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live @ Colos Saal, Aschaffenburg (Germany), 2009-06-27
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ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2021. Giacomo Boni. L’alba della modernità Mostra sull’«eremita» del Palatino. Corriere Della Sera (15/ 12/2021). S.v., Roma, dopo anni di attesa riapre l'Antiquarium del Foro Romano. L'intervento COR Arquitectos e Flavia Chiavaroli. P+A. Professione Architetto (16/12/2021). Anche: "Giacomo Boni and the Roman Forum & Forum Museum (1898-1907)." The Sphere (21 Sept. 1907) & Giacomo Boni, Letter to the Editor. The Times / London (14 July 1905): 4 & Giacomo Boni; in: La Tribuna Illustrata, No. 44 (02/11/1902): 525-527. wp.me/pbMWvy-2iG
Foto: Giacomo Boni, "Letter to the Editor of THE TIMES - The Public Library of the [Roman] Forum Museum." The TIMES / LONDON (14 July 1905): 4.
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Restoration Architect & Archaeologist Giacomo Boni (15/12/2021). Boni's work in the Roman Forum 1898-1907 in "The Sphere" English journal (Sept. 1907). And in July 1905; G. Boni, letter to the editor of THE TIMES LONDON, G. Boni requesting that the editors of foreign newspapers, news journals and scholarly publications please send copies of articles and books to the office of the Roman Forum so that students have the required research materials to study the archaeology and architecture of the Roman Forum.
Other work completed by G. Boni in the Roman Forum: early 1900s, the Visitor Center of the Roman Forum with the first model of ancient Rome; later in the early 1920s a scale model of the then present state of the ruins and monuments; the new Museum of the Roman Forum completed in 1912. The new Museum photograph of the ruins, monuments and excavations; collection of artifacts from the Forum.
Proposed, but note completed: tourist route in the Forum with plants from the time of ancient Rome; educational panels located at each ruins, monument or Church; Italian and international library of the Roman Forum; historical prints of the Roman Forum (medieval thru 1920s); photographic collection of the ruins of ancient Rome and the Roman Empire; classrooms for students and lectures & 1923 onwards, early use of movies (silent films) for education purposes.
Also proposed but not completed by Boni: the Curia Senate house - transform part of the religious property into the new epigraphic museum of the Roman Forum & the Temple of Faustina / Church converted into the architectural museum of the Roman Forum.
This G. Boni & the T. of F. as the new architectural museum, Interesting! It was here a decade ago the SSBAR mentioned the substructure of the T of. F., similiar in architectural style as the Temple of Trajan... I wonder what Boni saw or discovered during his studies of the interior substructure of the Temple of Faustina????
--- M. G. Conde (17 Dec. 2021).
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1). ROMA - Giacomo Boni. L’alba della modernità Mostra sull’«eremita» del Palatino. Corriere Della Sera (15/ 12/2021).
Foto: Giacomo Boni, in: Corriere Della Sera (15/ 12/2021).
www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/51754136485
Al Foro Romano una esposizione in quattro tappe ricorda la figura del grande archeologo (1859-1925), direttore degli scavi e autore di importanti scoperte.
Il Boni prese aspetto tra di mago e di veggente, là, su quelle antiche pietre, il mago del Foro, l’eremita del Palatino, come egli stesso finì col chiamarsi»: queste parole magistrali di don Bendetto Croce sono solo una tra le migliaia di testimonianze dell’epoca — letterarie, giornalistiche, fotografiche — che evocano la straordinaria figura di Giacomo Boni (1859-1925), cui è dedicata la mostra L’alba della modernità , inaugurata il 14 dicembre in quattro diverse tappe, tutte all’interno di quello che fu il «regno» dell’archeologo, il Foro Romano.
Archeologo, sì. Ma non solo. Boni fu anche mille altre cose: altissimo dirigente del ministero della Pubblica istruzione nell’allora giovane Regno d’Italia, letterato, botanico, protagonista del milieu mondano nella Roma a cavallo tra due secoli, nonché una celebrità internazionale: le lauree conferitegli da Oxford e Cambridge, le amicizie con John Ruskin e William Morris, le infinite citazioni che lo riguardano in un vasto pantheon letterario che include da Anatole France a d’Annunzio, dalla musa-poetessa Anna de Noailles («le Forum c’est Boni!») a Colette, i viaggi per il mondo (alcuni al fianco del principe Scipione Borghese), le frequentazioni con teste coronate e capi di Stato che lui, in qualità di direttorissimo dei reperti archeologici di Roma, accompagna in visita ai «suoi» scavi.
