spettacolare , con una storia millenaria che parte dal neolitico , passando dall’eta’ del bronzo, quella del ferro , il periodo romano e tutto il medioevo, fino ai giorni nostri , con il passaggio della trafila di Garibaldi e della linea gotica durante il secondo conflitto mondiale.
Testimonianze di questa intensa attivita’ antropica , sono la pieve situata su un crocevia di strade che collegavano la valle del Rubicone con quella dell’Uso la cui storia comincia verso il VI secolo dc. e i resti della rocca e della cinta muraria in parte ancora conservati.
Una menzione particolare merita il piccolo museo Renzi , che chiaramente per motivi di tempo non abbiamo potuto visitare , che raccoglie i reperti riguardanti la millenaria storia dell’insediamento.
Il freddo mattutino, una volta scesi verso la valle della medrina , viene ben presto mitigato dalla salita a San Giovanni e dall’innalzarsi del sole che rende la giornata di puro stampo primaverile.
Una sosta caffe’ e foto , rinfranca il morale , spezza la fatica e ci permette di ammirare , appollaiati su quello sperone , il panorama delle valli circostanti; lo sguardo non ci consente di arrivare a vedere il mare solo a causa della foschia presente verso la riviera che confonde in un unico abbraccio terra e cielo.
Successivamente , una volta lasciato il borgo , ci incamminiamo lungo un ramo del variegato e multiforme percorso di San Vicinio (da qui il perche’ delle “vie dei santi” al plurale) che ci porta prima al guado del rio Tamburone e poi sul crinale del Gorolo (bel noto a chi pratica il ciclismo da strada).
Per chiudere l’anello riscendiamo ancora una volta verso il rio Medrina e passando dalla via della Madonna del fiore ci dirigiamo verso Borghi.
Un passaggio all’interno della parte antica del paese con le sue due chiese, e i resti della rocca e’ d’obbligo , prima di tornare alle macchine.
Sperando che il percorso abbia incontrato come in passato e’ gia’ successo , il favore dei partecipanti ci salutiamo , dandoci un arrivederci al prossimo appuntamento in programma, leggermente piu’ impegnativo di questo:
il 26 marzo , tempo permettendo , partiremo proprio da San Giovanni in Galilea per un anello che passando dalla valle del’Uso , lambira’ Montebello e la valle del Marecchia.
Nicola Magnani
La mostra – la più ampia ed articolata antologica degli ultimi decenni di uno tra i più imprevedibili e multiformi artisti nel campo della fotografia – offre un panorama dettagliato ed esauriente del percorso di Nino Migliori, in più di 60 anni di ricerca sulla fotografia, della fotografia, con la fotografia.
Oltre 300 opere esposte a Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni per raccontare l’opera dell’autore, a cui si aggiungono 9 installazioni, 2 delle quali a Casa Saraceni e Palazzo Pepoli Museo della Storia di Bologna.
Mostra promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna
in collaborazione con l'Archivio Nino Migliori
18 gennaio - 28 aprile 2013
Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni
Genus Bononiae Musei nella Città
Bologna
foto Paolo Righi
La mostra – la più ampia ed articolata antologica degli ultimi decenni di uno tra i più imprevedibili e multiformi artisti nel campo della fotografia – offre un panorama dettagliato ed esauriente del percorso di Nino Migliori, in più di 60 anni di ricerca sulla fotografia, della fotografia, con la fotografia.
Oltre 300 opere esposte a Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni per raccontare l’opera dell’autore, a cui si aggiungono 9 installazioni, 2 delle quali a Casa Saraceni e Palazzo Pepoli Museo della Storia di Bologna.
Mostra promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna
in collaborazione con l'Archivio Nino Migliori
18 gennaio - 28 aprile 2013
Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni
Genus Bononiae Musei nella Città
Bologna
foto Paolo Righi
La Fiesta de la Historia es una manifestación multiforme que pretende convertir a Sevilla en la “capital de la Historia”. La Universidad Pablo de Olavide participa en este evento que se celebra en la ciudad hispalense por vez primera a iniciativa de la asociación “Historia y Ciudadanía”, fundada entre otros por la antigua alumna de la UPO Olga Moreno Fernández. En aulas, teatros, museos, iglesias, salas públicas, calles y plazas se celebrarán conferencias, debates, visitas, conciertos, espectáculos y exposiciones temáticas que vinculan las experiencias personales y colectivas a los acontecimientos presentes y futuros, poniendo en valor el patrimonio cultural y la historia de la ciudad como patrimonio común de la ciudadanía.
La mostra – la più ampia ed articolata antologica degli ultimi decenni di uno tra i più imprevedibili e multiformi artisti nel campo della fotografia – offre un panorama dettagliato ed esauriente del percorso di Nino Migliori, in più di 60 anni di ricerca sulla fotografia, della fotografia, con la fotografia.
Oltre 300 opere esposte a Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni per raccontare l’opera dell’autore, a cui si aggiungono 9 installazioni, 2 delle quali a Casa Saraceni e Palazzo Pepoli Museo della Storia di Bologna.
Mostra promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna
in collaborazione con l'Archivio Nino Migliori
18 gennaio - 28 aprile 2013
Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni
Genus Bononiae Musei nella Città
Bologna
foto Paolo Righi
2016 - Auditiva: thirding-as-othering
57° Premio Internazionale Bugatti Segantini, Progetti Speciali
Acura di Frequente
Con, Seiji Morimoto, Stephen Cornford, Gábor Lázár
L’ambiente è uno sfondo dinamico, non un contenitore ma l’animatore di un processo che è il contenuto stesso. È in continua trasformazione, il terreno di infinite possibilità, eterogeneo e in movimento, multiforme di natura. Ogni luogo è un linguaggio aperto. Da questa premessa prende avvio un intervento ideato da Frequente a partire dall’ambiente di Villa Brivio e realizzato, in collaborazione con Bice Bugatti Club, per la trama del suo spazio.
Auditiva: thirding-as-othering presenta al pubblico un’esperienza ambientale che si snoda attraverso il suono e che, durante più momenti, abita e invita ad abitare lo spazio di Villa Brivio. L’intento è proporre al visitatore un percorso libero, con due inizi e una fine centrale. Tre installazioni sonore site specific sono concepite come sculture ambientali, situazioni espanse che realizzano il significato della loro presenza nell’ascolto dei fruitori e nel legame con il luogo. Ambiente, opera e ascoltatore: tre forze dello stesso campo, soggetti aperti e indipendenti, indissolubilmente legati nel fatto stesso di esserci, ovvero essere presenti. Questi elementi mettono in atto una specie di trialettica (thirding) non oppositiva e nemmeno collaborativa, che produce estraniamento (othering) e rompe, così facendo, i confini precisi delle definizioni e dei ruoli. Ciò che unisce l’ambiente, l’opera sonora e l’ascoltatore non è dunque un processo intellettuale mediato dall’arte, bensì una coesistenza di tutti i protagonisti che, in una dinamica reciproca di attivazione, mobilitano la possibilità del luogo e realizzano la socialità nel suo aspetto più organico, ovverosia quello della conquista e della meraviglia, collettiva perché prima di tutto sentita personalmente.
La scelta stessa di proporre tre artisti per tre siti, completamente differenti e collegati l’uno nell’altro, manifesta la continuità del movimento che le installazioni sonore sono capaci di mettere in luce, così come l’invito stesso alla trialettica intesa quale gioco al disordine, che infrange le categorie, nullifica le opposizioni, conduce alla scoperta e mantiene l’equilibrio dinamico tra le parti.
