View allAll Photos Tagged mod

Walking in and around Llanberis is this sentry box.

It is in Clegir above Llanberis, North Wales.

New main store release.

 

The Fence Kit includes 2 sets: a white one that’s tintable and a brown wood set. Both kits include 12 different pieces and a gate.

 

mod & copy | 1 LI each

 

Brixley mainstore: maps.secondlife.com/secondlife/Jasmine%20Hills/32/55/22

Barbie repro... Red, white & warm...

We looked pretty good if I do say so myself.

 

Photo aged by moi.

Praia de Santos. Santos Beach. Brasil.

Dress: Jonathan Adler Barbie

Glasses and Bangle: Barbie Basics Target Exclusive Accessory Pack

Tights: Ebay import

Boots: Sekiguchi STOC Market U-noaQuluts Light Fluorite Platform Boots

Chair: Ebay, make unknown

“L'Istante e l'Eternità”, mostra tenuta a Roma nel 2023 nei grandi spazi delle Terme di Diocleziano, racchiudeva nel titolo millenni di riflessioni sui tempi e sul tempo dell'uomo, sul suo stare nel mondo, sulla necessità di comprenderlo, di studiarlo e di organizzare il caos apparente che tuttavia, da sempre, ha un suo ordine, una sua regolarità, un suo misterioso “andare”.

Una delle prime operazioni da fare per mettere ordine è senza dubbio dare una scansione temporale al vissuto, ne sono convinta intimamente poiché ricordo la cocente delusione che ebbi a dodici anni per la prima comunione quando la madrina non mi regalò l'orologio tanto desiderato, bensì un braccialetto da cui pendeva un elefantino d'oro. Io però - non so da dove mi fosse venuta questa esigenza - volevo a tutti i costi un orologio e dovetti aspettare diversi anni prima che potessi comprarmelo; con i primi soldi guadagnati ne acquistai uno anche per mia madre. A tutt'oggi, nonostante il cellulare fornisca con estrema precisione orari, scadenze, date, non esco di casa se non ho al polso il mio “contatempo”.

Avevo deciso di iniziare questo capitolo con la mostra che parlava di istanti e di eternità per poi continuare su un tema particolarmente significativo scaturito dalla vista di uno dei tanti reperti presenti. Rivedendo, però, alcune foto di stele daunie così piene di pathos dove l'essere umano è una lastra di marmo con il corpo rappresentato in maniera stilizzata, e con più evidenza i segni identificativi del potere, la memoria è andata a un sito preistorico visitato nel 2014. Quelle stele così enigmatiche mi suscitavano le stesse domande di allora: come ci siamo sviluppati, qual'è stato il percorso per arrivare a ciò che siamo oggi, quanti uomini e donne prima di noi hanno dovuto attraversare impossibili metamorfosi, cercare con fatica di farsi un'idea del mondo in cui vivevano per poi magari essere costretti a cambiarle con l'arrivo di idee nuove portate da altri popoli o perché guerre, carestie, pestilenze con il carico di dolore che comportano, li costringevano a indagare più a fondo e magari a cambiare opinione?

Questi nostri antenati, rappresentati per lo più nei monumenti funerari, come avevano vissuto le loro brevi vite? Che idea si erano fatti del tempo che scorre inesorabile, come avevano cercato di fermarlo, cosa avevano sperato, come avevano amato, e i loro bambini così spesso trovati nelle tombe seppelliti con qualche rudimentale giocattolo, a volte solo con una collanina di conchiglie, cosa avevano potuto apprendere dell'essere figli e dell'essere nati? Sono domande in verità che avrei voluto potermi fare io da piccola e poi da adulta, ma il tempo è trascorso così veloce nell'affrontare le difficoltà della vita pratica che solo dopo essere diventata “stanziale” a mia volta, dopo cioè l'emancipazione dal lavoro ho potuto cominciare a rifletterci con più agio. E lì mi sono accorta che ho gettato al vento un enorme capitale di tempo, nonostante l'orologio fosse sempre al mio polso. Così, ho cambiato idea e sono andata a frugare nell'archivio per trovare le foto inserite in questo collage, mi stimolava di più rivivere quelle sensazioni di straniamento e di ammirazione provate al cospetto di quel sito preistorico visitato dieci anni prima.

 

...Prima, dopo, durante, quando, mai, sempre, nel frattempo, ora, domani, tra un mese, tra un anno... dove stiamo andando? Perché ci facciamo di rado questa domanda? e se pure riusciamo per un attimo a formularla subito qualcosa attira la nostra attenzione, pronti a dimenticare il guardiano della soglia che spesso fa capolino tra gli interstizi del tempo.

