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Everybody has different approach to a photographic composition. You may approach a composition in different ways, depending on how it catches the eye. You may see the subject from a far, approach and circle it doing little framing actions with the hands looking for the right angle, position and elevation. One may instantly see the potential and hover backwards and forwards trying to find a good stance for the tripod. Let’s face it the ways are endless, they say creativity feeds the soul. However with this scene all I was interested in was a tazza e caffe. I was attracted to this fallen tree las potential for parking my bum, I was tired I needed a coffee and a snack and this trunk was as good a place as any. However I was not totally thoughtless in my approach, just as I would be very careful on where I placed my feet in wet sand, here I was extra vigilant on the surrounding vegetation, pity I didn’t have the same idea about the frost covered tree trunk. Maybe I should have dealt with my carelessness with Lightroom, but where’s the fun in that, can anyone see where I was sitting?
Winter
Church of the Conception of the Righteous Anna
Moskvoretskaya Embankment
Stalin's high-rises
Moscow. Russia
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Adjunto un hermoso trabajo de David Arkenstone
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whytake.net/Portfolio/FranciscoDominguez/5334
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es.wikiloc.com/wikiloc/spatialArtifacts.do
El bosque es un ecosistema complejo formado por plantas, animales, hongos, protistas y procariotas o moneras, de diferentes especies, que interaccionan en un medio determinado: nacen, crecen, los unos se alimentan de los otros, mueren y se descomponen.
Ver vídeo por el mismo autor:
www.youtube.com/watch?v=PFutmHtpcFM
The forest is a complex ecosystem of plants, animals, fungi, protists and prokaryotes or moneras, of different species interacting in a particular medium are born, grow, feed each other, die and decompose
Verso la fine degli anni Ottanta mi iscrissi alla facoltà di Magistero a Roma. Frequentai alcune lezioni tra cui un corso monografico, biennale, di Letteratura Italiana avente come tema la figura di Ulisse nella letteratura dall’antichità fino al Novecento.
L'uomo emerso potentemente dai due poemi omerici che avevano fondato la storia del nostro Occidente era stato variamente interpretato dagli scrittori delle differenti epoche, connotate ognuna da una sensibilità e ricettività diverse, sempre però lasciando all'eroe greco il ruolo di protagonista.
Il corso abbracciava più di venticinque secoli e fu l'occasione per rimettere in ordine la cronologia confusa degli eventi storici con cui ero uscita dalle scuole superiori e soprattutto aprì un mondo di ricerche e di studi appassionanti sulla mitologia classica e sulla storia antica che da allora non ho mai abbandonato. Nelle storie antiche un linguaggio del tutto inedito parlava alla parte sconosciuta di me che aveva necessità di esprimersi, avevo trovato un canale attraverso cui dare nome a sentimenti, sensazioni, paure. Mi ero da poco separata affrontando non poche turbolenze, ma alla fine ero riuscita a capire di aver bisogno di un supporto terapeutico che mi aiutasse a decifrare i motivi dei tanti errori compiuti senza averne consapevolezza; così mi addentrai in un territorio avventuroso, quello dei sogni, senza minimamente sospettare dove mi avrebbe portata. Sollecitata dal terapeuta ogni mattino, al risveglio, trascrivevo i sogni e mi stupivo di quanto durante il sonno fossi capace di compiere veri e propri viaggi nel tempo e nello spazio; spesso volavo usando solo la forza delle braccia e delle gambe sorvolando città, picchi nevosi, praterie immense, provando un grande senso di libertà, di forza, di leggerezza. Navigazioni aeree, lunghi percorsi a piedi, o in mare, alla ricerca di luoghi sconosciuti di cui avevo percezione ma che non riuscivo a distinguere, un po’ come era accaduto a Cristoforo Colombo munito di carte nautiche imprecise, ma che seguendo la sua intuizione per cercare le favolose Indie, aveva poi trovato un mondo nuovo.
