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La cipolla è un’altra cosa
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
fino alla cipollità.
Cipolluta di fuori,
cipollosa fino al cuore,
potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.
In noi ignoto e selve
di pelle appena coperti,
interni d’inferno,
violenta anatomia,
ma nella cipolla – cipolla,
non visceri ritorti.
Lei più e più volte nuda,
fin nel fondo e così via.
Coerente è la cipolla,
riuscita è la cipolla.
Nell’una ecco sta l’altra,
nella maggiore la minore,
nella seguente la successiva,
cioè la terza e la quarta.
Una centripeta fuga.
Un’eco in coro composta.
La cipolla, d’accordo:
il più bel ventre del mondo.
A propria lode di aureole
da sé si avvolge in tondo.
In noi – grasso, nervi, vene,
muchi e secrezioni.
E a noi resta negata
l’idiozia della perfezione.
Wislawa Szymborska
Wislawa Szymborska #Dixit "If by Chance" / "Si acaso"
Podía ocurrir.
Tenía que ocurrir.
Ocurrió antes. Después.
Más cerca. Más lejos. Ocurrió; no a ti.
Te salvaste porque fuiste el primero.
Te salvaste porque fuiste el último.
Porque estabas solo. Porque la gente.
Porque a la izquierda. Porque a la derecha.
Porque llovía. Porque había sombra.
Porque hacía sol.
Por fortuna había allí un bosque.
Por fortuna no había árboles.
Por fortuna una vía, un gancho, una viga, un freno,
un marco, una curva, un milímetro, un segundo.
Por fortuna una cuchilla nadaba en el agua.
Debido a, ya que, y en cambio, a pesar de.
Qué hubiera ocurrido si la mano, el pie,
a un paso, por un pelo,
por casualidad.
¿Ah, estás? ¿Directamente de un momento todavía entreabierto?
¿La red tenía un solo punto, y tú a través de ese punto?
No dejo de asombrarme, de quedarme sin habla.
Escucha
qué deprisa me late tu corazón.
Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E' bella una tale certezza
ma l'incertezza è più bella.
Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno "scusi" nella ressa?
un "ha sbagliato numero" nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all'altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?
Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.
-Wislawa Szymborska -
Wislawa Szymborska.
When I pronounce the word Future,
the first syllable already belongs to the past.
When I pronounce the word Silence,
I destroy it.
“La tristeza ha venido como un buque vacío”
Francisco Umbral.
youtu.be/sUwH7wjH4Mo?si=vOjRFKIA_LMTXZYH
Porque somos de quienes
nos buscan en los días averiados.
De quienes se enamoran
de nuestra ruina
como si paseasen por Pompeya.
Igual que cuando Miguel Hernández
recitó su duelo por Sijé
subido en una mísera escalera.
Qué desconocidos fuimos
si tan sólo llegamos a amarnos.
También debimos ser
cómplices en la decadencia.
By Francisco Javier Fernández Espinosa.
Sadness has come like an empty ship” Francisco Umbral.
Because we are the ones they look for us on bad days.
Who they fall in love with of our ruin as if they were walking through Pompeii.
Just like when Miguel Hernández He recited his mourning for Sijé climbed a miserable ladder.
How unknown we were If only we come to love each other. We should also have been complicit in the decline.
Thank you very much for inviting my photo to groups❤️
Happy Valentine's Day with a famous, wonderful poem by Wisława Szymborska
Amore a prima vista
Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
È bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.
Non conoscendosi, credono
che non sia mai successo nulla tra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
in qualche porta girevole?
uno “scusi” nella ressa?
un “ha sbagliato numero” nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio tempo
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando una risata
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o lo scorso martedì
una fogliolina volò via
da una spalla a un’altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell’infanzia?
Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito,
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.
–---------------
Love at First Sight
They’re both convinced
that a sudden passion joined them.
Such certainty is beautiful,
but uncertainty is more beautiful still.
Since they’d never met before, they’re sure
that there’d been nothing between them.
But what’s the word from the streets, staircases, hallways—
perhaps they’ve passed by each other a million times?
I want to ask them
if they don’t remember—
a moment face to face
in some revolving door?
perhaps a “sorry” muttered in a crowd?
a curt “wrong number” caught in the receiver?—
but I know the answer.
No, they don’t remember.
