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La cipolla è un’altra cosa

Interiora non ne ha.

Completamente cipolla

fino alla cipollità.

Cipolluta di fuori,

cipollosa fino al cuore,

potrebbe guardarsi dentro

senza provare timore.

In noi ignoto e selve

di pelle appena coperti,

interni d’inferno,

violenta anatomia,

ma nella cipolla – cipolla,

non visceri ritorti.

Lei più e più volte nuda,

fin nel fondo e così via.

Coerente è la cipolla,

riuscita è la cipolla.

Nell’una ecco sta l’altra,

nella maggiore la minore,

nella seguente la successiva,

cioè la terza e la quarta.

Una centripeta fuga.

Un’eco in coro composta.

La cipolla, d’accordo:

il più bel ventre del mondo.

A propria lode di aureole

da sé si avvolge in tondo.

In noi – grasso, nervi, vene,

muchi e secrezioni.

E a noi resta negata

l’idiozia della perfezione.

Wislawa Szymborska

Wislawa Szymborska #Dixit "If by Chance" / "Si acaso"

 

Podía ocurrir.

Tenía que ocurrir.

Ocurrió antes. Después.

Más cerca. Más lejos. Ocurrió; no a ti.

Te salvaste porque fuiste el primero.

Te salvaste porque fuiste el último.

Porque estabas solo. Porque la gente.

Porque a la izquierda. Porque a la derecha.

Porque llovía. Porque había sombra.

Porque hacía sol.

Por fortuna había allí un bosque.

Por fortuna no había árboles.

Por fortuna una vía, un gancho, una viga, un freno,

un marco, una curva, un milímetro, un segundo.

Por fortuna una cuchilla nadaba en el agua.

Debido a, ya que, y en cambio, a pesar de.

Qué hubiera ocurrido si la mano, el pie,

a un paso, por un pelo,

por casualidad.

¿Ah, estás? ¿Directamente de un momento todavía entreabierto?

¿La red tenía un solo punto, y tú a través de ese punto?

No dejo de asombrarme, de quedarme sin habla.

Escucha

qué deprisa me late tu corazón.

Sono entrambi convinti

che un sentimento improvviso li unì.

E' bella una tale certezza

ma l'incertezza è più bella.

 

Non conoscendosi prima, credono

che non sia mai successo nulla fra loro.

Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi

dove da tempo potevano incrociarsi?

 

Vorrei chiedere loro

se non ricordano -

una volta un faccia a faccia

forse in una porta girevole?

uno "scusi" nella ressa?

un "ha sbagliato numero" nella cornetta?

- ma conosco la risposta.

No, non ricordano.

 

Li stupirebbe molto sapere

che già da parecchio

il caso stava giocando con loro.

 

Non ancora del tutto pronto

a mutarsi per loro in destino,

li avvicinava, li allontanava,

gli tagliava la strada

e soffocando un risolino

si scansava con un salto.

 

Vi furono segni, segnali,

che importa se indecifrabili.

Forse tre anni fa

o il martedì scorso

una fogliolina volò via

da una spalla all'altra?

Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.

Chissà, era forse la palla

tra i cespugli dell'infanzia?

 

Vi furono maniglie e campanelli

in cui anzitempo

un tocco si posava sopra un tocco.

Valigie accostate nel deposito bagagli.

Una notte, forse, lo stesso sogno,

subito confuso al risveglio.

 

Ogni inizio infatti

è solo un seguito

e il libro degli eventi

è sempre aperto a metà.

 

-Wislawa Szymborska -

Wislawa Szymborska.

 

When I pronounce the word Future,

the first syllable already belongs to the past.

When I pronounce the word Silence,

I destroy it.

 

youtu.be/0DU4XfQjLgc?si=Ctfz_JtAVpvEJjvl

“La tristeza ha venido como un buque vacío”

Francisco Umbral.

youtu.be/sUwH7wjH4Mo?si=vOjRFKIA_LMTXZYH

 

Porque somos de quienes

nos buscan en los días averiados.

De quienes se enamoran

de nuestra ruina

como si paseasen por Pompeya.

 

Igual que cuando Miguel Hernández

recitó su duelo por Sijé

subido en una mísera escalera.

 

Qué desconocidos fuimos

si tan sólo llegamos a amarnos.

