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privo di ispirazione ripesco dal passato.....

  

Quanti sogni sono nati ascoltando questa musica......

 

Genesis - Lilywhite Lilith www.youtube.com/watch?v=IWl7V7exvDM

 

e adesso mi accorgo quanto questo brano di Peter Gabriel si leghi con questo racconto breve che ho scritto un botto di anni fa'

 

LA GROTTA DEI CENTO SCALINI

 

Erano da poco passate le otto quando Paolo, senza nessun motivo apparente, decise di non andare a lavorare, ma di fare una passeggiata nel quartiere dove era nato e dove aveva trascorso i suoi primi diciassette anni di vita.

Parcheggiò la macchina e fece una lunga camminata tra le case e per le strade che lo avevano visto crescere. Da quasi vent'anni aveva lasciato quei luoghi ma per lui conservavano la familiarità di una volta. Fu quasi una delusione scoprire che davanti al solito bar non c'erano gli amici di un tempo ma un gruppo di ragazzi a lui sconosciuti, e soprattutto così diversi dal suo gruppo.

Prese la strada che porta al parco degli acquedotti. Oggi è questo il nome del posto che lui ed i suoi amici chiamavano semplicemente il prato.

Attraversò campi di stoppie ricordo di un raccolto di grano. Calpestò gli stessi ciottoli degli stessi sentieri che conosceva bene. Passò sotto le imponenti arcate dei resti dell'acquedotto Claudio e si sedette sotto uno dei pini che, come una solenne fila di monaci, orlavano il sentiero. Con la schiena appoggiata ad uno di questi tronchi molti anni prima aveva scritto la sua prima lettera d'amore e ancora oggi se ne ricordava ogni singolo passo.

E poi il pensiero arrivò a Marina, la sua compagnia da tre anni. Era felice.

La loro vita era calda, appassionata e piena di progetti da realizzare insieme.

Senza prendersi troppo sul serio ma godendosi ogni singolo momento, cercavano di non fare perdere significato alle piccole cose che sono poi quelle su cui si basa tutto e che a tutto danno colore.

Fu proprio mentre era assorto in questi ricordi che gli tornò in mente la grotta dei 100 scalini. Una strana grotta alla quale si accedeva passando attraverso un piccolo fabbricato all'interno del quale cominciava un tunnel in discesa che una volta doveva essere dotato di una scalinata centrale di cui restavano soltanto delle tracce. Alla fine di questa galleria si apriva una grotta di medie dimensioni, il pavimento di ciottoli era sovrastato da una volta di roccia grande come la cupola di una chiesa di paese. Non c'erano stalattiti, non c'erano pipistrelli ne altre forme di vita.

In realtà non c'era proprio niente,

ma l'andarci da bambini aveva il fascino delle cose vietate e misteriose. Così Paolo ed il suo gruppo ci andavano quando non avevano niente di meglio da fare.

Dove era la grotta dei 100 scalini?

Paolo, che fino a quel momento si ricordava tutto di quei posti, si trovò con questo dubbio. Non riusciva proprio a ricordare dove fosse questa grotta. Proprio non se lo ricordava, tanto che ad un certo punto cominciò anche a chiedersi se questa grotta fosse mai esistita o se era soltanto l'ombra di qualche racconto ascoltato da ragazzino che il tempo aveva sedimentato nei suoi ricordi come realtà.

Questo pensiero improvvisamente lo riempiva, era assolutamente importante scoprire la natura di questa entità che si era riaffacciata alla memoria.

Si alzò e continuò a passeggiare sui campi in compagnia dei suoi pensieri, si sentiva leggero come un adolescente ma con la consapevolezza e la solidità dei suoi 34 anni.

la sua attenzione poi fu attratta da un grosso cespuglio di Bugainville dalle foglie viola. Era strano trovare un cespuglio selvatico così grosso e rigoglioso nella campagna romana, fossimo stati in Sicilia; nella sua Sicilia; tutto ciò sarebbe stato assolutamente normale, ma lì non lo era.

La sua curiosità lo guidò. Si avvicinò e guardando bene tra le foglie colorate scorse dei resti di un piccolo edificio completamente avvolti dalla pianta. Non ebbe dubbi, era l'ingresso della grotta che stava cercando.

