View allAll Photos Tagged griffs
Just griff is from wales, he's a very nice bloke and has some great style. Those robot collabs are going to be fun
stef-uh-NO-tiss -- Greek: stephanose (crown, wreath); otos (ear); literal meaning: crowned ears ... compiled from the web
vol-OO-BIL-iss -- twining ... Dave's Botanary
commonly known as: cotton milk plant, green milkweed climber, green wax flower, sneezing silk cotton, sneeze wort • Angika: दियाबाती diabati • Assamese: হেমজিৱন্তি লতা hemajivanti lata, খামাল লতা khamal lata, ছাগলী শিঙিয়া লতা sagoli shingiya lata • Bengali: যুক্তি ফুল jukti phul, তিতাকুঞ্জ লতা titakunga lata • Bhojpuri: दियाबाती diabati • Dogri: तोतर बेल totar bel • Gujarati: હીરનડોડી hirandodi, કડવી ડોડી kadavi dodi, કડવો ખરખોડો kadavo kharkhodo, માલતી malati, મ્હોટી ડોડી mhoti dodi, વિષમુષ્ઠી vishamushti • Haryanvi: अकड़ बेल akad bel, डाँग दोदही dang dodhi • Hindi: अकड़ बेल akad bel, हरणडोडी harandodi, नकछिकनी nakchhikni • Kachchhi: ડોરીવલ dorival • Kannada: ಹೆಗಲ ಸಪ್ಪು hegala sappu, ಕಾಡು ಹಾಲೆ ಬಳ್ಳಿ kaadu haale balli, ಕಡಹಾಲೆ ಬಳ್ಳಿ kadahaale balli • Khasi: soh-tyllai • Konkani: आंब्री ambri • Magadhi: दियाबाती diabati • Malayalam: കൊടിപ്പാല kotippala, വട്ടകാക്കക്കൊടി wattakakka-k-koti • Marathi: हरणदोडी harandodi, हरिणवेल harinvel, नखसिकणी nakhasikani • Mizo: ankha-pui, thei-kel-ki, thei-ke-ki-suak-rah-chuar-chi • Mundari: पार par • Nagpuri: नाकचिकनी nak-chikni • Odia: ଦୁଗ୍ଧିକା dugdhika, ମେଣ୍ଢାମୁଣ୍ଡା ଚାଲି mendha-munda-chali • Pahari: हेमजीवंती hemajivanti, नाकछीकनी nakchhikni • Rajasthani: हिरनदूधी hirandudhi, पिलोवन बेल pilovan bel • Sanskrit: बहुपर्णी bahuparni, बहुवल्ली bahuvalli, दीर्घपत्त्रा dirghapattra, हेमा hema, हेमाह्वा hemahva, हेमजीवन्ती hemajivanti, हेमक्षीरी hemakshiri, हेमलता hemalata, हेमपुष्पी hemapushpi, हेमवल्ली hemavalli, हिमाश्रया himashraya, हिमवती himavati, जीवदात्री jivadatri, जीवन्ती jivanti, क्षुपडोडमुष्टि kshupadodamushti, मधुरसा madhurasa, मधुस्रव madhusrava, मङ्गल्यनामध्स्या mangalyanamadhsya, मोरटा morata, मूर्वा murva, शाकश्रेष्ठ shakashreshtha, शार्ङ्गेष्टा sharngeshta, सुजीवन्ती sujivanti, सुमङ्गला sumangala, सुमुष्टिका sumushtika, सुपर्णक suparnaka, सुवालुका suvaluka, स्वर्णजीवा svarnajiva, स्वर्णजीवन्तिका svarnajivantika, स्वर्णलता svarnalata, स्वर्णपर्णी svarnaparni, तृणग्रन्थि trinagranthi • Santali: ᱢᱟᱨᱟᱝ ᱠᱚᱝᱜᱟᱜ maran konga • Tamil: அங்காரவல்லி ankara-valli, சிங்கிரம் cinkiram, சிங்கிட்டம் cinkittam, சிவந்தி civanti, கொடிப்பாலை koti-p-palai, குறிஞ்சா kurinca, குடசப்பாலை kutaca-p-palai, நஞ்சறப்பாய்ஞ்சான் nancara-p-payncan, பாலைக்கொடி palai-k-koti, பாலொடுவை pal-otuvai, பெருங்குறிஞ்சா perunkurincha, வனதித்தம் vana-tittam • Telugu: బండి గురజ bandi gurga, బండిగురు గింజ bandiguri ginja, దూది పాల dudi paala, కొమ్ము పాల kommu paala, పాల తీగ paala thige, పెద్ద గురిజ pedda gurja • Tulu: ಎರ್ಮೆ ತಜಂಕ್ erme thajanku, ಪುಗೆಲ್ ತಪ್ಪು pugel thappu, ಪೆತ್ತ ತಜಂಕ್ pettha thajank • Urdu: نکچهکني nakchikni
known for / parts made use of: the leaves, the roots, the stems and bark, the flowers and unripe fruits ... compiled from the web
botanical names: Stephanotis volubilis (L.f.) S.Reuss, Liede & Meve ... homotypic synonyms: Asclepias volubilis L.f. • Dregea volubilis (L.f.) Benth. ex Hook.f. • Hoya viridiflora R.Br. • Hoya volubilis (L.f.) Griff. • Marsdenia volubilis (L.f.) T.Cooke • Wattakaka volubilis (L.f.) Stapf ... and more heterotypic synonyms: ... at POWO, retrieved October 28, 2026
~~~~~ KNOWN DISTRIBUTION in INDIA ~~~~~
almost throughout the mainland, and Andaman & Nicobar islands
Names compiled / updated at Names of Plants in India.
Canto perché non so nuotare …da 500 repliche
Dopo quattro stagioni, e più un milione di spettatori, lo show di Massimo Ranieri continua il suo tour in tutta Italia. Un successo straordinario, tale da dover rinnovare un po’ il titolo: “Canto perché non so nuotare …da 500 repliche”!