Il giardino adiacente l’ingresso da strada ospita l’installazione di Seiji Morimoto: elementi sonori sottili, risultato di meccanismi analogici semplicemente costruiti, sono dislocati dall’artista e vanno a comporre uno spazio accogliente e perfettamente sistemato nel protocollo quotidiano dei suoni del giardino. Si tratta di un intervento appositamente pensato a partire dal luogo di installazione. Concomitante nello spazio della biblioteca ha luogo l’installazione Migration di Stephen Cornford. Un gruppo di dittafoni modificati dall’artista, con i loro movimenti e i loro suoni, sono sistemati per restituire la reminiscenza di una massa di uccelli o insetti in migrazione. Memore dell’appropriazione del temine “migrazione” come processo di trasmissione dati, l’opera riflette il movimento globale del consumo dei dispositivi elettronici e il loro rapido passaggio dall’essere prodotto all’essere rifiuto, dentro cicli di vita sempre più accelerati tra generazioni nella tecnologia. L’intervento comprende in sé l’elemento visivo inteso come aspetto del sonoro: questa chiave di lettura è una proposta ulteriore per l’esperienza percettiva del pubblico, oltre ad essere la specificità propria della ricerca stessa dell’autore.
Infine, a chiudere il progetto l’installazione-performance di Gábor Lázár A Trap for your Attention avviene per una sera soltanto nella piazza della corte, spazio connettivo a Villa Brivio. Questo momento conclude e apre allo stesso tempo: un intervento temporaneo, con luci al led e suoni elettronici, agisce nelle misure grandi, nei riverberi e nell’aspettativa della durata limitata di una performance, andando a rivelare il volume di quel vuoto architettonico capace, insieme ai suoi abitanti, di essere portatore di libertà d’azione.
Frequente
Frequente è un’organizzazione culturale e un centro di ricerca indipendente per le arti sonore e la diffusione della cultura auditiva.
Promuove la pratica spaziale, le attività performative, la didattica e i progetti capaci di allargare gli orizzonti delle arti sonore. Frequente è un progetto di Nicola Ratti, Gaia Martino e Enrico Malatesta, in collaborazione con Attila Faravelli, Standards Studio e O’.
Bio
STEPHEN CORNFORD
Artista audiovisivo e ricercatore, indirizza la sua indagine a partire dal fascino per i dispositivi elettronici di largo consumo: come questi sono diffusi e quanto influiscono sulla percezione della realtà. È ricercatore presso la Sonic Art Research Unit alla Oxford Brokkes University, dove dirige con Paul Whitty il Festival annuale Audiograft. Insieme a Samuel Rodgers, inoltre, ha fondato Consumer Waste record label.
SEIJI MORIMOTO
Artista sonoro nato a Tokyo, dal 2003 vive e lavora a Berlino. Il suo interesse è rivolto alle apparenze acustiche instabili che si creano tra l’incontro di oggetti ed elementi inusuali, come ad esempio l’acqua e le pietre, con diversi mezzi tecnici. Ha preso parte a numerose mostre e festival internazionali in Europa e in Giappone.
GÁBOR LÁZÁR
Musicista e artista sonoro ungherese attivo da pochi anni, Gábor Lázár è riuscito ad imporsi all’attenzione internazionale in virtù del riconoscibile e originale apporto che sta fornendo al mondo della ricerca sonora. Dopo aver concluso gli studi, Gábor ha pubblicato l’album ‘ILS’ e ‘EP16’ nel 2014. Ha collaborato con Russell Haswell e Mark Fell, presentato il suo lavoro in contesti come CTM festival, ZKM di Karlsruhe, Empty Gallery di Hong Kong, La Casa Encendida di Madrid e realizzato una mostra personale alla House of Electronic Arts di Basilea.
Villa Brivio, Nova Milanese (MB)
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Il cantautore italiano presenta "Diwan" al Teatro Nazionale
Apriti Sesamo è il ventottesimo album di Franco Battiato, già disco d'oro per le oltre trentamila copie vendute. Eclettico e multiforme, ricco di citazioni (dantesche o di Santa Teresa d'Avila) e di collaborazioni, dalla chitarra di Simon Tong, ex Verve, al basso di Faso di Elio e le Storie Tese. Dopo il successo di Apriti Sesamo Tour, il sofisticato cantautore italiano ritorna con un nuovo progetto ambizioso, Diwan - L'Essenza del reale, un live per riportare a galla una cultura dimenticata.
Attorno all'anno Mille, infatti, in Sicilia fiorisce, in tre secoli, un'importante scuola poetica araba. Questa preziosa fonte di cultura ci ha lasciato ricche testimonianze in alcuni manoscritti che Battiato studia e interpreta con la sua musica. Assieme all'artista, sul palco, un ensemble multietnico tra cui Etta Scollo, Nabil Salameh dei Radiodervish, Carlo Guaitoli, Gianluca Ruggeri della PMCE e Ramzi Aburedwan fondatore degli Al Kamandjati.
Player: Medusa
Specialty: Balanced and Trance
Trance: Medusa
Gnosis Drive: Aeon Aegis
Theme: Time Circuits (Chrono Trigger)
Preferred Weapons: Stheno and Euryale (Multiform weapons)
A mysterious Shaman who possesses no recollection of her past. She possesses the mysterious powers of Medusa as well as her own unique Shaman abilities of spawning and phase transition. A complex character, in which she possesses a philosophical mind and a vicious temper. Her clothes are made of a mysterious tarp found with her. She desires to discover her past by finding two missing girls who share her face. She also possesses a Gorgoneion tattoo on her back as well as a scar on her lower back and arm, traits also shared by the two girls. Through various circumstances, she has become the leader of the team known as the Metanauts.
Abilities:
Gaze: Depending on the strength, Casta's gaze is able to either control, paralyze or petrify any enemy unfortunate enough to meet her glance. Her eyes change physically when the power is active.
Gorgoneion: The tattoo on Casta's back holds her other magic capabilities, including the power to control elements and cast defensive spells. However, it also boosts Casta's physical and magical capabilities beyond that of a human. This boost becomes more potent the more wounded Casta is.
Hephaestus Forge: The ability to create weapons, tools and other items from her mind. Casta uses this ability to spawn weapons and tools of her own design, bringing fantasy into reality. With practice, she may be able to create living things in the future.
Aeon Flux: The ability to bring creatures from one realm into the mortal realm. Once a pact is made, Casta may summon a creature using this method. With practice, it may be possible for her to travel to other realms. Casta has learned to manifest this power into the form of cards, making it easier to summon and dismiss them.
Moirae Tarp: A mysterious tarp Casta was found in possession of. This tarp is made by the Threads of Fate and can take the form of any clothes or armour Casta images without having to rely on her Hephaestus Forge, thus preventing strain. It also protects Casta by altering the severity of the damage she recieves, depending on her strength.
Os Xypmina (True Awakening): Thought to be the ability to enter a partial Trance state, as Casta trances faster than other members with higher performance results. In the beginning, this form was the result of Casta's responses to the pressure of battle, but now it's fully under her control and at her desposal, giving her access to weaker versions of the natural abilities of her Trance. This excludes given abilities such as Aegis, which need her full Trance state to be active.
Formed Pacts:
Minotaur
Stheno and Euryale
La mostra – la più ampia ed articolata antologica degli ultimi decenni di uno tra i più imprevedibili e multiformi artisti nel campo della fotografia – offre un panorama dettagliato ed esauriente del percorso di Nino Migliori, in più di 60 anni di ricerca sulla fotografia, della fotografia, con la fotografia.
Oltre 300 opere esposte a Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni per raccontare l’opera dell’autore, a cui si aggiungono 9 installazioni, 2 delle quali a Casa Saraceni e Palazzo Pepoli Museo della Storia di Bologna.
Mostra promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna
in collaborazione con l'Archivio Nino Migliori
18 gennaio - 28 aprile 2013
Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni
Genus Bononiae Musei nella Città
Bologna
foto Paolo Righi
La mostra – la più ampia ed articolata antologica degli ultimi decenni di uno tra i più imprevedibili e multiformi artisti nel campo della fotografia – offre un panorama dettagliato ed esauriente del percorso di Nino Migliori, in più di 60 anni di ricerca sulla fotografia, della fotografia, con la fotografia.
