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Paso a nivel unicamente peatonal de la calle Marcos Paz.

A Mongiuffi, un piccolo paese dell’entroterra Taorminese, in Provincia di Messina, troviamo antichissima la devozione per San Leonardo. Tutto il popolo, molto devoto per le tante grazie ottenute tramite l’intercessione di San Leonardo, lo ha eletto a suo speciale Patrono e Protettore ed ogni anno, il 6 novembre, ne celebra la festa con grande solennità. Il momento più emozionante si ha quando, durante la processione di mezzogiorno, tutti i fedeli riunitisi al centro del Paese, donano al Santo Patrono una Ciambella (Cuddura) di pasta di pane intrecciata ed abbellita artigianamente, in segno di devozione e ringraziamento.La festa, unica nella sua particolarità e nella fede degli abitanti inizia con la Novena (preghiera insistente fatta con determinazione e costanza per nove giorni conseguitivi) nella fiducia di poter ottenere ciò che il cuore di ognuno desidera e con l’avvio della lavorazione artigianale delle “cuddure”. Per la realizzazione di queste particolari “ciambelle” vengono utilizzati centinaia di chili di farina di frumento che in passato veniva donata dagli abitanti di Mongiuffi. Dopo la lavorazione delle ciambelle, si imprime l’immagine di San Leonardo. Il 1° Novembre, solennità di tutti i Santi, vengono preparate, sempre a mano, le artistiche “cudure” dei 4 angioletti e del Santo. Abilità ed impegno fanno sì che queste divengano vere e proprie opere d’arte.La “cudura” del Santo viene decorata con rose e ornamenti vari creati con la pasta, facendo sì che diventi un vero e proprio gioiello della minuziosa arte creativa, che attira tutt’oggi molti curiosi. La vigilia della festa, quando ormai è tutto pronto, si svolge la benedizione delle “cuddure”. Nel borgo l’atmosfera di solennità sale di ora in ora. Gli abitanti di abitanti di Mongiuffi e tutti gli altri devoti che accorrono si recano nella Chiesa di San Leonardo per pregare e cantare al Santo Patrono e assistere all’apertura della cappella e alla discesa del simulacro. Al canto dell’inno di San Leonardo il simulacro collocato dentro la vara, scende sino al centro della Chiesa. La Statua dall’aspetto dolcissimo sembra volgere il suo sguardo per rassicurare i suoi fedeli della sua protezione. A quella vista si commuovono i cuori e si inumidiscono gli occhi. L’artistica statua del Santo viene mostrata al pubblico tre volte soltanto: il giorno di capodanno; il giorno di Pasqua ed il 5 Novembre vigilia della festa.All’alba del 6 Novembre al suono delle campane i fedeli si ritrovano in Chiesa per la recita dell’Ufficio (tradizionale ufficiatura in onore del Santo Patrono e Protettore). Intorno alle 10:30 si svolge la Santa Messa Solenne, al termine vi è la tradizionale processione per le vie del paese. Il momento più emozionante, verso mezzogiorno, quando tutto il popolo riunitosi in piazza fontana, al centro del paese, dona al Santo Patrono la ciambella (cuddura) di pasta di pane intrecciata e abbellita artigianalmente in segno di devozione e ringraziamento. Subito dopo vengono distribuite le “cuddure” più piccole a tutti i devoti presenti a questo importante e caratteristico evento. La sera del 6 Novembre i devoti si ritrovano nuovamente nella Chiesa Madre dove vengono celebrati i vespri e l’eucarestia. Tra le luci della notte esce la processione. Al rientro del simulacro in piazza del Carmine vi è il grandioso spettacolo piro - musicale. La sera del 7 Novembre il Santo Patrono si riporta in processione nella Chiesa a Lui intitolata dove viene risposto nella sua cappella. La festa si conclude con l’atto di affidamento del paesino di Mongiuffi Melia al Santo e l’emozionante chiusura della porta che terrà custodita la statua

Colegio Cardenal Copello (edificio secundaria)

 

Nueva York entre Emilio Lamarca y Concordia.

Este edificio del Barrio de Villa Devoto fue construído entre 1915 y 1917 en la manzana delimitada por las actuales calles Gualeguaychú, José Pedro Varela, Mercedes y la Avenida Francisco Beiró, siendo su cota de altura media de 38,19 metros.

Las fachadas principales, una sobre la Avenida Pedro Goyena y otra sobre la Avda. Francisco Beiró, rematan en una cúpula de base cuadrada. El estilo arquitectónico se inscribe en el neorrenacimiento francés.

Cabe destacar que ha sido catalogado, junto con su similar del barrio de Caballito, "Area de Protección Histórica" por el Gobierno de la Ciudad de Buenos Aires.

La Candelora o la Juta dei Femminielli a Montevergine, è una delle feste popolari tra sacro e profano, più coinvolgenti. I fedeli devoti a “Mamma Schiavona”, e i cosiddetti “Femminielli”, si recano in pellegrinaggio dalla Madonna Nera al Santuario di Montevergine.

E’ un rito popolare radicato ormai nel nostro territorio, riuscendo ad unire sotto l’unico “Mantello” persone di ogni genere e sesso.

La giornata se pur fredda, poi si è riscaldata al ritmo della musica suonata in onore della Madonna.

 

Lucciana (Haute-Corse), la Canonica

Quai Paul Devôt. Some migrants are very young.

Este edificio del Barrio de Villa Devoto fue construído entre 1915 y 1917 en la manzana delimitada por las actuales calles Gualeguaychú, José Pedro Varela, Mercedes y la Avenida Francisco Beiró, siendo su cota de altura media de 38,19 metros.

Las fachadas principales, una sobre la Avenida Pedro Goyena y otra sobre la Avda. Francisco Beiró, rematan en una cúpula de base cuadrada. El estilo arquitectónico se inscribe en el neorrenacimiento francés.

