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Test Fiesta WRC for Monte Carlo 2015 with Evans

A babe and her friend testing the very thin ice at lake Rudan while their dog takes a leak.

Out testing my new camera

Test shot on a cloudy day

Test Coach MENTOR (BSK 34615) is seen stabled on platform 6 a south facing bay platform in the consist of the 1Q13 14.10 Carlisle-York Network Rail monitoring test train, which was top & tailed by Colas Rail former Cross Country Trains HST class 43 power cars 43301 & 43357.

'Mentor' is an acronym for 'Mobile Electrical Network Testing, Observation and Recording'.

 

18th November 2024

Da una lettera mai spedita ad un’amica sempre presente.

 

Non ricordo esattamente come e quando ci siamo conosciuti, l’unica cosa che ricordo è che era d’estate e che eri arrivata con la tua amica Rosy e la tua paura dei piccioni che a quel tempo reputavo tanto stramba...

Non so come fossi capitata nella nostra compagnia né chi ti avesse presentata al gruppo, forse un’altra ragazza: “la nuotatrice”, quella per cui impazzivo e quella che invece impazziva per il mio amico Roberto...!

Blue eyes, la canzone di Elton John che quell’anno spopolava... era così facile da capire...

Lei cantava sempre questa canzone e aveva lo sguardo estasiato da mille pensieri fiabeschi, io non sapevo l’inglese, è vero, ma non è che ci volesse un genio per capire che il “blue eyes” dei suoi sogni non ero io.

Quando mai ho avuto gli occhi blu?

Quando mai la prima cosa che colpiva di Roberto non erano gli occhi di un blu marino impressionante?

Che scemo, e che delusione quando un giorno insistendo con lei per farmi spiegare esplicitamente chi era l’uomo dei suoi desideri pensando di sentir pronunciare frasi del tipo “ma tu, sciocco”, l’avevo vista singhiozzare nominando il nome di Roberto!

Avrei voluto sotterrarmi, mi pareva fosse il grande giorno, quello in cui finalmente avrei potuto stringerla e baciarla ed invece me ne stavo lì a sentirla disquisire sul fatto che Roby non era interessato a lei e forse guardava un’altra!

E nel mentre sei arrivata tu con la tua amica Rosy... come ho detto non ricordo le modalità dell’incontro, ma un episodio lo ricordo bene come fosse adesso: quella sera si era deciso di andare al cinema.

Io, te, la Rosy e probabilmente Andrea, altro ragazzo della compagnia nonché mio vicino di casa.

Il film era “Due come noi”, John Travolta ed Olivia Newton John, lo ricordo benissimo, come ricordo benissimo il fatto che quella sera avevo una paura folle di te!

La cosa veramente compromettente ed inibitoria nei tuoi confronti era che avevo appena avuto l’incontro rivelatore con la nuotatrice... ero un ragazzo con il cuore infranto ed avevo te vicino che volevi a tutti i costi essere intraprendente...

Ricordo benissimo di aver comperato non so quanti pacchetti di patatine per avere sempre le mani impegnate e non essere costretto a stringere le tue... eppure eri così carina...

Ma quella sera mi davi fastidio, non voglio dire che mi ripugnavi, ma comunque provavo nei tuoi confronti un forte disgusto verso ogni tipo di contatto!

Non volevo dirtelo, non volevo essere scortese nei tuoi confronti perché non lo meritavi, perché avevi mostrato interesse per me, perché avevi lasciato ad intendere che mi volevi e perché in fondo in quel momento saremmo stati una bella coppia...

Durante la proiezione del film tutto è filato più o meno liscio, sì, a volte hai poggiato la testa sulla mia spalla, a volte hai allungato la mano sulla mia coscia (caspita! Non avrei dovuto farlo io questo passo?), mi hai guardato in un paio di occasioni un po’ troppo languidamente, ma tutto sommato diciamo che siamo stati nei limiti che mi ero imposto di rispettare.

