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La Cisticole des joncs est une espèce de passereaux de la famille des Cisticolidae.
La cisticole est généralement repérée par son vol et son chant typiques : pendant un vol rapide et ondulé, elle émet à intervalles d'environ une seconde un « tchip » très puissant. Il est fréquent de l'entendre sans parvenir à la localiser.
La Scala di Giacobbe è un affresco di Raffaello Sanzio, databile al 1511 e facente parte della decorazione della volta della Stanza di Eliodoro nei Musei Vaticani.
I quattro episodi biblici della volta, tutti databili alla seconda metà del 1511, sono riferiti interamente al Sanzio da Vasari, ma Cavalcaselle li assegnò, nella stesura, al Peruzzi, Adolfo Venturi a Guglielmo di Marcillat, e Baugart al Penni. Il cattivo stato di conservazione rende difficile oggi una valutazione sicura.
La volta ha al centro un medaglione con lo stemma di Giulio II, circondato da arabeschi a monocromo su sfondo dorato intervallati da finte borchie dorate. Attorno si sviluppa un anello figurato, diviso diagonalmente in quattro scomparti con storie che simulano arazzi appesi con finti chiodi e anelli tra le cornici.
La Scala di Giacobbe si trova al di sopra della Liberazione di san Pietro e, come esso, è legata al tema del sogno divino. Deriva da un passo biblico (Genesi XXVIII, 10 e ss.), legato alla storia di Giacobbe, secondo cui il profeta biblico, una notte, durante un viaggio, fece il sogno di una scala che da terra si protendeva sino in cielo, con angeli che salivano e scendevano. Dalle parole di Dio nel sogno, Giacobbe ebbe promessa la terra sulla quale era coricato e un'immensa discendenza.
La scena, su uno sfondo intensamente azzurro, mostra il giovane addormentato, mentre a destra da uno squarcio di nubi appare Dio, in una sfolgorante aurea luminosa, verso il quale porta la scala con le presenze angeliche.
Cammino lungo la riva della coscienza, dove le onde si muovono in un flusso e riflusso continuo. Quando arrivano, lasciano dietro di sé delle scritte che subito l'ondata successiva cancella. Cerco di leggerle in fretta, nel breve intervallo fra un'onda e l'altra. Ma non è facile. Prima che faccia in tempo a leggere, arriva una nuova onda a cancellare tutto. Nella coscienza rimangono solo indecifrabili frammenti di parole.
Haruki Murakami, Kafka sulla spiaggia
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©Maria Casà. All rights reserved
... or when 16mm are not enough.
Took some days off to travel along the Irish Westcoast. Have to say: Plenty of rain but with some nice sunnier days.
This is taken at the Northern part of the Cliffs of Moher - not the famous view South. This was one of this moments, when rain arrives at the coastline and there is a sunny intervall following. Quite a great moment to watch. Actually - it was really exciting ...
Tutti gli animali si concedono, giornalmente una o più pause di riposo. In molte specie, anzi, il tempo del riposo prevale ampiamente su quello dell'attività. Si tratta, peraltro di un intervallo di tempo delicato, in cui numerose specie risultano esposte ed indifese nei confronti dei loro predatori. Per questo la farfallina dell'immagine, ha scelto un supporto del suo stesso colore. Per essere invisibile ..... ..
La Morte di san Francesco è la ventesima delle ventotto scene del ciclo di affreschi delle Storie di san Francesco della Basilica superiore di Assisi, attribuito a Giotto. Fu dipinta verosimilmente tra il 1295 e il 1299 e misura 230x270 cm.
Questo episodio appartiene alla serie della Legenda maior (XIV) di san Francesco: "Come, nel momento del trapasso del beato Francesco, un frate vide l'anima sua salire al cielo sotto forma di stella fulgidissima."
La scena è una vera e propria apoteosi, organizzata per fasce orizzontali: i frati disperati accanto al corpo del santo, gli ecclesiastici che celebrano il funerale (con le vesti chiare che risaltano), e gli angeli in cielo che reggono un clipeo con san Francesco che si trova già in paradiso. Le espressive attitudini dei fraticelli raccolti attorno a Francesco, accovacciati in pianto o in preghiera, vennero adattate dal tema del Compianto sul Cristo morto e riproposte da Giotto in altre opere tra cui le pitture della Cappella Bardi, facendo ampiamente scuola, ancora per tutto il Rinascimento.
Tra le ultime novità che riguardano questo affresco c'è quella che il 6 ottobre 2011 è stato scoperto il volto di un demone messo di profilo in mezzo alle nuvole, vicino all'angelo vestito di bianco, alla destra di Dio. Giotto, disegnandolo, ha probabilmente voluto far capire che i demoni non vedranno mai né Dio, né tutti i santi, perché sono ricoperti dai peccati, rappresentati dalle nuvole, e perché si trovano nell'inferno per l'eternità.
A partire da questa scena si registra una rottura nello stile degli affreschi che è stata interpretata con la partenza del capobottega, magari chiamato a Roma. Secondo Bruno Zanardi e Federico Zeri il modo di trattare gli incarnati dimostrerebbe, in questa come in altre scene, la presenza di una maestro diverso da Giotto, che essi indicano nel romano Pietro Cavallini.
Le Visioni di frate Agostino e del vescovo di Assisi è la ventunesima delle ventotto scene del ciclo di affreschi delle Storie di san Francesco della Basilica superiore di Assisi, attribuiti a Giotto. Fu dipinta verosimilmente tra il 1295 e il 1299 e misura 230x270 cm.