Nato in occasione dei 40 anni di attività, lo show è andato ben oltre quella ricorrenza, in scena Ranieri canta balla e recita, interpretando i suoi successi più popolari, accanto a brani dei più grandi cantautori italiani.
Nei prossimi appuntamenti lo spettacolo, ideato e scritto da Gualtiero Peirce e Massimo Ranieri, si arricchisce di novità: Ranieri interpreta una canzone inedita, che si aggiunge al suo repertorio più amato; all’orchestra e al balletto di sole donne si uniscono tre formidabili, giovani voci femminili; e non mancherà qualche spettacolare sorpresa nel racconto delle tappe più emozionanti della sua vita, che costituisce il filo conduttore dello show.
I costumi sono di Giovanni Ciacci. Le coreografie di Franco Miseria. Il light designer è Maurizio Fabretti. La regia è di Massimo Ranieri.
MASSIMO RANIERI
Massimo Ranieri, ovvero “il cantattore” come ama definirsi, e’ nato a Napoli e da bambino cantava lungo i vicoli o nei ristoranti della città. Da scugnizzo a idolo delle ragazzine e delle mamme di tutta Italia il passaggio fu un lampo grazie al successo di “Rose rosse”.
Subito dopo Massimo Ranieri debutta sullo schermo con “Metello” (regia di Mauro Bolognini) ed e’ un trionfo. Non ha ancora vent’anni e ha già vinto tutto: due “Cantagiro”, due “Canzonissima”, ma soprattutto ha già venduto più di quattordici milioni di dischi.
L’occasione della sua seconda vita artistica arriva da Peppino Patroni Griffi con “Napoli chi resta e chi parte” di Raffaele Viviani, Strehler con “L’anima buona di Sezuan” di Bertold Brecht e Alfredo Giannetti con il film “La sciantosa” accanto ad Anna Magnani. Continua il grande successo internazionale dapprima con “Barnum” e poi, in collaborazione con Maurizio Scaparro, “Varieta” e “Pulcinella”, portate in tournée in tutto il mondo.
Garinei lo chiama al Sistina, tempio del musical italiano, per vestire i panni che una volta furono di Domenico Modugno in "Rinaldo in Campo”.
Nel 1988 vince il Festival di Sanremo con “Perdere l’amore”, brano che viene successivamente votato “canzone del secolo”. Ancora teatro (“L’isola degli schiavi” regia di Strehler, “La dodicesima notte”, “Il malato immaginario” ed altro), cinema e tv, e poi, sublimando la sua interpretazione tra voce e canto, doppia con successo Quasimodo nel cartone animato “Il gobbo di Notre Dame”.
Arrivano poi gli ultimi due musical osannati dalla critica e applauditi dal pubblico: “Hollywood – Ritratto di un divo” (storia d’amore tra Greta Garbo e John Gilbert) e “Il grande campione” che narra il rapporto burrascoso tra il pugile Cerdan ed Edith Piaf.
La pubblicazione dell’album “Oggi o dimane” (ottobre 2001) e il ritorno in televisione, su Rai 1, con lo show “Siete tutti invitati (citoronare Calone)” sono occasioni eccellenti per riscoprire l’anima etnica e internazionale della canzone napoletana piu’ ‘classica’. Il successo televisivo e discografico convincono definitivamente Ranieri a ritornare ad esibirsi in concerto come cantante, a venticinque anni dall’ultima tournee.
Ai concerti, l’accoglienza del pubblico e’ trionfale tanto che, dopo una parentesi teatrale con “Pulcinella” di Manlio Santanelli per la regia di Maurizio Scaparro (aprile/maggio 2002), il tour riprende, facendo registrare ovunque il tutto esaurito.
La collaborazione artistica con Mauro Pagani porta poi ad un ulteriore lavoro di ricerca che da’ origine all’album “Nun e’ acqua” (gennaio 2003). Per il tour che segue, cosi’ come per il precedente, Ranieri allestisce uno spettacolo di ‘impronta’ teatrale, nel quale trovano spazio i successi di un tempo e le canzoni di “Nun e’ acqua”. Sul palco, e’ accompagnato da musicisti e ballerini straordinari che condividono con lui, ogni sera e in ogni angolo d’Italia, il calore e gli applausi del pubblico.
Nel 2004 Massimo Ranieri si cimenta per la prima volta nella regia di opere liriche per alcuni dei Teatri più prestigiosi d’Italia, come il San Carlo di Napoli, dove cura la messa in scena dell’”Elisir d’Amore” di Donizetti. Successivamente Massimo Ranieri ritorna al cinema. Claude Lelouche lo chiama ad interpretare uno degli episodi del suo ultimo film “Le genre Humane”. Nell’episodio dal titolo “Les Parisiens” Ranieri recita il ruolo di un artista di strada italiano, ruolo che gli consente di mettere in mostra le sue innumerevoli qualita’ artistiche. L’intensità della recitazione, le qualità canore e l’abilita’ circense sono una rivelazione per i critici cinematografici francesi, che sono letteralmente conquistati da Massimo Ranieri.
All’inizio del 2005 Massimo Ranieri e’ nuovamente in sala di registrazione per lavorare all’album “Accussi’ Grande”, ultimo capitolo della trilogia dedicata alla grande canzone napoletana (Sony Music, 6 maggio 2005). Scorrendo l'elenco dei brani in esso contenuti – per citarne solo alcuni, “Dicitincello Vujie” cantata in duetto con Noa, “Catari’”, “La nova gelosia”, “Tu si na cosa grande”, “Lazzarella” - ci si rende subito conto di quanto di meraviglioso sia stato scritto a Napoli negli ultimi tre secoli e soprattutto di quanto ancora ci sia da scoprire. Stili e ambientazioni si sono continuamente modificate negli anni ma univoco e continuo è l'assoluto valore melodico e la ricchezza armonica di un modo di scrivere che ha influenzato la musica popolare di tutto il mondo occidentale . Così, naturalmente, riescono a convivere la voce di Ranieri, quella bellissima e struggente di Noa e quella intensa e primordiale del senegalese Badarà Seck . Così le corde mediterranee e la produzione di Mauro Pagani e Mauro di Domenico si intrecciano senza soluzione di continuità al piano di Stefano Bollani, alle launeddas e al duduk di Gavino Murgia, al sassofono di Stefano di Battista. Il risultato ancora una volta è un’ inaspettata, raffinata rappresentazione di una civiltà musicale senza uguali.