Una complessità e una ricchezza che la mostra prova a restituire, partendo ovviamente dall’i mportanza delle sensazionali scoperte che di Boni portano la firma: Lapis Niger (1899), Sepolcreto preromuleo lungo la Via Sacra (1901), Lacus Iuturnae, Basilica Emilia o la chiesa di Santa Maria Antiqua, per scoprire la quale, a colpi di dinamite (qualcosa di impensabile oggi), fu distrutta una sovrastante chiesa seicentesca.
Foto: Giacomo Boni, in: "The Results of Giacomo Boni's Nine Years' Work at Rome & the Museum of The Roman Forum." The Sphere (21 Sept. 1907).
www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/51754136475
Studi, scoperte e ritrovamenti che il grande esploratore dell’antico Boni documenta in prima perona con pionieristiche foto aeree prese da un pallone aerostatico, la cui «cesta» originale è ora in mostra, unitamente a una mongolfiera riprodotta da uno sponsor che aleggerà nei prossimi giorni sulla Basilica di Massenzio. Un’esistenza quasi leggendaria, quella di Boni. Iniziata nella natia Venezia da disegnatore e architetto autodidatta, passata per una nomina a senatore durante il Fascismo, e terminata con la sepoltura — privilegio unico in epoca moderna — sul «suo» Palatino, con la tomba nel roseto da lui stesso voluto, a pochi passi da quel «santuario» dove Giacomo aveva finito per vivere, in un indissolubile connubio arte-vita-lavoro: la casa-studio nelle Uccelliere Farnese, ora una delle «stazioni» della mostra, con testimonianze del mobilio originale dello studioso e opere di «contesto» di artisti del tempo affascinati dall’antico, da Sartorio a De Chirico, da Cambellotti a Vittorio Grassi.
C’è anche un ritratto, l’unico, dell’archeo-star: scolpito da Fausta Vittoria Mengarini, scultrice oggi quasi dimenticata, figlia di un altro senatore, Guglielmo, l’ingegnere che portò la luce elettrica a Roma, uno dei grandi amici dell’«eremita».
La mostra «Giacomo Boni. L’alba della modernità» è stata inaugurata dal ministro della Cultura Dario Franceschini, dal direttore del Parco archeologico del Colosseo Alfonsina Russo ( curatrice della rassegna con Roberta Alteri, Andrea Paribeni, Patrizia Fortini, Alessio De Cristofaro e Anna De Santise) e dal direttore generale Musei del Mic Massimo Osanna, aperta al pubblico dal 15 dicembre al 30 aprile al Foro Romano e Palatino. Catalogo: Electa. Ingresso. 16 euro. Info: www.parcodelcolosseo.it. Tra i luoghi coinvolti per l’esposizione, Il «Museo Forense», istituito da Giacomo Boni nel 1908 all’interno del convento di S. Francesca Romana/S. Maria Nova. Un recente intervento di manutenzione del complesso e di ristrutturazione delle sale espositive restituisce al grande pubblico questi spazi, chiusi al pubblico da più di dieci anni.
Fonte / source:
--- Corriere Della Sera (15/ 12/2021).
roma.corriere.it/notizie/cultura_e_spettacoli/21_dicembre...
Foto: Rome, Venus and Roma’s Temple: Prof. Giacomo Boni & Roma’s Cella and Repairs, The Museum of the Roman Forum (1901-07). in: Rome, Venus and Roma’s Temple: The History, Venus and Roma’s Temple Today. SSBAR / MIBAC (2011).
www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/51753499468
2). ROMA - Roma, dopo anni di attesa riapre l'Antiquarium del Foro Romano. A firmare l'intervento COR Arquitectos e Flavia Chiavaroli. P+A. Professione Architetto (16/12/2021).
Torna a splendere il Museo Forense all'interno del Complesso di Santa Maria Nova nel progetto di restauro firmato da COR Arquitectos e Flavia Chiavaroli. La riapertura al pubblico celebra la figura di Giacomo Boni, grande studioso e sostenitore della tutela e valorizzazione dell'area archeologica romana.