Questo episodio appartiene alla serie della Legenda maior (XIV,6) di san Francesco: "Il ministro, in Terra di Lavoro, infermo e presso alla fine e già da tempo avendo perduto la loquela, gridò e disse: «Aspettami, padre, vengo teco»; e subito spirato, seguì il santo padre. Oltre a ciò, essendo il vescovo sopra il monte di San Michele arcangelo, vide il beato Francesco che gli diceva: «Ecco che salgo in cielo»; e in tale ora fu così trovato."
Il tema riguarda quindi due avvenimenti occorsi contemporaneamente alla morte di Francesco, ovvero l'apparizione di quest'ultimo all'infermo frate Agostino e al vescovo Guido d'Assisi, sul Gargano.
Particolarmente complessa è l'architettura della chiesa nella quale è collocata la scena, con una sorta di tripla navata gotica sorretta da archi rampanti, entro la quale è collocato il giaciglio di frate Agostino, che si sveglia di soprassalto in preda alla visione circondato dai confratelli. Più esiguo è l'ambiente della stanza del vescovo, in cui si riprende in tema del sogno già utilizzato in scene quali il Sogno delle armi e il Sogno di Innocenzo III.
Girolamo esamina le stimmate è la ventiduesima delle ventotto scene del ciclo di affreschi delle Storie di san Francesco della Basilica superiore di Assisi, attribuiti a Giotto. Fu dipinta verosimilmente tra il 1295 e il 1299 e misura 230x270 cm.
Questo episodio appartiene alla serie della Legenda maior (XV,4) di san Francesco: "Nella Porziuncola giacendo morto il beato Francesco, messer Geronimo, celebre dottore e letterato, moveva i chiodi, e le mani, i piedi, il costato del santo con le proprie mani frugava." Nell'ambito delle esequie del santo furono infatti in molti, sia religiosi che laici, a voler controllare la veridicità del miracolo, incaricandone appositamente un noto medico.
La scena, molto affollata, è la diretta prosecuzione di quella della Morte di san Francesco (intervallata dalla Visione di frate Agostino e del Vescovo di Assisi), con Girolamo che solleva con un gesto molto naturale il vestito del santo alla presenza dei frati e degli ecclesiastici. Nella parte più alta è riprodotto l'interno di una chiesa (la stessa Basilica superiore), dove sporgono un Crocifisso sagomato ed una Maestà appese, per questo inclinate (anche se la loro disposizione è un po' forzata), mentre a destra appare un angelo. Si tratta più o meno della stessa ambientazione della scena del Presepe di Greccio, vista però dal lato opposto, quello dell'ipotetica navata della basilica. A destra si trovava anche un'abside, oggetto di pentimento.
De la rue Hors-Château, laissant, à droite, le couvent des Ursulines et, à gauche, l'impasse des Ursulines serpenter à flanc de coteau jusqu'aux Terrasses des Minimes, les 374 marches mènent Au Péri puis à la citadelle. La rue mesure, en totalité, 260 mètres et les escaliers 194 mètres. La pente moyenne de l'escalier est de près de 28 %.
L'ascension est facilitée par la présence, à intervalles réguliers, de paliers, où quelques bancs permettaient autrefois de regarder à l'aise la ville qui, petit à petit, se révèle. On découvre d'abord l'îlot Saint-Georges, la cité administrative, puis la Meuse sous le pont des Arches.
From rue Hors-Château, leaving, on the right, the Ursulines convent and, on the left, the Impasse des Ursulines winding up the hillside to the Terrasses des Minimes, the 374 steps lead to Au Péri then to the citadel. The street measures, in total, 260 meters and the stairs 194 meters. The average slope of the staircase is almost 28%.
The ascent is made easier by the presence, at regular intervals, of landings, where a few benches once made it possible to comfortably look at the city which, little by little, is revealed. We first discover the Saint-Georges islet, the administrative city, then the Meuse under the Pont des Arches.
Institution lilloise depuis le début du XXe siècle, la poissonnerie et son restaurant font partie de la même famille de 1898 à 2015. C'est à Pierre Baillieul que l'on doit les deux états, à dix ans d'intervalle, de la façade-vitrine-affiche publicitaire, réalisée en 1928 et agrandie en 1940 sous l'égide du même architecte Trannoy.
Architecte ou maître d'oeuvre :
Méheut Mathurin (peintre)
Eléments protégés :
Poissonnerie « A l'huîtrière », sise 3-7, rue des Chats-Bossus : la façade et la toiture sur rue ; le décor du magasin en totalité (cad. KZ 84) : inscription par arrêté du 10 juillet 2015
apps.gagalabs.com/flickr/interestingby?id=37926701@N04
Le città invisibili di Claudio Cumin
In Mostra alla
Sala Comunale d'Arte G. Negrisin
Piazza Marconi, 1 - Muggia (Trieste)
dall 8 febbraio all 4 marzo 2012
Le città e il nome. 3.
A lungo Pirra è stata per me una città incastellata sulle pendici d’un golfo, con finestre alte e torri, chiusa come una coppa, con al centro una piazza profonda come un pozzo e con un pozzo al centro. Non l’avevo mai vista. Era una delle tante città dove non sono mai arrivato, che m’immagino soltanto attraverso il nome: Eufrasia, Odile, Margara, Getullia. Pirra aveva il suo posto in mezzo a loro, diversa da ognuna di loro, come ognuna di loro inconfondibile agli occhi della mente. Venne il giorno in cui i miei viaggi mi portarono a Pirra. Appena vi misi piede tutto quello che immaginavo era dimenticato; Pirra era diventata ciò che è Pirra; e io credevo d’aver sempre saputo che il mare non è in vista della città, nascosto da una duna della costa bassa e ondulata; che le vie corrono lunghe e diritte; che le case sono raggruppate a intervalli, non alte, e le separano spiazzi di depositi di legname e segherie; che il vento muove le girandole delle pompe idrauliche. Da quel momento in poi il nome Pirra richiama alla mia mente questa vista, questa luce, questo ronzio, quest’aria in cui vola una polvere giallina: è evidente che significa e non poteva significare altro che questo.
