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Questo virus è un malandrino che gira di notte,
quando tutte le brave ragazze devono stare in casa
per non rischiare di ammalarsi o di restare incinte,
o peggio, di diventare donne chiacchierate, perdute.
Un malandrino furbo, che adesca con i ben noti
strumenti del demonio: il cinema, il teatro, la musica e addirittura la convivialità, la sguaiata allegria peccaminosa
del mangiare insieme conversando, che favorisce i pensieri libidinosi e disordinati in cui alberga Satana il tentatore.
Ma non solo! Sa lusingare anche con i libri, con trappole
di parole, con la blasfema cultura libertina, come se potesse esistere cultura al di fuori delle Sacre Scritture.
Per fermarlo, occorre riconsegnare la notte al pio silenzio,
chiudendo tutto al calare del buio, tagliando con la spada della virtù i lascivi tentacoli delle tenebre.
E se questo non bastasse, si chiudano anche le scuole,
le università dove il malandrino trova terreno fertile nelle audaci teorie di chi non mette il Signore Dio al primo posto,
nelle eretiche filosofie che i cattivi maestri, troppo tollerati,
insinuano nelle menti dei fanciulli. Si chiuda, si chiuda!
Restino aperti solo i nobili opifici, dove il sudore della fronte eleva l'uomo e lo rende degno della scala del Paradiso;
restino aperte le fabbriche in cui attraverso la quotidiana umile sofferenza l'operaio si purifica e perviene alla salvezza.
È questa la strada per sconfiggere il virus, non senza il sostegno di orazioni devote, abluzioni e penitenze.
(dal libro "Fontana di Speranza" del Conte Cirio de' Burioni,
stampato per l'epidemia del 1620 con i torchi dell'Ordine Minore di Salvezza, O.M.S., con licenza de' superiori, e privilegio)
Adattamento di Carlo Molinaro
Aos que ja me conhecem dos meus dois antigos flickrs, devem lembrar das series que costumava postar neles, ainda não tenho certeza se farei novamente estas series, mas gostaria de homenagear a memoria de um BRASILEIRO que apesar de sido mencionado diversas vezes em nossas salas de aula, não tem sua historia conhecida.
Um dos personagens da historia brasileira que mais admiro, vou tentar aos poucos postando sobre sua vida...
D. Pedro II
Imperador do Brasil
Ordem: 2.º Imperador do Brasil
Cognome(s): O Magnânimo
Início do Reinado: 7 de abril de 1831
Término do Reinado: 15 de novembro de 1889
Aclamação: 18 de julho de 1841, Capela Imperial, Rio de Janeiro, Brasil
Predecessor: D. Pedro I
Sucessor: Nenhum
Proclamação da República
Pais: D. Pedro I & D. Leopoldina de Áustria
Data de Nascimento: Rio de Janeiro , 2 de dezembro de 1825
Data de Falecimento: Paris , 5 de Dezembro de 1891 (66 anos)
Consorte(s): Teresa de Duas Sicílias
Príncipe Herdeiro: Princesa Isabel do Brasil (filha)
Dinastia: Capeto (Casa de Bragança)
Dom Pedro de Alcântara João Carlos Leopoldo Salvador Bibiano Francisco Xavier de Paula Leocádio Miguel Gabriel Rafael Gonzaga de Bragança e Habsburgo, chamado O Magnânimo (Rio de Janeiro, 2 de dezembro de 1825 — Paris, 5 de dezembro de 1891) foi o segundo e último Imperador do Brasil de facto.
D. Pedro II foi o sétimo filho de Dom Pedro I e da arquiduquesa Dona Leopoldina de Áustria. Sucedeu ao seu pai, que abdicara em seu favor para retomar a coroa de Portugal, à qual renunciara em nome da filha mais velha, D. Maria da Glória. Pelo lado paterno, era sobrinho de Miguel I de Portugal, enquanto, pelo lado materno, sobrinho de Napoleão Bonaparte e primo dos imperadores Napoleão II da França, Francisco José I da Áustria e Maximiliano I do México. Sendo o irmão mais novo de D. Maria da Glória, também fora tio de D. Pedro V e D. Luís I, reis de Portugal.