Cabe destacar que ha sido catalogado, junto con su similar del barrio de Caballito, "Area de Protección Histórica" por el Gobierno de la Ciudad de Buenos Aires.

A Mongiuffi, un piccolo paese dell’entroterra Taorminese, in Provincia di Messina, troviamo antichissima la devozione per San Leonardo. Tutto il popolo, molto devoto per le tante grazie ottenute tramite l’intercessione di San Leonardo, lo ha eletto a suo speciale Patrono e Protettore ed ogni anno, il 6 novembre, ne celebra la festa con grande solennità. Il momento più emozionante si ha quando, durante la processione di mezzogiorno, tutti i fedeli riunitisi al centro del Paese, donano al Santo Patrono una Ciambella (Cuddura) di pasta di pane intrecciata ed abbellita artigianamente, in segno di devozione e ringraziamento.La festa, unica nella sua particolarità e nella fede degli abitanti inizia con la Novena (preghiera insistente fatta con determinazione e costanza per nove giorni conseguitivi) nella fiducia di poter ottenere ciò che il cuore di ognuno desidera e con l’avvio della lavorazione artigianale delle “cuddure”. Per la realizzazione di queste particolari “ciambelle” vengono utilizzati centinaia di chili di farina di frumento che in passato veniva donata dagli abitanti di Mongiuffi. Dopo la lavorazione delle ciambelle, si imprime l’immagine di San Leonardo. Il 1° Novembre, solennità di tutti i Santi, vengono preparate, sempre a mano, le artistiche “cudure” dei 4 angioletti e del Santo. Abilità ed impegno fanno sì che queste divengano vere e proprie opere d’arte.La “cudura” del Santo viene decorata con rose e ornamenti vari creati con la pasta, facendo sì che diventi un vero e proprio gioiello della minuziosa arte creativa, che attira tutt’oggi molti curiosi. La vigilia della festa, quando ormai è tutto pronto, si svolge la benedizione delle “cuddure”. Nel borgo l’atmosfera di solennità sale di ora in ora. Gli abitanti di abitanti di Mongiuffi e tutti gli altri devoti che accorrono si recano nella Chiesa di San Leonardo per pregare e cantare al Santo Patrono e assistere all’apertura della cappella e alla discesa del simulacro. Al canto dell’inno di San Leonardo il simulacro collocato dentro la vara, scende sino al centro della Chiesa. La Statua dall’aspetto dolcissimo sembra volgere il suo sguardo per rassicurare i suoi fedeli della sua protezione. A quella vista si commuovono i cuori e si inumidiscono gli occhi. L’artistica statua del Santo viene mostrata al pubblico tre volte soltanto: il giorno di capodanno; il giorno di Pasqua ed il 5 Novembre vigilia della festa.All’alba del 6 Novembre al suono delle campane i fedeli si ritrovano in Chiesa per la recita dell’Ufficio (tradizionale ufficiatura in onore del Santo Patrono e Protettore). Intorno alle 10:30 si svolge la Santa Messa Solenne, al termine vi è la tradizionale processione per le vie del paese. Il momento più emozionante, verso mezzogiorno, quando tutto il popolo riunitosi in piazza fontana, al centro del paese, dona al Santo Patrono la ciambella (cuddura) di pasta di pane intrecciata e abbellita artigianalmente in segno di devozione e ringraziamento. Subito dopo vengono distribuite le “cuddure” più piccole a tutti i devoti presenti a questo importante e caratteristico evento. La sera del 6 Novembre i devoti si ritrovano nuovamente nella Chiesa Madre dove vengono celebrati i vespri e l’eucarestia. Tra le luci della notte esce la processione. Al rientro del simulacro in piazza del Carmine vi è il grandioso spettacolo piro - musicale. La sera del 7 Novembre il Santo Patrono si riporta in processione nella Chiesa a Lui intitolata dove viene risposto nella sua cappella. La festa si conclude con l’atto di affidamento del paesino di Mongiuffi Melia al Santo e l’emozionante chiusura della porta che terrà custodita la statua

Quai Paul Dévôt. Distribution by Salam.

Façade Nord du château et croix de dévotion du 16ème siècle classée au titre des monuments historiques.

Intersección de las calles Obispo San Alberto y La Blanqueada, en el llamado Devoto Norte. Al fondo se puede ver la avenida San Martín y hacia la derecha a 200 metros se encuentra la avenida General Paz.

it was a priviliege a joy to be there to share the day... 70 years...Thank you M'am and Farethee well

População prestigia Festa de Iemanja de Lauro de Freitas

Devotos vão à praia de Buraquinho homenagear a Rainha do Mar

Centenas de pessoas envolvidas em ritual de fé e muita devoção. A Festa de Iemanjá de Lauro de Freitas, neste 2 de fevereiro, abrilhantou a praia de Buraquinho. A programação começou bem cedo, às 6h, com alvorada de fogos em homenagem à Rainha do Mar. A entrega dos presentes e muito samba de roda dão continuidade à programação. A festa, cada vez mais organizada, tem total apoio da Prefeitura Municipal de Lauro de Freitas (PMLF), por meio da Secretaria de Cultura (Secult) e do Conselho de Cultura, contou com a parceria da Colônia de Pescadores Z-57, do Terreiro de São Jorge Filho da Goméia de Mãe Mirinha de Portão. Participam da festa autoridades públicas, munícipes e muitos visitantes.

Com rosas vermelhas e brancas, o prefeito Márcio Paiva fez questão de entregar as oferendas e participar do ritual antes da saída dos presentes para o mar. “Esse é um momento que me emociona demais. Fico muito feliz de participar de uma festa que se fortalece a cada ano e tenham certeza que no que depender da nossa gestão será cada vez melhor e mais grandiosa”, sinalizou o prefeito.