La mia mente continua a contenere un gran numero di città che non ho visto né vedrò, nomi che portano con sé una figura o frammento o barbaglio di figura immaginata: Getullia, Odile, Eufrasia, Margara. Anche la città alta sul golfo è sempre là, con la piazza chiusa intorno al pozzo, ma non posso piú chiamarla con un nome, né ricordare come potevo darle un nome che significa tutt’altro.
Le città invisibili
di Italo Calvino
Einaudi, Torino 1972
IBRIDO DI ROSA TEA.
Se la rosa è la “regina dei fiori”, gli ibridi di rosa Tea sono senza dubbio le rose dal portamento più altezzoso ed aristocratico. Esse rappresentano la rosa moderna per eccellenza, sono le più conosciute e diffuse nei giardini odierni, quelle che più di altre con la loro grande ricchezza di forme e colori affollano i cataloghi dei vivaisti. Non a caso tra le varietà di rose più vendute al mondo la più richiesta è appunto un ibrido di Tea.
Queste rose nascono attorno alla metà del XIX secolo dall’ incontro tra rose coltivate in Europa e le delicate rose cinesi, dalle quali, negli anni successivi, presero origine le così dette “Rose Tea”.
I fiori sono doppi, solitari e di grandi dimensioni con la classica forma allungata tipica delle rose moderne. Spesso sono situati all’ apice di lunghi getti e vivacizzati da innumerevoli gradazioni di colore differente, che vanno dalle tonalità pastello del rosa e del lilla fino al bianco, al rosso e al giallo più saturo. Gli ibridi di Tea hanno una fioritura molto appariscente e duratura che, se la temperatura lo permette, può iniziare in primavera e, ad intervalli, proseguire fino quasi ai primi geli invernali. Addirittura, nelle regioni a clima più mite queste rose possono fiorire ininterrottamente per tutto l’anno.
CANON EOS 6D Mark II con ob. CANON EF 100 mm f./2,8 L Macro IS USM
Doku - keine Qualitätsfotos! Morgens ab 8 Uhr kommen in 2 Intervallen bis zu 120 Graugänse nach dem Frühstück auf den abgeernteten Getreidefeldern an die Annateiche zum Baden.
Unbeschreiblich, wenn 70 - 80 Gänse auf einmal mit lautem Knattern und Surren der Flügel und hellem Geschrei auf je einem Teil des durch eine Brücke geteilten Sees einfallen!
La fine della stagione estiva è un momento magico nella laguna di Venezia. I migratori ormai giungono a legioni, seguendo le fasi della luna e gli intervalli delle perturbazioni meteorologiche. Sugli specchi della laguna selvaggia regna una pace incantata e gli uccelli pasturano tranquilli sui bassi fondali. All'orizzonte però le postazioni di caccia rivelano che la stupidità umana è ancora in agguato ..... ..
pigolo, il nuovo arrivato
intervallo colorato .....
La zia honeycri è corsa in aiuto con tutto l'occorrente del pronto soccorso gattesco!!!!!
Si le faucon crécerelle niche sur une paroi rocheuse, il ne construit pas de nid, et la ponte se fait dans un creux de 15 à 20 cm de diamètre sur le sol, à l'entrée d'une cavité naturelle, jamais à l'intérieur. Sinon, il utilise un vieux nid de corvidé, dans un arbre, ou dans les ruines d'un édifice. La femelle dépose de 2 à 6 œufs brun-roux avec un fond clair. Ils sont pondus à intervalles de deux ou trois jours. L'incubation dure environ 28 jours, assurée par les deux parents, surtout par la femelle qui est nourrie par le mâle. Les poussins sont couverts de duvet blanc, fin et court, et à 20 jours, le plumage est pratiquement complet, avec encore quelques traces de duvet en divers endroits du corps. A 22 jours, ils dévorent seuls les proies apportées par les adultes.
Il Sacrificio di Isacco è un affresco di Raffaello Sanzio, databile al 1511 e facente parte della decorazione della volta della Stanza di Eliodoro nei Musei Vaticani.
I quattro episodi biblici della volta, tutti databili alla seconda metà del 1511, sono riferiti interamente al Sanzio da Vasari, ma Cavalcaselle li assegnò, nella stesura, al Peruzzi, Adolfo Venturi a Guglielmo di Marcillat, e Baugart al Penni. Il cattivo stato di conservazione rende difficile oggi una valutazione sicura.
La volta ha al centro un medaglione con lo stemma di Giulio II, circondato da arabeschi a monocromo su sfondo dorato intervallati da finte borchie dorate. Attorno si sviluppa un anello figurato, diviso diagonalmente in quattro scomparti con storie che simulano arazzi appesi con finti chiodi e anelli tra le cornici.
Il Sacrificio di Isacco si trova al di sopra della Messa di Bolsena, con il quale ha un rapporto per opposizione: se Abramo dimostrò una fiducia in Dio incrollabile, l'officiante di Bolsena dubitò invece della transustanziazione.