Altrettante avventure durante le lezioni al Magistero che si tenevano nel pomeriggio e di sabato mattina; eravamo quasi tutti studenti lavoratori perciò ci eravamo organizzati, a turno, per registrarle e, come si diceva allora, per sbobinarle, così da avere a disposizione lo scritto di quello che la straordinaria professoressa siciliana ci andava raccontando. Fu un lavoro di gruppo molto impegnativo, ma avevamo capito che non potevamo lasciare disperdere il patrimonio di sapere che la professoressa, Maria Teresa Acquaro Graziosi, ci trasmetteva con passione e rigore. Furono due anni entusiasmanti, durante i quali riuscii a seguire anche le lezioni di Storia dell’Umanesimo sempre tenute dalla stessa docente. Fu così che venni completamente affascinata dal risveglio culturale avvenuto in Italia tra la seconda metà del Trecento e il Quattrocento. La professoressa ci parlava di come già Dante avesse avuto l’intuizione dell’importanza del mondo antico, pur restando fedele al Cristianesimo, ma con Petrarca e Boccaccio, complici anche le mutate condizioni economiche e sociali, si fosse iniziato a pensare che bisognava studiare più a fondo le opere degli antichi conservate nei monasteri; sebbene fossero state salvate dalle devastazioni barbariche a partire dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, si era persa però la conoscenza del greco e molti manoscritti redatti in quella lingua, alla fine del Trecento, erano completamente illeggibili. La professoressa ci parlava di come Petrarca e Boccaccio avessero avvertito l’urgenza di penetrare nei segreti del greco, e di come anche per la letteratura latina bisognasse superare l'interpretazione allegorica che finora se ne era data per farla aderire ai canoni del Cristianesimo, era tempo di intraprendere una lettura più aderente allo spirito dei tempi in cui erano state redatte quelle opere. Un salto notevole di intelligenza interpretativa certamente legato ai tempi nuovi, quelli dei mercanti e dei commerci che, da Marco Polo, avevano inaugurato un nuovo modo di pensare e di vivere, gli scambi con altre popolazioni, il cercare di comprendere usi e costumi altrui avevano fatto maturare i tempi per il cambiamento. Forti di questa nuova consapevolezza Petrarca e Boccaccio stabilirono una sorta di sodalizio intellettuale scambiandosi informazioni e consigli per riuscire a realizzare la loro comune necessità di conoscere e di rinnovarsi attraverso la lettura e lo studio dei classici. Lo stesso Boccaccio, venuto a conoscenza di un monaco in Calabria che conosceva il greco, si recò di persona in quella regione per convincerlo a trasferirsi in Toscana con la promessa di ospitarlo in casa propria e di fargli avere un incarico di insegnamento. Lo convinse, e Leonzio Pilato, così si chiamava l'erudito, selvatico all’aspetto e di modi sgradevoli, seguì Boccaccio e si accinse alla traduzione dal greco in latino dell'Iliade e dell'Odissea. Così lo descrisse Boccaccio:
“Nell'aspetto è uomo rozzo, ha la faccia nera, la barba prolissa, la chioma nera occupata sempre in continui pensieri, di costumi rozzo, né molto civile huomo, ma si come l'isperienza ha dimostrato, dottissimo di lettere Greche e come un'arca pieno d'historie e favole greche, benché della latina non sia molto instrutto”.
Certo non deve essere stata facile la convivenza, ma tanto era il desiderio di decifrare il greco che Boccaccio si adattò di buon grado a convivere con l'ospite così somigliante a un barbone.
Questo primo lavoro di decifrazione dei due poemi greci avviò la ri-scoperta del mondo antico; dopo secoli di oblio veniva fuori come da uno scavo nel tempo un altro modo di vivere, non più penitenza e attesa di una vita oltremondana come era stato per tutto l'alto medioevo, ma le passioni dell’uomo inserito nel mondo reale con tutte le complicazioni, gli errori, le speranze, le delusioni. Immagino la sorpresa e la meraviglia nel leggere il pianto di Ulisse alla corte dei Feaci, le sue avventure amorose con maghe e ninfe, i sentimenti di nostalgia, i naufragi, la perdita dei compagni, il ritorno a Itaca; dopo l'esclusiva lettura dei Vangeli, testi biblici e religiosi, o al più la Commedia di Dante, si comprende come Boccaccio fosse ansioso di sentire dalla bocca di Leonzio Pilato “l'arca piena d'historie e favole greche”.
