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A braid fixed at top and bottom

Folded from one equilateral triangle using simple pleating.

Braids, published in the new kuš "sea stories". www.komikss.lv/

The first tram shelter was erected here in 1899 and replaced in the 1930's by the building which is seen here.

 

In the days when motor cars were relatively rare the city's trams carried 150 million passengers every year. The network continued to expand until 1936 when the Braids trams were extended south to Fairmilehead. At its height Edinburgh Corporation ran 360 double-deck trams on 28 routes, most of them being built in the city, at Shrubhill Works.

 

This is the french braid I did today. I think it's the best one I've braided in quite a while.

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I never got the name of this lovely lady, as her family, when interviewed, couldn't even count the number of kids they had. The lady in charge just looked up from the baby she was nursing, surprised at my question, and looked around her at the heaps and heaps of babies and young, dusty boys and then looked at me and shook her head.

Naming them all would have taken all day and a lot of effort.

 

This girl has beautiful braids, though, so now she is braid-girl. And a pretty necklace, partly made out of ancient pearls, which the Tamashek absolutely love. You can also see a pretty typical leather tent in the background. They color the leather red by rubbing ochre rocks against it, and the same rocks can incidentally be used as make-up, too! I was told that women color the skin under their eyes red when they menstruate. Sort of a "keep away" message, I suppose.

 

This girl's family are truly semi-sedentarized nomads, if that makes any sense to anyone. They spend most of the year in the town of Menaka (poor goats!), and move to walking distance outside of town during the cold season.

 

Outside of Menaka, southern northern Mali, December 2006

The tucked french braid I did today for work...

CP nos.8846 & 5019 are approaching the Braid St. crossing in New West with a coal train headed for N Van.

 

collage & sewing machine

10x10cm

 

Sirènes

Butterflies. Butterflies are on my mind.

Can you tell?

 

(13)

 

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Another french braid for all my fans..)

I learned how to french braid my own hair! Very excited. I have lamented for a long while about the fact that I couldn't french braid my own hair. When I tried, I kept ending up with a dutch braid, where it looks like the braid is sitting on top, rather than half hidden/incorporated into the rest of the hair. It just wasn't clicking. The problem was, the strand on the outside needs to go OVER the strand in the middle. Not under, which is what I kept doing all those years.

My french braid after I shampooed my hair.

Braids and grown out nape 20022026

Prima della basilica di San Magno, la comunità legnanese faceva riferimento alla chiesa di San Salvatore, la cui costruzione risalirebbe, secondo alcuni studi, al X oppure all'XI secolo[1]. Tale edificio religioso era di stile romanico arcaico ed era situato sulla stessa area dove sorge la basilica di San Magno[1]. La chiesa di San Salvatore aveva una forma rettangolare ed il suo interno era diviso da tre navate che si concludevano con un'abside[1]. Le tre navate erano divise da colonne che erano realizzate in sassi e calce[2]. L'abside centrale, che era quella principale, era intitolata al Santo Salvatore e a San Magno dei Trincheri[3]. Il corpo principale della chiesa aveva una lunghezza di 26 metri ed una larghezza di 18 metri[1]. La chiesa di San Salvatore aveva un disposizione nord-sud con la parte absidale posizionata verso meridione[1]. L'ingresso, che era situato a nord, era prospiciente ad una stradina che portava alla "Braida Arcivescovile" grazie ad un ponte sull'Olonella[2]. In epoca medioevale Legnano[4] era divisa in due parti, l'abitato principale, che era situato sulla riva destra dell'Olona e che corrisponde all'attuale centro della città (la cosiddetta Contrada Granda, in dialetto legnanese), ed un borgo più piccolo, Legnanello, che era situato sulla riva sinistra del fiume. I terreni compresi tra i due abitati erano attraversati da una diramazione naturale dell'Olona, l'Olonella, e dal corso principale del fiume. L'Olonella si staccava dal fiume prima di Legnano e, dopo essere passata dietro al borgo principale vicino alla chiesa di San Salvatore, rientrava nell'Olona. I terreni compresi tra i due corsi d'acqua erano liberi ed erano conosciuti come "Braida Arcivescovile"[5]. L'Olonella è stata poi interrata a cavallo tra il XIX secolo e il XX secolo[6].

