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IL CORAGGIO DI VIVERE

 

Foto 9: Ritratto di bambina beduina.

Foto del 2009

 

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LA COMMEDIA DELL' ARTE 2a parte

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La nave è ferma tra i portelloni dell'invaso,

aspetta il via per poter proseguire una volta riequilibrate le acque.

Noi villeggianti,

tutti affacciati ai parapetti incuriositi dall'afflusso degli abitanti di Esna.

 

Prima scena:

Dalla riva scendono in acqua i più piccoli,

a nuoto raggiungono la motonave.

Lo fanno con grande forza ed abnegazione.

 

Subito inteneriscono i turisti.

Qualche bimbo ha meno di 10 anni.

Ho in mano la fotocamera con inserito l'obiettivo 300 mm.

Così facendo, riesco a vedere meglio quel che accade.

Li seguo ,

mentre le persone si sbracciano dal ponte della nave per salutarli.

Con gli occhi già umidi, vedo una scena molto coinvolgente.

Le signore... ma anche insospettabili omaccioni,

cominciano a mettere mano al portafoglio.

 

Altri lanciano magliette ed ogni sorta d'abbigliamento.

Tutti s'affannano a favorire il più meritevole,

parteggiando per l'uno o per l'altro a seconda delle circostanze.

 

I bimbi, perché di questo si tratta,

smanacciano per accaparrarsi, ciascuno, più "doni" possibili.

E' una guerra all'ultimo respiro.

C'è chi soccombe, sparendo sott'acqua per qualche secondo.

Urla salgono alte, paura e sconforto s'impossessano degli "spettatori".

I turisti s'impietosiscono sempre più,

in particolare con i più piccoli.

Tifano per loro facendo salire il phatos alle stelle.

I portafogli si aprono di nuovo.

E le banconote piovono dal ponte della nave.

 

Nemmeno toccano l'acqua che vengono afferrate dai ragazzi che usano i contenitori in plastica dei rotolini fotografici come piccole scatole impermeabili.

Finiti i contenitori, qualcuno si mette i soldi perfino in bocca, riempiendola quasi a soffocare.

 

Seconda scena:

 

E' il momento di tornare a riva,

dove ragazzi più grandi li aspettano a mani tese.

No miei cari amici, non vogliono aiutare i bimbi,

ormai allo stremo delle forze.

Bensì prendersi tutta la mercanzia con grande avidità.

Fingono litigi e piccole truffe.

Sembra che da un momento all'altro tutto degeneri in modo irrimediabile.

Ed ecco che entrano in scena gli adulti e qualche vecchio.

In mano, fruste occasionali fatte con corde e rami.

La gente urla dalla nave parole accorate e pure qualche insulto.

 

I turisti impietriti dal dispiacere, assistono inermi alla punizione corporale.

Per ultimo d'improvviso

Compaiono due guardie con dei vecchi fucili in mano.

Mimano l'alt a tutti i contendenti.

Armi spianate, mettono di nuovo la calma.

sequestrando tutta la merce ed i soldi.

 

Giustizia è fatta...????

 

La nave sta per ripartire, ho ancora il 300 mm. ad aiutarmi.

Ed assisto allibito a quest'ultima scena.

 

Nascosti dietro un grande cespuglio,

bimbi, ragazzi, adulti e vecchi, assieme alla 2 guardie,

si spartiscono il ricavato della "recita" in parti convenute.

 

Ovviamente i bambini rimangono solo con qualche caramella in mano.

Che ingiustizia, il merito è tutto loro.

 

Via su ripuliamoci.

Un'altra motonave si sta avvicinando.

Arrivano gli spettatori "paganti".

 

Si ricomincia.

   

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© Il testo è di esclusiva proprietà dell'autore, Stefano Paradossi, che ne detiene i diritti e ne vieta qualsiasi utilizzo da parte di terzi. La foto fa parte dell'Archivio Fotografico della famiglia Paradossi.

 

© The text is of exclusive property of the author, Stefano Paradossi, who owns the rights and prohibits any use by third parties. The image is part of the Photo Archive of the Paradossi family.