Pian piano questo fermento di riscoperta dell’antico, partendo da Firenze, si propagò tra le corti di Milano, Napoli, Urbino, Mantova, Ferrara, Venezia dove operavano i cosiddetti umanisti laici e di Roma dove, alla corte del papato, operavano gli umanisti chierici. Fu un periodo di passaggio attraversato da molte contraddizioni e conflitti, bisognava conciliare il credo della dottrina cristiana con queste nuove acquisizioni, la riscoperta dell’uomo in quanto tale, con tutti i suoi difetti, i pregi; il desiderio di emanciparsi e di godere della vita terrena poteva essere pericolosamente vicino all'eresia ed infatti molti artisti, come Sandro Botticelli, soggiogato e impaurito dalle prediche del Savonarola abbandonò per sempre le meravigliose pitture “pagane” che aveva prodotto con tanta maestria ed entusiasmo per ritornare a quelle religiose.
Pur mantenendosi per lo più vicini allo spirito del Cristianesimo, gli Umanisti cominciarono a rivisitare gli uomini antichi in termini più concreti: andiamo a vedere come vivevano, cerchiamo di imparare da loro, andiamo a sentire cosa hanno da dirci ancora oggi. E in effetti trovarono tesori di umanità: Odissea, Iliade, i tragici greci, i filosofi, soprattutto Platone, e di seguito i pensatori e poeti romani, Cicerone, Seneca, Virgilio, Plinio il Vecchio che davanti alla catastrofe dell’eruzione del Vesuvio nel 79 dopo Cristo, scienziato ante-litteram, presa una nave si reca sul luogo per esaminare dal vero ciò che sta succedendo per farne un resoconto veritiero.
Bisognava riflettere su quei testi e su quelle memorie, bisognava ricominciare a pensare a quegli uomini come nostri progenitori, come antenati dai quali si poteva apprendere un nuovo stile di vita che fosse più vicino alle esigenze reali della gente. Come avevano vissuto, lavorato, edificato? In Roma si ergevano monumenti incredibili come il Colosseo, il Pantheon, ponti, migliaia di chilometri di acquedotti parlavano silenziosamente della grande abilità e intelligenza costruttiva dei Romani, era necessario studiare quelle opere talmente perfette nell'esecuzione da superare i millenni.
A tal punto era arrivata la spasmodica ricerca nei monasteri di tutta Europa che, raccontò un giorno la professoressa Acquaro Graziosi, uno di essi tornando con una nave carica di codici, quando la nave affondò con il suo prezioso carico, per il dispiacere diventò canuto in una sola notte.
Anche Leonzio Pilato, tornando da Costantinopoli e diretto a Venezia, nel 1365 morì sulla nave colpita da un fulmine, e con essa andarono a fondo il bottino di libri che riportava con sé.
All’inizio del Quattrocento si può far risalire una più ampia volontà di recuperare ciò che ancora giaceva nei luoghi di cultura, rappresentati da biblioteche e monasteri sparsi in tutta Europa.
A Firenze grande fu l’importanza del nonno di Lorenzo il Magnifico, Cosimo il Vecchio de’ Medici, ricchissimo banchiere, che attivamente finanziò i circoli intellettuali.
L’entusiasmo per le opere antiche diventa piena applicazione nel Cinquecento, il Rinascimento, quando pittori e scultori come Michelangelo si calano nelle “grotte” come quelle della Domus Aurea per studiare dipinti e sculture, o come il “divino” Raffaello che viene incaricato dal Papa di fare una mappa dei reperti archeologici in Roma diventando, giovanissimo, “Sovrintendente alle antichità romane”.
Tutto questo fervore ad opera dei pochi che erano in grado di capire l’importanza del patrimonio lasciatoci dagli antichi, di secolo in secolo sarà sempre più organizzato, tanto da generare, soprattutto dopo l’unità d’Italia, la creazione di magnifici musei che in parte deriveranno dalle collezioni private di principi, papi e cardinali, in parte dagli scavi sempre più a carattere scientifico e metodologico, volti a ricostruire, attraverso i reperti, la storia antica che ci era arrivata con così tante lacune. È grazie all’entusiasmo e allo strenuo lavoro di quei pionieri che l’Italia è diventata una grande macchina del tempo dove entrare per conoscere ciò che siamo stati, ciò che siamo e ciò che potremmo diventare. Roma, a sua volta, è una formidabile macchina del tempo, vi si trovano, senza soluzioni di continuità, testimonianze di tutti i periodi storici a cominciare dai resti di capanne preistoriche sul Palatino. Ho ascoltato una volta un anziano professore inglese su un autobus, l'85, che si rivolgeva a un giovane in piedi accanto a lui: “Il sogno di ogni storico è quello di abitare a Roma”. Stavamo transitando davanti alla “maestà” del Colosseo, come canta Antonello Venditti in unsuo brano.