También debimos ser

cómplices en la decadencia.

By Francisco Javier Fernández Espinosa.

  

Sadness has come like an empty ship” Francisco Umbral.

 

Because we are the ones they look for us on bad days.

 

Who they fall in love with of our ruin as if they were walking through Pompeii.

Just like when Miguel Hernández He recited his mourning for Sijé climbed a miserable ladder.

 

How unknown we were If only we come to love each other. We should also have been complicit in the decline.

 

Thank you very much for inviting my photo to groups❤️

Happy Valentine's Day with a famous, wonderful poem by Wisława Szymborska

 

Amore a prima vista

 

Sono entrambi convinti

che un sentimento improvviso li unì.

È bella una tale certezza

ma l’incertezza è più bella.

 

Non conoscendosi, credono

che non sia mai successo nulla tra loro.

Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi

dove da tempo potevano incrociarsi?

 

Vorrei chiedere loro

se non ricordano -

una volta un faccia a faccia

in qualche porta girevole?

uno “scusi” nella ressa?

un “ha sbagliato numero” nella cornetta?

- ma conosco la risposta.

No, non ricordano.

 

Li stupirebbe molto sapere

che già da parecchio tempo

il caso stava giocando con loro.

 

Non ancora del tutto pronto

a mutarsi per loro in destino,

li avvicinava, li allontanava,

gli tagliava la strada

e soffocando una risata

si scansava con un salto.

 

Vi furono segni, segnali,

che importa se indecifrabili.

Forse tre anni fa

o lo scorso martedì

una fogliolina volò via

da una spalla a un’altra?

Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.

Chissà, era forse la palla

tra i cespugli dell’infanzia?

 

Vi furono maniglie e campanelli

su cui anzitempo

un tocco si posava sopra un tocco.

Valigie accostate nel deposito bagagli.

Una notte, forse, lo stesso sogno,

subito confuso al risveglio.

 

Ogni inizio infatti

è solo un seguito,

e il libro degli eventi

è sempre aperto a metà.

 

–---------------

 

Love at First Sight

 

They’re both convinced

that a sudden passion joined them.

Such certainty is beautiful,

but uncertainty is more beautiful still.

 

Since they’d never met before, they’re sure

that there’d been nothing between them.

But what’s the word from the streets, staircases, hallways—

perhaps they’ve passed by each other a million times?

 

I want to ask them

if they don’t remember—

a moment face to face

in some revolving door?

perhaps a “sorry” muttered in a crowd?

a curt “wrong number” caught in the receiver?—

but I know the answer.

No, they don’t remember.

 

They’d be amazed to hear

that Chance has been toying with them

now for years.

 

Not quite ready yet

to become their Destiny,

it pushed them close, drove them apart,

it barred their path,

stifling a laugh,

and then leaped aside.

 

There were signs and signals,

even if they couldn’t read them yet.

Perhaps three years ago

or just last Tuesday

a certain leaf fluttered

from one shoulder to another?

Something was dropped and then picked up.

Who knows, maybe the ball that vanished

into childhood’s thicket?

 

There were doorknobs and doorbells

where one touch had covered another

beforehand.

Suitcases checked and standing side by side.

One night, perhaps, the same dream,

grown hazy by morning.

 

Every beginning

is only a sequel, after all,

and the book of events

is always open halfway through.

 

–---------------

 

Miłość od pierwszego wejrzenia

 

Obo-je są prze-ko-na-ni,

że po-łą-czy-ło ich uczu-cie na-głe.

Pięk-na jest taka pew-ność,

ale nie-pew-ność jest pięk-niej-sza.

 

Są-dzą, że sko-ro nie

zna-li się wcze-śniej,

nic mię-dzy nimi ni-g-dy się nie dzia-ło.

A co na to uli-ce, scho-dy, ko-ry-ta-rze,

na któ-rych mo-gli się od daw-na mi-jać?

 

Chcia-ła-bym ich za-py-tać,

czy nie pa-mię-ta-ją -

może w drzwiach ob-ro-to-wych

kie-dyś twa-rzą w twarz?

ja-kieś ,,prze-pra-sza-m'' w ści-sku?

głos ,,po-mył-ka-'' w słu-chaw-ce?

- ale znam ich od-po-wiedź.

Nie, nie pa-mię-ta-ją.