Oltre 300 opere esposte a Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni per raccontare l’opera dell’autore, a cui si aggiungono 9 installazioni, 2 delle quali a Casa Saraceni e Palazzo Pepoli Museo della Storia di Bologna.
Mostra promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna
in collaborazione con l'Archivio Nino Migliori
18 gennaio - 28 aprile 2013
Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni
Genus Bononiae Musei nella Città
Bologna
foto Paolo Righi
La mostra – la più ampia ed articolata antologica degli ultimi decenni di uno tra i più imprevedibili e multiformi artisti nel campo della fotografia – offre un panorama dettagliato ed esauriente del percorso di Nino Migliori, in più di 60 anni di ricerca sulla fotografia, della fotografia, con la fotografia.
Oltre 300 opere esposte a Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni per raccontare l’opera dell’autore, a cui si aggiungono 9 installazioni, 2 delle quali a Casa Saraceni e Palazzo Pepoli Museo della Storia di Bologna.
Mostra promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna
in collaborazione con l'Archivio Nino Migliori
18 gennaio - 28 aprile 2013
Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni
Genus Bononiae Musei nella Città
Bologna
foto Paolo Righi
La mostra – la più ampia ed articolata antologica degli ultimi decenni di uno tra i più imprevedibili e multiformi artisti nel campo della fotografia – offre un panorama dettagliato ed esauriente del percorso di Nino Migliori, in più di 60 anni di ricerca sulla fotografia, della fotografia, con la fotografia.
Oltre 300 opere esposte a Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni per raccontare l’opera dell’autore, a cui si aggiungono 9 installazioni, 2 delle quali a Casa Saraceni e Palazzo Pepoli Museo della Storia di Bologna.
Mostra promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna
in collaborazione con l'Archivio Nino Migliori
18 gennaio - 28 aprile 2013
Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni
Genus Bononiae Musei nella Città
Bologna
foto Paolo Righi
(further pictures and information you can see if you go to the end of page and by clicking on the link...)
Belvedere
Belvedere Castle. Garden Front of the Lower Belvedere.
Belvedere Palace stands supposedly on the foundations of a Roman camp that had been erected here for strategic reasons. In 1693 Prince Eugene of Savoy acquired field and vineyard grounds between today's Rennweg and today's Gürtel. In 1700 Johann Lukas von Hildebrandt began with the construction of a palace garden (Lower Belvedere), whose in French-style layed out park was equipped with large water basins, an orangery with precious foreign plants and a menagerie. Prince Eugene was a great animal lover, and some animals in his collection could be fed exclusively by himself.
1720 the Prince conceived the plan the summer palace to supplement by a another palace building on the hill of the garden.
The 1721 by Johann Lukas von Hildebrandt begun works had been completed in 1724. The Upper Belvedere served in contrast to the Lower only representative purposes and was never meant to live.
The Prince and his architect managed a perfect symbiosis between architecture and garden. After the death of the Savoy (1736) inherited his niece Victoria of Savoy-Soisson, nee Princess Hildburghausen, all his possessions. From her the Habsburgs beginning of 1752 acquired the Belvedere. From 1755 Empress Maria Theresa moved the Arcierenleibgarde (Royal Company of the Archers) and the Galician Guard in the annex of the Belvedere. Besides, the castle stood almost empty.
Belvedere Castle. Engraving by Salomon Kleiner 1731/40 (left).
Vienna from the Belvedere. Coloured copper engraving by Carl Schütz, 1784 (right).
1770 Belvedere Palace was venue of brilliant festivities:
In castle and park the marriage of Archduchess Maria Antonia (Marie Antoinette) with the Dauphin of France by proxy (per procura) was celebrated. About 2,000 people were invited, more than 1,500 bottles of champagne, which was far from home in Vienna at that time,
were emptied. For hospitality of the guests, there were round tables, which were covered with silver. However, the Court of Vienna had a large part of the silver service to rent of nobles, because the stocks of the silver chamber were not sufficient. Finished was the festival by a magnificent fireworks.
1776, the imperial picture gallery from the Stallburg (home of the famous Lipizzan stallions) was transferred to the Upper Belvedere, the animals of the menagerie came to Schönbrunn. Shortly before the Congress of Vienna in 1814 in the Lower Belvedere the Ambras Collection was exposed. During the war against Napoleon (1805-1809), much of the collection of paintings had to be outsourced. The Corsican claimed 400 masterpieces for himself, but which after his defeat at Waterloo to the Habsburgs have been restituted. The after the French wars completely neglected building has been restored 1850-1866.
Castle Park with Upper Belvedere. Photograph, around 1890.
1819 Emperor Franz II (I) the Institute of Botany, University of Vienna, had given spacious grounds for enlargement of the Botanical Garden at Rennweg. Franz was very interested in botany and in accordance with a Habsburg House bill - every Archduke must learn a civilian job - has been educated for gardener. In an adjoining garden of Schloß Belvedere he had from his private funds laid out a botanical garden ("Flora Austriaca") which was left to the Institute of Botany for use.
During the cholera epidemic of 1831, the Belvedere served as well as Schönbrunn Palace the imperial family as a refuge; supposedly one was there protected from the bad air, which was attributed to the onset of the disease. Both castles lay in the "countryside", the air was much better here than in the densely populated city. During wartime, a hospital was set up in the castle.
As the space for the imperial collections became too small, it was thought to expand the Upper Belvedere by wing buildings. This plan was dropped for aesthetic reasons, however. After the expansion of the city (razing of the bastions and glacis) arose on the ring road the newly created Court Museums; moved there in 1891 the major part of the paintings.
Archduke-Heir to the Throne Franz Ferdinand of Austria-Este at folk and children's party in the park of the Belvedere Palace. Photograph, 1905.
To 1893/94 it is likely that Archduke Franz Ferdinand has chosen the Upper Belvedere to his residence in Vienna. Other sources say that it had been assigned to him by the Emperor Franz Joseph as a place to stay in Vienna. The rooms have been restored, adapted for residential purposes and supplemented with neo-Baroque furniture. The heir of the Este collections furnished his residence with numerous works of art. He had envisaged the castle for the accommodation of his collections; in 1893 were numerous boxes from India and Singapore in Belvedere stored. 1894 Emperor Franz Joseph could see the collection: "Yesterday I went to the Belvedere, where Franzi showed me his now quite and very nicely prepared collections. The same are as imposing as interesting by the incredible amount of objects and by the rarity and beauty of them. I believe that this exhibition would be interesting for you", wrote the monarch to his wife, Empress Elisabeth. That same year, Archduke Franz Ferdinand showed his collections his future wife, Sophie Chotková,
"Where I unaware of your fatigue with particular brutality you dragged from box to box" as he apologetically from Budweis wrote to the Countess.
Then the collections moved one the one hand to the Palais Modena in the Beatrixgasse, on the other hand to Konopischt. Only in 1898, Franz Ferdinand was granted by Emperor Franz Joseph to move into the Belvedere as Vienna Residence. More revitalization works were carried out and were also necessary. Technical modernization and preservation of the original building condition had priority - as always with the projects of Archduke Franz Ferdinand. As furnishings served still preserved furnitures from Schloss Hof, which were supplemented by new ones in old style. The private rooms in addition to electric lighting were equipped with central heating.
Belvedere Castle. Staircase in the Upper Belvedere (left).
Marble plastic "Apotheosis of Prince Eugene" by Balthasar Permoser in Gold Cabinet of the Lower Belvedere (right).
