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I volontari di Greenpeace hanno organizzato oggi attività di sensibilizzazione in 21 città italiane per chiedere il bando dei pesticidi dannosi per api e altri impollinatori, l’estensione del bando europeo ai neonicotinoidi e investimenti in pratiche agricole sostenibili. Indossando dei costumi, i volontari dell’organizzazione ambientalista hanno inoltre rappresentato le api costrette a lasciare il loro habitat naturale per colpa dei pesticidi che mettono a rischio la loro sopravvivenza.
A honeybee (Apis mellifera) and a garden flower. Pollin has gathered on the legs into "pollen baskets".
Apis LINNAEUS, 1758 è un genere di insetti sociali della famiglia Apidae. È l'unico genere della tribù Apini.
Due delle specie comprese nel genere possono essere allevate dall'uomo ovvero Apis mellifera e Apis cerana.
Apis mellifera, diffusa in tutti i continenti ad esclusione delle zone artiche ed antartiche, è l'unica conosciuta in Europa. Apis dorsata risiede in particolar modo in India e nel Sud-Est asiatico, non è una specie domestica, ha la particolarità di costruire il favo aperto ed è di dimensioni ragguardevoli, tanto da meritarsi il nome di ape gigante dell'India. Nelle stesse zone prolifera Apis cerana, di dimensioni però più contenute, che ha il suo habitat inMedio ed Estremo Oriente, in particolare in Afghanistan, Pakistan, India, Siberia, Cina e Giappone.
L'ape è un indicatore biologico della qualità dell'ambiente e attualmente rappresentano una delle emergenze ecologiche in corso. Oltre al ruolo diretto nella produzione del miele. Il maggior produttore di miele è l'Argentina che ha ridotto del 27% le sue 75.000 tonnellate annue.In Italia nel 2007 sono morte il 50% delle api, persi 200.000 alveari e 250 milioni di euro nel settore agricolo.
Le api muoiono per varie cause, non sempre del tutto identificate: cause ambientali, mutamento climatico, la varroa e altri antagonisti naturali, l'uso indiscriminato dei fitofarmaci. Gli alveari si spopolano per il fenomeno del CCD (Colony Collapse Disorder). In vari paesi, i regolamenti fitosanitari e le autorizzazioni all'uso dei fitofarmaci impongono, da decenni, vincoli ai trattamenti fitoiatrici al fine di tutelare l'attività delle api e degli insetti pronubi in generale. Uno dei vincoli di maggiore ricorrenza per molti principi attivi è il divieto di eseguire trattamenti, anche non insetticidi, nel corso della fioritura.
L'ape, emblema dell'operosità, è fin dai tempi antichi un insetto simbolico in miti, leggende e religioni, noto certamente già dalla preistoria per la propria utilità. Si ha notizia da pitture murali rinvenute nella Cueva de la Araña, presso Bicorp, provincia di Valencia(Spagna), che già nel periodo magdaleniano l'uomo sfruttava le api per trarne il miele.
Nella mitologia greca erano considerate messaggere delle Muse per la loro sensibilità ai suoni, ma anche il simbolo del popolo obbediente al suo re. Quando, secondo la leggenda, Zeus bambino fu nascosto dalla madre Rea in una grotta del monte Ida a Cretaper sottrarlo al padre Crono che voleva divorarlo, fu nutrito, oltre che dal latte della capra Amaltea, da un miele prodotto dalle api locali.
Essendo il miele nell'antichità l'unica fonte di zucchero, l'ape, sua produttrice, era tenuta in alta considerazione. A ciò, probabilmente, è dovuta la sua connessione al tema della bugonia, ovvero dell'origine della vita - in questo caso lo sciame - da carcasse di animalisacrificati, di solito buoi, come indica il nome, ma anche leoni. Gli episodi più noti sono narrati da Virgilio nelle Georgiche (IV, 528,-558), ripreso da Ovidio nei Fasti (I, 363-380), e dall'Antico Testamento (Giudici, 14,14).
Particolarmente considerata era l'organizzazione dell'alveare, descritta con ammirazione da Plinio il Vecchio [7] e presa a paragone per la sua laboriosità dallo stesso Cicerone. L'ape era anche simbolo del coraggio, per la sua determinazione nell'attaccare gli aggressori, e della verginità. Anche Virgilio esalta la purezza delle api «… che non si abbandonano all'amore, non si infiacchiscono nei piaceri e non conoscono né l'unione dei sessi, né i dolorosi sforzi del parto.» e Plutarco afferma che le api puntano il loro pungiglioni contro chi è schiavo dei piaceri del sesso. Non stupisce quindi che anche l'iconologia cristiana abbia considerato molto positivamente la figura simbolica dell'ape. San Francesco di Sales paragona, nel suo Traité de l'amour de Dieu, l'anima dell'uomo nel corso della sua vita terrestre ad un'ape, paragone già formulato nel testo Vitis mystica, attribuito a San Bernardo [13] e ripreso da Rudolf Steiner, mentre Dante paragona le anime degli angeli alle api:
« sì come schiera d'api che s'infiora / una fiata e una si ritorna / là dove il suo laboro s'insapora »
Questa immagine anima-ape era presente anche presso gli antichi egizi, secondo l'egittologo francese Alexandre Moret.