 

Bar-dzo by ich zdzi-wi-ło,

że od dłuż-sze-go już cza-su

ba-wił się nimi przy-pa-dek.

 

Jesz-cze nie cał-kiem go-tów

za-mie-nić się dla nich w los,

zbli-żał ich i od-da-lał,

za-bie-gał im dro-gę

i tłu-miąc chi-chot

od-ska-ki-wał w bok.

 

Były zna-ki, sy-gna-ły,

cóż z tego, że nie-czy-tel-ne.

Może trzy lata temu

albo w ze-szły wto-rek

pe-wien li-stek prze-fru-nął

z ra-mie-nia na ra-mię?

Było coś zgu-bio-ne-go i pod-nie-sio-ne-go.

Kto wie, czy już nie pił-ka

w za-ro-ślach dzie-ciń-stwa?

 

Były klam-ki i dzwon-ki,

na któ-rych za-wcza-su

do-tyk kładł się na do-tyk.

Wa-liz-ki obok sie-bie w prze-cho-wal-ni.

Był może pew-nej nocy jed-na-ko-wy sen,

na-tych-miast po zbu-dze-niu za-ma-za-ny.

 

Każ-dy prze-cież po-czą-tek

to tyl-ko ciąg dal-szy,

a księ-ga zda-rzeń

za-wsze otwar-ta w po-ło-wie.

Nulla accade due volte.

Non c’è giorno che ritorni,

non due notti uguali uguali,

né due baci somiglianti,

né due sguardi tali e quali.

 

Wislawa Szymborska

Non c'è vita

che almeno per un attimo

non sia stata immortale.

La morte

è sempre in ritardo di quell'attimo.

Invano scuote la maniglia

d'una porta invisibile.

A nessuno può sottrarre

il tempo raggiunto.

 

Wislawa Szymborska

Wislawa Szymborska:

  

I have no regrets for spring

came again.

I do not blame it

for fulfilling every year

its duties.

 

I understand that my sadness

will not stop the verdure.

The blade, if it's swinging,

it's only in the wind.

 

It's not saddening me,

that clumps of alder on the water

have a reason to whisper again.

 

I observe

that - as if you were still alive -

the shore of a certain lake

remained as beautiful as it was.

 

I have no bitterness

to look just to see

the sun-drenched bay.

 

I can imagine

some other than us

sitting right now

on a fallen birch stump.

 

I respect their right

to whisper, to laugh

and for happy silence.

 

I assume

that love binds them

and that he embraces her

by a living arm.

 

Some young feathers

rustling in the reeds.

sincerely I wish,

that they would hear them.

 

I don't demand any change

from the coastal waves,

now agile, now lazy

and disobeying me.

 

I do not demand anything

from the depths of the forest,

once an emerald,

once sapphire,

once black.

 

I can not agree with one thing.

Coming back there.

The privilege of being present -

I gave up.

 

I survived you enough

and only enough,

to think from a distance.

  

youtu.be/-mVZbGedk9w?si=4btQTx_kLMU6MwIG

Sono entrambi convinti

che un sentimento improvviso li unì.

E' bella una tale certezza

ma l'incertezza è più bella.

 

Non conoscendosi prima, credono

che non sia mai successo nulla fra loro.

Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi

dove da tempo potevano incrociarsi?

 

Vorrei chiedere loro

se non ricordano -

una volta un faccia a faccia

forse in una porta girevole?

uno "scusi" nella ressa?

un "ha sbagliato numero" nella cornetta?

- ma conosco la risposta.

No, non ricordano.

 

Li stupirebbe molto sapere

che già da parecchio

il caso stava giocando con loro.

 

Non ancora del tutto pronto

a mutarsi per loro in destino,

li avvicinava, li allontanava,

gli tagliava la strada

e soffocando un risolino

si scansava con un salto.

 

Vi furono segni, segnali,

che importa se indecifrabili.

Forse tre anni fa

o il martedì scorso

una fogliolina volò via

da una spalla all'altra?

Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.

Chissà, era forse la palla

tra i cespugli dell'infanzia?

 

Vi furono maniglie e campanelli

in cui anzitempo

un tocco si posava sopra un tocco.

Valigie accostate nel deposito bagagli.

Una notte, forse, lo stesso sogno,

subito confuso al risveglio.