A tradição da festa se repete há 12 anos. Segundo o presidente da colônia Z -57, Jonas dos Santos, conhecido como “Touro”, a comemoração tem ganhado cada vez mais força. “Temos contado com apoio da Administração Pública e a cada ano nosso ritual fica ainda mais bonito” destacou.

O homenageado da festa de Iemanjá 2015 foi Domingos Ferreira da Cruz, 76 anos, conhecido como “Balaeiro”. Famoso por confeccionar os balaios que levam as oferendas a Rainha do Mar, ele agradeceu emocionado pelo gesto nobre da gestão. “Uma alegria danada em saber que reconheceram meu trabalho”, disse o senhor que já perdeu as contas de quantos balaios preparou.

O secretário da Secult, Alexandre Marques, reforça a importância da festa para a cidade. “Além de ser uma manifestação cultural e religiosa que já integra o calendário de festas populares do município, e também o momento de dar visibilidade aos grupos de samba de roda que temos em Lauro de Freitas. Ficamos felizes em promover nossa cultura” destacou.

Depois de entregar os presentes, molhar os pés e fazer todos os agradecimentos, a funcionária pública aposentada, Virgínia Sacramento, 62 anos, caiu no samba de roda. “É uma festa maravilhosa! Linda Iemanjá e linda a festa em Lauro de Freitas”, disse a devota emocionada. Além das apresentações de grupos de samba de roda no Palco Mestre Paizinho (Portão), o Samba de Viola de 12 cordas teve destaque. A festa contou ainda com uma exposição do fotógrafo Osmar Gama sobre o tema, que também será apresentada em Salvador.

Na organização do evento, sob o comando da Secult, também atuaram no apoio as Secretarias de Trânsito, Transporte e Ordem Pública (Settop), Secretaria de Serviços Públicos (Sesp), além do Gabinete do Prefeito.

Esta monjita estaba en el suelo delante del sagrario, así como la veis, rezando de lo más concentrada. En la Abadía del Mont-St-Michel, en Normandía

7) Les vrais dévots de mon Rosaire ne mourront pas sans le secours de l'Eglise.

 

8) Je veux que tous ceux qui réciteront mon rosaire trouvent dans leur vie et à leur mort lumière et plénitude de grâce, et qu'ils participent aux mérites des bienheureux.

  

Extrait : Les quinze promesses de Notre-Dame du Rosaire.

A Mongiuffi, un piccolo paese dell’entroterra Taorminese, in Provincia di Messina, troviamo antichissima la devozione per San Leonardo. Tutto il popolo, molto devoto per le tante grazie ottenute tramite l’intercessione di San Leonardo, lo ha eletto a suo speciale Patrono e Protettore ed ogni anno, il 6 novembre, ne celebra la festa con grande solennità. Il momento più emozionante si ha quando, durante la processione di mezzogiorno, tutti i fedeli riunitisi al centro del Paese, donano al Santo Patrono una Ciambella (Cuddura) di pasta di pane intrecciata ed abbellita artigianamente, in segno di devozione e ringraziamento.La festa, unica nella sua particolarità e nella fede degli abitanti inizia con la Novena (preghiera insistente fatta con determinazione e costanza per nove giorni conseguitivi) nella fiducia di poter ottenere ciò che il cuore di ognuno desidera e con l’avvio della lavorazione artigianale delle “cuddure”. Per la realizzazione di queste particolari “ciambelle” vengono utilizzati centinaia di chili di farina di frumento che in passato veniva donata dagli abitanti di Mongiuffi. Dopo la lavorazione delle ciambelle, si imprime l’immagine di San Leonardo. Il 1° Novembre, solennità di tutti i Santi, vengono preparate, sempre a mano, le artistiche “cudure” dei 4 angioletti e del Santo. Abilità ed impegno fanno sì che queste divengano vere e proprie opere d’arte.La “cudura” del Santo viene decorata con rose e ornamenti vari creati con la pasta, facendo sì che diventi un vero e proprio gioiello della minuziosa arte creativa, che attira tutt’oggi molti curiosi. La vigilia della festa, quando ormai è tutto pronto, si svolge la benedizione delle “cuddure”. Nel borgo l’atmosfera di solennità sale di ora in ora. Gli abitanti di abitanti di Mongiuffi e tutti gli altri devoti che accorrono si recano nella Chiesa di San Leonardo per pregare e cantare al Santo Patrono e assistere all’apertura della cappella e alla discesa del simulacro. Al canto dell’inno di San Leonardo il simulacro collocato dentro la vara, scende sino al centro della Chiesa. La Statua dall’aspetto dolcissimo sembra volgere il suo sguardo per rassicurare i suoi fedeli della sua protezione. A quella vista si commuovono i cuori e si inumidiscono gli occhi. L’artistica statua del Santo viene mostrata al pubblico tre volte soltanto: il giorno di capodanno; il giorno di Pasqua ed il 5 Novembre vigilia della festa.All’alba del 6 Novembre al suono delle campane i fedeli si ritrovano in Chiesa per la recita dell’Ufficio (tradizionale ufficiatura in onore del Santo Patrono e Protettore). Intorno alle 10:30 si svolge la Santa Messa Solenne, al termine vi è la tradizionale processione per le vie del paese. Il momento più emozionante, verso mezzogiorno, quando tutto il popolo riunitosi in piazza fontana, al centro del paese, dona al Santo Patrono la ciambella (cuddura) di pasta di pane intrecciata e abbellita artigianalmente in segno di devozione e ringraziamento. Subito dopo vengono distribuite le “cuddure” più piccole a tutti i devoti presenti a questo importante e caratteristico evento. La sera del 6 Novembre i devoti si ritrovano nuovamente nella Chiesa Madre dove vengono celebrati i vespri e l’eucarestia. Tra le luci della notte esce la processione. Al rientro del simulacro in piazza del Carmine vi è il grandioso spettacolo piro - musicale. La sera del 7 Novembre il Santo Patrono si riporta in processione nella Chiesa a Lui intitolata dove viene risposto nella sua cappella. La festa si conclude con l’atto di affidamento del paesino di Mongiuffi Melia al Santo e l’emozionante chiusura della porta che terrà custodita la statua

Dia 23 de de abril, comemora-se o dia de São Jorge, e acontece a tradicional procissão no centro de Nova Iguaçu. Uma grande festa religiosa, com seus cavaleiros, devotos e grande multidão que expressa sua fé ao santo guerreiro.