Roma, 15 dicembre 2021 - 30 aprile 2022.
Il Museo Forense di Santa Maria Nova nel nuovo progetto di COR Arquitectos e Flavia Chiavaroli
Era l'inizo dell'800 quando Giuseppe Valadier venne chiamato a coordinare i restauri in occasione della liberazione delle strutture del Tempio di Venere a Roma, con l'integrazione degli spazi medioevali e la creazione di un nuovo ingresso - con la celebre scala - che dalla quota del Foro conduce al chiostro del convento.
Qui nella chiesa di Santa Maria Nova (nota anche come chiesa di Santa francesca Romana, fondata nel IX secolo e, dal XV secolo, dedicata all'omonima santa) nel 1908 Giacomo Boni istituì il suo antiquarium.
L'intento era quello di presentare al pubblico i risultati delle sue ricerche nel Foro, con le scoperte degli scavi romani, concependo lo spazio e l'allestimento secondo precisi criteri che lo immaginavano un centro culturale di ricerca e studi.
Proprio le fotografie antiche di quegli spazi rappresentano l'ispirazione e il punto di partenza del progetto di COR Arquitectos e Flavia Chiavaroli, che nel restauro e nel disegno del percorso espositivo hanno cercato di ripercorrere i passi - ovvero gli scavi - del celebre archeologo e architetto.
"Guardando attentamente i materiali storici, che ritraevano Giacomo Boni all'opera durante le scoperte, abbiamo cercato di ri-immaginare come fosse il suo laboratorio e come si muovesse nelle attività di studio" - spiegano i progettisti. "Il nostro progetto di allestimento ha quindi cercato di musealizzare alcuni degli elementi progettati proprio da Boni che, accuratamente restaurati, diventano, a loro volta, opere d'arte, parte integrante della mostra".
Lo spazio espositivo si trasforma quindi nel laboratorio di Giacomo Boni, dove i visitatori, grazie al restauro dei pavimenti policromi (già ricostruzione del Boni), delle porte e delle finestre (sempre su suo disegno) ed alla rinnovata resa delle stanze, possono provare a rivivere il modus operandi del poliedrico archeologo.
"Per spiegare al pubblico l'avventura di Boni all'interno del Foro, abbiamo cercato di trasformare le sale in una sequenza di "wunderkamera", le stanze delle meraviglie" proseguono i progettisti. - "Attraverso un sistema espositivo integrato, abbiamo voluto evocare il momento dei ritrovamenti, ora cristallizzati all'interno di grandi vetro-camere luminose. Un labirinto luminoso che posa quasi fluttuando sul nuovo pavimento chiaro".
Ne deriva, quindi, un sistema allestitivo - raffinato ed essenziale per lasciare la scena ai contenuti - che espone i reperti "per livelli", così da consentire una più facile comprensione della stratigrafia del terreno e assegnare i ritrovamenti ai differenti periodi.
SALA 1 | Il Sepolcreto: Protostoria / Arcaico
Varcato l'ingresso, il viaggio comincia nella sala che rappresenta proprio l'antiquarium disegnato da Giacomo Boni. Qui si ritrovano la quadreria con disegni alle pareti, il plastico degli scavi e le sepolture ricostruite nelle vetrine da lui progettate. Queste, accuratamente restaurate, riacquistano i colori originali, e fluttuando all'interno di nuove teche - ospitanti le tombe originali scavate da Boni - diventano parte integrante della mostra.
SALA 2a / 2b | La Fondazione di Roma: Le origini
Le due sale, affacciate sulla cella di Venere, recentemente restaurata grazie al supporto della nota azienda di moda Fendi, sono dedicate alle origini di Roma, in un'interazione dialogica tra i gruppi scultorei e l'imponenza dell'architettura prospiciente.
Nella prima, le pareti mostrano i primi quattro frammenti dei fregi della Basilica Emilia e sui pavimenti - poggiati sulle nuove basi progettate dai progettisti - trovano posto i gruppi dei Dioscuri, Ara Dioscuri e Ara Giuturna.
La narrazione mitica dei fregi prosegue nella parete della sala successiva e sui nuovi espositori, a pavimento, con i reperti scultorei e con la narrazione del sacello di Giuturna, la statua di Apollo, la statua di Asclepio, il pozzo ed Ercole.