 

Ogni inizio infatti

è solo un seguito

e il libro degli eventi

è sempre aperto a metà.

 

Wislawa Szymborska

––––• -• •- •––––

 

Il cielo

 

Da qui si doveva cominciare: il cielo.

Finestra senza davanzale, telaio, vetri.

Un'apertura e nulla più,

ma spalancata.

 

Non devo attendere una notte serena,

né alzare la testa,

per osservare il cielo.

L'ho dietro a me, sottomano e sulle palpebre.

Il cielo mi avvolge ermeticamente

e mi solleva dal basso.

 

Perfino le montagne più alte

non sono più vicine al cielo

delle valli più profonde.

In nessun luogo ce n'è più

che in un altro.

La nuvola è schiacciata dal cielo

inesorabilmente come la tomba.

La talpa è al settimo cielo

come il gufo che scuote le ali.

La cosa che cade in un abisso

cade da cielo a cielo.

 

Friabili, fluenti, rocciosi,

infuocati e aerei,

distese di cielo, briciole di cielo,

folate e cumuli di cielo.

Il cielo è onnipresente

perfino nel buio sotto la pelle.

 

Mangio cielo, evacuo cielo.

Sono una trappola in trappola,

un abitante abitato,

un abbraccio abbracciato,

una domanda in risposta a una domanda.

 

La divisione in cielo e terra

non è il modo appropriato

di pensare a questa totalità.

Permette solo di sopravvivere

a un indirizzo più esatto,

più facile da trovare,

se dovessero cercarmi.

Miei segni particolari:

incanto e disperazione.

 

Da: "Vista con granello di sabbia"

 

[ Wislawa Szymborska ]

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

 

Island where all becomes clear.

 

Solid ground beneath your feet.

 

The only roads are those that offer access.

 

Bushes bend beneath the weight of proofs.

 

The Tree of Valid Supposition grows here

with branches disentangled since time immermorial.

 

The Tree of Understanding, dazzling staight and simple.

sprouts by the spring called Now I Get It.

 

The thicker the woods, the vaster the vista:

the Valley of Obviously.

 

If any doubts arise, the wind dispels them instantly.

 

Echoes stir unsummoned

and eagerly explain all the secrets of the worlds.

 

On the right a cave where Meaning lies.

 

On the left the Lake of Deep Conviction.

Truth breaks from the bottom and bobs to the surface.

 

Unshakable Confidence towers over the valley.

Its peak offers an excellent view of the Essence of Things.

 

For all its charms, the island is uninhabited,

and the faint footprints scattered on its beaches

turn without exception to the sea.

 

As if all you can do here is leave

and plunge, never to return, into the depths.

 

Into unfathomable life.

 

~ Wislawa Szymborska ~

 

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

  

"Four billion people on this earth,

but my imagination is the way it's always been:

bad with large numbers.

It is still moved by particularity.

It flits about the darkness like a flashlight beam,

disclosing only random faces,

while the rest go blindly by,

unthought of, unpitied.

Not even a Dante could have stopped that.

So what do you do when you're not,

even with all the muses on your side?

 

Non omnis moriar—a premature worry.

Yet am I fully alive, and is that enough?

It never has been, and even less so now.

I select by rejecting, for there's no other way,

but what I reject, is more numerous,

more dense, more intrusive than ever.

At the cost of untold losses—a poem, a sigh.

I reply with a whisper to a thunderous calling.

How much I am silent about I can't say.

A mouse at the foot of mother mountain.

Life lasts as long as a few lines of claws in the sand."

 

~ Wislawa Szymborska, 1923- ~

From "A Large Number"

 

“But they know about us, they know,

the four corners, and the chairs nearby us.

Discerning shadows also know,

and even the table keeps quiet.”

 

Wislawa Szymborska

En estos días en que el mar, lo navego desde la imaginación.

En estos días que sale el sol y lo tengo que mirar desde la ventana.

En estos días en que todo el personal sanitario está ahí al pie del cañón dejándose la piel, vaya un abrazo oceánico desde nuestra jaula incontaminada y ánimo.(M.A.S.)