Senza perdere tempo imboccò la piccola galleria in discesa che conduceva alla camera sotterranea. La luce del sole fece presto a diventare soltanto un ricordo, tuttavia il buio non era assoluto. Aleggiava un chiarore violaceo che sembrava provenire dal fondo della grotta, mano a mano che scendeva la luminosità aumentava ed il colore si andava stabilizzando su una tonalità viola azzurro. Stranamente questo fenomeno non lo metteva assolutamente in soggezione, anzi più scendeva in basso e più veniva pervaso da un caldo senso di sicurezza, la sicurezza che soltanto i luoghi familiari sanno infondere.

La volta della grotta gli apparve improvvisa. Dalle pareti di roccia pendevano dei globi luminosi dai colori freddi grandi come palloni da basket. Erano viola, lilla, fucsia, turchese e di altri colori indefinibili. sembravano lampadari di vetro, ma non erano rigidi, sembravano enormi bolle di sapone. La loro forma, approssimativamente una sfera, si modificava continuamente,

si modificava leggermente e

lentamente

ma si modificava.

Anche il loro volume cambiava.

Si contraevano e si espandevano;

pulsavano;

erano vivi.

All'interno di ogni globo volteggiava luminosa una grossa farfalla. La fonte luminosa non era la farfalla e non era neanche il globo, era l'insieme che risplendeva. Ed erano tutti i globi che insieme infondevano alla grotta quel chiarore magico che lasciava comunque tutto nell'ombra.

La mente di Paolo vagava nel buio, i suoi occhi mettevano a fuoco ora una farfalla, ora un globo e poi una farfalla ancora.

I suoi ricordi tornarono indietro fino ad incontrare una notte di tanti anni prima. Era a Venezia e l'acido lisergico che aveva nel sangue faceva danzare i riflessi delle insegne al neon sulle acque del Canale della Giudecca. Anche le strade della città fluttuavano leggere come gocce d'olio sull'acqua e le cupole delle chiese, verdi di rame splendevano luminose come smeraldi contro un cielo nero e profondo come l'ignoto.

Nella grotta c'era la stessa luce.

Era calmissimo, sapeva di essere una parte importante di quella situazione. Aveva la strana certezza che quella cosa irreale era vera e che lui ne era parte.

I suoi piedi poggiavano su una piccola spiaggia di ciottoli e davanti a lui c'era un laghetto sotterraneo dalle acque scure ed immobili. Il lago non era più largo di una trentina di metri, e sull'altra sponda c'era quello che nell'oscurità poteva sembrare un enorme specchio le cui dimensioni andavano dal pelo dell'acqua fino all'estremità della volta. A Paolo per un momento sembrò che la grotta che gli era apparsa a forma di cupola fosse in realtà divisa in due, mezza cupola reale e l'altra mezza virtuale ne era soltanto il riflesso in questo enorme specchio. Perse completamente il senso delle dimensioni e delle forme vagando nella ricerca dei globi gemelli. Cercava nel fondo della grotta il riflesso dei globi che gli erano più vicini. Cercava nei movimenti ritmici o soavi delle farfalle racchiuse nei globi l'analogo sul fondo della grotta.

Non trovò niente.

Niente che nel fondo della grotta fosse simile a ciò che aveva intorno.

Soltanto lui; soltanto quella che lui intuiva come la sua immagine riflessa corrispondeva sul fondo della grotta alla realtà.

In quel gioco di specchi soltanto lui aveva un gemello.

Le altre cose erano assolutamente uniche.

Questa certezza gli fece paura.

Una paura calda.

Si sedette sui ciottoli, gambe incrociate e mani sulle tempie. Il suo riflesso replicò le sue mosse. Chiuse gli occhi per provare a concentrarsi e per cercare di capire.

Tenne gli occhi chiusi per un qualche tempo. Gli tornò in mente un pensiero.

Una costante della sua vita.

Quando i problemi da adolescente lo sovrastavano e a lui sembrava di non essere più in grado di trovare la via di fuga per salvarsi dalle situazioni in cui si era messo o che lo avevano coinvolto, inforcava il motorino e correva verso il mare, si sedeva sul molo ad ascoltare la voce delle onde che frangevano sugli scogli. Spesso chiudeva gli occhi ed aspettava che il flusso e riflusso delle onde mettesse ordine nei suoi pensieri.

Ascoltava il canto del mare e ne assecondava la voce, poi si alzava e tornava a casa con la soluzione in tasca. Nei momenti difficili aveva sempre chiesto aiuto al mare, ed il mare gli aveva sempre fatto venire in mente qualcosa di buono per cavarsela.

Aveva ancora gli occhi chiusi ed il rumore del mare passò dai ricordi alla realtà.

Il mare, passo dai ricordi alla realtà.