Portrait of a Bedouin taken at Little Petra in Jordan.

 

Petra Travel Blogging

 

Petra Travel Images on Getty

 

IL CORAGGIO DI VIVERE

 

Foto 7: Le dune del deserto del Sahara, Egitto.

Foto del 2006

 

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L' ACQUA E' L' ORO

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Una filata di quod solca il deserto.

Si va verso l'accampamento dei beduini.

 

Il rumore stordisce, la polvere filtra lo stesso nonostante un fazzoletto a coprire bocca e naso,

gli occhiali, come sepolti dalla sabbia inesorabile.

 

Oddio non ci vedo più.

Ma chi me l'ha fatto fare.

 

Semplice... la mia dannata voglia di apprendere cose nuove.

Finalmente una parvenza di presenza umana,

dopo chilometri di deserto infuocato.

Almeno potrò riprendermi un po'.

 

Il villaggio,

sobrio ed accogliente è salutato con grande gioia da tutti.

La gente che lo abita è radunata sotto una grande tenda.

Il vecchio saggio ordina di servire il tè.

E' dolcissimo e caldo.

Mi spiegano che a certe temperature è un suicidio bere qualcosa di freddo.

La congestione è la minima cosa che potrebbe venirti.

 

Non hanno orologi ma sanno sempre che ora è.

Mi sento piccolo ed insignificante.

La vita qui non è cosa semplice per noi occidentali,

sempre armati di tecnologia da sfoggiare,

ma incapaci di resistere più di un giorno in un luogo difficile come il deserto.

  

Uno dei quod ha un rimorchio carico d'acqua potabile, che strano.

Del resto, la sorgente più vicina è a più di tre ore di distanza a piedi.

 

Il governo aveva avviato politiche d'integrazione,

trasferendo i beduini consenzienti sulla costa,

invitandoli ad alloggiare in piccole casette tutte uguali con i servizi base, acqua e luce.

Per convincerli aveva promesso soldi e perfino oro.

Pochi però hanno aderito.

  

I capi tribù riuniti deliberarono:

"Non soldi ed oro,

ma solo tubature per portare l'acqua ai villaggi".

 

Da qui non ci muoviamo.

Questa è la nostra terra da sempre,

è il luogo dove siamo nati e dove moriremo.

Accoglieremo con cura i turisti che vorranno venirci a trovare.

 

In cambio vogliamo acqua.

Con o senza tubi.

E' l'acqua il nostro oro, non c'è nulla di più prezioso.

 

Ora capisco il carico di taniche.

Era arrivata la "busta paga"... 300 litri d'acqua potabile.

  

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© Il testo è di esclusiva proprietà dell'autore, Stefano Paradossi, che ne detiene i diritti e ne vieta qualsiasi utilizzo da parte di terzi. La foto fa parte dell'Archivio Fotografico della famiglia Paradossi.

 

© The text is of exclusive property of the author, Stefano Paradossi, who owns the rights and prohibits any use by third parties. The image is part of the Photo Archive of the Paradossi family.

Lo spettacolare deserto giordano di sabbia e roccia basaltica è da centinaia di anni il cuore del territorio dei beduini. Dal 2011 è patrimonio Unesco.

Tramonto sul campo beduino che ci ha ospitato visto da un'alta duna

nicolas-hoizey.photo/galleries/travels/africa/egypt/easte...

 

The Bedouin, Beduin or Bedu (Arabic: بَدْو‎) are nomadic Arab tribes who have historically inhabited the desert regions in the Levant, the Arabian Peninsula, Iraq, and North Africa. The English word bedouin comes from the Arabic badawī, which means "desert dweller", and is traditionally contrasted with ḥāḍir, the term for sedentary people.

Beduin making bread and sharing tea and coffee

♥♥♥ Explore December 5, 2019 ♥♥♥

 

[ENG] The citadel of the Alhambra, located on the hill of al-Sabika, in Granada (Spain), is one of the most important architectural complexes of the Middle Ages and the greatest exponent of Islamic art in the West. Its history begins in the ninth century with military purposes, it was gradually expanding and in the thirteenth century, with the arrival of the first Nasrid monarch Mohamed ben Al-Hamar, the construction of the palaces that marked his time of greatest splendor began. The Alhambra was officially declared a World Heritage Site in 1984. Other pictures in Nasrid palaces.