 

youtu.be/PZ_pERWHFNE

(Manu Chao)

Añadir un fragmento de la poesía "Laberinto" Wislawa Szymborska

 

Y ahora,

unos pasos de pared a pared,

por esta escalera que sube,

o por aquella que baja,

y luego un poco a la izquierda,

sino a la derecha,

del muro al fondo del muro

hasta el séptimo umbral,

de donde sea, adonde sea,,

hasta el cruce

donde convergen,

para volver a dispersarse,

tus esperanzas, errores,

fracasos,

pruebas, retos y nuevas esperanzas.

"The lake's floor exists floorlessly,

and its shores exist shorelessly.

Its water feels itself neither wet nor dry

and its waves to themselves are neither singular nor plural.

They splash deaf to their own noise

on pebbles neither large nor small.

 

And all this beneath a sky by nature skyless

in which the sun sets without setting at all

and hides without hiding behind an unminding cloud.

The wind ruffles it, its only reason being

that it blows.

 

A second passes.

A second second.

A third.

But they are three seconds only for us."

 

~ Wislawa Szymborska, 1923- ~

From "View with a Grain of Sand"

Sono entrambi convinti

che un sentimento improvviso li unì.

È bella una tale certezza

ma l’incertezza è più bella.

 

Non conoscendosi, credono

che non sia mai successo nulla fra loro.

Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi

dove da molto tempo potevano incrociarsi?

 

Vorrei chiedere loro

se non ricordano –

una volta un faccia a faccia

in qualche porta girevole?

uno « scusi » nella ressa?

un « ha sbagliato numero » nella cornetta?

– ma conosco la risposta.

No, non ricordano.

 

Li stupirebbe molto sapere

che già da parecchio tempo

il caso giocava con loro.

 

Non ancora pronto del tutto

a mutarsi per loro in destino,

li avvicinava, li allontanava,

tagliava loro la strada

e soffocando una risata

con un salto si scansava.

 

Vi furono segni, segnali,

che importa se indecifrabili.

Forse tre anni fa

o lo scorso martedì

una fogliolina volò via

da una spalla a un’altra?

Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.

Chissà, forse già la palla

tra i cespugli dell’infanzia?

 

Vi furono maniglie e campanelli

su cui anzitempo

un tocco si posava su un tocco.

Valigie accostate nel deposito bagagli.

Una notte, forse, lo stesso sogno,

subito confuso al risveglio.

 

Ogni inizio infatti

è solo un seguito

e il libro degli eventi

è sempre aperto a metà.

 

(Wisława Szymborska)

No day copies yesterday,

no two nights will teach what bliss is

in precisely the same way,

with precisely the same kisses.

W.S.

Sono entrambi convinti

che un sentimento improvviso li unì.

È bella una tale certezza

ma l’incertezza è più bella.

Non conoscendosi, credono

che non sia mai successo nulla fra loro.

Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi

dove da tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro

se non ricordano –

una volta un faccia a faccia

in qualche porta girevole?

uno ‘scusi’ nella ressa?

un ‘ha sbagliato numero’ nella cornetta?

- ma conosco la risposta.

No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere

che già da parecchio tempo

il caso giocava con loro.

Non ancora pronto del tutto

a mutarsi per loro in destino,

li avvicinava, li allontanava,

gli tagliava la strada

e soffocando una risata

con un salto si scansava.

Vi furono segni, segnali,

che importa se indecifrabili.

Forse tre anni fa

o lo scorso martedì

una fogliolina volò via

da una spalla a un’altra?

Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.

Chissà, forse già la palla

tra i cespugli dell’infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli

su cui anzitempo

un tocco si posava su un tocco.

Valigie accostate nel deposito bagagli.

Una notte, forse, lo stesso sogno,

subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti

è solo un seguito

e il libro degli eventi

è sempre aperto a metà.

 

Amore a prima vista-Wislawa Szymborska

La vita – è il solo modo

per coprirsi di foglie,

prendere fiato sulla sabbia,

sollevarsi sulle ali;

essere un cane,

o carezzarlo sul suo pelo caldo;

distinguere il dolore

da tutto ciò che dolore non è;

stare dentro gli eventi,

dileguarsi nelle vedute,

cercare il più piccolo errore.

Un'occasione eccezionale

per ricordare per un attimo

di che si è parlato

a luce spenta;

e almeno per una volta

inciampare in una pietra,

bagnarsi in qualche pioggia,

perdere le chiavi tra l'erba;

e seguire con gli occhi una scintilla di vento;

e persistere nel non sapere

qualcosa d'importante.