Fu con lenta consapevolezza che si accorse che il fragore delle onde era li con lui. Aprì gli occhi e vide ancora di fronte a se la propria immagine riflessa. Lo sfondo però era cambiato. La grotta era sempre pervasa dal chiarore dei globi e delle farfalle, ma alle spalle della sua immagine riflessa c'era una scogliera, una alta scogliera di granito rosa al tramonto contro la quale si infrangevano alte onde di burrasca.

Lo stupore lasciò presto spazio all'estasi. Sembrava un paesaggio bretone, Forse era punta Del Ratz, una lingua di granito che si protende nell'oceano Atlantico.

Lasciò che il fragore della burrasca conquistasse ogni spazio libero del suo cervello, Lasciò che gli occhi seguissero le onde finchè non esplodevano contro gli scogli.

Lasciò ad un altro momento le domande.

Il mare ribolliva di schiuma bianca e le onde grandi e lunghe mostravano la loro potenza immane. Se concentrava lo sguardo sull'orizzonte poteva sembrare un mare calmo, placidamente addormentato sotto un cielo ambrato di un tramonto del nord.

Non c'era vento.

Le onde ruggivano nel ricordo di una burrasca lontana e forse già sopita.

Mentre ammirava lo spettacolo che la grotta gli stava regalando, per uno dei tanti misteri che governano la memoria tornò indietro nel tempo e gli venne in mente uno dei suoi primi ricordi d'infanzia: la macchina di latta bianca con la quale giocava nel giardino della nonna. Era una macchina a pedali con al centro del volante il grosso pulsante blu del clacson. Quando correva per il viale con la sua macchinetta si sentiva già grande, ed oggi, da adulto, quello era un ricordo che si teneva stretto e richiamava ogni volta che aveva bisogno di aggrapparsi a qualcosa di bello su cui appoggiare un nuovo progetto per la sua vita.

I ciottoli su cui era seduto erano freddi e bagnati così ogni tanto cambiava posizione appoggiandosi ora su una gamba ora sull'altra. Mentre era assorto nei suoi pensieri e perso nello spettacolo della burrasca che infuriava davanti a lui fu colto ancora una volta dalla sorpresa; la macchina bianca era li vicino a lui. Scattò in piedi e gli girò intorno, era proprio lei, ammaccata ed impolverata proprio come l'aveva lasciata l'ultima volta trent'anni prima.

Era felice e divertito nel vederla e guardandola rideva,

rideva come soltanto i bambini sanno fare.

Era una risata senza umorismo, senza sarcasmo.

Era una risata piena solo di gioia.

Una risata da bambino.

Aveva voglia di saltarci dentro ed iniziare a pedalare proprio come una volta, non lo fece sapeva che non sarebbe riuscito ad entrare nel piccolo abitacolo adatto ad un bimbo.

Mentre guardava incredulo la sua macchinetta sentì svanire lentamente il rumore della burrasca e quando alzò gli occhi il fondo della grotta era tornato a risplendere del bagliore sommesso dei globi e delle farfalle, era sparita la scogliera e si era sopito anche l'eco della tempesta. Il laghetto di fronte a se era placido e trasparente come uno stagno di montagna.

Era uno stagno di montagna.

Si tolse le scarpe e immerse i piedi nell'acqua, dopo pochi istanti era li che nuotava e si immergeva, nuotava e nuotava ancora, e quando riemergeva dopo ogni tuffo si sentiva forte e sicuro. Uscì dall'acqua quando sentì che era il momento di farlo.

Tornò sulla riva e quando guardò il fondo della grotta vide se stesso. Vide un uomo ben piantato sulle sue gambe, con i muscoli tesi ed il vento nei capelli.

Vide un uomo felice che teneva per mano una bambina bionda con gli occhi azzurri.

Negli occhi della bimba e sulle sue labbra vide un sorriso sereno.

Un sorriso che solo i bambini,

solo i bambini sanno.

I globi di luce splendevano nella loro opalescenza magica e Paolo si accorse subito che uno di essi non conteneva più il suo inquilino, la farfalla era sparita. Paolo lo accarezzò dolcemente e sentì con la mano il suo calore, sentì che quel globo solitario e vivo gli apparteneva, come gli appartenevano tutte le immagini che gli avevano attraversato la mente all'interno della grotta.

Paolo si ritrovò con questo pensiero in testa appoggiato al vecchio pino, lo stesso vecchio pino.

La mattina stava pigramente finendo, la caligine colorava di giallo il cielo di luglio ed il vento da ponente accarezzava il prato. Si sentì pienamente felice e dolcemente si fece accompagnare a casa dai suoi pensieri.