 

[ESP] El Patio de los Leones se empezó a construir en 1377 por deseo de Mohamed V, es de planta rectangular y está rodeado por una galería a modo de claustro cristiano, techada con artesonados de lacería que apoyan en 124 columnas, y que dan acceso a las dependencias que conforman el Palacio de los Leones. Representa el paraíso. De las cuatro salas laterales salen unos pequeños canales por los que fluye el agua simbolizando los ríos, dirigidos al centro donde se ubica la Fuente de los Leones. En los lados cortos se sitúan dos templetes de planta cuadrada cubiertos con cúpulas de madera que apoyan en pechinas de mocárabes que recuerdan las tiendas de los beduinos.

 

La ciudadela de la Alhambra, asentada sobre el Cerro de al-Sabika, en Granada (España), es uno de los complejos arquitectónicos más importantes de la Edad Media y máximo exponente del arte islámico en Occidente. Su historia comienza en el siglo IX con propósitos militares, fue paulatinamente ampliándose y en el siglo XIII, con la llegada del primer monarca nazarí Mohamed ben Al-Hamar, se inició la construcción de los palacios que marcaron su época de mayor esplendor. Tras la conquista de Granada por los Reyes Católicos en el siglo XV se hicieron reformas y Carlos V inició la construcción del palacio que lleva su nombre. En el siglo XVIII quedó abandonada. Durante la dominación francesa parte de la fortaleza fue volada, y hasta el siglo XIX no comenzó su reparación y restauración, que aún se mantiene. Más fotografías en el álbum Alhambra. Palacios nazaríes

 

198275

Dramatic red-rock desert setting from "Lawrence of Arabia" with climbing & camping in Bedouin tents.My 500 link 500px.com/yiannispavlis my facebook www.facebook.com/YiannisPavlis4/ my instagram www.instagram.com/yiannispavlisphoto/

(~ Muriel Rukeyser)

 

(Wadi Rum, Jordan)

 

© Copyright Heidi Hansen Photography. All rights reserved.

 

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Vista del desierto desde una tienda beduina. Wadi Rum es Patrimonio de la Humanidad desde 2011.

Caravan of Camels at Golden Hour after the Rain.

 

Created with Midjourney AI engine.

 

Prompt: Camel caravan of the desert enduring the constant wind, evening lighting, background of sand dunes, Street Art Style ... Naturalism --ar 8:3 --stylize 750 --v 6

PP work in Luminar Neo filters.

 

Thank you all for the visit, kind remarks and invites, they are very much appreciated! 💝 I may reply to only a few comments due to my restricted time spent at the computer.

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Situada entre el mar Rojo y el mar Muerto y habitada desde la prehistoria, la capital del reino nabateo está mitad construida, mitad esculpida en las paredes rocosas de unas montañas de arenisca amarilla.

 

Cientos de asnos y caballos son empleados entre ocho y doce horas diarias en este lugar turístico, emblema de Jordania.

 

Cuando no pasean a los turistas, decenas de caballos y asnos permanecen bajo un sol inclemente en la entrada del enclave arqueológico calificado como maravilla del mundo en 2007.

 

Los caballos de Petra, sobre todo aquellos que tiran de carros, se lastiman con frecuencia en los caminos accidentados y a veces resbaladizos, en particular en el “Siq”, o desfiladero, la sinuosa y estrecha garganta entre las montañas que estos animales recorren al galope varias veces al día.

 

Existe un proyecto de las autoridades locales para remplazar los carros por autos eléctricos.

 

Fuente: www.prensalibre.com/internacional/la-dura-vida-de-los-cab...

Al-Khazneh-الخزنة- 'El Tresor' de Petra, Jordània.

