View allAll Photos Tagged mod_l
Porta Tiburtina
Porta Tiburtina o Porta San Lorenzo è una porta d'ingresso nelle Mura Aureliane di Roma, attraverso la quale la via Tiburtina esce dalla città.
Storia
La storia della porta inizia ben prima che le Mura Aureliane in cui è inserita fossero edificate. Nel 5 a.C. Augusto costruì infatti un arco in questo punto, dove si incontravano tre acquedotti, l'Aqua Marcia, l'Aqua Iulia e l'Aqua Tepula, per consentire il passaggio degli stessi sopra la sede viaria. Da qui usciva infatti l'importante via Tiburtina ("via per Tivoli"), dalla quale si staccavano subito la via Collatina e un diverticulum ad lapicidinas vineae Quirini. L'arco fu poi restaurato dagli imperatori Tito e Caracalla.
Tra il 270 e il 275 l'arco venne inglobato nelle Mura Aureliane: l'imperatore Aureliano ebbe necessità di fornire rapidamente delle mura difensive alla città, e ordinò di inglobare il più possibile nelle mura strutture già esistenti (come ad esempio la casa privata, regolarmente espropriata, nei pressi della porta), anche per evitare di lasciarne fuori edifici che potessero essere usati da forze ostili. Un altro espediente per accelerare i tempi fu quello di aprire un'unica porta in corrispondenza o subito prima di un bivio; così la Porta Tiburtina si trova poco prima che l'omonima strada si divida dalla via Collatina, come la Porta Maggiore si trova in corrispondenza della biforcazione tra le vie Prenestina e Labicana, anche se in entrambi i casi la presenza degli archi degli acquedotti ha reso quasi obbligata la scelta.
Quando poi l'imperatore Onorio, liberata la zona circostante dall'immensa mole di detriti accumulatasi in 130 anni (abbassando pertanto il livello stradale fin quasi alle fondamenta della cinta), restaurò e rinforzò le mura (401-402), costruì una seconda struttura, posta esternamente alla prima, sulla cui sommità furono aperte cinque piccole finestre, che illuminavano la camera da cui veniva manovrata la cancellata di chiusura della porta.[1] In tal modo l'intera struttura si presenta con un doppio aspetto architettonico: quello romano repubblicano verso l'interno e quello tardoantico, con i merli e le torri, sul lato esterno. Inoltre, la base della porta esterna risulta essere circa un metro e mezzo sopraelevata rispetto alla base dell'arco augusteo e con un'apertura non simmetrica rispetto a quest'ultimo. Tutto ciò dimostra quanto lo scopo della viabilità fosse del tutto secondario rispetto a quello della difesa.
La datazione della porta esterna è comunque certificata da un'iscrizione quasi integra (visibile anche su un lato della vicina Porta Maggiore) che, oltre alle consuete lodi per gli imperatori Arcadio ed Onorio, riporta, come curatore dell'opera, il nome di Flavio Macrobio Longiniano, prefetto di Roma nel 402
(LA)
«S. P. Q. R.
IMPP. CAESS. DD. NN. INVICTISSIMIS PRINCIPIBVS
ARCADIO ET HONORIO VICTORIBVS AC TRIVMPHATORIBVS
SEMPER AVGG. OB INSTAVRATOS VRBI AETERNAE MVROS
PORTAS AC TVRRES EGESTIS IMMENSIS RVDERIBVS EX
SVGGESTIONE V[iri] C[larissimi] ET INLUSTRIS MILITIS
ET MAGISTRI VTRIVSQ[ue] MILITIAE FL[avii] STILICONIS
AD PERPETVITATEM NOMINIS EORVM SIMVLACRA CONSTITVIT
CVRANTE FL[avio] MACROBIO LONGINIANO V[iro] C[larissimo]
PRAEF[ecto] VRBIS D[evoto] N[umini] M[aiestati]Q[ue] EORVM»
(IT)
«Il Senato e il Popolo di Roma appose per gli Imperatori Cesari Nostri Signori e principi invittissimi Arcadio e Onorio, vittoriosi e trionfanti, sempre augusti, per celebrare la restaurazione delle mura, porte e torri della Città Eterna, dopo la rimozioni di grandi quantità di detriti. Dietro suggerimento del distinto e illustre soldato e comandante di entrambe le forze armate, Flavio Stilicone, le loro statue vennero erette a perpetuo ricordo del loro nome. Flavio Macrobio Longiniano, distinto prefetto dell'Urbe, devoto alle loro maestà e ai divini numi curò il lavoro»
L'iscrizione risulta di un certo interesse storico anche perché contiene il nome di Stilicone, il generale romano giustiziato nel 408 perché accusato di tradimento e connivenza con il visigoto Alarico I. Il suo nome subì una damnatio memoriae e venne abraso da tutte le iscrizioni e cancellato da tutte le fonti ufficiali. Si trattò però di una damnatio parziale, perché, mentre sull'iscrizione della Porta Tiburtina il nome di Stilicone risulta essere stato eliminato, non altrettanto è accaduto su quella, identica, di Porta Maggiore.
Probabilmente Onorio sostituì anche le torri semicircolari dell'epoca di Aureliano con quelle quadrate tuttora esistenti.[3]. Secondo altre versioni la squadratura delle torri potrebbe essere stata effettuata a seguito di un restauro, nel XVI secolo, ad opera di Alessandro Farnese[4].
A partire dall'VIII secolo, la porta subì quel processo di cristianizzazione della nomenclatura degli accessi cittadini, comune a molti altri ingressi, e cambiò nome in Porta San Lorenzo, poiché subito dopo essere uscita dalla città, la via Tiburtina portava alla basilica di San Lorenzo fuori le mura. Infatti, “dalla porta diramava un portico simile al Vaticano ed all'Ostiense, che conduceva al santuario Laurenziano.”[5].
Al tempo stesso, però, il popolo iniziò a chiamarla anche Capo de' Bove o Porta Taurina, per i bucrani (teste di toro) che decorano sia il travertino dell'arco di Augusto che l'architrave della porta esterna. I due tori, però, oltre che in posizione asimmetrica, sono anche molto diversi tra loro, essendo l'aspetto di quello interno molto più grasso e pasciuto rispetto a quello esterno, magro e macilento; questa differenza era interpretata dal popolino medievale come la diversa condizione tra chi vive fuori e chi abita all'interno della città, protetto e al sicuro. Interessante anche una possibile chiave di lettura “politica”: in città c'era il Papa, circondato dal clero e dai nobili.
Nel 410 qui si abbatterono inutilmente gli attacchi delle orde di Alarico I, che poi riuscì ad entrare più a nord, dalla Porta Pinciana, dando inizio a quello che passò alla storia come il Sacco di Roma.
La porta fece anche da palcoscenico alla Battaglia di Porta San Lorenzo (20 novembre 1347), in cui Cola di Rienzo ottenne una schiacciante vittoria contro i baroni, uccidendone il comandante Stefano Colonna il Giovane.[1]
L'arco eretto da Augusto, che ora forma il lato interno della porta e si trova ad un livello alquanto più basso dell'odierno livello stradale, è interamente in travertino, in ottimo stato di conservazione. L'attico è attraversato dai tre acquedotti e reca tre iscrizioni. Quella superiore, in corrispondenza del canale della Aqua Iulia, risale all'anno di costruzione dell'arco e riporta
(LA)
«IMP(erator) CAESAR DIVI IVLI F(ilius) AVGVSTVS PONTIFEX MAXIMVS CO(n)S(ul) XII TRIBVNIC(ia) POTESTAT(e) XIX IMP(erator) XIIII RIVOS AQVARVM OMNIVM REFECIT»
(IT)
«Imperator Cesare Marco Aurelio Antonino Pio Felice Augusto, Parthicus Maximus, Britannicus Maximus, portò nella sua sacra città l'Aqua Marcia ostacolato da molti impedimenti, dopo aver ripulito la sorgente, tagliato e perforato montagne, restaurando il percorso e fornendo la nuova fonte Antoniniana»
Caracalla nel 212:
(LA)
«IMP(erator) CAES(ar) M(arcus) AVRELIVS ANTONINVS PIVS FELIX AVG(ustus) PARTH(icus) MAXIM(us) BRIT(annicus) MAXIMVS PONTIFEX MAXIMVS AQVAM MARCIAM VARIIS KASIBVS IMPEDITAM PVRGATO FONTE EXCISIS ET PERFORATIS MONTIBVS RESTITVTA FORMA ADQVISITO ETIAM FONTE NOVO ANTONINIANO IN SACRAM VRBEM SVAM PERDVCENDAM CVRAVIT»
(IT)
«Imperator Cesare Marco Aurelio Antonino Pio Felice Augusto, Parthicus Maximus, Britannicus Maximus, portò nella sua sacra città l'Aqua Marcia ostacolato da molti impedimenti, dopo aver ripulito la sorgente, tagliato e perforato montagne, restaurando il percorso e fornendo la nuova fonte Antoniniana[6]»
Sul canale inferiore, quello dell'Aqua Marcia, c'è l'iscrizione celebrante il restauro voluto da Tito nel 79:
(LA)
«IMP(erator) TITVS CAESAR DIVI F(ilius) VESPASIANVS AVG(ustus) PONTIF(ex) MAX(imus) TRIBVNICIAE POTESTAT(is) IX IMP(erator) XV CENS(or) CO(n)S(ul) VII DESIG(natus) IIX P(ater) P(atriae) RIVOM AQVAE MARCIAE VETVSTATE DILAPSVM REFECIT ET AQVAM QVAE IN VSV ESSE DESIERAT REDVXIT»
(IT)
«Imperator Tito Cesare Vespasiano Augusto, figlio del divino, pontefice massimo, tribuno della plebe per la nona volta, imperator, per la quindicesima volta, censore, console per la settima volta e designato per l'ottava, padre della patria, riparò le condutture dell'Aqua Marcia distrutte dal tempo, ripristinando l'acquedotto non più in uso»
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
di G. Cottafavi;
Raccolta Foto de Alvariis;
Themapic : Femmes ou autres.
Le thème était “Femmes ou autres”... donc le but était de jouer sur l’ambiguité entre la femme et un autre coté… L’inspiration m’est venu dans un petit TER en aquitaine, en voyant une jeune fille porter une grosse chaine en guise de collier. En premier lieu, c’est le lien femme - chien qui m’a sauter aux yeux, jusqu’à l’étendre au concept d’esclave ensuite.
J’ai voulu mettre en avant une complexité propre à l’Homme et particulièrement à la femme. Chaque individu est libre tant qu’il respecte la loi et la liberté de chacun, j’ai envie de dire, mais on est souvent esclave d’autres points comme la mode, l’apparence, l’image que l’on renvoit…
Paris, juillet 09, immense cimitière de Montmartre.
Che emozione! L'ho studiata quest'anno a scuola...
Louise "Goulue" Weber fu una grande ballerina francese, musa ispiratrice dell'artista e inventore del manifesto Toulouse-Lautrec.
Durante questo periodo (ultimi anni del 1890) ella divenne una delle stelle più importanti al Moulin Rouge, dove era conosciuta per la tipica danza francese chiamata "Can-Can".
La Goulue era una lavandaia di origine alsaziana, così soprannominata per il vizio della golosità che, nel giro di pochi anni, la portò, per eccessiva pinguedine, ad allontanarsi dalle scene.
Dopo aver abbandonato le scene più prestigiose del Moulin Rouge, LA GOULUE si aprì un baraccone in cui si esibiva nella danza del ventre e dove, molto probabilmente, si prostituiva anche. Per decorare questo baraccone chiese a Toulouse-Lautrec di realizzare due pannelli.
La storia di questo mitico personaggio rappresenta in qualche modo l'intera storia del varietà, che dai fasti dei primi del secolo fu confinato dapprima nel ristretto spazio dell'avanspettacolo; in seguito in luoghi sempre più angusti e periferici, fino a trasformarsi, negli anni sessanta, spettacolo "di malaffare.
di Wang Yuping, Cina
Proprio come tutti gli altri fratelli e sorelle che sono assetati del ritorno del Signore Gesù, anch’io desidero, costantemente e con trepidazione, che il Signore ritorni per accoglierci nel Regno dei Cieli e consentirci di gioire delle sue benedizioni. Un giorno, nel novembre del 2006, finalmente ho avuto la notizia del ritorno del Signore. Leggendo le parole espresse da Dio Onnipotente e ascoltando le condivisioni e le testimonianze di fratelli e sorelle riguardo all’opera di Dio negli ultimi giorni, alla fine ho riconosciuto che Dio Onnipotente incarnato è il ritorno del Signore Gesù. Perciò ho accolto di buon grado l’opera di Dio Onnipotente negli ultimi giorni.
Durante una riunione, sorella Yang mi ha detto con tono molto serio: “In questo momento, ci sono molti fratelli e sorelle che, dopo aver accolto l’opera di Dio negli ultimi giorni, si imbattono in turbamenti e tentazioni da parte di Satana. Alcuni vengono ingannati dalle menzogne del PCC, altri vanno incontro ai turbamenti e alle minacce di pastori e anziani, altri ancora vengono obbligati od ostacolati dalla famiglia, e alcuni hanno familiari che patiscono malanni o disgrazie. Questi sono trucchi con cui Satana cerca di impedirci di ritornare a Dio. Tutti noi già capiamo che l’opera di giudizio di Dio Onnipotente parte dalla casa di Dio, e questa è la fase finale dell’opera di Dio per salvare l’umanità. Egli sta facendo tutto il possibile per salvare l’uomo, e Satana mette in pratica costantemente su di noi i suoi trucchi e turbamenti, per impedirci di presentarci davanti a Dio e ricevere la Sua salvezza. In questo momento, la lotta in corso nel mondo spirituale si sta facendo sempre più intensa; perciò, abbiamo bisogno con urgenza di essere forniti della verità e di padroneggiare il discernimento per non essere ingannati ogni volta che ci troviamo di fronte ai trucchi di Satana e per rendere testimonianza a Dio. Adesso leggiamo un brano della parola di Dio Onnipotente”. Così, ho preso il libro della parola di Dio e ho letto attentamente il brano seguente: “Mentre Dio opera, Satana intralcia. Negli ultimi giorni smetterà di disturbare; analogamente, l’opera di Dio terminerà e il tipo di persona che Egli desidera completare sarà completato. Dio guida gli individui in modo positivo; la Sua vita è acqua viva, incommensurabile e senza limiti. Satana ha corrotto l’uomo fino a un certo punto; alla fine l’acqua viva della vita completerà l’uomo e per Satana sarà impossibile interferire e svolgere il suo lavoro. Perciò Dio guadagnerà completamente queste persone. Satana si rifiuta ancora di accettarlo; si misura continuamente con Dio, ma Egli non gli presta attenzione. Ha detto: ‘Trionferò su tutte le forze oscure di Satana e su tutti gli influssi del male’. […] Dio è più saggio del demonio e la Sua opera lo supera di gran lunga. In precedenza ho dunque dichiarato quanto segue: l’opera che svolgo si compie in risposta agli stratagemmi di Satana. Alla fine rivelerò la Mia onnipotenza e l’impotenza del demonio. Quando Dio compie l’opera, Satana Gli sta alle costole finché, alla fine, non viene distrutto. Non saprà nemmeno cosa gli sia successo! Si renderà conto della verità soltanto quando sarà già stato annientato e schiacciato; in quel momento sarà già stato bruciato nello stagno di fuoco. A quel punto non sarà del tutto convinto? Infatti non ha altri stratagemmi da usare!” (“Dovresti sapere come l’umanità intera si è evoluta fino a oggi” in “La Parola appare nella carne”). Sorella Yang mi ha detto gentilmente: “Attraverso la parola di Dio possiamo vedere che Satana segue da vicino ogni fase dell’opera di gestione di Dio. Dio sta davanti, a svolgere l’opera di salvezza dell’uomo, e Satana sta dietro, per turbarla e vanificarla. È costantemente in competizione con Dio per l’uomo, e questo vale specialmente durante l’ultima fase dell’opera di Dio per la completa salvezza dell’uomo. In questo momento, Satana sta facendo ancor più tutto ciò che è in suo potere, sfruttando persone e cose di ogni sorta per turbarci e impedirci di accogliere l’opera di Dio e prestarle obbedienza. Lo scopo spregevole di Satana è allontanare l’uomo da Dio e far sì che l’uomo Lo neghi e Lo tradisca, perdendo così la salvezza da Lui offerta. Ma, in risposta agli inganni di Satana, interviene la sapienza di Dio. Egli usa i turbamenti causati da Satana per condurci alla comprensione della Sua opera e della Sua sapienza e onnipotenza e anche per consentirci di vedere chiaramente la malvagità e la turpitudine di Satana. Allora, qualunque cosa accada in futuro, dobbiamo tutti pregare Dio, affidarci a Lui e ricercare la verità e dobbiamo capire gli inganni di Satana per poter rendere testimonianza a Dio. È proprio come per le tribolazioni affrontate da Giobbe, il quale restò testimone per Dio, inducendo Satana a ritirarsi, umiliato…” Dopo avere ascoltato sorella Yang dirmi queste cose, ho risposto con fede totale: “Sì, noi crediamo nel vero Dio. Se ci affidiamo a Dio, non abbiamo nulla da temere; se mi imbatterò nelle tentazioni di Satana, sicuramente starò dalla parte di Dio”.
Un giorno, non molto tempo dopo, dopo aver finito di diffondere il Vangelo, ero di nuovo davanti alla mia porta di casa quando la mia vicina è arrivata di corsa, agitando le mani e dicendo: “Dove sei stata? È successa una cosa grave! Prima, l’amico di tuo figlio, Liu, è venuto a prendere in prestito il vostro furgone, ma il furgone non si metteva in moto. Così, è andato a prendere un trattore per trainarlo, ma, dopo vari tentativi, ancora non si muoveva. Per combinazione, c’era anche Hu, che è salito sul trattore e ha messo subito la quinta. Il trattore è partito veloce e il cavo metallico che trainava il furgone si è spezzato all’improvviso e… zac! Il cavo è tornato indietro e ha colpito Hu alla tempia, e immediatamente il sangue ha cominciato a scorrere. È già stato portato all’ospedale…” All’improvviso, non sapevo più che cosa pensare e sono corsa in casa a pregare Dio: “O Dio! Non capisco la Tua volontà. Perché mi è successa all’improvviso questa cosa? Ti prego di illuminarmi…” Dopo avere pregato, ho pensato alla condivisione della sorella Yang riguardo alla verità sulla lotta spirituale. Allora ho capito: Era proprio Satana che mi tentava e mi turbava. Satana voleva sfruttare quelle cose sfavorevoli proprio per attaccarmi e indurmi a dubitare di Dio, accusarLo e negarLo. È davvero una lotta spirituale! È stato in quel momento che ho pensato a un’altra cosa detta da Dio: “Sei in grado di restare saldo al fianco di Dio quando Egli combatte contro Satana, e di non tornare da Satana, allora avrai ottenuto l’amore di Dio, e avrai resistito saldamente nella tua testimonianza di fede.” (“Solo amare Dio vuol dire credere veramente in Dio” in “La Parola appare nella carne”). Queste parole di Dio mi hanno colmata di fede, e ho detto fra me: “Satana, per quanto tu possa turbarmi, io non mi farò raggirare dai tuoi inganni, non accuserò Dio né Lo metterò in dubbio, resterò dalla parte di Dio, seguirò correttamente Dio Onnipotente”. Una volta capita la volontà di Dio, mi sono sentita molto più salda in cuor mio.
Ma Satana non era disposto ad ammettere la sconfitta e continuava a turbarmi mediante persone e cose. Quando Hu era in ospedale, la sua famiglia ha addossato tutta la responsabilità sulla mia famiglia. Volevano che io pagassi tutte le spese mediche. Continuavo a cercare di trattare con loro, dicendo che ero disposta a pagare la metà, ma non erano mai d’accordo con me. Dopo tre settimane Hu era già guarito, ma ancora non veniva dimesso dall’ospedale. Questo veniva fatto intenzionalmente per estorcere denaro alla mia famiglia. Poi, un giorno, Hu ha detto: “Il furgone è vostro, perciò tutte le spese dovrebbero essere a vostro carico”. Anche la moglie di Hu si è messa a urlare: “Giusto! Poiché nell’incidente è rimasto coinvolto il vostro furgone, dovreste pagare voi tutte le spese…” Mentre ero lì con loro che mi assillavano all’infinito, ho cominciato a incollerirmi. Ero stata coinvolta involontariamente nella questione. Provavo un dolore particolare, ero sconvolta dall’ansia e non volevo parlare più con loro, perciò sono uscita, sconfortata, dalla stanza. Arrivata al piano di sotto, mi sono detta: io sono una credente in Dio; quando mi succedono cose del genere, non dovrei incollerirmi così, dovrei mettere la questione nelle mani di Dio. Devo affidarmi a Dio. Quando sono tornata a casa, ho aperto il libro della parola di Dio e ho visto le seguenti Sue parole: “In ogni fase dell’opera che Dio compie dentro le persone, esternamente sembra che si tratti di un’interazione tra le persone, come se tutto nascesse da disposizioni o da interferenze umane. Ma dietro le quinte, ogni fase dell’opera e tutto ciò che accade, è una scommessa fatta da Satana davanti a Dio, una scommessa che richiede che le persone rimangano salde nella loro testimonianza di fede a Dio. Considera quando Giobbe è stato messo alla prova, per esempio: dietro le quinte, Satana stava facendo una scommessa con Dio, e ciò che è accaduto a Giobbe era legato alle azioni degli uomini e alla loro interferenza. Dietro ogni passo che Dio compie dentro di voi, vi è la scommessa di Satana con Dio – dietro ogni cosa vi è una battaglia. […] Dovresti sapere che tutto ciò che ti accade è una grande prova, ed è quello il momento in cui Dio ha bisogno che tu renda testimonianza” (“Solo amare Dio vuol dire credere veramente in Dio” in “La Parola appare nella carne”). Leggendo queste parole, ho ripensato al giorno in cui mi ero vantata davanti sorella Yang, dicendole che, di sicuro, sarei rimasta al fianco di Dio ogni volta che mi fossero capitate delle tribolazioni. Non immaginavo che, quando Satana mi avesse assillata costantemente, non sarei riuscita a cercare con calma la volontà di Dio in Sua presenza, che la mia mente sarebbe stata sempre preoccupata. Per questo, mi sentivo estremamente infelice in cuor mio. Non mi ero forse fatta raggirare dagli inganni di Satana? Solo quando ho finito di pensare a queste cose, ho capito finalmente quanto Satana sia davvero sinistro e malvagio. Aveva sfruttato questa vicenda per turbarmi, per farmi incollerire perché avevo perso alcuni miei interessi terreni e, ancor più, voleva sfruttare queste cose per farmi negare e tradire Dio Onnipotente. Ma io non voglio farmi raggirare dagli inganni di Satana; sono disposta ad affidarmi a Dio e a rimettere queste cose nelle Sue mani. L’uscita, o meno, di Hu dall’ospedale, quanto denaro avrei dovuto spendere alla fine: ho accettato il fatto che queste cose sarebbero state orchestrate dalla mano di Dio e, a prescindere dall’esito, io sarei stata disposta a obbedire. Una volta giunta a capire la volontà di Dio, una volta disposta a restare testimone per Dio, il giorno successivo, inaspettatamente, sono stata testimone di un portentoso atto di Dio. Dio aveva sollecitato un giovane ad andare nella stanza d’ospedale di Hu a rimproverarlo: “Non sopporto di vedere uno come te, uno che fa il prepotente con le brave persone, uno che estorce denaro agli altri. Se fosse per me, non ti darei un centesimo”. Sono intervenute altre persone presenti nella stanza: “Giusto! È stato lui a prendere il furgone, e adesso vuole i soldi di questa persona: è irragionevole!” “Giusto! Chi ha preso in prestito il furgone deve anche pagare in parte! Non può far pagare tutto al proprietario del furgone!” Quando Hu ha sentito queste cose, ha chinato il capo e non ha detto niente. Tre giorni dopo Hu è stato dimesso dall’ospedale. Nel profondo del mio cuore sapevo che dietro il verificarsi di questi avvenimenti vi era Dio, che mi aveva procurato questa via d’uscita.
Dopo questa esperienza, ho capito la malvagità e la spregevolezza di Satana: aveva sfruttato persone e cose che io conoscevo per turbarmi e attaccarmi, nel tentativo di indurmi a lamentarmi di Dio, accusarLo e allontanarmi da Lui per il fatto che avrei perso del denaro, e voleva farmi vivere nella sofferenza. Allo stesso tempo, ho capito anche che, quando ho smesso di considerare guadagni e perdite fisici, quando mi sono affidata a Dio mediante la mia fede in Lui, quando sono rimasta al Suo fianco, Dio ha usato le parole di miscredenti per procurarmi una via d’uscita, costringendo Satana a ritirarsi, umiliato. Questo mi ha concesso la possibilità di vedere l’autorità di Dio, che mobilita e governa tutte le cose. È proprio come è scritto nella parola di Dio: “Mobiliterò tutti perché Mi servano e inoltre rivelerò la Mia potenza, affinché ognuno possa vedere che nell’universo mondo non vi è oggetto che non sia nelle nostre mani, non vi è persona che non sia al nostro servizio, non vi è risultato che non venga conseguito per noi” (Capitolo 119 di “Discorsi di Cristo al principio” in “La Parola appare nella carne”). Più leggevo la parola di Dio, più vedevo che Dio è onnipotente, che Dio è meraviglioso. Adesso capisco che tutte le cose sono nelle mani di Dio e ho ancora più fede in Lui. Adesso sono disposta a fare ancora esperienza dell’opera di Dio in qualsiasi cosa accadrà, e mi affiderò a Lui per non farmi più raggirare dalle tentazioni di Satana.