A maggio dell'anno dopo Marina diede alla luce una bambina bionda con gli occhi azzurri, azzurri come il mare.

e sulle coste bretoni

le onde continuano

ad esplodere

contro la scogliera.

 

E QUESTA E' LA TRADUZIONE DEL BARNO DEI GENESIS

 

La sala era in tumulto – tutti gridavano

Sono riuscito solo ad ascoltare una voce abbastanza vicina dire

“Ti prego, aiutami ad uscire dalla folla”

Diceva che se lo avessi fatto anche lei mi avrebbe aiutato,

Ma vedevo che era completamente cieca

Ma dalla sua pallida pelle e dal suo volto bianco brillava la luna

Candida Lilith

Lei ti guiderà nel tunnel della notte

Candida Lilith

Lei ti farà uscire

Quando la condussi in mezzo alla gente, il rumore di contestazione iniziò a crescere

Lei disse “lasciami sentire da che parte soffia la brezza e ti mostrerò dove andare”

Così la seguii in una grande cavità rotonda,

Lei disse “stanno venendo per te, ora non aver paura”

Poi mi fece sedere su un trono di pietra fredda, scolpito nella giada

Candida Lilith

Lei ti guiderà nel tunnel della notte

Candida Lilith

Lei ti farà uscire

Mi lascia nella mia oscurità

Devo affrontare la mia paura

E l’oscurità incombe su di me

Posso sentire un ronzio avvicinarsi

Vedo l’angolo del tunnel

Illuminato da un qualcosa che sta arrivando

Due globi dorati fluttuano nella stanza

Ed una luce bianca abbagliante si espande nell’aria

    

THQ Nordic has pushed out a special Titan Quest Anniversary Edition and it’s completely free if you own the original version of the game on Steam.

E3 2016: Watch all the E3 PC game trailers.

 

bit.ly/2c52UQw

I'd like a picture of a Surfliner with the sun setting behind it. It's a small ask, well actually no, it isn't any such thing.

 

This scene was captured at about 1650/4.50pm on 29 January 2019, the location is the crossing of the San Luis Rey River at Oceanside Harbour.

 

And the sun is behind me.

 

Eh?

 

Well yesterday was as much as anything else based on finding out exactly when and where the sun sinks. And trying to find a location where there is a good chance of there being something to photograph in that window of seven minutes or so before the big red globe disappears below the horizon.

 

This was not that location.

 

After taking this shot, I walked round to the Pacific Coast Highway bridge which you can just make out behind the train. Nothing stirred in well over an hour, in part due to something obstructing the line further north.

 

We'll try again later today...

 

Train 785 from San Diego to Los Angeles, pushed by P42 #144.

 

And to our pals up north in the Dakota's, Illinois, Wisconsin and wherever else is being vortexed right now, keep well boys and girls. That once in a lifetime shot isn't worth shit if you sacrifice an arm, two knackers and three legs to frostbite...

 

I mean... technically this is registered as a bus

Transit Wireless personnel demonstrate a beacon-enabled version of MTA Subway Time at event to challenge app developers to build apps than can help transit riders -- particularly the disabled -- better navigate the MTA transit system. Photo: Metropolitan Transportation Authority / Patrick Cashin

 

Read more about App Quest 3.0

One of the many brave dog teams participating in the 2007 Yukon Quest - an epic 1000 mile race from Whitehorse, Yukon to Fairbanks, Alaska.

 

This is my favourite shot from the day.

 

Best viewed a wee bit larger

Grays Lily (or Roan Lily) - Lilium grayi

Our small party found three of these in the Roan Mountain area, two along trails and one along a roadside. This one was very convenient for photography and could be photographed easily without stepping off a trail. I used, mostly, a long telephoto lens to make sure I did not get too close to this sensitive plant. Several blossoms appeared to have been damaged by nectar thieves, with holes at the base. I saw ants visiting these perforations, but I suspect a larger insect made them. Location on Flickr is approximate. Elevation was about 5600 feet (1,700 meters). This was very close to the North Carolina/Tennessee state line.

I figured it was about time for an update. I've been hosting a quest over on Eurobricks. These are a few shots from the quest. I've also got my butt together and have started work on a real MOC! Not sure how long it will be 'till I'm done. Hopefully not long.

 

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In this picture, the heroes are battling two Mynocks and some ROUSs.