If his presence was needed in Vienna, Franz Ferdinand here could lead a normal family life and escape the pressures of court ceremonial, in which the to him in morganatic marriage affiliated wife was exposed to the evils of the courtiers. When the heir to the throne invited guests to the Belvedere, he was sitting opposite his wife as a hostess while she was ranked in the Hofburg always after the latest unmarried Archduchess. About the cozy family life at Belvedere reported Prince von Clary-Aldringens:
"Aunt Sophie invited us ... to snack into a Belvedere, unexpectedly, suddenly appeared the Archduke - we literally froze in our Hab-Acht-position (stand at attention). He greeted us warmly ... [I got to know] the Archduke as a friendly landlord, who was playing and laughing with his Children..."
Between 1899 and 1914 in the Lower Belvedere the military bureau of the heir to the throne was housed. Other well-known Residents - but of outbuildings - were Anton Bruckner, who in 1896 died in the Kustodenwohnung (guardian house), and Richard Strauss, who lived here from 1925 to 1944.
After the assassination of the Archduke and his wife in Sarajevo, the Belvedere should serve as the residence of the new heir to the throne, Archduke Karl and his family. This, however, preferred living in Schönbrunn and especially in the villa Wartholz. In 1917, Charles' brother Archduke Maximilian moved with his family into the Belvedere.
During World War II the castle was badly damaged by bombs, but rebuilt after the war ended immediately. On 15 May 1955 was the Marble Hall venue of the signing of the Austrian State Treaty. Today, the Upper Belvedere houses important art collections.
Excerpts from
Thus lived the Habsburgs - Imperial and Royal Palaces in the
Austro-Hungarian Monarchy
Ingrid Haslinger, Gerhard Trumler
Christian Brandstätter Verlag mbH
The publishing service for museums, businesses and
public bodies
www.brandstaetter - verlag.at
Denomination of the summer residence which Prince Eugene of Savoy himself had erected btw Rennweg and Swiss Garden. The term which refers to the unique view over Vienna dates from the time of Maria Theresa. Prinz Eugen bought in 1697 a plot of land at the Rennweg, which he extended to 1721 in four stages to the current area. Between 1714 and 1716 emerged the Lower Belvedere It is an elongated ground floor building, designed of a 7-axes central projection, two wings and two corner pavilions. The 3-axis central pavilion houses the Marble Hall. The castle the only rarely in Vienna sojourning builder served during the summer months as a pleasure palace.
Only in 1720 commenced construction works for the Upper Belvedere, first drawings for this existed already in 1717. The in it extent and form language compared to the Lower Belvedere especially magnificent Upper Belvedere served primarily as a representative setting for grand receptions and festivities. The architectural history of the example due to the loss of the Eugenianischen Bauarchivs (construction archiv of Prince Eugene) cannot be explored in detail without any gaps. 1723 (according to Rizzi 1721/22) the Upper Belvedere s is considered complete. The architect Johann Lukas von Hildebrandt, who repeatedly worked for Prince Eugen, with the construction of the Belvedere has created his main work. It counts in its multiform architectonic as well as sculptural structure to the most important baroque buildings of the 18th century. The to the ensemble belonging, btw Upper and Lower Belvedere laying garden has been created by the Bavarian horticultural engineer D. Girard and today only in broad terms is original. The designs for the interior of the castle stem from C. le Fort du Plessy.
After the death of the prince the belvedere went into the possession of his sole heiress, Victoria Duchess of Saxe-Hildburghausen. She sold it in 1752 to Maria Theresa. At the behest of Joseph II from 1775 the imperial picture gallery was transferred here, which in 1781 for the first time was open to the public. had. Since 1806 was located in the Lower Belvedere the Ambras Collection. Both collections were in 1890 in the Museum of Art History transferred. In 1894, the palace became residence for the heir to the throne Archduke Franz Ferdinand.
After the first World War I the Republic of Austria in Belvedere installed the Austrian Gallery. 1945 suffered the Belvedere severe war damage. In 1950, the "Gold Cabinet" in the north-eastern corner pavilion of the Upper Belvedere was destroyed by fire and replaced by a copy. The since 1988 ongoing general renovation should have been completed in 1996.
aeiou - the cultural information system of the bm: bwk
14,000 key words and 2000 pictures from history, geography, politics and business in Austria
Austrian Gallery Belvedere
The in the center of Vienna situated Belvedere palaces with their extensive parks form an impressive baroque Gesamtkunstwerk. The Museum in the Upper and Lower Castle
provides an excellent overview of the Austrian Art from the Middle Ages to the present. the collections of the 19th and 20th Century also include an exquisite inventory of international art. World Famous works by Klimt, Schiele, Kokoschka, Renoir and Monet you can see in the upper
Belvedere, from where you can enjoy a spectacular view to the center of Vienna. In the historic rooms of the Lower Belvedere are shown works of art from the Middle Ages and Baroque.
Austrian Gallery Belvedere
Prinz Eugen -Strasse 27 , A - 1037 Wien
Phone +43 / ( 0) 1 / 79557-0
Fax +43 / (0) 1/79 84 337
Upper Belvedere
Collections of the 19th and 20th century
Prinz Eugen -Strasse 27 , A - 1037 Wien
Lower Belvedere
Baroque Museum, and Museum of Medieval Art
Rennweg 6a, A - 1030 Vienna
La mostra – la più ampia ed articolata antologica degli ultimi decenni di uno tra i più imprevedibili e multiformi artisti nel campo della fotografia – offre un panorama dettagliato ed esauriente del percorso di Nino Migliori, in più di 60 anni di ricerca sulla fotografia, della fotografia, con la fotografia.
Oltre 300 opere esposte a Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni per raccontare l’opera dell’autore, a cui si aggiungono 9 installazioni, 2 delle quali a Casa Saraceni e Palazzo Pepoli Museo della Storia di Bologna.
Mostra promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna
in collaborazione con l'Archivio Nino Migliori
18 gennaio - 28 aprile 2013
Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni
Genus Bononiae Musei nella Città
Bologna
foto Paolo Righi
La mostra – la più ampia ed articolata antologica degli ultimi decenni di uno tra i più imprevedibili e multiformi artisti nel campo della fotografia – offre un panorama dettagliato ed esauriente del percorso di Nino Migliori, in più di 60 anni di ricerca sulla fotografia, della fotografia, con la fotografia.
Oltre 300 opere esposte a Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni per raccontare l’opera dell’autore, a cui si aggiungono 9 installazioni, 2 delle quali a Casa Saraceni e Palazzo Pepoli Museo della Storia di Bologna.
Mostra promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna
in collaborazione con l'Archivio Nino Migliori
18 gennaio - 28 aprile 2013
Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni
Genus Bononiae Musei nella Città
Bologna
foto Paolo Righi
Escursionismo - Escursione " le vie dei santi "
Domenica 19 Febbraio 2017
Direttori d’escursione: Vai Mauro Magnani Nicola
Foto: Vai Mauro
Resoconto della giornata.
La prima escursione del nuovo anno degli scarponi con le ali affronta un tracciato nuovo , mai calcato da quando abbiamo introdotto nel Cai di Cesena questa tipologia di trekking.
La giornata e’ stupenda, il cielo limpido e azzurro e puntuali alle 7:30 ci incamminiamo in 15 dal luogo deputato per la partenza.
Il nome scelto ci anticipa quella che sara’ la tappa fondamentale del nostro percorso;San giovanni in Galilea.
Le nostre prime colline che gia’ in passato ci hanno regalato paesi e scorci interessanti dal punto di vista sia storico che naturalistico ci offrono una delle perle piu’ preziose; un borgo arroccato su uno sperone di roccia spettacolare , con una storia millenaria che parte dal neolitico , passando dall’eta’ del bronzo, quella del ferro , il periodo romano e tutto il medioevo, fino ai giorni nostri , con il passaggio della trafila di Garibaldi e della linea gotica durante il secondo conflitto mondiale.
Testimonianze di questa intensa attivita’ antropica , sono la pieve situata su un crocevia di strade che collegavano la valle del Rubicone con quella dell’Uso la cui storia comincia verso il VI secolo dc. e i resti della rocca e della cinta muraria in parte ancora conservati.