Herdeiro do trono
D. Pedro de Alcântara João Carlos Leopoldo Salvador Bibiano Francisco Xavier de Paula Leocádio Miguel Gabriel Rafael Gonzaga nasceu no Paço de São Cristóvão, na capital brasileira, Rio de Janeiro, em 2 de dezembro de 1825, filho de D. Pedro I, imperador do Brasil e Dona Maria Leopoldina da Áustria, arquiduquesa da Áustria.
Seu nascimento foi comemorado com festas durante três dias no Rio de Janeiro. Sendo o único filho homem do Imperador dom Pedro I a sobreviver à infância, tornou-se o herdeiro da coroa imperial do Brasil, com o título de Príncipe Imperial. Mas tornou-se órfão de mãe com pouco mais de um ano de idade e na infância, o visconde de Barbacena o considerou um “menino magrinho e muito amarelo”, e que sofria constantemente de febres e ataques convulsivos. Do pai, recebeu carinho e afeto, revelando uma grande ternura pelo filho e dizia com orgulho: “Meu filho tem sobre mim a vantagem de ser brasileiro”. Verdadeiramente, o pequeno príncipe era antes um símbolo, por ser considerado “genuinamente brasileiro”.
Foto: Monumento a D. Pedro II - Petropolis - Rio de Janeiro - Brasil
Escultor - Jean Magrou - Paris - 1910
Fonte do Texto: Wikepédia
É um dourado com um tico de laranja, bem diferente dos dourados comuns e deve ser por isso que gostei tanto dele \o/
No meu caso, gostar de esmalte dourado é muito mais difícil do que gostar de esmalte laranja e esse conseguiu ganhar meu coração, não sei se é por ter um tico de laranja na fórmula que “quebra” o dourado ou se é pela quantidade de brilhinhos que ele tem, mas ele é lindinho.
Como eu disse na descrição resumida dele na foto da coleção completa, o 18k Ginza Gold faz parte da Japanese Collection lançada em 2005 pela OPI e faz referência a Ginza, um famoso distrito de Tóquio (muito “rico” por sinal).
Em relação à fórmula: Precisei de três camadas nele, mas só porque usei a primeira muito fininha e estou com as unhas compridas. Secou rápido, não fez bolhas e tem o brilho característico dos OPI.
*Este é do lote de 2005 e veio do Ebay, com o pincel antigo (comum), que mesmo não sendo achatado é muito bom =]
Il Duomo di Orvieto è la cattedrale di Orvieto, capolavoro dell'architettura gotica del Centro Italia.
La costruzione della chiesa, avviata nel 1290 per volontà di Papa Niccolò IV allo scopo di dare degna collocazione al Corporale del miracolo di Bolsena, si protrasse per circa un secolo. Disegnato in stile romanico da Arnolfo di Cambio, in principio la direzione dei lavori fu affidata a fra Bevignate da Perugia.
Nel 1310 venne chiamato a dirigere il cantiere il senese Lorenzo Maitani: per la fastosa facciata, egli innovò arditamente e , traendo spunto dal Duomo di Siena, realizzò una sorta di trittico gotico, impreziosito da mosaici e sculture. Al centro si apre un magnifico rosone, opera di Andrea di Cione detto l'Orcagna. I rilievi scolpiti, sono attribuiti al Maitani stesso (o in alternativa ad un non identificato Maestro Sottile) e a vari artisti minori del XIV secolo: uno degli esempi più mirabili di scultura gotica in Italia. I mosaici, tra cui quello della cuspide con l'Incoronazione della Vergine, sono stati nei secoli pesantemente restaurati e rifatti: tra quelli più antichi, spicca la scena del Battesimo di Cristo (su disegno di Cesare Nebbia). Notevole è il portale centrale moderno , inquadrato -come i due laterali- da un profondo strombo, e rivestito con lastre bronzee dello scultore Emilio Greco, che narrano opere di misericordia.
L’interno è a pianta basilicale e suddiviso da pilastri circolari in tre navate, di cui la centrale, coperta da capriate lignee, deriva l'elegante omogeneità stilistica dall'alternanza delle fasce orizzontali bianche e nere, di matrice senese.
