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Il locale, affacciato sulla piccola piazza della Consolata, sorse nel 1763 come bottega dell'acquacedratario e confetterie Giuseppe Dentis

I tavolini ed il banco in marmo, le boiseries, il pavimento in legno ed i serramenti in ghisa sono tutti elementi originali che documentano fedelmente l'immagine e l'atmosfera delle cioccolaterie torinesi dell' Ottocento

Qui si serviva il "bicerin" , la storica bevanda a base di caffè, cioccolato e crema di latte, celebrata anche da Alexandre Dumas, Puccini e Nietzsche, che ancora oggi viene gustata dagli avventori nella sua antica ricetta, insieme a fumanti tazze di cioccolata, zabaioni aromatizzati, liquore al cioccolato e mille altre bevande e dolciumi

Come al tempo in cui era frequentato da Cavour, questo caffè è un punto di ritrovo dove la consumazione è un dolce pretesto di chiacchiera, lettura ed incontro

Oggi come ieri questo luogo è parte della storia e della vita di Torino

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Clicca su . . . L . . . Grazie !

 

Su sfondo nero è meglio !

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©Giuli@naCastellengo

 

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Un grazie di cuore a tutti i visitatori della mia galleria fotografica!

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© All rights reserved

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painting with light

 

Bellavista e l'arte contemporanea

 

ascolta/play

 

I giudizi degli esperti sull'arte contemporanea sono spesso controversi, poichè difficilmente incontrano un pubblico informato.

Alle volte il pubblico però si comporta come il bambino difronte all'imperatore nudo, smaschera l'inganno, l'inganno di una lobby che genera ricchezza scegliendo in modo discutibile chi trasformare in un grande artista dal valore inestimabile e chi no.

Un esempio di questo siparietto è rappresentato in modo schietto nel film il Mistero di Bellavista di Luciano De Crescenzo

 

A me durante una mostra è stato detto che se non fossi stata ricca non avrei potuto fare l'artista, questa foto è la mia personale interpretazione di cosa ne penso, scegliete voi se sia un concetto ben espresso.

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L'arte antica o l'arte classica con dipinti, sculture e architetture è universalmente considerata Arte. Sembra più obbiettiva al popolo, dove al talento, all'abilità professionale si aggiunge il valore concettuale, ma noi viviamo in un periodo storico in cui si mette in discussione il concetto di tempo, la fisica con la relatività ha iniziato a inquadrarci in un concetto spaziale diverso, la fisica quantistica fa attraversare i muri dai corpi, un'immagine metafisica. Mentre la tecnologia informatica ci permette di vivere tempo/spazio reale e virtuale contemporaneamente entrando nel metaverso, quindi non possiamo rimanere ancorati solo al passato ma trasformare il presente per immaginare un nuovo futuro.

 

Oggi una meravigliosa pioggia d'oro come quella dipinta da

Tiziano Vecellio, con la Danae e conservata a Napoli al Museo di Capodimonte è un bell'esempio quasi contemporaneo di metafisica esprimibile con una fotografia, diretta o manipolata con Photoshop da un tecnico. Nel dipinto Zeus si trasforma in una pioggia di monete d'oro per ingannare sua moglie e così può giacere con Danae, oppure trasformarsi in un'altra forma, una nuvola, e possedere Io come nel dipinto del Correggio.

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L'arte può essere ricoperta d'oro o ricoprirsi d'oro per generare un connubio ingannevole e universalmente accettato?

 

Alla fine dell'azione (formatività) l'artista nel far apparire solo l'oro in superficie, cela il soggetto di partenza (una spatolata di pittura ad olio materica) che rimane solo un pretesto, mentre il concetto in cui solo chi è ricco può generare un opera d'arte di valore qui si palesa. Oppure il cambio di prospettiva e il tempo di scatto rendono visibile l'azione che ci svela l'inganno?

 

Ma come vorrei avere i tuoi occhi, spalancati sul mondo come carte assorbenti

e le tue risate pulite e piene, quasi senza rimorsi o pentimenti,

ma come vorrei avere da guardare ancora tutto come i libri da sfogliare

e avere ancora tutto, o quasi tutto, da provare...

 

Culodritto, che vai via sicura, trasformando dal vivo cromosomi corsari

di longobardi, di celti e romani dell'antica pianura, di montanari,

reginetta dei telecomandi, di gnosi assolute che asserisci e domandi,

di sospetto e di fede nel mondo curioso dei grandi,

 

anche se non avrai le mie risse terrose di campi, cortile e di strade

e non saprai che sapore ha il sapore dell'uva rubato a un filare,

presto ti accorgerai com'è facile farsi un'inutile software di scienza

e vedrai che confuso problema è adoprare la propria esperienza...

Culodritto, cosa vuoi che ti dica? Solo che costa sempre fatica

e che il vivere è sempre quello, ma è storia antica, Culodritto...

 

dammi ancora la mano, anche se quello stringerla è solo un pretesto

per sentire quella tua fiducia totale che nessuno mi ha dato o mi ha mai chiesto;

vola, vola tu, dov'io vorrei volare verso un mondo dove è ancora tutto da fare

e dove è ancora tutto, o quasi tutto...

vola, vola tu, dov' io vorrei volare verso un mondo dove è ancora tutto da fare

e dove è ancora tutto, o quasi tutto, da sbagliare...