They’d be amazed to hear
that Chance has been toying with them
now for years.
Not quite ready yet
to become their Destiny,
it pushed them close, drove them apart,
it barred their path,
stifling a laugh,
and then leaped aside.
There were signs and signals,
even if they couldn’t read them yet.
Perhaps three years ago
or just last Tuesday
a certain leaf fluttered
from one shoulder to another?
Something was dropped and then picked up.
Who knows, maybe the ball that vanished
into childhood’s thicket?
There were doorknobs and doorbells
where one touch had covered another
beforehand.
Suitcases checked and standing side by side.
One night, perhaps, the same dream,
grown hazy by morning.
Every beginning
is only a sequel, after all,
and the book of events
is always open halfway through.
–---------------
Miłość od pierwszego wejrzenia
Obo-je są prze-ko-na-ni,
że po-łą-czy-ło ich uczu-cie na-głe.
Pięk-na jest taka pew-ność,
ale nie-pew-ność jest pięk-niej-sza.
Są-dzą, że sko-ro nie
zna-li się wcze-śniej,
nic mię-dzy nimi ni-g-dy się nie dzia-ło.
A co na to uli-ce, scho-dy, ko-ry-ta-rze,
na któ-rych mo-gli się od daw-na mi-jać?
Chcia-ła-bym ich za-py-tać,
czy nie pa-mię-ta-ją -
może w drzwiach ob-ro-to-wych
kie-dyś twa-rzą w twarz?
ja-kieś ,,prze-pra-sza-m'' w ści-sku?
głos ,,po-mył-ka-'' w słu-chaw-ce?
- ale znam ich od-po-wiedź.
Nie, nie pa-mię-ta-ją.
Bar-dzo by ich zdzi-wi-ło,
że od dłuż-sze-go już cza-su
ba-wił się nimi przy-pa-dek.
Jesz-cze nie cał-kiem go-tów
za-mie-nić się dla nich w los,
zbli-żał ich i od-da-lał,
za-bie-gał im dro-gę
i tłu-miąc chi-chot
od-ska-ki-wał w bok.
Były zna-ki, sy-gna-ły,
cóż z tego, że nie-czy-tel-ne.
Może trzy lata temu
albo w ze-szły wto-rek
pe-wien li-stek prze-fru-nął
z ra-mie-nia na ra-mię?
Było coś zgu-bio-ne-go i pod-nie-sio-ne-go.
Kto wie, czy już nie pił-ka
w za-ro-ślach dzie-ciń-stwa?
Były klam-ki i dzwon-ki,
na któ-rych za-wcza-su
do-tyk kładł się na do-tyk.
Wa-liz-ki obok sie-bie w prze-cho-wal-ni.
Był może pew-nej nocy jed-na-ko-wy sen,
na-tych-miast po zbu-dze-niu za-ma-za-ny.
Każ-dy prze-cież po-czą-tek
to tyl-ko ciąg dal-szy,
a księ-ga zda-rzeń
za-wsze otwar-ta w po-ło-wie.
Nulla accade due volte.
Non c’è giorno che ritorni,
non due notti uguali uguali,
né due baci somiglianti,
né due sguardi tali e quali.
Wislawa Szymborska
Non c'è vita
che almeno per un attimo
non sia stata immortale.
La morte
è sempre in ritardo di quell'attimo.
Invano scuote la maniglia
d'una porta invisibile.
A nessuno può sottrarre
il tempo raggiunto.
Wislawa Szymborska
Wislawa Szymborska:
I have no regrets for spring
came again.
I do not blame it
for fulfilling every year
its duties.
I understand that my sadness
will not stop the verdure.
The blade, if it's swinging,
it's only in the wind.
It's not saddening me,
that clumps of alder on the water
have a reason to whisper again.
I observe
that - as if you were still alive -
the shore of a certain lake
remained as beautiful as it was.
I have no bitterness
to look just to see
the sun-drenched bay.
I can imagine
some other than us
sitting right now
on a fallen birch stump.
I respect their right
to whisper, to laugh
and for happy silence.
I assume
that love binds them
and that he embraces her
by a living arm.
Some young feathers
rustling in the reeds.
sincerely I wish,
that they would hear them.
I don't demand any change
from the coastal waves,
now agile, now lazy
and disobeying me.