Spicca tra le numerose opere d'arte conservate nel Duomo il preziosissimo Reliquiario del Corporale, realizzato, tra il 1337 e 1338, dall'orafo senese Ugolino di Vieri. Il Reliquiario è destinato a raccogliere il Corporale utlizzato nella miracolosa Messa di Bolsena (1264), macchiatosi di sangue sprizzante dall'Ostia al momento della celebrazione eucaristica. L'opera riproduce la sagoma tripartita della facciata del Duomo con raffinate scene della Vita di Cristo e scene del miracolo di Bolsena realizzate in smalto traslucido. Capolavoro dell'arte Gotica, si trova nella splendida cappella affrescata da tre pittori orvietani, tra i quali ruolo preminente ebbe Ugolino di Prete Ilario. La decorazione pittorica della Capella si colloca tra il sesto e il settimo decennio del XIV secolo.
Coerentemente alla destinazione della Cappella, il programma iconografico del ciclo ha ad oggetto non solo gli episodi della Messa di Bolsena ma in generale il mistero della Transustanziazione. Infatti, oltre al miracolo di Bolsena, sono raffigurati diversi altri prodigi - per lo più si tratta di episodi tratti da exempla messi a punto con scopo didascalico - che dimostrerebbero la reale presenza del corpo di Cristo nella Particola consacrata. Completano la decorazione scene della Passione e in particolare la raffigurazione dell’Ultima Cena, appunto l’istituzione dell’Eucarestia.
Nella stessa Cappella del Corporale è ospitata anche la Madonna dei Raccomandati (o della Misericordia) realiazzata dal senese Lippo Memmi. Notevole poi l'affresco raffigurante Due angeli reggenti lo stemma dell'Opera del Duomo. Ugualmente interessante è il Fonte Battesimale sormontato da una statua di San Giovanni Battista.
Lo stesso Ugolino di Prete Ilario affrescò, con molti aiuti, la tribuna del Cappella Maggiore con un esteso ciclo mariano. Si tratta di uno di più grandi cicli trecenteschi superstiti in Italia ed è di qualche anno successivo a quello della Capella del Corporale. Nella tribuna si apre una grande finestra quadrifora caratterizzata da una notevole vetrata istoriata opera di Giovanni di Bonino. In pandant con la decorazione ad affresco la vetrata è dedicata alle storie di Maria e di Cristo.
Caposaldo della pittura rinascimentale italiana è infine la Cappella di San Brizio: la decorazione pittorica, avviata, nel 1447, dal Beato Angelico con l'aiuto di Benozzo Gozzoli, cui si deve la decorazione di due vele di una delle due crociere, e conclusa, nel 1504, da Luca Signorelli con grandiose scene apocalittiche dedicate alla Venuta dell'Anticristo, alla Fine del mondo, alla Resurrezione della carne e al Giudizio universale. Nelle volte della Cappella sono raffigurati il Cristo Giudice (dell'Angelico) e le schiere paradisiache. La zoccolatura delle pareti contiene un complesso programma iconografico dedicato ai grandi poeti dell'antichità (cui è aggiunto Dante): a ognuno di essi è dedicato un ritratto, contornato da tondi che riproducono in monocromo episodi tratti dalla sua opera. In una scarsella Signorelli ha raffigurato anche un Compianto che, secondo la tradizione tramandata da Vasari, celerebbe nel volto di Cristo un ritratto del figlio del Maestro cortonese morto pochi anni prima di peste.
Sulla parete della navata sinistra, nella prima campata, vi è poi un affresco di Gentile da Fabriano raffigurante la Madonna con Bambino eseguita nel 1425.
Nel transetto, si può ammirare una Pietà, mentre sul lato sinistro si trova la Cappella della Maddalena, restaurata nel XVIII secolo dai marchesi Gualterio per la sepoltura di alcuni membri della famiglia: i cardinali Carlo e Filippo Antonio, e gli arcivescovi Ludovico Anselmo e Giannotto. Ai piedi della cappella si legge infine un'iscrizione dedicata a Giovanni Battista Gualterio, marchese di Corgnolo, duca di Cumia e conte di Dundee.