Una menzione particolare merita il piccolo museo Renzi , che chiaramente per motivi di tempo non abbiamo potuto visitare , che raccoglie i reperti riguardanti la millenaria storia dell’insediamento.
Il freddo mattutino, una volta scesi verso la valle della medrina , viene ben presto mitigato dalla salita a San Giovanni e dall’innalzarsi del sole che rende la giornata di puro stampo primaverile.
Una sosta caffe’ e foto , rinfranca il morale , spezza la fatica e ci permette di ammirare , appollaiati su quello sperone , il panorama delle valli circostanti; lo sguardo non ci consente di arrivare a vedere il mare solo a causa della foschia presente verso la riviera che confonde in un unico abbraccio terra e cielo.
Successivamente , una volta lasciato il borgo , ci incamminiamo lungo un ramo del variegato e multiforme percorso di San Vicinio (da qui il perche’ delle “vie dei santi” al plurale) che ci porta prima al guado del rio Tamburone e poi sul crinale del Gorolo (bel noto a chi pratica il ciclismo da strada).
Per chiudere l’anello riscendiamo ancora una volta verso il rio Medrina e passando dalla via della Madonna del fiore ci dirigiamo verso Borghi.
Un passaggio all’interno della parte antica del paese con le sue due chiese, e i resti della rocca e’ d’obbligo , prima di tornare alle macchine.
Sperando che il percorso abbia incontrato come in passato e’ gia’ successo , il favore dei partecipanti ci salutiamo , dandoci un arrivederci al prossimo appuntamento in programma, leggermente piu’ impegnativo di questo:
il 26 marzo , tempo permettendo , partiremo proprio da San Giovanni in Galilea per un anello che passando dalla valle del’Uso , lambira’ Montebello e la valle del Marecchia.
Nicola Magnani
La mostra – la più ampia ed articolata antologica degli ultimi decenni di uno tra i più imprevedibili e multiformi artisti nel campo della fotografia – offre un panorama dettagliato ed esauriente del percorso di Nino Migliori, in più di 60 anni di ricerca sulla fotografia, della fotografia, con la fotografia.
Oltre 300 opere esposte a Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni per raccontare l’opera dell’autore, a cui si aggiungono 9 installazioni, 2 delle quali a Casa Saraceni e Palazzo Pepoli Museo della Storia di Bologna.
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Bologna
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Il 24 ottobre al Teatro Sociale di Como, Mika rivisiterà il suo repertorio di successi e proporrà nuove canzoni in chiave sinfonica con l’orchestra “Affinis Consort”, diretta da Simon Leclerc, creata appositamente per l’occasione da 81 professionisti internazionali: 65 strumentisti e 16 coristi.
Lo spettacolo nasce dal desiderio di Mika di replicare in Italia l’incredibile esperienza dei tre concerti sinfonici tenutisi a Montréal lo scorso febbraio, in cui ha confermato la sua versatilità e la qualità del suo repertorio pop, anche in chiave classica.
Il concerto arriva dopo i grandi successi estivi al Fabrique di Milano, al Teatro Antico di Taormina e all’Arena della Regina di Cattolica e le prossime tre date nei palasport di Milano (27 settembre), Roma (29 settembre) e Firenze (30 settembre). Le prevendite per la serata speciale partiranno da giovedì 1 ottobre.
Simon Leclerc è un affermato compositore di colonne sonore per la Paramount e direttore d’orchestra canadese a cui Mika ha affidato l’arrangiamento in chiave classica del suo repertorio. Dopo i concerti di Montreal, Mika ha entusiasticamente dichiarato: “Provenendo io stesso da una formazione professionale classica, per me è straordinario sentire le mie canzoni nelle veste classica che Simon ha dato loro, perché nella mia mente, le ho sempre immaginate così!”
Dal piccolo ensemble alla grande orchestra sinfonica. Dalle fondamenta classiche alle contaminazioni contemporanee e pop.
Affinis Consort racchiude nel suo dna la multiformità del suo essere.
L'unione di mondi, il Canada e l'Italia. Il superamento dei confini geografici e culturali. Il connubio e la condivisione delle esperienze che ogni singolo musicista porta sul palco, elevando le affinità.
Cottage Sirppilahti stands on the highest spot of a small hill with nice view of lake Puula. This holiday home offers quality, beautiful multiform and wooded yard, and natural sandy beach. Both yard and beach is child friendly. There is a traditional wood sauna in a separate sauna building on the beach. The spacious dressing room of the sauna building can also, during summer time, double as the fourth bedroom, thanks to its sofa bed for two. All in all, Sirppilahti offers a great and comprehensive package that meets the needs of a cottage holiday. www.rockandlake.com/en/booking/cottages-in-finland/27491
La mostra – la più ampia ed articolata antologica degli ultimi decenni di uno tra i più imprevedibili e multiformi artisti nel campo della fotografia – offre un panorama dettagliato ed esauriente del percorso di Nino Migliori, in più di 60 anni di ricerca sulla fotografia, della fotografia, con la fotografia.
Oltre 300 opere esposte a Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni per raccontare l’opera dell’autore, a cui si aggiungono 9 installazioni, 2 delle quali a Casa Saraceni e Palazzo Pepoli Museo della Storia di Bologna.
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Panorama
Materia
Consistenza sottile della natura viva dell’universo,
sostanza grezza del sapore infinito del tempo.
Vista, olfatto, tatto, gusto, udito: strumenti di
indagine, coordinate di analisi.
Aria, acqua, terra, fuoco: elementi di costituzione, qualità dei risultati.
La tavolozza del mondo, le pennellate dei sensi!
Colori, sapori, odori si mescolano a impressioni
tattili e uditive sul respiro caldo della vita, in
cerca della sua fattura intima, della risposta
ultima che compone ed assorbe il mistero
irrisolto del tutto, la Materia vera della realtà,
la sorgente indefinita del sogno,
il borbottìo antico del mondo.
Frigento: un luogo multiforme e multisensoriale, dove permearsi delle pure essenze della Materia. L’aria ben ossigenata e ventilata è la sua energia pulita, nutritiva e su cui investe. L’elevata posizione geografica conferisce una rivitalizzante umidità al suo territorio fertile, pur forte nella sua natura rocciosa. Un fuoco salubre concima segretamente le sue profondità, le sue varie espressioni fisiche: quel ‘ribollìo’ sulfureo in località Mefite (tempio della dea omonima), capricciosa sorgente di benessere, affascinante voce sotterranea di mistero e di storia.
Frigento, Parco Urbano "Panorami"
Linee sensoriali e mentali: testi, immagini e suggestioni dal territorio
© Laboratorio fantastico di arti grafiche e fotografiche "Spettro Naturale"
Fotografia di Michele Pelosi, Poesia di Michela Famiglietti
Escursionismo - Escursione " le vie dei santi "
Domenica 19 Febbraio 2017
Direttori d’escursione: Vai Mauro Magnani Nicola
Foto: Vai Mauro
Resoconto della giornata.
La prima escursione del nuovo anno degli scarponi con le ali affronta un tracciato nuovo , mai calcato da quando abbiamo introdotto nel Cai di Cesena questa tipologia di trekking.
La giornata e’ stupenda, il cielo limpido e azzurro e puntuali alle 7:30 ci incamminiamo in 15 dal luogo deputato per la partenza.
Il nome scelto ci anticipa quella che sara’ la tappa fondamentale del nostro percorso;San giovanni in Galilea.
Le nostre prime colline che gia’ in passato ci hanno regalato paesi e scorci interessanti dal punto di vista sia storico che naturalistico ci offrono una delle perle piu’ preziose; un borgo arroccato su uno sperone di roccia spettacolare , con una storia millenaria che parte dal neolitico , passando dall’eta’ del bronzo, quella del ferro , il periodo romano e tutto il medioevo, fino ai giorni nostri , con il passaggio della trafila di Garibaldi e della linea gotica durante il secondo conflitto mondiale.