La scena, derivante dalla Genesi (XXII, 2-13), mostra uno sfondo intensamente azzurro, davanti al quale Abramo sta procedendo al sacrificio del figlio, genuflesso succube su un altare, con il collo offerto alla lama. Il braccio con la spada è bloccato da un angelo, mentre un secondo si precipita dal cielo, forse a raccogliere le vesti del giovane per ricoprirlo. A sinistra si trova un fuoco, elemento tipico delle scene sacrificali. Memorie michelangiolesche e della statuaria classica sono leggibili nella figura possente di Abramo; secondo Cavalcaselle inoltre la scena sarebbe memore di opere toscane del Quattrocento, come il gesto dell'angelo nella formella di Brunelleschi oggi al Bargello.
Intentional camera movement can create awe-inspiring atmosphere in a frame. Shot without tripod to get a free choice of the way i wanna move. The photograph was done in Magdeburg inside a lost place. The movement hasn‘t been continous but with intervalls of stop and move!
Ce matin 16° humide et froid et petite pluie fine.. j'ai tout de suite pensé à eux..
mis quelques graines sous les mangeoires visitées toute l'année..!
5 minutes après TOUT le monde était là..
Cà fait chaud au coeur..de voir qu'ils me connaissent..
ICi un petit bébé mésange bleue qui vient de sortir du nid et de s'envoler.. très fatigué et avait froid..et faim et appelait ses parents,
la maman l'alimentait par intervalles tout en la laissant récupérer;!
là dans mon figuier elle se sentait en sécurité.
Trying to catch up my delay ... (which has become very big) ... but I need to post a new photo from time to time ...
Thank you in advance for all your faves and comments. I might answer several WEEKS/MONTHS later. And I might post several photos in the meantime.
Merci d'avance pour tous vos faves et commentaires. Je vous répondrai peut-être dans plusieurs SEMAINES/MOIS. Et je posterai peut-être plusieurs photos entre temps.
Allemagne. Palatinat. Pays de Bitche
Deutschland. Pfälzerwald. Bitcherland.
Photo prise au pied des falaises de l'Altschlossfelsen, sur le versant sud-est du Brechenberg, lors d'une rando au départ de Roppeviller, effectuée avec un ami.
Lorsque j'ai posté ma 1ère photo de cet endroit magique il y a 3 ans, en septembre 2018, j'avais pronostiqué que ce serait sans doute le début d'une longue série de visites. Finalement, il s'est écoulé 3 ans avant que j'y retourne ... Mais en ce mois de septembre 2021, je viens d'y retourner 2 fois à 19 jours d'intervalle :
- Le 04/09/2021 pour le faire découvrir à ma femme
- Le 23/09/2021 pour le faire découvrir à un ami
Et j'espère y retourner en novembre pour les feuilles d'automne. 😉
J'avais déjà pris une photo au même endroit le 15/09/20218 :
www.flickr.com/photos/141376321@N03/30958142278/
Mais en 2018, j'avais pris la photo après 16h. Donc le soleil était de l'autre côté de la crête et les couleurs de la falaise étaient à l'ombre et ne ressortaient pas. En 2021, j'y suis allé les 2 fois le matin et du coup les couleurs étaient parfaitement éclairées, aussi bien les nuances rouges du grès rose que les belles surfaces jaunes. 🌞 ❤️
Longer le kilomètre de falaises de l'Altschlossfelsen dans la lumière du soleil, c'est baigner dans une atmosphère grandement réjouissante ! 😊
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I riti della Settimana Santa a Grottaglie: dal ‘600 ai giorni nostri
grottagliesitablog.wordpress.com/2008/03/15/i-riti-della-...
I riti della Settimana Santa si fanno risalire all’epoca della dominazione spagnola nell’Italia meridionale.
Le manifestazioni per ricordare la Passione e la morte di Cristo hanno ancora molte affinità con quelle di alcune città della Spagna.
A Grottaglie, la processione dei Misteri, è curata fin dai primi anni del Settecento dalla Confraternita del Purgatorio.
I riti della Settimana Santa iniziavano il Giovedì di Passione, quando la Confraternita del Purgatorio traslava la Vergine Addolorata dalla Chiesa delle Clarisse alla Chiesa Madre. La statua entrava in Chiesa alla fine della predica quaresimale, dopo che il Priore bussava per tre volte al portone interno della stessa. Il Venerdì di Passione, i confratelli del Purgatorio, rivestiti con l’abito sacro e incappucciati, portavano in processione la Madonna Addolorata cantando inni sacri intervallati dalle note della banda musicale.
Il pellegrinaggio dei “Bbubbli Bbubbli a lla scazáta” (confratelli della Confraternita del Carmine scalzi) è uno dei pochi riti ancora rimasti intatti, svolto sia di Giovedì che di Venerdì Santo, fino all’inizio della cerimonia della Passione e Morte del Signore.
Il Venerdì Santo, a conclusione del rito della Passio Christi, uscivano le sacre statue dei Misteri con la Vergine Addolorata a cura della Confraternita del Purgatorio; una processione che ancora oggi resiste e che vede tanta religiosità popolare e suggestione per quei volti sofferenti di Cristo e di Sua Madre. Le statue dei "misteri", portate a spalle da confratelli e da uomini vestiti di nero erano accompagnate da donne in abito di lutto, tra le struggenti note di inni religiosi e funerei, che obbligavano a meditare sul mistero della morte e della resurrezione.
Cinque tra le sacre statue sono in cartapesta e si pensa che possano risalire ad un periodo compreso tra la fine del Settecento e gli inizi dell'Ottocento: "Cristo all'orto", "Cristo alla colonna", "Cristo alla canna", "la Cascata" e "Cristo crocifisso". In legno è invece il "Cristo Morto", mentre "l'Addolorata" è rappresentata da un tipico manichino rivestito con abiti in tessuto nero.