Die Marktgasse von Bern, anlässlich der Eishockey - Weltmeisterschaft 2009 in der
Schweiz festlich beflaggt
.
.
.
Rechts vom Bus von Bernmobil der Schützenbrunnen, im Hintergrund der Zytgloggenturm in der
Altstadt von Bern
.
.
.
***************************************************************************************************************
***************************************************************************************************************
S c h ü t z e n b r u n n e n B e r n
***************************************************************************************************************
***************************************************************************************************************
.
.
.
Der Schützenbrunnen gehört zu den Berner Altstadtbrunnen aus dem 16. Jahrhundert und steht
in der Marktgasse in der Altstadt - Stadt Bern im Kanton Bern der Schweiz
.
.
.
Der Brunnen stammt aus dem Jahre 1527 und erhielt 1543 von Hans Gieng die Brunnenfigur
eines geharnischten Obmanns der Schützen, der in der Rechten das Banner mit dem
Zeichen der Büchsenschützen trägt und mit der Linken den Griff eines langen Schwertes
umfasst. Zwischen seinem Beinen zielt ein Bärenjunges mit einer Büchse auf die Passanten
in der Gasse.
Bis 1.8.8.9 stand er vor dem Haus der Schützengesellschaft (ebenfalls in der Marktgasse ),
wurde dann um einige Häuser verschoben und kam 1.9.3.1 an seinen heutigen Standort.
Der heutige Name des Brunnens taucht im frühen 17. Jahrhundert auf.
.
.
.
***************************************************************************************************************
.
.
.
Der Brunnen von 1527 erhielt 1543 die Schützenfigur von Hans Gieng. Kapitell und Säule
wurden 1.6.7.0 von A.braham D.ünz I. ersetzt. Der früher einröhrige Brunnen hat seit der Mitte
des 18. Jh. vier Röhren. Der Trog wurde 1.7.8.4 ersetzt, das Banner letztmals 1.8.8.9. Der
Name Schützenbrunnen tritt im frühen 17. Jh. auf.
Die Figur blickte bis 1.9.3.1 nach O.sten und wurde 1.9.3.9 westwärts gewendet aufgestellt.
Standort : Vor 1.8.8.9 vor dem Haus der Schützengesellschaft ( Marktgasse 24 / 28); 1.8.8.9
bis 1.9.3.1 an der Schattseite ( vor den Häusern Nr. 27/29 ); seit der Neuaufstellung 1.9.3.9
vor dem Haus Nr. 16
Historisch - topographisches L.exikon der Stadt Bern von B.erchtold W.eber ( 1.9.7.6 )
.
.
Der Schützenbrunnen unten an der Marktgasse hat, im Gegensatz zum S.eilerbrunnen,
den Z.eitglockenturm als H.intergrund.
Dieser Brunnen stand früher an der Stelle des 1527 von Anshelm erwähnten steinernen
Stockbrunnens in der «Nüwenstatt», vor dem Hause Nummer 28 an der Marktgasse, in
welchem die Büchsenschützen ihre Stube hatten.
Auch hier besteht die Möglichkeit einer Stiftung oder eines Kostenbeitrages dieser
Gesellschaft. Vermutlich wurden vorerst nur Säule und Figur zu dem bereits
bestehenden steinernen Brunnen erstellt.
Nach dem Sickingersehen Plan hatte der Brunnen 1.6.0.7 ein sechseckiges Becken.
Die Brunnensäule stand ausserhalb des Troges an einer Sechseckseite.
Vor dem Jahre 1.7.5.4 muss er ein neues achteckiges Becken erhalten haben, aus dessen
Mitte sich die Säule erhob.
Auch wird man ihn damals schon auf vier R.öhren umgebaut haben; denn in der
Brunnenkontrolle von 1.7.5.4 ist er bereits mit vier R.öhren erwähnt.
Auf einem korinthisierenden Kapitäl, das mit zierlichen E.ngelsköpfchen geschmückt ist,
steht auf der runden Deckplatte in meisterhafter Komposition stolz und selbstbewusst
ein geharnischter Schützenobmann.
In der Rechten trägt er das Banner mit dem Zeichen der Büchsenschützen, in Rot zwei
gekreuzte Büchsen, begleitet von drei goldenen Flammen.
Die linke Hand umfasst entschlossen den Griff des langen Schwertes. Das gesträusste
Barett verrät, dass der waffentragende Krieger nicht in den Krieg, sondern ins fröhliche
Waffenspiel auszieht.
Geschickt hat der Künstler ein Bärlein zwischen seine Beine gesetzt, um dem Standbild
die nötige Stütze zu verleihen.
Keck zielt das kleine bewaffnete Wappentier mit einer Büchse auf die Passanten in der
schattseitigen Laube. Am achteckigen Brunnenstock waren früher an vier Seiten
aufrechtstehende Bären angebracht.
Den ebenfalls achteckigen Säulensockel zieren Akanthusblätter, während der
Säulenschaft mit einer Nesselblattverzierung bedeckt ist.
Bis 1.9.3.1 war der Schaft der Säule schwarzbraun bemalt, die Blattränder mit Goldfarbe
betont.
Die barocke, mit Pilasterkonsolen verzierte Brunnenschale datiert aus dem Jahre 1.7.8.4
und wurde in S.olothurn hergestellt. Sie besteht aus zwei Stücken, von denen jedes gegen
acht Tonnen wiegt.
Verschiedene Autoren sehen in der Figur den Schützenobmann A.nton B.ischoff, andere
gar den S.eckelmeister J.ohann F.rischherz.
Diese Deutungen dürfen ruhig in das Gebiet der Fabel verwiesen werden; denn B.ischoff
wurde bereits sieben Jahre vor Errichtung des Brunnens e.nthauptet, und als F.rischherz
das B.lutgerüst besteigen musste, schrieb man bereits 1.6.4.0.