Testimonianze di questa intensa attivita’ antropica , sono la pieve situata su un crocevia di strade che collegavano la valle del Rubicone con quella dell’Uso la cui storia comincia verso il VI secolo dc. e i resti della rocca e della cinta muraria in parte ancora conservati.
Una menzione particolare merita il piccolo museo Renzi , che chiaramente per motivi di tempo non abbiamo potuto visitare , che raccoglie i reperti riguardanti la millenaria storia dell’insediamento.
Il freddo mattutino, una volta scesi verso la valle della medrina , viene ben presto mitigato dalla salita a San Giovanni e dall’innalzarsi del sole che rende la giornata di puro stampo primaverile.
Una sosta caffe’ e foto , rinfranca il morale , spezza la fatica e ci permette di ammirare , appollaiati su quello sperone , il panorama delle valli circostanti; lo sguardo non ci consente di arrivare a vedere il mare solo a causa della foschia presente verso la riviera che confonde in un unico abbraccio terra e cielo.
Successivamente , una volta lasciato il borgo , ci incamminiamo lungo un ramo del variegato e multiforme percorso di San Vicinio (da qui il perche’ delle “vie dei santi” al plurale) che ci porta prima al guado del rio Tamburone e poi sul crinale del Gorolo (bel noto a chi pratica il ciclismo da strada).
Per chiudere l’anello riscendiamo ancora una volta verso il rio Medrina e passando dalla via della Madonna del fiore ci dirigiamo verso Borghi.
Un passaggio all’interno della parte antica del paese con le sue due chiese, e i resti della rocca e’ d’obbligo , prima di tornare alle macchine.
Sperando che il percorso abbia incontrato come in passato e’ gia’ successo , il favore dei partecipanti ci salutiamo , dandoci un arrivederci al prossimo appuntamento in programma, leggermente piu’ impegnativo di questo:
il 26 marzo , tempo permettendo , partiremo proprio da San Giovanni in Galilea per un anello che passando dalla valle del’Uso , lambira’ Montebello e la valle del Marecchia.
Nicola Magnani
(further pictures and information you can see if you go to the end of page and by clicking on the link...)
Belvedere
Belvedere Castle. Garden Front of the Lower Belvedere.
Belvedere Palace stands supposedly on the foundations of a Roman camp that had been erected here for strategic reasons. In 1693 Prince Eugene of Savoy acquired field and vineyard grounds between today's Rennweg and today's Gürtel. In 1700 Johann Lukas von Hildebrandt began with the construction of a palace garden (Lower Belvedere), whose in French-style layed out park was equipped with large water basins, an orangery with precious foreign plants and a menagerie. Prince Eugene was a great animal lover, and some animals in his collection could be fed exclusively by himself.
1720 the Prince conceived the plan the summer palace to supplement by a another palace building on the hill of the garden.
The 1721 by Johann Lukas von Hildebrandt begun works had been completed in 1724. The Upper Belvedere served in contrast to the Lower only representative purposes and was never meant to live.
The Prince and his architect managed a perfect symbiosis between architecture and garden. After the death of the Savoy (1736) inherited his niece Victoria of Savoy-Soisson, nee Princess Hildburghausen, all his possessions. From her the Habsburgs beginning of 1752 acquired the Belvedere. From 1755 Empress Maria Theresa moved the Arcierenleibgarde (Royal Company of the Archers) and the Galician Guard in the annex of the Belvedere. Besides, the castle stood almost empty.
Belvedere Castle. Engraving by Salomon Kleiner 1731/40 (left).
Vienna from the Belvedere. Coloured copper engraving by Carl Schütz, 1784 (right).
1770 Belvedere Palace was venue of brilliant festivities:
In castle and park the marriage of Archduchess Maria Antonia (Marie Antoinette) with the Dauphin of France by proxy (per procura) was celebrated. About 2,000 people were invited, more than 1,500 bottles of champagne, which was far from home in Vienna at that time,
were emptied. For hospitality of the guests, there were round tables, which were covered with silver. However, the Court of Vienna had a large part of the silver service to rent of nobles, because the stocks of the silver chamber were not sufficient. Finished was the festival by a magnificent fireworks.
1776, the imperial picture gallery from the Stallburg (home of the famous Lipizzan stallions) was transferred to the Upper Belvedere, the animals of the menagerie came to Schönbrunn. Shortly before the Congress of Vienna in 1814 in the Lower Belvedere the Ambras Collection was exposed. During the war against Napoleon (1805-1809), much of the collection of paintings had to be outsourced. The Corsican claimed 400 masterpieces for himself, but which after his defeat at Waterloo to the Habsburgs have been restituted. The after the French wars completely neglected building has been restored 1850-1866.
Castle Park with Upper Belvedere. Photograph, around 1890.
1819 Emperor Franz II (I) the Institute of Botany, University of Vienna, had given spacious grounds for enlargement of the Botanical Garden at Rennweg. Franz was very interested in botany and in accordance with a Habsburg House bill - every Archduke must learn a civilian job - has been educated for gardener. In an adjoining garden of Schloß Belvedere he had from his private funds laid out a botanical garden ("Flora Austriaca") which was left to the Institute of Botany for use.
During the cholera epidemic of 1831, the Belvedere served as well as Schönbrunn Palace the imperial family as a refuge; supposedly one was there protected from the bad air, which was attributed to the onset of the disease. Both castles lay in the "countryside", the air was much better here than in the densely populated city. During wartime, a hospital was set up in the castle.
As the space for the imperial collections became too small, it was thought to expand the Upper Belvedere by wing buildings. This plan was dropped for aesthetic reasons, however. After the expansion of the city (razing of the bastions and glacis) arose on the ring road the newly created Court Museums; moved there in 1891 the major part of the paintings.
Archduke-Heir to the Throne Franz Ferdinand of Austria-Este at folk and children's party in the park of the Belvedere Palace. Photograph, 1905.
To 1893/94 it is likely that Archduke Franz Ferdinand has chosen the Upper Belvedere to his residence in Vienna. Other sources say that it had been assigned to him by the Emperor Franz Joseph as a place to stay in Vienna. The rooms have been restored, adapted for residential purposes and supplemented with neo-Baroque furniture. The heir of the Este collections furnished his residence with numerous works of art. He had envisaged the castle for the accommodation of his collections; in 1893 were numerous boxes from India and Singapore in Belvedere stored. 1894 Emperor Franz Joseph could see the collection: "Yesterday I went to the Belvedere, where Franzi showed me his now quite and very nicely prepared collections. The same are as imposing as interesting by the incredible amount of objects and by the rarity and beauty of them. I believe that this exhibition would be interesting for you", wrote the monarch to his wife, Empress Elisabeth. That same year, Archduke Franz Ferdinand showed his collections his future wife, Sophie Chotková,
"Where I unaware of your fatigue with particular brutality you dragged from box to box" as he apologetically from Budweis wrote to the Countess.
Then the collections moved one the one hand to the Palais Modena in the Beatrixgasse, on the other hand to Konopischt. Only in 1898, Franz Ferdinand was granted by Emperor Franz Joseph to move into the Belvedere as Vienna Residence. More revitalization works were carried out and were also necessary. Technical modernization and preservation of the original building condition had priority - as always with the projects of Archduke Franz Ferdinand. As furnishings served still preserved furnitures from Schloss Hof, which were supplemented by new ones in old style. The private rooms in addition to electric lighting were equipped with central heating.
Belvedere Castle. Staircase in the Upper Belvedere (left).
Marble plastic "Apotheosis of Prince Eugene" by Balthasar Permoser in Gold Cabinet of the Lower Belvedere (right).