A Mongiuffi, un piccolo paese dell’entroterra Taorminese, in Provincia di Messina, troviamo antichissima la devozione per San Leonardo. Tutto il popolo, molto devoto per le tante grazie ottenute tramite l’intercessione di San Leonardo, lo ha eletto a suo speciale Patrono e Protettore ed ogni anno, il 6 novembre, ne celebra la festa con grande solennità. Il momento più emozionante si ha quando, durante la processione di mezzogiorno, tutti i fedeli riunitisi al centro del Paese, donano al Santo Patrono una Ciambella (Cuddura) di pasta di pane intrecciata ed abbellita artigianamente, in segno di devozione e ringraziamento.La festa, unica nella sua particolarità e nella fede degli abitanti inizia con la Novena (preghiera insistente fatta con determinazione e costanza per nove giorni conseguitivi) nella fiducia di poter ottenere ciò che il cuore di ognuno desidera e con l’avvio della lavorazione artigianale delle “cuddure”. Per la realizzazione di queste particolari “ciambelle” vengono utilizzati centinaia di chili di farina di frumento che in passato veniva donata dagli abitanti di Mongiuffi. Dopo la lavorazione delle ciambelle, si imprime l’immagine di San Leonardo. Il 1° Novembre, solennità di tutti i Santi, vengono preparate, sempre a mano, le artistiche “cudure” dei 4 angioletti e del Santo. Abilità ed impegno fanno sì che queste divengano vere e proprie opere d’arte.La “cudura” del Santo viene decorata con rose e ornamenti vari creati con la pasta, facendo sì che diventi un vero e proprio gioiello della minuziosa arte creativa, che attira tutt’oggi molti curiosi. La vigilia della festa, quando ormai è tutto pronto, si svolge la benedizione delle “cuddure”. Nel borgo l’atmosfera di solennità sale di ora in ora. Gli abitanti di abitanti di Mongiuffi e tutti gli altri devoti che accorrono si recano nella Chiesa di San Leonardo per pregare e cantare al Santo Patrono e assistere all’apertura della cappella e alla discesa del simulacro. Al canto dell’inno di San Leonardo il simulacro collocato dentro la vara, scende sino al centro della Chiesa. La Statua dall’aspetto dolcissimo sembra volgere il suo sguardo per rassicurare i suoi fedeli della sua protezione. A quella vista si commuovono i cuori e si inumidiscono gli occhi. L’artistica statua del Santo viene mostrata al pubblico tre volte soltanto: il giorno di capodanno; il giorno di Pasqua ed il 5 Novembre vigilia della festa.All’alba del 6 Novembre al suono delle campane i fedeli si ritrovano in Chiesa per la recita dell’Ufficio (tradizionale ufficiatura in onore del Santo Patrono e Protettore). Intorno alle 10:30 si svolge la Santa Messa Solenne, al termine vi è la tradizionale processione per le vie del paese. Il momento più emozionante, verso mezzogiorno, quando tutto il popolo riunitosi in piazza fontana, al centro del paese, dona al Santo Patrono la ciambella (cuddura) di pasta di pane intrecciata e abbellita artigianalmente in segno di devozione e ringraziamento. Subito dopo vengono distribuite le “cuddure” più piccole a tutti i devoti presenti a questo importante e caratteristico evento. La sera del 6 Novembre i devoti si ritrovano nuovamente nella Chiesa Madre dove vengono celebrati i vespri e l’eucarestia. Tra le luci della notte esce la processione. Al rientro del simulacro in piazza del Carmine vi è il grandioso spettacolo piro - musicale. La sera del 7 Novembre il Santo Patrono si riporta in processione nella Chiesa a Lui intitolata dove viene risposto nella sua cappella. La festa si conclude con l’atto di affidamento del paesino di Mongiuffi Melia al Santo e l’emozionante chiusura della porta che terrà custodita la statua

----- un anziano Devoto, bacia l'effigie della Santa....

----- la festa di S.Agata, patrona della città di Catania, ieri 05/02/'11 -----

www.youtube.com/watch?v=EErwzMv_a_s&feature=related

La Candelora degli Ortofloricoltori può anche essere un momentaneo sollievo per le stanche gambette del giovane devoto di Sant'Agata

Quando uma mulher devota ouve de um médico

que só tem alguns meses de vida, por que não sorri de entusiasmo, como se

tivesse acabado de ganhar uma viagem para as ilhas Seychelles? "Não vejo a

hora!" Por que os fiéis que vão visitá-la em seu leito não a enchem de recados

para os que já partiram antes? "Por favor mande minhas lembranças para o tio

Robert quando o vir..."