Der Brunnen aber wurde 1543 errichtet. Dieses Datum ist am oberen Rand am
Harnischrücken gleichsam als Verzierung erhaben ausgemeisselt.
Nach den Stadtrechnungen von 1.5.5.8 und 1.5.5.9 erhielt die Figur ein neues Schwert,
das vermutlich schon aus Eisen war, denn es kostete 2 Pfund.
Die Rechnungen enthalten folgende Angaben: «1.5.5.9 Franz Güder geben um das sehwert
uf dem brunnen von den schützen 2 Pfund 13 S. 4 xer», und «1.5.5.8 Hanns Rudolf Vögeli
geben von dem sehwert ze malen uffen Brunnen vor den Schützen.»
Das Renovationsdatum von 1.7.8.4 ist am Abakus eingemeisselt. Bei dieser Gelegenheit
erhielt der Brunnen das oben bereits erwähnte, neue Becken.
Als im Jahre 1.8.9.0 der Brunnen nach den Zeichnungen B.ühlers renoviert und etwas
versetzt wurde, erhielt das Banner sein heutiges Zeichen. Es ist identisch mit der Fahne
der Reismusketen-Gesellschaft. Vorher hatte es in den 40er Jahren in Rot zwei gekreuzte
Musketen, den Rand mit goldenen Flammen belegt. Nach einer Darstellung bei Streit war
das Banner mit goldenen Flammen belegt, in der Mitte eine Schildkontur und zwei
gekreuzte Musketen, während nach einer andern Darstellung das Zeichen der
Flitzbogengesellschaft angebracht war.
Das viereckige Banner entstand wahrscheinlich bei der Renovation von 1.7.8.4; denn vorher
wird die Figur ein dreieckiges Fähnlein getragen haben.
Das Fähnlein der Schützen war stets dreieckig; die viereckige Form dem Banner
vorbehalten. Auf diese heraldischen Gesetze wurde früher sehr streng geachtet.
Bis ins Jahr 1.9.3.1 befand sich der Schützenbrunnen ungefähr hundert Meter weiter oben
in der Gasse. Der Blick der Figur war gassabwärts gerichtet. Er stand auch nicht in der
Achse der Gasse, so dass die S.trassenbahn den Brunnen in beiden Richtungen auf der
Sonnseite umfahren musste. Das bedingte, dass die T.ramführer die Kreuzung ober- oder
unterhalb des «Verkehrshindernisses» abwarten mussten, das sie dann beim N.eubau
eines G.eschäftshauses gerne verschwinden sahen. Durch das B.augerüst war beim
Brunnen ein wirklich hinderlicher Engpass entstanden, so dass der Brunnen abgebrochen
werden musste.
Fast hätte man diesen schönen Brunnen vergessen. Anlässlich der Neupflästerung der
Gasse wurden Stimmen zur Wiederaufstellung des Brunnens laut, und als im H.erbst
1.9.3.9 ein mit B.lachen geschütztes B.augerüst den neuen Platz des Brunnens
kennzeichnete, näherte sich dem A.rchitekten des B.auamtes ein biederer Bürger und redete
ihn an: «So, muess jitz scho wieder eine vo dene schöne Brünnen abprotzet sy.» Eines
Tages im S.pätherbst stand der Schützenvenner renoviert an seinem neuen Platz, den
Blick gassaufwärts gerichtet, und von neuem erfreuten sich der Berner wie die fremden
Besucher an diesem künstlerisch beachtenswerten Standbild aus dem 16. Jahrhundert.
.
.
.
.
( BeschriebSchützenbrunnen StadtBern AlbumStadtBern AlbumBernerBrunnen Stadt City
AlbumBrunnenmitBrunnenfigurinderSchweiz Ville fountain springvand suihkulähde fontaine
fontana 噴水 fontein fontene fontanna fonte fontän fuente UNESCO Weltkulturerbe Welterbe
Unesco World Heritage Berner Brunnen fountain springvand suihkulähde fontaine fontana
噴水 fontein fontene fontanna fonte fontän fuente fountain Schweiz Suisse Switzerland Suissa
Swiss Sveitsi Sviss スイス Zwitserland Svizzera Sveits Szwajcaria Suíça Suiza )
.
.
.
.
***************************************************************************************************************
***************************************************************************************************************
Z y t g l o g g e - T u r m
***************************************************************************************************************
***************************************************************************************************************
.
.
.
Der Zytgloggeturm ( Zeitglockenturm / Zytglogge ) bildete das alte westliche Stadttor der Stadt /
Altstadt von Bern im Kanton Bern in der Schweiz
.
.
.
Erbaut im Jahr 1191 war er bis 1256 das erste Westtor und bildete einst den Abschluss
der ersten Stadterweiterung. Er änderte im Laufe der Jahre sein Aussehen sehr stark,
im Zytgloggeturm sind Modelle aus den verschiedenen Epochen ausgestellt
Durch die Entwicklung der Stadt rückte der Turm mit jeder Erweiterung immer mehr ins
Zentrum der Stadt.
Für einige Zeit ist der Turm gar als Frauengefängnis genutzt worden => Pfaffendirnen-
gefängnis
Nach dem grossen Brand von 14. Mai 1405, der nahezu die gesamte Stadt in Schutt
und Asche legte, wurde er zum „ Zytglogge “ umfunktioniert.
.
.
.
In seiner Chronik schildert der Chronist Conrad Justinger das Ausmass der Katastrophe :
Also verbrann die alt kebie, do die zitglogge inne hanget, darinne verbrunnen siben pfaffen-
dirnen. ... Also verbrunnen bi sechshundert hüsern, gros und klein, und gros guot darinne
und me denne hundert mönschen.
.
.
.
***************************************************************************************************************
Z y t g l o g g e
***************************************************************************************************************
.
.
.