 

Wislawa Szymborska

Listen… how quickly your heart is beating in me

 

[ from "any case", wislawa szymborska ]

inwardboundpoetry.blogspot.it/2006/05/117-any-case-wislaw...

 

More fun with Picasa layering.

 

"They lived within life.

Pierced by that great wind.

Condemned.

Trapped from birth by departing bodies.

But in them they bore a moist hope,

a flame fuelled by its own flickering.

They really knew what a moment means,

oh any moment, any one at all"

 

~ Wislawa Szymborska, 1923- ~

From "Soliloquy for Cassandra"

Ok - so I am going mad with moon shots ... but to explain, I am trying out a new teleconversion lens (Sony VCL-DH1758) on my S5. This shot was handheld and only the contrast was adjusted.

Large On Black

 

"We'd been offered a trip

from which we would surely be returning soon,

wouldn't we.

 

A trip outside eternity -

monotonous, no matter what they say,

and foreign to time's flow.

The chance may never come our way again.

 

We were besieged by doubts -

does knowing everything beforehand

really mean knowing everything.

 

Is a decision made in advance

really any kind of choice.

Wouldn't we be better off

dropping the subject

and making our minds up

once we get there.

 

We looked at the earth.

Some daredevils were already living there.

 

A feeble weed

clung to a rock,

trusting blindly

that the wind wouldn't tear it off.

 

A small animal

dug itself from its burrow

with an energy and hope

that puzzled us.

 

We struck ourselves as prudent,

petty and ridiculous.

 

~ Wislawa Szymborska, ~

From "One Version of Events"

Prospettiva -

da Due punti -

 

Si sono incrociati come estranei,

senza un gesto o una parola,

lei diretta al negozio,

lui alla sua auto.

 

Forse smarriti

O distratti

O immemori

Di essersi, per un breve attimo,

amati per sempre.

 

D'altronde nessuna garanzia

Che fossero loro.

Sì, forse, da lontano,

ma da vicino niente affatto.

 

Li ho visti dalla finestra

E chi guarda dall'alto

Sbaglia più facilmente.

 

Lei è sparita dietro la porta a vetri,

lui si è messo al volante

ed è partito in fretta.

Cioè, come se nulla fosse accaduto,

anche se è accaduto.

 

E io, solo per un istante

Certa di quel che ho visto,

cerco di persuadere voi, lettori,

con brevi versi occasionali

quanto triste è stato.

 

Wislawa Szymborska

This is a mirror I made after reading a fabulous poem called "Miracle Fair" by Wislawa Szymborska. A few of my favorite stanzas:

 

"The Commonplace miracle;

that so many common miracles take place.

 

The usual miracle:

invisible dogs barking

in the dead of night.

 

Several miracles in one:

an alder is reflected in the water

and is reversed from left to right

and grows from crown to root

and never hits bottom

though the water isn't deep.

 

An extra miracle, extra and ordinary:

the unthinkable

can be thought."

 

This poem puts me in such a grateful and wide-eyed state of mind, and I tried to translate that feeling into this piece.

 

It measures 10 x 10" and is a mixed-media mosaic on a sealed wooden base. Rigged for hanging.

 

I made the purple polymer clay tiles and then combined them with tempered glass over a painting that includes the text of the poem. I never intended for the words to be legible (you have to really look to see them). I just wanted them there.

 

As far as I know I'm the only mosaic artist who is combining her own handmade polymer clay tiles with tempered glass.

 

See profile for etsy site.

Artist: Sandra Djurbuzovic

Mali oglasi

Mixed media

2019

 

Mali oglasi

***

Vraćam se ljubavi.

Pažnja! Šansa!

Na prošlogodišnjoj travi

na suncu do guše

ležite a vetar pleše

(onaj lanjski

kolovođa vaše kose).

Ponude slati pod: San.

***

Vislava Šimborska

(recipient of the Nobel Prize in Literature 1996)

 

youtu.be/rqrrKHxxRKk

10x10cm carton

 

So that is she, the only one

who did not choose him

  

from the poem Birth of woman by Wislawa Szymborska

 

--

© This photograph is copyrighted. Under no circumstances can it be reproduced, distributed, modified, copied, posted to websites or printed or published in media or other medium or used for commercial or other uses without the prior written consent and permission of the photographer.