Nella processione dei Misteri, i Confratelli della Confraternita del Purgatorio portano a spalla solo il Cristo Morto e la Madonna Addolorata e, durante il suo svolgersi, viene spesso cantato lo struggente "Inno a Cristo Morto", musicato nella prima metà del Novecento dal Maestro Giuseppe Cardone su versi di Maria Ciocia D'Ettole.
Particolare interesse suscitavano gli “squilli di tromba” seguiti dai “lugubri rintocchi del tamburo” e dal “fragoroso crepitare della troccola” agitata nervosamente dalla mano del confratello, che ad intervalli regolari si udivano nel silenzio della notte
NOTHING TO DO, NOWHERE TO GO. Fünfzehn Tage lang schweigen und sitzen im Zendo des Lasalle-Hauses in Bad Schönbrunn ZG. Das war ANGO 2020, ein besonders intensives Zen-Sesshin. In den Intervallen spazierte ich achtsam durch die Umgebung und machte Fotos, mein persönliches Samu. In den Neumond Nächten winkte der Komet NEOWISE aus dem Universum ...
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Grands harles du lac Wentworth, photographiés à deux mois d'intervalle jour pour jour : 3 juillet 2022 alors qu’ils se promenaient encore sur le dos de maman, et hier, le 3 septembre 2022. Ils ont bien grandi! ♥️
Benedetto Veli (1564-1659) - Saint Peter the martyr in conversation with the virgins (1581-1584) - Frescoes in the Chiostro Grande of Santa Maria Novella, Florence
L’iniziativa di decorare il Chiostro Grande si deve a Cosimo I de’ Medici, che dal 1565 aveva assunto il patronato di Santa Maria Novella. All’impresa concorsero molte famiglie fiorentine legate al convento e singoli membri della comunità domenicana. Una parte delle lunette fu commissionata da esponenti della colonia spagnola giunta a Firenze al seguito della duchessa Eleonora di Toledo, che già da tempo si riuniva nella Sala del Capitolo di Santa Maria Novella, in seguito nota come Cappellone degli Spagnoli.
Per l’esecuzione di questo vasto ciclo vennero reclutati oltre quindici pittori dell’Accademia fiorentina noti per aver collaborato in analoghe imprese collettive, fra i quali Alessandro Allori, Santi di Tito, Bernardino Poccetti, Giovanni Maria Butteri, Cosimo Gamberucci, Ludovico Cardi detto il Cigoli e Alessandro Fei detto del Barbiere. Gli affreschi vennero dipinti in massima parte fra il 1570 e il 1590, a eccezione di pochissime scene terminate fra il Sei e il Settecento.
Il ciclo, che si dispiega su ben cinquantadue lunette, è considerato uno degli esempi più rappresentativi della pittura della Controriforma per l’ampiezza, il programma iconografico e la chiarezza didascalica delle storie. E’ incentrato sulla Vita di san Domenico, cui sono dedicati due lati del chiostro, e di altri santi domenicani, che si susseguono sui restanti lati; sopra ogni scena un’iscrizione enuncia il contenuto dell’episodio rappresentato.
Sulle lunette delle quattro campate angolari del chiostro sono raffigurate scene della Vita di Cristo, che introducono e chiudono la sequenza narrativa di ciascun lato; altri
episodi cristologici sono inclusi nella decorazione a grottesche delle corrispondenti volte, le uniche del chiostro ad essere affrescate. Tutte le storie sono intervallate da Ritratti di illustri esponenti dell’Ordine domenicano legati al convento di Santa Maria Novella.
On se lève tôt , et on enfile de bonnes chaussures. Si le vélo est roi et les transports en commun bien organisés et efficaces , la marche est encore le meilleur moyen de visiter Amsterdam en un jour . Elle permet de profiter des grands sites et musées pout lesquels on fait le voyage , mais aussi des intervalles , du paysage urbain . On se sent baigner dans la ville cosmopolite . Que voit-on ainsi avec une simple journée devant soi ? Eh bien , pas mal de chose en fait , car l’héritage artistique Hollandais vous en met plein les yeux à chaque coin de rue …. Beaucoup de vélo , partout on voit des vélos , des canaux et de très jolies ponts ! Inoubliables ….
🎣 Le mystérieux pêcheur nocturne du Blanc-Nez 🐟.
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On termine l'année comme on l'a commencée, avec un "deepscape", c'est-à-dire un champ du ciel profond très détaillé avec un élément du paysage au premier plan. Il me manquait ce spot dans ma bibliothèque de photos “à faire”. C’est maintenant chose faite, même si tout ne s’est pas passé comme prévu.
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Les falaises autour du Cap Blanc-Nez sont impressionnantes de par leur taille et de par ce blanc “craie” bien caractéristique. Nous sommes partis à marée basse avec @remiaug et @aurelienbaill pour une expédition tumultueuse où se mêlait vent violent et sable mouvant. Bien dérangeant pour faire de la pose longue sur trépied 😅. On a voulu innover et faire une image originale et intrigante en rapport avec la vie maritime d’ici. Une ombre portée sur la falaise blanche s’est alors tout naturellement proposée à nous 😍. Rémi à pu s’improviser pécheur le temps d’un soir 👀. Aurélien était au light.
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C’était la première grosse sortie hivernale de mon Canon R, et purée, qu’est-ce qu’il est bon ! Les 30 Mpx permettent d’accéder à un autre monde niveau détail. Le début de l’hiver permet d’admirer la zone du Taureau au-dessus de l’horizon. C’est une zone incroyablement colorée et la planète Mars est venue ajouter une touche d’orangé dans le ciel. Seulement 10 poses du ciel ont été nécessaires pour avoir ce niveau de détail avec un ciel Bortle 4/5 . Malheureusement, je n’ai pas pu faire mon ciel au même endroit car le sol était beaucoup trop meuble pour y mettre une monture et le vent était bien trop fort. Je suis revenu juste un peu plus haut sur les falaises pour me protéger du vent derrière un mur et faire mon ciel avec l’orientation exactement identique. La pollution lumineuse de Wissant est conservée.