Poi però, terminato il film ed usciti all’aperto, quando ormai pensavo di esser riuscito a scampare a tutti i tuoi assalti, hai fatto quella mossa che oltre che sì spudorata è stata per me inaspettata e ha avuto il potere di lasciarmi inebetito per il resto della serata.

Me ne stavo con le mani in tasca a parlare con Andrea e la Rosy, arrivi tu da dietro le spalle, cacci una mano nella mia tasca e mi prendi la mano!

Cosa?!? Che sfacciataggine!

Eppure quel gesto sembrava tanto naturale per te!

Anche i nostri amici ci sono rimasti male... ma io di più.

Ti ho lasciata fare per un po’, poi mi sono divincolato ed ho addotto la scusa che mia nonna mi aspettava sveglia (il che con ogni probabilità era vero) per tornarmene a casa...

Il resto dell’estate l’ho passato ad evitare che si potessero ricreare le condizioni di quella sera cercando di esserti quanto più possibile amico... e poi è arrivato settembre e siamo tornati a casa.

E qualche giorno dopo ecco la tua cartolina, con il tuo palazzo indicato dalla freccia e dietro, oltre al tuo indirizzo ed ai saluti della Rosy un messaggio che più chiaro non si può: un ich liebe dich (hai studiato tedesco) che lascia poco spazio all’immaginazione pure a chi di tedesco non ne sa un fico secco!

Bene, comincia così la fase epistolare del nostro rapporto, periodo in cui diventiamo piano piano una “coppia”... ci siamo fidanzati per lettera!

Dio a pensarci adesso come mi sento idiota!

Fatto sta che l’estate dopo, quando io sono già al mare da circa un mese ed arrivi tu con la tua famiglia forse ti aspetti un’accoglienza del tipo lui e lei che si vedono da lontano cominciano a correre e finiscono uno nelle braccia dell’altra, ed invece ricevi un’accoglienza ben più cruda del tipo lei arriva e lui sta leggendo il giornale sullo sdraio e non la degna nemmeno di uno sguardo... che pezzo di merda!

Ma sai, non volevo sembrare troppo mellifluo con i miei amici, non volevo sembrare innamorato (come diciamolo, probabilmente non ero) né fare tutta quella serie di gesti affettuosi per cui solo poco tempo prima avevo preso in giro il mio amico Stefano da poco fidanzato con Silvia... e così, giustamente ti sei risentita e per un po’ non mi hai nemmeno rivolto la parola cercando oltretutto di compiere ogni tipo di azione che sapevi darmi fastidio.

Assodato che la nostra storia epistolare non si sarebbe trasformata in una storia concreta, “sul campo”, perlomeno non in quel contesto, e terminata la fase delle schermaglie e delle azioni provocatorie, è iniziata forse la fase più bella del nostro rapporto: quella in cui siamo diventati amici.

Tu mi raccontavi di un certo Valentino che ti piaceva ma che ti faceva dannare perché era più grande di te e con i suoi amici ti trattava come una ragazzina sempliciotta, oppure mi dicevi di Rosangela che era diventata lesbica ed aveva una storia con una ragazza più grande di lei, mi proponevi di venire a Milano a trovarti e conoscere i tuoi amici, siamo andati a vedere il concerto di Baglioni insieme, abbiamo riso, abbiamo parlato...

Così stavolta, venuto il momento di salutarci, alla fine dell’estate, pur avendo avuto la certezza che io e te non si sarebbe mai e poi mai potuto stare insieme per incompatibilità di carattere, mi dispiaceva salutarti... sì, eri una ragazza carina con la quale mi divertivo ad essere amico e complice nei nostri giochi estivi.

Ed è cominciato allora il secondo periodo epistolare (molto pistolare... soprattutto da parte mia) del nostro rapporto, quello in cui ci siamo provocati, a livello sessuale, a livello caratteriale, politicamente, per scherzo, ogni pretesto era buono per lanciare una provocazione... e consolidare la nostra amicizia.