Un mese dopo, la tentazione di Satana mi ha colpita di nuovo. Un giorno, mia figlia da poco sposata è tornata a casa e, all’improvviso, è svenuta davanti alla porta d’ingresso. Il mio vicino l’ha aiutata a rialzarsi e a entrare in casa. Inizialmente, ho pensato che fosse solo un raffreddore; non vi ho prestato grande attenzione. Certamente non mi aspettavo che, all’improvviso, in piena notte, cominciasse a tremare dalla testa ai piedi. Ero spaventata e non avevo idea di che cosa fare. Mi sono limitata ad abbracciarla e a tenerla stretta al mio petto e, dopo un po’, sembrava stare un po’ meglio. La mattina dopo, mia figlia mi ha detto: “Mamma, vai a fare il tuo dovere; io sto bene”. In silenzio, ho pregato Dio: “Dio caro! Tutte le cose sono nelle Tue mani, perciò Ti affido mia figlia…” Dopo di che, mi sono rivolta a lei e le ho detto: “Jing, devi pregare Dio di più e affidarti a Lui, perché Egli è il sostegno forte di cui abbiamo bisogno”. Dopo avere sollecitato in tal senso mia figlia, sono andata a compiere il mio dovere. Non mi aspettavo che due giorni dopo, al mio ritorno, avrei trovato mia figlia priva di sensi in un letto d’ospedale. Mia nuora si è rivolta a me e mi ha detto con voce triste: “Mamma, quando sei partita, la malattia di Jing ha cominciato ad aggravarsi davvero. Quando il medico l’ha visitata, ha detto che aveva un’emorragia cerebrale e che doveva sottoporsi a una craniotomia. Ma, poiché negli ultimi due giorni non eravate qui né tu né suo marito, non c’era nessuno che firmasse per lei, e adesso abbiamo perso il momento giusto per l’intervento. Ho anche sentito il medico dire alla suocera di Jing che le sue condizioni non sono buone e che, se anche si fosse risvegliata, sarebbe rimasta in stato vegetativo”. Quando ho sentito queste cose, mi è sembrato che mi avessero rigirato un coltello nel cuore e mi sono venute le lacrime agli occhi. Non potevo proprio accettare quella verità. Così, mi sono aggrappata a un filo di speranza e sono andata a parlare con uno specialista, che però ha scrollato il capo e mi ha detto: “Abbiamo usato tutta la medicina a nostra disposizione, abbiamo fatto il possibile, ma l’esito più favorevole è che si risvegli in stato vegetativo”. Dopo avere ascoltato le parole di quel medico, mi sembrava che perfino il cielo fosse crollato. Mi sembrava di vivere in una sofferenza infinita… Più tardi, quando mio genero ha visto in che stato era mia figlia, non solo non era preoccupato che lei vivesse o morisse, ma si è perfino rivolto a me e ha dimostrato una totale mancanza di umanità chiedendomi la restituzione dei soldi della dote che ci aveva dato all’epoca del matrimonio. Quel giorno, la strada per tornare a casa dall’ospedale mi è parsa tanto lunga; ero un’anima perduta che vagava per quella strada. Mi sembrava di percorrere una galleria lunga e buia in cui non vedevo alcuna luce davanti a me.
Tornata a casa, mi sentivo abbattuta; ho aperto fiaccamente il libro della parola di Dio e ho letto le parole seguenti: “Sulla terra, ogni sorta di spirito maligno si aggira incessantemente in cerca di un luogo in cui riposare, e di cadaveri di uomini da divorare. Mio popolo! Devi rimanere sotto le Mie cure e la Mia protezione. Non comportarti mai in maniera dissoluta! Non essere mai imprudente! Piuttosto, offri la tua lealtà nella Mia casa, e soltanto con essa puoi rivolgere una controaccusa alle astuzie del diavolo” (Capitolo 10 di “Parole di Dio all’intero universo” in “La Parola appare nella carne”). “Quando affronti sofferenze, devi essere in grado di non considerare la carne e di non lamentarti di Dio. Quando Dio Si nasconde da te, devi essere in grado di avere la fede per seguirLo, per conservare il tuo precedente amore, senza permetterle di vacillare o di estinguersi. Indipendentemente da cosa Dio faccia, devi sottometterti al Suo disegno ed essere più pronto a maledire la tua carne che a lamentarti di Lui. Quando ti trovi ad affrontare delle prove, devi soddisfare Dio a dispetto di qualsiasi riluttanza a separarti da qualcosa che ami, o malgrado ogni pianto amaro. Solo questo può essere chiamato vero amore e vera fede” (“Coloro che devono essere resi perfetti devono essere sottoposti a raffinamento” in “La Parola appare nella carne”). Leggendo queste parole di Dio, ho ripensato agli eventi appena accaduti e ho visto veramente il disprezzo, la malvagità e la ferocia di Satana. Voleva portarmi via dalle mani di Dio, voleva divorarmi lo spirito. Metteva in pratica ovunque potesse le sue astute macchinazioni contro di me, per turbarmi e attaccarmi. Prima, avevo subìto un’estorsione da altri e, avendo perso del denaro, vivevo nella sofferenza; questa volta Satana usava la mia amata figlia per mettermi di nuovo alla prova; cercava di usare la malattia di mia figlia per indurmi a lamentarmi di Dio, negarLo e tradirLo, per farmi perdere la salvezza offerta da Dio negli ultimi giorni. Queste erano tutte astute macchinazioni di Satana. Erano proprio come le tribolazioni affrontate da Giobbe alla sua epoca. Sullo sfondo vi era una lotta, e Satana voleva indurre Giobbe ad abbandonare Dio e negare Dio facendogli perdere le ricchezze e i figli, ma Giobbe non si lamentò mai con Dio. Invece, lodò il nome di Dio, inducendo Satana a ritirarsi, umiliato, e rendendo una bellissima e risonante testimonianza a Dio. Anche se la mia carne è debole, devo capire a fondo le astute macchinazioni di Satana e restare dalla parte di Dio. Egli dice: “E soltanto con essa puoi rivolgere una controaccusa alle astuzie del diavolo”. “Devi soddisfare Dio a dispetto di qualsiasi riluttanza a separarti da qualcosa che ami, o malgrado ogni pianto amaro. Solo questo può essere chiamato vero amore e vera fede”. Dio sta usando gli attacchi di Satana per perfezionare la mia fede e la mia devozione nei Suoi confronti. La vita e la morte dell’uomo sono entrambe nelle mani di Dio; perciò, devo consegnare mia figlia nelle Sue mani. Pensando questo, mi sono inginocchiata a terra, mentre sul volto mi scendevano lacrime amare, e ho pregato Dio: “Dio Onnipotente! Il destino dell’uomo è nelle Tue mani. Ma se Tu non lo permetterai, mia figlia non morirà finché vi sarà ancora un alito nel suo corpo e, se andrà come ha detto il medico e lei diventerà un vegetale, io non Ti accuserò, continuerò a seguirTi”.
Molto tardi, di notte, sedevo al capezzale di mia figlia in ospedale e a un certo momento, non so bene quando mi sono appisolata. Mi sono risvegliata intontita, sentendo mia figlia dire: “Mamma, mamma, ho bisogno di acqua”. Ho provato un tuffo al cuore nel sentire la voce di mia figlia e sono balzata in piedi. Mi sono strofinata gli occhi e l’ho guardata: muoveva le mani e aveva gli occhi aperti! Sono stata subito inondata di emozioni, al punto che non sapevo che cosa dire, e tutto ciò che potevo fare era lasciarmi sfuggire di continuo “oh! Dio! Oh! Dio! …” Anche un’altra persona nel reparto ha detto con stupore: “Oh! È un miracolo! Come ha fatto a sentirsi meglio all’improvviso?” Ho lanciato un sorriso incontrollabile. Ho visto che entrambe la vita e la morte dell’uomo sono veramente nelle mani di Dio. Gli atti di Dio sono davvero meravigliosi. È stato Dio a salvare mia figlia. Tre giorni dopo, si è miracolosamente ristabilita e sembrava di nuovo una persona del tutto normale. Dopo avere sperimentato questa sofferenza per mano di Satana, riuscivo a vedere che la lotta in corso nel mondo spirituale è intensa e vedevo chiaramente la sinistra bassezza e la malvagia crudeltà di Satana. Allo stesso tempo, capivo molto meglio la volontà di Dio. Egli aveva consentito che mi accadessero queste tribolazioni per potermi soccorrere meglio e perfezionarmi, poiché questo mi permetteva di riconoscere l’onnipotenza e la sapienza di Dio e, inoltre, mi permetteva di vedere l’autorità e il dominio di Dio. Questo ha perfezionato la mia fede, la mia devozione e la mia obbedienza verso Dio. Egli mi ha salvata dall’influsso di Satana, permettendo una crescita della mia vita. Dio è davvero così amorevole!
Più tardi, ho letto il seguente brano della parola di Dio: “Il Mio intero piano di gestione, che copre seimila anni, consiste di tre fasi o tre età: prima, l’Età della Legge; seconda, l’Età della Grazia (che è anche l’Età della Redenzione); e infine l’Età del Regno. La Mia opera in queste tre diverse età differisce a seconda della natura di ciascuna età, ma in ciascuno stadio si accorda con i bisogni dell’uomo – o, per essere più precisi, viene compiuta con il variare degli stratagemmi utilizzati da Satana nella guerra che ho intrapreso contro di lui. Lo scopo della Mia opera è di sconfiggere Satana, rendere manifesta la Mia sapienza e onnipotenza, svelare tutti gli stratagemmi di Satana e quindi salvare tutta l’umanità che vive sotto il suo dominio. Tutto ciò serve per mostrare la Mia sapienza e onnipotenza e contemporaneamente svelare la mostruosità di Satana. Serve inoltre a insegnare alla Mia creazione a discriminare tra bene e male, a riconoscere che Io sono il Signore di tutte le cose, a vedere chiaramente che Satana è il nemico dell’umanità, l’infimo degli infimi, il maligno, e a distinguere, senza alcuna ombra di dubbio, il bene dal male, il vero dal falso, la santità dalla sporcizia, la grandezza dalla meschinità. In tal modo, l’umanità ignorante può renderMi testimonianza circa il fatto che non sono stato Io a corrompere l’umanità, e che solo Io – il Creatore – posso salvare l’umanità, posso concedere loro beni perché ne fruiscano ed essi possano arrivare a conoscere che Io sono il Signore di tutte le cose, mentre Satana è semplicemente una delle Mie creature che successivamente si è rivoltata contro di Me” (“La vera storia dietro l’opera nell’Età della Redenzione” in “La Parola appare nella carne”). Grazie a queste parole di Dio sono giunta a capire meglio la Sua volontà. Ho visto che tutto quanto Dio fa è salvezza e amore per l’uomo. Ripensando a tutte le tribolazioni che avevo passato, sebbene abbia sopportato dei patimenti, ho anche ottenuto molte cose. Grazie a queste esperienze ho visto che Satana sfruttava continuamente le persone e le cose accanto a me per turbarmi, ma, per tutto il tempo, io avevo Dio al mio fianco. Egli ha usato le Sue parole per illuminarmi e guidarmi, consentendomi di distinguere meglio le cose. Mi ha indicato una via da seguire, mi ha conferito fede e forza, per farmi rimanere salda nei momenti di passività e debolezza. A ogni passo sul cammino sono stata in grado di sottrarmi al tenebroso influsso di Satana e di testimoniare gli atti portentosi di Dio. Nella mia vita, mi sono irrobustita grazie a queste esperienze. Dopo averle vissute, ho sentito di non dover più temere turbamenti e afflizioni da parte di Satana, perché ho Dio al mio fianco. Se ci affidiamo a Dio e non abbandoniamo la Sua parola, se abbiamo fede in Lui, Egli ci guiderà alla vittoria sulle macchinazioni e sugli attacchi astuti di Satana, e noi vivremo protetti sotto l’occhio vigile di Dio. Adesso ho una convinzione ancora più salda del fatto che Dio Onnipotente sia il ritorno del Signore Gesù. È il mio Signore, il mio Dio! Inoltre, riconosco che noi siamo creature e, a prescindere se riceviamo benedizioni o sopportiamo patimenti, dobbiamo sempre obbedire a Dio e adorarLo. Io sono qui salda nella mia risoluzione: il mio cuore è deciso a seguire Dio Onnipotente fino al termine del cammino!
Fonte: La Chiesa di Dio Onnipotente
(KIKA) Milano amiche per l'abruzzo conferenza stampa san siro
Amiche per l?Abruzzo sarà un evento unico, mai un solo concerto ha saputo portare sullo stesso palco oltre 50 artiste italiane di livello internazionale. Al fianco di Laura Pausini hanno presentato il progetto Elisa, Gianna Nannini e (in absentia) Fiorella Mannoia, le prime voci ad aderire al progetto, ma al gruppo si sono poi aggiunti nomi del calibro di Arisa, Paola e Chiara, Loredana Berté, L?Aura, Donatella Rettore, Spagna, Anna Tatangelo, Iva Zanicchi solo per citare alcune fra le più note accorse per la promozione del progetto. Tante altre saranno le cantanti che si esibiranno sul palco come Antonella Ruggiero, Ornella Vanoni Giusy Ferreri, Irene Grandi e fra le tante che hanno confermato l?ultima è stata Raffaella Carrà. Impossibile citare tutti i nomi che si alterneranno sul palco che i Depeche Mode lasceranno montato a San Siro, dopo il loro attesissimo concerto, contribuendo in modo significativo ad abbattere le spese di realizzazione. Madrina della giornata è stata il Ministro Mariastella Gelmini, che ha ringraziato per il supporto anche gli staff di Inter e Milan.
I biglietti del concerto saranno in prevendita a partire da domani al prezzo di 25 ?, posti vip a 150 ?. La Siae ha concesso che i diritti venissero devoluti in beneficenza, in questo modo l?intero incasso sarà devoluto per la causa abruzzese. Il concerto sarà inoltre trasmesso in diretta unificata da 13 emittenti radiofoniche nazionali, in modo da portare la voce per l?Abruzzo in tutta Italia.
fp013©kikapress.com
“Mosaico arredo sacro” è la nuova collezione di rivestimenti liturgici e religiosi , firmata www.vincenzogreco.com , che evoca il fascino del mosaico con smalti di vetro di Murano e pietra marmorea. Ogni pezzo è unico e prezioso, un’opera d’arte, grazie alle sinuose venature naturali della materia riprodotte in un armonico equilibrio. Come un abile stilista, Vincenzo Greco si adatta alla personalità di ogni ambiente sacro.
I mosaici e le vetrate artistiche del maestro Vincenzo Greco , sono una collezione eclettica e plasmabile con cui realizzare arredi diversi, opere d’arte capaci di emozionare: lussuose ed eleganti, naturali e romantiche oppure rigorose e dal carattere vigoroso. E’ uno stile estremamente completo ed articolato: dalla Vetrata artistica alla tessera in marmo ,in grès porcellanato, per rivestimenti e per pavimenti artistici, perfettamente adattabili a destinazioni d’uso residenziale o per edifici pubblici.
Marmo è una parola che in origine significa “pietra splendente”, alcune varietà di smalti vetrosi della produzione artigianale sono - Oro zecchino, Argento, Avorio, Crema, Cristallo, Dorato, Gemma e azzurro evanescente ecc… - sono infatti auliche e notevoli, ricche di luce e capaci di illuminare naturalmente qualsiasi arredamento .
Dal 1990 la ditta www.vincenzogreco.com ha studiato è progetto numerosi decori e pezzi speciali. Per i rivestimenti di arredi residenziali o per edifici pubblici e per uno stile sacro rigorosamente austero ; uno studio particolare anche per chi ama un’atmosfera più classica; Belle Epoque, Liberty e Neoclassica che trae ispirazione dai rosoni in marmo delle cattedrali; un gioco di incastri, un mosaico di vetri istoriati , piombati e rilegati. Le opere del maestro Vincenzo greco ricordano effetti e sensazioni lussuose ricercate con cura e dovizia.
www.flickr.com/photos/vetrateartistiche/8490783233/
Questa nuova linea è ideale per decori sacri sia per pavimentazioni sia per ambienti bagno, cucine e zone living sia per realizzazioni contract. Importanti sono infatti le sue alte prestazioni tecniche, lavorazioni ideali per esterno , resistono al gelo, al sole , all’umidità al calpestio, ecc.. opere che risolvono qualsiasi tipo di esigenza progettuale e di posa e la linea di decori coordinati Tono Su Tono.
La bottega artigianale di produzione e vendita on line , offre un design esclusivo, altissima qualità, una meticolosa cura nei dettagli e ottime prestazioni in termini di resistenza e funzionalità. In questo modo l’Azienda rafforza il suo legame di collaborazione con progettisti e interior designer, costantemente alla ricerca di soluzioni progettuali innovative e personalizzate.
Telefonare con fiducia e senza impegno per un preventivo gratuito, tutto a prezzi speciali, spedizione e montaggio in tutta Italia .
Tel. 041 86 23 051 - 09 22 85 57 97
Fax 041 86 23 191 - 09 22 183 62 40
Cell. 347 70 43 345
acrilico e marker su pannello di legno
acrylic and marker on wood panel
50 x 23 cm
11/09
Berlin
Ho provato a suddividere il quadro in vignette per creare un esercizio di non sense, o meglio, di libere associazioni;
il fatto che in tutte e tre spunti fuori in qualche modo l'elemento acqua è stato casuale e forse dettato dal fatto che ho scelto delle diverse gradazioni di blu per colorarlo; inoltre è possibile ravvisare anche una rappresentazione di un'evoluzione, di un ciclo, passando da una creatura con più arti ed una lampada in mano che si trova davanti ad un'enorme pozzanghera nel treno della metropolitana, passando per la nascita di una creatura dalla testa a fiore, protetta, lei e la madre, da un filo spinato, fino ad arrivare ad una vecchia signora con cappello e gonna a campana che brandisce un ombrello, mentre si serve della mercanzia appesa davanti ad una bottega.
Proprio per non ostacolare troppo il flusso delle libere associazioni ho preferito colorare il tutto con pennellate imprecise e lievemente sfumate, in modo anche da regalare al tutto un'atmosfera più onirica possibile
Massimo Straffi shared a photostream on Flickr.
Ieri
AZIENDA AGRICOLA SANTO SPIRITO CERCA PARTNERS SOLO AMANTI ANIMALI 3274408357 - 3392230523
DOTTORE AGRONOMO DISPONE di azienda agricola 15 ha alle porte di roma con casali ed annessi cerco socie collaboratori per gestione varie attivita: RICOVERO ANIMALI IN DIFFICOLTA , COLTIVAZIONE ORTI URBANI E PERMACOLTURA ristorazione area CAMPEGGIO E camper fiere AGRICOLE orti urbani vivaio equitazione agriturismo IMPORTANTE solo persone amanti animali !!!!
327/4408357
339/2230523
Agro Romano (Rome-Italy) MAIL: virtvs@gmail.com
IL FONDAMENTALE PUNTO DI FORZA DI QUESTA AZIENDA AGRICOLA è LA SUA POSIZIONE PARTICOLARMENTE FELICE UBICATA A POCHI KM DAL CENTRO STORICO DI ROMA USCITA 1 GRA (AURELIA-CITTA DEL VATICANO) ED OFFRE AD ALTRE REALTA DEL SETTORE AGRARIO ED AGLI STESSI CITTADINI DELLA CAPITALE DELLE OPPORTUNITA UNICHE DI COLLABORAZIONE E SPERIMENTAZIONE DI NUOVE FORME DI COMPARTECIPAZIONE TRA ABITANTI DELLE AREE URBANE ED AGRICOLTORI ED A CHIUNQUE AVANZI PROPOSTE INNOVATIVE E RIVOLTE AL RISPETTO DELLA CIVILTA RURALE E DELL’AMBIENTE
L'AZIENDA AGRICOLA SANTO SPIRITO HA LA SUA SEDE PRINCIPALE A ROMA IN VIA CARLO SEVERINI 131 ALTEZZA GRA USCITA 1 AURELIA-CITTA DEL VATICANO (ROMA ITALY)( ma intende aprire altre sedi e collaborare con altre persone interessate o altre COOPERATIVE CONSORZI DI PROMOZIONE o comunque aziende del settore agroalimentare o dell’allevamento (comunque solo animali non destinati all’abbattimento cani cavalli felini con un particolare interesse rivolto alla pet terapy, all’ippoterapia ed i cani in uso alle forze dell’ordine ed alle forze armate ) L’OFFERTA DI COLLABORAZIONE è RIVOLTA A TUTTI in qualsiasi regione italiana ed anche al livello internazionale per attivare una rete di aziende agricole che siano aperte al pubblico su tutto il territorio) ED INTERESSATE ALLA COLLABORAZIONE ED ALLA COMPARTECIPAZIONE NELLE ATTIVITÀ PRETTAMENTE AGRICOLE: ORTI, VIVAI, FRUTTICOLTURA ALLEVAMENTO CANI DA LAVORO, CAVALLI, PRODUZIONI BIOLOGICHE (ORGANIC) E VENDITA DIRETTA AL PUBBLICO L'AZIENDA AGRICOLA SI OCCUPA ANCHE DI ATTIVITÀ CONNESSE ALL'AGRICOLTURA: AGRITURISMO, ATTIVITÀ SPORTIVE AGILITY DOG CENTRO IPPICO PET TERAPY CUCINA VEGETARIANA CORSI DI FORMAZIONE PER CHIO VUOLE FARE ESPERIENZA NELL'ALLEVAMENTO E NELL'AGRICOLTURA... MA IN PARTICOLAR MODO L'AZIENDA INTENDE CREARE DELLE FORME DI COOPERAZIONE DIRETTE FRA CITTADINI ED AGRICOLTORI COINVOLGENDO I PRIMI DIRETTAMENTE NELLE PRATICHE AGRICOLE ESERCITANDO DELLE FORME DI COMPARTECIPAZIONE ALLA PRODUZIONE AGRARIA ED ANCHE NEL SETTORE DELL'AGRICOLTURA SOCIALE E NEL SETTORE CULTURA-PATRIMONIO RURALE, AMBIENTE, ED ATTIVARE DELLE SINERGIE D DELLE COLLABORAZIONI COLLE UNIVERSITA INTERESSATE NEL SETTORE DEL BENESSERE ANIMALE CHE FORTUNATAMENTE STA RISCUOTENDO UN CRESCENTE INTERESSE, LA SIMPATIA, E STA CRESCENDO UNA COSCIENZA MORALE SEMPRE PIU PROFONDA SPECIALMENTE NEI PAESI CULTURALMENTE SPIRITUALMENTE ED ECONOMICAMENTE PIU AVANZATI, CHE CONSIDERANO ETICAMENTE INTANGIBILI I DIRITTI NATURALI DEGLI ALTRI ESSERI VIVENTI
TEL.DR. MASSIMO STRAFFI
3274408357 3392230523
Agro Romano (Rome-Italy)
Foto: DOTTORE AGRONOMO DISPONE di azienda agricola 15 ha alle porte di roma con casali ed annessi cerco socie collaboratori per gestione varie attivita: RICOVERO ANIMALI IN DIFFICOLTA , COLTIVAZIONE ORTI URBANI E PERMACOLTURA ristorazione area CAMPEGGIO E camper fiere AGRICOLE orti urbani vivaio equitazione agriturismo IMPORTANTE solo persone amanti animali !!!!
327/4408357
339/2230523
Agro Romano (Rome-Italy) MAIL: virtvs@gmail.com
IL FONDAMENTALE PUNTO DI FORZA DI QUESTA AZIENDA AGRICOLA è LA SUA POSIZIONE PARTICOLARMENTE FELICE UBICATA A POCHI KM DAL CENTRO STORICO DI ROMA USCITA 1 GRA (AURELIA-CITTA DEL VATICANO) ED OFFRE AD ALTRE REALTA DEL SETTORE AGRARIO ED AGLI STESSI CITTADINI DELLA CAPITALE DELLE OPPORTUNITA UNICHE DI COLLABORAZIONE E SPERIMENTAZIONE DI NUOVE FORME DI COMPARTECIPAZIONE TRA ABITANTI DELLE AREE URBANE ED AGRICOLTORI ED A CHIUNQUE AVANZI PROPOSTE INNOVATIVE E RIVOLTE AL RISPETTO DELLA CIVILTA RURALE E DELL’AMBIENTE
L'AZIENDA AGRICOLA SANTO SPIRITO HA LA SUA SEDE PRINCIPALE A ROMA IN VIA CARLO SEVERINI 131 ALTEZZA GRA USCITA 1 AURELIA-CITTA DEL VATICANO (ROMA ITALY)( ma intende aprire altre sedi e collaborare con altre persone interessate o altre COOPERATIVE CONSORZI DI PROMOZIONE o comunque aziende del settore agroalimentare o dell’allevamento (comunque solo animali non destinati all’abbattimento cani cavalli felini con un particolare interesse rivolto alla pet terapy, all’ippoterapia ed i cani in uso alle forze dell’ordine ed alle forze armate ) L’OFFERTA DI COLLABORAZIONE è RIVOLTA A TUTTI in qualsiasi regione italiana ed anche al livello internazionale per attivare una rete di aziende agricole che siano aperte al pubblico su tutto il territorio) ED INTERESSATE ALLA COLLABORAZIONE ED ALLA COMPARTECIPAZIONE NELLE ATTIVITÀ PRETTAMENTE AGRICOLE: ORTI, VIVAI, FRUTTICOLTURA ALLEVAMENTO CANI DA LAVORO, CAVALLI, PRODUZIONI BIOLOGICHE (ORGANIC) E VENDITA DIRETTA AL PUBBLICO L'AZIENDA AGRICOLA SI OCCUPA ANCHE DI ATTIVITÀ CONNESSE ALL'AGRICOLTURA: AGRITURISMO, ATTIVITÀ SPORTIVE AGILITY DOG CENTRO IPPICO PET TERAPY CUCINA VEGETARIANA CORSI DI FORMAZIONE PER CHIO VUOLE FARE ESPERIENZA NELL'ALLEVAMENTO E NELL'AGRICOLTURA... MA IN PARTICOLAR MODO L'AZIENDA INTENDE CREARE DELLE FORME DI COOPERAZIONE DIRETTE FRA CITTADINI ED AGRICOLTORI COINVOLGENDO I PRIMI DIRETTAMENTE NELLE PRATICHE AGRICOLE ESERCITANDO DELLE FORME DI COMPARTECIPAZIONE ALLA PRODUZIONE AGRARIA ED ANCHE NEL SETTORE DELL'AGRICOLTURA SOCIALE E NEL SETTORE CULTURA-PATRIMONIO RURALE, AMBIENTE, ED ATTIVARE DELLE SINERGIE D DELLE COLLABORAZIONI COLLE UNIVERSITA INTERESSATE NEL SETTORE DEL BENESSERE ANIMALE CHE FORTUNATAMENTE STA RISCUOTENDO UN CRESCENTE INTERESSE, LA SIMPATIA, E STA CRESCENDO UNA COSCIENZA MORALE SEMPRE PIU PROFONDA SPECIALMENTE NEI PAESI CULTURALMENTE SPIRITUALMENTE ED ECONOMICAMENTE PIU AVANZATI, CHE CONSIDERANO ETICAMENTE INTANGIBILI I DIRITTI NATURALI DEGLI ALTRI ESSERI VIVENTI
TEL.DR. MASSIMO STRAFFI
3274408357 3392230523
Agro Romano (Rome-Italy)
Laboratorio Teatrale Girasole e Macondo “Il corposcenico”
Laboratorio Teatro Fringe “abitanti di versi”
2012
Presentano:
Io Tu
in principio era il corpo
Lunedi 28 maggio Teatro comunale G. Manini di Narni ore 21.00
info e prenotazioni tel 0744 204017
(dal lun. al venerdi dalle ore 09 alle 17.00)
Dall’ultimo spettacolo “Corpo mio” siamo approdati oggi al concreto abbraccio “Io Tu” ovvero, all’emozionante incontro del proprio spazio personale con quello personale dell’altro. Non a caso i due laboratori teatrali, presenti da anni sul territorio, si sono incontrati e confrontati quest’anno su un tema comune di lavoro, condividendo l’esperienza ognuno a suo modo e raccontandosi il punto di vista, le immagini, il vissuto del proprio corpo e del proprio essere al mondo.
Il corpo quindi inteso non solo come mezzo vitale di conoscenza e comunicazione e interazione con l’altro e con il mondo, ma anche corpo come primo palcoscenico su cui giocare, attraverso il teatro, la messa in scena dell’io, sviluppando la sensazione di “esserci” e facendo “esperienza di sé”.