Come simbolo viene utilizzato in Massoneria per indicare l'operosità laboriosa di tutti i Fratelli.
In araldica troviamo le api inserite nel blasone dell'Abbazia di Nôtre Dame de Melleray (dipartimento della Sarthe), così come fecero molti altri abati e badesse,[16] mentre tre api campeggiano su sfondo azzurro nello stemma dei Barberini, riprese nella famosa fontana del Bernini a Roma, scolpita su richiesta di Papa Urbano VIII (Maffeo Barberini) e oggi posta all'angolo di Piazza Barberini con Via Veneto.
Tuttavia le api hanno ispirato anche una simbologia negativa: nell'Antico Testamento si trova in Isaia che le api sono assimilate alle mosche quali insetti fastidiosi, dei quali il Signore annuncia un'invasione, pronosticando con questo un'invasione assira, così come ne i Salmi, mentre Eucherio di Lione, dopo averle lodate, le porta a paragone di persone malvagie ed iraconde che, come le api «…hanno il miele in bocca ed il pungiglione nascosto nella coda. […] parlando infatti nutrono con un dolce miele e in pari tempo feriscono con il pungiglione.»
Apis melifera (Apidae) foraging on Narcissus pseudonarcissus (Liliaceae), 6/III/2014, Etoile, France.
See the "What is an API?" video
live.pirillo.com/ - API stands for Application Programming Interface. It allows developers share information between their programs. It's a standard method where developers can access a program (or website) and build a program around it.Wikipedia has this to say:An application programming interface (API) is a source code interface that a computer system or program library provides to support requests for services to be made of it by a computer program. An API differs from an application binary interface in that it is specified in terms of a programming language that can be compiled when an application is built, rather than an explicit low level description of how data are laid out in memory. Recently there has been a debate over MySpace shutting down widgets that are not officially sanctioned by MySpace. Facebook, a competitor to MySpce, has opened its API which allows programmers to develop programs and widgets around the Facebook service.What do you think about the F
acebook/MySpace debate?Want to embed our API video in your blog? Use this code:http://live.pirillo.com/ / http://chris.pirillo.com/media/This video was originally shared on blip.tv by l0ckergn0me with a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs license.
Apis mellifera (common names: Honey Bee, European Honey Bee). July 9, 2011, Sauvie Island, Oregon.
Despite being "blonde," this is apparently the same species as all the other Honey Bees in the area; curiously many of the swarm found visiting the blossoms of the particular blackberry patch where this one was seen were also very pale.
Kayangan Api / The Eternal Fire
The name of “Kayangan Api” is a fire source that never die, located in the forest in Sendangharjo village, Ngasem district, a village that has about 42,29% jungle area of the village width. According to a story, Kayangan Api is a place of Mbah Kriyo Kusumo or Mpu Supa took a rest, he also known as Mbah Pandhe from Mojopahit. In the west side of Kayangan Api, there is a puddle of mud that contain of sulfur, and according to belief, at that time still made farm tools and heirloom such as; keris, spear, cundrik, etc. Bojonegoro people are still believe that this fire source is sacred and according to the story, this fire had take if there is an important ceremony that had done in the past, such as; Jumenengan Ngarsodalem Hamengku Buwono X and took the fire through a requirement that is traditional party / Wilujengan and Tayuban with Javanese Song (Gending) of eling-eling, wani-wani and gunung, which is Mbah Kriyo Kusumo’s favorite song.
That’s why when the music has played and danced, every body is not allowed to accompany the ‘Waranggono’. From those society story, then Kayangan Api that located about 25 km of Bojonegoro city, placed as the nature tourism object and placed to held an important that is the anniversary of Bojonegoro regency ceremony, together purify (Ruwatan Massal), and “Wisuda Waranggono” (Waranggono graduated). This tourism object has equipped with kinds of facilities such as; the hall, kiosks, the bridge, etc.
This location is very suitable for outbound event, because this is tourism area. At certain time, especially on Friday Pahing (Jum’at Pahing = one of Javanese days) there are many people come here to make a wish in order to get success, get married partner, get high status and even also to get the heirloom. The traditional ceremony that has done by the people is Nyadranan (Bersih Desa / the anniversary of a village) as thank you expression to the God.
The development of Kayangan Api tourism is aimed to the development of transportation, telecommunication, and accommodation. The visit to Kayangan Api can continue to the nature tourism of Watu Jago Bojonegoro and to Ngawi regency tourism objects.
More info visit: www.eastjava.com
A Honeybee (Apis mellifera) getting a drink of water at a spring in Big Bend.
Raynox DCR-150 mounted on my Panasonic FZ8.
The Apis was considered to be a manifestation of the Memphite creation god Ptah; it was the 'soul (Ba) Ptah' and 'herald (whm) of Ptah'. The bull was therefore a kind of servant, who was himself divine. Sometimes, it was shown to the populace; during this procession, its walk was considered to be the blessing of the country.
When the Apis died, it was buried in a necropolis at Saqqara, which was first used by Nebmaatra Amenhotep III (1391-1353). The died bull had become identical to the god of the Underworld, Osiris. Therefore, he was known as Osiris-Apis. During the reign of the Ptolemaic kings (323-30 BCE), the god Osirapis or Serapis became the most important god of Egypt.
The Apis is usually depicted as a black bull with, between his horns, a sun disk and an uraeus snake.