 

CATALÀ

Al-Khazneh (àrab: الخزنة, al-Ḫazna, ‘el Tresor’) és un dels temples més elaborats de Petra (Jordània), una ciutat del Regne dels Nabateus habitada pels àrabs en l'antiguitat. És la primera construcció de certa entitat que troba el viatger quan emergeix del Siq, el congost d'1,5 km que cal recórrer per arribar a la ciutat

Com amb la majoria dels altres edificis d'aquesta antiga ciutat, inclòs el monestir (en àrab: Ad Deir), aquesta estructura va ser tallada en una roca de pedra sorrenca. Es creu que l'estructura va ser el mausoleu del rei nabateu Aretes IV al segle i. És una de les atraccions turístiques més populars tant a Jordània com a la regió. Va ser conegut com «Al-Khazneh» (El Tresor), a principis del segle xix pels beduïns de la zona, ja que havien cregut que contenia tresors amagats.

El seu nom

Al-Khazneh significa «El Tresor» en àrab, un nom derivat de les llegendes sobre l'urna decorativa de pedra alta del segon nivell, que en realitat és pedra arenisca sòlida.

Una llegenda diu que el faraó egipci i alguns dels seus exèrcits van escapar del tancament de les aigües de la mar Roja, van crear el Khazneh amb màgia com un lloc segur per al seu tresor i van continuar en la seva persecució de Moisès.Això va donar lloc al nom de Khazneh el-Far'oun, «El tresor del faraó».

Jordanien - petra ,

An der Einmündung des Siq in den Talkessel steht das wohl berühmteste Bauwerk Petras, das fast 40 Meter hohe und 25 m breite, im hellenistischen Stil erbaute Khazne al-Firaun. Das „Schatzhaus des Pharao“, wie es von den Beduinen genannt wurde, war in Wirklichkeit eines von zahlreichen Felsgräbern. Es wurde möglicherweise für den Nabatäerkönig Aretas IV. angelegt, der im 1.&Jahrhundert v. Chr. regierte. Andere Forscher datieren das Khazne dagegen erst ins 2. Jahrhundert n. Chr., in die Zeit des Kaisers Hadrian.

Sulla strada (900 scalini) che porta al Monastero del sito di Petra c'era questa bimba (figlia di beduini residenti nella zona) che sentivo piangere. Al mio ritorno, dopo più di un'ora, per raggiungere l'uscita dal sito, piangeva ancora. Le ho offerto una merendina che avevo con me, ma l'ha rifiuta. Forse aveva sonno ed era stanca di stare in mezzo alle rocce anzichè in giro a giocare con altri bimbi o bimbe della sua età :(

Wadi Rum, también conocido como el Valle de la Luna, es un valle desértico situado a gran altitud (en torno a 1.600 m) en una región montañosa formada por granito y arenisca en el sur de Jordania, 60 km al este-nordeste de Aqaba. Es el wadi más largo de Jordania. El nombre de Rum contiene la raíz aramea para alto o elevado, y su pronunciación denota la cercana influencia árabe. El punto más elevado de Wadi Rum es el monte Jabal Umm ad Dami, con 1.854 m sobre el nivel del mar.

Wadi Rum ha estado habitado desde la prehistoria por diversas culturas, incluidos los nabateos, que han dejado su impronta en los petroglifos. En Occidente, Wadi Rum es conocido por el oficial del ejército británico T. E. Lawrence, que lo usó como base de operaciones durante la Rebelión Árabe de 1917-1918. En la década de 1980, una de las formaciones rocosas más espectaculares de Wadi Rum fue nombrada Los siete pilares de la sabiduría en honor al libro del mismo nombre de Lawrence, aunque no tiene nada que ver con él. Esta zona de reveló como un área de escalada en 1984, de la mano de varios escaladores muy conocidos.

El área centrada en Wadi Rum es el hogar de los beduinos de la tribu Zalabia, que se encargan de organizar eco-turismo de aventura para los visitantes.

En el cañón Khaz'ali se encuentran una serie de petroglifos, situados en cuevas, de la cultura tamúdica, anterior al islam.

En esta región se han rodado varias películas importantes, entre ellas, Lawrence de Arabia, de David Lean, en 1962, y Marte rojo, de Anthony Hoffman, en 2000.