I do not demand anything
from the depths of the forest,
once an emerald,
once sapphire,
once black.
I can not agree with one thing.
Coming back there.
The privilege of being present -
I gave up.
I survived you enough
and only enough,
to think from a distance.
Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E' bella una tale certezza
ma l'incertezza è più bella.
Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno "scusi" nella ressa?
un "ha sbagliato numero" nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all'altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?
Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.
Wislawa Szymborska
––––• -• •- •––––
Il cielo
Da qui si doveva cominciare: il cielo.
Finestra senza davanzale, telaio, vetri.
Un'apertura e nulla più,
ma spalancata.
Non devo attendere una notte serena,
né alzare la testa,
per osservare il cielo.
L'ho dietro a me, sottomano e sulle palpebre.
Il cielo mi avvolge ermeticamente
e mi solleva dal basso.
Perfino le montagne più alte
non sono più vicine al cielo
delle valli più profonde.
In nessun luogo ce n'è più
che in un altro.
La nuvola è schiacciata dal cielo
inesorabilmente come la tomba.
La talpa è al settimo cielo
come il gufo che scuote le ali.
La cosa che cade in un abisso
cade da cielo a cielo.
Friabili, fluenti, rocciosi,
infuocati e aerei,
distese di cielo, briciole di cielo,
folate e cumuli di cielo.
Il cielo è onnipresente
perfino nel buio sotto la pelle.
Mangio cielo, evacuo cielo.
Sono una trappola in trappola,
un abitante abitato,
un abbraccio abbracciato,
una domanda in risposta a una domanda.
La divisione in cielo e terra
non è il modo appropriato
di pensare a questa totalità.
Permette solo di sopravvivere
a un indirizzo più esatto,
più facile da trovare,
se dovessero cercarmi.
Miei segni particolari:
incanto e disperazione.
Da: "Vista con granello di sabbia"
[ Wislawa Szymborska ]
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
Island where all becomes clear.
Solid ground beneath your feet.
The only roads are those that offer access.
Bushes bend beneath the weight of proofs.
The Tree of Valid Supposition grows here
with branches disentangled since time immermorial.
The Tree of Understanding, dazzling staight and simple.
sprouts by the spring called Now I Get It.
The thicker the woods, the vaster the vista:
the Valley of Obviously.
If any doubts arise, the wind dispels them instantly.
Echoes stir unsummoned
and eagerly explain all the secrets of the worlds.
On the right a cave where Meaning lies.
On the left the Lake of Deep Conviction.
Truth breaks from the bottom and bobs to the surface.
Unshakable Confidence towers over the valley.
Its peak offers an excellent view of the Essence of Things.
For all its charms, the island is uninhabited,
and the faint footprints scattered on its beaches
turn without exception to the sea.
As if all you can do here is leave
and plunge, never to return, into the depths.
Into unfathomable life.
~ Wislawa Szymborska ~
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
"Four billion people on this earth,
but my imagination is the way it's always been:
bad with large numbers.
It is still moved by particularity.
It flits about the darkness like a flashlight beam,
disclosing only random faces,
while the rest go blindly by,
unthought of, unpitied.
Not even a Dante could have stopped that.
So what do you do when you're not,
even with all the muses on your side?
Non omnis moriar—a premature worry.
Yet am I fully alive, and is that enough?
It never has been, and even less so now.
I select by rejecting, for there's no other way,
but what I reject, is more numerous,
more dense, more intrusive than ever.
At the cost of untold losses—a poem, a sigh.
I reply with a whisper to a thunderous calling.
How much I am silent about I can't say.
A mouse at the foot of mother mountain.
Life lasts as long as a few lines of claws in the sand."
~ Wislawa Szymborska, 1923- ~
From "A Large Number"
En estos días en que el mar, lo navego desde la imaginación.
En estos días que sale el sol y lo tengo que mirar desde la ventana.
En estos días en que todo el personal sanitario está ahí al pie del cañón dejándose la piel, vaya un abrazo oceánico desde nuestra jaula incontaminada y ánimo.(M.A.S.)