 

Gli interni della chiesa di San Salvatore erano affrescati da un pittore di epoca ottoniana[1] e la copertura superiore dell'edificio era a capriate in legno[1]. Degli interni della chiesa di San Salvatore l'unico suppellettile che è giunto sino al XXI secolo è una pala del 1490 costituita da tre tavole. È stata realizzata dal Giampietrino e nel vecchio tempio era situata nell'abside di destra[7]. È sprovvista della parte centrale e raffigura una Madonna col Bambino[7]. È conservata nella cappella centrale di sinistra della basilica di San Magno[7].

 

Già nel XV la chiesa di San Salvatore era minata da alcuni problemi di stabilità che erano originati dalla vetustà delle strutture e dalle infiltrazioni dell'acqua dell'Olonella che scorreva, come già accennato, poco distante[8]. A peggiorare la situazione c'erano anche le frequenti inondazioni del fiume[8]. La chiesa di San Salvatore crollò parzialmente alla fine del Quattrocento ed quindi i legnanesi ottennero dall'Arcivescovo di Milano e da Ludovico il Moro il permesso di demolire i resti del vecchio tempio e di costruire una nuova chiesa[8]. L'aspetto generale della chiesa di San Salvatore era piuttosto morigerato e quindi i legnanesi del XVI secolo decisero di edificare una chiesa che fosse più sontuosa della precedente[2]. La Legnano del XVI secolo, infatti, non era più il modesto borgo agricolo dell'epoca medioevale, ma era diventata un centro abitato benestante sede di molte famiglie nobiliari, che si era arricchito di molte dimore gentilizie.

 

Della vecchia chiesa di San Salvatore furono conservate le fondamenta dell'abside ed il campanile. Tale torre campanaria diventò poi il campanile della basilica di San Magno[8]. Mantenne questa funzione fino al 1752, quando crollò per due terzi e fu sostituito dall'attuale[8]. I suoi resti furono trasformati in una cappella, che è ancora visibile dietro al campanile attuale in corrispondenza del lato sud della basilica, vicino ad un passaggio coperto[8]. Tali resti sono riconoscibili per la presenza di una piccola porta e di sassi a vista.

 

Le origini: l'antica chiesa di San Salvatore

 

I resti del campanile romanico dell'antica chiesa di San Salvatore

Prima della basilica di San Magno, la comunità legnanese faceva riferimento alla chiesa di San Salvatore, la cui costruzione risalirebbe, secondo alcuni studi, al X oppure all'XI secolo[1]. Tale edificio religioso era di stile romanico arcaico ed era situato sulla stessa area dove sorge la basilica di San Magno[1]. La chiesa di San Salvatore aveva una forma rettangolare ed il suo interno era diviso da tre navate che si concludevano con un'abside[1]. Le tre navate erano divise da colonne che erano realizzate in sassi e calce[2]. L'abside centrale, che era quella principale, era intitolata al Santo Salvatore e a San Magno dei Trincheri[3]. Il corpo principale della chiesa aveva una lunghezza di 26 metri ed una larghezza di 18 metri[1]. La chiesa di San Salvatore aveva un disposizione nord-sud con la parte absidale posizionata verso meridione[1]. L'ingresso, che era situato a nord, era prospiciente ad una stradina che portava alla "Braida Arcivescovile" grazie ad un ponte sull'Olonella[2]. In epoca medioevale Legnano[4] era divisa in due parti, l'abitato principale, che era situato sulla riva destra dell'Olona e che corrisponde all'attuale centro della città (la cosiddetta Contrada Granda, in dialetto legnanese), ed un borgo più piccolo, Legnanello, che era situato sulla riva sinistra del fiume. I terreni compresi tra i due abitati erano attraversati da una diramazione naturale dell'Olona, l'Olonella, e dal corso principale del fiume. L'Olonella si staccava dal fiume prima di Legnano e, dopo essere passata dietro al borgo principale vicino alla chiesa di San Salvatore, rientrava nell'Olona. I terreni compresi tra i due corsi d'acqua erano liberi ed erano conosciuti come "Braida Arcivescovile"[5]. L'Olonella è stata poi interrata a cavallo tra il XIX secolo e il XX secolo[6].