SALA 3: La sala delle Stipi: Il Foro come centro politico e religioso
La visita si conclude nell'ex lapidarium, in un labirinto di testimonianze architettoniche dei monumenti cardine del Foro, espressione della vita politico-religiosa della città. Le teche di grandi dimensioni, progettate ad hoc, scandiscono lo spazio, in un percorso all'interno di ricostruzioni legate agli ultimi studi di Boni relative ai complessi monumenti di "Lapis Niger", "Tempio di Vesta", "Clivo Capitolino", "Equus Domitiani, "Doliola" e l'antichissima Regia.
CREDITI DI PROGETTO:
Le nuove sale espositive a Santa Maria Nova a Roma e l'allestimento "Giacomo Boni. L'alba della modernità"
Cliente: Parco Archeologico del Colosseo, Electa (organizzazione e produzione mostra)
Cronologia: 2019 - 2021
Dimensioni: 520 mq
Progettazione
Autori: COR arquitectos (Roberto Cremascoli, Edison Okumura, Marta Rodrigues) e Flavia Chiavaroli
Collaborazione di Lorena Di Bari, Francesco Deluca, Greta Curati
Coordinatore gruppo di progettazione e Direzione Lavori: arch. Cristina Collettini
Progetto restauro chiostro e Assistenza alla DL: arch. Giuseppe Papillo - Studio Aurea
Progetto impianti: ing. Luca Argentieri
Progetto domotica: ing. Andrea de Martino - Engineering Solutions
Progetto strutturale: ing. Giuseppe Carluccio
Progettazione antincendio: ing. Antonio Giancotti
Progetto illuminotecnico: arch. Carolina de Camillis, arch. Riccardo Fibbi
Coordinatore della sicurezza per la progettazione ed esecuzione dei lavori: arch. Giorgio Pala
Coordinatore della sicurezza in fase di progettazione e esecuzione per i lavori del chiostro: arch. Maurizio Tessari
Assistenza contabile: geom. Pietro Piazzolla
Realizzazione
Lavori edili: Blasi Costruzioni Ettore Palmucci Roma Consorzio Edil4Amendola
Impianti: ZP Elettronica
Programmazione KNX: ing. Dario Fiocchetti
Allestimento
Organizzazione Mostra: Electa / Anna Grandi, Marta Chiara Guerrieri, Federico Marri
Progetto di allestimento, art direction, Direzione Lavori: COR arquitectos (Roberto Cremascoli, Edison Okumura, Marta Rodrigues) e Flavia Chiavaroli
Identità visiva e grafica di mostra: Tassinari/Vetta
Realizzazione dell'allestimento: Articolarte srl
Progetto luci: iGuzzini, consulenza Studio De Camillis Fibbi
Trasporto e movimentazioni: Montenovi srl
Apparati grafici: SP Systema
Fonte / source:
--- L'intervento COR Arquitectos e Flavia Chiavaroli. P+A. Professione Architetto (16/12/2021).
www.professionearchitetto.it/mostre/notizie/29275/Roma-do...
S.v.,
Foto: “Giacomo Boni & Gli Scavi Al Foro Romano”; in: La Tribuna Illustrata, No. 44 (02/11/1902): 525-527.
www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/51751355990
--- ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2021. Architetto Restauratore e Archeologo “Giacomo Boni: Pioniere del metodo stratigrafico – Al Foro Romano e Palatino una mostra per il precursore dell’archeologia moderna, scopritore del Lapis Niger e primo a usare l’aerofotografia.” Parco Colosseo [Italiano / English] & Il Giornale Dell’ Arte (15/12/2021). S.v., Giacomo Boni; in: L’Ill. Ital., & La Tribuna Illustrata (1899 bis 1907) & Romolo Artioli, IL SECOLO XX (10/1905): 855-862. wp.me/pbMWvy-2ix
Pranjal Sharma, Contributing Editor, Businessworld, India speaking in the Tackling Harm in the Digital Era session at the World Economic Forum Annual Meeting 2023 in Davos-Klosters, Switzerland, 18 January. Congress Centre - Spotlight. Copyright: World Economic Forum/Manuel Lopez
The Dewey editors: Winton Matthews, Giles Martin, Juli Beall, and Joan Mitchell (editor in chief), taken at the Seattle Public Library in front of a display of Dewey numbers of items being borrowed.