(Manu Chao)
Añadir un fragmento de la poesía "Laberinto" Wislawa Szymborska
Y ahora,
unos pasos de pared a pared,
por esta escalera que sube,
o por aquella que baja,
y luego un poco a la izquierda,
sino a la derecha,
del muro al fondo del muro
hasta el séptimo umbral,
de donde sea, adonde sea,,
hasta el cruce
donde convergen,
para volver a dispersarse,
tus esperanzas, errores,
fracasos,
pruebas, retos y nuevas esperanzas.
"The lake's floor exists floorlessly,
and its shores exist shorelessly.
Its water feels itself neither wet nor dry
and its waves to themselves are neither singular nor plural.
They splash deaf to their own noise
on pebbles neither large nor small.
And all this beneath a sky by nature skyless
in which the sun sets without setting at all
and hides without hiding behind an unminding cloud.
The wind ruffles it, its only reason being
that it blows.
A second passes.
A second second.
A third.
But they are three seconds only for us."
~ Wislawa Szymborska, 1923- ~
From "View with a Grain of Sand"
Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
È bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.
Non conoscendosi, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da molto tempo potevano incrociarsi?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano –
una volta un faccia a faccia
in qualche porta girevole?
uno « scusi » nella ressa?
un « ha sbagliato numero » nella cornetta?
– ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio tempo
il caso giocava con loro.
Non ancora pronto del tutto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
tagliava loro la strada
e soffocando una risata
con un salto si scansava.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o lo scorso martedì
una fogliolina volò via
da una spalla a un’altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, forse già la palla
tra i cespugli dell’infanzia?
Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo
un tocco si posava su un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.
(Wisława Szymborska)
No day copies yesterday,
no two nights will teach what bliss is
in precisely the same way,
with precisely the same kisses.
W.S.
Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
È bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.
Non conoscendosi, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano –
una volta un faccia a faccia
in qualche porta girevole?
uno ‘scusi’ nella ressa?
un ‘ha sbagliato numero’ nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio tempo
il caso giocava con loro.
Non ancora pronto del tutto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando una risata
con un salto si scansava.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o lo scorso martedì
una fogliolina volò via
da una spalla a un’altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, forse già la palla
tra i cespugli dell’infanzia?
Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo
un tocco si posava su un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.
Amore a prima vista-Wislawa Szymborska
La vita – è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;
essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;
distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;
stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.
Un'occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;
e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l'erba;
e seguire con gli occhi una scintilla di vento;
e persistere nel non sapere
qualcosa d'importante.
Wislawa Szymborska
Listen… how quickly your heart is beating in me
[ from "any case", wislawa szymborska ]
inwardboundpoetry.blogspot.it/2006/05/117-any-case-wislaw...
More fun with Picasa layering.
"They lived within life.
Pierced by that great wind.
Condemned.
Trapped from birth by departing bodies.
But in them they bore a moist hope,
a flame fuelled by its own flickering.
They really knew what a moment means,
oh any moment, any one at all"
~ Wislawa Szymborska, 1923- ~
From "Soliloquy for Cassandra"
Ok - so I am going mad with moon shots ... but to explain, I am trying out a new teleconversion lens (Sony VCL-DH1758) on my S5. This shot was handheld and only the contrast was adjusted.
"We'd been offered a trip
from which we would surely be returning soon,
wouldn't we.
A trip outside eternity -
monotonous, no matter what they say,
and foreign to time's flow.
The chance may never come our way again.
We were besieged by doubts -
does knowing everything beforehand
really mean knowing everything.
Is a decision made in advance
really any kind of choice.
Wouldn't we be better off
dropping the subject
and making our minds up
once we get there.
We looked at the earth.
Some daredevils were already living there.
A feeble weed
clung to a rock,
trusting blindly
that the wind wouldn't tear it off.
A small animal
dug itself from its burrow
with an energy and hope
that puzzled us.
We struck ourselves as prudent,
petty and ridiculous.
~ Wislawa Szymborska, ~
Prospettiva -
da Due punti -
Si sono incrociati come estranei,
senza un gesto o una parola,
lei diretta al negozio,
lui alla sua auto.
Forse smarriti
O distratti
O immemori
Di essersi, per un breve attimo,
amati per sempre.
D'altronde nessuna garanzia
Che fossero loro.
Sì, forse, da lontano,
ma da vicino niente affatto.
Li ho visti dalla finestra
E chi guarda dall'alto
Sbaglia più facilmente.