L’idea di partenza, la scrittura dei testi, la regia drammaturgica, gli attori e le attrici dei laboratori si sono così integrati sullo stesso palcoscenico intrecciando, trasformando ed evolvendo gli elaborati personali in una nuova esperienza creativa di gruppo.
Infine durante il laboratorio teatrale per la prima volta e in modo sperimentale, abbiamo creato un osservatorio critico che ha documentato e poi raccontato a suo modo l’intero lavoro, dandoci oggi la possibilità di condividere con il pubblico non solo lo spettacolo finale ma quei momenti e scambi dal quale è nato. L’osservatorio ha infatti prodotto un “libro corposo” fatto di foto, frasi catturate durante le prove, colori e sensazioni che rendono concreto il punto di vista di chi guarda frontalmente e partecipa attivamente alla nascita e alla crescita di una creazione artistica collettiva
...Vivo! seguo il flusso del sangue, un fiume, una corrente che mi trascina nelle viscere del corpo, nel turbinio dei pensieri e nell’energia della vita! Gentile pubblico in principio era il corpo, io mi spingo in avanti come in un salto vitale, mortale e vitale.. che si rompano le acque.. un brivido… un rullo di tamburi.. Io mi tuffo nel domani!
Con: Mara Cardinalini e (Bianca Zamporlini in pancia) Antonella Locci, Natascia Fabbi, Laila Santirosi, Nicoletta Sinibaldi, Cristina Ciotti, Simonetta Ilari, Elena Poddi, Sabina Proietti.
Caterina Alessi, Matteo Bombace, Fabrizio Cavallari, Ilaria Fausti, Ezio Fioratto, Matteo Madolini, Claudia Proietti, Paolo Torretta, Samuele Riccio, Francesco Busi Tosti, Caterina Torre.
Osservatorio critico: Bianca Maria Puddu, Elisa Muzzi, Fosca Martinelli
Testi a cura dei laboratori in collaborazione con Chiara Organtini e Elena Poddi
Conduzione e Regia: Sabina Proietti
Centri Diurni Girasole e Macondo diretti da Stefano Lucaroni
Laboratori teatrali a cura di Sabina Proietti
Laboratorio di fotografia e “osservatorio critico” a cura di Elena Poddi
Immagine di copertina realizzata da Simone Marchetti
in collaborazione con il laboratorio di pittura di Rosa Estevan
In Collaborazione con Comune di Terni e Narni,
III circoscrizione Sud
CDAM (Centro Diffusione Arte & Musica S. Albasini)
Sanremo Passeggiata dell' Imperatrice - Statua della Primavera
Si tratta di una dei più prestigiosi percorsi a mare della Riviera ed una delle passeggiate più celebri d’Europa, anche per i risvolti storici che ne sono all’origine.
La necessità d’espansione di Sanremo, avviata verso una fase di sviluppo, determina la creazione di un ampio viale d’accesso alla città, a Ponente del sito ove si trovava la cappella di San Rocco. Si amplia dunque il tracciato della strada carrozzabile della cornice, con i lavori concentrati fra il settimo e l’ottavo decennio dell’Ottocento. Le fortune turistiche di Sanremo si devono anche all’arrivo di illustri ospiti, che all’epoca erano importanti testimonial. E’ questo il caso della Imperatrice di Russia Maria Alexandrovna (1824–1880), la quale, a causa di problemi di salute, aveva bisogno di soggiornare, per lunghi periodi, in località che beneficiavano del clima Mediterraneo.
Trovandosi spesso in Costa Azzurra, viene invitata a Sanremo da Adele Roverizio di Roccasterone, moglie del sindaco e dal banchiere Antonio Rubino. La folta colonia russa della città dei Fiori accoglie nel migliore dei modi l’Imperatrice nel dicembre del 1874. Il soggiorno dura fino al febbraio dell’anno successivo: molti aspetti di questa permanenza sono ricordati da lettere del grande scrittore Lev Tolstoj, che faceva parte del vasto seguito, alloggiato in alcune tra le più prestigiose ville cittadine. Il periodo sanremese è stato così gradito all’Imperatrice che subito dopo impegna una somma utile a regalare alla città una partita di palme per adornare il corso di Ponente. Nel 1875 la municipalità decide di intitolare la passeggiata all’illustre ospite. L’aspetto definitivo del corso viene conferito dai lavori previsti dal piano regolatore Lamborizio, del 1904.
Due celebri sculture arricchiscono il percorso. La prima è la statua della Primavera, divenuta simbolo della città, opera di Vincenzo Pasquali, scultore ospite di Sanremo. La seconda è il severo monumento a Giuseppe Garibaldi: l’eroe dei due mondi è rappresentato con lo sguardo rivolto al mare, ritto su di un alto piedistallo arricchito da rilievi in bronzo. L’opera esprime valori simbolici molto spiccati, ammirata fin dalla sua inaugurazione, il 26 aprile del 1908, dopo due anni di lavoro.
bobs asymétriques sont sans aucun doute l’un des plus coupes de cheveux de style , dans le monde de la mode. L’angle unique peut varier de vif et alerte dans un subtil et doux, et tout le reste. Si vous rockin ‘une coiffure bob (ou de penser à ajouter un certain angle à votre v...
coiffure-francais.com/21-super-sweet-asymmetric-bob-coiff...
Fonte dell'immagine: La Chiesa di Dio Onnipotente
Condizioni d'Uso: Avviso legale e condizioni per l’uso
Coloro che obbediscono a Dio con cuore sincero saranno certamente guadagnati da Lui
L’opera dello Spirito Santo cambia di giorno in giorno, salendo più in alto a ogni passo; la rivelazione di domani sarà ancora superiore a quella di oggi, innalzandosi sempre più, un passo alla volta. Tale è l’opera mediante la quale Dio perfeziona l’uomo. Se l’uomo non riesce a tenere il passo, allora può rimanere indietro in qualsiasi momento. Se l’uomo non ha un cuore obbediente, allora non può seguire fino alla fine. L’età precedente è passata; questa è una nuova età. E in una nuova età deve essere realizzata una nuova opera. In particolare nell’età finale in cui l’uomo verrà perfezionato, Dio compirà una nuova opera sempre più rapidamente. Pertanto, senza obbedienza nel cuore, l’uomo avrà difficoltà a seguire le orme di Dio. Dio non Si attiene alle regole, né considera qualsiasi fase della Sua opera come immutabile. Piuttosto, l’opera svolta da Dio è sempre più nuova e sempre più elevata. La Sua opera diventa sempre più pratica a ogni passo, sempre più in linea con le reali esigenze dell’uomo. Solo dopo aver sperimentato questo tipo di opera l’uomo può giungere alla trasformazione finale della sua indole. La conoscenza che l’uomo ha della vita raggiunge livelli sempre più elevati, e altrettanto fa l’opera di Dio. Solo in questo modo l’uomo può essere reso perfetto e diventare idoneo a essere utilizzato da Dio. Dio opera in questo modo, da un lato, per confutare e ribaltare le concezioni dell’uomo, dall’altro, invece, per condurre l’uomo a uno stato più elevato e più realistico, nel più alto regno della fede in Dio, in modo che, alla fine, sia fatta la volontà di Dio. Tutti quelli di natura disobbediente che si oppongono con ostinazione saranno lasciati indietro in questa fase rapida e di irrefrenabile avanzamento dell’opera di Dio; solo coloro che obbediscono volentieri e che sono disposti a umiliarsi potranno procedere fino alla fine del cammino. In questo tipo di opera, tutti voi dovreste imparare come sottomettervi e mettere da parte le vostre idee. Ogni passo deve essere fatto con cautela. Se siete avventati, diventerete senz’altro uno di quelli disdegnati dallo Spirito Santo, uno che intralcia Dio nella Sua opera. Prima di sperimentare questa fase dell’opera, le regole e le leggi umane del passato erano così numerose che l’uomo si è lasciato trasportare e, di conseguenza, è diventato presuntuoso e ha perso il controllo di sé. Questi sono tutti ostacoli che impediscono all’uomo di accettare la nuova opera di Dio e sono di impaccio alla sua conoscenza di Dio. Se l’uomo non ha obbedienza nel suo cuore né brama di verità, allora sarà in pericolo. Se ti sottometti solo all’opera e alle parole che sono semplici, e sei incapace di accettarne altre di maggiore intensità, allora sei uno che mantiene le vecchie abitudini e non riesce a tenere il passo con l’opera dello Spirito Santo. L’opera svolta da Dio varia da un periodo all’altro. Se mostri grande obbedienza in una fase, ma nella successiva ne mostri meno o niente del tutto, allora Dio ti abbandonerà. Se stai al passo con Dio mentre Egli sale questo gradino, allora devi continuare a tenere il passo quando Egli salirà il prossimo. Solo allora sarai uno che obbedisce allo Spirito Santo. Dal momento che credi in Dio, devi rimanere costante nella tua obbedienza. Non puoi semplicemente obbedire quando ti pare e disobbedire quando non ti va. Tale modo di obbedire non è approvato da Dio. Se non riesci a stare al passo con la nuova opera che Io condivido e continui a rimanere aggrappato ai detti precedenti, come può esserci un avanzamento nella tua vita? L’opera di Dio è nutrirti attraverso la Sua parola. Quando obbedisci e accetti la Sua parola, allora lo Spirito Santo opererà certamente in te. Lo Spirito Santo opera esattamente nel modo di cui parlo. Fai come ho detto e lo Spirito Santo opererà prontamente in te. Ho liberato una nuova luce perché la vediate e vi attiri nella luce del momento presente. Quando camminerai in questa luce, lo Spirito Santo immediatamente opererà in te. Alcuni potranno essere recalcitranti e dire: “Io, semplicemente, non farò come dici Tu”. Allora ti dico che ormai sei giunto alla fine della strada. Ti sei inaridito e non hai più vita. Pertanto, nello sperimentare la trasformazione della tua indole, è fondamentale che tu tenga il passo con la luce presente. Lo Spirito Santo opera non solo in alcuni uomini che sono utilizzati da Dio, ma ancora di più nella Chiesa. Potrebbe svolgere la Sua opera in chiunque. Egli può svolgere la Sua opera in te ora e, dopo che l’hai sperimentata, può compierla in qualcun altro. Affrettati a seguirla; più segui da vicino la luce presente, più la tua vita può maturare e crescere. Qualunque tipo di uomo possa essere, purché lo Spirito Santo operi in lui, assicurati di seguirlo. Prendi le sue esperienze come se fossero tue, e riceverai cose ancora più elevate. In questo modo il tuo avanzamento sarà più rapido. Questo è il cammino della perfezione per l’uomo e il modo attraverso il quale la vita cresce. Il cammino verso la perfezione si raggiunge attraverso l’obbedienza all’opera dello Spirito Santo. Non sai attraverso quale tipo di persona Dio opererà per perfezionarti, né attraverso quale persona, evento o cosa Egli ti consentirà di entrare in possesso e di ottenere un certo discernimento. Se sei in grado di camminare su questa retta via, ciò dimostra che per te c’è grande speranza di essere perfezionato da Dio. Se sei incapace di farlo, questo dimostra che il tuo futuro è desolato e privo di luce. Una volta intrapreso il retto sentiero, otterrai la rivelazione in tutte le cose. Non importa cosa lo Spirito Santo possa rivelare agli altri, se continui a sperimentare le varie cose per conto tuo sulla base della loro conoscenza, questa esperienza diventerà parte della tua vita e sarai in grado di nutrire altri grazie a essa. Coloro che nutrono gli altri ripetendo parole a pappagallo sono coloro che non hanno avuto alcuna esperienza; devi imparare a trovare, attraverso la rivelazione e l’illuminazione di altri, un modo di far pratica prima di poter cominciare a parlare della tua effettiva esperienza e conoscenza. Ciò sarà di maggiore beneficio per la tua vita. Dovresti fare esperienza in questo modo, obbedendo a tutto ciò che viene da Dio. Dovresti cercare la volontà di Dio in tutte le cose e imparare lezioni in tutte le cose, così che la tua vita possa maturare e crescere. Questo tipo di pratica permette un avanzamento più veloce.
Lo Spirito Santo ti illumina attraverso le tue esperienze pratiche e ti perfeziona attraverso la tua fede. Sei veramente disposto a essere perfezionato? Se sei veramente disposto a essere perfezionato da Dio, allora avrai il coraggio di mettere da parte la tua carne e di mettere in atto le parole di Dio e non essere passivo o debole. Sarai in grado di obbedire a tutto ciò che viene da Dio e tutte le tue azioni, che siano compiute in pubblico o in privato, saranno presentabili a Dio. Se sei una persona onesta e pratichi la verità in tutte le cose sarai portato a perfezione. Quegli uomini subdoli che agiscono in un modo di fronte agli altri e in un altro modo alle loro spalle non sono pronti a essere perfezionati. Sono tutti figli della perdizione e della distruzione; non appartengono a Dio, ma a Satana. Non sono il tipo di uomo scelto da Dio! Se le tue azioni e il tuo comportamento non possono essere presentati davanti a Dio o essere osservati dallo Spirito di Dio, questa è la prova che c’è qualcosa di sbagliato in te. Solo se accetti il giudizio e il castigo di Dio e dai importanza alla trasformazione della tua indole sarai in grado di intraprendere il cammino per essere portato a perfezione. Se davvero desideri essere portato a perfezione da Dio e fare la Sua volontà, allora dovresti obbedire a tutta l’opera di Dio senza pronunciare una sola parola di lamento, e senza avere la presunzione di valutarla o giudicarla. Queste sono le condizioni basilari per essere perfezionato da Dio. Il requisito necessario per coloro che cercano di essere perfezionati da Dio è questo: fare tutte le cose con un cuore che ama Dio. Cosa significa “fare le cose con un cuore che ama Dio”? Significa che tutte le tue azioni e il tuo comportamento possono essere presentati davanti a Dio. Siccome le tue intenzioni sono giuste, a prescindere dal fatto che le tue azioni siano giuste o sbagliate non temi che vengano mostrate a Dio o ai tuoi fratelli e sorelle; hai il coraggio di fare una promessa solenne dinanzi a Dio. Ogni tua intenzione, pensiero e idea possono essere presentati davanti a Dio per essere esaminati. Se pratichi e intraprendi questo cammino, allora l’avanzamento nella tua vita sarà rapido.
Poiché credi in Dio, devi avere fede in tutte le parole e le opere di Dio. Vale a dire, dal momento che credi in Dio, devi obbedirGli. Se non riesci a fare questo, allora non importa se credi in Dio. Se hai creduto in Dio per molti anni, ma non Gli hai mai obbedito né hai accettato tutte le Sue parole, e hai invece chiesto a Dio di sottometterSi a te secondo le tue concezioni, allora sei il più ribelle di tutti e sei un miscredente. Come può una persona simile essere in grado di obbedire all’opera e alle parole di Dio che non sono conformi alle concezioni dell’uomo? La persona più ribelle è quella che intenzionalmente sfida e resiste a Dio. Costui è nemico di Dio e un anticristo. Una persona simile conserva sempre un atteggiamento ostile verso la nuova opera di Dio, non ha mai mostrato la minima intenzione di sottomettersi e non ha mai obbedito volentieri o umiliato sé stesso. Esalta sé stesso davanti agli altri e non dà mai segni di remissività. Davanti a Dio, si considera il più esperto nel predicare la Parola e il più competente nell’operare sugli altri. Non rinuncia mai ai “tesori” già in suo possesso, ma li tratta come cimeli di famiglia da adorare, da predicare agli altri, e li usa per fare lezione a quegli sciocchi che lo adorano. Di fatto ci sono alcune persone così nella Chiesa. Si può dire che esse siano gli “eroi indomiti” che, generazione dopo generazione, soggiornano nella casa di Dio. Pensano che predicare la parola (dottrina) sia il loro dovere più alto. Un anno dopo l’altro e una generazione dopo l’altra, essi si adoperano con vigore avvalorando il loro “sacro e inviolabile” dovere. Nessuno osa toccarli e nessuno osa rimproverarli apertamente. Diventano “re” nella casa di Dio e si lasciano trasportare mentre tiranneggiano gli altri attraverso i secoli. Questo branco di demoni cerca di unire le forze e demolire la Mia opera; come posso permettere a questi diavoli viventi di esistere davanti ai Miei occhi? Persino coloro che obbediscono solo a metà non possono camminare fino alla fine, tanto meno questi tiranni che non hanno nel cuore la benché minima obbedienza! L’opera di Dio non è facilmente guadagnata dall’uomo. Anche se l’uomo usa tutta la sua forza, sarà in grado di ottenerne solo una parte e di raggiungere la perfezione alla fine. Che dire poi dei figli dell’arcangelo che cercano di distruggere l’opera di Dio? Non hanno ancora meno speranza di essere guadagnati da Dio? Il Mio obiettivo nel compiere l’opera di conquista non è solo il conquistare in sé e per sé, ma rivelare giustizia e ingiustizia, ottenere prove per la punizione dell’uomo, condannare i malvagi e, inoltre, portare a perfezione quelli con un cuore obbediente. Alla fine, tutti saranno separati in base al loro tipo, e tutti quelli portati a perfezione avranno pensieri e idee colmi di obbedienza. Questa è l’opera da completarsi alla fine. Quelli pieni di modi ribelli saranno puniti, mandati a bruciare tra le fiamme e saranno per sempre maledetti. Quando arriverà quel tempo, gli “eroi grandi e indomabili” delle età precedenti diventeranno i “deboli e inutili codardi”, i più vili e disprezzati. Solo questo può illustrare ogni aspetto della giustizia di Dio e la Sua indole che non tollera alcuna offesa dall’uomo. Solo questo può placare l’odio nel Mio cuore. Non trovate che sia del tutto ragionevole?
Non tutti coloro che sperimentano l’opera dello Spirito Santo possono ricevere la vita e non tutti quelli che si trovano in questa corrente possono ricevere la vita. La vita non è una proprietà comune condivisa dall’intera umanità, e il cambiamento dell’indole non è qualcosa che sia facilmente raggiungibile da tutti. La sottomissione all’opera di Dio deve essere tangibile e deve essere vissuta. La sottomissione a livello superficiale non può ricevere l’approvazione di Dio, e limitarsi a obbedire agli aspetti superficiali della parola di Dio senza cercare una trasformazione della propria indole non può soddisfare il Suo cuore. L’obbedienza a Dio e la sottomissione all’opera di Dio sono un’unica e identica cosa. Coloro che si sottomettono solo a Dio, ma non alla Sua opera, non possono essere considerati obbedienti, tanto meno coloro che non si sottomettono veramente e non sono che evidenti adulatori. Coloro che veramente si sottomettono a Dio sono tutti in grado di guadagnare dall’opera e di raggiungere la comprensione dell’indole e dell’opera di Dio. Solo tali uomini si sottomettono veramente a Lui. Essi sono in grado di guadagnare nuove conoscenze da una nuova opera e sperimentare nuovi cambiamenti da essa. Solo tali uomini hanno l’approvazione di Dio; solo questo tipo di uomo è quello portato a perfezione e che ha subito una trasformazione della propria indole. Coloro che ricevono l’approvazione di Dio sono quelli che volentieri si sottomettono a Lui, così come alla Sua parola e alla Sua opera. Solo questo tipo di uomo è nel giusto; solo questo tipo di uomo desidera e cerca sinceramente Dio. Quanto a coloro che si limitano a parlare della loro fede in Dio, ma in realtà Lo maledicono, sono quelli che si mascherano, che recano il veleno dei serpenti, i più insidiosi degli uomini. Presto o tardi a questi farabutti verrà strappata la loro ignobile maschera. Non è forse l’opera che viene svolta oggi? I malvagi saranno sempre malvagi e non sfuggiranno al giorno della punizione. I buoni saranno sempre buoni e saranno rivelati quando l’opera volgerà al termine. Nessuno dei malvagi sarà considerato giusto, né alcuno dei giusti sarà ritenuto malvagio. Permetterei mai che qualcuno venga accusato ingiustamente?
Mentre la tua vita va avanti, devi sempre avere un nuovo ingresso e un discernimento nuovo e più elevato, che si fa più profondo a ogni passo. Questo è ciò a cui l’intera umanità dovrebbe accedere. Attraverso la condivisione, l’ascolto di un messaggio, la lettura della parola di Dio o la gestione di una questione, otterrai un nuovo discernimento e una nuova rivelazione. Tu non vivi nel rispetto delle vecchie regole e dei tempi antichi. Vivi sempre nella nuova luce e non ti allontani dalla parola di Dio. Questo è quello che viene considerato mettersi sulla strada giusta. Non si tratta semplicemente di pagare il prezzo a un livello superficiale. Giorno dopo giorno, la parola di Dio entra in una dimensione più elevata e nuove cose appaiono. Anche per l’uomo è necessario fare ogni giorno un nuovo ingresso. Appena parla, Dio porta a buon fine tutto ciò che ha detto; se non riesci a tenere il passo, rimarrai indietro. Devi andare più a fondo nelle tue preghiere; nutrirti della parola di Dio non può essere qualcosa di saltuario. Approfondisci le rivelazioni e l’illuminazione che ricevi, e le tue nozioni e fantasie devono scemare gradualmente. Devi anche rafforzare il tuo giudizio, e qualunque cosa tu incontri, devi avere i tuoi propri pensieri al riguardo e le tue personali opinioni. Comprendendo alcune cose nello spirito, devi acquisire discernimento nelle cose esteriori e afferrare il nocciolo di ogni questione. Se non disponi di tali qualità, come sarai in grado di guidare la Chiesa? Se parli solo di lettere e dottrine, senza alcuna realtà e senza una modalità pratica, puoi tirare avanti solo per un breve periodo di tempo. Questo può essere relativamente accettabile quando parli a nuovi credenti, ma dopo qualche tempo, quando essi hanno avuto qualche effettiva esperienza, non sarai più in grado di nutrirli. Come puoi essere adatto a essere utilizzato da Dio? Non puoi operare senza una nuova illuminazione. Quelli senza una nuova illuminazione sono quelli che non sanno come fare esperienza e tali uomini non acquisiscono mai nuove conoscenze o esperienze. E quanto a fornire la vita, non potranno mai assolvere la loro funzione, né diventare idonei a essere utilizzati da Dio. Questo tipo di uomo è un buono a nulla, un mero perdigiorno. In realtà, questi uomini sono totalmente incapaci di adempiere la propria funzione nell’opera e sono tutti buoni a nulla. Non solo non riescono a svolgere la propria funzione, in realtà sottopongono la Chiesa a una pressione pesante e inutile. Esorto questi “venerabili anziani” a sbrigarsi a lasciare la Chiesa, così che gli altri non siano più costretti a considerarvi. Questi uomini non hanno alcuna comprensione della nuova opera, ma sono pieni di infinite nozioni. Non svolgono alcuna funzione nella Chiesa; piuttosto, seminano zizzania e diffondono negatività ovunque, fino al punto di impegnarsi in ogni sorta di cattiva condotta e di disturbo nella Chiesa, confondendo e sconcertando, in tal modo, coloro che mancano di discernimento. Questi diavoli viventi, questi spiriti maligni dovrebbero lasciare la Chiesa nel più breve tempo possibile, per evitare che la Chiesa ne venga danneggiata. Forse puoi non temere l’opera di oggi, ma non temi la giusta punizione di domani? Ci sono molte persone nella Chiesa che sono scrocconi, così come un gran numero di lupi che cercano di interferire con la normale opera di Dio. Sono tutti demoni inviati dal diavolo, lupi feroci che cercano di divorare gli agnelli innocenti. Se questi cosiddetti uomini non vengono espulsi, diventano parassiti della Chiesa e tarme che divorano le offerte. Questi vermi spregevoli, ignoranti, vili e ripugnanti saranno un giorno puniti!
it.godfootsteps.org/the-truly-obedient-shall-surely-be-ga...
© sergione infuso - all rights reserved
follow me on www.sergione.info
You may not modify, publish or use any files on
this page without written permission and consent.
-----------------------------
Il tastierista e il chitarrista della leggendaria rock band sul palco dell'Ippodromo
Quest'anno L.A.Woman, disco di maggior successo di The Doors, compie quarant'anni. Per l'occasione, Ray Manzarek (tastierista) e Robby Krieger (chitarrista e songwirter del gruppo) festeggiano con un tour europeo. I due membri del leggendario gruppo che fu capitanato da Jim Morrison fanno tappa all'Ippodromo del Galoppo, nell'ambito di City Sound. Dal vivo propongono le grandi hit che hanno segnato il percorso artistico dei Doors e della musica rock.
Raymond Daniel Manzarek, o più precisamente Manczarek (Chicago, 12 febbraio 1939), è un pianista e bassista statunitense.
È stato il tastierista e (dopo la morte di Jim Morrison) cantante del famoso gruppo statunitense The Doors, dal 1965 al 1973. In realtà nelle esecuzioni dal vivo (e nel primo album), grazie alla sua buona tecnica, fu anche il "bassista" dei Doors, suonando un Rhodes Piano Bass appoggiato sul top piatto dell'organo (un Vox Continental e successivamente un Gibson G101). Questo gli permetteva di gestire la linea di basso con la mano sinistra e l'organo con la destra. In questo modo l'organo fu sempre suonato su ottave alte, dando alla melodia quel suono deciso e tagliente che gli ha reso tanta fortuna.
Robert Alan Krieger (Los Angeles, 8 gennaio 1946) è un chitarrista statunitense.
Famoso per esser stato il chitarrista del gruppo rock The Doors. Con il suo stile unico nel rock riuscì ad unire e ad amalgamare i suoni dell'organo di Manzarek, la pulsante batteria di Densmore e la voce mistica di Morrison. Le note della sua chitarra erano lente con riff pacati e un ritmo tipico del flamenco. Inoltre è 91' nella classifica de "I 100 migliori chitarristi di tutti i tempi" redatta dalla rivista Rolling Stone.
Dave Brock - voce principale
Robby Krieger - chitarra, voci
Ray Manzarek - tastiere, voci
Phil Chen - basso
Ty Dennis - batteria, percussioni
ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTERA: Clementina Panella - Teschi staccati dal corpo, feticci e crudeltà: la Roma antica amava l'horror. L’ Espresso (31/07/2017).
ROMA - ARCHEOLOGIA - Teschi staccati dal corpo, feticci e crudeltà: la Roma antica amava l'horror. Un cranio con le ossa segate e i denti intagliati. Vicino al Colosseo si scopre un trofeo fatto di resti umani, che svela le abitudini più inquientanti di condottieri e imperatori. L’ Espresso (31/07/2017).
“Incredibile! Mai vista una cosa del genere!" Sono stati questi i primi commenti dell’archeologa Clementina Panella di fronte a una scoperta unica nella storia di Roma: un cranio scarnificato sbucato dal terreno durante la campagna di scavo in corso alle pendici del Palatino.
Il teschio, trovato accanto a numerose teste di buoi e a un neonato sepolto in un vaso di terracotta ma senza altri resti dello scheletro, ha immediatamente posto diversi interrogativi.
Innanzi tutto: a chi apparteneva? E come mai si trova proprio qui, in quella che fin dai tempi della fondazione di Roma era una zona sacra? Siamo infatti nel luogo dove Panella ha rintracciato qualche anno fa le “Curiae veteres”, il santuario civico che la tradizione attribuisce a Romolo, dove due volte all’anno i cittadini si riunivano per consumare i pasti in comune.