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A Catedral de Orvieto é um grande edifício religioso da cidade de Orvieto, na Itália, dedicado à Virgem Maria.
Sua construção foi ordenada pelo papa Urbano IV para receber uma relíquia, o Corporal de Bolsena. A pedra fundamental foi lançada em 13 de novembro de 1290, e as obras se prolongaram por três séculos, com um estilo que mostra a evolução do românico para o gótico. O projeto original se deve ao frei Bevignate de Perugia, que adaptou um desenho de Arnolfo di Cambio. Em 1309 Lorenzo Maitani foi chamado para assumir as obras e resolver sérios problemas estruturais, e a ele se deve o desenho geral da fachada até o nível das primeiras arcadas. Com sua morte, foi sucedido por Andrea Pisano e depois por Orcagna, a quem se atribui a decoração em mosaicos e a rosácea. Os arquitetos seguintes deram todos eles alguma contribuição importante para a obra - Antonio Federighi, Michele Sanmicheli, Antonio da Sangallo e Ippolito Scalza - mas o resultado final é muito unificado, compondo uma das grandes obras arquiteturais da Baixa Idade Média.
As partes mais interessantes da fachada são a sua decoração em mosaico de ouro, os grandes baixos-relevos e as estátuas com os símbolos dos Evangelistas, criados por Maitani e colaboradores entre 1325 e 1330. Em 1352 Matteo di Ugolino da Bologna acrescentou o bronze Cordeiro de Deus acima da empena central e a estátua de bronze de São Miguel no topo do frontão da entrada esquerda. Os baixos-relevos nas bases das pilastras retratam histórias do Antigo e do Novo Testamento. Eles estão entre os melhores exemplares de escultura arquitetural do século XIV. Os mosaicos foram realizados seguindo um projeto de Cesare Nebbia. Suas peças originais foram substituídas ao longo dos séculos, e representam cenas da vida da Virgem Maria. No centro da fachada está a grande rosácea construída por Orcagna entre 1354 e 1380. Nos nichos acima estão os doze apóstolos, enquanto em nichos de ambos os lados estão representados profetas do Antigo Testamento. A moldura possui 52 cabeças esculpidas, enquanto o centro da rosácea tem uma cabeça do Cristo. A parte mais nova da decoração são as três portas de bronze, concluídas em 1970 por Emilio Greco, mostrando cenas da vida de Cristo. A porta central é encimada por uma escultura da Virgem com o Menino criada por Andrea Pisano em 1347.
Seu interior tem três naves e uma planta cruciforme, possuindo muitas obras de arte de mestres como Gentile da Fabriano, Ippolito Scalza, Giovanni Ammannati, Ugolino di Prete Ilario, Giovanni di Buccio Leonardelli, Orcagna, Lippo Memmi, Fra Angelico, Benozzo Gozzoli, Luca Signorelli e vários outros. O interior, como o exterior, está decorado com linhas alternadas de basalto escuro e mármore branco, mas apenas atá uma altura de cerca de 1,5 m. As linhas escuras acima delas foram pintadas em imitação de pedra no final do século XIX.