Lei è sparita dietro la porta a vetri,
lui si è messo al volante
ed è partito in fretta.
Cioè, come se nulla fosse accaduto,
anche se è accaduto.
E io, solo per un istante
Certa di quel che ho visto,
cerco di persuadere voi, lettori,
con brevi versi occasionali
quanto triste è stato.
Wislawa Szymborska
..felice, ho inghiottito una stella..
Wislawa Szymborska
www.enotecaletteraria.it/il-vino-in-versi/accanto-a-un-bi...
Artist: Sandra Djurbuzovic
Mali oglasi
Mixed media
2019
Mali oglasi
***
Vraćam se ljubavi.
Pažnja! Šansa!
Na prošlogodišnjoj travi
na suncu do guše
ležite a vetar pleše
(onaj lanjski
kolovođa vaše kose).
Ponude slati pod: San.
***
Vislava Šimborska
(recipient of the Nobel Prize in Literature 1996)
10x10cm carton
So that is she, the only one
who did not choose him
from the poem Birth of woman by Wislawa Szymborska
--
© This photograph is copyrighted. Under no circumstances can it be reproduced, distributed, modified, copied, posted to websites or printed or published in media or other medium or used for commercial or other uses without the prior written consent and permission of the photographer.
Have a wonderful weekend!
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
When I pronounce the word Future,
the first syllable already belongs to the past.
When I pronounce the word Silence,
I destroy it.
When I pronounce the word Nothing,
I make something no nonbeing can hold.
~ Wislawa Szymborska ~
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
"Why do we treat the fleeting day
with so much needless fear and sorrow?
It's in its nature not to stay:
Today is always gone tomorrow."
~ Wislawa Szymborska, 1923- ~
From "Nothing Twice"
It is so easy to let the days slip by .... and sometimes we fear that we have achieved nothing .... but if you spend some moments appreciating the world about you then you have not lost a day but gained from the beauty of simple things.
Have a good weekend, friends.
Keep up the good work, if only for a while, if only for the twinkling of a tiny galaxy.
- Wislawa Szymborska -(Polish Poet)
Berlin
On the tragic mountain passes
the wind blows hats off heads
and we cannot help--
but laugh.
Wislawa Szymborska
.
Commonplace miracle:
that so many commonplace miracles happen.
An ordinary miracle:
in the dead of night
the barking of invisible dogs.
One miracle out of many:
a small, airy cloud
yet it can block a large and heavy moon.
Several miracles in one:
an alder tree reflected in the water,
and that it's backwards left to right
and that it grows there, crown down
and never reaches the bottom,
even though the water is shallow.
An everyday miracle:
winds weak to moderate
turning gusty in storms.
.
"How many of those I knew
(if I really knew them),
men, women
(if the distinction still holds)
have crossed that threshold
(if it is a threshold)
passed over that bridge
(if you can call it a bridge) -
How many, after a shorter or longer life
(if they still see a difference),
good, because it's beginning,
bad, because it's over
(if they don't prefer the reverse),
have found themselves on the far shore
(if they found themselves at all
and if another shore exists) -
I've been given no assurance
as concerns their future fate
(if there is one common fate
and if it is still fate) -
It's all
(if that word's not too confining)
behind them now
(if not before them) -
How many of them leaped from rushing time
and vanished, ever more mournfully, in the distance
(if you put stock in perspective) -
How many
(if the question makes sense,
if one can verify a final sum
without including oneself)
have sunk into that deepest sleep
(if there's nothing deeper) -
See you soon.
See you tomorrow.
see you next time.
They don't want
(if they don't want) to say that anymore.
They've given themselves up to endless
(if not otherwise) silence.
They're only concerned with that
(if only that)
which their absence demands."
~ Wislawa Szymborska, 1923- ~
All these photos are from tonight - I was entranced to see, first of all, the great silver-lined cloud in front of the sun then the amazing rainbow light behind the cloud. I have heard of this and I think there is a name for these cloud rainbows but I don't know what it is. Finally, the sun pierced the cloud in an eye-burning spot of light illuminating the clouds below so they burned a fiery red.
"Nothing has changed. Except for the course of boundaries,
the line of forests, coasts, deserts and glaciers.