 

Have a wonderful weekend!

 

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

 

When I pronounce the word Future,

the first syllable already belongs to the past.

 

When I pronounce the word Silence,

I destroy it.

 

When I pronounce the word Nothing,

I make something no nonbeing can hold.

 

~ Wislawa Szymborska ~

 

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

"Why do we treat the fleeting day

with so much needless fear and sorrow?

It's in its nature not to stay:

Today is always gone tomorrow."

 

~ Wislawa Szymborska, 1923- ~

From "Nothing Twice"

 

It is so easy to let the days slip by .... and sometimes we fear that we have achieved nothing .... but if you spend some moments appreciating the world about you then you have not lost a day but gained from the beauty of simple things.

 

Have a good weekend, friends.

Keep up the good work, if only for a while, if only for the twinkling of a tiny galaxy.

- Wislawa Szymborska -(Polish Poet)

Berlin

 

On the tragic mountain passes

the wind blows hats off heads

and we cannot help--

but laugh.

 

Wislawa Szymborska

.

  

Commonplace miracle:

that so many commonplace miracles happen.

 

An ordinary miracle:

in the dead of night

the barking of invisible dogs.

 

One miracle out of many:

a small, airy cloud

yet it can block a large and heavy moon.

 

Several miracles in one:

an alder tree reflected in the water,

and that it's backwards left to right

and that it grows there, crown down

and never reaches the bottom,

even though the water is shallow.

 

An everyday miracle:

winds weak to moderate

turning gusty in storms.

  

.

"How many of those I knew

(if I really knew them),

men, women

(if the distinction still holds)

have crossed that threshold

(if it is a threshold)

passed over that bridge

(if you can call it a bridge) -

 

How many, after a shorter or longer life

(if they still see a difference),

good, because it's beginning,

bad, because it's over

(if they don't prefer the reverse),

have found themselves on the far shore

(if they found themselves at all

and if another shore exists) -

 

I've been given no assurance

as concerns their future fate

(if there is one common fate

and if it is still fate) -

 

It's all

(if that word's not too confining)

behind them now

(if not before them) -

 

How many of them leaped from rushing time

and vanished, ever more mournfully, in the distance

(if you put stock in perspective) -

 

How many

(if the question makes sense,

if one can verify a final sum

without including oneself)

have sunk into that deepest sleep

(if there's nothing deeper) -

 

See you soon.

See you tomorrow.

see you next time.

They don't want

(if they don't want) to say that anymore.

They've given themselves up to endless

(if not otherwise) silence.

They're only concerned with that

(if only that)

which their absence demands."

 

~ Wislawa Szymborska, 1923- ~

 

All these photos are from tonight - I was entranced to see, first of all, the great silver-lined cloud in front of the sun then the amazing rainbow light behind the cloud. I have heard of this and I think there is a name for these cloud rainbows but I don't know what it is. Finally, the sun pierced the cloud in an eye-burning spot of light illuminating the clouds below so they burned a fiery red.

"Nothing has changed. Except for the course of boundaries,

the line of forests, coasts, deserts and glaciers.

Amid these landscapes traipses the soul,

disappears, comes back, draws nearer, moves away,

alien to itself, elusive, at times certain, at others uncertain of its own existence,

while the body is and is and is

and has no place of its own. "

 

~ Wislawa Szymborska

 

(from her poem, Tortures)

 

"Nothing has changed.

Except the run of rivers,

the shapes of forests, shores, deserts and glaciers.

The little soul roams among those landscapes,

disappears, returns, draws near, moves away,

evasive and a stranger to itself,

now sure, now uncertain of its own existence,

whereas the body is and is and is

and has nowhere to go."

 

~ Wislawa Szymborska, 1923- ~

From "Tortures"

L’anima la si ha. Ogni tanto.

Nessuno la ha di continuo, per sempre.

Giorni e giorni,

anni dopo anni,

possono passare senza di lei.

A volte nidifica un po’ piu’ a lungo,

sole in estasi e paura dell’infanzia,

a volte solo nello stupore dell’essere vecchi.

Di rado ci da una mano in occupazioni faticose,

come spostare mobili, portare valige

o percorrere le strade con scarpe strette,

quando si compilano moduli,

si trita la carne,

di regola ha il suo giorno libero.