 

Gli interni della chiesa di San Salvatore erano affrescati da un pittore di epoca ottoniana[1] e la copertura superiore dell'edificio era a capriate in legno[1]. Degli interni della chiesa di San Salvatore l'unico suppellettile che è giunto sino al XXI secolo è una pala del 1490 costituita da tre tavole. È stata realizzata dal Giampietrino e nel vecchio tempio era situata nell'abside di destra[7]. È sprovvista della parte centrale e raffigura una Madonna col Bambino[7]. È conservata nella cappella centrale di sinistra della basilica di San Magno[7].

 

Già nel XV la chiesa di San Salvatore era minata da alcuni problemi di stabilità che erano originati dalla vetustà delle strutture e dalle infiltrazioni dell'acqua dell'Olonella che scorreva, come già accennato, poco distante[8]. A peggiorare la situazione c'erano anche le frequenti inondazioni del fiume[8]. La chiesa di San Salvatore crollò parzialmente alla fine del Quattrocento ed quindi i legnanesi ottennero dall'Arcivescovo di Milano e da Ludovico il Moro il permesso di demolire i resti del vecchio tempio e di costruire una nuova chiesa[8]. L'aspetto generale della chiesa di San Salvatore era piuttosto morigerato e quindi i legnanesi del XVI secolo decisero di edificare una chiesa che fosse più sontuosa della precedente[2]. La Legnano del XVI secolo, infatti, non era più il modesto borgo agricolo dell'epoca medioevale, ma era diventata un centro abitato benestante sede di molte famiglie nobiliari, che si era arricchito di molte dimore gentilizie.

 

Della vecchia chiesa di San Salvatore furono conservate le fondamenta dell'abside ed il campanile. Tale torre campanaria diventò poi il campanile della basilica di San Magno[8]. Mantenne questa funzione fino al 1752, quando crollò per due terzi e fu sostituito dall'attuale[8]. I suoi resti furono trasformati in una cappella, che è ancora visibile dietro al campanile attuale in corrispondenza del lato sud della basilica, vicino ad un passaggio coperto[8]. Tali resti sono riconoscibili per la presenza di una piccola porta e di sassi a vista.

 

La costruzione e l'intitolazione

 

La basilica di San Magno nel 1901, prima della costruzione del municipio. Sulla destra l'antica canonica del Cinquecento in seguito demolita

Il progetto della basilica di San Magno venne realizzato probabilmente da Giovanni Antonio Amadeo o dal suo seguace Tommaso Rodari su disegno di Donato Bramante[9]. La prova che assegna la paternità dei disegni al celebre artista è contenuta in uno scritto del 1650 di Agostino Pozzo, prevosto di San Magno, che recita: "[…] questa fabbrica è dissegno per quello si tiene Bramante architetto de' più famosi habbi hauto la cristianità […]"[10]. La chiesa fu poi realizzata grazie al sostegno delle famiglie Lampugnani e Vismara[9].

 

La prima pietra fu posata il 4 maggio 1504, mentre l'edificazione si protrasse fino al 6 giugno 1513 con il completamento delle opere murarie[11]. Fu consacrata il 15 dicembre 1529 dopo una sospensione dei lavori che durò dal 1516 al 1523 per mancanza di fondi[12]. I progetti originali sono andati perduti ed il lavori di costruzione furono eseguiti sotto la supervisione dell'artista più importante della Legnano dell'epoca, Gian Giacomo Lampugnani, e di un capomastro dal nome sconosciuto[13]. Il complesso della basilica di San Magno presenta gli stessi elementi architettonici riscontrabili più tardi in alcune chiese di Lodi, Saronno, Pavia e Crema[14]. Ispirato al disegno architettonico della basilica di San Magno è il santuario di Santa Maria di Piazza di Busto Arsizio[14].

 

Un'ipotesi che spiega l'intitolazione della basilica a San Magno dei Trincheri si riallaccia ad alcuni avvenimenti accaduti poco dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente[15]. Nel 523 l'imperatore bizantino Giustino I promulgò un editto contro gli ariani. Come risposta a questo provvedimento, il re degli Ostrogoti Teodorico, che era di fede ariana, iniziò a perseguitare i cattolici uccidendo e imprigionando anche personalità religiose di rilievo. Alla morte di Teodorico, sul trono degli Ostrogoti si sedette il più tollerante Atalarico, e grazie anche all'intercessione di San Magno, Arcivescovo di Milano, molti prigionieri furono liberati. Dato che queste persecuzioni toccarono anche Legnano, i suoi abitanti decisero di intitolare a San Magno prima l'abside centrale dell'antica chiesa di San Salvatore, e poi la nuova basilica.