Die Zytglogge, die Glocke, die seither im neuen Turm die Stunden verkündet, wurde noch
im gleichen Jahr durch Johann Reber aus A.arau gegossen. Sie war es, die dem Turm
den heutigen Namen gab : Zytglogge.
.
.
.
Ihre Inschrift lautet:
+ anno d[omi]ni mccccv mense octobris fusa sum a ma[gi]stro ioh[ann]e d[i]c[t]o reber de
arow sum vas et cer[a] et cunctis [...] gero diei horas.
( Im Jahre 1405 im Monat Oktober wurde ich von Meister Johannes genannt Reber aus
A.arau gegossen. Ich bin Gefäss und Wachs (?) ...und allen verkünde ich die Stunden
des Tages ).
.
.
.
***************************************************************************************************************
Uhrwerk
***************************************************************************************************************
.
.
.
Zur Zeitmessung gehörte natürlich auch ein Uhrwerk. Gleichzeitig mit der Glocke, wurde
also auch eine Uhr mit einem Stundenschlagwerk eingebaut. Über den Erbauer und über
die Ausmasse der Uhr ist leider nichts bekannt.
Hingegen wissen wir, dass das noch heute vorhandene Astrolabium bereits damals den
Turm zierte. Wie bei andern Kunstuhren diente es vorwiegend als Repräsentationsobjekt.
Es gehörte zum Ansehen einer Stadt, technische Spitzenleistungen öffentlich zur Schau
zu stellen und damit Bewunderung auszulösen.
Nebst vielen astronomischen Indikationen konnte man beiläufig auch noch die Zeit ab-
lesen. Dies war aber schwierig und überhaupt nicht das Ziel. Wichtig war die akustische
Zeitangabe durch die Glocke.
Zu Beginn des 16. Jahrhunderts häuften sich die Reparaturen am bereits über 100
jährigen Uhrwerk. Es wurde immer offensichtlicher, dass das Werk ausgedient hatte.
1527 erhielt der damalige Waffenschlosser und Zeitglockenrichter, Kaspar Brunner,
den Auftrag, ein neues Uhrwerk zu bauen. Es stand von Anfang an fest, dass die Uhr
grösser, schöner und kunstvoller sein musste als die alte von 1405.
1530 präsentierte Brunner den Bernern eine Monumentaluhr mit kunstreichem Figuren-
spiel und einem Räderwerk von gewaltigem Ausmass, wie es bis jetzt noch nicht ge-
baut wurde. Von Brunner sind keine weiteren Uhrwerke bekannt, dieses scheint sein
einziges zu sein.
Die Ausmasse, die Robustheit und die kunstvolle Bauweise ( Räder mit einzeln einge-
setzten Zähnen, massive Wellen, die Gewehrläufen ähneln ) zeugen vom Meister, der
sich im Bau von Waffen und Geschützen auskannte, aber auch in der Lage war, eine
aussergewöhnliche Uhr zu realisieren.
.
.
An der Ostseite des Zytgloggeturms ist ein sehr schönes Glockenspiel angebracht, u.a.
mit Bärenfiguren und, hoch oben im Dach des Turms, der Statue von Hans Thann, einem
Ritter in voller Rüstung.
.
.
.
***************************************************************************************************************
Das Figurenspiel / Glockenspiel
***************************************************************************************************************
.
.
.
Jede volle Stunde läuft das beliebte und vor allem von Touristen viel beachtete Figurenspiel
ab :
.
.
.
Ca. 3 Minuten vor dem Stundenschlag kräht der Hahn und eröffnet das Spiel.
Kurz darauf kreist der Bärenreigen, er symbolisiert die Stadtwache, die pflichtbewusst ihre
Runden dreht. Dazu schlägt der Narr die Stunde an seine zwei Glöcklein. ( Zu früh, aber
das ist Narrenfreiheit )
Nun kräht der Hahn zum zweiten Mal.
Sobald die volle Stunde erreicht ist, schlägt die Viertelstundenglocke vier Viertel, mitten
im Spielerker auf seinem Thron dreht Chronos, der Gott der Zeit, die Sanduhr; dann hebt
er das Zepter in seiner linken Hand und gibt den Auftakt zum Stundenschlag.
Nun schwingt Hans von Thann, der goldene Glockenschläger, seinen Hammer und führt
die erforderliche Anzahl Schläge aus. Chronos hört aufmerksam zu und zählt die Schläge,
indem er seinen Mund öffnet und schliesst.
Der Löwe, Symbol des Stadtgründers, Herzog Berchtold V. von Zähringen, quittiert jeden
Schlag mit einer leichten Kopfdrehung. Zum Schluss schlägt der Hahn ein drittes Mal
und kündet damit den Beginn einer neuen Stunde an.
.
.
.
Es ist ein wahres Meisterwerk der mittelalterlichen Uhrmacherkunst.
.
.
.
***************************************************************************************************************
Astronomische Uhr
***************************************************************************************************************
.
.
.
Unter dem großen Zifferblatt ist eine astronomische Uhr aus dem 15. Jahrhundert zu be-
wundern.
.
.
.
Es handelt sich um ein Astrolabium mit südlicher Projektion, wie sie vorwiegend an
Kunstuhren bis in die erste Hälfte des 15. Jahrhundert gebaut wurden.
Der Stundenzeiger zeigt mit der goldenen Hand die modernen Stunden und mit dem
Sonnenemblem den Sonnenstand gegenüber dem aufgemalten Planisphärium, wobei
links der Sonnenaufgang im Osten, oben der Sonnenhöchststand im Süden und rechts
der Sonnenuntergang im Westen dargestellt ist.
Die Kugel ( mit einer goldenen und einer schwarzen Hälfte ) zeigt die aktuelle Mondphase
an.
Auch der aktuelle Mondstand kann aufgrund der relativen Position zum Sonnenzeiger ab-
gelesen werden. Auf der beweglichen exzentrischen Scheibe der Ekliptik zeigt die Sonne
das aktuelle Tierkreiszeichen an.
.
.
.
Der Turm und das Urwerk können mit einer Führung besichtigt werden.
.
.
.
.