 

(F.Guccini, Culodritto)

L'ETA' DI MEZZO

 

Foto 6 - digitalizzazione di una pagina del quaderno storico

del complesso "le Frecce di Fuoco".

Capodanno 1971-72 alla balera "la Scacchiera" Coltano, Pisa.

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LE PROVE AL CASCINALE DI COLTANO

 

E' una sera di nebbia di un tardo novembre del 71.

Una sgangherata fiat 1100,

s'aggira come pantera per le stradette fangose di Coltano.

Nell'abitacolo,

5 ragazzi coi pantaloni a zampa d'elefante e chiome come puledri selvaggi.

Le risate bucano l'aria che sa d'erba fradicia.

 

Il cascinale si para davanti all'improvviso.

 

Mio fratello Luciano urla:

"frenaaaa... s'entra in casa con l'auto e tutto."

 

Io, di alcuni anni più anziano, l'unico ad avere la patente.

Risultato?

 

Tutti addosso come zecche di 'ane.

La prossima vorta ci venite a piedi un si vede na sega...

 

Tra patte e qualche vaffa siamo nello stanzone col soffitto a travi.

 

Abbiamo affittato da qualche mese questo rudere in mezzo al nulla, non valutando in piena estate,

le difficoltà oggettive per raggiungerlo nella stagione invernale.

Ormai è cosa fatta, inutile recriminare.

 

Su ragazzi al lavoro.

La notte di capodanno,

è ormai alle porte e le prove per assemblare un buon repertorio, sempre più fitte.

 

E' sabato... si può fare tardi.

 

Giampaolo l'organista, opta per qualche pezzo strumentale,

cantare per ore non è cosa semplice.

Meglio riempire con qualche pezzo classico.

Le anime rock del gruppo, Luciano e Maurizio,

batteria e basso, arricciano il naso.

Difficile fargli digerire brani da balera.

Ma un veglione di Capodanno, non è un concerto.

Ci vuole il giusto equilibrio.

Il chitarrista Stefano Guidi, un po' più grande, non se ne cura.

Non ha preferenze, a lui basta suonare.

 

Quella sera mi ero portato dietro il necessario per una bella spaghettata di mezzanotte.

Comprese delle birre Moretti.

Come già detto ero solo l'autista "cazziato" della band.

Non so suonare.

Perciò, verso le 23,30 accendo il caminetto in fondo alla stanza.

Padella e pentola sul fuoco.

Più il profumo saliva per l'aria e meno sentivo suonare.

Fino ad un liberatorio rompete le righe.

 

Ragazzi pausa.

E' prontoooo...

Spaghetti aglio olio e peperoncino.

E come diceva l'indimenticabile Fantozzi:

"rutto libero a volontà.".

 

Che bello vederli così affamati e sorridenti.

Suonare?...

Un pretesto per stare insieme.

 

Fuori la nebbia ormai si taglia a fette.

Tremo dalla paura ma non lo do a vedere,

intanto loro mangiano, bevono, ridono... ignari.

Ho la bocca dello stomaco chiusa dalla preoccupazione,

di mangiare e soprattutto bere, nemmeno a parlarne.

I telefonini purtroppo, ancora da inventare,

toccava a me riportarli sani e salvi a casa.

 

Sono le tre e gli occhi cominciano a chiudersi da soli.

Non per me... l'unico savio.

Terrorizzato e con gli occhi spalancati come due fanali di porto,

li carico in macchina quasi di peso.

Un paio ronfano già.

Meglio, così non mi stressano.

Non chiedetemi come ho fatto a ritornare a casa.

NON LO SO.

 

La notte ci ha ingoiati e risputati davanti casa.

Che pazzi vero?

 

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© Il testo è di esclusiva proprietà dell'autore, Stefano Paradossi, che ne detiene i diritti e ne vieta qualsiasi utilizzo da parte di terzi. La foto fa parte dell'Archivio Fotografico della famiglia Paradossi.

 

© The text is of exclusive property of the author, Stefano Paradossi, who owns the rights and prohibits any use by third parties. The image is part of the Photo Archive of the Paradossi family.

   

2019 SUPER FORMULA Pre season TEST Day2 2019.03.27

« Non incontrerai mai due volti assolutamente identici.

Non importa la bellezza o la bruttezza: queste sono cose relative.

Ciascun volto è simbolo della vita. E tutta la vita merita rispetto.

È trattando gli altri con dignità che si guadagna il rispetto per sé stessi. »

 

(Tahar Ben Jelloun)

 

"Non siamo noi a trovare la Verità. È la Verità a trovare noi. Dobbiamo solo prepararci".

"Si può invitare un ospite che non si conosce? No. Ma si può mettere la casa in ordine, così che, quando l'ospite arriva, si è pronti a riceverlo e a conoscerlo".

 

Tiziano Terzani

 

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PS Nessuno si senta in obbligo di lasciare un commento , ancora una volta devo ricordare che un post con tanti commenti e awards non vuol dire FOTO BELLA , lo dico a quei pochi che continuano a "guardarti " dall'alto dandoti lezioni di comportamento .

Non parlo di critiche riguardanti la mia fotografia , anzi ben vengano , ma critiche sottili , cattive che fanno davvero male !!