If his presence was needed in Vienna, Franz Ferdinand here could lead a normal family life and escape the pressures of court ceremonial, in which the to him in morganatic marriage affiliated wife was exposed to the evils of the courtiers. When the heir to the throne invited guests to the Belvedere, he was sitting opposite his wife as a hostess while she was ranked in the Hofburg always after the latest unmarried Archduchess. About the cozy family life at Belvedere reported Prince von Clary-Aldringens:
"Aunt Sophie invited us ... to snack into a Belvedere, unexpectedly, suddenly appeared the Archduke - we literally froze in our Hab-Acht-position (stand at attention). He greeted us warmly ... [I got to know] the Archduke as a friendly landlord, who was playing and laughing with his Children..."
Between 1899 and 1914 in the Lower Belvedere the military bureau of the heir to the throne was housed. Other well-known Residents - but of outbuildings - were Anton Bruckner, who in 1896 died in the Kustodenwohnung (guardian house), and Richard Strauss, who lived here from 1925 to 1944.
After the assassination of the Archduke and his wife in Sarajevo, the Belvedere should serve as the residence of the new heir to the throne, Archduke Karl and his family. This, however, preferred living in Schönbrunn and especially in the villa Wartholz. In 1917, Charles' brother Archduke Maximilian moved with his family into the Belvedere.
During World War II the castle was badly damaged by bombs, but rebuilt after the war ended immediately. On 15 May 1955 was the Marble Hall venue of the signing of the Austrian State Treaty. Today, the Upper Belvedere houses important art collections.
Excerpts from
Thus lived the Habsburgs - Imperial and Royal Palaces in the
Austro-Hungarian Monarchy
Ingrid Haslinger, Gerhard Trumler
Christian Brandstätter Verlag mbH
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Denomination of the summer residence which Prince Eugene of Savoy himself had erected btw Rennweg and Swiss Garden. The term which refers to the unique view over Vienna dates from the time of Maria Theresa. Prinz Eugen bought in 1697 a plot of land at the Rennweg, which he extended to 1721 in four stages to the current area. Between 1714 and 1716 emerged the Lower Belvedere It is an elongated ground floor building, designed of a 7-axes central projection, two wings and two corner pavilions. The 3-axis central pavilion houses the Marble Hall. The castle the only rarely in Vienna sojourning builder served during the summer months as a pleasure palace.
Only in 1720 commenced construction works for the Upper Belvedere, first drawings for this existed already in 1717. The in it extent and form language compared to the Lower Belvedere especially magnificent Upper Belvedere served primarily as a representative setting for grand receptions and festivities. The architectural history of the example due to the loss of the Eugenianischen Bauarchivs (construction archiv of Prince Eugene) cannot be explored in detail without any gaps. 1723 (according to Rizzi 1721/22) the Upper Belvedere s is considered complete. The architect Johann Lukas von Hildebrandt, who repeatedly worked for Prince Eugen, with the construction of the Belvedere has created his main work. It counts in its multiform architectonic as well as sculptural structure to the most important baroque buildings of the 18th century. The to the ensemble belonging, btw Upper and Lower Belvedere laying garden has been created by the Bavarian horticultural engineer D. Girard and today only in broad terms is original. The designs for the interior of the castle stem from C. le Fort du Plessy.
After the death of the prince the belvedere went into the possession of his sole heiress, Victoria Duchess of Saxe-Hildburghausen. She sold it in 1752 to Maria Theresa. At the behest of Joseph II from 1775 the imperial picture gallery was transferred here, which in 1781 for the first time was open to the public. had. Since 1806 was located in the Lower Belvedere the Ambras Collection. Both collections were in 1890 in the Museum of Art History transferred. In 1894, the palace became residence for the heir to the throne Archduke Franz Ferdinand.
After the first World War I the Republic of Austria in Belvedere installed the Austrian Gallery. 1945 suffered the Belvedere severe war damage. In 1950, the "Gold Cabinet" in the north-eastern corner pavilion of the Upper Belvedere was destroyed by fire and replaced by a copy. The since 1988 ongoing general renovation should have been completed in 1996.
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Austrian Gallery Belvedere
The in the center of Vienna situated Belvedere palaces with their extensive parks form an impressive baroque Gesamtkunstwerk. The Museum in the Upper and Lower Castle
provides an excellent overview of the Austrian Art from the Middle Ages to the present. the collections of the 19th and 20th Century also include an exquisite inventory of international art. World Famous works by Klimt, Schiele, Kokoschka, Renoir and Monet you can see in the upper
Belvedere, from where you can enjoy a spectacular view to the center of Vienna. In the historic rooms of the Lower Belvedere are shown works of art from the Middle Ages and Baroque.
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La Fiesta de la Historia es una manifestación multiforme que pretende convertir a Sevilla en la “capital de la Historia”. La Universidad Pablo de Olavide participa en este evento que se celebra en la ciudad hispalense por vez primera a iniciativa de la asociación “Historia y Ciudadanía”, fundada entre otros por la antigua alumna de la UPO Olga Moreno Fernández. En aulas, teatros, museos, iglesias, salas públicas, calles y plazas se celebrarán conferencias, debates, visitas, conciertos, espectáculos y exposiciones temáticas que vinculan las experiencias personales y colectivas a los acontecimientos presentes y futuros, poniendo en valor el patrimonio cultural y la historia de la ciudad como patrimonio común de la ciudadanía.
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Il cantautore italiano presenta "Diwan" al Teatro Nazionale
Apriti Sesamo è il ventottesimo album di Franco Battiato, già disco d'oro per le oltre trentamila copie vendute. Eclettico e multiforme, ricco di citazioni (dantesche o di Santa Teresa d'Avila) e di collaborazioni, dalla chitarra di Simon Tong, ex Verve, al basso di Faso di Elio e le Storie Tese. Dopo il successo di Apriti Sesamo Tour, il sofisticato cantautore italiano ritorna con un nuovo progetto ambizioso, Diwan - L'Essenza del reale, un live per riportare a galla una cultura dimenticata.
Attorno all'anno Mille, infatti, in Sicilia fiorisce, in tre secoli, un'importante scuola poetica araba. Questa preziosa fonte di cultura ci ha lasciato ricche testimonianze in alcuni manoscritti che Battiato studia e interpreta con la sua musica. Assieme all'artista, sul palco, un ensemble multietnico tra cui Etta Scollo, Nabil Salameh dei Radiodervish, Carlo Guaitoli, Gianluca Ruggeri della PMCE e Ramzi Aburedwan fondatore degli Al Kamandjati.
Le chef de l'état a procédé ce jeudi à la pose de la première du stade du Sénégal. L'infrastructure qui va sortir de terre dans 17 mois aura une capacité de 50 milles places. Un complexe sportif dédié principalement au football mais aussi capable d'accueillir d'autres activités dans le pôle urbain intégré et multiforme de Daimniadio.
© Présidence Sénégal / Photo : Lionel Mandeix
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Il cantautore italiano presenta "Diwan" al Teatro Nazionale
Apriti Sesamo è il ventottesimo album di Franco Battiato, già disco d'oro per le oltre trentamila copie vendute. Eclettico e multiforme, ricco di citazioni (dantesche o di Santa Teresa d'Avila) e di collaborazioni, dalla chitarra di Simon Tong, ex Verve, al basso di Faso di Elio e le Storie Tese. Dopo il successo di Apriti Sesamo Tour, il sofisticato cantautore italiano ritorna con un nuovo progetto ambizioso, Diwan - L'Essenza del reale, un live per riportare a galla una cultura dimenticata.
Attorno all'anno Mille, infatti, in Sicilia fiorisce, in tre secoli, un'importante scuola poetica araba. Questa preziosa fonte di cultura ci ha lasciato ricche testimonianze in alcuni manoscritti che Battiato studia e interpreta con la sua musica. Assieme all'artista, sul palco, un ensemble multietnico tra cui Etta Scollo, Nabil Salameh dei Radiodervish, Carlo Guaitoli, Gianluca Ruggeri della PMCE e Ramzi Aburedwan fondatore degli Al Kamandjati.