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EXIF :
- Sol : 3 tuiles panoramiques dont 1 avec ombre (1*20s f/3.2 ISO3200)
- Ciel : 1 tuile suivie et stackée (10*90s f/2 ISO1250)
- Dans un soucis d’éthique, orientation ciel/sol identique, tout est fait le même soir, à quelques minutes d’intervalle
- Canon EOS R mod by a-m.de + 35mm f/1.4L II USM
- Sky Watcher Star Adventurer GTi
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Bonne année 2023 à tous 🎉 !
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IL CORAGGIO DI VIVERE
Foto 10: Antonella con Saied, navigando in feluca sul Nilo.
Foto del 2000
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L' AMICO SAIED
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Con lui ho passato diverse ore a chiaccherare d'archeologia.
Lo facevamo tutte le volte che era libero dagli impegni.
Saied, questo il suo nome, era la nostra preparatissima guida.
Per qualche anno ci siamo inviati lettere reciproche.
Purtroppo non l'ho più rivisto.
L'era internet, ancora da venire,
non ci ha permesso di rimanere in contatto.
Il giovane aveva ben due lauree.
In agraria, ed in archeologia Egizia.
La prima giornata al Cairo fu dedicata alle piramidi di Giza con la sfinge, per proseguire dopo pranzo con la visita dello spettacolare museo del Cairo.
Saied, preciso e puntuale, sciorinava un sacco di nomi e date...
Presto le persone si stancarono ed in breve rimase quasi da solo.
Nei suoi occhi neri lo sconforto prese il sopravvento.
In disparte avevo seguito la scena.
La sera dopo cena lo trovai nella hall dell'hotel sprofondato in un bel divano.
Mi guardò triste in volto.
Gli chiesi: ti va di parlare un po' ?
Certo, seguito da un lungo sospiro.
Posso darti un consiglio spassionato?
Di nuovo un sì, questa volta col dire incuriosito.
Vedi Saied,
queste persone non sanno nulla o quasi dell'Egitto antico.
Cerca di non dire troppi nomi e soprattutto date.
Al turista per "diletto" non interessano certi dettagli.
Piuttosto racconta la storia come fosse una favola.
Alle donne parlagli dei tanti amori,
agli uomini, d'epiche battaglie.
Intervalla il tutto con battute briose e piccoli aneddoti personali di vita quotidiana.
Forse otterrai l'attenzione che brami.
Il consiglio funzionò alla grande.
Saied sprizzava gioia e le occhiate verso me erano di ringraziamento.
Di lui mi piace sottolineare l'aspetto umile che aveva.
Finita la vacanza,
sul bus che ci stava portando in aeroporto,
ci salutò, più o meno, con queste parole:
" vi prego non ringraziate me... bensì quei tanti contadini che vedete chini nei campi.
Sono loro che mi hanno permesso di studiare.
Spero di avervi raccontato bene la magnificenza del mio adorato paese.
Resterete tutti nel mio cuore.
Un grazie speciale per l'amico Stefano che mi ha aiutato nel difficile compito di farvi conoscere i misteri dei Faraoni da un altro punto di vista.
Da oggi farò sempre così.
Mi piace istruire col sorriso sulle labbra".
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© Il testo è di esclusiva proprietà dell'autore, Stefano Paradossi, che ne detiene i diritti e ne vieta qualsiasi utilizzo da parte di terzi. La foto fa parte dell'Archivio Fotografico della famiglia Paradossi.
© The text is of exclusive property of the author, Stefano Paradossi, who owns the rights and prohibits any use by third parties. The image is part of the Photo Archive of the Paradossi family.
Scale che portano al primo piano dove pregano solo le donne .
Nella maggior parte delle moschee c'è una camera separata per le donne per favorire appunto la concentrazione e per potere negli intervalli tra le preghiere fare le lezioni di religioni in calma e tranquillità.
NOTHING TO DO, NOWHERE TO GO. Fünfzehn Tage lang schweigen und sitzen im Zendo des Lasalle-Hauses in Bad Schönbrunn ZG. Das war ANGO 2020, ein besonders intensives Zen-Sesshin. In den Intervallen spazierte ich achtsam durch die Umgebung und machte Fotos, mein persönliches Samu. In den Neumond Nächten winkte der Komet NEOWISE aus dem Universum ...
Guidel plage
c'est une espèce emblématique du littoral
Espèce caractéristique des plages de l’Atlantique et de la Manche, le Gravelot à collier interrompu est un petit oiseau très nerveux. Avec sa silhouette ronde comme un galet, court sur pattes, il s’agite à la recherche de petits insectes, de mollusques, de vers marins et de petits crustacés. Il parcourt la vasière et le haut de plage en alternant marche rapide et courte pause. Ils ont besoin de tranquillité, notamment lorsqu’ils se reproduisent puis élèvent leurs poussins, d’avril à septembre.
En période de reproduction, le gravelot à collier interrompu fréquente les vasières des étangs et lagunes côtières, les marais salants, les plages de sable, graviers et galets de bord de mer et de grands cours d'eau.
le Gravelot à collier interrompu présente un faible taux de succès de reproduction.
Protégés au niveau national et européen, les Gravelots sont en déclin en Europe. Ils sont très sensibles au piétinement et au dérangement, tout comme leurs œufs et leurs poussins, presqu’invisibles sur la plage.
Oiseau très nerveux. Parcourt assidument les vasières en alternant marche rapide et courte pose.