 

PS del PS A volte la foto è un pretesto per comunicare cose che mi stanno a cuore , su 100 commenti o awards che passano nel mio post , se 20 vedono la foto e leggono , per me è una grandissima " vittoria "

 

PS del PS del PS. Sono per la libertà di parola opinione ed espressione , purchè non mi si offenda e non si tocchi chi mi è vicino , in nessuna maniera . Non accetto lezioni di stile e comportamento da nessuno !!!

Sarebbe meglio se ognuno di noi guardasse in casa propria , come si suol dire ,

nel proprio orticello.

 

La foto ? mah.... niente di che !!___View large___non male però in grande ( l'ha detto Nadia)

  

Scattata a Rimini 11 febbraio 2012

postata il 12 febbraio alle ore 16.16

 

La foto parla di lotta al razzismo ( per quei pochi )

  

"Guarda un filo d'erba al vento e sentiti come lui. Ti passerà anche la rabbia."

 

[Tiziano Terzani a Oriana Fallaci]

 

Il mio account Flickr Pro per il Mio spazio

 

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Ricevuta

Ordine num.: 154672915

pretesti creativi

tutto e ok

L'animo umano... Può volare in alto, più in alto degli angeli,

compiere azioni eroiche.

O può essere un pozzo oscuro. Così orrendo che non ci si può neppure guardare dentro. Può compiere azioni di una ferocia inimmaginabile, per il solo gusto di fare del male...

Il pensiero va ai 18500 morti della striscia di Gaza, la maggior parte bambini ( i 31 bambini israeliani, vite preziose, sono stati ampiamente vendicati, se si voleva questo. Ma mi sembra un pretesto a questo punto).

Oltre un patrimonio artistico di tutta l'umanità irrimediabilmente distrutto. E i bombardamenti continuano mentre i superstiti muoiono di fame ed epidemie ...

Sto pensando a Leone, di cui ho letto stamattina, un gattino scuoiato vivo e abbandonato agonizzante per strada.

È stato curato per 4 giorni da veterinari volontari , ha lottato con tutte le sue forze, ma non ce l'ha fatta.

Resta una domanda : perché?

Un gesto contro la vita, di esseri che non sono più umani.

Tutto quello che sta accadendo nel mondo, col nostro consenso o silenzio, è un delitto contro l'umanità.

 

un cortile visto da una finestra di un antico palazzo di Città della Pieve

Umbria

 

The human soul can be a dark well

Prega e poi spara, che troverai sempre un pretesto valido e giusto per profanare qualcosa o qualcuno.

 

[E fu nella lunga notte della stella con la coda

che trovammo mio nonno crocifisso sulla chiesa

crocifisso con forchette che si usano a cena

era sporco e pulito di sangue e di crema

e al loro dio goloso non credere mai]

Lungarno di Pisa

 

Sono piacevolmente sorpreso,

questa foto è stata inserita da molti nelle proprie preferite.

 

E' un onore e vi ringrazio, fa parte di un portfolio, sui riflessi,

ma è un pretesto a spronare le persone,

quando possono, a soffermarsi un'attimo.

 

Guardarsi intorno,

cercando di godere appieno dello splendore della vita.

 

Soprattutto in periodi come quelli che stiamo vivendo oggi.

 

E' una mia filosofia, forse in controtendenza, ma a me piace un sacco lottare.

 

Sarò ancora più felice se qualcuno s'accoderà a questa mia folle idea.

Incredibile come il dolore dell’anima non venga capito. Se ti becchi una pallottola o una scheggia si mettono subito a strillare Se hai il cuore pezzi e sei così disperato che non ti riesce aprir bocca, invece, non se ne accorgono neanche. Eppure il dolore dell’anima è una malattia molto più grave. Sono ferite che non guariscono, quelle, ferite che ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare. (O.Fallaci)

5 mesi che ti conosco...quella sera sei capitato li per caso, io per terra per uno scatto.

Sei entrato in quel locale con una mia amica e forse l ho capito da subito che mi sarei innamorata di te, due scatti fatti con la tua 40D sono bastati per avere la scusa un pretesto per cercarti,da quel giorno abbiamo passato tutto il nostro tempo assieme, tra litigi scontri tenerezze e tante ore a parlare di noi nel nostro salottino o sotto una coperta sdraiati in spiaggia.

Tante esperienze stupende passate e tante che verranno...

questo per dirti TI AMO (dato che purtroppo non te lo dico spesso come vorresti)

The Ford Mustang is an American car manufactured by Ford. It was originally based on the platform of the second generation North American Ford Falcon, a compact car. The original 1962 Ford Mustang I two-seater concept car had evolved into the 1963 Mustang II four-seater concept car which Ford used to pretest how the public would take interest in the first production Mustang. The 1963 Mustang II concept car was designed with a variation of the production model's front and rear ends with a roof that was 2.7 inches shorter. Introduced early on April 17, 1964, and thus dubbed as a "1964½" by Mustang fans, the 1965 Mustang was the automaker's most successful launch since the Model A. The Mustang has undergone several transformations to its current sixth generation.

prendo a pretesto il natale per fare gli auguri e soprattutto ringraziare le persone che mi accompagnano in questo strampalato percorso vitale: vecchi amici, nuove conoscenze, presenze fisse e semi-quotidiane, presenze sporadiche ma con un peso fondamentale, simpatie virtuali da approfondire, affinità elettive che sfidano le distanze e opposti che ti completano. ognuno con un ruolo, sempre importante, nella condivisione delle cose che fanno l'esistenza. non importa avere figli per lasciare (o ricevere) tracce, anzi. Quelle si creano - e profonde - coltivando e ascoltando la voce di chi ti dà da pensare che l'umanità può essere davvero bella e "superiore". il senso della vita per me sta lì: cercare persone belle, curiose, aperte e condividere qualcosa con loro. emotivamente, mentalmente, fisicamente e/o quant'altro. il resto è spesso una commediaccia infame, messa su da menti piccine per rimpicciolire il mondo a loro misura.

insomma, auguri.