Por que as pessoas religiosas não falam desse jeito quando estão na

presença dos moribundos? Não pode ser porque na verdade elas não acreditam

em tudo aquilo em que fingem acreditar? Ou talvez acreditem, mas temam o

processo de morrer. Com bons motivos, já que nossa espécie é a única que não

pode ir ao veterinário para acabar sem dor com o sofrimento. Mas, nesse

caso, por que a oposição mais eloqüente à eutanásia e ao suicídio assistido

vem das religiões? No modelo "Abade de Ample-forth" ou "Férias nas ilhas

Seychelles" de morte, não seria de esperar que as pessoas religiosas fossem as

últimas a se agarrar, desesperançosamente, à vida terrena? E no entanto é

impressionante como, quando se encontra alguém que é ardentemente contra a

eutanásia ou contra o suicídio assistido, dá para apostar um bom dinheiro que

essa pessoa seja religiosa. A razão oficial pode ser que matar é sempre pecado.

Mas por que considerar isso pecado se você acreditar sinceramente que está

acelerando sua viagem para o céu?

 

Minha atitude em relação ao suicídio assistido, bem ao contrário, parte

da observação de Mark Twain. Estar morto não será diferente de

não ter nascido — só serei como era no tempo de William, o Conquistador, ou

dos dinossauros, ou dos trilobitos. Não há nada a temer nisso. Mas o

processo de morrer pode muito bem ser, dependendo de nossa sorte, doloroso

e desagradável — o tipo de experiência da qual nos acostumamos a(ser

protegidos pela anestesia geral, como na remoção do apêndice.

 

Se seu animal de estimação estiver morrendo, cheio de dor, você será chamado de cruel se

não o levar ao veterinário para que ele dê ao bicho uma anestesia geral da qual

ele não acordará. Mas, se seu médico realizar exatamente o mesmo serviço

misericordioso com você, se você estiver morrendo cheio de dor, corre o risco

de ser indiciado por assassinato. Quando eu estiver morrendo, gostaria que

minha vida fosse tirada sob anestesia geral, exatamente como no caso de um

apêndice doente. Mas esse privilégio não me será permitido, porque tenho o

azar de ter nascido membro da espécie Homo sapiens, em vez, por exemplo, da

Canis familiaris ou da Felis catus. Pelo menos é o que acontecerá se eu não me

mudar para um lugar mais esclarecido, como a Suíça, a Holanda ou o Oregon. Por

que lugares esclarecidos assim são tão raros? Principalmente por causa da

influência da religião.

 

Richard Dawkins, Deus um Delirio. pg 360;362

A Mongiuffi, un piccolo paese dell’entroterra Taorminese, in Provincia di Messina, troviamo antichissima la devozione per San Leonardo. Tutto il popolo, molto devoto per le tante grazie ottenute tramite l’intercessione di San Leonardo, lo ha eletto a suo speciale Patrono e Protettore ed ogni anno, il 6 novembre, ne celebra la festa con grande solennità. Il momento più emozionante si ha quando, durante la processione di mezzogiorno, tutti i fedeli riunitisi al centro del Paese, donano al Santo Patrono una Ciambella (Cuddura) di pasta di pane intrecciata ed abbellita artigianamente, in segno di devozione e ringraziamento.La festa, unica nella sua particolarità e nella fede degli abitanti inizia con la Novena (preghiera insistente fatta con determinazione e costanza per nove giorni conseguitivi) nella fiducia di poter ottenere ciò che il cuore di ognuno desidera e con l’avvio della lavorazione artigianale delle “cuddure”. Per la realizzazione di queste particolari “ciambelle” vengono utilizzati centinaia di chili di farina di frumento che in passato veniva donata dagli abitanti di Mongiuffi. Dopo la lavorazione delle ciambelle, si imprime l’immagine di San Leonardo. Il 1° Novembre, solennità di tutti i Santi, vengono preparate, sempre a mano, le artistiche “cudure” dei 4 angioletti e del Santo. Abilità ed impegno fanno sì che queste divengano vere e proprie opere d’arte.La “cudura” del Santo viene decorata con rose e ornamenti vari creati con la pasta, facendo sì che diventi un vero e proprio gioiello della minuziosa arte creativa, che attira tutt’oggi molti curiosi. La vigilia della festa, quando ormai è tutto pronto, si svolge la benedizione delle “cuddure”. Nel borgo l’atmosfera di solennità sale di ora in ora. Gli abitanti di abitanti di Mongiuffi e tutti gli altri devoti che accorrono si recano nella Chiesa di San Leonardo per pregare e cantare al Santo Patrono e assistere all’apertura della cappella e alla discesa del simulacro. Al canto dell’inno di San Leonardo il simulacro collocato dentro la vara, scende sino al centro della Chiesa. La Statua dall’aspetto dolcissimo sembra volgere il suo sguardo per rassicurare i suoi fedeli della sua protezione. A quella vista si commuovono i cuori e si inumidiscono gli occhi. L’artistica statua del Santo viene mostrata al pubblico tre volte soltanto: il giorno di capodanno; il giorno di Pasqua ed il 5 Novembre vigilia della festa.All’alba del 6 Novembre al suono delle campane i fedeli si ritrovano in Chiesa per la recita dell’Ufficio (tradizionale ufficiatura in onore del Santo Patrono e Protettore). Intorno alle 10:30 si svolge la Santa Messa Solenne, al termine vi è la tradizionale processione per le vie del paese. Il momento più emozionante, verso mezzogiorno, quando tutto il popolo riunitosi in piazza fontana, al centro del paese, dona al Santo Patrono la ciambella (cuddura) di pasta di pane intrecciata e abbellita artigianalmente in segno di devozione e ringraziamento. Subito dopo vengono distribuite le “cuddure” più piccole a tutti i devoti presenti a questo importante e caratteristico evento. La sera del 6 Novembre i devoti si ritrovano nuovamente nella Chiesa Madre dove vengono celebrati i vespri e l’eucarestia. Tra le luci della notte esce la processione. Al rientro del simulacro in piazza del Carmine vi è il grandioso spettacolo piro - musicale. La sera del 7 Novembre il Santo Patrono si riporta in processione nella Chiesa a Lui intitolata dove viene risposto nella sua cappella. La festa si conclude con l’atto di affidamento del paesino di Mongiuffi Melia al Santo e l’emozionante chiusura della porta che terrà custodita la statua

Estación Devoto en el anden de trenes a Pilar el dia viernes 26/01/07 a la tarde mientras diluviaba.

