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"Ad alcuni piace la poesia". Il mondo poetico di Wislawa Szymborska. A cura di Stefania La Via. 7/07/2008

"Ad alcuni piace la poesia". Il mondo poetico di Wislawa Szymborska. A cura di Stefania La Via. 7/07/2008

Nulla due volte accade né accadrà,

Per tal motivo nasciamo senza esperienza ,

muoiamo senza assuefazione.

Non c'è giorno che ritorni,

né due notti uguali uguali,

né due baci somiglianti,

né due sguardi tali e quali.

 

Wislawa Szymborska

sono entrambi convinti

che un sentimento improvviso li unì.

è bella una tale certezza

ma l'incertezza è più bella.

 

non conoscendosi prima, credono

che non sia mai successo nulla fra loro.

ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi

dove da tempo potevano incrociarsi?

 

vorrei chiedere loro

se non ricordano -

una volta un faccia a faccia

forse in una porta girevole?

uno "scusi" nella ressa?

un "ha sbagliato numero" nella cornetta?

- ma conosco la risposta.

no, non ricordano.

 

li stupirebbe molto sapere

che già da parecchio

il caso stava giocando con loro.

 

non ancora del tutto pronto

a mutarsi per loro in destino,

li avvicinava, li allontanava,

gli tagliava la strada

e soffocando un risolino

si scansava con un salto.

 

vi furono segni, segnali,

che importa se indecifrabili.

forse tre anni fa

o il martedì scorso

una fogliolina volò via

da una spalla all'altra?

qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.

chissà, era forse la palla

tra i cespugli dell'infanzia?

 

vi furono maniglie e campanelli

in cui anzitempo

un tocco si posava sopra un tocco.

valigie accostate nel deposito bagagli.

una notte, forse, lo stesso sogno,

subito confuso al risveglio.

 

ogni inizio infatti

è solo un seguito

e il libro degli eventi

è sempre aperto a metà.

 

[wislawa szymborska]

"Ad alcuni piace la poesia". Il mondo poetico di Wislawa Szymborska. A cura di Stefania La Via. 7/07/2008

Ambos están convencidos

de que los ha unido un sentimiento repentino.

Es hermosa esa seguridad,

pero la inseguridad es más hermosa.

 

Imaginan que como antes no se conocían

no había sucedido nada entre ellos.

Pero ¿qué decir de las calles, las escaleras, los pasillos

en los que hace tiempo podrían haberse cruzado?

 

Me gustaría preguntarles

si no recuerdan

-quizá un encuentro frente a frente

alguna vez en una puerta giratoria,

o algún "lo siento"

o el sonido de "se ha equivocado" en el teléfono-,

pero conozco su respuesta.

No recuerdan.

 

Se sorprenderían

de saber que ya hace mucho tiempo

que la casualidad juega con ellos,

una casualidad no del todo preparada

para convertirse en su destino,

que los acercaba y alejaba,

que se interponía en su camino

y que conteniendo la risa

se apartaba a un lado.

 

Hubo signos, señales,

pero qué hacer si no eran comprensibles.

¿No habrá revoloteado

una hoja de un hombro a otro

hace tres años

o incluso el último martes?

 

Hubo algo perdido y encontrado.

Quién sabe si alguna pelota

en los matorrales de la infancia.

Hubo picaportes y timbres

en los que un tacto

se sobrepuso a otro tacto.

Maletas, una junto a otra, en una consigna.

Quizá una cierta noche el mismo sueño

desaparecido inmediatamente después de despertar.

 

Todo principio

no es mas que una continuación,

y el libro de los acontecimientos

se encuentra siempre abierto a la mitad.

 

"Good and evil --

they knew little of them, but knew all:

when evil triumphs, good goes into hiding;

when good is manifest, then evil lies low.

Neither can be conquered

or cast off beyond return.

Hence, if joy, then with a touch of fear;

if despair, then not without some quiet hope.

Life, however long, will always be short.

Too short for anything to be added."