 

ps - ho messo questo scritto su facebook, come augurio cumulativo per tutte le belle persone che conosco...faccio qui una menzione speciale ai flickriani, che tanto mi hanno dato in questi ultimi tre-quattro anni :) buon tutto!

allora...

rispondendo ,alla domanda posta nella foto precedente, potremmo dire che la causa dei conflitti internazionali , non è una , ma certamente sono molteplici, di sicuro una di certo è da reputarsi ...al controllo delle aree con sottosuolo ricco di petrolio.

le religioni il più delle volte ,(direi sempre) sono solo pretesti ed a crederci sono solo gli invasati,sapientemente manipolati da menti sopraffine.

comunque sia tutte le cause ,in fin dei conti ,convergono ,in un solo motivo :

quello di prevalere sugli altri,

o quello di no farsi prevalere.perché perdere l'identità , per chi sa solo identificarsi con la propria cultura, è la peggio sorte possibile,per questo qualcuno è disposto anche a morire............

 

giusto o sbagliato...???

a ognuno le proprie considerazioni.

View On Black

 

you are likely to be the shoulder that everyone cries on.

sometimes you like having that role, but sometimes you don't.

 

oggi mi chiedo nulla.

 

Perchè un pretesto per tornare bisogna sempre seminarselo dietro, quando si parte.

 

A. Baricco

"Ogni ritratto che è dipinto con sentimento è un ritratto dell'artista non del modello. Il modello è soltanto il pretesto, l'occasione. Non è il modello ad essere rivelato dal pittore; è piuttosto il pittore che sulla tela colorata, rivela se stesso. " Il ritratto di Dorian Gray.

 

ti porterò sempre con me.

   

it.youtube.com/watch?v=PH3ManNClM0

  

Lentamente tra una pagina e l'altra di un libro qualunque

ingannavo l'attesa già settembre poche voci distanti e

un autunno distratto al di là dei vetri

quasi speravo che non arrivassi più

quasi credevo che non mi mancassi eppure stavo aspettando

Distrarsi sembrava piuttosto facile

credevo di sopportare la tua indifferenza

cercando pretesti e rimedi inutili

eri tu quel tasto dolente eri tu autunno dolciastro eri tu

Freddamente valutavo i miei limiti

i gesti avventati le frequenti rinunce

era tardi mi bruciavano gli occhi fissavo il soffitto

il mio letto disfatto

quasi speravo che non arrivassi più

quasi credevo che non mi mancassi eppure stavo aspettando

Distrarsi sembrava piuttosto facile

credevo di sopportare la tua indifferenza

cercando pretesti e rimedi inutili

eri tu quel tasto dolente eri tu autunno dolciastro eri tu

eri tu quel tasto dolente eri tu autunno dolciastro eri tu

Autunno dolciastro autunno ...

...Tem um grande desejo escondido, submarino que nem as aguas confesso na falta dos puros desejos veio ela, na forma do irmão que se suicidou aos poucos, coisas de crônicas familiares e mineiras portuguesas do tipo não sei pra que vem essa luz banhar a sala espalhar essa neblina ensolarada me recuperar da noite mal dormida fascinado pelo meu proprio a.pó.drecimento me movo em subterfugios de quem tem o tempo do mundo o amor do mundo mas não tem vontades nem mais luzes que ascendam as manhas frias e europeias e nesse misturar de ficções amorosas de quem doente se põe de pretesto para fugas mal planejadas me recupero desses sentimentos berlinescos e me ponho no eixo, concentrado... os domingos que me perdoem... está assim: sem dar importância para os dramas e conchaves de familia para a alegria heineken do facebook para os egos de escritores mal compreendidos para o tesão do massagista para as modas da academia para o comércio muito bem organizado dos religiosos para o poder de se dissolver em agua e ar por que o pó, esse vai cinza virar nuvem, é isso que quero me fazer: nuvens aquaticas...

 

carlos pataca / dos cadernos de ficções onomatopeicas

Tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci guardi.

 

A seconda del tipo di sguardo sotto il quale vogliamo vivere, potremmo essere suddivisi in quattro categorie. La prima categoria desidera lo sguardo di un numero infinito di occhi anonimi [...] La seconda categoria è composta da quelli che per vivere hanno bisogno dello sguardo di molti occhi a loro conosciuti [...] C'è poi la terza categoria, la categoria di quelli che hanno bisogno di essere davanti agli occhi della persona amata [...]

 

E c'è infine una quarta categoria, la più rara, quella di coloro che vivono sotto lo sguardo immaginario di persone assenti. Sono i sognatori.

  

M. Kundera, L'insostenibile leggerezza dell'essere

  

We all need somebody to look at us.

 

We can be divided into four categories according to the kind of look we wish to live under. The first category longs for the look of an infinite number of anonymous eyes, in other words, for the look of the public [...] The second category is made up of people who have a vital need to be looked at by many known eyes. [...] Then there is the third category, people who need to be constantly before the eyes of the person they love [...]