***************************************************************************************************************
Siehe auch :
***************************************************************************************************************
.
.
.
.
bern-altstadt.ch/htm/zytgloggeturm.htm
www.berninfo.com/de/page.cfm/CityToursAusfluege/Stadtfueh...
.
.
.
.
( BeschriebZytglogge BeschriebZeitglocke BeschriebZytgloggeturm BeschriebZeitglockenturm AlbumZytgloggeturm AlbumStadtBern Bern Berne Berna Bärn Stadt City Ville kaupunki città シティ
stad ciudad Stadtturm Turm torre tower torni tour tårn wieża torn Mittelalter Geschichte History
Wehrbau Frühgeschichte Burganlage Festung Schweiz Suisse Switzerland Svizzera Suissa
Swiss Sveitsi Sviss スイス Zwitserland Sveits Szwajcaria Suíça Suiza UNESCO Weltkulturerbe
Unesco World Heritage )
.
.
.
.
.
******************************************************************************************************************
.
.
Mit dem F.ahrrad durch die Stadt Bern am Freitag den 01. Mai 2009
.
.
******************************************************************************************************************
Hurni090501 AlbumZZZZVelotourStadtBern KantonBern AlbumStadtBern StadtBern
E - Mail : chrigu.hurni@bluemail.ch
******************************************************************************************************************
Letzte Aktualisierung - Ergänzung des Textes : 150216
******************************************************************************************************************
NIF
Die Bilder aus der Sammlung Beienz zeigen München von der Perspektive eines Mannes, der immer nah den Schienen war und mit seltene Perspektiven & Bilder die Münchner Geschichte der 70er-Jahre einfing.
Legendär sind seine gewagten Exkursionen in die unterirdischen Baustellen der U-Bahn, die einzigartige Einblicke bieten. Dazu schreibt er:
"Münchener U-Bahn in Betrieb
Am Dienstag, 19.Oktober 1971 um 15:00 Uhr, wurde der fahrplanmäßige Betrieb auf der Münchener U-Bahn aufgenommen. Der fahrplanmäßigen Betriebsaufnahme um 15:00 Uhr ging eine Eröffnungsfeier voraus, die um 11.00 Uhr unter dem Marienplatz in der U-Bahn-Station Marienplatz stattfand. Bundesverkehrsminister Leber durchschnitt mit einer Schere das sperrende Band. München wurde damit die 38.U-Bahn-Stadt der Welt,111 Jahre nach Eröffnung mit Dampflokomotiven betriebenen U-Bahn in London und 75 Jahre Eröffnung der ersten elektrisch betriebenen U-Bahn in Budapest.
Nach einer Bauzeit von 6 1/2 Jahren wurde die 10,5 km lange Strecke Kieferngarten - Goetheplatz mit den Stationen Kieferngarten, Freimann, Studentenstadt, Alte Heide, Nordfriedhof, Dietlindenstrasse,
Münchener Freiheit, Giselastrasse, Universität, Odeonsplatz, Marienplatz, Sendlinger Tor und Goetheplatz in Betrieb genommen. Die Strecke verläuft von Nord nach Süd durch den Mittelpunkt von München, den Marienplatz. Am Marienplatz befindet sich die U-Bahn-Station im 4. Untergeschoß, im 2. und 3- Untergeschoß befindet sich die S-Bahn- Station Marienplatz der DB. Die Münchener U-Bahn, Straßenbahn und die Bus-Linien werden von den Verkehrsbetrieben der Stadt München betrieben. Der Betriebshof befindet sich im Anschluß an die Endstation Kieferngarten. Zwischen den Stationen Freimann und Studentenstadt befindet sich die Verbindungskurve zum Münchener Nordring (Güterbahn) der DB. Sämtliche U-Bahn-Fahrzeuge wurden auf den Schienen der DB selbstrollend der U-Bahn-Strecke zugeführt.
Das Studium der Geschichte der Strecke Goetheplatz-Kieferngarten ist mehr als interessant. Zwischen den jetzigen U-Bahn-Stationen Münchener Freiheit und Odeonsplatz wurde am 9.12.1878 der Pferde-Bahnbetrieb auf der Schiene aufgenommen. Besitzer war die 1878 in Brüssel gegründete "Société Anonyme des Tramways de Munich" mit dem Sitz in Brüssel und mit 1 Stellvertreter in München. Aus dem in Brüssel geschlossenen Verträge geht hervor, daß die Geldmittel durch eine französische Finanzgruppe die "Union Generale" Kommanditgesellschaft unter der Fa. Berrieu Guillauméron & Cie. mit dem Sitz in Paris, 48 rue de Provence, zur Verfügung gestellt wurden.
Zur Verlängerung der Pferde-Schienen-Straßenbahn wurde zwischen den jetzigen U-Bahn-Stationen Münchener Freiheit und Dietlindenstrasse im Jahre 1886 eine etwa 1 km lange elektrische Bahn, die erste elektrische Straßenbahn in Süddeutschland, von dem Badebesitzer Ungerer erbaut. Dieses Bad befindet sich heute im Besitz der Stadt München und befindet sich zwischen den U-Bahn-Stationen Dietlindenstrasse und Nordfriedhof. Auch die Strecke zwischen jetzigen Stationen Goetheplatz und Sendlinger Tor wurde schon sehr früh mit einer Pferdebahn versehen. Zwischen den jetzigen U-Bahn-Stationen Marienplatz und Sendlinger Tor wurde am 27.6.1895 die erste elektr. Straßenbahn der Stadt München, die Strecke Färbergraben - Isarthal-Bahnhof, voll in Betrieb genommen. Bie Strecke Münchener Freiheit - Odeonsplatz (genau: Ecke Galeriestrasse) wurde ab 19.2.1900 mit der Linie Landsbergerstrasse (beim Hauptbahnhof) - Schwabing als elektrische Straßenbahn betrieben. Ab 1.11.1900 wurde auch die Verlängerung Münchener Freiheit - Nordfriedhof mit elektr. Straßenbahn betrieben. Durch eine Eingabe der Professoren Lenbach, Thiersch,
Schmidt und Löfftz wurde die Bespannung des Odeonsplatzes mit einer Fahrleitung wegen des Monuments von König Ludwig I. nicht genehmigt.