La mostra – la più ampia ed articolata antologica degli ultimi decenni di uno tra i più imprevedibili e multiformi artisti nel campo della fotografia – offre un panorama dettagliato ed esauriente del percorso di Nino Migliori, in più di 60 anni di ricerca sulla fotografia, della fotografia, con la fotografia.
Oltre 300 opere esposte a Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni per raccontare l’opera dell’autore, a cui si aggiungono 9 installazioni, 2 delle quali a Casa Saraceni e Palazzo Pepoli Museo della Storia di Bologna.
Mostra promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna
in collaborazione con l'Archivio Nino Migliori
18 gennaio - 28 aprile 2013
Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni
Genus Bononiae Musei nella Città
Bologna
foto Paolo Righi
La mostra – la più ampia ed articolata antologica degli ultimi decenni di uno tra i più imprevedibili e multiformi artisti nel campo della fotografia – offre un panorama dettagliato ed esauriente del percorso di Nino Migliori, in più di 60 anni di ricerca sulla fotografia, della fotografia, con la fotografia.
Oltre 300 opere esposte a Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni per raccontare l’opera dell’autore, a cui si aggiungono 9 installazioni, 2 delle quali a Casa Saraceni e Palazzo Pepoli Museo della Storia di Bologna.
Mostra promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna
in collaborazione con l'Archivio Nino Migliori
18 gennaio - 28 aprile 2013
Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni
Genus Bononiae Musei nella Città
Bologna
foto Paolo Righi
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Il cantautore italiano presenta "Diwan" al Teatro Nazionale
Apriti Sesamo è il ventottesimo album di Franco Battiato, già disco d'oro per le oltre trentamila copie vendute. Eclettico e multiforme, ricco di citazioni (dantesche o di Santa Teresa d'Avila) e di collaborazioni, dalla chitarra di Simon Tong, ex Verve, al basso di Faso di Elio e le Storie Tese. Dopo il successo di Apriti Sesamo Tour, il sofisticato cantautore italiano ritorna con un nuovo progetto ambizioso, Diwan - L'Essenza del reale, un live per riportare a galla una cultura dimenticata.
Attorno all'anno Mille, infatti, in Sicilia fiorisce, in tre secoli, un'importante scuola poetica araba. Questa preziosa fonte di cultura ci ha lasciato ricche testimonianze in alcuni manoscritti che Battiato studia e interpreta con la sua musica. Assieme all'artista, sul palco, un ensemble multietnico tra cui Etta Scollo, Nabil Salameh dei Radiodervish, Carlo Guaitoli, Gianluca Ruggeri della PMCE e Ramzi Aburedwan fondatore degli Al Kamandjati.
La mostra – la più ampia ed articolata antologica degli ultimi decenni di uno tra i più imprevedibili e multiformi artisti nel campo della fotografia – offre un panorama dettagliato ed esauriente del percorso di Nino Migliori, in più di 60 anni di ricerca sulla fotografia, della fotografia, con la fotografia.
Oltre 300 opere esposte a Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni per raccontare l’opera dell’autore, a cui si aggiungono 9 installazioni, 2 delle quali a Casa Saraceni e Palazzo Pepoli Museo della Storia di Bologna.
Mostra promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna
in collaborazione con l'Archivio Nino Migliori
18 gennaio - 28 aprile 2013
Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni
Genus Bononiae Musei nella Città
Bologna
foto Paolo Righi
Escursionismo - Escursione " le vie dei santi "
Domenica 19 Febbraio 2017
Direttori d’escursione: Vai Mauro Magnani Nicola
Foto: Vai Mauro
Resoconto della giornata.
La prima escursione del nuovo anno degli scarponi con le ali affronta un tracciato nuovo , mai calcato da quando abbiamo introdotto nel Cai di Cesena questa tipologia di trekking.
La giornata e’ stupenda, il cielo limpido e azzurro e puntuali alle 7:30 ci incamminiamo in 15 dal luogo deputato per la partenza.
Il nome scelto ci anticipa quella che sara’ la tappa fondamentale del nostro percorso;San giovanni in Galilea.
Le nostre prime colline che gia’ in passato ci hanno regalato paesi e scorci interessanti dal punto di vista sia storico che naturalistico ci offrono una delle perle piu’ preziose; un borgo arroccato su uno sperone di roccia spettacolare , con una storia millenaria che parte dal neolitico , passando dall’eta’ del bronzo, quella del ferro , il periodo romano e tutto il medioevo, fino ai giorni nostri , con il passaggio della trafila di Garibaldi e della linea gotica durante il secondo conflitto mondiale.
Testimonianze di questa intensa attivita’ antropica , sono la pieve situata su un crocevia di strade che collegavano la valle del Rubicone con quella dell’Uso la cui storia comincia verso il VI secolo dc. e i resti della rocca e della cinta muraria in parte ancora conservati.
Una menzione particolare merita il piccolo museo Renzi , che chiaramente per motivi di tempo non abbiamo potuto visitare , che raccoglie i reperti riguardanti la millenaria storia dell’insediamento.
Il freddo mattutino, una volta scesi verso la valle della medrina , viene ben presto mitigato dalla salita a San Giovanni e dall’innalzarsi del sole che rende la giornata di puro stampo primaverile.
Una sosta caffe’ e foto , rinfranca il morale , spezza la fatica e ci permette di ammirare , appollaiati su quello sperone , il panorama delle valli circostanti; lo sguardo non ci consente di arrivare a vedere il mare solo a causa della foschia presente verso la riviera che confonde in un unico abbraccio terra e cielo.
Successivamente , una volta lasciato il borgo , ci incamminiamo lungo un ramo del variegato e multiforme percorso di San Vicinio (da qui il perche’ delle “vie dei santi” al plurale) che ci porta prima al guado del rio Tamburone e poi sul crinale del Gorolo (bel noto a chi pratica il ciclismo da strada).
Per chiudere l’anello riscendiamo ancora una volta verso il rio Medrina e passando dalla via della Madonna del fiore ci dirigiamo verso Borghi.
Un passaggio all’interno della parte antica del paese con le sue due chiese, e i resti della rocca e’ d’obbligo , prima di tornare alle macchine.
Sperando che il percorso abbia incontrato come in passato e’ gia’ successo , il favore dei partecipanti ci salutiamo , dandoci un arrivederci al prossimo appuntamento in programma, leggermente piu’ impegnativo di questo:
il 26 marzo , tempo permettendo , partiremo proprio da San Giovanni in Galilea per un anello che passando dalla valle del’Uso , lambira’ Montebello e la valle del Marecchia.
Nicola Magnani
La mostra – la più ampia ed articolata antologica degli ultimi decenni di uno tra i più imprevedibili e multiformi artisti nel campo della fotografia – offre un panorama dettagliato ed esauriente del percorso di Nino Migliori, in più di 60 anni di ricerca sulla fotografia, della fotografia, con la fotografia.
Oltre 300 opere esposte a Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni per raccontare l’opera dell’autore, a cui si aggiungono 9 installazioni, 2 delle quali a Casa Saraceni e Palazzo Pepoli Museo della Storia di Bologna.
Mostra promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna
in collaborazione con l'Archivio Nino Migliori
18 gennaio - 28 aprile 2013
Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni
Genus Bononiae Musei nella Città
Bologna
foto Paolo Righi
Le chef de l'état a procédé ce jeudi à la pose de la première du stade du Sénégal. L'infrastructure qui va sortir de terre dans 17 mois aura une capacité de 50 milles places. Un complexe sportif dédié principalement au football mais aussi capable d'accueillir d'autres activités dans le pôle urbain intégré et multiforme de Daimniadio.
© Présidence Sénégal / Photo : Lionel Mandeix