 

I secoli successivi

 

La basilica di San Magno nel 1937

Fino al 1610 l'ingresso alla basilica era situato verso palazzo Malinverni e quindi, rispetto all'odierno, era ruotato di 90° verso nord. Poi l'ingresso fu spostato nella posizione attuale. Nell'occasione, furono aperte anche due nuove porte laterali[16]. Questa modifica fu opera del Richini. Nel 1611 vennero invece consacrate due nuove campane dal cardinale Federico Borromeo[16].

 

Fin dal medioevo, in corrispondenza dell'attuale piazza San Magno, era ubicato il cimitero principale di Legnano, che era utilizzato per seppellire le salme della gente comune. I nobili, infatti, inumavano i propri defunti all'interno delle chiese, mentre le salme del popolo venivano seppellite nei pressi dei templi. Il camposanto citato fu utilizzato già da prima della costruzione della basilica di San Magno. Successivamente, per il medesimo scopo, fu realizzata una grande stanza sotterranea. Questo cimitero era conosciuto come "il foppone" e venne utilizzato fino al 1808[17][18].

 

Durante la sua storia, la basilica di San Magno non fu mai oggetto di modifiche sostanziali[17]. Nel 1840 fu realizzata l'attuale porta principale. Nell'occasione vennero eseguiti anche dei lavori di consolidamento e fu demolita la casa del sacrestano, che era situata verso l'attuale municipio[16]. Nel 1888 fu realizzato un primo restauro, che venne seguito da un'altra restaurazione che durò dal 1911 al 1914[19]. Durante quest'ultima risistemazione, che fu necessaria per rimediare ai danni causati da un ciclone che colpì Legnano il 20 luglio 1910, vennero realizzati dei lavori importanti che coinvolsero l'intera della basilica. Fu allungato l'atrio principale, vennero rifatti il tetto e la facciata, e furono realizzati i timpani sulle porte[19]. Nell'occasione, furono anche realizzati i graffiti della facciata[19]. Nel 1909 fu invece edificata la nuova sacrestia[19]. La basilica fu restaurata nuovamente dal 1963 al 1964[19].

 

La piazza di fronte alla basilica, intitolata in un primo momento ad Umberto I (re d'Italia dal 1878 al 1900), fu dedicata a San Magno dopo la seconda guerra mondiale[20].

 

Il 29 marzo 1950, con una bolla, Papa Pio XII elevò la chiesa a basilica romana minore[21].

 

ArchitetturaModifica

 

La chiesa

 

La facciata ed il campanile della basilica di San Magno

La pianta della basilica è tipicamente rinascimentale. Essa non ricalca più la tipica forma rettangolare allungata verso l'altare delle chiese medioevali, ma presenta una pianta centrale ad ottagono che permette una visione prospettica verso tutte le direzioni[22]. Il visitatore, in ogni posizione, può infatti trovare angoli prospettici, scorci e spazi architettonici che appagano la visuale. Nel medioevo, invece, la prospettiva era tutta incentrata sull'altare maggiore[22]. Le chiese bramantesche non possiedono una facciata principale attorno la quale "ruotano" dei volumi secondari, ma hanno una serie di simmetrie e di spazi prospettici dotati circa della stessa importanza che formano, nel complesso, l'insieme della struttura[22]. La pianta ad ottagono della basilica di San Magno presenta un corto transetto che fornisce alla chiesa una forma a croce. Sugli angoli di quest'ultimo sono poi presenti quattro piccole cappelle.