Es kamen deshalb vier zweiachsige Akkumulatorenlokomotiven zum Einsatz, die die Straßenbahn-Trieb- und Beiwagen von der Galeriestraße/Ludwigstraße zum Schillermonument schleppten. Die jetzige Station Odeonsplatz wurde somit damals mit Akkumulatorenlokomotiven befahren. Erst am 16.3.1906 wurde am Odeonsplatz der Betrieb mit Fahrleitung aufgenommen. Nach Erbauung der Strecke Strecke Odeonsplatz - Marlenplatz (genau: Rindermarkt) wurde ab 27.11.61907 die Strecke Schwabing (Münchener Freiheit) - Sendlinger Tor mit der Linie Schwabing - Isartalbahnhof elektrisch betrieben. Bemerkt sei noch, daß der Platz Münchener Freiheit früher bis 1933 Feilitzschplatz hieß. Während des 2. Weltkriegs wurde der Platz umbenannt in Danziger Freiheit. Nach dem 2.Weltkrieg wurde der Platz 1946 in Münchener Freihei benannt. Diese Umbenenung erfolgte zum Gedenken an die Freiheit Sektion Bayern im Jahre 1945. Als kurz vor dem 2. Weltkrieg der Straßenverkehr sehr stark zunahm, wurde auf der Strecke zwischen Odeonsplatz und Sendlinger Tor der Straßenbahnbetrieb durch Busse ersetzt. Mit Beginn des 2.Weltkriegs wurde der Straßenbahn-Betrieb auf der Strecke Odeonsplatz - Sendlinger Tor wieder aufgenommen. Infolge Schienen- und Fahrleitungs-Zerstörungen durch Luftangriffe wurde auf der Strecke Marienplatz (genau: Wein-strasse) - Münchener Freiheit (genau: Hohenzollemstrasse) in den Jahren 1944/45 der Verkehr auf einem Gleis mit der Dampftrambahn, Linie V, Marienplatz - von-der-Tann-Str. - Hohenzollernstr., aufrecht erhalten. Triebfahrzeug war eine Dampflok der DR, Baureihe 98, als Waggon ein Beiwagen eines DR-Triebwagens. Lokpersonal war DR-Personal, Schaffner Straßenbahn-Personal.
Auch während des Baues der U-Bahn wurde der Straßenbahnbetrieb zwischen Münchener Freiheit und Odeonsplatz möglichst lange aufrecht gehalten. Zwischen Münchener Freiheit und Universität (genau: Theresienstrssse) wurde der Betrieb bis zum Tage der Betriebsaufnahme der U-Bahn-Strecke durchgeführt.
Die Strecke U-Bahn-Betriebswerk - Kieferngarten - Freimann - Studenstadt ist oberirdisch, die Strecke Alte Heide - Goetheplatz unterirdisch. Mit dem Bau der unterirdischen Strecke Goetheplatz - Sendlinger Tor wurde bereits im Jahre 1938 begonnen. Deshalb hat diese Strecke das DR-Streckenprofil. Im 2. Weltkrieg wurde dieser Streckenteil als Luftschutzkeller verwendet. Die Decke des Bahnhofs Goetheplatz wurde von Bomben getroffen und durchschlagen. Nach dem 2. Weltkrieg wurde durch die Bombentrichter Schutt eingefüllt und der Rest des Ü-Bahnhofs von einer Champignon-Firma gärtnerisch benutzt. Die U-Bahn-Strecke Odeonsplatz - Sendlinger Tor wurde im bergmännischen Verfahren mit Schildvortrieb bei Grundwasser-Absenkung durch Tiefbrunnen durchgeführt. Die Strecke Odeonsplatz -Alte Heide wurde in offener Bauweise ausgeführt. Bei dieser offenen Bauweise wurden die notwendigen Stahlschienen nicht mit Dampframmen sondern in gebohrte Löcher eingesetzt. Die Baugruben der offenen Bauweise waren bis zu 18 m tief. Am Marienpatz befindet sich die Station Marienplatz etwa 30 m unter dem Rathaus und dem Marienplatz. Etwa 500.000.000 DM kostete der Streckenausbau, 55.000.000 DM die Beschaffung der 108 U-Bahn-Wagen.
Nur die Staion Nordfriedhof hat zwei Seitenbahnsteige, alle anderen Stationen haben einen Inselbahnsteig. Die Stationen sind durch die verschiedenen Farben der Wandverkleidung zu erkenne. Hellgrau ist die Station Alte Heide, beige die Staion Dietlindenstrasse, blau die Station Giselastrasse, hellbeige die Station Universität, grüngrau Odeonsplatz und gelb die Station Marienplatz. Bis zur Inbetriebnahme der S-Bahn der DB im Jahre 1972 wird die U-Bahn-Station Sendlinger Tor die wichtigste Umsteigestation der U-Bahn sein. Dort sind die kreuzenden Ost -West-Straßenbahnlinien 9, 19, 29 und 39 zu erreichen. Außerdem die Linien 7, 15, 25 sowie als Verlängerung der U-Bahn- Strecke nach Süden die Straßenbahn-Linien 6, 8, 16 und 20.
Die Münchener U-Bahn wird mit Gleichstrom 750 V bei Zuführung durch Stromschiene betrieben. Sämtliche Drehgestelle dem U-Bahn-Züge sind Triebdrehgestelle (Motordrehgestelle),. Sämtliche Drehgestelle haben gekuppelte Achsen und einen Motor nach System Düwag. Die Höchstgeschwindigkeit beträgt 80 km/h. Die mittlere Anfahrbeschleunigung bis 45 km/h 1 m/sec. Das Schaltwerk hat 27 Fahrstufen. Vor dem Abschalten der Fahrmotoren werden diese um 3 Stufen zurückgeschaltet. Damit wird ein Ruck beim Abschalten der Fahrmotoren vermieden.