La visibilidad en ese momento no superaba los 150 metros.

Buenos Aires - El jefe de Gobierno de la Ciudad de Buenos Aires, Mauricio Macri, preside, en la Biblioteca Devoto, la reunión semanal del Gabinete porteño.

Foto: Sandra Hernández-gv/GCBA

 

Este edificio del Barrio de Villa Devoto fue construído entre 1915 y 1917 en la manzana delimitada por las actuales calles Gualeguaychú, José Pedro Varela, Mercedes y la Avenida Francisco Beiró, siendo su cota de altura media de 38,19 metros.

Las fachadas principales, una sobre la Avenida Pedro Goyena y otra sobre la Avda. Francisco Beiró, rematan en una cúpula de base cuadrada. El estilo arquitectónico se inscribe en el neorrenacimiento francés.

Cabe destacar que ha sido catalogado, junto con su similar del barrio de Caballito, "Area de Protección Histórica" por el Gobierno de la Ciudad de Buenos Aires.

A Mongiuffi, un piccolo paese dell’entroterra Taorminese, in Provincia di Messina, troviamo antichissima la devozione per San Leonardo. Tutto il popolo, molto devoto per le tante grazie ottenute tramite l’intercessione di San Leonardo, lo ha eletto a suo speciale Patrono e Protettore ed ogni anno, il 6 novembre, ne celebra la festa con grande solennità. Il momento più emozionante si ha quando, durante la processione di mezzogiorno, tutti i fedeli riunitisi al centro del Paese, donano al Santo Patrono una Ciambella (Cuddura) di pasta di pane intrecciata ed abbellita artigianamente, in segno di devozione e ringraziamento.La festa, unica nella sua particolarità e nella fede degli abitanti inizia con la Novena (preghiera insistente fatta con determinazione e costanza per nove giorni conseguitivi) nella fiducia di poter ottenere ciò che il cuore di ognuno desidera e con l’avvio della lavorazione artigianale delle “cuddure”. Per la realizzazione di queste particolari “ciambelle” vengono utilizzati centinaia di chili di farina di frumento che in passato veniva donata dagli abitanti di Mongiuffi. Dopo la lavorazione delle ciambelle, si imprime l’immagine di San Leonardo. Il 1° Novembre, solennità di tutti i Santi, vengono preparate, sempre a mano, le artistiche “cudure” dei 4 angioletti e del Santo. Abilità ed impegno fanno sì che queste divengano vere e proprie opere d’arte.La “cudura” del Santo viene decorata con rose e ornamenti vari creati con la pasta, facendo sì che diventi un vero e proprio gioiello della minuziosa arte creativa, che attira tutt’oggi molti curiosi. La vigilia della festa, quando ormai è tutto pronto, si svolge la benedizione delle “cuddure”. Nel borgo l’atmosfera di solennità sale di ora in ora. Gli abitanti di abitanti di Mongiuffi e tutti gli altri devoti che accorrono si recano nella Chiesa di San Leonardo per pregare e cantare al Santo Patrono e assistere all’apertura della cappella e alla discesa del simulacro. Al canto dell’inno di San Leonardo il simulacro collocato dentro la vara, scende sino al centro della Chiesa. La Statua dall’aspetto dolcissimo sembra volgere il suo sguardo per rassicurare i suoi fedeli della sua protezione. A quella vista si commuovono i cuori e si inumidiscono gli occhi. L’artistica statua del Santo viene mostrata al pubblico tre volte soltanto: il giorno di capodanno; il giorno di Pasqua ed il 5 Novembre vigilia della festa.All’alba del 6 Novembre al suono delle campane i fedeli si ritrovano in Chiesa per la recita dell’Ufficio (tradizionale ufficiatura in onore del Santo Patrono e Protettore). Intorno alle 10:30 si svolge la Santa Messa Solenne, al termine vi è la tradizionale processione per le vie del paese. Il momento più emozionante, verso mezzogiorno, quando tutto il popolo riunitosi in piazza fontana, al centro del paese, dona al Santo Patrono la ciambella (cuddura) di pasta di pane intrecciata e abbellita artigianalmente in segno di devozione e ringraziamento. Subito dopo vengono distribuite le “cuddure” più piccole a tutti i devoti presenti a questo importante e caratteristico evento. La sera del 6 Novembre i devoti si ritrovano nuovamente nella Chiesa Madre dove vengono celebrati i vespri e l’eucarestia. Tra le luci della notte esce la processione. Al rientro del simulacro in piazza del Carmine vi è il grandioso spettacolo piro - musicale. La sera del 7 Novembre il Santo Patrono si riporta in processione nella Chiesa a Lui intitolata dove viene risposto nella sua cappella. La festa si conclude con l’atto di affidamento del paesino di Mongiuffi Melia al Santo e l’emozionante chiusura della porta che terrà custodita la statua

Paso a nivel Benito Juarez de la línea San Martín. Foto tomada desde arriba del tren.