Col tempo il complesso ha subíto rifacimenti ma è sempre rimasto un luogo venerato, dove venivano seppelliti in fosse rituali resti architettonici delle strutture precedenti ed ex-voto: sono stati recuperati frammenti di terrecotte ornamentali dipinte con tinte accese, risalenti fino all’età dei re. Il cranio si trova però in un livello successivo, datato al quinto secolo avanti Cristo, quando il luogo di culto era ancora in piena attività.
Dopo la pulitura e i primi esami - che ha visto la collaborazione di antropologi della Soprintendenza speciale di Roma e di fisici dell’università La Sapienza - il reperto è stato attribuito a un uomo di 30-35 anni, cieco da un occhio. Il teschio presenta strane particolarità: la mandibola, gli incisivi e i canini mancano, mentre due molari sono stati intagliati in modo regolare, e le ossa dietro le orecchie sono state segate di netto. «Probabilmente queste manipolazioni, avvenute quasi tutte dopo la morte, erano state praticate per fissare il cranio su un supporto», spiega Panella. «Perché? La nostra ipotesi è che sia stato appeso come trofeo».
Esporre teste di nemici, soprattutto se re e comandanti, non era un’usanza rara nel mondo antico centro-europeo, ma le fonti letterarie attribuiscono la diffusione di tale costume alle popolazioni celtiche, in particolare ai Galli: il geografo greco Strabone, che scriveva all’epoca di Augusto, riferisce - per averlo letto - che essi inchiodavano all’architrave delle proprie case le teste mozzate dei nemici uccisi in combattimento; ancora prima Diodoro Siculo, autore in greco di una “Biblioteca storica”, riferisce che i Galli appendevano nelle loro case anche le armi intrise di sangue strappate agli avversari e che le teste dei nemici più famosi erano imbalsamate con olio di cedro, messe in delle ceste e mostrate agli stranieri.
Lo storico Livio conferma: nelle guerre contro i romani, per terrorizzarli, i guerrieri gallici appendevano ai propri cavalli, o infilzavano sulle punte delle lance, teste di legionari, mentre intonavano minacciosi canti di guerra. Del resto, sono tanti i crani venuti alla luce in Francia - e anche in Spagna e in Germania - trapassati da chiodi o con la calotta perforata.
Dal mondo romano arrivano invece notizie scarne sulle decapitazioni del nemico come segno di una vittoria importante: Romolo che mozzò la testa ad Acrone, re dei Ceninensi, oppure il console Marco Claudio Marcello che nel 222 avanti Cristo decapitò Virdumaro, duce dei Galli Insubri, e pochi altri esempi. Ma, a fronte delle testimonianze sulla durata di questa usanza nelle terre d’Oltralpe, lo storico francese Jean-Louis Voisin rigetta le accuse rivolte ai suoi lontani antenati.
Sostiene infatti che, col passar del tempo, i romani non considerarono più “barbaro” o crudele questo costume: li definisce anzi veri e propri «cacciatori di teste», con una pratica istituzionalizzata che dall’età mitica arriva alla fine del quarto secolo dopo Cristo. Con dettagli ricavati da documenti letterari e archeologici, Voisin stila così un elenco di 76 persone illustri, uomini e donne, alle quali - per rivalità, motivi politici o bellici - fu mozzata la testa.
Alcuni episodi sono noti: Marco Antonio che ostentava sul suo scrittoio il capo tagliato a Cicerone, nella cui lingua la moglie di Antonio, Fulvia, pare abbia infilato uno spillone. Oppure la testa dell’imperatore Massenzio, sconfitto da Costantino a Ponte Milvio nel 312 dopo Cristo che fu portata in giro dai soldati vittoriosi e poi spedita in Africa, dove Massenzio aveva i suoi principali sostenitori.
Le teste avevano cominciato a viaggiare da tempo, conservate nel miele, nella cera o trattenute da bende, a cominciare da quella di Pompeo fatta arrivare a Giulio Cesare e da quella di Bruto, uno dei cesaricidi, diretta a Roma ma finita nel mare in tempesta.
Voisin sottolinea che si moltiplicarono i sicari prezzolati - specialmente nell’ultimo e turbolento periodo repubblicano - e il mercato che ruotava intorno all’acquisto di teschi di personaggi famosi. A proposito, ricorda il macabro episodio della fine del tribuno Caio Gracco: quando, dopo la morte, il suo capo fu messo in vendita a peso d’oro, per renderlo più pesante e aumentarne quindi il prezzo, il cervello fu sostituito dal piombo. Sono situazioni poco conosciute di Roma antica, che comunque non sminuiscono il valore della nostra più celebrata civiltà, alla base - amministrativa, giuridica, urbanistica - di tutto il mondo occidentale.
Il reperto del Palatino non ha però indicazioni sull’appartenenza al corpo di un sovrano o di un condottiero di spicco; in questo caso ci sarebbe stato, nelle vicinanze, qualche segno di riconoscimento. Oltretutto, non era nemmeno sistemato in una fossa, dentro un contenitore o sotto un cumulo di pietre, a differenza dei teschi bovini trovati lì accanto (i “bucrani”, così frequentemente rappresentati nei monumenti romani): questi, dopo essere stati esposti su palizzate, erano stati ben interrati in quanto resti di un sacrificio e del successivo banchetto.
Da molti scavi archeologici sappiamo che se un cranio veniva prelevato dalla sepoltura, spesso era per diventare oggetto di culto da parte di gruppi sociali che si consideravano discendenti del defunto, e ritenevano che in questo modo l’antenato li avrebbe protetti. Anche pezzi di ossa asportati dallo scheletro venivano sepolti a parte e usati come ornamento personale o amuleti: si riteneva che avessero poteri magici quando riguardavano persone “speciali” o per virtù profetiche, o per un coraggio straordinario, o anche per anomalie fisiche considerate prodigiose.
Gli scrittori che narrano le origini e lo sviluppo di Roma non fanno però alcun accenno a crani-trofei umani sul Palatino; menzionano solo i resti bovini, certamente in gran numero. Erano così conosciuti da essere utilizzati come riferimento topografico: la casa natale di Augusto per esempio si trovava “ad capita bubula” (“presso le teste dei buoi”).
Per acquisire ulteriori elementi, un frammento del cranio è stato inviato a Lecce, dove Lucio Calcagnile, direttore del Centro Diagnostico nell’università del Salento, ha effettuato le analisi per la datazione al 14C. Il risultato, appena arrivato, conferma la possibile datazione proposta dagli archeologi, ma all’interno di un arco cronologico ampio: dall’ottavo al quinto secolo avanti Cristo. Due, quindi le possibilità, conclude Panella: «La prima, rimanda all’epoca più lontana e a una casualità: venuto alla luce durante lavori edilizi, il cranio era stato malamente riseppellito; la seconda, lo colloca invece nella vita del santuario coevo, oggetto di un’esposizione pubblica. Potrebbe essere una testa-trofeo di un nemico ma non si può escludere che fosse invece un personaggio legato alla comunità che si riuniva in questo luogo. In ogni caso si tratta di un unicum, che stimola ulteriori indagini».
Invece il recipiente (“olla”) contenente il corpicino del neonato, quasi certamente è finito lì nel corso della nuova sistemazione del santuario, e proveniva da un edificio abbattuto. Non è insolita la sepoltura di un bambino all’interno della città “dei vivi”: gli spazi della Roma antica sono stati utilizzati a lungo per deposizioni analoghe, ne sono state trovate anche sotto il tempio di Antonino e Faustina nel Foro.
Sono quindici anni che Clementina Panella, già professore ordinario di Metodologie e Tecniche della ricerca archeologica, con gli studenti della Sapienza scava questo versante del colle imperiale, di fronte al Colosseo, in concessione da parte del Ministero dei Beni culturali. I risultati sono stati a dir poco sorprendenti e raccontano una storia insediativa che precede la fondazione dell’Urbe e arriva ai nostri giorni. Sopra e sotto i terrazzamenti voluti da Nerone per la sua Domus Aurea, che hanno coperto l’intera area, sono state rinvenute tracce dell’insediamento delle prime capanne, le antiche Curie, la casa natale di Augusto.
Da questi scavi sono riemerse le uniche insegne imperiali giunte fino a noi - scettri, porta insegne, globi in materiali rari - appartenute a Massenzio, e poi un ambiente lussuoso per riunioni del tardo impero, ritratti di sovrani, e poi tracciati stradali, pavimenti di marmo, materiali di culto e di uso quotidiano che dai primi re arrivano al Medioevo.
Il ritrovamento di “Ignoto 1 del Palatino”, con i suoi misteri, si aggiunge al palmares di questa archeologa. «E non abbiamo finito», aggiunge Panella. «Oltre a lavorare sull’immensa mole dei dati raccolti, mi sto battendo sia per creare un Museo dedicato a tutte le scoperte, sia per valorizzare l’area esplorata attraverso i principali momenti delle sue vicende urbanistiche. Siamo nel cuore del centro di Roma: la città contemporanea deve poter conoscere e apprezzare i segni più rilevanti del suo passato».
Foto | fonte | sources:
-- Clementina Panella - Teschi staccati dal corpo, feticci e crudeltà: la Roma antica amava l'horror. Foto: Scavi sul Palatino, il lato dark della Roma antica. L’ Espresso (31/07/2017).
espresso.repubblica.it/visioni/2017/07/31/news/com-era-ho...
S.v.,
-- Clementina Panella, in: Academia.edu (12/2017).
uniroma1.academia.edu/ClementinaPanella
-- ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: “EXCITING PALATINE. INTERVIEW WITH PROF. CLEMENTINA PANELLA | EMOZIONI DAL PALATINO. INTERVISTA CON LA PROFESSORESSA CLEMENTINA PANELLA,” Photos via: ©Martin Conde & ©Clementina Panella, in: ITALIAN WAYS.COM (20/01/2017).
-- PROF. CLEMENTINA PANELLA, in: ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA (1987-2017).
rometheimperialfora19952010.wordpress.com/?s=Clementina+P...
© sergione infuso - all rights reserved
follow me on www.sergione.info
You may not modify, publish or use any files on
this page without written permission and consent.
-----------------------------
Il tastierista e il chitarrista della leggendaria rock band sul palco dell'Ippodromo
Quest'anno L.A.Woman, disco di maggior successo di The Doors, compie quarant'anni. Per l'occasione, Ray Manzarek (tastierista) e Robby Krieger (chitarrista e songwirter del gruppo) festeggiano con un tour europeo. I due membri del leggendario gruppo che fu capitanato da Jim Morrison fanno tappa all'Ippodromo del Galoppo, nell'ambito di City Sound. Dal vivo propongono le grandi hit che hanno segnato il percorso artistico dei Doors e della musica rock.
Raymond Daniel Manzarek, o più precisamente Manczarek (Chicago, 12 febbraio 1939), è un pianista e bassista statunitense.
È stato il tastierista e (dopo la morte di Jim Morrison) cantante del famoso gruppo statunitense The Doors, dal 1965 al 1973. In realtà nelle esecuzioni dal vivo (e nel primo album), grazie alla sua buona tecnica, fu anche il "bassista" dei Doors, suonando un Rhodes Piano Bass appoggiato sul top piatto dell'organo (un Vox Continental e successivamente un Gibson G101). Questo gli permetteva di gestire la linea di basso con la mano sinistra e l'organo con la destra. In questo modo l'organo fu sempre suonato su ottave alte, dando alla melodia quel suono deciso e tagliente che gli ha reso tanta fortuna.
Robert Alan Krieger (Los Angeles, 8 gennaio 1946) è un chitarrista statunitense.
Famoso per esser stato il chitarrista del gruppo rock The Doors. Con il suo stile unico nel rock riuscì ad unire e ad amalgamare i suoni dell'organo di Manzarek, la pulsante batteria di Densmore e la voce mistica di Morrison. Le note della sua chitarra erano lente con riff pacati e un ritmo tipico del flamenco. Inoltre è 91' nella classifica de "I 100 migliori chitarristi di tutti i tempi" redatta dalla rivista Rolling Stone.
Dave Brock - voce principale
Robby Krieger - chitarra, voci
Ray Manzarek - tastiere, voci
Phil Chen - basso
Ty Dennis - batteria, percussioni
Rimedio naturale Cistite
Alternativa naturale per cistite da seguire rispetto ai cicli di antibiotici a scopo preventivo
Cisticron è realizzato sfruttando le spiccate proprietà anti infiammatorie e anti batteriche ad ampio spettro della Berberina, della Curcumina, della Tabebuia e di altre piante usate da millenni nella medicina ayurvedica nel trattamento delle infezioni delle vie urinarie con ottimi risultati.
I componenti del prodotto sono attivi sia contro le infezioni batteriche che contro le micosi, contrastando efficacemente micro organismi come escherichia coli e candida albicans.
Alcune piante, come la Tabebuia e il Tribulus, hanno attività antibatterica diretta, mentre la Berberina agisce sui flagelli di Escherichia Coli, impedendo in tal modo l’adesione dei batteri all’epitelio delle vie urinarie.
L'utilizzo di Cisticron rappresenta un'alternativa naturale e semplice da seguire rispetto ai cicli di antibiotici a scopo preventivo. In concomitanza degli eventi che predisponevano all'insorgenza della cistite (per esempio ciclo mestruale, rapporti sessuali, stagionalità).
In caso di gravidanza e durante l'allattamento consultare il proprio medico curante.
Controindicazioni
Ipersensibilità individuale verso i componenti del prodotto.
Dose giornaliera raccomandata
Da 1 a 4 capsule al giorno, secondo le seguenti modalità:
Nelle fasi acute: 2 capsule a pranzo e 2 capsule a cena (4 capsule al giorno totali) fino ad esaurire le 30 capsule della confezione. In seguito ridurre a 2 capsule al giorno, una a pranzo e una a cena, proseguendo 15 giorni.
Come coadiuvante nella prevenzione e per sostenere le naturali difese dell'organismo: una capsula al giorno per due mesi.
Nel caso i sintomi peggiorino in concomitanza di eventi scatenanti, esempio ciclo mestruale o rapporti sessuali, è utile assumere Cisticron alcuni giorni prima di tali eventi, se ovviamente sono prevedibili.
Disclaimer: Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata. Tenere fuori dalla portata dei bambini. Ogni essere umano è unico pertanto l'efficacia dei prodotti varia da persona a persona. Prima di iniziare ad assumere gli integratori alimentari è opportuno consultare il vostro medico curante perchè è il professionista che conosce bene il vostro stato di salute. www.phitaly.com/it/prodotto/rimedio_cistite_cisticron/
ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTERA: Clementina Panella - Teschi staccati dal corpo, feticci e crudeltà: la Roma antica amava l'horror. L’ Espresso (31/07/2017).
ROMA - ARCHEOLOGIA - Teschi staccati dal corpo, feticci e crudeltà: la Roma antica amava l'horror. Un cranio con le ossa segate e i denti intagliati. Vicino al Colosseo si scopre un trofeo fatto di resti umani, che svela le abitudini più inquientanti di condottieri e imperatori. L’ Espresso (31/07/2017).
“Incredibile! Mai vista una cosa del genere!" Sono stati questi i primi commenti dell’archeologa Clementina Panella di fronte a una scoperta unica nella storia di Roma: un cranio scarnificato sbucato dal terreno durante la campagna di scavo in corso alle pendici del Palatino.
Il teschio, trovato accanto a numerose teste di buoi e a un neonato sepolto in un vaso di terracotta ma senza altri resti dello scheletro, ha immediatamente posto diversi interrogativi.
Innanzi tutto: a chi apparteneva? E come mai si trova proprio qui, in quella che fin dai tempi della fondazione di Roma era una zona sacra? Siamo infatti nel luogo dove Panella ha rintracciato qualche anno fa le “Curiae veteres”, il santuario civico che la tradizione attribuisce a Romolo, dove due volte all’anno i cittadini si riunivano per consumare i pasti in comune.
Col tempo il complesso ha subíto rifacimenti ma è sempre rimasto un luogo venerato, dove venivano seppelliti in fosse rituali resti architettonici delle strutture precedenti ed ex-voto: sono stati recuperati frammenti di terrecotte ornamentali dipinte con tinte accese, risalenti fino all’età dei re. Il cranio si trova però in un livello successivo, datato al quinto secolo avanti Cristo, quando il luogo di culto era ancora in piena attività.
Dopo la pulitura e i primi esami - che ha visto la collaborazione di antropologi della Soprintendenza speciale di Roma e di fisici dell’università La Sapienza - il reperto è stato attribuito a un uomo di 30-35 anni, cieco da un occhio. Il teschio presenta strane particolarità: la mandibola, gli incisivi e i canini mancano, mentre due molari sono stati intagliati in modo regolare, e le ossa dietro le orecchie sono state segate di netto. «Probabilmente queste manipolazioni, avvenute quasi tutte dopo la morte, erano state praticate per fissare il cranio su un supporto», spiega Panella. «Perché? La nostra ipotesi è che sia stato appeso come trofeo».
Esporre teste di nemici, soprattutto se re e comandanti, non era un’usanza rara nel mondo antico centro-europeo, ma le fonti letterarie attribuiscono la diffusione di tale costume alle popolazioni celtiche, in particolare ai Galli: il geografo greco Strabone, che scriveva all’epoca di Augusto, riferisce - per averlo letto - che essi inchiodavano all’architrave delle proprie case le teste mozzate dei nemici uccisi in combattimento; ancora prima Diodoro Siculo, autore in greco di una “Biblioteca storica”, riferisce che i Galli appendevano nelle loro case anche le armi intrise di sangue strappate agli avversari e che le teste dei nemici più famosi erano imbalsamate con olio di cedro, messe in delle ceste e mostrate agli stranieri.
Lo storico Livio conferma: nelle guerre contro i romani, per terrorizzarli, i guerrieri gallici appendevano ai propri cavalli, o infilzavano sulle punte delle lance, teste di legionari, mentre intonavano minacciosi canti di guerra. Del resto, sono tanti i crani venuti alla luce in Francia - e anche in Spagna e in Germania - trapassati da chiodi o con la calotta perforata.
Dal mondo romano arrivano invece notizie scarne sulle decapitazioni del nemico come segno di una vittoria importante: Romolo che mozzò la testa ad Acrone, re dei Ceninensi, oppure il console Marco Claudio Marcello che nel 222 avanti Cristo decapitò Virdumaro, duce dei Galli Insubri, e pochi altri esempi. Ma, a fronte delle testimonianze sulla durata di questa usanza nelle terre d’Oltralpe, lo storico francese Jean-Louis Voisin rigetta le accuse rivolte ai suoi lontani antenati.
Sostiene infatti che, col passar del tempo, i romani non considerarono più “barbaro” o crudele questo costume: li definisce anzi veri e propri «cacciatori di teste», con una pratica istituzionalizzata che dall’età mitica arriva alla fine del quarto secolo dopo Cristo. Con dettagli ricavati da documenti letterari e archeologici, Voisin stila così un elenco di 76 persone illustri, uomini e donne, alle quali - per rivalità, motivi politici o bellici - fu mozzata la testa.
Alcuni episodi sono noti: Marco Antonio che ostentava sul suo scrittoio il capo tagliato a Cicerone, nella cui lingua la moglie di Antonio, Fulvia, pare abbia infilato uno spillone. Oppure la testa dell’imperatore Massenzio, sconfitto da Costantino a Ponte Milvio nel 312 dopo Cristo che fu portata in giro dai soldati vittoriosi e poi spedita in Africa, dove Massenzio aveva i suoi principali sostenitori.
Le teste avevano cominciato a viaggiare da tempo, conservate nel miele, nella cera o trattenute da bende, a cominciare da quella di Pompeo fatta arrivare a Giulio Cesare e da quella di Bruto, uno dei cesaricidi, diretta a Roma ma finita nel mare in tempesta.
Voisin sottolinea che si moltiplicarono i sicari prezzolati - specialmente nell’ultimo e turbolento periodo repubblicano - e il mercato che ruotava intorno all’acquisto di teschi di personaggi famosi. A proposito, ricorda il macabro episodio della fine del tribuno Caio Gracco: quando, dopo la morte, il suo capo fu messo in vendita a peso d’oro, per renderlo più pesante e aumentarne quindi il prezzo, il cervello fu sostituito dal piombo. Sono situazioni poco conosciute di Roma antica, che comunque non sminuiscono il valore della nostra più celebrata civiltà, alla base - amministrativa, giuridica, urbanistica - di tutto il mondo occidentale.
Il reperto del Palatino non ha però indicazioni sull’appartenenza al corpo di un sovrano o di un condottiero di spicco; in questo caso ci sarebbe stato, nelle vicinanze, qualche segno di riconoscimento. Oltretutto, non era nemmeno sistemato in una fossa, dentro un contenitore o sotto un cumulo di pietre, a differenza dei teschi bovini trovati lì accanto (i “bucrani”, così frequentemente rappresentati nei monumenti romani): questi, dopo essere stati esposti su palizzate, erano stati ben interrati in quanto resti di un sacrificio e del successivo banchetto.
Da molti scavi archeologici sappiamo che se un cranio veniva prelevato dalla sepoltura, spesso era per diventare oggetto di culto da parte di gruppi sociali che si consideravano discendenti del defunto, e ritenevano che in questo modo l’antenato li avrebbe protetti. Anche pezzi di ossa asportati dallo scheletro venivano sepolti a parte e usati come ornamento personale o amuleti: si riteneva che avessero poteri magici quando riguardavano persone “speciali” o per virtù profetiche, o per un coraggio straordinario, o anche per anomalie fisiche considerate prodigiose.
Gli scrittori che narrano le origini e lo sviluppo di Roma non fanno però alcun accenno a crani-trofei umani sul Palatino; menzionano solo i resti bovini, certamente in gran numero. Erano così conosciuti da essere utilizzati come riferimento topografico: la casa natale di Augusto per esempio si trovava “ad capita bubula” (“presso le teste dei buoi”).
Per acquisire ulteriori elementi, un frammento del cranio è stato inviato a Lecce, dove Lucio Calcagnile, direttore del Centro Diagnostico nell’università del Salento, ha effettuato le analisi per la datazione al 14C. Il risultato, appena arrivato, conferma la possibile datazione proposta dagli archeologi, ma all’interno di un arco cronologico ampio: dall’ottavo al quinto secolo avanti Cristo. Due, quindi le possibilità, conclude Panella: «La prima, rimanda all’epoca più lontana e a una casualità: venuto alla luce durante lavori edilizi, il cranio era stato malamente riseppellito; la seconda, lo colloca invece nella vita del santuario coevo, oggetto di un’esposizione pubblica. Potrebbe essere una testa-trofeo di un nemico ma non si può escludere che fosse invece un personaggio legato alla comunità che si riuniva in questo luogo. In ogni caso si tratta di un unicum, che stimola ulteriori indagini».
Invece il recipiente (“olla”) contenente il corpicino del neonato, quasi certamente è finito lì nel corso della nuova sistemazione del santuario, e proveniva da un edificio abbattuto. Non è insolita la sepoltura di un bambino all’interno della città “dei vivi”: gli spazi della Roma antica sono stati utilizzati a lungo per deposizioni analoghe, ne sono state trovate anche sotto il tempio di Antonino e Faustina nel Foro.
Sono quindici anni che Clementina Panella, già professore ordinario di Metodologie e Tecniche della ricerca archeologica, con gli studenti della Sapienza scava questo versante del colle imperiale, di fronte al Colosseo, in concessione da parte del Ministero dei Beni culturali. I risultati sono stati a dir poco sorprendenti e raccontano una storia insediativa che precede la fondazione dell’Urbe e arriva ai nostri giorni. Sopra e sotto i terrazzamenti voluti da Nerone per la sua Domus Aurea, che hanno coperto l’intera area, sono state rinvenute tracce dell’insediamento delle prime capanne, le antiche Curie, la casa natale di Augusto.
Da questi scavi sono riemerse le uniche insegne imperiali giunte fino a noi - scettri, porta insegne, globi in materiali rari - appartenute a Massenzio, e poi un ambiente lussuoso per riunioni del tardo impero, ritratti di sovrani, e poi tracciati stradali, pavimenti di marmo, materiali di culto e di uso quotidiano che dai primi re arrivano al Medioevo.
Il ritrovamento di “Ignoto 1 del Palatino”, con i suoi misteri, si aggiunge al palmares di questa archeologa. «E non abbiamo finito», aggiunge Panella. «Oltre a lavorare sull’immensa mole dei dati raccolti, mi sto battendo sia per creare un Museo dedicato a tutte le scoperte, sia per valorizzare l’area esplorata attraverso i principali momenti delle sue vicende urbanistiche. Siamo nel cuore del centro di Roma: la città contemporanea deve poter conoscere e apprezzare i segni più rilevanti del suo passato».
Foto | fonte | sources:
-- Clementina Panella - Teschi staccati dal corpo, feticci e crudeltà: la Roma antica amava l'horror. Foto: Scavi sul Palatino, il lato dark della Roma antica. L’ Espresso (31/07/2017).
espresso.repubblica.it/visioni/2017/07/31/news/com-era-ho...
S.v.,
-- Clementina Panella, in: Academia.edu (12/2017).
uniroma1.academia.edu/ClementinaPanella
-- ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: “EXCITING PALATINE. INTERVIEW WITH PROF. CLEMENTINA PANELLA | EMOZIONI DAL PALATINO. INTERVISTA CON LA PROFESSORESSA CLEMENTINA PANELLA,” Photos via: ©Martin Conde & ©Clementina Panella, in: ITALIAN WAYS.COM (20/01/2017).
-- PROF. CLEMENTINA PANELLA, in: ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA (1987-2017).
rometheimperialfora19952010.wordpress.com/?s=Clementina+P...
Two little Christmas trees, definitely necessary for your decoration.
Realistic textures.
Trendy tones and colors this Christmas.
Copy/mod
L/I =2
marketplace.secondlife.com/p/Christma-Strees/24279018
● MARKETPLACE ●
marketplace.secondlife.com/stores/34161
● GROUP SL ●
secondlife:///app/group/f7b2e18d-f46e-e2b1-3e77-6ef9bc3691ce/about
● FLICKR ●
● FACEBOOK ●
Lo studio d’arte Mosaico Sacro di Vincenzo Greco nasce dall’esigenza di realizzare mosaici sacri per chiese e luoghi di culto cappelle gentilizie , monumenti .La nostra azienda garantisce la qualità, l’affidabilità e la resistenza nel tempo dei mosaici e delle vetrate artistiche sacre all’esterno. I nostri lavori, nostre opere d’arte si spediscono in tutta Italia.
Telefonata con Fiducia e senza impegno - Tel. 041 86 23 191 - 09 22 183 62 40 Cell. 347 70 43 345
“Mosaico arredo sacro” è la nuova collezione di rivestimenti liturgici e religiosi , firmata www.vincenzogreco.com , che evoca il fascino del mosaico con smalti di vetro di Murano e pietra marmorea. Ogni pezzo è unico e prezioso, un’opera d’arte, grazie alle sinuose venature naturali della materia riprodotte in un armonico equilibrio. Come un abile stilista, Vincenzo Greco si adatta alla personalità di ogni ambiente sacro.