Nell’Umanesimo maturo, molte acquisizioni tecniche e scientifiche vennero recuperate dal mondo antico, copiate e realizzate, una fra tante la prospettiva che modificò il modo di dipingere, dando più verisimiglianza alle scene, e fornendo ai cartografi la possibilità di realizzare mappe sempre più precise. Inoltre, vari pittori iniziarono a dipingere autoritratti, nascondendosi tra la folla di un corteo o di una scena religiosa, primi esiti del grande lavoro di consapevolezza compiuto nel voler rimettere l'uomo al centro del dibattito culturale e sociale. Alcuni di questi selfie d'epoca sono stati decifrati solo nel Novecento da accorti studiosi d'arte, come nel caso dell'autoritratto del Mantegna nella Camera degli Sposi a Mantova, dissimulato, ironicamente, tra i fregi decorativi che completano e dividono le varie scene affrescate. Il pittore sembra così scrutare ciò che avviene nel talamo nuziale. Chissà se gli occupanti della camera, intenti nei loro commerci amorosi, si siano mai accorti di quello sguardo indagatore e un po' accigliato!
Nella Firenze della seconda metà del Quattrocento un pittore, Sandro Botticelli, alla corte dei Medici, dove operavano personaggi come Marsilio Ficino, filosofo del neoplatonismo, Agnolo Poliziano, insigne filologo, perfetto conoscitore del greco e del latino, Pico della Mirandola, dalla prodigiosa memoria e altri avevano creato un cenacolo di altissimo livello finanziati dal politico, nonché banchiere, Lorenzo de’ Medici al quale dobbiamo l’immortale “Quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia / chi vuol esser lieto sia del doman non v’è certezza” vero e proprio manifesto dell’Umanesimo, componimento che in brevi righe riassume tutto l’entusiasmo, le scoperte, il mondo interiore che gli uomini del Quattrocento avevano non solo riscoperto, ma messo in pratica con un potente cambio di mentalità. È una vera e propria bomba che dall’Italia si propagherà nell’Europa intera, niente sarà più come prima. È iniziato il Rinascimento, la rinascita del mondo antico.
In questo contesto fervido di idee, studi, progetti Agnolo Poliziano che aveva letto, a lungo meditato e perfino imitato nelle sue “Stanze per la Giostra” le Metamorfosi di Ovidio fornisce a Sandro Botticelli le descrizioni dettagliate che serviranno per dipingere i due quadri più belli del mondo: la Venere che esce dalle acque e la Primavera.
Ovidio dona agli uomini del Quattrocento un' “arca piena di favole e di historie”, i canoni della bellezza, uno sguardo nuovo sulla natura, la consapevolezza del mondo in continua trasformazione, l'incanto e il mistero della femminilità.
“Io sono un poeta, un grande poeta!”, aveva gridato più e più volte, in una notte d'agosto, una voce stentorea presso le rovine dei Mercati di Traiano. Era la voce di Ovidio.
Con piena coscienza del proprio valore Ovidio conclude con mirabili versi le Metamorfosi:
“... Ma con la parte migliore di me io volerò in eterno più in alto delle stelle, e il nome mio rimarrà, indelebile. E ovunque si estende, sulle terre domate, la potenza romana, le labbra del popolo mi leggeranno, e per tutti i secoli, grazie alla fama, se qualcosa di vero c’è nelle predizioni dei poeti, io vivrò.”
Gli uomini del Quattrocento, come Botticelli, raccolsero il suo messaggio e furono in grado, anche grazie alla sua voce che parlava da un tempo remoto, di produrre opere indimenticabili.
Mi piace pensare che il manichino seduto sui libri antichi, lungi dall'essere un uomo meccanico, sia in qualche modo l'emblema di tutti quegli uomini coraggiosi che furono in grado, grazie alle loro opere, di risvegliarci dal sonno medievale durato un millennio.