A Mongiuffi, un piccolo paese dell’entroterra Taorminese, in Provincia di Messina, troviamo antichissima la devozione per San Leonardo. Tutto il popolo, molto devoto per le tante grazie ottenute tramite l’intercessione di San Leonardo, lo ha eletto a suo speciale Patrono e Protettore ed ogni anno, il 6 novembre, ne celebra la festa con grande solennità. Il momento più emozionante si ha quando, durante la processione di mezzogiorno, tutti i fedeli riunitisi al centro del Paese, donano al Santo Patrono una Ciambella (Cuddura) di pasta di pane intrecciata ed abbellita artigianamente, in segno di devozione e ringraziamento.La festa, unica nella sua particolarità e nella fede degli abitanti inizia con la Novena (preghiera insistente fatta con determinazione e costanza per nove giorni conseguitivi) nella fiducia di poter ottenere ciò che il cuore di ognuno desidera e con l’avvio della lavorazione artigianale delle “cuddure”. Per la realizzazione di queste particolari “ciambelle” vengono utilizzati centinaia di chili di farina di frumento che in passato veniva donata dagli abitanti di Mongiuffi. Dopo la lavorazione delle ciambelle, si imprime l’immagine di San Leonardo. Il 1° Novembre, solennità di tutti i Santi, vengono preparate, sempre a mano, le artistiche “cudure” dei 4 angioletti e del Santo. Abilità ed impegno fanno sì che queste divengano vere e proprie opere d’arte.La “cudura” del Santo viene decorata con rose e ornamenti vari creati con la pasta, facendo sì che diventi un vero e proprio gioiello della minuziosa arte creativa, che attira tutt’oggi molti curiosi. La vigilia della festa, quando ormai è tutto pronto, si svolge la benedizione delle “cuddure”. Nel borgo l’atmosfera di solennità sale di ora in ora. Gli abitanti di abitanti di Mongiuffi e tutti gli altri devoti che accorrono si recano nella Chiesa di San Leonardo per pregare e cantare al Santo Patrono e assistere all’apertura della cappella e alla discesa del simulacro. Al canto dell’inno di San Leonardo il simulacro collocato dentro la vara, scende sino al centro della Chiesa. La Statua dall’aspetto dolcissimo sembra volgere il suo sguardo per rassicurare i suoi fedeli della sua protezione. A quella vista si commuovono i cuori e si inumidiscono gli occhi. L’artistica statua del Santo viene mostrata al pubblico tre volte soltanto: il giorno di capodanno; il giorno di Pasqua ed il 5 Novembre vigilia della festa.All’alba del 6 Novembre al suono delle campane i fedeli si ritrovano in Chiesa per la recita dell’Ufficio (tradizionale ufficiatura in onore del Santo Patrono e Protettore). Intorno alle 10:30 si svolge la Santa Messa Solenne, al termine vi è la tradizionale processione per le vie del paese. Il momento più emozionante, verso mezzogiorno, quando tutto il popolo riunitosi in piazza fontana, al centro del paese, dona al Santo Patrono la ciambella (cuddura) di pasta di pane intrecciata e abbellita artigianalmente in segno di devozione e ringraziamento. Subito dopo vengono distribuite le “cuddure” più piccole a tutti i devoti presenti a questo importante e caratteristico evento. La sera del 6 Novembre i devoti si ritrovano nuovamente nella Chiesa Madre dove vengono celebrati i vespri e l’eucarestia. Tra le luci della notte esce la processione. Al rientro del simulacro in piazza del Carmine vi è il grandioso spettacolo piro - musicale. La sera del 7 Novembre il Santo Patrono si riporta in processione nella Chiesa a Lui intitolata dove viene risposto nella sua cappella. La festa si conclude con l’atto di affidamento del paesino di Mongiuffi Melia al Santo e l’emozionante chiusura della porta che terrà custodita la statua

Fonds Trutat - Photographie ancienne

 

Cote : TRU C 2012

Localisation : Fonds ancien (S 30)

Original non communicable

 

Titre : Caroline et Marguerite sur le parvis de l'église Sainte-Dévote, Monaco, mai 1909

 

Auteur : Trutat, Eugène

Rôle de l’auteur : Photographe

 

Lieu de création : Monaco (Principauté de)

Date de création : 1909

 

Mesures : : 9 x 12 cm

 

Observations : Note manuscrite de Trutat : " Monaco, à Sainte-Dévote, Caroline et Marguerite, mai 1909, Goerz-Anschutz, sigma ".

Mot(s)-clé(s) :

-- Eglise -- Parvis -- Escalier -- Portrait -- Femme -- Costume féminin -- Chapeau -- Boa

-- Caroline -- Marguerite

 

-- Monaco (Principauté de)

 

-- 20e siècle, 1e quart

 

Médium : Photographies -- Négatifs sur plaque de verre -- Noir et blanc -- Scènes -- Goerz-Anschutz -- Sigma

 

Voir :

TRU C 2020 Caroline et Marguerite sur le parvis de l'église

 

numerique.bibliotheque.toulouse.fr/cgi-bin/library?c=phot...

 

Bibliothèque de Toulouse. Domaine public

 

Hubo un tiempo en el que los católicos devotos rezaban tres veces al día el Ángelus: cuando desaparecía el último lucero y salía el sol, a mediodía y a la aparición del primer lucero de la noche. Existe un poema de Gerardo Diego 'Ángelus' que precisamente se refiere a este tercer ángelus. En esta ciudad que vivo, aún, a las doce del mediodía repica la campana de la parroquia para recordar a los fieles esta devoción.

I Sacconi rossi erano gli appartenenti alla "Veneranda confraternita de' devoti di Gesù Cristo al Calvario e di Maria Santissima Addolorata", di Roma, creata nel secolo XVII.

Il loro compito era ripescare e dare sepoltura, se nessuno li reclamava, agli annegati nel Tevere e questa pia professione di carità era svolta nei caratteristici cappuccio e mantello rossi, da cui il soprannome.

La sepoltura non era banale: con gusto necrofilo tutto barocco, le ossa scarnificate venivano deposte in maniera "decorativa" nel cimitero sotterraneo del convento (tuttora visitabile, risulta, il 2 novembre. Analoga ambientazione ha la Cripta dei Cappuccini di Via Veneto). L'usanza è citata nel film Mondo cane (1962).