I mosaici e le vetrate artistiche del maestro Vincenzo Greco , sono una collezione eclettica e plasmabile con cui realizzare arredi diversi, opere d’arte capaci di emozionare: lussuose ed eleganti, naturali e romantiche oppure rigorose e dal carattere vigoroso. E’ uno stile estremamente completo ed articolato: dalla Vetrata artistica alla tessera in marmo ,in grès porcellanato, per rivestimenti e per pavimenti artistici, perfettamente adattabili a destinazioni d’uso residenziale o per edifici pubblici.
Marmo è una parola che in origine significa “pietra splendente”, alcune varietà di smalti vetrosi della produzione artigianale sono - Oro zecchino, Argento, Avorio, Crema, Cristallo, Dorato, Gemma e azzurro evanescente ecc… - sono infatti auliche e notevoli, ricche di luce e capaci di illuminare naturalmente qualsiasi arredamento .
Dal 1990 la ditta www.vincenzogreco.com ha studiato è progetto numerosi decori e pezzi speciali. Per i rivestimenti di arredi residenziali o per edifici pubblici e per uno stile sacro rigorosamente austero ; uno studio particolare anche per chi ama un’atmosfera più classica; Belle Epoque, Liberty e Neoclassica che trae ispirazione dai rosoni in marmo delle cattedrali; un gioco di incastri, un mosaico di vetri istoriati , piombati e rilegati. Le opere del maestro Vincenzo greco ricordano effetti e sensazioni lussuose ricercate con cura e dovizia.
Questa nuova linea è ideale per decori sacri sia per pavimentazioni sia per ambienti bagno, cucine e zone living sia per realizzazioni contract. Importanti sono infatti le sue alte prestazioni tecniche, lavorazioni ideali per esterno , resistono al gelo, al sole , all’umidità al calpestio, ecc.. opere che risolvono qualsiasi tipo di esigenza progettuale e di posa e la linea di decori coordinati Tono Su Tono.
La bottega artigianale di produzione e vendita on line , offre un design esclusivo, altissima qualità, una meticolosa cura nei dettagli e ottime prestazioni in termini di resistenza e funzionalità. In questo modo l’Azienda rafforza il suo legame di collaborazione con progettisti e interior designer, costantemente alla ricerca di soluzioni progettuali innovative e personalizzate.
Telefonare con fiducia e senza impegno per un preventivo gratuito, tutto a prezzi speciali, spedizione e montaggio in tutta Italia .
Tel. 041 86 23 051 - 09 22 85 57 97
Fax 041 86 23 191 - 09 22 183 62 40
Cell. 347 70 43 345
email: info@mosaicosacro.it
ROMA ARCHEOLOGIA MOSTRA: "Raccontare l'antico. Terra, acqua e fuoco, con ENCAUSTO E ARGILLA di Michele Paternuosto e Gastone Primon. MUSEO DELLA CIVILITA`ROMANA (5/10/2012-6/01/2013).
"...Grazie Martin ,se puoi venire sarebbe un grande onore per me in rispetto della tua grande cultura su Roma e la Romanità. Capisco che Washington non è dietro l'angolo e se non puoi ti ringrazio lo stesso. Buon lavoro Martin e un caro saluto. Michele Paternuosto (17/09/2012).
fonti/ source: Foto di Michele Paternuosto / Maestro Michele Paternuosto
Studio: Roma, via del Cardello 21/b 00184 (metro Colosseo)
www.morenart.it morenart@libero.it
_________________
cf:
- ROMA e POMPEI Archeologia 1 - La scoperta degli scienziati del Cnr sull'ocra degli stucchi ad Ercolano - Rosso Pompeiano, che giallo Lo ha "inventato" il Vesuvio. Corriere della Sera. (16/09/2011).
www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/6152075899
- ROMA e POMPEI Archeologia 2 - Ercolano Il rosso pompeiano in realtà era giallo. / Ispirarano anche Raffaello. Corriere della Sera. (16/09/2011).
www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/6152647420
__________________
Si inaugura il prossimo 5 Ottobre 2012, presso il Museo della Civiltà Romana un’importante mostra intitolata:
Raccontare l'antico: Terra, Acqua e Fuoco curata da Michele Paternuosto e Gastone Primon
La mostra metterà in relazione due aspetti apparentemente distanti fra loro, ma legate a filo doppio dall’energia della creazione: l’arte dell’Encausto di Michele Paternuosto e quella materica fittile di Gaston Primon. Una sintesi stimolante tra la sapienza tecnica degli antichi - l’uso delle argille, terre colorate, bronzo, smalti e la sensibilità moderna - si rispecchia nei temi e nei contenuti contemporanei.
L’arte dell’Encausto di cui Michele Paternuosto è maestro e fine conoscitore è la tecnica pittorica per eccellenza carica di valori morali, materiali e immateriali.L'Encausto si rivolge a tutti i popoli, soprattutto ai posteri per la consegna dell’immortalità dell’ingegno artistico dell’uomo, vedi le pitture parietali e decorazioni pompeiane, quelle romane, i famosi ritratti Egiziani del Fayumm e per finire il grande fascino che ha esercitato sul grande Leonardo. La tecnica dell’Encausto fa uso nella sua componente principale cere e fuoco e racchiude in se tutte le discipline pittoriche quali: affresco buono, tempera, gouache, acquarello e olio. Si possono adoperare i seguenti supporti: intonaco fresco ancora molle composto di grassello di calce, pozzolana, sabbia e polvere di marmo, segue intonaco secco, legno, marmo, tela, carta, cotto e altro. Per i valori immateriali basti pensare che per acquistare un dipinto ad encausto su tavola (si suppone di modeste dimensioni) gli antichi imperatori e ricchi romani pagavano centinaia di migliaia di Sesterzi e secondo Plinio anche milioni di Sesterzi, da questo si può dedurre quanto piacere donava all’animo umano la pittura e in special modo l’Encausto.
Dal canto suo Gastone Primon è stato tra i primi a rompere con la tradizionale e centenaria ceramica estense. E ancora oggi continua a rompere, scomporre e distruggere manufatti, oggetti e materie per poi ricomporli e rigenerarli a nuova vita.
In questa sorta di riciclaggio, che simboleggia l’eterno fermento della materia e della vita che si oppongono al fatuo ed effimero consumismo del mondo attuale, viene sicuramente recuperata l’arcaica e consumata maestria degli antichi vasai etruschi e greci, ma anche paleo veneti, la cui creta, i cui colori e smalti sembrano proiettarsi nel vortice dei giorni d’oggi, come travolti nel tornio elettrico dell’artista stesso.
Inaugurazione: 5/ottobre 2012 ore 11.00.
Durata mostra: 5/ottobre 2012 - 6 gennaio 2013.
Orario: martedì a domenica ore 9.00-14.00 (la biglietteria chiude 1 ora prima).
Piazza G. Agnelli, 10 - 00144 Roma
Fonte official FB page :
Bianca Atzei, classe 1987, nasce a Milano con il cuore in Sardegna, regione di provenienza dei genitori. Inizia a studiare canto sin da bambina e a 17 anni frequenta un’accademia di musica, iniziando anche le sue prime esperienze come cantante.
Bianca cresce ascoltando Whitney Houston e Mariah Carey ma è aperta a qualsiasi genere musicale, amando in particolare anche la musica anni ’60 di interpreti come Luigi Tenco, Patty Pravo e Sergio Endrigo. Presto arrivano molte collaborazioni per jingle pubblicitari e radiofonici, spot, sigle televisive e vari programmi televisivi.
Il 3 agosto 2012 esce il singolo “L’amore vero”, in poco tempo diventa un grande successo radiofonico, così anche il video con più di 1 milione e mezzo di visualizzazioni su YouTube.
Nello stesso autunno esce il singolo “La gelosia” in duetto con Francesco “Kekko” Silvestre dei Modà, con 3 milioni e mezzo di visualizzazioni su YouTube.
Nel 2013 arriva la collaborazione con il cantautore Niccolò Agliardi nel brano “Fino in Fondo” e continua quella con Kekko Silvestre.
Proprio il frontman dei Modà è autore per Bianca della sua hit dell’estate “La paura che ho di perderti” che ottiene un enorme successo radiofonico e ben 3 milioni e mezzo di visualizzazioni su YouTube.
Bianca Atzei è finalista del Music Summer Festival in onda su Canale 5, protagonista dei più grandi eventi dell’estate, di un tour nella sua terra sarda ed ad ottobre apre le date del tour autunnale dei Modà.
L’emozione più grande è però sicuramente quello dello scorso ottobre, quando Gianni Morandi la vuole per duettare con lui nella chiusura di “Gianni Morandi – Live in Arena”, la due giorni di concerti evento tenuta dal grande artista all’Arena di Verona.
Bianca è stata anche l’interprete di “One Day I’ll Fly Away”, lead song della colonna sonora di “Anna Karenina”, la fiction con Vittoria Puccini ispirata al romanzo di Lev Tolstoj andata in onda su RAI 1. La canzone è un brano dell’ americana Randy Crawford portato al successo, tra gli altri, dal personaggio di Satine interpretato da Nicole Kidman nel film del 2001 “Moulin Rouge!”.
Tesla: [1893]
"È assai probabile che questi motori senza fili, come potremmo definirli, possano essere manovrati per conduzione attraverso aria rarefatta, da considerevoli distanze. Le correnti alternate, soprattutto quelle ad altra frequenza, passano con stupefacente libertà anche attraverso gas non molto rarefatti. Gli strati superiori dell’atmosfera sono rarefatti. Per raggiungere la distanza di un certo numero di miglia nello spazio dobbiamo superare difficoltà di natura puramente meccanica. Non c’è dubbio che con gli enormi potenziali ottenibili dall’uso di alte frequenze e dell’isolamento a olio, si potrebbero far passare scariche luminose attraverso molte miglia di aria rarefatta; e incanalando in questo modo l’energia di molte centinaia di cavalli-vapore, i motori o le lampadine potrebbero essere manovrati a distanza considerevole dalle fonti fisse.
Ma queste che cito sono solo possibilità. Non ci servirà trasmettere energia in questo modo. Non ci servirà trasmettere energia in alcun modo. Prima che passino molte generazioni, le nostre macchine saranno alimentate da un’energia ottenibile in qualsiasi punto dell’universo. Quest’idea non è nuova… la troviamo nel meraviglioso mito di Anteo, che trae la sua energia dalla Terra, la troviamo tra le ingegnose congetture di uno dei vostri splendidi matematici… lo spazio abbonda di energia. È un’energia statica o cinetica? Se è statica, le nostre speranze sono vane. Se è cinetica - e sappiamo con certezza che lo è - allora è solo questione di tempo prima che gli uomini colleghino con successo i loro macchinari agli ingranaggi stessi della natura…"
© sergione infuso - all rights reserved
follow me on www.sergione.info
You may not modify, publish or use any files on
this page without written permission and consent.
-----------------------------
Il tastierista e il chitarrista della leggendaria rock band sul palco dell'Ippodromo
Quest'anno L.A.Woman, disco di maggior successo di The Doors, compie quarant'anni. Per l'occasione, Ray Manzarek (tastierista) e Robby Krieger (chitarrista e songwirter del gruppo) festeggiano con un tour europeo. I due membri del leggendario gruppo che fu capitanato da Jim Morrison fanno tappa all'Ippodromo del Galoppo, nell'ambito di City Sound. Dal vivo propongono le grandi hit che hanno segnato il percorso artistico dei Doors e della musica rock.
Raymond Daniel Manzarek, o più precisamente Manczarek (Chicago, 12 febbraio 1939), è un pianista e bassista statunitense.
È stato il tastierista e (dopo la morte di Jim Morrison) cantante del famoso gruppo statunitense The Doors, dal 1965 al 1973. In realtà nelle esecuzioni dal vivo (e nel primo album), grazie alla sua buona tecnica, fu anche il "bassista" dei Doors, suonando un Rhodes Piano Bass appoggiato sul top piatto dell'organo (un Vox Continental e successivamente un Gibson G101). Questo gli permetteva di gestire la linea di basso con la mano sinistra e l'organo con la destra. In questo modo l'organo fu sempre suonato su ottave alte, dando alla melodia quel suono deciso e tagliente che gli ha reso tanta fortuna.
Robert Alan Krieger (Los Angeles, 8 gennaio 1946) è un chitarrista statunitense.
Famoso per esser stato il chitarrista del gruppo rock The Doors. Con il suo stile unico nel rock riuscì ad unire e ad amalgamare i suoni dell'organo di Manzarek, la pulsante batteria di Densmore e la voce mistica di Morrison. Le note della sua chitarra erano lente con riff pacati e un ritmo tipico del flamenco. Inoltre è 91' nella classifica de "I 100 migliori chitarristi di tutti i tempi" redatta dalla rivista Rolling Stone.
Dave Brock - voce principale
Robby Krieger - chitarra, voci
Ray Manzarek - tastiere, voci
Phil Chen - basso
Ty Dennis - batteria, percussioni
Fonte dell'immagine: La Chiesa di Dio Onnipotente
Condizioni d'Uso: Avviso legale e condizioni per l’uso
La sostanziale differenza tra il Dio incarnato e le persone utilizzate da Dio
Per molti anni lo Spirito di Dio è stato costantemente alla ricerca mentre operava sulla terra. Nel corso dei secoli Dio Si è servito di molte persone per compiere la Sua opera. Eppure lo Spirito di Dio non ha ancora un luogo adatto per riposare. Così Dio esegue la Sua opera spostandoSi continuamente tra genti diverse, e in generale Si avvale delle persone per svolgerla. Vale a dire che in tutti questi numerosi anni l’opera di Dio non si è mai fermata, ma continua a essere portata avanti nell’uomo, per tutto il tempo fino a oggi. Sebbene Dio abbia proferito tante parole e compiuto tanta opera, l’uomo ancora non conosce Dio, e tutto questo perché Dio non è mai apparso all’uomo e anche perché Egli non ha alcuna forma tangibile. Così Dio deve portare a compimento questa opera – facendo sì che tutti gli uomini conoscano il significato pratico del Dio pratico. Per raggiungere questo scopo, Dio deve rivelare il Proprio Spirito all’umanità in modo tangibile e svolgere la Propria opera in mezzo a essa. Ovvero, solo quando lo Spirito di Dio assume una forma fisica, Si riveste di carne e ossa e cammina tra le persone in modo visibile, accompagnandole nella loro vita, talvolta mostrandoSi e talvolta nascondendoSi, soltanto allora le persone sono in grado di arrivare a una comprensione più profonda di Lui. Se Dio rimanesse soltanto nella carne, non sarebbe in grado di completare appieno la Propria opera. Dopo aver operato nella carne per un determinato periodo di tempo, adempiendo il ministero che richiede di essere svolto nella carne, Dio abbandonerà la carne e opererà nell’ambito spirituale a immagine della carne, proprio come fece Gesù dopo aver operato per un periodo di tempo come un normale uomo e aver completato tutta l’opera che doveva portare a compimento. Forse ricordate questo passaggio da “Il cammino… (5)”: “Ricordo che il Padre Mio Mi disse: ‘Sulla terra, compi soltanto la volontà del Padre Tuo e porta a termine il Suo incarico. Che nient’altro Ti preoccupi’”. Che cosa vedi in questo passo? Quando Dio viene sulla terra, Egli compie soltanto la Propria opera nella divinità. Questo è ciò che lo Spirito celeste ha affidato al Dio incarnato. Quando Egli viene, va unicamente a parlare ovunque, a dare voce ai Suoi discorsi con metodi diversi e da diverse prospettive. Egli prende innanzitutto come Suoi obiettivi e principio operativo il provvedere e l’istruire l’uomo, e non Si preoccupa di cose come le relazioni interpersonali o i dettagli della vita delle persone. Il Suo principale ministero è di parlare per lo Spirito. Quando lo Spirito di Dio appare tangibilmente nella carne, Egli Si limita a provvedere alla vita dell’uomo e a proclamare la verità. Non Si interessa delle questioni umane, cioè non partecipa al lavoro dell’umanità. Gli esseri umani non possono svolgere l’opera divina e Dio non prende parte al lavoro umano. In tutti gli anni da quando Dio è venuto su questa terra a compiere la Sua opera, Egli l’ha sempre svolta tramite le persone. Ma queste persone non possono essere considerate Dio incarnato, sono solo persone che vengono utilizzate da Dio. Ma il Dio di oggi può parlare direttamente dal punto di vista della divinità, diffondendo la voce dello Spirito e operando per conto dello Spirito. Tutte quelle persone che Dio ha usato nel corso dei secoli erano, allo stesso modo, esempi dello Spirito di Dio che operava all’interno di un corpo carnale; allora perché non possono essere chiamate Dio? Tuttavia, il Dio di oggi è anche lo Spirito di Dio che opera direttamente nella carne, e anche Gesù era lo Spirito di Dio all’opera nella carne; entrambi sono chiamati Dio. Qual è allora la differenza? Nel corso dei secoli, le persone che Dio ha utilizzato sono tutte capaci di pensare e ragionare in modo normale. Tutte conoscono i principi della condotta umana. Possiedono idee umane normali e sono dotate di tutto ciò che le persone comuni dovrebbero avere. La maggior parte di loro possiede eccezionale talento e un’intelligenza innata. Nell’operare su queste persone, lo Spirito di Dio sfrutta i loro talenti, che sono i doni dati loro da Dio. Lo Spirito di Dio mette in gioco i loro talenti, usando i loro punti di forza al servizio di Dio. L’essenza di Dio, tuttavia, è libera da idee e opinioni, non adulterata dalle intenzioni umane, e manca persino di ciò di cui gli esseri umani normali sono dotati. Vale a dire che Egli non è nemmeno al corrente dei principi della condotta umana. Questo è il modo in cui stanno le cose quando il Dio di oggi viene sulla terra. La Sua opera e le Sue parole non sono adulterate dalle intenzioni o dal pensiero dell’uomo, ma sono una manifestazione diretta delle intenzioni dello Spirito, ed Egli opera direttamente per conto di Dio. Ciò significa che lo Spirito parla direttamente, vale a dire che la divinità compie direttamente l’opera, così non viene minimamente mescolata alle intenzioni umane. In altre parole, il Dio incarnato personifica direttamente la divinità, è privo di pensiero o di idee dell’uomo, e non ha alcuna comprensione dei principi del comportamento umano. Se fosse all’opera soltanto la divinità (vale a dire, se solo Dio Stesso fosse all’opera) in nessun modo l’opera di Dio potrebbe essere realizzata sulla terra. Pertanto, quando Dio viene sulla terra, deve avere a disposizione un piccolo numero di persone da utilizzare per operare nell’umanità, in accordo con l’opera che Dio svolge nella divinità. In altre parole, Egli usa l’opera umana per supportare la Sua opera divina. Altrimenti, per l’uomo non ci sarebbe modo di venire a contatto diretto con l’opera divina. Così è come stavano le cose tra Gesù e i Suoi discepoli. Durante il tempo che trascorse nel mondo, Gesù abolì le vecchie leggi e stabilì nuovi comandamenti. Proferì anche molte parole. Tutta questa opera fu svolta nella divinità. Gli altri, come Pietro, Paolo e Giovanni, basarono il loro successivo lavoro sul fondamento delle parole di Gesù. Vale a dire che Dio stava avviando la Sua opera in quell’età, dando inizio all’Età della Grazia. Egli, cioè, introdusse una nuova era, abolendo quella vecchia e adempiendo inoltre le parole: “Dio è il Principio e la Fine”. In altri termini, l’uomo deve svolgere il lavoro umano sul fondamento dell’opera divina. Dopo che Gesù ebbe detto tutto ciò che doveva dire ed ebbe completato la Propria opera sulla terra, lasciò gli uomini. Dopo di che tutte le persone, nell’operare, agirono secondo i principi espressi nelle Sue parole e praticarono secondo le verità da Lui proclamate. Erano tutte persone che lavoravano per Gesù. Se fosse stato Gesù solo a svolgere l’opera, per quante parole Egli avesse proferito, le persone non sarebbero state comunque in grado di venire a contatto con la Sua parola, poiché Egli operava nella divinità e poteva pronunciare solo parole di divinità, e sarebbe stato impossibile per Lui spiegare le cose al punto che le Sue parole risultassero comprensibili a persone comuni. Così, Egli dovette ricorrere ad apostoli e profeti che vennero dopo di Lui a potenziare la Sua opera. Questo è il principio di come il Dio incarnato svolga la Sua opera – usando il corpo incarnato per parlare e agire in modo da portare a termine l’opera della divinità, e poi usando alcune, o forse più, persone in sintonia con il cuore stesso di Dio, per continuarNe l’opera. Vale a dire, Dio usa le persone in sintonia con il Suo cuore per pascere e annaffiare nell’umanità, così che ogni persona possa raggiungere la verità.
Se, venendo nella carne, Dio Si limitasse a svolgere l’opera della divinità senza avere in aggiunta alcune persone in sintonia con il cuore di Dio che lavorino di concerto con Lui, per l’uomo non ci sarebbe modo di comprendere la volontà di Dio o di venire in contatto con Lui. Dio deve usare persone normali in sintonia con il Suo cuore per completare questa opera, per vegliare e pascere le Chiese, per raggiungere il livello che i processi cognitivi dell’uomo e il suo cervello sono in grado di concepire. In altre parole, Dio usa un piccolo numero di persone in sintonia con il Suo cuore per “tradurre” l’opera che Egli compie nella divinità in modo che risulti accessibile, cioè per trasformare il linguaggio divino in linguaggio umano, facendo sì che tutte le persone lo possano comprendere e tutte lo capiscano. Se Dio non facesse così, nessuno capirebbe il linguaggio divino di Dio, poiché le persone in sintonia con il cuore di Dio sono, dopo tutto, una piccola minoranza, e la capacità dell’uomo di comprenderlo è limitata. Questo è il motivo per cui Dio sceglie questo metodo solo quando opera in un corpo incarnato. Se ci fosse solo l’opera divina, per l’uomo non ci sarebbe modo di conoscere o di entrare in contatto con Dio, poiché egli non comprende il linguaggio di Dio. L’uomo è in grado di comprendere questo linguaggio solo attraverso la mediazione delle persone in sintonia con il cuore di Dio che chiariscano le Sue parole. Tuttavia, se ci fossero solo simili persone che lavorano nell’umanità, ciò potrebbe solo mantenere la vita normale dell’uomo, non trasformarne l’indole. In tal caso l’opera di Dio non potrebbe avere un nuovo punto di partenza; ci sarebbero solo le solite vecchie storie, i soliti vecchi luoghi comuni. Soltanto tramite l’intervento del Dio incarnato, che dice tutto ciò che deve esser detto e fa tutto ciò che deve essere fatto durante il periodo della Sua incarnazione, dopo il quale le persone lavorano e fanno esperienza secondo le Sue parole, soltanto così la loro indole di vita sarà in grado di cambiare ed esse riusciranno a stare al passo con i tempi. Colui che opera nella divinità rappresenta Dio, mentre coloro che lavorano nell’umanità sono persone utilizzate da Dio. Vale a dire, il Dio incarnato è sostanzialmente differente dalle persone utilizzate da Dio. Il Dio incarnato è in grado di svolgere l’opera della divinità, mentre le persone usate da Dio non lo sono. Al principio di ciascuna età, lo Spirito di Dio parla di persona per inaugurare la nuova era e condurre l’uomo a un nuovo inizio. Quando Egli ha finito di parlare, significa che l’opera di Dio nella Sua divinità è conclusa. Da quel momento in poi, tutte le persone si affidano alla guida di coloro usati da Dio per entrare nella loro esperienza di vita. Allo stesso modo, questa è anche la fase in cui Dio porta l’uomo dentro una nuova età e dà a ciascuno un nuovo punto di partenza. Con questo si conclude l’opera di Dio nella carne.
Dio viene sulla terra non per perfezionare la Sua normale umanità. Egli viene non per svolgere l’opera della normale umanità, bensì solo per compiere l’opera della divinità nella normale umanità. Ciò che Dio denota come umanità normale non è ciò che l’uomo immagina che sia. L’uomo definisce “umanità normale” l’avere una moglie o un marito, figli e figlie. Questa è la prova che un individuo è una persona normale. Ma Dio non la vede in questo modo. Egli considera umanità normale l’avere pensieri umani normali, una vita umana normale ed essere nati da persone normali. Ma la Sua normalità non include avere una moglie o un marito, e avere figli nel modo in cui l’uomo intende la normalità. Vale a dire che, per l’uomo, l’umanità normale di cui Dio parla è ciò che l’uomo considererebbe assenza di umanità, quasi esente da emozioni e apparentemente priva dei bisogni della carne, proprio come Gesù, che aveva solo l’aspetto esteriore di una persona normale e aveva assunto le sembianze di una persona normale, ma essenzialmente non possedeva affatto tutto ciò che una persona normale dovrebbe possedere. Da questo si può vedere che l’essenza del Dio incarnato non comprende l’interezza della normale umanità, ma solo una parte delle cose di cui le persone dovrebbero essere dotate, al fine di tollerare le abitudini di una vita umana normale e l’uso di una ragione umana normale. Ma questi aspetti non hanno nulla a che fare con ciò che l’uomo considera un’umanità normale. Sono ciò che il Dio incarnato dovrebbe possedere. Ci sono quelli che sostengono, tuttavia, che il Dio incarnato può dirsi possedere un’umanità normale solo se ha una moglie, figli e figlie, una famiglia. Senza queste cose, dicono, Egli non è una persona normale. Ti chiedo allora: “Dio ha una moglie? È possibile che Dio abbia un marito? Può Dio avere dei figli?” Non sono dei ragionamenti errati? Tuttavia, il Dio incarnato non può sbucare fuori da una fenditura tra le rocce o cadere giù dal cielo. Può solo nascere in una normale famiglia umana. Ecco perché ha genitori e sorelle. Queste sono le cose che la normale umanità del Dio incarnato dovrebbe avere. Tale è stato il caso di Gesù. Gesù aveva un padre e una madre, sorelle e fratelli. Tutto ciò era normale. Ma se Egli avesse avuto moglie e figli e figlie, allora la Sua non sarebbe stata la normale umanità che Dio voleva il Dio incarnato possedesse. Se fosse stato questo il caso, Egli non sarebbe stato in grado di operare per conto della divinità. È stato proprio perché Egli non aveva moglie né figli, pur essendo nato da persone normali in una famiglia normale, che Egli è stato in grado di svolgere l’opera della divinità. Per chiarire ulteriormente il concetto, ciò che Dio considera una persona normale è un individuo nato in una famiglia normale. Solo una persona di questo tipo è qualificata per svolgere l’opera divina. Se, d’altro canto, una persona avesse moglie, figli o marito, non sarebbe in grado di svolgere l’opera divina poiché sarebbe in possesso solo dell’umanità normale richiesta dagli uomini, ma non dell’umanità normale richiesta da Dio. Ciò che Dio considera e ciò che le persone capiscono sono spesso due cose enormemente diverse e lontane anni luce l’una dall’altra. In questa fase dell’opera di Dio c’è molto che va nel senso opposto e differisce ampiamente dalle concezioni della gente. Si potrebbe dire che questa fase dell’opera di Dio consiste interamente in un lavoro diretto della divinità, con l’umanità che svolge un ruolo di supporto. Dato che Dio viene sulla terra per eseguire la Sua opera di persona piuttosto che permettere all’uomo di metterci mano, ecco perché Egli Si incarna in un corpo (in una persona normale, incompleta) per compiere la Propria opera. Egli sfrutta tale incarnazione per offrire all’umanità una nuova età, per informarla del passo successivo della Propria opera e chiederle di praticare seguendo il percorso descritto nelle Sue parole. Con ciò, Dio conclude la Sua opera nella carne e sta per lasciare l’umanità, senza più risiedere nella carne di una normale umanità, ma piuttosto allontanandoSi dall’uomo per passare a un’altra parte della Sua opera. Poi, avvalendoSi di uomini in sintonia con il Suo cuore, continua la Propria opera sulla terra in mezzo a questo gruppo di persone, ma nella loro umanità.