 

Il campanile

Il campanile originario che serviva la basilica era quello dell'antica chiesa di San Salvatore. Non avendo problemi strutturali, si salvò infatti dalla demolizione. Tale torre campanaria fu allungata nel 1542, mentre nel 1611 fu ristrutturata e irrobustita per poter permettere la collocazione delle campane consacrate da Federico Borromeo, che erano più grandi e pesanti[17]. Nel 1638 venne eseguita un'altra opera di rafforzamento della torre[17]. A metà del Settecento l'antico campanile crollò per due terzi, e quindi il 2 dicembre 1752 iniziarono i lavori di costruzione di una nuova torre campanaria[23]. Come già accennato, i resti di quella vecchia furono trasformati in una cappella, che è ancora visibile dietro al campanile della basilica di San Magno in corrispondenza del lato sud dell'edificio, nei pressi di un passaggio coperto[8]. Il progetto del nuovo campanile fu opera di Bartolomeo Gazzone. Il nuovo campanile venne realizzato con una struttura in mattoni che sostituì quella in sassi della torre campanaria precedente. L'altezza supera i 40 metri[17]. Vennero previste, lungo le pareti, delle lesene[17].

 

La canonica

 

I resti dell'antica canonica cinquecentesca

Sul lato destro della basilica era presente, fino al 1967, un'antica canonica cinquecentesca[24]. Tale edificio fu ingrandito nel Seicento per volere di Federico Borromeo, e nuovamente nel Settecento in occasione della costruzione del nuovo campanile. Già alla fine dell'Ottocento parte della struttura fu demolita. Il resto degli edifici, come già accennato, sono stati abbattuti nel 1967 per poter permettere la costruzione del nuovo centro parrocchiale, che è stato inaugurato nel 1972 dall'arcivescovo di Milano Giovanni Colombo[19]. La nuova canonica fu fabbricata in stile moderno.

 

OpereModifica

 

La facciata e le porte d'ingresso

Inizialmente la facciata e le altre pareti esterne della basilica erano in mattoni a vista. L'aspetto cambiò radicalmente nel 1914, quando furono realizzati gli intonaci a graffiti[17]. Nell'occasione, furono sostituite anche le finestre.

 

Le tre porte in bronzo vennero invece donate alla basilica in occasione del settimo centenario della battaglia di Legnano grazie ad una sottoscrizione popolare. Furono benedette il 30 maggio 1976 dall'arcivescovo Giovanni Colombo[25]. Le raffigurazioni delle tre porte sono ispirate alla battaglia di Legnano ed alle tradizioni culturali della città[25].

 

Il pavimento, l'organo ed il coro

Il pavimento, in marmo rosso, bianco e nero, fu posato nel Settecento[26]. I cori in legno di noce vennero realizzati nel Cinquecento e furono opera dei fratelli Coiro[26]. L'organo venne invece realizzato nel 1542 dalla famiglia Antegnati e fu oggetto di restauri in due occasioni (una nell'Ottocento e l'altra nel XX secolo). Venne collocato nell'attuale posizione nel 1640[16].

 

La volta della chiesa e la cappella principale

La prima opera decorativa realizzata nelle basilica fu eseguita nel 1515 da Gian Giacomo Lampugnani, che affrescò la volta della chiesa a grottesca. Lo storico dell'arte Eugène Müntz definì tale decorazione "la più bella grottesca della Lombardia"[14]. Dietro l'altare maggiore è conservato un polittico di Bernardino Luini del 1523 raffigurante la Madonna col Bambino, cinque angeli musicanti ed alcuni santi. Tale opera è affiancata da un Padre Eterno raffigurato in un timpano[27].

 

La volta e le pareti della cappella maggiore furono dipinti da Bernardino Lanino tra il 1562 ed il 1564. Il pittore raffigurò sull'arco trionfale Gesù Cristo e San Magno accostati da San Rocco e San Sebastiano. Sul cornicione dipinse invece i quattro evangelisti ed i primi quattro dottori della Chiesa, cioè Sant'Ambrogio, Sant'Agostino, San Girolamo e San Gregorio[27].

 

Le cappelle laterali

La cappella di San Pietro Martire, che situata vicino all'entrata, è stata affrescata nel 1556 da Evangelista Luini, figlio di Bernardino[27]. Rappresentavano il martirio di San Pietro attorniato da Dio e da alcuni santi[27]. In seguito questi dipinti furono perduti e vennero rifatti tra il XIX ed il XX secolo da Beniamino e Gersam Turri[27].