Os painéis de alabastro na parte inferior das janelas foram complementados com vitrais neogóticos nas partes superiores, desenhados por Francesco Moretti. O telhado de madeira foi decorado na década de 1320 por Pietro di Lello e Vanuzzo di Mastro Pierno, e foi muito restaurado em 1890 por Paolo Zampi e Paolo Coccheri. Perto da entrada esquerda está a pia batismal em mármore com leões e relevos. Foi construída entre 1390-1407 por Luca di Giovanni, Pietro di Giovanni e Sano di Matteo. Acima está um afresco da Madonna entronizada pintado por Gentile da Fabriano em 1425. Este é o único afresco que sobreviveu quando foram adicionados altares às paredes da nave no final do século XVI. Esses altares por sua vez foram desmantelados no século XIX e apenas fragmentos dos outros afrescos dos séculos XIV e XV ainda subsistem. Alguns deles são atribuídos a Pietro di Puccio. No início da nave está uma pia de água benta, esculpida por Antonio Federighi entre 1451 e 1456. Acima da entrada da Capela do Corporal fica o grande órgão, com 5.585 tubos e originalmente concebido por Ippolito Scalza e Bernardino Benvenuti no século XV, antes de ser redesenhado em 1913 e 1975. Outra contribuição importante de Scalza para a igreja é a grande Pietà esculpida em 1579. Os grandes vitrais na abside foram obra de Giovanni di Bonino entre 1328 e 1334. O desenho foi feito provavelmente por Maitani. Acima do altar está pendurado um grande crucifixo em madeira policromada atribuído a Maitani. A construção do coro gótico em madeira foi iniciada em 1329 por Giovanni Ammannati e sua equipe. Ele estava originalmente no centro da nave, mas foi transferido para a abside por volta de 1540. Atrás do altar há uma série de afrescos góticos parcialmente arruinados, dedicados à vida da Virgem Maria, ocupando todas as paredes da capela-mor. Foram criados em 1370 pelo artista local Ugolino di Prete Ilario e alguns colaboradores, como Pietro di Puccino, Cola Petruccioli e Andrea di Giovanni. Esta série de afrescos foi a maior da Itália em seu tempo. Duas cenas, a Anunciação e a Visitação, foram refeitas por Antonio del Massaro no final do século XV.
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The Duomo di Orvieto is a large 14th century Roman Catholic cathedral situated in the town of Orvieto in Umbria, central Italy. The building was constructed under the orders of Pope Urban IV to commemorate and provide a suitable home for the Corporal of Bolsena, a miracle which is said to have occurred in 1263 in the nearby town of Bolsena, when a traveling priest who had doubts about the truth of transubstantiation found that his Host was bleeding so much that it stained the altar cloth. The cloth is now stored in the Chapel of the Corporal inside the cathedral.
Situated in a position dominating the town of Orvieto which sits perched on a volcanic plug, the cathedral’s façade is a classic piece of religious construction, containing elements of design from the 14th to the 20th century, with a large rose window, golden mosaics and three huge bronze doors, while inside resides two frescoed chapels decorated by some of the best Italian painters of the period with images of Judgement Day.
The construction of the cathedral, dedicated to the Assumption of Mary (Santa Maria Assunta), lasted almost three centuries with the design and style evolving from Romanesque to Gothic as construction progressed. The flagstone of the cathedral was laid on 13 November 1290 by Pope Nicholas IV, and construction was entrusted to chief-mason (capomastro) Fra Bevignate di Perugia (also called Fra Bevignate da Gubbio) using a design by Arnolfo di Cambio (the architect of the cathedral of Florence). The cathedral was initially designed as a Romanesque basilica with a nave and two side aisles. But when Giovanni di Uguccione succeeded Fra Bevignate, the design was transformed into Italian Gothic forms.
Construction continued slowly until in 1309 the Sienese sculpture and architect Lorenzo Maitani (universalis caput magister) was commissioned to work on the church and solve several issues concerning the load-bearing capabilities of the building, especially of the choir. He substantially changed the design and construction of the building. He strengthened the external walls with flying buttresses, which proved later to be useless. These buttresses were eventually included in the walls of the newly built transept chapels. He rebuilt the apse into a rectangular shape and added a large stained-glass quadrifore window. Starting in 1310 he created the current façade up to the level of the bronze statues of the symbols of the Evangelists.. He also added much of the interior. He died in 1330, shortly before the completion of the duomo, succeeded by his sons. In 1347 Andrea Pisano, the former Master of the Works of the Florence Cathedral, was appointed the new Master of the Works. He was followed in 1359 by Andrea di Cione, better known as Orcagna.The beautiful mosaic decoration and the rose window are attributed to him. The Sienese architect Antonio Federighi continued the decoration of the facade between 1451 and 1456, adding some Renaissance modules.In 1503 Michele Sanmicheli finished the central gable and added the right spire, which was finished by Antonio da Sangallo junior in 1534. Final touches to the façade were made by Ippolito Scalza by adding the right pinnacle in 1590 and the left in 1605-1607. All in all, the succeeding architects kept a stylistic unity to the façade.