Der Fahrer kann wählen zwischen Fahren mit Automatik, Fahren aufgrund der mit Linienleiter induktiv auf den Führerstand übertragenen Signale und Fahren aufgrund der Streckensignale. Die Züge können als Zwei-, Vier- oder als Sechswagenzüge betrieben werden. Jeder Zug hat Innen- und Außenlautsprecher. Die Türen Öffnen sich nur bei Betätigung des Tür-Griffes durch den Fahrgast automatisch. Die Reisegeschwindigkeit beträgt
etwa 35 km/h. Unter den U-Bahn-Fahrern befinden sich auch 3 Damen.
Im Bau sind zur Zeit die Strecke Münchener Freiheit-Olympiazentrum, die bis zur Olympiade 1972 fertiggestellt sein wird, und die Strecke Goetheplatz - Am Harras.
Zur Einführung des U-Bahn-Betriebs in München verteilten die Verkehrsbetriebe der Stadt München kostenlos "U-Bahn-Schieber" (nach Art der Rechenschieber) und "U-Bahn-Start-Puzzle". Außerdem gab es am Tage der Eröffung der U-Bahn einen Sonderstempel der Deutschen Bundespost, Postamt 8 München 2, mit dem Datum 19.10.1971.".
Griff's playgroup turned out in full force: 14 kids.
The cake was tasty, strawberry with peach custard. I'm amazed Griff didn't smash it. Definitely risky letting him stand so close to it like that.
Grace didn't put pants on Griff because she "likes to see his cute little butt." Griff is already semi potty trained at home most of the time, with only the occasional mistake.
Fotos aus Saalfeld vom Neonaziaufmarsch.
Eckdaten:
700 Neonazis. 800-1000 Antifaschisten. Etwa 4-500 Beamte.
Die Neonazis griffen Journalisten, Antifas und die Polizeikräfte an. Letztere reagierten u.a. mit dem Einsatz einer Tränengasgrante.
Vorher kam es zu kleineren Auseinandersetzungen zwischen Antifas und der Polizei, da die Antifas die Route besetzen wollten. Die Polizei wehrte sie mittels Pfefferspray und Tritten ab.
Dennoch war eine Blockade erfolgreich. Als Dank für die Angriffe auf die Beamten und die Blockade, ermöglichte die Einsatzleistung den Neonazis einen Marsch am Stadtkern entlang zum Bahnhof
Die Fotos unterstehen dem Copyright und können in druckbarer, also hochauflösender Qualität erfragt werden.
Neonazis probten in Chemnitz den Aufstand mit Ankündigung und hatten damit Erfolg. Die Polizei setzte ihnen nichts entgegen. Sie konnten den Hitlergruß zeigend, die Stadt einnehmen, JournalistInnen, GegendemonstrantInnen bis hin zu PolizistInnen selbst angreifen. Mit Chören wie "Deutschland den Deutschen - Ausländer raus", frei, sozial & national", "Hier marschiert der nationale Widerstand" oder auch "Das System ist am Ende - Wir sind die Wende" zogen sie eigenmächtig durch die Stadt. Vereinzelt wurden AntifaschistInnen als "Juden" beschimpft, sowie die Losung des verbotenen “Sturmlieds” der SA "Deutschland erwache" gerufen wurde.
Während der gesamten Zeit waren JournalistInnen für ihre Sicherheit selbst zuständig, die Polizei war diesem Mob zahlenmäßig schlicht unterlegen und sah lieber nur zu, als einzugreifen.
Auch nach dem Aufmarsch war die Polizei nicht in der Lage für eine allgemeine Sicherheit zu sorgen. Neonazis strömten stundenlang noch in kleinen Gruppen durch die Stadt und griffen gezielt abreisende AntifaschistInnen an, die sich diesem Mob entgegengestellt hatten.
An diesem Aufmarsch waren sämtliche Spektren der extremen Rechten beteiligt, bis hin zur Afd, Identitären, Die Rechte und der Dritte Weg.
Die Fotos unterliegen dem Copyright. Sie sind in druckbarer, hochauflösender Qualität ohne Wasserzeichen vorhanden und können für kommerzielle wie unkommerzielle Zwecke erfragt werden.
recherchenetzwerk.berlin@yahoo.com
The remains of Griff Mill Coverdale, 1979.
Hasselblad 500CM.
HP4
First recorded in 1257, the water corn mill was abandoned at the outbreak of the Second World War. Its last occupants being Annie and Jim Peacock, known locally as Mr and Mrs Griff. A cloud burst in 1947 washed away the roadway which covered the beck and in 1949 the roof was removed.
Griff's Hamburgers located at 4224 East Lancaster Ave. in Fort Worth,TX. By the late 1960's the chain had more than 60 locations, by June 2016 only 12 restaurants remain in operation.
Radikalisierte Querdenker und Neonazis in Berlin.
Für den 4. Dezember mobilisierten verschiedene Querdenken-Gruppen zu einer "Großdemo" nach Berlin. Dennoch zogen einige hundert Personen von der U-Bahn Haltestelle Frankfurter Tor entlang der Petersburger Straße. Die Polizei versuchte an mehreren Stellen die Demonstration zu unterbinden und die Teilnehmenden auseinanderzutreiben. Mindestens ein Teilnehmer entwendete einem Journalisten sein Handy. Im Zuge dessen gab es mehrere Angriffe auf Journalist*innen. Einige der Journalist*innen wurden dabei verletzt. Auch die Neonazi-Gruppe "Division MOL" griff Journalisten mit Fäusten und Tritten an.
Mit fortschreitender Radikalisierung der Querdenker*innen wird es zunehmend gefährlicher für Journalist*innen von den Demonstrationen zu berichten.
Um 13 Uhr startete zudem in Lichtenfelde-Ost ein Querdenken Autokurso, welcher anschließend durch die Berliner Innenstadt fuhr.
Festzuhalten bleibt die sehr geringe Beteiligung am heutigen Tag, weshalb es der Polizei möglich war länger Aufzüge zu unterbinden. Die Polizei nahm mehrere Personen in Gewahrsam.