48/52 for the group 2016 Weekly Alphabet Challenge
This week's theme was: V is for Viewpoint
Rather a desperation shot, but this is the latest editorial in our local paper.
Editors e Cigarettes After Sex in concerto a Taranto per Medimex 2019, foto di Annita Fanizza per www.rockon.it
... in der Kulturfabrik in Krefeld. Review & Setlist:
meinzuhausemeinblog.blogspot.com/2008/03/editors-krefeld-...
By Eduard Mörike.
Translation: Balázs Lengyel.
Illustrations: Miklós Rogán
Editor: Európa Könyvkiadó, Budapest, 1957.
It's my old favourite book, a very small one.
The novella Mozart auf der Reise nach Prag (“Mozart on His Journey to Prague”, 1856) was a humorous examination of the problems of artists in a world uncongenial to art. It is frequently cited as Morike's finest achievement.
en.wikipedia.org/wiki/M%C3%B6rike#Works
raptusassociation.org/mozart.html
Eduard Mörike: Mozart auf der Reise nach Prag.
de.wikipedia.org/wiki/Mozart_auf_der_Reise_nach_Prag
Eduard Mörike:Mozart prágai utazása.
Fordította: Lengyel Balázs
Illusztráció: Rogán Miklós
Európa Könyvkiadó, Budapest, 1957
Mörike német költő, szül. Ludwigsburgban 1804 szept. 8., megh. Stuttgartban 1875 jun. 4. Tübingában teológiát végzett, azután több württembergi helységben segédlelkész volt; 1834. kleversulzbachi lelkész lett, végre Stuttgartban a Katalin Intézetben a német irodalom tanára. M. az Uhland-utáni sváb lira legjelesebb képviselője. Költészetében a népdal éled fel a maga teljes üdeségében és közvetlenségében; a Gedichte c. egyetlen versgyűjteményének (1838) egyes darabjai mintaképei a műköltészetnek. Dalaival közel rokonok idilljei és regéi, minden érzelgősségtől ment és jóízű humorral fűszerezett képek a sváb népéletből, melyek egyikének-másikának azonban kissé laza a szerkezete. Prózai munkái közül ismeretes fantasztikus művészregénye: Maler Nolten (1832); novellái közül talán legbecsesebb a Mozart auf der Reise nach Prag c. gyönyörű elbeszélése mély lélektani rajzával, előadásának melegével és kerekdedségével (magyar ford. először: Olcsó Könyvtár 1896). Lefordította még Theokritost és Anakreont (1853 illetve 1864), 1836. pedig kiadta a Jahrbuch schwäbischer Dichter und Novellisten c. évkönyvet. Összes művei 1878., újabban 1890. jelentek meg. V. ö. Notter, Eduard M. (1875); Klaiber, Eduard M. (1876); Fischer, Eduard M. (1881); Baechtold, Briefwechsel zwischen H. Kurz und M. (1885); u. a., Briefweclisel zwischen M. von Schwind und M. (1890); u. a., Briefwechsel zwischen Storm und M. (1891); Krauss R., M. als Gelegenheitsdichter. Mit ungedruckten Gedichten M.-s (Stuttgart 1895).
Forrás: Pallas Nagylexikon
EDITORS NOTE: Image contains nudity. BERLIN, GERMANY - JUNE 07: Girls battle for the ball during the first women's naked soccer European Championship at 'Palais am Funkturm' on June 7, 2013 in Berlin, Germany. (Photo by Matthias Kern/Bongarts/Getty Images)
Editors
Unaltrofestival Day 2
Circolo Magnolia Segrate Milan, Italy IT
02 september 2016
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St. Alban's Church
St. Alban's Church is located in Lower Carlton, St. James on Barbados' famous west coast. St. Alban's Church stands between Highway one on Barbados' platinum coast and the Caribbean Sea. It is quite interesting to note that St. Alban's Church was once Clarendon Fort. Visitors and locals alike are provided with a fantastic view of the sea from its protective seawall.
During the eighteen hundreds, St. Alban's served as a chapel school during the day and provided a place for worship on Sundays.