 

And finally there is the fourth category, the rarest, the category of people who live in the imaginary eyes of those who are not present. They are the dreamers.

Perfect Day - Lou Reed

 

Una domenica fredda e innevata, ritrovo alle prime luci del mattino, con il tagliente gelo intorno, amici di vecchi data e di quelli inaspettati, che non ci avresti scommesso mai sopra...

 

Una meta lontana, relativamente, un luogo pieno di storie, tristi la maggiorparte, ma in fondo, il luogo non era cosi importante, in quel momento decisamente no, non me ne voglia la storia, ma per una volta, la sensibilità di raccontare le vite passate, la lascio lontana, in secondo piano...

 

Quello era solo il mezzo, il pretesto, per uno scopo che trascende ogni possibilità di comprensione, se non fosse per la semplice e genuina voglia di rivedere una persona dopo quasi un anno, e a quel punto il luogo era perfetto, la compagnia era perfetta, e una sigaretta alla luce soffusa di una finestra...

 

In fondo, Just a perfect day...

  

Thanks for a beautiful portrait to Stefano

 

Da un po' di anni a questa parte posto la prima foto dell'anno, come sempre sul tema a me caro, la ferrovia... Di solito rendo omaggio con un treno notturno simbolo di un'ideale viaggio nel tempo, partire la sera nel 2018 e arrivare al mattino nel 2019, lasciare l'anno vecchio per trovare quello nuovo. Salutare un'anno lungo e duro con la speranza che il nuovo ci porti una vita migliore...e per me è stato molto duro con la tremenda disgrazia che ha colpito Genova e di conseguenza l'azienda dove lavoro, che si trova proprio di fianco al ponte Morandi, condita dopo poco più di un mese da un grave lutto in famiglia...un uno-due che mi ha fatto vacillare ma non mi ha messo KO! Con tutte le difficoltà del momento, cassa integrazione per un paio di mesi poi ripresa a regime ridotto e il costante spettro della chiusura più i problemi a casa, ci si è barcamenati fino alla soglia dell'anno nuovo dove un po' di luce in fondo al tunnel si è cominciata a intravedere...l'acquisizione di una nuova area, anche se più piccola dove ricominciare, più la volontà delle ditte addette alla demolizione del ponte di averci ancora lì vicino per fare parte dei lavori, lavoro dal più grosso rottamaio di Genova, ha dato corpo alle speranze di ripresa. Non è uno sfogo questo ma solo un pretesto per augurare a me e a tutti voi amici di Fickr un'anno carico di positività e di prosperità!!!

Questa volta quindi è un'omaggio al traffico regionale ultimamente un po' tanto bistrattato da TI, specie in Piemonte dove nel 2012 vennero chiuse ben 11 tratte o linee ferroviarie, alcune di loro importanti se non fondamentali per gli utenti che da lì in poi si trovati ad incentivare il traffico su gomma servendosi dei pullman sostitutivi se non delle loro automobili. Forse qualcosa sta cambiando, un paio di linee potrebbero riaprire, una l'ha già fatto anche se solo per motivi turistici con un bel treno storico a vapore...ecco, speriamo che anche qui l'anno nuovo porti consiglio...

E464.365 in livrea dtr o dpr, che dir si voglia, al traino di un convoglio Vivalto nella medesima livrea a formare il R 6062 Genova Brignole - Acqui Terme in arrivo alla stazione di Ovada, in transito su uno dei tanti ponti in muratura della linea.

{2/52} settimana 10 - 16 gennaio

 

Ho giorni grigi in cui io non mi riconosco

volando un po' pesante prendo dentro tutti i vetri,

m' incazzo, ronzando, come un amplificatore in paranoia

e con un pungiglione, intriso di veleni,

cercando un pretesto, cercando una scusa,

affondo i miei colpi e soffoco la rabbia che grida.

[Subsonica]

  

si ringrazia la mia coinquilina, nonchè migliore amica, per aver premuto il pulsante dello scatto. e per abbozzare la mia mania fotografica ogni volta che ho qualche idea :)

   

edit: l'ho un po' desaturata, dopo averne parlato con lei. ahah! :D

*

 

"E tu sarai il pretesto

per approfondire

un piccolo problema

personale di filosofia

su come trarre giovamento

dal non piacere agli altri

come in fondo ci si aspetta che sia

 

Per esempio non è vero

che poi mi dilungo spesso

su un solo argomento... "

 

www.youtube.com/watch?v=9qwWjAxe8tA&ob=av3n

 

Ecco la mia Olivetti Valentine, classe 1968.

Desiderio realizzato, che ticchetta sollecitata da dita sottili e nasi a punta.

Salotto di casa, febbraio 2012

 

*

 

DIRETTI VERSO IL LIDO.

 

Il Lido corrisponde ad una piccola e caratteristica isola della Laguna che si estende per circa 12 km di fronte alla bellissima Venezia. Il celebre litorale è delimitato a nord dal porto di San Nicolò e sud da Malamocco, due 'bocche' attraverso le quali la Laguna entra in contatto con il mare.

Il rapporto tra la Laguna ed il mare Adriatico è da sempre fondato su un equilibrio mutevole e complesso: per un verso i lidi costituiscono delle strette barriere sabbiose che proteggono la terraferma dalle correnti marine e dall'altro sono necessarie anche delle aperture per consentire un ottimale afflusso d'acqua corrente dall'Adriatico.