Cris d’alarme et aile cassée : soyez attentif au comportement des gravelots sur la plage !
« Tuit… Tuit ». Un gravelot se tient droit devant vous et émet à intervalles réguliers un « tuit » d’alarme, entre deux courbettes nerveuses et un bref envol. Les poussins, encore incapables de voler, réagissent immédiatement à ce signal en prenant les pattes à leur cou puis en se dissimulant dans la laisse de mer. Éloignez-vous au plus vite vers le bas de la plage (sur le sable mouillé).
Si le gravelot mime d’avoir l’aile cassé, c’est qu’il cherche à attirer votre attention vers lui pour vous éloigner de sa couvée et vous attirer à l’opposé de ses poussins. Dans ce cas encore, éloignez-vous sans tarder et en faisant très attention où vous posez les pieds car les poussins, plaqués au sol et immobiles, se confondent à merveille dans la laisse de mer.
Il castello-ricetto di Ghemme fu edificato tra il XI ed il XV secolo su iniziativa degli stessi abitanti, per far fronte alle incursioni ed ai saccheggi dei Francesi e degli Spagnoli e come rifugio per la popolazione e le derrate alimentari. Nel 1467, fu ospitato il duca di Milano Galeazzo Maria Sforza, per concludere le rivalità aperte da alcuni anni con il Ducato di Savoia firmando la pace di Ghemme.
Si presenta di forma rettangolare, lungo 153 metri e largo 83, si estende su una superficie totale di 12.000 m² e sorge a nord-ovest del paese, fiancheggiato a ponente dal corso della roggia Mora.
In origine il castello era circondato da un fossato, colmato nel XIX secolo, e da mura di cinta perimetrali alte circa quattro metri, con merlatura alla ghibellina, parzialmente visibili ancora oggi su tre dei quattro lati. È solcato al centro, per tutta la sua lunghezza, da una strada principale, sulla quale si affacciano due fasce di edifici contrapposti. Da qui si dipartono vicoli secondari e sottoporticati che formano altri isolati irregolari con cortili e cortiletti centrali. In origine la via principale non aveva sbocco sui due lati, ma era chiusa dalle mura e dal fossato. L'accesso era possibile unicamente per mezzo di un torrione con ponte levatoio posto sul lato corto, a levante (sull'attuale piazza Castello). Il lato opposto, che volgeva alla roggia Mora e quindi all'esterno del paese, era protetto da due torri cilindriche poste agli angoli, delle quali soltanto quella a sud-ovest si è conservata fino ad oggi.
Gli edifici all'interno delle mura sono formati da due piani e da un mezzanino sottotetto: al piano terra si conservavano il vino e le derrate alimentari, il piano centrale era usato da abitazione mentre l'ultimo era utilizzato come solaio per il deposito dei grani. I muri sono costruiti con ciottoli di fiume disposti a spina di pesce, intervallati da mattoni, talvolta in funzione anche decorativa. Alcuni edifici presentano finestre e porte a sesto acuto con pregevoli decorazioni in cotto. All'interno alcune case hanno conservato gli antichi soffitti a cassettoni. Le abitazioni di maggior pregio possedevano pareti affrescate. Uno di questi affreschi, staccato, è conservato nei musei civici di Novara.
Nonostante i massicci interventi avvenuti nel settecento e ottocento, il castello-ricetto di Ghemme è uno dei meglio conservati del Piemonte e conserva intatta una suggestiva atmosfera. Nelle cantine ancora oggi viene prodotto e lasciato ad invecchiare il prezioso vino Ghemme DOCG.
La definizione doppia di “castello-ricetto” viene data in quanto quello di Ghemme, nonostante abbia le sembianze di un ricetto, in realtà non è altro che un esteso castello fortificato, in quanto abitato e non usato solo come deposito delle derrate.
Fonte: Wikipedia
La voce del vento viene dal mare,
e sale dalle sue profondità, intervallata da silenzi,
dall'oscuro abisso
che è in noi.
Pronuncia parole a noi note,
eppure sconosciute.
Le onde salgono
ora flebili, ora struggenti,
ora ruggenti.
Come le corde del nostro
cuore.
Ero arrivata alla spiaggia. Era deserta. Solo due amiche sotto a un ombrellone.
Non pioveva, ma c'erano nuvole scure.
Mi sono tolta i sandali per tastare l'acqua e vedere se era fredda,
Intanto prendevo qualche foto delle onde .
Mi sembrava che fossero basse, ma con una non ho fatto a tempo a ritrarmi... e mi sono bagnata la gonna fino al ginocchio !
Mi è scappato da ridere. Beh, per oggi la mia l'ho fatta - ho pensato -. Mi vado a mangiare un bel gelato.
Mi è venuto in mente che avevo sognato, oltre che ad aver la casa che si allagava per le piogge , che mi mangiavo un buon gelato. Ricordavo anche i gusti : cioccolato e crema all 'amarena. Invece poi ho preso malaga e crema al pistacchio.
In fondo era il mio pranzo, insieme ad un caffè
The voice of the wind
Nuvole… Sono come me un passaggio figurato tra cielo e terra, in balìa di un impulso invisibile, temporalesche o silenziose, che rallegrano per la bianchezza o rattristano per l’oscurità, finzioni dell’intervallo e del discammino, lontane dal rumore della terra, lontane dal silenzio del cielo.
Fernando Pessoa
MA QUANTE BUONE BOTTIGLIE MADAMA DORE' !!!
La vendemmia 2018 nel Conegliano Valdobbiadene si presenta sotto i migliori auspici. Si prevede di raccogliere i grappoli con qualche giorno di anticipo rispetto alla media annuale della Denominazione grazie all’andamento climatico favorevole della stagione: un giusto equilibrio di pioggia, sole e ventilazione.