 

La cappella grande laterale di sinistra è dedicata al Santo Crocifisso. È stata affrescata nel 1925 con alcune raffigurazioni di scene bibliche[28]. La cappella contiene un prezioso Cristo ligneo deposto, un crocifisso e due statue di cartapesta raffiguranti l'Addolorata e la Maddalena[28]. Gli affreschi sono invece del 1925[28]. La cappella situata sul lato opposto, che è chiamata dell'Assunta o dell'Immacolata, ospita la citata pala del Giampietrino del 1490. Gli affreschi sono invece del Seicento e raffigurano l'Assunzione di Maria ed alcuni santi[28].

 

La cappella di San Carlo e San Magno, che è la terza sulla sinistra, è stata invece affrescata nel 1924 con la raffigurazione di figure varie di puttini. Contiene una reliquia di San Magno e due quadri del XVII secolo che raffigurano San Carlo[28]. Gli stucchi sono dello stesso periodo[28]. La cappella dell'Andito, che si trova di fronte, non è stata decorata da quasi nessuna pittura per dare l'idea di come fosse disadorna la basilica prima della realizzazione delle opere pittoriche dell'inizio del XX secolo[28]. L'unico affresco presente è una raffigurazione Secentesca della Madonna[28].

 

La cappella del Sacro Cuore si trova invece sulla sinistra dell'altare maggiore. Tale cappella presenta degli affreschi del 1862 di Mosè Turri e delle decorazioni del medesimo pittore che sono state eseguite nel 1853. È anche conservato un prezioso quadro del Seicento raffigurante la deposizione di Cristo, che è opera di Giovanni Battista Lampugnani. Nella cappella è anche presente un'antica fonte battesimale in marmo rosso della metà del Seicento[29].

 

La cappella del Santissimo Sacramento, che è dedicata a San Pietro e San Paolo, si trova invece a destra dell'altare maggiore. Sono presenti degli affreschi del 1603 opera di Giovan Pietro Luini (detto "il Gnocco") che raffigurano degli angeli e delle decorazioni del 1925 di Gersam Turri[26]. La cappella contiene anche una tela del Seicento opera dei fratelli Lampugnani che raffigura la crocifissione di Gesù Cristo ed un quadro del 1940 rappresentante Santa Teresa del Bambin Gesù[26].

 

All'entrata, sulla sinistra, è presente la cappella di Sant'Agnese. I due affreschi che la decorano sono Cinquecenteschi e sono opera di Giangiacomo Lampugnani. Uno raffigura la Madonna con il Bambino, Sant'Agnese, Sant'Ambrogio, San Magno e Sant'Orsola, mentre l'altro rappresenta la Natività. Sulle colonne sono invece raffigurati San Gerolamo ed Origene.

   

July 8, 2007. Fatimata comes from Eastern Burkina Faso, but has traveled to the capital, Ouagadougou, to visit relatives. She takes the opportunity of a brief respite from cooking and laundry to get her hair braided.

 

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Juneteenth on the Eastside 2025

I think it's the best tucked French braid I've ever done!!

lovely french braid pic set 004

Now I need to try out double dutch braids.

hair done up for the market

This series of aerial images explores the ethereal flow of Iceland's braided rivers—veins carved into volcanic terrain, painted by nature's untamed palette. Shot from above, each frame invites viewers into a realm where geology becomes geometry, and water dances like ink spilled on canvas.

Erie County Fairgrounds; Hamburg NY

Chotlo, I really love some of the french braids that are in your photo stream. Some of the braids on Flickr look like works of art. I wish I could braid something more than a french or dutch braid...

A braided river system shaped by sediment, flow, and time.

Ms. K is sporting two french braids. Can be worn for any occasion.

On my way to french braid #100, slowly but I'll get there eventually,

With the recent windy conditions I thought I would try this look....might keep it in mind for Oktoberfest.😊

 

Everyday is a special day!

 

Enjoy your special day, enjoy your special hair styles!!

Here I cropped out most of the white. I also rotated it so the braid was up. Thanks again, Crow!

Created at The Regency, Laguna Woods, California. © 2013 All Rights Reserved.

My images are not to be used, copied, edited, or blogged without my explicit permission.

Please!! NO Glittery Awards or Large Graphics...Buddy Icons are OK. Thank You!

 

Many thanks for every kind comment, fave, your words of encouragement, and the inspiration of your fine photography,

my Flickr friends! You make my day every day!

 

Un braid cada wednesday, a ver como sale esto

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