 

Il Lido di Venezia conta circa 16.500 abitanti e la sua risorsa principale è il turismo, specialmente durante il periodo estivo durante il quale migliaia di vacanzieri affollano le bellissime spiagge. Il nome "Lido" deriva dal latino Litus che significa "litorale". Il Lido di Venezia nel 1202 fu usato per ospitare i 30.000 crociati francesi in attesa di salpare per la quarta crociata. Nel 1378-79 il Lido fu fortificato per proteggere Venezia dagli assedianti genovesi. Il Lido visse l'ultimo episodio bellico della storia di Venezia: in data 20 aprile 1797 il comandante Domenico Pizzamano fece sparare da lì delle cannonate alla goletta francese "Liberateur d'Italie" che cercava di entrare con la forza in laguna. Questo avvenimento diede il pretesto a Napoleone Bonaparte per dichiarare guerra a Venezia e porre fine alla sua millenaria indipendenza. Tra il 1816 ed il 1819 il Lido fu meta preferita del poeta Lord Byron che lì amava fare lunghe cavalcate.

 

CANON EOS 600D con ob. CANON 70-300 f./4-5,6 IS USM

 

Ci sono giorni in cui io non interagisco

e appeso al silenzio, come un ragno al soffitto,

sorveglio il mio spazio aereo, minacciando tutto ciò che gira.

Girando a vuoto un termitaio di pensieri,

che, masticando, si nutre del tempo che passa,

affilo la mia attesa, guardo e guardo che mi vedi.

Ho giorni grigi in cui io non mi riconosco,

volando un po' pesante, prendo dentro tutti i vetri,

m'incazzo, ronzando, come un amplificatore in paranoia

e con un pungiglione, intriso di veleni,

cercando un pretesto, cercando una scusa,

affondo i miei colpi e soffoco la rabbia che grida.

 

Dentro frenetici momenti di noia - Subsonica

E' lui l'oggetto dei desideri, dopo anni bui,

navigando a braccio tra galassie e difficoltà, eccolo là, in un angolo, in penombra,

immerso in un 'alba fredda e pulita.

 

E' GENESI, il pianeta che è in me.

Il fuoco non lo attacca, si spegne nei pressi della rarefatta atmosfera.

Regna il silenzio , il tempo scorre lento, senza sussulti.

 

Mi dispiace molto aver lasciato la Terra, ma ho dovuto farlo, la, non si respirava più.

I valori importanti, a me così cari, si sono sgretolati con gli anni.

Vige l'apparenza, l'approssimazione, tutto è mosso dal denaro.

 

ODIO IL DENARO!

 

Non ci fa bene perché, con esso,

spuntano fuori individui poco rassicuranti.

 

Lo so, è come dire che ho fallito.

Forse è così, ma non riesco a vivere in questo mondo insulso dove,

più di tutto, conta fregare l'altro anche se è, palesemente, più debole.

 

La mente ormai è catturata dall'orbita di GENESI,

che diamine.

 

ORA BASTA.

 

Voglio ricominciare da zero.

Probabilmente farò scelte dolorose ma necessarie, non me ne vogliano coloro che indugiano, mi dispiace non posso aspettarvi, è una vita che lo faccio.

E con quali risultati?

Racchiuso in uno scrigno, il pianeta è isolato dall'infezione, il male non può contagiarlo.

Presto cercheremo di raggiungere la superficie, allora forse, sarò più sicuro di aver scelto bene.

Ho voluto questo viaggio purificatore, ai confini dell'universo conosciuto, sia per me, che per tutti coloro che credono nella solidarietà ed altri valori simili.

Il tutto senza se e senza ma.

Solo se mi renderò conto di aver creato un po' d'aspettativa e consenso metterò in rete l'esplorazione del corpo celeste, non a caso ho scelto questa cromia.

 

Il pianeta è un pretesto, mi serve per parlare un po' con voi.

Spero siate in molti.

Altrimenti, non c'è problema, andrò da solo per la mia strada " celeste. "

 

ormai NON POSSO PIU' TORNARE INDIETRO.

 

Ho deciso, DEVO RINASCERE ... voi che fate? VENITE?

  

ANSA 26 febbraio, 09:44

Birmania, condanna confermata a Aung San Suu Kyi. Il Nobel resta ai domiciliari

Respinto l'appello contro la condanna a tre anni di reclusione e di lavori forzati per avere brevemente dato ospitalità ad un americano nel suo domicilio durante gli arresti domiciliari

 

La leader dell’opposizione ha trascorso 14 degli ultimi 20 anni agli arresti. Nel mese di agosto il tribunale ha esteso per altri 18 mesi il termine di arresti domiciliari, perché la donna ha ospitato un cittadino americano che si era introdotto nella sua abitazione. Una vicenda che è apparsa fin da subito un pretesto per mantenere la Nobel per la pace al confino ed escluderla dalle elezioni politiche, indette dalla dittatura militare per il 2010.