 

~ Wislawa Szymborska, 1923- ~

From "Our Ancestors' Short Lives"

Seen and noted: Beautiful poem by Polish poet Wislawa Szymborska from Cracow. Published by United Nations. Photography by Jurek Wajdowicz. National Library. Designed by Emerson, Wajdowicz Studios of New York. Seen at Paris library. Powerful in our eyes.

Associated Press photo which originally appeared in the New York Post.

 

There were just so so many people wandering the streets looking for the lost and the missing.

 

Photograph from September 11

 

They jumped from the burning floors—

one, two, a few more,

higher, lower.

 

The photograph halted them in life,

and now keeps them

above the earth toward the earth.

 

Each is still complete,

with a particular face

and blood well hidden.

 

There’s enough time

for hair to come loose,

for keys and coins

to fall from pockets.

 

They’re still within the air’s reach,

within the compass of places

that have just now opened.

 

I can do only two things for them—

describe this flight

and not add another word.

 

Wislawa Szymborska

 

Trabajo realizado por encargo, los fragmentos poéticos corresponden a Wislawa Szymborska y Octavio Paz.

"I’d have to be really quick

to describe clouds -

a split second’s enough

for them to start being something else.

 

Their trademark:

they don’t repeat a single

shape, shade, pose, arrangement.

 

Unburdened by memory of any kind,

they float easily over the facts.

 

What on earth could they bear witness to?

They scatter whenever something happens.

 

Compared to clouds,

life rests on solid ground,

practically permanent, almost eternal.

 

Next to clouds

even a stone seems like a brother,

someone you can trust,

while they’re just distant, flighty cousins.

 

Let people exist if they want,

and then die, one after another:

clouds simply don't care

what they're up to

down there.

 

And so their haughty fleet

cruises smoothly over your whole life

and mine, still incomplete.

 

They aren't obliged to vanish when we're gone.

They don't have to be seen while sailing on."

 

~ Wislawa Szymborska, 1923- ~

 

Translated by Stanislaw Baranczak and Clare Cavanagh

Located on the footpath outside of Luna on SX.

Google tells me that it's from the poem "Under One Small Star" by Wislawa Szymborska: www.cs.rice.edu/~ssiyer/minstrels/poems/224.html

 

Fremantle, Western Australia.

Dunque ci sei? Dritto all'attimo ancora socchiuso?

La rete aveva un solo buco, e tu proprio da lì?

Non c'è fine al mio stupore, al mio tacerlo.

Ascolta

come mi batte forte il tuo cuore.

 

Wislawa Szymborska

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We have a soul at times.

No one's got it non-stop,

for keeps.

 

Day after day,

year after year

may pass without it.

 

Sometimes

it will settle for awhile

only in childhood's fears and raptures.

Sometimes only in astonishment

that we are old.

 

It rarely lends a hand

in uphill tasks,

like moving furniture,

or lifting luggage,

or going miles in shoes that pinch.

 

It usually steps out

whenever meat needs chopping

or forms have to be filled.

 

For every thousand conversations

it participates in one,

if even that,

since it prefers silence.

 

Just when our body goes from ache to pain,

it slips off-duty.

 

It's picky:

it doesn't like seeing us in crowds,

our hustling for a dubious advantage

and creaky machinations make it sick.

 

Joy and sorrow

aren't two different feelings for it.

It attends us

only when the two are joined.

 

We can count on it

when we're sure of nothing

and curious about everything.

 

Among the material objects

it favors clocks with pendulums

and mirrors, which keep on working

even when no one is looking.

 

It won't say where it comes from

or when it's taking off again,

though it's clearly expecting such questions.

 

We need it

but apparently

it needs us

for some reason too.

 

~ Wislawa Szymborska ~

 

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Numero sbagliato

  

Nella pinacoteca squillò il telefono,

squillò a mezzanotte tra i quadri alle pareti;

poteva svegliare i dormienti, se c’erano,

ma qui abitano solo insonni profeti,

soltanto re sbiancano al chiarore lunare,

del tutto indifferenti a quel che c’è da guardare

e, vivace all’aspetto, la moglie del notaio

osserva l’aggeggio che squilla sul caminetto.

ma no, non mette via il suo bel ventaglio,

come gli altri resta appesa, colta sul non fatto.