 

Le prime percezioni del tempo, tradotte poi in teorie, calendari e molteplici strumenti, le si ebbero con il fenomeno regolare del giorno e della notte. Una sfera infuocata attraversava il cielo illuminando il mondo per poi scomparire oltre l'orizzonte, tutto precipitava nell'oscurità, nell'incertezza, nella paura: animali feroci si aggiravano nel buio, ruggivano, ululavano, stridevano. I pochi ripari erano fragili e anch'essi pericolosi, nel fondo della caverna poteva esserci un orso, pronto a reagire con potenti unghioni alla presenza dell'estraneo, la capanna per sua natura provvisoria e fragile, esposta alle intrusioni di cinghiali, di lupi, di leoni, di enormi serpenti. Costruzioni più sicure, in argilla e paglia, risalgono al neolitico antico, quando inizia la pratica dell'agricoltura e con essa la sedentarietà.

Come accennavo ho avuto la fortuna di visitare quello che si può definire il più antico villaggio del nostro emisfero, Çatal Hüyük, in Turchia, ai margini dell'altopiano anatolico. Fu scoperto e scavato tra il 1961 e 1965. Lo strato più vecchio risale al 7000 avanti Cristo e consiste in un gruppo di costruzioni addossate l'una all'altra senza porte e con pochissime strette finestre poste in alto: si entrava da un'apertura sul tetto tramite una scala a pioli che poi si ritirava all'interno. Accanto al sito, non visitabile per ragioni di conservazione, erano stati ricostruiti fedelmente alcuni ambienti dove grande fu la sorpresa nel trovare dipinta sulla parete, con ocra rossa, una pianta del villaggio; qualcuno coi pochi strumenti in possesso aveva reso astratto il concetto di città e lo aveva riportato sul muro; in quel luogo era già iniziata la ricerca del proprio posto nel mondo e del proprio perché. Miracolosamente conservato intatto per millenni qui si era svolta la vita di alcuni nostri progenitori, forse dotati di un ristretto repertorio di parole, privi di scrittura, ma quegli uomini sentivano già urgere un sentimento di appartenenza misteriosa, sentivano che qualcosa non ancora razionalizzabile era nell'aria: per esempio, la meraviglia nel vedere nascere dal corpo di donna maschio e femmina, che prodigio era mai questo? Ed ecco, poggiata in un angolo di una stanza, forse adibita a tempio, la statuetta in argilla di una possente e ieratica Grande Madre seduta in trono fiancheggiata da due leonesse. L'uomo preistorico pur non avendo ancora né tante parole, né la scrittura, è riuscito a trasmetterci la sua emozione e lo sgomento di fronte alla misteriosa fertilità del femminile; non a caso la grande madre è affiancata da leonesse, le potenti predatrici che all'epoca si aggiravano anche da quelle parti.

 

Nominare il mondo e le cose è un processo lungo, ma già questo piccolo villaggio aveva iniziato a produrre immagini, segni che alludevano a quel senso di sgomento che ci prende quando intuiamo che al di là della nostra effimera vita, al di là delle contingenze quotidiane, mangiare, dormire, riprodursi, allevare la prole c'è qualcosa che ci sfugge, e così molte stanze di Çatal Hüyük erano ornate di teste di toro simili a bucrani; simbolo della potenza della natura, il toro ha attraversato l'immaginario degli artisti fin dalla più remota antichità, a cominciare dalle caverne europee in cui è stato riprodotto con maestria.

Gli archeologi scoprirono, inoltre, che gli abitanti di Çatal Hüyük dormivano su un giaciglio in pietra al di sotto del quale venivano sistemate le ossa dei propri morti, dopo che questi erano stati scarnificati dagli avvoltoi. Esseri pensanti che avevano iniziato ad organizzarsi in comunità stabili, non avevano paura dei loro morti, avevano un qualche senso del sacro rappresentato dai bucrani e dalla statuetta della dea assisa in trono protetta dalle leonesse.

Qui potevamo vedere, toccare con mano come era iniziata la grande avventura della mente.

Avventura umana rimessa in discussione recentemente (nel 1995) dallo scavo, sempre in Turchia, ai confini con la Siria, di un gigantesco complesso cultuale denominato Gobleki Tepe che risalirebbe a circa tre/quattromila anni prima di Çatal Hüyük: giganteschi monoliti disposti in cerchi concentrici alla base dei quali erano scolpiti in rilievo animali e scene di oscura comprensione, probabilmente aventi una funzione astronomica. Straordinaria competenza tecnica e immaginativa connotava un popolo di cacciatori raccoglitori che ancora non praticava l'agricoltura!