Vengo a trovarti a Milano, un giorno che mio padre mi porta con sé in uno dei suoi viaggi; usciamo dalla tangenziale e mi faccio portare sotto casa tua, passiamo qualche ora insieme, salgo per la prima volta in casa tua, tua madre (persona squisitissima) cucina per me, conosco alcuni tuoi amici tra cui la favolosa Silvia, una ragazza che mi piace a pelle perché mi ricorda una delle mie attrici preferite... (ovviamente non lo saprete mai nessuna delle due)

Di sera mio padre passa a riprendermi e me ne torno a casa dopo aver passato davvero una bella giornata; crescendo hai forse accentuato i lati del tuo carattere che non mi piacciono, ma resti esclusivamente una bella ragazza e una delle mie migliori amiche...

Dopo qualche tempo vieni da me, ti organizzi forse nelle vacanze di pasqua e vieni a trovarmi per qualche giorno ovviamente ospite in casa mia, per vedere dove abito, per conoscere i miei amici.

La vita che conduco al paesello è ben diversa da quella che hai a Milano, altre priorità, altro tipo di divertimenti, diverso il calore della gente ed il contatto umano... ne rimani affascinata e da allora in avanti tornerai a trovarmi non appena se ne presenta l’occasione. Anche i miei amici rimangono affascinati da te, ancora oggi, a volte, ricordando quei tempi mi chiedono di te e si raccomandano di salutarti.

In uno dei tuoi viaggi le cose tra noi vanno un po’ oltre la normale amicizia e per qualche giorno ci troviamo ad essere “tiepidamente innamorati” anche se io sono già felicemente impegnato e tu ingarbugliatamente fidanzata...

Ci addormentiamo tenendoci la mano sul divano letto della sala guardando un “Live in Central Park” di Simon e Garfunkel (chi se lo scorda più)

In qualche modo continuiamo a perfezionare la nostra conoscenza, anzi sono convinto che anche tu crescendo ti rendi sempre più conto di quanto siamo diversi ed incompatibili emotivamente, ma di quanto bene siamo riusciti a costruire le basi della nostra amicizia; forse proprio sopra le nostre diversità, stranezze, manie...

Ti odio quando, dopo che me lo aveva già raccontato lui mi dici di aver avuto una storia con il più trasgressivo ragazzo che frequentava la nostra compagnia al mare, un metallaro esaltato (che ora lavora in banca) che tra l’altro ti stava pure un po’ sulle palle; mi racconti tutte le tue strampalate e complicate storie amorose e mi confidi persino che non hai ancora mai fatto l’amore...

Quasi non ti credo ma poi quando ti sento al telefono e ne parliamo mi appare chiara la sofferenza che ti porta questa specie di blocco psicologico che ti porti dietro così cerco di aiutarti mettendoti a disposizione la mia principiante esperienza in merito.

Ti scrivo una lunga lettera piena zeppa di consigli e di raccomandazioni, anche se so che non è da te, ti chiedo di non vivere questa situazione come un problema, dico che quando arriverà il momento giusto te ne accorgerai senz’altro e non ci saranno barriere morali o fisiche a frenarti... insomma, tutte quelle banalità vere o presunte che più o meno tutti scrivono...

Ecco, la nostra storia va avanti così tra incursioni sempre meno frequenti a Noli e lettere sempre più ristrette ma telefonate sempre più lunghe; io ti racconto (poco) di me e tu ogni volta hai un nuovo guaio, ogni volta un problema d‘amore irrisolvibile che ti farà impazzire... probabilmente sarà anche vero cara mia: in quel campo lì non sei stata mai molto fortunata.

A volte penso che sia difficile starti accanto, condividere un’esistenza con te, molto più spesso penso invece che ti trovi a contatto con una manica di stronzi che ti vedono come un bel faccino e due belle tette ma che non sanno guardare altro... anche in questo ci vuole fortuna sai?