Something different from me! Taken yesterday I over-exposed this to get the contrasts and then in the editing I just desaturated it and used the curves tool in PS to get this final result! Went with a good friend and fellow flickrette Paul Moakes ( PFEJM )
© 2016 Thousand Word Images by Dustin Abbott
Part of what is so intriguing about photography is the unique way that different exposures can fundamentally change scenes. This, for example, was the purposeful underexposure of a scene for a series of bracketed shots. But the heightened drama by imperfections in the lighting (dark, moody shadows, heavy vignette) made the image particularly stunning to me.
Technical info: Canon EOS 6D, Tamron SP 15-30mm f/2.8 Di VC USD + Fotodiox WonderPana filter system, Processed in Adobe Lightroom CC, Adobe Photoshop CC, and Alien Skin Exposure X (Use Code "dustinabbott" to get 10% anything and everything)
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3 different styles (BOM layers - EvoX ONLY!)
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Hugs ❤
🇫🇷 Savez-vous qu'un colchique peut avoir 2 apparences très différentes ?
Lorsque le bienheureux hasard m'a fait divaguer le long d'un rû jusqu'à une 🌳prairie humide🌳, je fus surpris de trouver parmi les herbes jaunies et les premières feuilles mortes cette fleur d'un beau lilas.
Et lorsque je me suis placé au ras du sol, à plat ventre sur la terre mouillée, je n'ai découvert qu'une fleur. Oui ! En automne, vous ne verrez que la fleur, tandis qu'au printemps, vous ne verrez que les feuilles ! Surprenant, non ! Voila une plante qui n'aime que les saisons intermédiaires !
🌿🌿🌿🌿🌿 🌿🌿🌿🌿🌿
🇺🇸 ️Did you know that an autumn saffron can have 2 very different appearances?
When the blessed chance made me ramble along a stream to a 🌳wet meadow🌳, I was surprised to find among the yellowed grass and the first dead leaves this flower of a beautiful purple.
And when I stood low to the ground, flat on the wet earth, I discovered only a flower. Yes! In autumn you will only see the flower, while in spring you will only see the leaves! Surprising, no! Here is a plant which likes only the intermediate seasons!
Colchique d'automne / Meadow saffron / Colchicum autumnale
Milieu naturel, écosystème :🌳 Prairie humaide 🌳
Natural environment, ecosystem:🌳 Wet meadow 🌳
📷ISO 250, 105mm, f/5, 1/500
web site : pascalechevest.com
instagram : pascalechevest_nature
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You can see my images on fluidr: click here
You can see my most interesting photo's on flickr: click here
Stayed local yesterday looking for something different to photograph, sat on a tree stump watching about half a dozen of these little birds dart around in the trees, I would like to say this is a Willow Warbler due to the yellow tinge around its chest but it could very well be a Chiffchaff, there were definitely Chiffchaffs in the trees but I think this WW was amongst them, there were no shortage of Chiffchaffs as I encountered pockets of them on my short walk around the park, this is yet another bird that doesn't sit still for long so you gotta be quick to get a snap! :)
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Thanks to those who look and take the time to comment, it's very much appreciated.
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If you have a minute please do stop by my Photography Facebook Page which will have further info/details on the photos posted Click Here to Visit and give us a Like or grab the link below...
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Please respect my wishes and Do Not post Icons, Links or Awards on my photo stream.
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Note: I only upload a minimal size and minimal quality image.
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Please do not use my images in any way shape or form without obtaining my explicit consent.
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All my images are: © All Rights Reserved
salmon sushi with carrot and cucumber
they don't look great but tasted delicious :) it was my first attempt at sushi making. will have another go. sushi is definitely on the menu. my thanks to Paul Sisul for recommending two excellent sushi making videos
The Best Way To Make Sushi At Home
www.youtube.com/watch?v=nIoOv6lWYnk
Dragon Roll - How To Make Sushi Series
www.youtube.com/watch?v=ENp0r0y78AQ&t=215s
jasmine rice cooked until sticky www.sainsburys.co.uk/gol-ui/product/tilda-fragrant-jasmin...
once cooked and still hot gently mixed with a portion of sweet rice seasoning (photo above)
bamboo sushi rolling mat www.sainsburys.co.uk/gol-ui/product/yutaka-sushi-rolling-...