Amid these landscapes traipses the soul,
disappears, comes back, draws nearer, moves away,
alien to itself, elusive, at times certain, at others uncertain of its own existence,
while the body is and is and is
and has no place of its own. "
~ Wislawa Szymborska
(from her poem, Tortures)
"Nothing has changed.
Except the run of rivers,
the shapes of forests, shores, deserts and glaciers.
The little soul roams among those landscapes,
disappears, returns, draws near, moves away,
evasive and a stranger to itself,
now sure, now uncertain of its own existence,
whereas the body is and is and is
and has nowhere to go."
~ Wislawa Szymborska, 1923- ~
From "Tortures"
L’anima la si ha. Ogni tanto.
Nessuno la ha di continuo, per sempre.
Giorni e giorni,
anni dopo anni,
possono passare senza di lei.
A volte nidifica un po’ piu’ a lungo,
sole in estasi e paura dell’infanzia,
a volte solo nello stupore dell’essere vecchi.
Di rado ci da una mano in occupazioni faticose,
come spostare mobili, portare valige
o percorrere le strade con scarpe strette,
quando si compilano moduli,
si trita la carne,
di regola ha il suo giorno libero.
Su mille nostre conversazioni
partecipa ad una,
ed anche a questo non necessariamente,
poiche’ preferisce il silenzio,
quando il corpo comincia a dolerci e dolerci,
smonta di turno, alla chetichella,
e’ schifettosa,
non le piace vederci nella folla,
il nostro lottare per un vantaggio qualunque
e lo strepito degli affari, la disgusta,
gioia e tristezza
non sono per lei due sentimenti diversi,
e’ presente accanto a noi
solo quando essi sono uniti.
Possiamo contare su di lei
quando non siamo sicuri di niente
e curiosi di tutto,
tra gli oggetti materiali
le piacciono gli orologi a pendolo
e gli specchi, che lavorano con zelo
anche quando nessuno guarda.
Non dice da dove viene
e quando sparira’ di nuovo,
ma aspetta chiaramente simili domande.
Si direbbe che
cosi’ come lei a noi,
anche noi siamo necessari a lei,
per qualcosa.
~ Wislawa Szymborska ~
La poesia -
Ma cos'è mai la poesia?
Più d'una risposta incerta
è stata già data in proposito.
Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
come alla salvezza di un corrimano
Wislawa Szymborska
Jenny Holzer is projecting poetry in honour of playright Samuel Beckett on buildings around London this week. This projection is on the face of St Paul's Church, Covent Garden. It's a fitting subject, since St. Paul's is known as the actor's church.
The text is an extract from The joy of writing by Wislawa Szymborska, who won the Nobel Prize for Literature in 1996.
Chiedo scusa al caso se lo chiamo necessità.
Chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.
Non si arrabbi la felicità se la prendo per mia.
Mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria.
Chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante.
Chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo.
Perdonatemi, guerre lontane, se porto fiori a casa.
Perdonatemi, ferite aperte, se mi pungo un dito.
Chiedo scusa a chi grida dagli abissi per il disco col minuetto.
Chiedo scusa alla gente nelle stazioni se dormo alle cinque del mattino.
Perdonami, speranza braccata, se a volte rido.
Perdonatemi deserti, se non corro con un cucchiaio d’acqua.
E tu, falcone, da anni lo stesso, nella stessa gabbia,
immobile, con lo sguardo fisso sempre nello stesso punto,
assolvimi, anche se tu fossi un uccello impagliato.
Chiedo scusa all’albero abbattuto per le quattro gambe del tavolo.
Chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte.
Verità, non prestarmi troppa attenzione.
Serietà, sii magnanima con me.
Sopporta, mistero dell’esistenza, se tiro via fili dal tuo strascico.
Non accusarmi, anima, se ti possiedo di rado.
Chiedo scusa al tutto se non posso essere ovunque.
Chiedo scusa a tutti se non posso essere ognuno e ognuna.
So che finché vivo niente mi giustifica,
perché io stessa mi sono d’ostacolo.
Non avermene, lingua, se prendo in prestito parole patetiche,
e poi fatico per farle sembrare leggere.
Sotto una piccola stella
Wislawa Szymborska Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1 febbraio 2012
"There are not enough mouths to utter
all your fleeting names, O water.
I would have to name you in every tongue,
pronouncing all the vowels at once
while also keeping silent - for the sake of the lake
that still goes unnamed.
and doesn't exist on this earth, just as the star
reflected in it is not in the sky.