Ma non devi scoraggiarti o deprimerti perché nessuno di noi è mai da solo e quando lo siamo è perché stiamo aspettando qualcuno: puoi star certa che per quanto da lontano arrivi un bel giorno te lo troverai davanti e potrai così finalmente dirgli: “...cazzo, te la sei presa comoda!” .

Arriviamo al giorno del mio matrimonio...

Tu vieni accompagnata dal tuo fidanzato dell’epoca, se non sbaglio un tale Francesco (al quale non ho mai dato il classico “soldo di fiducia”)…

Comunque non abbiamo tanto tempo per parlare, tu sei con lui ed io mi sto sposando... avrei delle cose da dirti, pensieri, sensazioni, emozioni, esperienze che mi piacerebbe condividere con te per renderle un po’ anche tue, perché entrino a far parte del tuo bagaglio e della nostra bella amicizia...

Ma la giornata passa, come è giusto che sia, senza che ci sia questa possibilità, lì per lì mi sembra tutto normale, regolare, quasi “dovuto”; non ci do peso.

Soltanto qualche giorno più tardi, riflettendoci, capisco quanta fatica debba esserti costata quella “presenza”.

Per come sei fatta, per il tuo modo di programmare le cose meticolosamente, per la tua agitazione innata, non ultimo per il tuo stato emozionale dato dal fatto di essere stata seppure “in forma lieve” una mia ex, per i tuoi trambusti amorosi di cui non sono sicuro aver intravisto una risoluzione solo perché sei ufficialmente fidanzata con Francesco...

Da tutto questo e da mille altre piccole sfaccettature, capisco quanto debba esserti costato fatica esserci, quanto ti abbia impegnato a livello di energie mentali, fisiche e psicologiche... non te l’ho mai più detto, ma te ne sono infinitamente grato.

La mia stima per te dopo quel giorno è cresciuta, la nostra amicizia ne esce irrobustita, abbellita, corroborata...

 

P.s.: mi hai dato anche uno dei più begli abbracci che mi siano mai stati dati, ma questa è un’altra storia...

 

Taken from a pathway along the River Test in Hampshire.

Boca les tomó un test de sudoración a los jugadores para medir la cantidad de líquida y minerales que pierden en cada práctica y personalizar la hidratación.

Test roll 1 from the Canon EOS 3. There's a bit of a learning curve, but all in all, I'm happy with the purchase.

 

There does seem to be a tendency to overexpose, which I'll need to work on.

 

Canon EOS 3

Lens unknown (not sure which one I had on)

Kodak Portra 400

Scanned by Englewood Camera

 

© Web-Betty: digital heart, analog soul

Giedo van der Garde, Caterham F1, Young Driver Test, 2012, Yas Marina Circuit, Abu Dhabi. ©Frits van Eldik

PREVIDÊNCIA COMPLEMENTAR: Ministro da Previdência, Garibaldi Filho, participa da abertura do Congresso Brasileiro dos Fundos de Pensão, promovido pela Abrapp (São Paulo, SP, 24.10.12 Foto: Carla Camp)

Test av ti redningsflåter sammen med "Seilas" og "Båtliv". Det ble testet to redningsflåter fra hver av merkene Eurovinil, Viking, Zodiac, Plastimo og Arimar.

 

Dette er Zodiac sin havflåte, veldig lett å komme oppi. Bra med taustige inne i flåten.

I have a few "concept" projects that I am working on. These differ from my daily shooting in that they are either mixed media or require a series of similarly composed shots or are more involved than my usual pointing the camera at something I like and writing a little about it. One of the projects was inspired by my digital pal Chloe and a composite portrait she did of a bunch of her friends against different colored backgrounds then laid out in the order that they appear in the visible light spectrum. I thought the effect was really interesting and so I ripped her off. That was my plan anyway.