 

Tornando all'istante, all'eternità e al computo del tempo fatto dai nostri antenati protostorici si può ipotizzare che l'alternanza giorno notte con la presenza/assenza del sole abbia molto contribuito al calcolo dei tempi, molto più agevole ancora era cercare di scoprire la legge che consentiva a una sottile falce luminosa diventare, con regolarità, una sfera lucente e perfetta per poi sparire e apparire di nuovo. Nella luna, orologio di incredibile precisione, gli agricoltori trovarono i ritmi stagionali per attendere alle loro opere. Soprattutto nella Mezzaluna fertile, il grande territorio solcato da fiumi imponenti, le civiltà che in essa fiorirono svilupparono una conoscenza degli astri che ancora oggi stupisce. Osservare il cielo per ore, per mesi, per anni e trascrivere in qualche modo questo flusso, questo ciclo costante di pianeti e stelle deve essere stato un esercizio paziente, estenuante, ma anche profondamente emozionante; quegli uomini dotati di immaginazione e di spirito di osservazione allo stesso tempo, nel cielo notturno videro figure, personaggi dei miti, disegnarono costellazioni e da esse trassero le coordinate per navigare e per avere indicazioni sui modi per coltivare e per vivere.

Uno dei reperti più straordinari e antichi della misura del tempo è il “disco di Nebra”, trovato in Germania nel 1999, una lastra di metallo con applicazioni in oro che raffigurano il sole, le fasi della luna, alcune stelle, probabilmente le Pleiadi, risalente all'età del bronzo, databile tra il 2100 e il 1700 a.C. , una sorta di calendario lunare che, quando i pianeti e gli astri erano allineati in un certo modo, serviva per fissare i momenti dell'anno in cui bisognava fare importanti lavori agricoli. Data la preziosità del materiale adoperato, potrebbe anche trattarsi di un oggetto di culto; sta di fatto che il disco continua a porci e a farci porre delle domande e soprattutto a suscitare ammirazione per la precisione e l'abilità tecnica profusa nel cesellarlo.

IMG_2079 2021 08 14 file

Mod Clothing viewed at one of the many arts & crafts vendors booths....Rush Springs Watermelon Festival (Oklahoma)

Just a crop of this infrared panorama (due to Flickr's "best display size" which obviously seems to vary between free and pro users):

www.flickr.com/photos/197010762@N05/52623755573/in/dateta...

Also black & white, 8:5 aspect ratio, 7157 x 4474px (32MP).

 

It's cool how the ripples on the lake are confined to a certain area, outside of it, the water is flat like a mirror.

  

Nikon D90 (APS-C, fullspectrum mod)

Tamron 10-24mm f/3.5-4.5 Di ll VC HLD

Hoya R72 (720nm infrared pass-filter)

ISO200, 24mm, f/6.3, 0,8sec

panorama head, tripod, remote

Thanks for views, faves, and comments, they are very much appreciated:)

Mini photostroll in Puyallup otherwise known as lunch hour.

1975...she's a menthol kind of gal.

This adorable treat arrived the last day of my vacation-It is funny how some girls just pull on your heartstrings and this one certainly did for me!

@Vietri sul Mare (italy)

An unexpected and unusual working over the S&C occurred on Friday 12th August when 3F01 11:14 Glen Douglas to Kineton MoD service was routed this way. Running in an STP path, the working passes through Greengate just after 17:30.

 

This train would usually take the direct route straight down the west coast mainline and I can only assume the one-day rail strike the following day and a limited number of paths may have led to 3F01 being sent over the S&C?

 

GBRf Class 66 no 66736 'Wolverhampton Wanderers' hauls a pair of FCA container flats sandwiched between two VKA barrier wagons.

Anouk wears Maddie Mod

blogged @ play-crafts

 

All done! Just need to throw it in the wash to get all crinkly. (Waiting until I have some color catchers)

Hi guys, today is the first day of 2021, I would like to share my new creation with you. It’s a scene of a cozy afternoon in a winter village. Hope you can find some warm and joyful time in this snowy scene. Happy new year my friends!

Uh-oh. I think Mod Molly is going to be added to my wish-list of Blythe dolls.

 

Photo taken from the TIB forum.

1 3 4 5 6 7 ••• 79 80