L’andamento climatico del 2018 nel Conegliano Valdobbiadene è stato infatti caratterizzato da un inverno piuttosto fresco, un inizio primavera altrettanto fresco, che ha determinato un germogliamento in linea con le medie annuali. Si è poi registrato un aumento delle temperature e una buona piovosità, intervallati da giornate soleggiate non molto calde. Questo ha portato a un’accelerazione della parte vegetativa con un’anticipazione della maturazione delle uve rispetto alla norma, condizioni queste che preludono ad una annata di ottima qualità.
Proprio per le caratteristiche del territorio, contraddistinto da pendii molto ripidi e da saliscendi difficilmente accessibili ai macchinari, sono richieste 6/700 ore per ettaro l’anno di lavoro manuale rispetto alle medie di 150/200 ore lavoro per ettaro delle zone pianeggianti, dove la meccanizzazione è avanzata. La stessa vendemmia, chiamata per questo “eroica”, rappresenta il momento di massima ingegnosità dei viticoltori del territorio.
CANON EOS 6D Mark II con ob. CANON EF 70-300mm f/4-5.6 IS USM
Nel piccolo paese di Backtapur (Nepal) la vita scorre lenta. Si intervalla il lavoro nei campi e nell'artigianato ad attimi di relax. Con dei sassolini un uomo ha costruito il proprio gioco.
18h40 selon les Exifs
Série de 4 photos prises dans un intervalle de 5 mn (à la précision près du boitier et de l'Iphone)
NOTHING TO DO, NOWHERE TO GO. Fünfzehn Tage lang schweigen und sitzen im Zendo des Lasalle-Hauses in Bad Schönbrunn ZG. Das war ANGO 2020, ein besonders intensives Zen-Sesshin. In den Intervallen spazierte ich achtsam durch die Umgebung und machte Fotos, mein persönliches Samu. In den Neumond Nächten winkte der Komet NEOWISE aus dem Universum ...
Cette photo et la précédente ont été prises du même endroit à 3 jours d'intervalle;celle çi au coucher du soleil donnant cette ambiance chaude,l'autre en milieu de journée en pose longue,résultat: une image beaucoup plus froide.J'ai trouvé intéressant de mettre en parallèle ces 2 interprétations d'un même lieu
Ein verfrühtes Ostergeschenk gab es gestern Abend: Endlich mal ein schöner Sonnenuntergang von der Elphi-Plaza. Leider hat die Kamera, wie in letzter Zeit immer häufiger, bei der Fokussierung versagt und ich musste bei der Bearbeitung ordentlich nachhelfen... eine 80D gibts zu Ostern nämlich noch nicht. Es heißt, durchhalten bis Juni!
An early Easter present was given yesterday evening to me: Finally a nice sunset from the Elbphilharmonie Plaza. Unfortunately, the autofocus function on the camera failed and I have to edit this afterwards really much. That happen often and in increasing intervalls in the past, but there is no 80D as easter present... Hang on until June!
Contemporaine à la chapelle ND de la Clarté, la fontaine est du XVIème siècle. Son pignon est ouvert en plein cintre mouluré en accolade avec une niche intérieure à coquille abritant une Vierge à l'Enfant. Son eau préserverait de la cécité. La statue de la Vierge à l'enfant est plus récente. Au XIXème siècle, profitant de l'émergence de cette source dans le centre du bourg et afin d'épargner aux lavandières de longs trajets, la municipalité fait aménager deux bassins carrés en enfilade, bordés de pierres à laver disposées deux à deux, à intervalles réguliers. Les abords sont pavés de dalles de granit pour éviter qu'ils ne deviennent boueux.
La Roche de Solutré (Saone et Loire / 71)
Roche calcaire rendue célèbre par deux populations d'hommes préhistoriques, à 20000 ans d'intervalle : Les Homo Sapiens du Solutréen qui y chassaient le cheval sauvage, et les Socialistes mitterrandiens, qui y chassaient le suffrage domestique.
Deux espèces humaines depuis longtemps disparues, dans l'indifférence générale, mis à part le grand intérêt que leur portent encore aujourd’hui quelques rares archéologues et ethnologues du XXIème siècle, qui n'ont connu ni les premiers, ni les seconds..
Au premier plan, le beau vignoble vallonné bourguignon du Pouilly-Fuissé qui, lui, fait l’unanimité française, à droite comme à gauche…
L’unité nationale sera œnologique ou ne sera pas ! Santé !
P.S. : Un ciel pommelé qu'il était difficile de négliger, et quasiment obligatoire à convertir en noir et blanc.
Giglio Castello
Borgo del Giglio Castello si erge sulle alture dell’Isola dell Giglio a quota 405 metro slm ed è un antico borgo medievale, la cui atmosfera è rimasta intatta nel tempo. Oggi il Castello è meta turistica d'obbligo per chiunque approdi all'Isola.
Eretto dai Pisani nel XII sec., più volte ampliato e restaurato dai Granduchi di Toscana, è cinto da imponenti mura intervallate da tre torri a pianta circolare e sette a base rettangolare. È a tutt'oggi pressocchè intatto nel suo interno: Le vie strette, spesso sormontate da archi, i balzuoli (scale esterne per accedere ai piani superiori), la Piazza XVIII Novembre sulla quale domina la Rocca Aldobrandesca, imponente costruzione difensiva, fanno di Giglio Castello una meta suggestiva, dal fascino unico. Quassù, tra l'altro, è particolarmente piacevole godersi la frescura nelle chiare serate estive.