nori (seaweed) www.sainsburys.co.uk/gol-ui/product/yutaka-sushi-nori-roa...
salmon was £1.95 salmon trimmings from sainsburys www.sainsburys.co.uk/gol-ui/product/all-fish-seafood/sain...
wasabi www.sainsburys.co.uk/gol-ui/product/s-b-wasabi-43g
i didn't buy this one. i bought pure wasabi from a shop in stratford selling all chinese asian groceries and fresh vegetables. in the photo above wasabi is in the green tube and tastes like horseradish/mustard
salmon sushi eaten with wasabi, sushi ginger and soy sauce
more information
How To: Step-by-Step Sushi at Home
www.youtube.com/watch?v=yGG01tj9wi4
How To Roll Sushi with The Sushi Man
www.youtube.com/watch?v=40MiH9-FQ5w&t=4s
How to make 7 Types of Sushi | Japanese Food | The Far East Cuisine
www.youtube.com/watch?v=dR3QMxReUOQ
history of sushi - sushi university sushiuniversity.jp/basicknowledge/history-of-sushi
basic sushi knowledge - sushi university sushiuniversity.jp/basicknowledge/
just one thing with michael mosley
food special with professor tim spector
7 days 30 different plant based foods
www.bbc.co.uk/sounds/play/m001ngjx
ps i'm not recommending any of these cookery adventures. they suit my personal taste. photographing to encourage myself to eat more healthily ...
i've created a group www.flickr.com/groups/cooking_is_my_hobby/ to gather ideas and encourage myself to continue with healthy eating by learning from others if you're interested in cooking, sometimes or a lot, or enjoy the cooking of others, you're always welcome ...
À la différence de son cousin, le flamant rose, le flamant des Caraïbes (Phoenicopterus ruber), également appelé flamant de Cuba, affiche une teinte rouge éclatante. Il réside exclusivement en Amérique du Sud. Bien sûr, on peut l'admirer dans de nombreux zoos, où il est maintenant élevé avec une grande précaution depuis la ponte de l'œuf jusqu'à sa maturation finale en couveuse. Ce cliché a été réalisé au zoo de La Palmyre.
Unlike its cousin, the greater flamingo, the Caribbean flamingo (Phoenicopterus ruber), also known as the Cuban flamingo, boasts a vibrant red hue. It resides exclusively in South America. Of course, it can be admired in many zoos, where it is now raised with great care from the time it is laid to its final maturation in an incubator. This photo was taken at the La Palmyre Zoo.
Well, I guess it's getting pretty obvious that I'm running out of good stock shots that I took last summer and I'm now resorting to putting bits and pieces together from different things. I'll be glad when the weather gets better and I can get out and get some new stuff to work with. Don't get me wrong. I love doing this as well but there's nothing like getting out there and hitting the shutter button. Fresh air. New things to discover.
These huts are from shots I took at our local zoo. Always wanted to use them so this is what I came up with.
Thanks for stopping by,
Jim
Don't know what i did this was totally under exposed tweaked exposure in Lightroom and this appeared.
Regalo di buon compleanno per Vokuro. 30 settembre... :)
qui il suo album... :) www.flickr.com/photos/61617810@N08/
You guys probably won´t believe me but this shot is taken 3 minutes and 3 meters from my previous post ( cloud crash ). This was the left sided view from where I was standing... Two different worlds apart :-)
We were on our way down another dirt road, this time toward La fortuna. We were an adventurous bunch and rather than stick to the highway, made our way through different pastures. The road we were on ran on the outside of a dormant volcano. And, it was abundant with lounging iguana out sunning themselves on the warm gravel.
Relatively large warbler of the boreal forest. Breeding males have solid black cap and white cheek; compare with Black-and-white Warbler. Breeding females are a washed out, streakier version of male. Immatures in fall are quite different: lemony-yellow head and breast with blurry streaking, white wingbars, and white undertail coverts. Distinctive orange feet help distinguish Blackpoll from similar immature Bay-breasted and Pine Warblers. Breeds in coniferous forest, especially stunted spruces at higher elevations. Found in any forested habitat during migration. Known for its exceptional fall migration over the Atlantic Ocean; can travel from East Coast of U.S. to South America in one nonstop flight!