The Gothic façade of the Orvieto Cathedral is one of the great masterpieces of the Late Middle Ages. The three-gable design is attributed to Maitani, who had clearly undergone some influence by the design scheme for the façade in Tuscan Gothic style of the Siena Cathedral by Giovanni Pisano (1287-1297) and the plan for façade of the Florence Cathedral by Arnolfo di Cambio (1294-1302).
The most exciting and eye-catching part is its golden frontage, which is decorated by large bas-reliefs and statues with the symbols (Angel, Ox, Lion, Eagle) of the Evangelists created by Maitani and collaborators (between 1325 and 1330) standing on the cornice above the sculptured panels on the piers. In 1352 Matteo di Ugolino da Bologna added the bronze Lamb of God above the central gable and the bronze statue of Saint Michael on top of the gable of the left entrance.
The bas-reliefs on the piers depict biblical stories from the Old and New Testament. They are considered among the most famous of all 14th century sculpture. These marbles from the fourteenth and fifteenth century are the collective and anonymous work of at least three or four masters with assistance of their workshops, It is assumed that Maitani must have worked on the reliefs on the first pier from the left, as work on the reliefs began before 1310. The installation of these marbles on the piers began in 1331. They depict from left to right:
stories of the Old Testament : Book of Genesis
the Tree of Jesse with scenes from the Old Testament with messianic prophesies of Redemption.
scenes from the New Testament with below Abraham sleeping : episodes from the lives of Jesus and Mary
Last Judgment : Book of Revelation
Above this decoration are glittering mosaics created between 1350 and 1390 after designs by artist Cesare Nebbia. These original pieces have been replaced and redesigned in the centuries since, particularly in 1484, 1713 and 1842. Most of these mosaic represent major scenes from the life of the Virgin Mary, from the "Nativity of Mary" in the lower right gable to the "Coronation of the Virgin Mary" in the topmost gable. One of these glassmakers is recorded as Fra Giovanni Leonardelli.
Central to the mosaics is the large rose window built by the sculptor and architect Orcagna between 1354 and 1380. In the niches above the rose window stand the twelve apostles, while in niches on both sides twelve Old Testament prophets are represented in pairs. Statues in niches is typical for French Gothic cathedrals. It is therefore likely that the sculptors have undergone some influence. Eight statues have been attributed in the records to Nicola de Nuto. The spandrels around the rose window are decorated with mosaics representing the four Doctors of the Church. The frame of the rose window holds 52 carved heads, while the center of the rose window holds a carved head of the Christ.
The newest part of the decoration are the three bronze doors which give access to the entrance of the cathedral. These were finished in 1970 by the Sicilian sculptor Emilio Greco (1913-1995) depicting mercies from the life of Christ and are surmounted by a sculpture of the Madonna and Child created by Andrea Pisano in 1347.
The cathedral's side walls, in contrast to the façade, are more simply furnished with alternating layers of local white travertine and blue-grey basalt stone.
Photo and retouch : kenny huynh
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Entrance into an old vulcano 20 miles south of Cologne/Germany
(looks as if taken with a fish-eye lens, but it isn't - all naturally grown)
Canon EOS 3 / Yashica 2.8 28 mm @ f16
red filter (to get the fallen leaves lighter), exp. 2 seconds
Ilford PanF+ @ ISO 32
dev. in 510-Pyro (N)
Adox MCC 112 / Splitgrade
dev. in Moersch Catechol 1+5 / Rollei RPN 1+12
Bleaching for the highlighs and sulphur re-toning them thereafter with Moersch MT5 1+20
A British Navy captain has banned Brussels sprouts from his ship and labelled them the 'devil's vegetable' ...
www.telegraph.co.uk/news/newstopics/howaboutthat/5549951/...
BCE class electric double deck buses at SO (Harrow) garage principally work routes 183 and X140 in late March 2022. BCE47100 is seen on the latter on 23 March just after leaving Harrow bus station. It is a BYD D8UR-DD with Alexander Dennis Enviro 400 EV City body.