 

Aung San Suu Kyi è l'ottava donna premiata col Nobel per la Pace nel 1991. Ma nessuno conosce bene la sua storia. Cerchiamo quindi di scoprire chi è questa "eroina sconosciuta".

it.wikipedia.org/wiki/Aung_San_Suu_Kyi

 

Se avete tempo guardatela in ______View large______non avete tempo ? oooooohhhh gesuuuuuù

  

Rimini 14 . 2 . 2010

postata il 26 . 2 . 2010 alle ore 22. 51

 

Comunque la pensiate commentate la foto , non sentitevi obbligati , nessun problema se non vi fermate ..............

Lavori in corso ....valeriodarimini.blogspot.com/

pretesti creativi

tutto e ok

........Nessuno può fare per i bambini

quel che fanno i nonni:

essi spargono polvere di stelle

sulla vita dei più piccoli.

 

Alex Haley

 

Ho incrociato questo nonno ( lo vedo spesso in giro per Rimini ) sulla pista ciclabile ( ero in bici ) , l'ho raggiunto superato ed in fretta ho tirato fuori la Panasonic .......ed ho scattato , foto così così ma un buon pretesto per parlare di NONNI . Gli occhi dei gemellini li ho sfumati per ovvi motivi

 

Non tutti abbiamo la fortuna di avere i nonni però per fortuna son tanti i nipotini fortunati che possono contare sulla presenza e il sostegno quotidiano o anche sporadico dei nonni. C'è il nonno che porta e riprende il nipotino dalla scuola, la nonna che si sostituisce alla baby-sitter facendo risparmiare tanti soldini a mamma e papà .

 

Quanti sanno apprezzare la differenza fra anziani e vecchi?

L'errore fondamentale che spesso si commette (e purtroppo è commesso anche dai media e da chi è preposto all'assistenza agli anziani) è considerare la vecchiaia come ineluttabile. ........

in realtà

.......chi non ha fatto nulla per non invecchiare è colpevole della sua vecchiaia...e vecchiaia non è una colpa

 

E' necessario far capire agli adulti che da anziani avranno ciò che hanno seminato. Soprattutto

è più produttivo insegnare alla gente a invecchiare bene, piuttosto che assistere persone invecchiate male!

       

Scattata a Rimini il 7 . 10 . 2010

postata il 9 . 10 . 2010 alle ore 22.27

 

Se volete guardarla in ______View large______gli occhi dei bimbi li ho sfumati per ovvi motivi !!!

U2 - Unchained Melody (I need your love)

 

Non ho bisogno di tempo per sapere chi sei: conoscersi è luce improvvisa.

Chi ti potrà conoscere là dove taci, o nelle parole con cui tu taci?

Chi ti cerchi nella vita che stai vivendo, non sa di te che allusioni,

pretesti in cui ti nascondi.

E seguirti all'indietro in ciò che hai fatto, prima, sommare azioni a sorriso,

anni a nomi, sarà come perderti. Io no.

Ti ho conosciuto nella tempesta. Ti ho conosciuto, improvvisa,

in quello squarcio brutale di tenebra e luce, dove si rivela il fondo

che sfugge al giorno e alla notte.

Ti ho visto, mi hai visto, ed ora, nuda ormai dell'equivoco,

della storia, del passato, tu, amazzone sulla folgore, palpitante di recente

ed inatteso arrivo, sei così anticamente mia, da tanto tempo ti conosco,

che nel tuo amore chiudo gli occhi, e procedo senza errare,

alla cieca, senza chiedere nulla a quella luce lenta e sicura

con cui si riconoscono lettere e forme e si fanno conti

e si crede di vedere chi tu sia, o mia invisibile.

 

P. Salinas

"Il tempo è un pretesto che non basta mai per difenderci"

C'era una volta un albero che si credeva una nuvola. Gli pareva che le sue fronde soffici e panciute somigliassero incredibilmente al profilo ondoso delle nuvole nel cielo, e per questo pensava di essere pure lui una nuvola. In realtà sentiva di non appartenere alla terra, che senza pietà lo tratteneva per le radici. Ogni giorno allungava i rami verso le nuvole, tentava d'aggrapparsi alla loro scia. "Portatemi via con voi", gridava, ma le nuvole, troppo in alto, non gli davano retta, e perseveravano noncuranti nel loro viaggio misterioso.

Gli altri alberi lo trattavano con sufficienza, convinti che prima o poi quella fissazione gli sarebbe passata, e che avrebbe ripreso presto a comportarsi come una pianta normale. Ma lui non si dava per vinto, e ogni refolo di vento era il pretesto per allungare i suoi rami verso il desiderio impalpabile d'essere vapore. Successe così che centimetro dopo centimetro l'albero che si credeva una nuvola cominciò un lentissimo, quasi impercettibile cammino verso il cielo.

Passarono gli anni, e l'albero, che nel frattempo aveva percorso miglia e miglia sospinto dal vento, si trovò finalmente sulla sommità di una collina, in alto, vicino al cielo come non lo era mai stato. Arrivarono le nuvole, stavolta vicinissime, e lui ebbe un fremito lungo tutta la corteccia. "Portatemi via con voi", fece l'albero impazzito di gioia. Ma le nuvole, per l'ennesima volta non gli risposero nemmeno. Si limitarono ad attraversarlo come fantasmi, avvolgendolo nella loro pallida indifferenza. Lui allora, tutto a un tratto, si accorse di essere invicibilmente solo: gli altri alberi li aveva lasciati giù a valle, a nutrirsi della terra fertile alle basse altitudini, e si erano persino dimenticati di lui.