Dai primi anni novanta il 2 novembre, giorno della Commemorazione dei Defunti, col patrocinio dell'Ospedale San Giovanni Calibita (tenuto dai Fatebenefratelli) ha luogo nell'isola Tiberina, partendo dalla chiesa di San Bartolomeo all'Isola, una processione notturna in memoria degli annegati, alla quale partecipano, in costume, i membri della Confraternita.

 

Fonte: Wikipedia

it.wikipedia.org/wiki/Sacconi_Rossi

Sainte Marie, Étoile de la Mer

A Mongiuffi, un piccolo paese dell’entroterra Taorminese, in Provincia di Messina, troviamo antichissima la devozione per San Leonardo. Tutto il popolo, molto devoto per le tante grazie ottenute tramite l’intercessione di San Leonardo, lo ha eletto a suo speciale Patrono e Protettore ed ogni anno, il 6 novembre, ne celebra la festa con grande solennità. Il momento più emozionante si ha quando, durante la processione di mezzogiorno, tutti i fedeli riunitisi al centro del Paese, donano al Santo Patrono una Ciambella (Cuddura) di pasta di pane intrecciata ed abbellita artigianamente, in segno di devozione e ringraziamento.La festa, unica nella sua particolarità e nella fede degli abitanti inizia con la Novena (preghiera insistente fatta con determinazione e costanza per nove giorni conseguitivi) nella fiducia di poter ottenere ciò che il cuore di ognuno desidera e con l’avvio della lavorazione artigianale delle “cuddure”. Per la realizzazione di queste particolari “ciambelle” vengono utilizzati centinaia di chili di farina di frumento che in passato veniva donata dagli abitanti di Mongiuffi. Dopo la lavorazione delle ciambelle, si imprime l’immagine di San Leonardo. Il 1° Novembre, solennità di tutti i Santi, vengono preparate, sempre a mano, le artistiche “cudure” dei 4 angioletti e del Santo. Abilità ed impegno fanno sì che queste divengano vere e proprie opere d’arte.La “cudura” del Santo viene decorata con rose e ornamenti vari creati con la pasta, facendo sì che diventi un vero e proprio gioiello della minuziosa arte creativa, che attira tutt’oggi molti curiosi. La vigilia della festa, quando ormai è tutto pronto, si svolge la benedizione delle “cuddure”. Nel borgo l’atmosfera di solennità sale di ora in ora. Gli abitanti di abitanti di Mongiuffi e tutti gli altri devoti che accorrono si recano nella Chiesa di San Leonardo per pregare e cantare al Santo Patrono e assistere all’apertura della cappella e alla discesa del simulacro. Al canto dell’inno di San Leonardo il simulacro collocato dentro la vara, scende sino al centro della Chiesa. La Statua dall’aspetto dolcissimo sembra volgere il suo sguardo per rassicurare i suoi fedeli della sua protezione. A quella vista si commuovono i cuori e si inumidiscono gli occhi. L’artistica statua del Santo viene mostrata al pubblico tre volte soltanto: il giorno di capodanno; il giorno di Pasqua ed il 5 Novembre vigilia della festa.All’alba del 6 Novembre al suono delle campane i fedeli si ritrovano in Chiesa per la recita dell’Ufficio (tradizionale ufficiatura in onore del Santo Patrono e Protettore). Intorno alle 10:30 si svolge la Santa Messa Solenne, al termine vi è la tradizionale processione per le vie del paese. Il momento più emozionante, verso mezzogiorno, quando tutto il popolo riunitosi in piazza fontana, al centro del paese, dona al Santo Patrono la ciambella (cuddura) di pasta di pane intrecciata e abbellita artigianalmente in segno di devozione e ringraziamento. Subito dopo vengono distribuite le “cuddure” più piccole a tutti i devoti presenti a questo importante e caratteristico evento. La sera del 6 Novembre i devoti si ritrovano nuovamente nella Chiesa Madre dove vengono celebrati i vespri e l’eucarestia. Tra le luci della notte esce la processione. Al rientro del simulacro in piazza del Carmine vi è il grandioso spettacolo piro - musicale. La sera del 7 Novembre il Santo Patrono si riporta in processione nella Chiesa a Lui intitolata dove viene risposto nella sua cappella. La festa si conclude con l’atto di affidamento del paesino di Mongiuffi Melia al Santo e l’emozionante chiusura della porta che terrà custodita la statua

La Candelora o la Juta dei Femminielli a Montevergine, è una delle feste popolari tra sacro e profano, più coinvolgenti. I fedeli devoti a “Mamma Schiavona”, e i cosiddetti “Femminielli”, si recano in pellegrinaggio dalla Madonna Nera al Santuario di Montevergine.

E’ un rito popolare radicato ormai nel nostro territorio, riuscendo ad unire sotto l’unico “Mantello” persone di ogni genere e sesso.

La giornata se pur fredda, poi si è riscaldata al ritmo della musica suonata in onore della Madonna.

 

Espacio verde ubicado junto a la estación Devoto del San Martín, pegado al anden de trenes a Jose C. Paz - Pilar, del lado noroeste del anden.

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Como todos los domingos antes de los que haceres, los devotos se dirigen a la iglesia de zunil para agradecer y para pedir

Au sommet du Piton des Songes, accroché à un piquet, un chapelet témoigne du récent chemin de croix de sa (ou de son) propriétaire.

Io ho scritto per te ardue sentenze,

ho scritto per te tutto il mio declino;

ora mi anniento, e niente può salvare

la mia voce devota; solo un canto

può trasparirmi adesso dalla pelle

ed è un canto d'amore che matura

questa mia eternità senza confini.

 

(Alda Merini)

Interno 175 de la línea 108 en la esquina de Segurola y Nueva York.

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