Su mille nostre conversazioni

partecipa ad una,

ed anche a questo non necessariamente,

poiche’ preferisce il silenzio,

quando il corpo comincia a dolerci e dolerci,

smonta di turno, alla chetichella,

e’ schifettosa,

non le piace vederci nella folla,

il nostro lottare per un vantaggio qualunque

e lo strepito degli affari, la disgusta,

gioia e tristezza

non sono per lei due sentimenti diversi,

e’ presente accanto a noi

solo quando essi sono uniti.

Possiamo contare su di lei

quando non siamo sicuri di niente

e curiosi di tutto,

tra gli oggetti materiali

le piacciono gli orologi a pendolo

e gli specchi, che lavorano con zelo

anche quando nessuno guarda.

Non dice da dove viene

e quando sparira’ di nuovo,

ma aspetta chiaramente simili domande.

Si direbbe che

cosi’ come lei a noi,

anche noi siamo necessari a lei,

 

per qualcosa.

  

~ Wislawa Szymborska ~

"Something doesn't start

at its usual time.

Something doesn't happen

as it should.

Someone was always, always here,

then suddenly disappeared

and stubbornly stays disappeared."

 

~ Wislawa Szymborska, 1923- ~

From "Cat in an Empty Apartment"

 

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La poesia -

Ma cos'è mai la poesia?

Più d'una risposta incerta

è stata già data in proposito.

Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo

come alla salvezza di un corrimano

 

Wislawa Szymborska

Jenny Holzer is projecting poetry in honour of playright Samuel Beckett on buildings around London this week. This projection is on the face of St Paul's Church, Covent Garden. It's a fitting subject, since St. Paul's is known as the actor's church.

 

The text is an extract from The joy of writing by Wislawa Szymborska, who won the Nobel Prize for Literature in 1996.

Chiedo scusa al caso se lo chiamo necessità.

Chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.

Non si arrabbi la felicità se la prendo per mia.

Mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria.

Chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante.

Chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo.

Perdonatemi, guerre lontane, se porto fiori a casa.

Perdonatemi, ferite aperte, se mi pungo un dito.

Chiedo scusa a chi grida dagli abissi per il disco col minuetto.

Chiedo scusa alla gente nelle stazioni se dormo alle cinque del mattino.

Perdonami, speranza braccata, se a volte rido.

Perdonatemi deserti, se non corro con un cucchiaio d’acqua.

E tu, falcone, da anni lo stesso, nella stessa gabbia,

immobile, con lo sguardo fisso sempre nello stesso punto,

assolvimi, anche se tu fossi un uccello impagliato.

Chiedo scusa all’albero abbattuto per le quattro gambe del tavolo.

Chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte.

Verità, non prestarmi troppa attenzione.

Serietà, sii magnanima con me.

Sopporta, mistero dell’esistenza, se tiro via fili dal tuo strascico.

Non accusarmi, anima, se ti possiedo di rado.

Chiedo scusa al tutto se non posso essere ovunque.

Chiedo scusa a tutti se non posso essere ognuno e ognuna.

So che finché vivo niente mi giustifica,

perché io stessa mi sono d’ostacolo.

Non avermene, lingua, se prendo in prestito parole patetiche,

e poi fatico per farle sembrare leggere.

 

Sotto una piccola stella

Wislawa Szymborska Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1 febbraio 2012

  

"There are not enough mouths to utter

all your fleeting names, O water.

 

I would have to name you in every tongue,

pronouncing all the vowels at once

 

while also keeping silent - for the sake of the lake

that still goes unnamed.

 

and doesn't exist on this earth, just as the star

reflected in it is not in the sky.

 

Someone was drowning, someone dying

was calling out for you. Long ago, yesterday.

 

You have saved houses from fire, you have carried off

houses and trees, forests and towns alike.

 

You've been in christening fonts and courtesans' baths.

In coffins and kisses.

 

Gnawing at stone, feeding rainbows.

In the sweat and the dew of pyramids and lilacs.

 

How light the raindrop's contents are.

How gently the world touches me.

 

Whenever wherever whatever has happened

is written on water of Babel."

 

~ Wislawa Szymborska, 1923- ~

From the poem "Water" and the book "View with a Grain of Sand"

 

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