Il Dio incarnato non può stare con l’uomo per sempre poiché Dio ha molto altro lavoro da fare. Non può restare legato alla carne; Egli deve liberarSi della carne per compiere l’opera che deve svolgere, sebbene Egli svolga quell’opera nelle sembianze della carne. Quando Dio viene sulla terra, non aspetta di aver raggiunto la forma che una persona normale dovrebbe raggiungere prima di morire e di lasciare il genere umano. Indipendentemente da quale età abbia la Sua carne, una volta che la Sua opera è terminata, Egli Se ne va e abbandona l’uomo. Per Lui non esiste qualcosa come l’età, non conta i Propri giorni in base alla durata della vita umana; invece, termina la Sua vita nella carne in conformità con le fasi della Sua opera. Potrebbero esserci coloro che ritengono che Dio, nel venire nella carne, debba svilupparSi fino a un certo stadio, divenire adulto, raggiungere la vecchiaia e andarSene solo quando il Suo corpo viene meno. Questo è ciò che l’uomo immagina; Dio non opera così. Egli viene nella carne solo per svolgere l’opera che è tenuto a svolgere e non per vivere la vita di un uomo comune, consistente nel nascere da genitori, crescere, formare una famiglia e intraprendere una carriera, avere dei figli o sperimentare le fasi alterne della vita – tutte le attività di un uomo comune. Quando Dio viene sulla terra, è lo Spirito di Dio che Si riveste della carne, che entra nella carne, ma Dio non vive l’esistenza di un uomo comune. Egli viene solo per realizzare una parte del Proprio piano di gestione, dopo di che Egli lascerà l’umanità. Quando viene nella carne, lo Spirito di Dio non perfeziona la normale umanità della carne. Bensì, in un momento che Dio ha predeterminato, la divinità andrà a operare in modo diretto. Allora, dopo aver fatto tutto ciò che deve fare e aver completato pienamente il Proprio ministero, l’opera dello Spirito di Dio in questa fase sarà compiuta, e a questo punto si concluderà anche la vita del Dio incarnato, indipendentemente dal fatto che il Suo corpo carnale abbia vissuto il suo periodo di longevità. Vale a dire, qualunque stadio della vita il corpo carnale raggiunga, per quanto a lungo viva sulla terra, tutto viene deciso dall’opera dello Spirito. Non ha nulla a che fare con ciò che l’uomo considera essere normale umanità. Prendi, ad esempio, Gesù. Egli ha vissuto nella carne per trentatré anni e mezzo. In termini di durata della vita di un corpo umano, Egli non sarebbe dovuto morire a quell’età e non avrebbe dovuto andarSene. Ma questo non preoccupava minimamente lo Spirito di Dio. Terminata la Sua opera, il corpo venne portato via, scomparendo insieme allo Spirito. Questo è il principio in base al quale Dio opera nella carne. Pertanto, a rigor di termini, Dio incarnato è privo di normale umanità. Per ripetere il concetto, Egli viene sulla terra non per vivere l’esistenza di un comune essere umano. Egli non intraprende prima una vita umana normale e poi comincia a operare. Anzi, sempre che sia nato all’interno di una normale famiglia umana, Egli è in grado di svolgere l’opera divina. È totalmente scevro dalle intenzioni dell’uomo, non è carnale, e di certo non adotta i modi della società o Si interessa dei pensieri e delle idee dell’uomo, tanto meno abbraccia le filosofie di vita dell’uomo. Questa è l’opera che il Dio incarnato intende svolgere ed è anche il significato pratico della Sua incarnazione. Dio viene nella carne in primo luogo per compiere una fase dell’opera che deve essere compiuta nella carne. senza sottoporSi ad altri futili processi e, per quanto riguarda le esperienze di un uomo comune, Egli non ne ha. L’opera che il corpo incarnato di Dio deve svolgere non prevede normali esperienze umane. Pertanto, Dio viene nella carne al fine di realizzare l’opera che deve compiere nella carne. Il resto non ha nulla a che fare con Lui. Egli non passa attraverso tutti quei futili processi. Una volta compiuta la Sua opera, il significato della Sua incarnazione ha fine. La conclusione di questa fase significa che l’opera che Egli doveva fare nella carne è compiuta, il ministero della Sua carne completato. Ma Egli non può continuare a operare nella carne a tempo indeterminato. Deve spostarSi in un altro luogo per operare, un luogo al di fuori della carne. Solo in questo modo la Sua opera può diventare più pienamente completa e meglio diffusa. Dio opera secondo il Proprio piano originario. Conosce l’opera che Egli deve compiere e quella che ha concluso come il palmo della Propria mano. Dio conduce ogni singolo individuo a percorrere un cammino che Egli ha già predeterminato. Nessuno può sottrarsi a questo. Solo coloro che seguono la guida dello Spirito di Dio saranno in grado di entrare nel riposo. Potrebbe essere che, nell’opera successiva, non sarà Dio a guidare l’umanità parlando nella carne, bensì uno Spirito con una forma tangibile a guidare la vita dell’uomo. Solo allora l’uomo sarà in grado di toccare concretamente Dio, di osservare Dio, e di entrare più pienamente nella realtà richiesta da Dio, così da diventare perfetto per mezzo del Dio pratico. Questa è l’opera che Dio intende realizzare, che Egli ha da lungo tempo pianificato. Da questo, dovreste vedere tutti il percorso da intraprendere!
it.godfootsteps.org/the-essential-difference-between-the-...
Ho applicato questo deviatore di flusso simile ad una ala da formula 1 :-) per convogliare il getto d'aria verso l'alto, in questo modo l'aria pulita va verso l'alto e non soffia sul pavimento circostante alzando la polvere che lui ancora non ha aspirato.
Come si può facilmente notare non è altro che del nastro isolante adesivo bianco (quello che usano gli elettricisti) con appiccicata una banda di carta così da non farlo aderire nella zona delle feritoie in maniera tale da non soffocare il motore e rischiare di danneggiarlo.
Discussione sull'oggetto della foto qui: www.irobot.it/forum/topic/2623-irobot-roomba-521-leggete-...
Quick and simple mod This is a hack/mod l found on another Tinterweb site a good few years ago and tried it out so l thought l would share it here to! What it’s purpose is so you don’t have to grip the Trangia pot gripper all the time and so it doesn’t let the pot slip out of the grip and giving you a wet hot lap when taking it off the burner.😉
ROMA ARCHEOLOGIA MOSTRA: "Raccontare l'antico. Terra, acqua e fuoco, con ENCAUSTO E ARGILLA di Michele Paternuosto e Gastone Primon. MUSEO DELLA CIVILITA`ROMANA (5/10/2012-6/01/2013).
"...Grazie Martin ,se puoi venire sarebbe un grande onore per me in rispetto della tua grande cultura su Roma e la Romanità. Capisco che Washington non è dietro l'angolo e se non puoi ti ringrazio lo stesso. Buon lavoro Martin e un caro saluto. Michele Paternuosto (17/09/2012).
fonti/ source: Foto di Michele Paternuosto / Maestro Michele Paternuosto
Studio: Roma, via del Cardello 21/b 00184 (metro Colosseo)
www.morenart.it morenart@libero.it
_________________
cf:
- ROMA e POMPEI Archeologia 1 - La scoperta degli scienziati del Cnr sull'ocra degli stucchi ad Ercolano - Rosso Pompeiano, che giallo Lo ha "inventato" il Vesuvio. Corriere della Sera. (16/09/2011).
www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/6152075899
- ROMA e POMPEI Archeologia 2 - Ercolano Il rosso pompeiano in realtà era giallo. / Ispirarano anche Raffaello. Corriere della Sera. (16/09/2011).
www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/6152647420
__________________
Si inaugura il prossimo 5 Ottobre 2012, presso il Museo della Civiltà Romana un’importante mostra intitolata:
Raccontare l'antico: Terra, Acqua e Fuoco curata da Michele Paternuosto e Gastone Primon
La mostra metterà in relazione due aspetti apparentemente distanti fra loro, ma legate a filo doppio dall’energia della creazione: l’arte dell’Encausto di Michele Paternuosto e quella materica fittile di Gaston Primon. Una sintesi stimolante tra la sapienza tecnica degli antichi - l’uso delle argille, terre colorate, bronzo, smalti e la sensibilità moderna - si rispecchia nei temi e nei contenuti contemporanei.
L’arte dell’Encausto di cui Michele Paternuosto è maestro e fine conoscitore è la tecnica pittorica per eccellenza carica di valori morali, materiali e immateriali.L'Encausto si rivolge a tutti i popoli, soprattutto ai posteri per la consegna dell’immortalità dell’ingegno artistico dell’uomo, vedi le pitture parietali e decorazioni pompeiane, quelle romane, i famosi ritratti Egiziani del Fayumm e per finire il grande fascino che ha esercitato sul grande Leonardo. La tecnica dell’Encausto fa uso nella sua componente principale cere e fuoco e racchiude in se tutte le discipline pittoriche quali: affresco buono, tempera, gouache, acquarello e olio. Si possono adoperare i seguenti supporti: intonaco fresco ancora molle composto di grassello di calce, pozzolana, sabbia e polvere di marmo, segue intonaco secco, legno, marmo, tela, carta, cotto e altro. Per i valori immateriali basti pensare che per acquistare un dipinto ad encausto su tavola (si suppone di modeste dimensioni) gli antichi imperatori e ricchi romani pagavano centinaia di migliaia di Sesterzi e secondo Plinio anche milioni di Sesterzi, da questo si può dedurre quanto piacere donava all’animo umano la pittura e in special modo l’Encausto.
Dal canto suo Gastone Primon è stato tra i primi a rompere con la tradizionale e centenaria ceramica estense. E ancora oggi continua a rompere, scomporre e distruggere manufatti, oggetti e materie per poi ricomporli e rigenerarli a nuova vita.
In questa sorta di riciclaggio, che simboleggia l’eterno fermento della materia e della vita che si oppongono al fatuo ed effimero consumismo del mondo attuale, viene sicuramente recuperata l’arcaica e consumata maestria degli antichi vasai etruschi e greci, ma anche paleo veneti, la cui creta, i cui colori e smalti sembrano proiettarsi nel vortice dei giorni d’oggi, come travolti nel tornio elettrico dell’artista stesso.
Inaugurazione: 5/ottobre 2012 ore 11.00.
Durata mostra: 5/ottobre 2012 - 6 gennaio 2013.
Orario: martedì a domenica ore 9.00-14.00 (la biglietteria chiude 1 ora prima).
Piazza G. Agnelli, 10 - 00144 Roma
Fonte official FB page :
Bianca Atzei, classe 1987, nasce a Milano con il cuore in Sardegna, regione di provenienza dei genitori. Inizia a studiare canto sin da bambina e a 17 anni frequenta un’accademia di musica, iniziando anche le sue prime esperienze come cantante.
Bianca cresce ascoltando Whitney Houston e Mariah Carey ma è aperta a qualsiasi genere musicale, amando in particolare anche la musica anni ’60 di interpreti come Luigi Tenco, Patty Pravo e Sergio Endrigo. Presto arrivano molte collaborazioni per jingle pubblicitari e radiofonici, spot, sigle televisive e vari programmi televisivi.
Il 3 agosto 2012 esce il singolo “L’amore vero”, in poco tempo diventa un grande successo radiofonico, così anche il video con più di 1 milione e mezzo di visualizzazioni su YouTube.
Nello stesso autunno esce il singolo “La gelosia” in duetto con Francesco “Kekko” Silvestre dei Modà, con 3 milioni e mezzo di visualizzazioni su YouTube.
Nel 2013 arriva la collaborazione con il cantautore Niccolò Agliardi nel brano “Fino in Fondo” e continua quella con Kekko Silvestre.
Proprio il frontman dei Modà è autore per Bianca della sua hit dell’estate “La paura che ho di perderti” che ottiene un enorme successo radiofonico e ben 3 milioni e mezzo di visualizzazioni su YouTube.
Bianca Atzei è finalista del Music Summer Festival in onda su Canale 5, protagonista dei più grandi eventi dell’estate, di un tour nella sua terra sarda ed ad ottobre apre le date del tour autunnale dei Modà.
L’emozione più grande è però sicuramente quello dello scorso ottobre, quando Gianni Morandi la vuole per duettare con lui nella chiusura di “Gianni Morandi – Live in Arena”, la due giorni di concerti evento tenuta dal grande artista all’Arena di Verona.
Bianca è stata anche l’interprete di “One Day I’ll Fly Away”, lead song della colonna sonora di “Anna Karenina”, la fiction con Vittoria Puccini ispirata al romanzo di Lev Tolstoj andata in onda su RAI 1. La canzone è un brano dell’ americana Randy Crawford portato al successo, tra gli altri, dal personaggio di Satine interpretato da Nicole Kidman nel film del 2001 “Moulin Rouge!”.
www.scarpeuomodonna.com/scarpe-donna/ballin-ginger-rogers...
Se si parla di tendenze per l'estate 2012 non si può non citare una delle ultime creazioni nate dagli atelier Ballin: si tratta di un paio di scarpe dedicate a Ginger Rogers, non solo cantante e ballerina d'altri tempi, ma vero e proprio mito del secolo scorso.
[caption id="attachment_3741" align="aligncenter" width="400" caption="Ballin Ginger Rogers, le scarpe dedicate al mito del Charleston"] [/caption]
Ginger Rogers (all'anagrafe nota con il nome di Virginia Katherine McMath) infatti rappresenta la storia di Broadway e del Charleston, grazie ad una dote innata [intlink id="627" type="category"]per il ballo e la danza[/intlink] e ad un allenamento interminabile, iniziato sin [intlink id="27" type="category"]da bambina[/intlink]. Insieme a Fred Astaire si esibisce in alcuni dei più indimentabili spettacoli dello show-business americano, recitando su pellicole cinematografiche, in commedie, musical e melodrammi nei migliori teatri statunitensi.
Punta morbida a coda di rondine, tomaia verniciata in two-tones a contrasto, tacco alto ma non troppo stretto e cinturino leggero alla caviglia sono le caratteristiche principali di queste scarpe disegnate da Roberto Barina (il direttore creativo di Ballin) per Ginger Rogers: un inno non soltanto alla diva statunitense, ma all'Art Decò e a quella che fu un'epoca d'oro per la moda, l'eleganza ed il senso del gusto.
[caption id="" align="aligncenter" width="339" caption="Ginger Rogers e Fred Astaire ballano insieme a Broadway"] [/caption]
Fonte official FB page :
Bianca Atzei, classe 1987, nasce a Milano con il cuore in Sardegna, regione di provenienza dei genitori. Inizia a studiare canto sin da bambina e a 17 anni frequenta un’accademia di musica, iniziando anche le sue prime esperienze come cantante.
Bianca cresce ascoltando Whitney Houston e Mariah Carey ma è aperta a qualsiasi genere musicale, amando in particolare anche la musica anni ’60 di interpreti come Luigi Tenco, Patty Pravo e Sergio Endrigo. Presto arrivano molte collaborazioni per jingle pubblicitari e radiofonici, spot, sigle televisive e vari programmi televisivi.
Il 3 agosto 2012 esce il singolo “L’amore vero”, in poco tempo diventa un grande successo radiofonico, così anche il video con più di 1 milione e mezzo di visualizzazioni su YouTube.
Nello stesso autunno esce il singolo “La gelosia” in duetto con Francesco “Kekko” Silvestre dei Modà, con 3 milioni e mezzo di visualizzazioni su YouTube.
Nel 2013 arriva la collaborazione con il cantautore Niccolò Agliardi nel brano “Fino in Fondo” e continua quella con Kekko Silvestre.
Proprio il frontman dei Modà è autore per Bianca della sua hit dell’estate “La paura che ho di perderti” che ottiene un enorme successo radiofonico e ben 3 milioni e mezzo di visualizzazioni su YouTube.
Bianca Atzei è finalista del Music Summer Festival in onda su Canale 5, protagonista dei più grandi eventi dell’estate, di un tour nella sua terra sarda ed ad ottobre apre le date del tour autunnale dei Modà.
L’emozione più grande è però sicuramente quello dello scorso ottobre, quando Gianni Morandi la vuole per duettare con lui nella chiusura di “Gianni Morandi – Live in Arena”, la due giorni di concerti evento tenuta dal grande artista all’Arena di Verona.
Bianca è stata anche l’interprete di “One Day I’ll Fly Away”, lead song della colonna sonora di “Anna Karenina”, la fiction con Vittoria Puccini ispirata al romanzo di Lev Tolstoj andata in onda su RAI 1. La canzone è un brano dell’ americana Randy Crawford portato al successo, tra gli altri, dal personaggio di Satine interpretato da Nicole Kidman nel film del 2001 “Moulin Rouge!”.
© sergione infuso - all rights reserved
follow me on www.sergione.info
You may not modify, publish or use any files on
this page without written permission and consent.
-----------------------------
Il tastierista e il chitarrista della leggendaria rock band sul palco dell'Ippodromo
Quest'anno L.A.Woman, disco di maggior successo di The Doors, compie quarant'anni. Per l'occasione, Ray Manzarek (tastierista) e Robby Krieger (chitarrista e songwirter del gruppo) festeggiano con un tour europeo. I due membri del leggendario gruppo che fu capitanato da Jim Morrison fanno tappa all'Ippodromo del Galoppo, nell'ambito di City Sound. Dal vivo propongono le grandi hit che hanno segnato il percorso artistico dei Doors e della musica rock.
Raymond Daniel Manzarek, o più precisamente Manczarek (Chicago, 12 febbraio 1939), è un pianista e bassista statunitense.
È stato il tastierista e (dopo la morte di Jim Morrison) cantante del famoso gruppo statunitense The Doors, dal 1965 al 1973. In realtà nelle esecuzioni dal vivo (e nel primo album), grazie alla sua buona tecnica, fu anche il "bassista" dei Doors, suonando un Rhodes Piano Bass appoggiato sul top piatto dell'organo (un Vox Continental e successivamente un Gibson G101). Questo gli permetteva di gestire la linea di basso con la mano sinistra e l'organo con la destra. In questo modo l'organo fu sempre suonato su ottave alte, dando alla melodia quel suono deciso e tagliente che gli ha reso tanta fortuna.
Robert Alan Krieger (Los Angeles, 8 gennaio 1946) è un chitarrista statunitense.
Famoso per esser stato il chitarrista del gruppo rock The Doors. Con il suo stile unico nel rock riuscì ad unire e ad amalgamare i suoni dell'organo di Manzarek, la pulsante batteria di Densmore e la voce mistica di Morrison. Le note della sua chitarra erano lente con riff pacati e un ritmo tipico del flamenco. Inoltre è 91' nella classifica de "I 100 migliori chitarristi di tutti i tempi" redatta dalla rivista Rolling Stone.
Dave Brock - voce principale
Robby Krieger - chitarra, voci
Ray Manzarek - tastiere, voci
Phil Chen - basso
Ty Dennis - batteria, percussioni
Fonte dell'immagine: Il Lampo da Levante
Condizioni d'Uso: Avviso legale e condizioni per l’uso
Solo tramite l’esperienza dell’affinamento l’uomo può veramente amare Dio
In che modo l’uomo dovrebbe amare Dio durante l’affinamento? Durante l’esperienza dell’affinamento, le persone sono in grado di lodare veramente Dio e di rendersi conto di quanto siano carenti. Più grande è il tuo affinamento, più sarai in grado di rinunciare alla carne; maggiore è il loro affinamento, più grande sarà l’amore delle persone verso Dio. Ecco quello che dovete comprendere. Perché si deve essere affinati? Quale effetto si intende raggiungere? Qual è il significato dell’opera di affinamento dell’uomo da parte di Dio? Se veramente cerchi Dio, dopo aver sperimentato il Suo affinamento fino a un certo punto, sentirai che è tanto positivo ed estremamente necessario. In che modo l’uomo dovrebbe amare Dio durante l’affinamento? Ricorrendo al proposito di amarLo per accettare il Suo affinamento: durante il processo, sei tormentato interiormente, come se ti venisse rigirato un coltello nel cuore, eppure sei disposto a soddisfare Dio utilizzando il tuo cuore che Lo ama, e sei restio a preoccuparti della carne. Ecco cosa significa praticare l’amore di Dio. Provi un dolore interiore e la tua sofferenza ha raggiunto un certo livello, tuttavia sei ancora pronto ad andare di fronte a Dio, a pregare dicendo: “O Dio! Non posso lasciarTi. Sebbene in me vi siano tenebre, desidero soddisfarTi; conosci il mio cuore e vorrei che Tu investissi più amore in me”. Questa è la pratica durante l’affinamento. Se utilizzi l’amore di Dio come fondamento, l’affinamento può portarti più vicino a Dio e farti entrare in maggiore intimità con Lui. Poiché credi in Dio, devi consegnare il tuo cuore a Lui. Se offri e deponi il tuo cuore di fronte a Dio, durante l’affinamento ti sarà impossibile rinnegare Dio o lasciarLo. In questo modo, il tuo rapporto con Dio diventerà ancora più stretto e addirittura più normale, e la tua comunione con Dio diventerà sempre più assidua. Se pratichi sempre in questo modo, passerai più tempo alla luce di Dio, e più tempo sotto la guida delle Sue parole. Ci saranno sempre più cambiamenti nella tua indole e la tua conoscenza aumenterà giorno dopo giorno. Quando arriva il momento e le prove di Dio ti colpiscono all’improvviso, sarai in grado non solo di rimanere al Suo fianco, ma anche di renderGli testimonianza. In quel momento, sarai simile a Giobbe e a Pietro. Avendo reso testimonianza a Dio, Lo amerai veramente e sacrificherai con gioia la tua vita per Lui; sarai il testimone di Dio e una persona che è amata da Lui. L’amore che ha sperimentato l’affinamento è forte e non certo debole. A prescindere da quando o come Dio ti sottoponga alle Sue prove, sarai in grado di preoccuparti non tanto di vivere o morire, quanto di mettere gioiosamente da parte ogni cosa per amore di Dio e di sopportare qualsiasi cosa per Lui, e così il tuo amore sarà puro e la tua fede reale. Solo allora sarai qualcuno che è veramente amato da Dio e che è stato realmente reso perfetto da Lui.
Se le persone cadono sotto l’influsso di Satana, non avranno più amore per Dio dentro di sé, e le loro precedenti visioni, l’amore e la risolutezza scompariranno. Le persone erano abituate a pensare di dover soffrire per Dio, ma oggi ritengono che ciò sia vergognoso e non lesinano le lamentele. Questo è il lavoro di Satana; mostra che l’uomo è caduto sotto il dominio di Satana. Se stai attraversando un momento simile, devi pregare, e prendere un’altra strada appena possibile. Questo ti proteggerà dagli attacchi di Satana. È durante un difficile affinamento che l’uomo può più facilmente cadere preda dell’influsso di Satana. Quindi, in che modo dovresti amare Dio durante un simile affinamento? Dovresti fare appello alla tua volontà, deporre il tuo cuore davanti a Dio e consacrarGli i tuoi ultimi momenti. Indipendentemente da come Dio ti affini, dovresti essere capace di mettere in pratica la verità per compiere la Sua volontà, e dovresti importi di cercare Dio e la comunione con Lui. In momenti come questi, più sei passivo, più diventerai negativo e più ti sarà facile regredire. Quando ti è necessario adempiere la tua funzione, anche se non lo fai bene, fai tutto ciò che puoi, e fallo utilizzando null’altro che il tuo amore per Dio; a prescindere da ciò che dicono gli altri, ovvero che tu abbia fatto bene o male, le tue motivazioni sono corrette e non ti giustifichi da solo, perché stai agendo in nome di Dio. Quando altri ti fraintendono, puoi pregare Dio, dicendo: “O Dio! Non chiedo che gli altri mi tollerino o mi trattino bene, né che mi capiscano o mi approvino. Chiedo solo di poterTi amare nel mio cuore, di essere sicuro nel mio cuore e che la mia coscienza sia pulita. Non chiedo che altri mi lodino o mi tengano in grande stima; cerco solo di soddisfarTi dal mio cuore, svolgo il mio ruolo facendo tutto ciò che posso e, anche se sono stolto, stupido, di bassa levatura e cieco, so che Tu sei amorevole e sono pronto a consacrare tutto ciò che ho a Te”. Non appena preghi in questo modo, il tuo amore per Dio emerge e nel tuo cuore ti senti molto più sicuro. Ecco cosa significa praticare l’amore di Dio. Durante la tua esperienza, fallirai due volte e avrai successo una, oppure fallirai cinque volte e avrai successo due e, procedendo nell’esperienza in questo modo, solo in mezzo ai fallimenti potrai vedere l’amabilità di Dio e scoprire quello che ti manca interiormente. Quando incontri tali situazioni, la prossima volta, dovresti mettere in guardia te stesso, fortificare i tuoi passi e pregare più spesso. Svilupperai gradualmente la capacità di trionfare in tali situazioni. Quando ciò avverrà, le tue preghiere saranno state efficaci. Quando vedrai che per una volta ce l’hai fatta, sarai gratificato interiormente e, mentre preghi, riuscirai a sentire Dio e la presenza dello Spirito Santo che non ti ha abbandonato. Solo allora conoscerai il modo in cui Dio opera dentro di te. La pratica condotta in questo modo ti fornirà un sentiero per l’esperienza. Se non metti in pratica la verità, sarai privato della presenza dello Spirito Santo dentro di te. Ma se la metti in pratica, pur soffrendo interiormente, una volta che lo Spirito Santo sarà con te, potrai sentire la presenza di Dio quando pregherai, avrai la forza di mettere in pratica le Sue parole, e durante la comunione con i tuoi fratelli e sorelle non ci sarà niente a gravare sulla tua coscienza e ti sentirai in pace. In questo modo, potrai portare alla luce ciò che hai fatto. A prescindere da quanto dicano gli altri, sarai in grado di avere un rapporto normale con Dio. Non sarai obbligato da altri, potrai sollevarti sopra ogni cosa, e così dimostrerai che il tuo modo di mettere in pratica le parole di Dio è stato efficace.