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A fundação da igreja e do mosteiro devem remontar ao século XI (segundo Frei Nicolau de Santa Maria já existia o mosteiro de São Pedro de Arganil em 1080), datando a sua transferência para Folques de cerca de 1190, ano da autorização do Bispo de Coimbra (SANTA MARIA, 1668, parte II, p. 158 e ss). Desde o final do século XVI que o mosteiro se encontra anexado à congregação dos Cónegos Regrantes de Santa Cruz de Coimbra, o que ocorreu definitivamente em 1620 com a anexação ao Colégio Universitário de Santo Agostinho.
Parte do edifício que chegou até nós pode ser recuado a uma campanha quinhentista, na qual se incluem o claustro e a torre, embora esta última seja de construção posterior mas com vãos manuelinos integrados (GONÇALVES, NOGUEIRA, 1953). O claustro junto à igreja apresenta lanços manuelinos a Nascente e os restantes são posteriores (IDEM). O claustro a Nascente apresenta o cronograma de 1760, que corresponde, certamente, à data da sua edificação. A igreja foi também remodelada do decorrer da centúria de Setecentos, ainda que conserve parte do seu equipamento original, como a pia de água benta, o púlpito com mísula manuelina e alguma imaginária (IDEM). O retábulo-mor é característico do final do século XVII, e na nave o tecto é apainelado.
A fachada da igreja, de pano único limitado por pilastras rematadas por pináculos, é marcada pela abertura do portal, de verga curva, encimado por cornija saliente onde se inscrevem as armas de São Pedro, a quem o templo é dedicado. O janelão do coro é octogonal e o alçado termina em empena. À direita ergue-se a torre sineira e no mesmo plano o alçado do mosteiro antecedido por escadaria de lanços convergentes.
Com a extinção das ordens religiosas, as instalações conventuais foram adquiridas pela Marquesa de Valada, que aí habitou. Conheceu depois diversos proprietários e em 1995 passou a ser gerido pela Câmara Municipal de Arganil, pelo Instituto do Emprego e Formação Profissional e pela Associação de Empresas da Agricultura, Comércio e Indústria da Beira Serra (Acibeira). Estas instituições criaram o Centro de Formação Profissional para o Sector Interempresas da Beira Serra (Cinterbei), que foi extinto em 2004 passando as suas funções a ser asseguradas pelo Centro de Emprego e Formação Profissional de Arganil, que conserva a propriedade do mosteiro, onde funcionam alguns dos seus serviços.
(Rosário Carvalho) www.patrimoniocultural.pt/pt/patrimonio/patrimonio-imovel...
Voici ma petite collection d’appareils traditionnels avec devant chacun un négatif associé.
Pour donner l’échelle, j’ai placé une bande de négatifs 35mm au premier plan. En commençant par la gauche, vous découvrez mon Mamiya-Six Automat Folding de 1955 et mon Yashica Mat 124G TLR des années 70. Ces deux appareils utilisent du film au format 120 et donnent des images de 6 x 6 cm. Le troisième appareil est ma chambre 4 x 5 Toyo 45A, un modèle toujours fabriqué dans sa version 45AII. Pour finir, mon vieux Burke & James 8 x 10, un vénérable représentant des années 40. Tous ces appareils fonctionnent parfaitement et permettent de faire des images d’une qualité extraordinaire hors de portée des appareils modernes numériques, surtout en ce qui concerne les négatifs grands formats qui permettent des résolutions de plusieurs centaines de mégapixels.
Un uomo deve mantenere un piccolo recesso dove può essere se stesso senza riserve. Solo nella solitudine egli può conoscere la vera libertà.
(Michel de Montaigna)
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Devant cette église, il y a très souvent des camions à plateau garés, parfois remplis de déchets.
Il y a aussi cette puissante BMW garée à l'emplacement réservé aux personnes à mobilité réduite.
En bas du bâtiment, à côté de l'entrée de service incendiée, il y a régulièrement des gens qui trainent à l'abri des regards, cachés par les buissons environnants.
Force est de constater qu'Agen a un Président-Maire démissionnaire puisque la situation perdure depuis des années ici.
Des individus ont tenté de mettre le feu à l'église et il y a des impacts de tirs dans les baies vitrées.
Mais tout va bien.