Lui, che era arrivato fino al cielo per inseguire il suo sogno, non aveva nemmeno più la forza di muovere un ramoscello. Così si rassegnò, e rimase immobile in una eterna solitudine, i rami ancora sporti a tentare di toccare le nuvole.

 

Quell'albero è sempre lì, e chi volesse andare a cercarlo per farsi raccontare la sua storia lo può trovare lungo la strada Tarquinese che serpeggia tra le colline dell'alto Lazio, pochi chilometri prima del borgo di Tuscania.

Un pretesto per tornare bisogna sempre seminarselo dietro, quando si parte

L'ho riletta così tante volte questa frase, da conoscerla a memoria. La ritrovo nei libri, negli appunti, su pagine di quaderni, sulle agende.Su fogliettini volanti. E si, perchè a me piace annotare tutto ciò che leggo. Mi piace avere un libro sempre in borsa, sul comodino, in cucina. Mi piace ricordare che la mia più grande passione è sentire il profumo d'inchiostro e di pagine nuove.

  

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E poi c'è il mare.Quell'immensa e infinita distesa di acqua che si apre dinnanzi a te.

E poi ci sono questi spettacoli meravigliosi da toglierti il fiato. Da farti innamorare.

 

Come glielo dici, a un uomo così, che adesso sono io che voglio insegnargli una cosa e tra le sue carezze voglio fargli capire che il destino non è una catena ma un volo, e se solo ancora avesse voglia davvero di vivere lo potrebbe fare, e se solo avesse voglia davvero di me potrebbe riavere mille notti come questa invece di quell'unica, orribile, a cui va incontro, solo perché lei lo aspetta, la notte orrenda, e da anni lo chiama".

 

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E poi ci sono io......

e smettetela di dirmi di fare la "cosa giusta"

Non la farò mai.

Incessantemente, vicino a me, s'agita il Demonio, e mi vagola dattorno come un'aria impalpabile; io l'inghiotto e sento che mi brucia i polmoni e li riempie d'un desiderio eterno e colpevole.

 

Conoscendo il mio grande amore per l'Arte prende, qualche volta, le sembianze della più seducente delle donne, e con speciosi pretesti da ipocrita avvezza le mie labbra ai filtri più infami.

 

Lontano dallo sguardo di Dio, mi porta, ansante, rotto dalla stanchezza, nelle profonde e deserte piane della Noia,

 

e getta sui miei occhi confusi vesti lordate, ferite aperte, tutto il sanguinoso apparato della Distruzione!

 

(Baudelaire)

 

Il locale, affacciato sulla piccola piazza della Consolata, sorse nel 1763 come bottega dell'acquacedratario e confetterie Giuseppe Dentis

I tavolini ed il banco in marmo, le boiseries, il pavimento in legno ed i serramenti in ghisa sono tutti elementi originali che documentano fedelmente l'immagine e l'atmosfera delle cioccolaterie torinesi dell' Ottocento

Qui si serviva il "bicerin" , la storica bevanda a base di caffè, cioccolato e crema di latte, celebrata anche da Alexandre Dumas, Puccini e Nietzsche, che ancora oggi viene gustata dagli avventori nella sua antica ricetta, insieme a fumanti tazze di cioccolata, zabaioni aromatizzati, liquore al cioccolato e mille altre bevande e dolciumi

Come al tempo in cui era frequentato da Cavour, questo caffè è un punto di ritrovo dove la consumazione è un dolce pretesto di chiacchiera, lettura ed incontro

Oggi come ieri questo luogo è parte della storia e della vita di Torino

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©Giuli@naCastellengo

 

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Un grazie di cuore a tutti i visitatori della mia galleria fotografica!

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cammini per strada, ascoltando la musica, e poi eccola, la tua canzone preferita. non puoi resistere, proprio non ce la fai. allora appoggi la borsa, che adesso pesa ancora di più, chiudi gli occhi e balli.

tutti ti guardano perplessi, ma a te che te frega. ti ignorano sempre, che per una volta ti guardino, anche se per prenderti in giro. in realtà è di se stessi che ridono, tu sei solo un pretesto. balla amico, balli bene, fregatene... che tra poco dovrai riprendere in mano quella borsa e trascinartela dietro.

 

www.youtube.com/watch?v=ESB3HY1Fsjo

[..]

Chi ti cerca nella vita

che stai vivendo,

non sa di te che allusioni,

pretesti in cui ti nascondi.

è seguirti all'indietro

in ciò che hai fatto prima,

sommare azioni a sorriso,

anni a nomi,

sarà come perderti.

Io no.

Ti ho conosciuto nella tempesta.

Ti ho conosciuto, improvvisa,

in quello squarcio brutale

di tenebra e luce,

dove si rivela il fondo

che sfugge al giorno e alla notte

[..]

 

Pedro Salinas - Non ho bisogno di tempo

Lei

Si alza ogni giorno con l’alba

Addormentata in pieno sole

Serba il momento di silenzio per la solitudine.

Appoggiata a una porta immaginaria vede la vita

La paziente vita che non le tocca vivere.

Percorre le strade dietro la voce che se la porta

Sorprende con assurdi lamenti chi la circonda

Riempe il suo circolo fatidico nella ricerca di pretesti.

Manca di tutto.

Ridotta nelle sue ansie

Riceve la notte appartata

Sporca di martellante vita

Nel petto un animale furioso.

 

Jeannette Miller

  

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