Più grande è l’affinamento di Dio, più il cuore delle persone è in grado di amarLo. Il tormento dei loro cuori va a beneficio della loro vita, sono più capaci di essere in pace di fronte a Dio, il loro rapporto con Lui è più stretto e riescono meglio a vedere il supremo amore di Dio e la Sua somma salvezza. Pietro sperimentò l’affinamento centinaia di volte e Giobbe sopportò diverse prove. Se desiderate essere resi perfetti da Dio, anche voi dovrete sottoporvi all’affinamento centinaia di volte; solo se dovete passare attraverso questo processo e basarvi su tale passo, potete soddisfare la volontà di Dio ed essere resi perfetti da Lui. L’affinamento è il mezzo migliore tramite il quale Dio rende le persone perfette. Solo l’affinamento e le dure prove possono far sbocciare il vero amore di Dio nel cuore dell’uomo. Senza sofferenze, le persone sono prive del vero amore per Dio; se non vengono messe alla prova interiormente e non sono concretamente sottoposte all’affinamento, il loro cuore rimarrà sempre fluttuante nel mondo esterno. Dopo essere stato affinato fino a un certo punto, potrai vedere le tue debolezze e difficoltà, vedrai quanto ti manca e capirai che sei incapace di superare i molti problemi che incontri, e inoltre vedrai quanto grande sia la tua disobbedienza. Solo durante le prove, le persone possono veramente conoscere il loro stato effettivo, e le prove predispongono maggiormente le persone a essere rese perfette.
Nel corso della sua vita, Pietro sperimentò l’affinamento centinaia di volte e sopportò molti travagli dolorosi. L’affinamento divenne il fondamento del suo supremo amore per Dio e l’esperienza più significativa della sua intera vita. Il suo possesso di un supremo amore per Dio fu, in un certo senso, dovuto alla sua decisione di amare Dio, ma soprattutto all’affinamento e alla sofferenza che patì. La sofferenza divenne la sua guida sulla strada dell’amore per Dio e la cosa più indimenticabile per lui. Se le persone non affrontano la sofferenza dell’affinamento quando amano Dio, il loro amore è pieno di spontaneità e delle loro preferenze; tale tipo di amore è pieno delle idee di Satana ed è semplicemente incapace di soddisfare la volontà di Dio. Aver preso la decisione di amare Dio non equivale ad amarLo veramente. Anche se tutto ciò che pensano nei loro cuori è allo scopo di amare Dio, e di soddisfarLo, come se i loro pensieri fossero privi di idee umane e fossero tutti per l’amore di Dio, quando tali pensieri vengono presentati di fronte a Dio, non sono lodati o benedetti da Lui. Anche quando le persone hanno compreso completamente tutte le verità, e sono arrivate a conoscerle per intero, non si può dire che ciò sia un segno del loro amore per Dio, non si può affermare che esse amino veramente Dio. Nonostante abbiano compreso molte verità senza sottoporsi all’affinamento, le persone sono incapaci di mettere in pratica tali verità. Solo nel corso dell’affinamento le persone comprendono il vero significato di tali verità, e solo allora possono apprezzarne il senso più profondo. In quel momento, quando ci riprovano, riescono a mettere in pratica le verità correttamente e in armonia con la volontà di Dio; in quel momento, le loro idee umane perdono forza, la loro spontaneità umana viene ridotta e le loro emozioni umane vengono diminuite; solo in quel momento la loro pratica diventa una vera manifestazione dell’amore di Dio. L’effetto della verità dell’amore di Dio non viene raggiunto attraverso una conoscenza fatta di parole o una disposizione mentale, e non può essere ottenuto semplicemente tramite la comprensione. È necessario pagare un prezzo, e che le persone affrontino tanta amarezza durante l’affinamento, perché solo allora il loro amore diverrà puro e in armonia con il cuore Stesso di Dio. Nella richiesta di amore da parte dell’uomo, Dio non esige che ciò avvenga tramite la passione o la spontaneità; l’uomo può amarLo veramente solo attraverso la lealtà e l’uso della verità al fine di servirLo. Ma l’uomo vive nella spontaneità e quindi è incapace di usare la lealtà e la verità per servire Dio. È troppo passionale o troppo freddo e incurante nei confronti di Dio, ama Dio all’estremo o Lo detesta all’estremo. Coloro che vivono nella spontaneità vivono sempre tra questi due estremi, in uno stato senza verità, e credono di essere nel giusto. Sebbene abbia proposto questo tema tantissime volte, le persone non riescono a prenderlo sul serio, sono incapaci di afferrarne completamente l’importanza, e per questo vivono nella fede dell’autoinganno, e nella illusione di un amore per Dio privo di verità. Nel corso della storia, a mano a mano che l’umanità è cresciuta e sono passate le ere, i requisiti di Dio per l’uomo sono diventati sempre più elevati ed Egli ha richiesto sempre più che l’uomo fosse assoluto nei Suoi confronti. Eppure la conoscenza di Dio da parte dell’uomo è diventata sempre più vaga e astratta, e nello stesso tempo il suo amore per Dio è diventato sempre più impuro. Lo stato dell’uomo e tutto ciò che fa sono sempre più in contrasto con la volontà di Dio, perché l’uomo è diventato sempre più profondamente corrotto da Satana. Ciò richiede che Dio compia un’opera di salvezza maggiore e più ampia. L’uomo sta diventando sempre più esigente nel suo bisogno di Dio, ma il suo amore per Dio continua a diminuire. Le persone vivono nella disobbedienza, senza la verità, e vivono vite senza umanità. Non solo non hanno il minimo amore per Dio, ma abbondano in disobbedienza e ribellione. Anche se ritengono di nutrire già il massimo amore per Dio, e che non potrebbero essere più accondiscendenti nei Suoi riguardi, Dio non la pensa affatto così. Gli è perfettamente chiaro quanto sia contaminato l’amore che l’uomo ha per Lui, non ha mai cambiato opinione sull’uomo per la sua compiacenza, né ha mai ricambiato la buona volontà dell’uomo come risultato della sua devozione. A differenza dell’uomo, Dio è capace di distinguere: Egli conosce chi Lo ama veramente e chi no, e invece di lasciarSi sopraffare dal fervore e di perdere Sé Stesso a causa dell’impulso momentaneo dell’uomo, Egli tratta l’uomo in base alla sua essenza e al suo comportamento. Dopo tutto, Dio è Dio, e ha la Sua dignità e il Suo discernimento; dopo tutto, l’uomo è uomo, e Dio non cambierà la Sua attitudine per l’amore di un uomo che è in contrasto con la verità. Al contrario, Egli considera tutto ciò che l’uomo fa in modo appropriato.
Di fronte allo stato dell’uomo e al suo atteggiamento verso di Lui, Dio ha compiuto una nuova opera, consentendo all’uomo di possedere sia la conoscenza sia l’obbedienza nei Suoi confronti e anche amore e testimonianza. Quindi, l’uomo deve sperimentare l’affinamento da parte di Dio, e anche il Suo giudizio, il Suo trattamento e la Sua potatura, senza i quali l’uomo non conoscerebbe mai Dio e non sarebbe mai capace di amarLo veramente e di renderGli testimonianza. L’affinamento dell’uomo da parte di Dio non avviene solo con lo scopo di ottenere un effetto unilaterale, ma con l’intento di un effetto multiforme. Solo in questo modo Dio compie l’opera di affinamento in coloro che sono disposti a cercare la verità, affinché la determinazione e l’amore dell’uomo siano resi perfetti da Dio. Per coloro che sono disposti a cercare la verità e che bramano Dio, niente è più significativo o di maggiore aiuto che un affinamento di questo tipo. L’indole di Dio non è così facilmente conosciuta o compresa dall’uomo, perché, in ultima analisi, Dio è Dio. In definitiva, è impossibile che Dio abbia la stessa indole dell’uomo, e di conseguenza non è semplice per l’uomo conoscere la Sua indole. La verità non è un possesso innato dell’uomo, e non viene compresa facilmente da coloro che sono stati corrotti da Satana; l’uomo è sprovvisto della verità e della determinazione a metterla in pratica, e se non soffre e non viene affinato o giudicato, la sua determinazione non sarà mai resa perfetta. Per tutti, l’affinamento è straziante e molto difficile da accettare, ma è durante questo processo che Dio rende palese la Sua giusta indole nei riguardi dell’uomo, rende pubblici i Suoi requisiti per l’uomo, fornisce più luce, più potatura e trattamento effettivi; attraverso il confronto tra i fatti e la verità, Egli concede all’uomo una maggiore conoscenza di sé stesso e della verità, e dà all’uomo una maggiore comprensione della Sua volontà, consentendogli così di sperimentare un amore per Dio più vero e più puro. Questi sono gli obiettivi di Dio nell’esecuzione dell’affinamento. Tutta l’opera che Dio compie nell’uomo ha i propri scopi e il proprio senso; Dio non compie opere senza senso, e non compie nessuna opera che sia priva di beneficio all’uomo. L’affinamento non significa che l’uomo venga allontanato dal cospetto di Dio e nemmeno che egli venga distrutto nell’inferno, bensì significa un cambiamento dell’indole dell’uomo, delle sue motivazioni, dei suoi vecchi punti di vista, del suo amore per Dio e della sua intera vita. Per l’uomo, l’affinamento è una vera prova e una forma di autentico addestramento. Solo durante l’affinamento l’amore può svolgere la sua funzione intrinseca.
it.easternlightning.org/experiencing-refinement-truly-lov...
Quick and simple mod This is a hack/mod l found on another Tinterweb site a good few years ago and tried it out so l thought l would share it here to! What it’s purpose is so you don’t have to grip the Trangia pot gripper all the time and so it doesn’t let the pot slip out of the grip and giving you a wet hot lap when taking it off the burner.😉
ROMA ARCHEOLOGIA MOSTRA: "Raccontare l'antico. Terra, acqua e fuoco, con ENCAUSTO E ARGILLA di Michele Paternuosto e Gastone Primon. MUSEO DELLA CIVILITA`ROMANA (5/10/2012-6/01/2013).
"...Grazie Martin ,se puoi venire sarebbe un grande onore per me in rispetto della tua grande cultura su Roma e la Romanità. Capisco che Washington non è dietro l'angolo e se non puoi ti ringrazio lo stesso. Buon lavoro Martin e un caro saluto. Michele Paternuosto (17/09/2012).
fonti/ source: Foto di Michele Paternuosto / Maestro Michele Paternuosto
Studio: Roma, via del Cardello 21/b 00184 (metro Colosseo)
www.morenart.it morenart@libero.it
_________________
cf:
- ROMA e POMPEI Archeologia 1 - La scoperta degli scienziati del Cnr sull'ocra degli stucchi ad Ercolano - Rosso Pompeiano, che giallo Lo ha "inventato" il Vesuvio. Corriere della Sera. (16/09/2011).
www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/6152075899
- ROMA e POMPEI Archeologia 2 - Ercolano Il rosso pompeiano in realtà era giallo. / Ispirarano anche Raffaello. Corriere della Sera. (16/09/2011).
www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/6152647420
__________________
Si inaugura il prossimo 5 Ottobre 2012, presso il Museo della Civiltà Romana un’importante mostra intitolata:
Raccontare l'antico: Terra, Acqua e Fuoco curata da Michele Paternuosto e Gastone Primon
La mostra metterà in relazione due aspetti apparentemente distanti fra loro, ma legate a filo doppio dall’energia della creazione: l’arte dell’Encausto di Michele Paternuosto e quella materica fittile di Gaston Primon. Una sintesi stimolante tra la sapienza tecnica degli antichi - l’uso delle argille, terre colorate, bronzo, smalti e la sensibilità moderna - si rispecchia nei temi e nei contenuti contemporanei.
L’arte dell’Encausto di cui Michele Paternuosto è maestro e fine conoscitore è la tecnica pittorica per eccellenza carica di valori morali, materiali e immateriali.L'Encausto si rivolge a tutti i popoli, soprattutto ai posteri per la consegna dell’immortalità dell’ingegno artistico dell’uomo, vedi le pitture parietali e decorazioni pompeiane, quelle romane, i famosi ritratti Egiziani del Fayumm e per finire il grande fascino che ha esercitato sul grande Leonardo. La tecnica dell’Encausto fa uso nella sua componente principale cere e fuoco e racchiude in se tutte le discipline pittoriche quali: affresco buono, tempera, gouache, acquarello e olio. Si possono adoperare i seguenti supporti: intonaco fresco ancora molle composto di grassello di calce, pozzolana, sabbia e polvere di marmo, segue intonaco secco, legno, marmo, tela, carta, cotto e altro. Per i valori immateriali basti pensare che per acquistare un dipinto ad encausto su tavola (si suppone di modeste dimensioni) gli antichi imperatori e ricchi romani pagavano centinaia di migliaia di Sesterzi e secondo Plinio anche milioni di Sesterzi, da questo si può dedurre quanto piacere donava all’animo umano la pittura e in special modo l’Encausto.
Dal canto suo Gastone Primon è stato tra i primi a rompere con la tradizionale e centenaria ceramica estense. E ancora oggi continua a rompere, scomporre e distruggere manufatti, oggetti e materie per poi ricomporli e rigenerarli a nuova vita.
In questa sorta di riciclaggio, che simboleggia l’eterno fermento della materia e della vita che si oppongono al fatuo ed effimero consumismo del mondo attuale, viene sicuramente recuperata l’arcaica e consumata maestria degli antichi vasai etruschi e greci, ma anche paleo veneti, la cui creta, i cui colori e smalti sembrano proiettarsi nel vortice dei giorni d’oggi, come travolti nel tornio elettrico dell’artista stesso.
Inaugurazione: 5/ottobre 2012 ore 11.00.
Durata mostra: 5/ottobre 2012 - 6 gennaio 2013.
Orario: martedì a domenica ore 9.00-14.00 (la biglietteria chiude 1 ora prima).
Piazza G. Agnelli, 10 - 00144 Roma
ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTERA: Clementina Panella - Teschi staccati dal corpo, feticci e crudeltà: la Roma antica amava l'horror. L’ Espresso (31/07/2017).
ROMA - ARCHEOLOGIA - Teschi staccati dal corpo, feticci e crudeltà: la Roma antica amava l'horror. Un cranio con le ossa segate e i denti intagliati. Vicino al Colosseo si scopre un trofeo fatto di resti umani, che svela le abitudini più inquientanti di condottieri e imperatori. L’ Espresso (31/07/2017).
“Incredibile! Mai vista una cosa del genere!" Sono stati questi i primi commenti dell’archeologa Clementina Panella di fronte a una scoperta unica nella storia di Roma: un cranio scarnificato sbucato dal terreno durante la campagna di scavo in corso alle pendici del Palatino.
Il teschio, trovato accanto a numerose teste di buoi e a un neonato sepolto in un vaso di terracotta ma senza altri resti dello scheletro, ha immediatamente posto diversi interrogativi.
Innanzi tutto: a chi apparteneva? E come mai si trova proprio qui, in quella che fin dai tempi della fondazione di Roma era una zona sacra? Siamo infatti nel luogo dove Panella ha rintracciato qualche anno fa le “Curiae veteres”, il santuario civico che la tradizione attribuisce a Romolo, dove due volte all’anno i cittadini si riunivano per consumare i pasti in comune.
Col tempo il complesso ha subíto rifacimenti ma è sempre rimasto un luogo venerato, dove venivano seppelliti in fosse rituali resti architettonici delle strutture precedenti ed ex-voto: sono stati recuperati frammenti di terrecotte ornamentali dipinte con tinte accese, risalenti fino all’età dei re. Il cranio si trova però in un livello successivo, datato al quinto secolo avanti Cristo, quando il luogo di culto era ancora in piena attività.
Dopo la pulitura e i primi esami - che ha visto la collaborazione di antropologi della Soprintendenza speciale di Roma e di fisici dell’università La Sapienza - il reperto è stato attribuito a un uomo di 30-35 anni, cieco da un occhio. Il teschio presenta strane particolarità: la mandibola, gli incisivi e i canini mancano, mentre due molari sono stati intagliati in modo regolare, e le ossa dietro le orecchie sono state segate di netto. «Probabilmente queste manipolazioni, avvenute quasi tutte dopo la morte, erano state praticate per fissare il cranio su un supporto», spiega Panella. «Perché? La nostra ipotesi è che sia stato appeso come trofeo».
Esporre teste di nemici, soprattutto se re e comandanti, non era un’usanza rara nel mondo antico centro-europeo, ma le fonti letterarie attribuiscono la diffusione di tale costume alle popolazioni celtiche, in particolare ai Galli: il geografo greco Strabone, che scriveva all’epoca di Augusto, riferisce - per averlo letto - che essi inchiodavano all’architrave delle proprie case le teste mozzate dei nemici uccisi in combattimento; ancora prima Diodoro Siculo, autore in greco di una “Biblioteca storica”, riferisce che i Galli appendevano nelle loro case anche le armi intrise di sangue strappate agli avversari e che le teste dei nemici più famosi erano imbalsamate con olio di cedro, messe in delle ceste e mostrate agli stranieri.
Lo storico Livio conferma: nelle guerre contro i romani, per terrorizzarli, i guerrieri gallici appendevano ai propri cavalli, o infilzavano sulle punte delle lance, teste di legionari, mentre intonavano minacciosi canti di guerra. Del resto, sono tanti i crani venuti alla luce in Francia - e anche in Spagna e in Germania - trapassati da chiodi o con la calotta perforata.
Dal mondo romano arrivano invece notizie scarne sulle decapitazioni del nemico come segno di una vittoria importante: Romolo che mozzò la testa ad Acrone, re dei Ceninensi, oppure il console Marco Claudio Marcello che nel 222 avanti Cristo decapitò Virdumaro, duce dei Galli Insubri, e pochi altri esempi. Ma, a fronte delle testimonianze sulla durata di questa usanza nelle terre d’Oltralpe, lo storico francese Jean-Louis Voisin rigetta le accuse rivolte ai suoi lontani antenati.
Sostiene infatti che, col passar del tempo, i romani non considerarono più “barbaro” o crudele questo costume: li definisce anzi veri e propri «cacciatori di teste», con una pratica istituzionalizzata che dall’età mitica arriva alla fine del quarto secolo dopo Cristo. Con dettagli ricavati da documenti letterari e archeologici, Voisin stila così un elenco di 76 persone illustri, uomini e donne, alle quali - per rivalità, motivi politici o bellici - fu mozzata la testa.
Alcuni episodi sono noti: Marco Antonio che ostentava sul suo scrittoio il capo tagliato a Cicerone, nella cui lingua la moglie di Antonio, Fulvia, pare abbia infilato uno spillone. Oppure la testa dell’imperatore Massenzio, sconfitto da Costantino a Ponte Milvio nel 312 dopo Cristo che fu portata in giro dai soldati vittoriosi e poi spedita in Africa, dove Massenzio aveva i suoi principali sostenitori.
Le teste avevano cominciato a viaggiare da tempo, conservate nel miele, nella cera o trattenute da bende, a cominciare da quella di Pompeo fatta arrivare a Giulio Cesare e da quella di Bruto, uno dei cesaricidi, diretta a Roma ma finita nel mare in tempesta.
Voisin sottolinea che si moltiplicarono i sicari prezzolati - specialmente nell’ultimo e turbolento periodo repubblicano - e il mercato che ruotava intorno all’acquisto di teschi di personaggi famosi. A proposito, ricorda il macabro episodio della fine del tribuno Caio Gracco: quando, dopo la morte, il suo capo fu messo in vendita a peso d’oro, per renderlo più pesante e aumentarne quindi il prezzo, il cervello fu sostituito dal piombo. Sono situazioni poco conosciute di Roma antica, che comunque non sminuiscono il valore della nostra più celebrata civiltà, alla base - amministrativa, giuridica, urbanistica - di tutto il mondo occidentale.
Il reperto del Palatino non ha però indicazioni sull’appartenenza al corpo di un sovrano o di un condottiero di spicco; in questo caso ci sarebbe stato, nelle vicinanze, qualche segno di riconoscimento. Oltretutto, non era nemmeno sistemato in una fossa, dentro un contenitore o sotto un cumulo di pietre, a differenza dei teschi bovini trovati lì accanto (i “bucrani”, così frequentemente rappresentati nei monumenti romani): questi, dopo essere stati esposti su palizzate, erano stati ben interrati in quanto resti di un sacrificio e del successivo banchetto.
Da molti scavi archeologici sappiamo che se un cranio veniva prelevato dalla sepoltura, spesso era per diventare oggetto di culto da parte di gruppi sociali che si consideravano discendenti del defunto, e ritenevano che in questo modo l’antenato li avrebbe protetti. Anche pezzi di ossa asportati dallo scheletro venivano sepolti a parte e usati come ornamento personale o amuleti: si riteneva che avessero poteri magici quando riguardavano persone “speciali” o per virtù profetiche, o per un coraggio straordinario, o anche per anomalie fisiche considerate prodigiose.
Gli scrittori che narrano le origini e lo sviluppo di Roma non fanno però alcun accenno a crani-trofei umani sul Palatino; menzionano solo i resti bovini, certamente in gran numero. Erano così conosciuti da essere utilizzati come riferimento topografico: la casa natale di Augusto per esempio si trovava “ad capita bubula” (“presso le teste dei buoi”).
Per acquisire ulteriori elementi, un frammento del cranio è stato inviato a Lecce, dove Lucio Calcagnile, direttore del Centro Diagnostico nell’università del Salento, ha effettuato le analisi per la datazione al 14C. Il risultato, appena arrivato, conferma la possibile datazione proposta dagli archeologi, ma all’interno di un arco cronologico ampio: dall’ottavo al quinto secolo avanti Cristo. Due, quindi le possibilità, conclude Panella: «La prima, rimanda all’epoca più lontana e a una casualità: venuto alla luce durante lavori edilizi, il cranio era stato malamente riseppellito; la seconda, lo colloca invece nella vita del santuario coevo, oggetto di un’esposizione pubblica. Potrebbe essere una testa-trofeo di un nemico ma non si può escludere che fosse invece un personaggio legato alla comunità che si riuniva in questo luogo. In ogni caso si tratta di un unicum, che stimola ulteriori indagini».
Invece il recipiente (“olla”) contenente il corpicino del neonato, quasi certamente è finito lì nel corso della nuova sistemazione del santuario, e proveniva da un edificio abbattuto. Non è insolita la sepoltura di un bambino all’interno della città “dei vivi”: gli spazi della Roma antica sono stati utilizzati a lungo per deposizioni analoghe, ne sono state trovate anche sotto il tempio di Antonino e Faustina nel Foro.
Sono quindici anni che Clementina Panella, già professore ordinario di Metodologie e Tecniche della ricerca archeologica, con gli studenti della Sapienza scava questo versante del colle imperiale, di fronte al Colosseo, in concessione da parte del Ministero dei Beni culturali. I risultati sono stati a dir poco sorprendenti e raccontano una storia insediativa che precede la fondazione dell’Urbe e arriva ai nostri giorni. Sopra e sotto i terrazzamenti voluti da Nerone per la sua Domus Aurea, che hanno coperto l’intera area, sono state rinvenute tracce dell’insediamento delle prime capanne, le antiche Curie, la casa natale di Augusto.
Da questi scavi sono riemerse le uniche insegne imperiali giunte fino a noi - scettri, porta insegne, globi in materiali rari - appartenute a Massenzio, e poi un ambiente lussuoso per riunioni del tardo impero, ritratti di sovrani, e poi tracciati stradali, pavimenti di marmo, materiali di culto e di uso quotidiano che dai primi re arrivano al Medioevo.
Il ritrovamento di “Ignoto 1 del Palatino”, con i suoi misteri, si aggiunge al palmares di questa archeologa. «E non abbiamo finito», aggiunge Panella. «Oltre a lavorare sull’immensa mole dei dati raccolti, mi sto battendo sia per creare un Museo dedicato a tutte le scoperte, sia per valorizzare l’area esplorata attraverso i principali momenti delle sue vicende urbanistiche. Siamo nel cuore del centro di Roma: la città contemporanea deve poter conoscere e apprezzare i segni più rilevanti del suo passato».
Foto | fonte | sources:
-- Clementina Panella - Teschi staccati dal corpo, feticci e crudeltà: la Roma antica amava l'horror. Foto: Scavi sul Palatino, il lato dark della Roma antica. L’ Espresso (31/07/2017).
espresso.repubblica.it/visioni/2017/07/31/news/com-era-ho...
S.v.,
-- Clementina Panella, in: Academia.edu (12/2017).
uniroma1.academia.edu/ClementinaPanella
-- ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: “EXCITING PALATINE. INTERVIEW WITH PROF. CLEMENTINA PANELLA | EMOZIONI DAL PALATINO. INTERVISTA CON LA PROFESSORESSA CLEMENTINA PANELLA,” Photos via: ©Martin Conde & ©Clementina Panella, in: ITALIAN WAYS.COM (20/01/2017).
-- PROF. CLEMENTINA PANELLA, in: ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA (1987-2017).
rometheimperialfora19952010.wordpress.com/?s=Clementina+P...
Presentazione del primo Acea Smart Comp installato nella sede centrale Acea con l’obiettivo di conferire gli scarti organici (generati dalla mensa e dal bar Acea) nell'innovativo macchinario. In questo modo l’edificio Acea è diventato Organic Waste Free producendo in autonomia compost di qualità abbracciando le logiche della circular economy.
NELLA FOTO: Lo Smart Comp.
Questa foto vuole mostrarvi la dualità del fenomeno carsico dei laghi di Plitvice.
L'acqua ne è la protagonista: origina la vita e ne governa la crescita.
Il suo lavoro è incessante, tutto dedito alla trasformazione del paesaggio che ci viene offerto.
1cm di roccia "nasce" ogni anno e ogni anno possiamo assistere a questo infinito e mutevole spettacolo.
In questo modo l'esperienza della visita al parco non sarà mai la medesima e ogni volta la natura potrà comunicarci qualcosa di diverso.
Pittore, scultore, scrittore e studioso di storia dell'arte, nato in Romania nel 1924. Nel 1969 si trasferisce in Occidente e chiede asilo politico in Italia.
Artista mistico del simbolo è particolarmente apprezzato dal Papa Benedetto XVI che ha voluto esporre gli Arazzi di Demetrescu nelle sale adiacenti la Sala delle Udienze Generali.
Sono eseguiti personalmente da Demetrescu e sua moglie Michaela secondo una tecnica particolare che permette interventi strutturali sul lavoro fino alla sua conclusione. Invece di usare la tecnica tradizionale del telaio, che non permette più nessun cambiamento dopo l’esecuzione dell’arazzo, Demetrescu ha scelto un procedimento nuovo: l’immagine è composta come un mosaico da vari pezzi tessuti, ricamati, o lavorati a maglia separatamente, assemblati e cuciti insieme su una grande tela di lino, secondo il progetto iniziale.
In questo modo l’artista può togliere e cambiare il pezzo che non corrisponde perfettamente alle sue intenzioni, migliorando continuamente la qualità estetica dell’arazzo. Per questo, tra il progetto iniziale e il risultato finale esiste sempre una grande differenza, a favore dell’opera che matura e arriva al suo compimento. Siccome non si tratta di arazzi puramente decorativi, ma sempre incentrati su immagini simboliche, è necessaria una accurata scelta della gamma cromatica, strettamente collegata al significato. Le sfumature delle tinte devono essere controllate in permanenza dall’autore. Questa tecnica non può quindi essere affidata a nessun laboratorio, anche con tessitori eccellenti. Solo l’artista può eseguire l’arazzo, che si presenta, in effetti, in tutti i sensi, come un arazzo d’autore. Evidentemente, con questo procedimento un artista non può realizzare più di tre o quattro opere in un anno (tra cui uno solo di grandi dimensioni). Di conseguenza, il valore di un simile lavoro manuale non può essere paragonato a quello eseguito in un laboratorio.