Insediamenti Beduini in Cisgiordania, lungo la valle del fiume Giordano

Beduins in As-sahra' Ash-sharqiyah desert, Egypt

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Señor, vuestro libro está en lo cierto, el desierto es un oceáno donde jamás se hunde el remo. Y en ese océano los beduinos han vivido y luchado desde siempre. Y es ahí donde deben luchar ahora.

la piramide di cheope

Bedouin man from Petra, Jordan !

El Uadi Rum o Wadi Rum, también conocido como el Valle de la Luna, es un valle desértico situado a 1600 msnm en una región montañosa formada por granito y arenisca en el sur de Jordania, 60 km al este-nordeste de Aqaba.

 

Es el uadi más largo de Jordania. El nombre rum significa "alto" o "elevado" en idioma arameo, y su pronunciación denota la cercana influencia árabe.

 

El área protegida de Uadi Rum es el primer sitio mixto declarado Patrimonio de la Humanidad (2011) por la Unesco en Jordania.

 

Ha estado habitado desde la Prehistoria por diversas culturas, incluidos los nabateos, que han dejado su impronta en los petroglifos. Desde 2007, habitan el desierto varias tribus de beduinos.

 

En Occidente, Uadi Rum es conocido por el oficial del ejército británico T. E. Lawrence (Lawrence de Arabia), que lo usó como base de operaciones durante la Rebelión árabe de 1917-1918.

 

En los años ochenta, una de las formaciones rocosas más espectaculares de Uadi Rum fue nombrada Los Siete Pilares de la Sabiduría en honor al libro del mismo nombre de Lawrence, aunque no tiene nada que ver con él. Desde 1984, varios escaladores muy conocidos utilizaron esta zona como área de escalada.

 

La región centrada en Uadi Rum es el hogar de los beduinos de la tribu zalabia, que se encargan de organizar ecoturismo de aventura para los visitantes.

 

En el cañón Khaz'ali se encuentran una serie de petroglifos, situados en cuevas, de la cultura tamúdica, anterior al islamismo.

 

En esta región se han rodado varias películas importantes, entre ellas, Lawrence de Arabia (1962), Misión a Marte (2000), Planeta rojo (2000) y The Martian (2015).

En la década de los 80 aún había más de 1000 beduinos habitando las cuevas de Petra.

 

En el año 1984 el gobierno jordano expulsó de la ciudad rosa a todas esas familias para realojarlas en un asentamiento moderno llamado Umm Sayhoun.

 

Han dejado de cultivar la tierra y criar ganado para auto-abastecerse. Viven en una residencia fija, compran en supermercados y van a todos lados pegados a su teléfono móvil, especialmente los más jóvenes. Es el precio que ha tenido que pagar esta tribu para facilitar la explotación turística de Petra. Cumplir el sueño de tantos occidentales de pisar la ciudad nabatea ha destruido su forma de vida tradicional.

 

Desde entonces, su día a día nada tiene que ver con el de sus antepasados. Tienen permiso para entrar en Petra cada día y ganarse la vida con la industria del turismo.

 

Ofrecen paseos en caballo, camellos y pequeños burros. Otros venden baratijas en cualquier rincón o tienen pequeños puestos de artesanía. También hay lugares en los que ofrecen comida, bebida e, incluso, disfrutar de una shisha tradicional.

 

Los hombres beduinos jóvenes (y no tan jóvenes) llevan largas melenas muy cuidadas, van ataviados con bonitos turbantes y lucen unos atractivos ojos azabache que resaltan con el tradicional khol. Son auténticos Jack Sparrows al estilo jordano.

 

Ellos saben de su atractivo exótico y lo explotan al máximo. Agasajan a las mujeres con todo tipo de piropos y miradas penetrantes, te ayudarán a ponerte un turbante para protegerte del sol, y te invitarán a ver el atardecer y las estrellas desde su ‘cueva beduina’. Les gusta conversar, y este es un ofrecimiento al que muchas mujeres no han sabido resistirse. Por ello, son bastante habituales los matrimonios mixtos entre hombre beduinos y mujeres occidentales.

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