 

My real-life pal Chris was available and willing to help me with some of the test shots for this project. Initially I had thought I would try to do faked-up medium format portraits using a technique called the Brenizer Method but the spots I had chosen to do the shots didn't really lend themselves to that and um... Chris wasn't really dressed for it either. So, I just played around with Depth of Field and lighting instead. If you point a camera at someone's head for long enough then they are bound to make faces that they will eventually regret and this was the basis for the composite photo you see above. That said, it would have been pretty dull if Chris has just stared into the camera with the same blank expression for each shot. Thanks for being my guinea pig, Chris. Your good natured willingness to cooperate has been rewarded with a series of slightly unflattering (and now public) portraits.

 

Now that I have probably scared off any perviously willing participants, I would like to ask for any suggestions that people might have of good spots around Baton Rouge for future shoots. I am looking for walls that have an uninterrupted field of solid, strong color. I also need a fair amount of clearance in front of the colored wall, the fewer windows the better. Future examples will be posted here on the blog.

 

I have also enabled a comment function on this blog that lets you leave a response here without logging into Wordpress. You should be able to use your Facebook identity to leave comments. If you have a second, trying leaving your responses there if you don't mind. I am interested to hear how it works for people. Have a great week!

 

Check out more at my blog, Lemons and Beans, for lots of photos, recipes, travel writing and other ramblings. I appreciate any feedback but, please do not post graphic awards or invitations in your comments.

Fed-2 + Industar 26m + some cheap Kodak 200

Negative copied with Canon S2 IS

original JPG from 5D MKiii, no changes, nothing edited, only resized

testing out some prototype handlebar and frame bags. Jenkinson lake, Sly park.

Obviously I did a lot of test prints, in random placement of the blocks, to study which way the final print should go. I learned a few things by trying different papers, different placement of the blocks and inking problems.

When you own your own dark room one used to run little test before using a full piece of photo paper. Over the years, Dad created hundreds of these. These are few glued onto bristol board.

 

Photo by Allan Peden

A TTC hybrid or something on loan to Vancouver for testing.

A dull day in Coquitlam.

Cintiq companion x photoshop CS6

Look at Life DVD Screen Grab from "Driving Test" December 1959.

97304 JOHN TILEY+977969+977868+dbso 9701 on 1q14 radio survey test train tees yard to derby rtc nears crag hall

Test shot in ambient light.

1/40, f/2, ISO 3200 (50mm f1.8)

11 formas de testear la compatibilidad de una web en distintos navegadores

 

ceslava.com/blog/11-formas-de-testear-la-compatibilidad-d...

Test roll in the Agfa Isolette III. Back yard with my pup Abbey, my friend Skylar, and her sister Larkin. Shot on Ilford Delta 100 Professional, developed in Ilford DD-X for 12min.

Teste de Iluminação de Mockup usando Luxology Modo, Hdr Light Studio Pro e Photoshop

testing out some prototype handlebar and frame bags. Jenkinson lake, Sly park.

The rocket nozzle and catalyst pack. This setup allows a test run to be done using only the oxidiser (HTP). It generates a lot of steam and a not inconsiderable amount of thrust.

 

Once everyone is happy that it's working correctly they can add the rocket itself.

Testing Super Mario Brothers in the galleries

Foto di prova con iPhone 7 Plus da RAW, by Maurizio Natali per SaggiaMente

TEST SIGMA14/1.8 @F8

 

Cuyahoga Valley scale test car Cleveland Oh.

Light test...on myself

 

The Shot

Canon 50d

Canon 50mm 1.8

 

Strobist

B800 in beauty dish straight in front and above triggered by cybersync

 

All photographs © Richard Coy Aune Photography, please don't use them for anything without my permission. Thanks

 

Toyota Racing Toyota TS040 Hybrid #2 driven by Alexander Wurz / Stephane Sarrazin / Mike Conway during session 1 for the Le Mans 24 Hours test day held at Circuit Des 24 Heures, Le Mans, France, FRA, on the 31st of May 2015 © Paul Foster

© Flagworld.com

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