I materiali usati per il lavoro sono filo di lana, di cotone, di seta, d’oro e d’argento, su tela robusta di lino. Gli arazzi sono foderati sul dorso, e sostenuti sia da due sbarre di ferro oppure montati su telai di legno.
Villa Adriana Tivoli
Nikon D7200+Tokina 11-16 f2.8
Serapeo
Sito in fondo alla piscina del Canopo e protetto da una monumentale semicupola rivestita di mosaico, il santuario era composto da una parte pubblica, destinata a banchetti e feste con giochi d'acqua, e da numerose parti private sotterranee dedicate al culto di Serapide come divinità ctonia.
Il tempio aveva l'aspetto di un ninfeo a forma di grotta, ornato da sculture egizie e statue che ricordavano Antinoo, il favorito dell'imperatore, annegato nel Nilo.
Per ricordare l'inaugurazione del suo tempio Adriano fece coniare monete che riportavano la sua effigie insieme a quella divinità al di sopra di una pedana ove due colonne sorreggevano un canopo rotondo. In tale modo l'imperatore divenne synnaios, il compagno dell'ancestrale divinità del naos ed uguale beneficiario del culto di Serapide a Canopo. (Da:https://it.wikipedia.org/wiki/Serapeo)
Exposure time [s] : 1/200
F-Number : 5.6
Exposure program : Aperture priority (3)
ISO speed ratings : 100
Date taken : 2018:04:19 11:21:42
Exposure bias value : -5/3
Max aperture : F2.8
Focal length [mm] : 11
© sergione infuso - all rights reserved
follow me on www.sergione.info
You may not modify, publish or use any files on
this page without written permission and consent.
-----------------------------
Il tastierista e il chitarrista della leggendaria rock band sul palco dell'Ippodromo
Quest'anno L.A.Woman, disco di maggior successo di The Doors, compie quarant'anni. Per l'occasione, Ray Manzarek (tastierista) e Robby Krieger (chitarrista e songwirter del gruppo) festeggiano con un tour europeo. I due membri del leggendario gruppo che fu capitanato da Jim Morrison fanno tappa all'Ippodromo del Galoppo, nell'ambito di City Sound. Dal vivo propongono le grandi hit che hanno segnato il percorso artistico dei Doors e della musica rock.
Raymond Daniel Manzarek, o più precisamente Manczarek (Chicago, 12 febbraio 1939), è un pianista e bassista statunitense.
È stato il tastierista e (dopo la morte di Jim Morrison) cantante del famoso gruppo statunitense The Doors, dal 1965 al 1973. In realtà nelle esecuzioni dal vivo (e nel primo album), grazie alla sua buona tecnica, fu anche il "bassista" dei Doors, suonando un Rhodes Piano Bass appoggiato sul top piatto dell'organo (un Vox Continental e successivamente un Gibson G101). Questo gli permetteva di gestire la linea di basso con la mano sinistra e l'organo con la destra. In questo modo l'organo fu sempre suonato su ottave alte, dando alla melodia quel suono deciso e tagliente che gli ha reso tanta fortuna.
Robert Alan Krieger (Los Angeles, 8 gennaio 1946) è un chitarrista statunitense.
Famoso per esser stato il chitarrista del gruppo rock The Doors. Con il suo stile unico nel rock riuscì ad unire e ad amalgamare i suoni dell'organo di Manzarek, la pulsante batteria di Densmore e la voce mistica di Morrison. Le note della sua chitarra erano lente con riff pacati e un ritmo tipico del flamenco. Inoltre è 91' nella classifica de "I 100 migliori chitarristi di tutti i tempi" redatta dalla rivista Rolling Stone.
Dave Brock - voce principale
Robby Krieger - chitarra, voci
Ray Manzarek - tastiere, voci
Phil Chen - basso
Ty Dennis - batteria, percussioni
“Mosaico arredo interno” è la nuova collezione di rivestimenti classici, contemporanei e moderni , firmata www.vincenzogreco.com , che evoca il fascino del mosaico con smalti di vetro di Murano e pietra marmorea. Ogni pezzo è unico e prezioso, un’opera d’arte, grazie alle sinuose venature naturali della materia riprodotte in un armonico equilibrio. Come un abile stilista, Vincenzo Greco si adatta alla personalità di ogni ambiente sacro.
I mosaici e le vetrate artistiche del maestro Vincenzo Greco , sono una collezione eclettica e plasmabile con cui realizzare arredi diversi, opere d’arte capaci di emozionare: lussuose ed eleganti, naturali e romantiche oppure rigorose e dal carattere vigoroso. E’ uno stile estremamente completo ed articolato: dalla Vetrata artistica alla tessera in marmo ,in grès porcellanato, per rivestimenti e per pavimenti artistici, perfettamente adattabili a destinazioni d’uso residenziale o per edifici pubblici.
Marmo è una parola che in origine significa “pietra splendente”, alcune varietà di smalti vetrosi della produzione artigianale sono - Oro zecchino, Argento, Avorio, Crema, Cristallo, Dorato, Gemma e azzurro evanescente ecc… - sono infatti auliche e notevoli, ricche di luce e capaci di illuminare naturalmente qualsiasi arredamento .
Dal 1990 la ditta www.vincenzogreco.com ha studiato è progetto numerosi decori e pezzi speciali. Per i rivestimenti di arredi residenziali o per edifici pubblici e per uno stile sacro rigorosamente austero ; uno studio particolare anche per chi ama un’atmosfera più classica; Belle Epoque, Liberty e Neoclassica che trae ispirazione dai rosoni in marmo delle cattedrali; un gioco di incastri, un mosaico di vetri istoriati , piombati e rilegati. Le opere del maestro Vincenzo greco ricordano effetti e sensazioni lussuose ricercate con cura e dovizia.
Questa nuova linea è ideale per decori sacri sia per pavimentazioni sia per ambienti bagno, cucine e zone living sia per realizzazioni contract. Importanti sono infatti le sue alte prestazioni tecniche, lavorazioni ideali per esterno , resistono al gelo, al sole , all’umidità al calpestio, ecc.. opere che risolvono qualsiasi tipo di esigenza progettuale e di posa e la linea di decori coordinati Tono Su Tono.
La bottega artigianale di produzione e vendita on line , offre un design esclusivo, altissima qualità, una meticolosa cura nei dettagli e ottime prestazioni in termini di resistenza e funzionalità. In questo modo l’Azienda rafforza il suo legame di collaborazione con progettisti e interior designer, costantemente alla ricerca di soluzioni progettuali innovative e personalizzate.
Telefonare con fiducia e senza impegno per un preventivo gratuito, tutto a prezzi speciali, spedizione e montaggio in tutta Italia .
Tel. 041 86 23 051 - 09 22 85 57 97
Fax 041 86 23 191 - 09 22 183 62 40
Cell. 347 70 43 345
A quick simple mod This is a hack/mod l found on another Tinterweb site a good few years ago and tried it out so l thought l would share it here to! What it’s purpose is so you don’t have to grip the Trangia pot gripper all the time and so it doesn’t let the pot slip out of the grip and giving you a wet hot lap when taking it off the burner.😉
449.
"I sit at my table and wage war on myself
It seems like it's all, it's all for nothing
I know the barricades, and
I know the mortar in the wall breaks
I recognize the weapons, I used them well
This is my mistake. Let me make it good
I raised the wall and I will be the one to knock it down
I've a rich understanding of my finest defenses
I proclaim that claims are left unstated,
I demand a rematch
I decree a stalemate
I divine my deeper motives
I recognize the weapons
I've practiced them well. I fitted them myself
It's amazing what devices you can sympathize, empathize
This is my mistake. Let me make it good
I raised the wall and I will be the one to knock it down
Reach out for me and hold me tight. Hold that memory
Let my machine talk to me, let my machine talk to me
This is my world
And I am world leader pretend
This is my life
And this is my time
I have been given the freedom
To do as I see fit
It's high time I've razed the walls
That I've constructed
You fill in the mortar. You fill in the harmony
You fill in the mortar. I raised the wall
And I'm the only one
I will be the one to knock it down.
(R.E.M. - "World leader pretend")
“Mosaico arredo interno” è la nuova collezione di rivestimenti classici, contemporanei e moderni , firmata www.vincenzogreco.com , che evoca il fascino del mosaico con smalti di vetro di Murano e pietra marmorea. Ogni pezzo è unico e prezioso, un’opera d’arte, grazie alle sinuose venature naturali della materia riprodotte in un armonico equilibrio. Come un abile stilista, Vincenzo Greco si adatta alla personalità di ogni ambiente sacro.
I mosaici e le vetrate artistiche del maestro Vincenzo Greco , sono una collezione eclettica e plasmabile con cui realizzare arredi diversi, opere d’arte capaci di emozionare: lussuose ed eleganti, naturali e romantiche oppure rigorose e dal carattere vigoroso. E’ uno stile estremamente completo ed articolato: dalla Vetrata artistica alla tessera in marmo ,in grès porcellanato, per rivestimenti e per pavimenti artistici, perfettamente adattabili a destinazioni d’uso residenziale o per edifici pubblici.
Marmo è una parola che in origine significa “pietra splendente”, alcune varietà di smalti vetrosi della produzione artigianale sono - Oro zecchino, Argento, Avorio, Crema, Cristallo, Dorato, Gemma e azzurro evanescente ecc… - sono infatti auliche e notevoli, ricche di luce e capaci di illuminare naturalmente qualsiasi arredamento .
Dal 1990 la ditta www.vincenzogreco.com ha studiato è progetto numerosi decori e pezzi speciali. Per i rivestimenti di arredi residenziali o per edifici pubblici e per uno stile sacro rigorosamente austero ; uno studio particolare anche per chi ama un’atmosfera più classica; Belle Epoque, Liberty e Neoclassica che trae ispirazione dai rosoni in marmo delle cattedrali; un gioco di incastri, un mosaico di vetri istoriati , piombati e rilegati. Le opere del maestro Vincenzo greco ricordano effetti e sensazioni lussuose ricercate con cura e dovizia.
Questa nuova linea è ideale per decori sacri sia per pavimentazioni sia per ambienti bagno, cucine e zone living sia per realizzazioni contract. Importanti sono infatti le sue alte prestazioni tecniche, lavorazioni ideali per esterno , resistono al gelo, al sole , all’umidità al calpestio, ecc.. opere che risolvono qualsiasi tipo di esigenza progettuale e di posa e la linea di decori coordinati Tono Su Tono.
La bottega artigianale di produzione e vendita on line , offre un design esclusivo, altissima qualità, una meticolosa cura nei dettagli e ottime prestazioni in termini di resistenza e funzionalità. In questo modo l’Azienda rafforza il suo legame di collaborazione con progettisti e interior designer, costantemente alla ricerca di soluzioni progettuali innovative e personalizzate.
Telefonare con fiducia e senza impegno per un preventivo gratuito, tutto a prezzi speciali, spedizione e montaggio in tutta Italia .
Tel. 041 86 23 051 - 09 22 85 57 97
Fax 041 86 23 191 - 09 22 183 62 40
Cell. 347 70 43 345
ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTERA: Clementina Panella - Teschi staccati dal corpo, feticci e crudeltà: la Roma antica amava l'horror. L’ Espresso (31/07/2017).
ROMA - ARCHEOLOGIA - Teschi staccati dal corpo, feticci e crudeltà: la Roma antica amava l'horror. Un cranio con le ossa segate e i denti intagliati. Vicino al Colosseo si scopre un trofeo fatto di resti umani, che svela le abitudini più inquientanti di condottieri e imperatori. L’ Espresso (31/07/2017).
“Incredibile! Mai vista una cosa del genere!" Sono stati questi i primi commenti dell’archeologa Clementina Panella di fronte a una scoperta unica nella storia di Roma: un cranio scarnificato sbucato dal terreno durante la campagna di scavo in corso alle pendici del Palatino.
Il teschio, trovato accanto a numerose teste di buoi e a un neonato sepolto in un vaso di terracotta ma senza altri resti dello scheletro, ha immediatamente posto diversi interrogativi.
Innanzi tutto: a chi apparteneva? E come mai si trova proprio qui, in quella che fin dai tempi della fondazione di Roma era una zona sacra? Siamo infatti nel luogo dove Panella ha rintracciato qualche anno fa le “Curiae veteres”, il santuario civico che la tradizione attribuisce a Romolo, dove due volte all’anno i cittadini si riunivano per consumare i pasti in comune.
Col tempo il complesso ha subíto rifacimenti ma è sempre rimasto un luogo venerato, dove venivano seppelliti in fosse rituali resti architettonici delle strutture precedenti ed ex-voto: sono stati recuperati frammenti di terrecotte ornamentali dipinte con tinte accese, risalenti fino all’età dei re. Il cranio si trova però in un livello successivo, datato al quinto secolo avanti Cristo, quando il luogo di culto era ancora in piena attività.
Dopo la pulitura e i primi esami - che ha visto la collaborazione di antropologi della Soprintendenza speciale di Roma e di fisici dell’università La Sapienza - il reperto è stato attribuito a un uomo di 30-35 anni, cieco da un occhio. Il teschio presenta strane particolarità: la mandibola, gli incisivi e i canini mancano, mentre due molari sono stati intagliati in modo regolare, e le ossa dietro le orecchie sono state segate di netto. «Probabilmente queste manipolazioni, avvenute quasi tutte dopo la morte, erano state praticate per fissare il cranio su un supporto», spiega Panella. «Perché? La nostra ipotesi è che sia stato appeso come trofeo».
Esporre teste di nemici, soprattutto se re e comandanti, non era un’usanza rara nel mondo antico centro-europeo, ma le fonti letterarie attribuiscono la diffusione di tale costume alle popolazioni celtiche, in particolare ai Galli: il geografo greco Strabone, che scriveva all’epoca di Augusto, riferisce - per averlo letto - che essi inchiodavano all’architrave delle proprie case le teste mozzate dei nemici uccisi in combattimento; ancora prima Diodoro Siculo, autore in greco di una “Biblioteca storica”, riferisce che i Galli appendevano nelle loro case anche le armi intrise di sangue strappate agli avversari e che le teste dei nemici più famosi erano imbalsamate con olio di cedro, messe in delle ceste e mostrate agli stranieri.
Lo storico Livio conferma: nelle guerre contro i romani, per terrorizzarli, i guerrieri gallici appendevano ai propri cavalli, o infilzavano sulle punte delle lance, teste di legionari, mentre intonavano minacciosi canti di guerra. Del resto, sono tanti i crani venuti alla luce in Francia - e anche in Spagna e in Germania - trapassati da chiodi o con la calotta perforata.
Dal mondo romano arrivano invece notizie scarne sulle decapitazioni del nemico come segno di una vittoria importante: Romolo che mozzò la testa ad Acrone, re dei Ceninensi, oppure il console Marco Claudio Marcello che nel 222 avanti Cristo decapitò Virdumaro, duce dei Galli Insubri, e pochi altri esempi. Ma, a fronte delle testimonianze sulla durata di questa usanza nelle terre d’Oltralpe, lo storico francese Jean-Louis Voisin rigetta le accuse rivolte ai suoi lontani antenati.
Sostiene infatti che, col passar del tempo, i romani non considerarono più “barbaro” o crudele questo costume: li definisce anzi veri e propri «cacciatori di teste», con una pratica istituzionalizzata che dall’età mitica arriva alla fine del quarto secolo dopo Cristo. Con dettagli ricavati da documenti letterari e archeologici, Voisin stila così un elenco di 76 persone illustri, uomini e donne, alle quali - per rivalità, motivi politici o bellici - fu mozzata la testa.
Alcuni episodi sono noti: Marco Antonio che ostentava sul suo scrittoio il capo tagliato a Cicerone, nella cui lingua la moglie di Antonio, Fulvia, pare abbia infilato uno spillone. Oppure la testa dell’imperatore Massenzio, sconfitto da Costantino a Ponte Milvio nel 312 dopo Cristo che fu portata in giro dai soldati vittoriosi e poi spedita in Africa, dove Massenzio aveva i suoi principali sostenitori.
Le teste avevano cominciato a viaggiare da tempo, conservate nel miele, nella cera o trattenute da bende, a cominciare da quella di Pompeo fatta arrivare a Giulio Cesare e da quella di Bruto, uno dei cesaricidi, diretta a Roma ma finita nel mare in tempesta.
Voisin sottolinea che si moltiplicarono i sicari prezzolati - specialmente nell’ultimo e turbolento periodo repubblicano - e il mercato che ruotava intorno all’acquisto di teschi di personaggi famosi. A proposito, ricorda il macabro episodio della fine del tribuno Caio Gracco: quando, dopo la morte, il suo capo fu messo in vendita a peso d’oro, per renderlo più pesante e aumentarne quindi il prezzo, il cervello fu sostituito dal piombo. Sono situazioni poco conosciute di Roma antica, che comunque non sminuiscono il valore della nostra più celebrata civiltà, alla base - amministrativa, giuridica, urbanistica - di tutto il mondo occidentale.
Il reperto del Palatino non ha però indicazioni sull’appartenenza al corpo di un sovrano o di un condottiero di spicco; in questo caso ci sarebbe stato, nelle vicinanze, qualche segno di riconoscimento. Oltretutto, non era nemmeno sistemato in una fossa, dentro un contenitore o sotto un cumulo di pietre, a differenza dei teschi bovini trovati lì accanto (i “bucrani”, così frequentemente rappresentati nei monumenti romani): questi, dopo essere stati esposti su palizzate, erano stati ben interrati in quanto resti di un sacrificio e del successivo banchetto.
Da molti scavi archeologici sappiamo che se un cranio veniva prelevato dalla sepoltura, spesso era per diventare oggetto di culto da parte di gruppi sociali che si consideravano discendenti del defunto, e ritenevano che in questo modo l’antenato li avrebbe protetti. Anche pezzi di ossa asportati dallo scheletro venivano sepolti a parte e usati come ornamento personale o amuleti: si riteneva che avessero poteri magici quando riguardavano persone “speciali” o per virtù profetiche, o per un coraggio straordinario, o anche per anomalie fisiche considerate prodigiose.
Gli scrittori che narrano le origini e lo sviluppo di Roma non fanno però alcun accenno a crani-trofei umani sul Palatino; menzionano solo i resti bovini, certamente in gran numero. Erano così conosciuti da essere utilizzati come riferimento topografico: la casa natale di Augusto per esempio si trovava “ad capita bubula” (“presso le teste dei buoi”).
Per acquisire ulteriori elementi, un frammento del cranio è stato inviato a Lecce, dove Lucio Calcagnile, direttore del Centro Diagnostico nell’università del Salento, ha effettuato le analisi per la datazione al 14C. Il risultato, appena arrivato, conferma la possibile datazione proposta dagli archeologi, ma all’interno di un arco cronologico ampio: dall’ottavo al quinto secolo avanti Cristo. Due, quindi le possibilità, conclude Panella: «La prima, rimanda all’epoca più lontana e a una casualità: venuto alla luce durante lavori edilizi, il cranio era stato malamente riseppellito; la seconda, lo colloca invece nella vita del santuario coevo, oggetto di un’esposizione pubblica. Potrebbe essere una testa-trofeo di un nemico ma non si può escludere che fosse invece un personaggio legato alla comunità che si riuniva in questo luogo. In ogni caso si tratta di un unicum, che stimola ulteriori indagini».
Invece il recipiente (“olla”) contenente il corpicino del neonato, quasi certamente è finito lì nel corso della nuova sistemazione del santuario, e proveniva da un edificio abbattuto. Non è insolita la sepoltura di un bambino all’interno della città “dei vivi”: gli spazi della Roma antica sono stati utilizzati a lungo per deposizioni analoghe, ne sono state trovate anche sotto il tempio di Antonino e Faustina nel Foro.
Sono quindici anni che Clementina Panella, già professore ordinario di Metodologie e Tecniche della ricerca archeologica, con gli studenti della Sapienza scava questo versante del colle imperiale, di fronte al Colosseo, in concessione da parte del Ministero dei Beni culturali. I risultati sono stati a dir poco sorprendenti e raccontano una storia insediativa che precede la fondazione dell’Urbe e arriva ai nostri giorni. Sopra e sotto i terrazzamenti voluti da Nerone per la sua Domus Aurea, che hanno coperto l’intera area, sono state rinvenute tracce dell’insediamento delle prime capanne, le antiche Curie, la casa natale di Augusto.
Da questi scavi sono riemerse le uniche insegne imperiali giunte fino a noi - scettri, porta insegne, globi in materiali rari - appartenute a Massenzio, e poi un ambiente lussuoso per riunioni del tardo impero, ritratti di sovrani, e poi tracciati stradali, pavimenti di marmo, materiali di culto e di uso quotidiano che dai primi re arrivano al Medioevo.
Il ritrovamento di “Ignoto 1 del Palatino”, con i suoi misteri, si aggiunge al palmares di questa archeologa. «E non abbiamo finito», aggiunge Panella. «Oltre a lavorare sull’immensa mole dei dati raccolti, mi sto battendo sia per creare un Museo dedicato a tutte le scoperte, sia per valorizzare l’area esplorata attraverso i principali momenti delle sue vicende urbanistiche. Siamo nel cuore del centro di Roma: la città contemporanea deve poter conoscere e apprezzare i segni più rilevanti del suo passato».
Foto | fonte | sources:
-- Clementina Panella - Teschi staccati dal corpo, feticci e crudeltà: la Roma antica amava l'horror. Foto: Scavi sul Palatino, il lato dark della Roma antica. L’ Espresso (31/07/2017).
espresso.repubblica.it/visioni/2017/07/31/news/com-era-ho...
S.v.,
-- Clementina Panella, in: Academia.edu (12/2017).
uniroma1.academia.edu/ClementinaPanella
-- ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA: “EXCITING PALATINE. INTERVIEW WITH PROF. CLEMENTINA PANELLA | EMOZIONI DAL PALATINO. INTERVISTA CON LA PROFESSORESSA CLEMENTINA PANELLA,” Photos via: ©Martin Conde & ©Clementina Panella, in: ITALIAN WAYS.COM (20/01/2017).
-- PROF. CLEMENTINA PANELLA, in: ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA (1987-2017).
rometheimperialfora19952010.wordpress.com/?s=Clementina+P...
Pittore, scultore, scrittore e studioso di storia dell'arte, nato in Romania nel 1924. Nel 1969 si trasferisce in Occidente e chiede asilo politico in Italia.
Artista mistico del simbolo è particolarmente apprezzato dal Papa Benedetto XVI che ha voluto esporre gli Arazzi di Demetrescu nelle sale adiacenti la Sala delle Udienze Generali.
Sono eseguiti personalmente da Demetrescu e sua moglie Michaela secondo una tecnica particolare che permette interventi strutturali sul lavoro fino alla sua conclusione. Invece di usare la tecnica tradizionale del telaio, che non permette più nessun cambiamento dopo l’esecuzione dell’arazzo, Demetrescu ha scelto un procedimento nuovo: l’immagine è composta come un mosaico da vari pezzi tessuti, ricamati, o lavorati a maglia separatamente, assemblati e cuciti insieme su una grande tela di lino, secondo il progetto iniziale.
In questo modo l’artista può togliere e cambiare il pezzo che non corrisponde perfettamente alle sue intenzioni, migliorando continuamente la qualità estetica dell’arazzo. Per questo, tra il progetto iniziale e il risultato finale esiste sempre una grande differenza, a favore dell’opera che matura e arriva al suo compimento. Siccome non si tratta di arazzi puramente decorativi, ma sempre incentrati su immagini simboliche, è necessaria una accurata scelta della gamma cromatica, strettamente collegata al significato. Le sfumature delle tinte devono essere controllate in permanenza dall’autore. Questa tecnica non può quindi essere affidata a nessun laboratorio, anche con tessitori eccellenti. Solo l’artista può eseguire l’arazzo, che si presenta, in effetti, in tutti i sensi, come un arazzo d’autore. Evidentemente, con questo procedimento un artista non può realizzare più di tre o quattro opere in un anno (tra cui uno solo di grandi dimensioni). Di conseguenza, il valore di un simile lavoro manuale non può essere paragonato a quello eseguito in un laboratorio.
I materiali usati per il lavoro sono filo di lana, di cotone, di seta, d’oro e d’argento, su tela robusta di lino. Gli arazzi sono foderati sul dorso, e sostenuti sia da due sbarre di ferro oppure montati su telai di legno.
“Mosaico arredo sacro” è la nuova collezione di rivestimenti liturgici e religiosi , firmata www.vincenzogreco.com , che evoca il fascino del mosaico con smalti di vetro di Murano e pietra marmorea. Ogni pezzo è unico e prezioso, un’opera d’arte, grazie alle sinuose venature naturali della materia riprodotte in un armonico equilibrio. Come un abile stilista, Vincenzo Greco si adatta alla personalità di ogni ambiente sacro.
I mosaici e le vetrate artistiche del maestro Vincenzo Greco , sono una collezione eclettica e plasmabile con cui realizzare arredi diversi, opere d’arte capaci di emozionare: lussuose ed eleganti, naturali e romantiche oppure rigorose e dal carattere vigoroso. E’ uno stile estremamente completo ed articolato: dalla Vetrata artistica alla tessera in marmo ,in grès porcellanato, per rivestimenti e per pavimenti artistici, perfettamente adattabili a destinazioni d’uso residenziale o per edifici pubblici.
Marmo è una parola che in origine significa “pietra splendente”, alcune varietà di smalti vetrosi della produzione artigianale sono - Oro zecchino, Argento, Avorio, Crema, Cristallo, Dorato, Gemma e azzurro evanescente ecc… - sono infatti auliche e notevoli, ricche di luce e capaci di illuminare naturalmente qualsiasi arredamento .
Dal 1990 la ditta www.vincenzogreco.com ha studiato è progetto numerosi decori e pezzi speciali. Per i rivestimenti di arredi residenziali o per edifici pubblici e per uno stile sacro rigorosamente austero ; uno studio particolare anche per chi ama un’atmosfera più classica; Belle Epoque, Liberty e Neoclassica che trae ispirazione dai rosoni in marmo delle cattedrali; un gioco di incastri, un mosaico di vetri istoriati , piombati e rilegati. Le opere del maestro Vincenzo greco ricordano effetti e sensazioni lussuose ricercate con cura e dovizia.
Questa nuova linea è ideale per decori sacri sia per pavimentazioni sia per ambienti bagno, cucine e zone living sia per realizzazioni contract. Importanti sono infatti le sue alte prestazioni tecniche, lavorazioni ideali per esterno , resistono al gelo, al sole , all’umidità al calpestio, ecc.. opere che risolvono qualsiasi tipo di esigenza progettuale e di posa e la linea di decori coordinati Tono Su Tono.
La bottega artigianale di produzione e vendita on line , offre un design esclusivo, altissima qualità, una meticolosa cura nei dettagli e ottime prestazioni in termini di resistenza e funzionalità. In questo modo l’Azienda rafforza il suo legame di collaborazione con progettisti e interior designer, costantemente alla ricerca di soluzioni progettuali innovative e personalizzate.
Telefonare con fiducia e senza impegno per un preventivo gratuito, tutto a prezzi speciali, spedizione e montaggio in tutta Italia .
Tel. 041 86 23 051 - 09 22 85 57 97
Fax 041 86 23 191 - 09 22 183 62 40
Cell. 347 70 43 345
email: info@mosaicosacro.it