Someone was drowning, someone dying
was calling out for you. Long ago, yesterday.
You have saved houses from fire, you have carried off
houses and trees, forests and towns alike.
You've been in christening fonts and courtesans' baths.
In coffins and kisses.
Gnawing at stone, feeding rainbows.
In the sweat and the dew of pyramids and lilacs.
How light the raindrop's contents are.
How gently the world touches me.
Whenever wherever whatever has happened
is written on water of Babel."
~ Wislawa Szymborska, 1923- ~
From the poem "Water" and the book "View with a Grain of Sand"
"Il mio non arrivo nella città di N.
è avvenuto puntualmente.
Eri stato avvertito
con una lettera non spedita.
Hai fatto in tempo a non venire
all'ora prevista.
Il treno è arrivato sul terzo binario.
E' scesa molta gente.
L'assenza della mia persona
si avviava verso l'uscita tra la folla
(...)"
Wislawa Szymborska
Lots of ways to say life only comes around once, that we should "Gather ye rosebuds while ye may," that, in a line from Szymborska's poem, "Today is always gone tomorrow."
The verse I've quoted is part of that, since memory can also live in the present.
One day, perhaps some idle tongue
mentions your name by accident:
I feel as if a rose were flung
into the room, all hue and scent.
—from "Nothing Twice," by Wislawa Szymborska
Szymborska's theme is common enough, to be sure, but I like the way she expresses it.
(for Poetography, Theme 237—Rose(s); Literary Reference in Pictures)
It is evening and the sky holds the remnants of the delicate pastel colours of sunset. Black kites fly inward from the coast as they do every night just as the light begins to go. They can look like huge bats in the sky. So many following a well-used path .... I wonder where they go? Soon the moon will be up - just a little more full than it is shown here.
The mornings break early - usually lemony and sharp and, in the cool of the air conditioning, it could almost be a European morning. Yesterday, though the morning seeped in with light full of honey gold - rich and warm .... summer has now officially started.
"Commonplace miracle:
that so many commonplace miracles happen.
An ordinary miracle:
in the dead of night
the barking of invisible dogs.
One miracle out of many:
a small, airy cloud
yet it can block a large and heavy moon.
Several miracles in one:
an alder tree reflected in the water,
and that it's backwards left to right
and that it grows there, crown down
and never reaches the bottom,
even though the water is shallow.
An everyday miracle:
winds weak to moderate
turning gusty in storms.
First among equal miracles:
cows are cows.
Second to none:
just this orchard
from just that seed.
A miracle without a cape and top hat:
scattering white doves.
A miracle, for what else could you call it:
today the sun rose at three-fourteen
and will set at eight-o-one.
A miracle, less surprising than it should be:
even though the hand has fewer than six fingers,
it still has more than four.
A miracle, just take a look around:
the world is everywhere.
An additional miracle, as everything is additional:
the unthinkable
is thinkable."
~ Wislawa Szymborska, ~
Translated by Joanna Trzeciak
"After every war
someone has to clean up.
Things won't
straighten themselves up, after all.
Someone has to push the rubble
to the side of the road,
so the corpse-filled wagons
can pass.
Someone has to get mired
in scum and ashes,
through the sofa springs,
the shards of glass,
and the bloody rags.
Someone has to drag in a girder
to prop up a wall,
Someone has to glaze a window,
rehang a door.
Photogenic it's not,
and it takes years.
All the cameras have left
for another war.
We'll need the bridges back,
and new railway stations.
Sleeves will go ragged
from rolling them up.
Someone, broom in hand,
still recalls the way it was.
Someone else listens, nodding
his unshattered head.
But others are bound to be bustling nearby
who'll find all that
a little boring.
From out of the bushes
sometimes someone still unearths
rusted-out arguments
and carries them to the garbage pile.
Those who knew
what this was all about
must make way for those
who know little.
And less than that.
And at last nothing less than nothing.
Someone has to lie there
in the grass that covers up
the causes and effects
with a blade of grass in his mouth
gazing at the clouds.
~ Wislawa Szymborska, ~
"The End and the Beginning"
Another of the beaches around, Chennai. Following the holiday the beaches were littered with rubbish - quite a task to bring things back to order.
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