Superbamente assenti, con ricche vesti o senza,

trattano quell’allarme con noncuranza,

in essa c’è, lo giuro, assai più humor nero

che se dalla cornice scendesse un condottiero

(a cui solo il silenzio fa fischiare le orecchie).

E il fatto che qualcuno continui a richiamare,

provando in buona fede all’apparecchio

un numero inesatto? E’ vivo, può sbagliare.

 

Wislawa Szymborska

After dark, they started scrolling projections of poetry and prose on the Guggenheim building. This one is by Wislawa Szymborska, "Could Have"

"Devo molto

a quelli che non amo.

Il sollievo con cui accetto

che siano più vicini a un altro.

 

La gioia di non essere io

il lupo dei loro agnelli.

 

Mi sento in pace con loro

e in libertà con loro,

e questo l'amore non può darlo,

n´ riesce a toglierlo.

 

Non li aspetto

dalla porta alla finestra.

Paziente

quasi come un orologio solare,

capisco

ciò che l'amore non capisce,

perdono

ciò che l'amore non perdonerebbe mai.

 

Da un incontro a una lettera

passa non un'eternità,

ma solo qualche giorno o settimana.

 

I viaggi con loro vanno sempre bene,

i concerti sono ascoltati fino in fondo,

le cattedrali visitate,

i paesaggi nitidi.

 

E quando ci separano

sette monti e fiumi,

sono monti e fiumi

che si trovano in ogni atlante.

 

E' merito loro

se vivo in tre dimensioni,

in uno spazio non lirico e non retorico,

con un orizzonte vero, perchè mobile.

 

Loro stessi non sanno

quanto portano nelle mani vuote.

 

"Non devo loro nulla" -

direbbe l'amore

su questa questione aperta"

 

(Ringraziamento_Wislawa Szymborska)

"There's no life

that couldn't be immortal

if only for a moment.

 

Death

always arrives by that very moment too late.

 

In vain it tugs at the knob

of the invisible door.

As far as you've come

can't be undone."

 

~ Wislawa Szymborska, 1923- ~

From "On Death, Without Exaggeration"

 

Isle of Skye Set

"...morire quanto necessario, senza eccedere.

Ricrescere quanto occorre da ciò che si è salvato..."

 

(Autonomia_Wislawa Szymborska)

[...]

 

Nothing has changed.

Except for the course of boundaries,

the line of forests, coasts, deserts and glaciers.

Amid these landscapes traipses the soul,

disappears, comes back, draws nearer, moves away,

alien to itself, elusive, at times certain,

at others uncertain of its own existence,

while the body is and is and is

and has no place of its own.

 

~ Wislawa Szymborska ~

  

Inspired by Lynn - heartfelt thanks! :-)

 

 

Chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.

Non si arrabbi la felicità se la prendo per mia....

  

Chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte.

~ Soul, don't take offense that I've only got you now and then.

My apologies to everything that I can't be everywhere at once.

My apologies to everyone that I can't be each woman and each man.

I know I won't be justified as long as I live,

since I myself stand in my own way.

Don't bear me ill will, speech, that I borrow weighty words,

then labor heavily so that they may seem light.

 

~ Wislawa Szymborska

"This is not a dirge - no, its only indignation.

An angel made of earthbound protein,

a living kite with glands straight from the Song of Songs,

singular in air, without number in the hand,

its tissues tied into a common knot

of place and time, an Aristotelian drama

unfolding to the wings' applause,

falls down and lies beside a stone,

which in its own archaic, simpleminded way

sees life as a chain of failed attempts."

 

~ Wislawa Szymborska, 1923- ~

From "Returning Birds"

   

You can see from the video below just how much this is zoomed.

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