 

April 2013

  

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Photo ID: 65887 Azamara Quest

 

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Aviation & Maritime

 

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Shipspotting around the world

Quest on a farmyard

Peter has a look at how Dragon Quest Heroes functions on PC. Tecmo Koei are involved, so there’s reason to be nervous.

  

www.pcinvasion.com/dragon-quest-heroes-pc-version-impress...

Questa foto l'ho scattata il 5 dicembre 1977

my long awaied devon and cornwall arrived,they are much bigger than the beanie size version...so kayley is quite happy ;)

I spent the morning in a lab, reverse engineering tech from a parallel world and the afternoon with a very personable Troll in the woods.

How was your day?

Questa estate che pare continui ancora, anche se per poco, mi ha dato la possibilità di fare piccole grandi cose e di progettare dei nuovi sogni. Ho imparato con il mio iphone ad usare questa applicazione "Instagram". Un vero must! E mi ha dato nuove idee, nuove linfe a cui attingere per il prossimo autunno. Per cui amici "Stay Tuned", vedrete presto nuovi orizzonti!

3/16/24 - Shamrock Quest @ Stewart Park, Roseburg, Oregon, USA

West Side

Downtown Disney

Walt Disney World

Florida

USA 2008

Insieme a una mia amica, qualche giorno fa ho inseguito questa bimba in giro per tipo mezzora a rischio figure di merda/denuncia... ma era così adorabile ♥

Qualche foto carina è venuta, ma non so perchè non ero convinta e non ne ho postata nessuna.. però, un po' perchè negli ultimi giorni non ho postato nulla, un po' perchè non posso rischiare denunce per niente, una almeno ho deciso di metterla!

Il punto è che è praticamente SOOC(ho photoshoppato via un piede, ma insomma, era pur sempre uno scatto rubato!), forse è per questo che non mi convince al 100%.

"The quest for certainty blocks the search for meaning." Erich Fromm

Jota Quest 15 anos, Teatro Positivo - Curitiba / Basil.

 

©2011 Rafael Kent All Rights Reserved

Quest Crosstime, by Andre Norton

Ace G-595, 1966

Cover art by Jack Gaughan

Plymouth Quest is a MCA Workboat 2 research vessel, owned by the UK's Plymouth Marine Laboratory (PML). Built in China in 2001, she was sold to PML by her Icelandic owners in March 2004 and entered service in June that year.

 

Plymouth Quest is the newer of two ships owned by PML and is used for biological, chemical and physical sampling in coastal seas. A robust and versatile vessel, Plymouth Quest enables trawling, hauling, dredging, towing, and equipment deployment, as well as oceanographic measurements. Laboratory facilities are available onboard.

 

Plymouth Quest is capable of carrying up to 12 scientists and has an operational range of up to 60 miles from a safe haven. Cruises can be up to 5 days in length.

 

Year built: 2001

Length: 21.50 metres

Breadth: 6.40 metres

Draft: 3.02 metres

Displacement: 205 tonnes (loaded)

Maximum endurance: 5 days

Max scientific staff: 12

 

Developers of winning apps pose during an App Quest 3.0. event sponsored by the Metropolitan Transportation Authority, AT&T, Transit Wireless, and New York University’s Center for Urban Science and Progress (CUSP), to announce winners in their global competition to solicit development of new mobile solutions designed to help improve commutes for millions of subway, bus and rail riders across the five boroughs. Photo: Metropolitan Transportation Authority / Patrick Cashin

questo era l'ultimo frame del video che avevo fatto per la mostra DieciCento, con i diecicentini più assidui!

Dedico questa foto ad Ezio, visto che oggi è il suo compleanno...

Grazie Ezio, da te ho imparato davvero molto!

Buon Compleanno!

 

Quest'ape stava cercando di arrampicarsi sul petalo del Crocus per poi entrarci, ma a vederla faceva una fatica immane... e il super il peso che si portava a presso non credo abbia aiutato! Forse era il caso di andare a depositare il prezioso carico.

2017 Code Quest; Sunnyvale; CA; 2017_04_29; 04/29/17; Kids; STEM; coding;

App Quest 3.0 Developer Day held at NYU Center for Urban Science and Progress in Downtown Brooklyn on Sat., November 22, 2014. Sponsored by the MTA and AT&T, the event challenged developers to design apps using open source data that could be used to assist public transportation customers. Three teams received prizes of $500.

 

Photo: Marc A. Hermann / MTA New York City Transit

Diving in Raja Ampat, Papua, Indonesia

Built for a Brick Quest game.

... questo era scritto sul simpatico cartello di questo bravo artista di strada fotografato in Piazza Duomo a Como!

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