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Piazza S. Pietro vista dal cupolone

Obiettivo: Minolta 21mm MC W. Rokkor - NL 1:2.8

L1188634_DxO-10-E1

August 6 2012

Roma 2012

Nikon F55 28-80mm

ILFORD 400

Epson Stylus SX130

Photoshop Cs4

 

Roma Industriale, 1937.

location: Gazometro, Riva Ostiense.

 

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¿Preparados para la batalla?

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Non e’ facile trovare la felicita’ dentro di noi ed e’ impossibile trovarla in qualsiasi altro posto. (Agnes Repplier)

  

SN224

Nikon F801s/Nikkor 35-70 AF/Kentmere 100

Roma, Lazio, Italy

by Julio Lima

  

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Changing lane with a horse van isn't easy but this confident Roma seems to have it under control.

Note the gilded woodwork and wheels. Highly skilled work done by very few artisans now.

 

Shot into sun, hence lots of editing to restore details.

Il piĂ¹ grande anfiteatro di Roma fu fatto erigere da Vespasiano nei primi anni del suo regno (69-79 d.C.) nella valle compresa tra Palatino, Esquilino e Celio, nella zona che, in precedenza, era stata occupata dal laghetto artificiale della "Domus Aurea" di Nerone. Il motivo della scelta del luogo fu dettato sia dalla volontĂ  di restituire al popolo ciĂ² che 1 Muraglioni esterni del 1820Nerone aveva riservato ad uso privato, sia da un motivo tecnico, perchĂ© il bacino del lago, una volta prosciugato, fece risparmiare lo scavo di molte migliaia di metri cubi di terra e di tufo necessario per le fondazioni. Queste, infatti, erano costituite da un vero e proprio piano interrato di pilastri, simili a quelli esterni, poggiati su una gigantesca "ciambella" di calcestruzzo affondata nel terreno per circa 13 metri. I lavori di costruzione proseguirono con Tito (79-81), ma l'opera fu terminata completamente soltanto con Domiziano (81-96). Ăˆ probabile che solo con quest'ultimo siano stati creati i sotterranei in muratura dell'arena, dato che, negli anni precedenti, risultano notizie di "naumachie", cioè battaglie navali, mentre da Domiziano in poi l'arena fu riservata soltanto ai giochi gladiatori ("munera") ed alle cacce di animali selvatici ("venationes"). Ăˆ il caso di sottolineare l'enorme quantitĂ  di materiale che fu necessario per una siffatta opera: 100.000 metri cubi di travertino (tratto dalle cave del Barco lungo la via Tiburtina) e 300 tonnellate di ferro, necessario per le grappe che collegavano i blocchi tra loro, per un edificio dal diametro di 188 metri per l'ellissi maggiore e di 156 metri per l'ellissi minore. L'altezza 2 Dettaglio sui fori dove erano i pernidell'anello esterno è di quasi 50 metri, tutto in travertino, costituito da 4 piani sovrapposti, di cui i primi tre formati da arcate inquadrate da semicolonne, tuscaniche al primo piano, ioniche al secondo, corinzie al terzo. Un quarto piano cieco è scompartito da lesene, anch'esse corinzie. Una squadra di marinai del porto militare di Miseno (erano di stanza nella vicina caserma chiamata "Castra Misenatium") era addetta a manovrare il "velarium", un'enorme tenda che riparava gli spettatori dal sole: era sostenuta da pali fissati sulla cima dell'edificio, tenuta in posizione da funi ancorate a bitte, collocate all'esterno dell'anfiteatro (5 sono ancora visibili dalla parte del Colle Oppio). Le arcate al pianterreno, 80 in tutto, davano accesso alle scalinate che portavano ai vari settori della cavea. Sopra ognuno degli archi superstiti è ancora indicato il numero progressivo, corrispondente al numero di biglietto ("tessera") di cui ogni spettatore era munito. Soltanto i 4 ingressi posti in corrispondenza degli assi principali non avevano numero: quello a nord era l'ingresso d'onore che portava alla tribuna imperiale, gli altri tre erano ingressi per le alte classi privilegiate. Quello che resta dell'Interno del Colosseo cinta esterna (circa i 2/5) è sostenuto, alle due estremitĂ , da muraglioni costruiti da Valadier nel 1820 (nella foto 1) per volere di Pio VII, come recita anche l'iscrizione: "Nel VII anno di Pontificato di Pio VII". I numerosi fori irregolari, tra i giunti dei blocchi, furono praticati nel Medioevo per recuperare i perni di ferro. L'interno del Colosseoè semicrollato e spoglio delle gradinate: manca il piano dell'arena e quello che si vede sono i sotterranei di servizio. Nel muro perimetrale si aprono 30 nicchie profonde, forse utilizzate per piccoli montacarichi a contrappeso, destinati ad innalzare belve e gladiatori fino al livello dell'arena. I resti di grandiosi piani inclinati, in blocchi di tufo, erano destinati a far emergere, su un sistema ruotante su cerniere e mosso da contrappesi, ogni sorta di scenario, in particolar modo nelle "venationes": gli scrittori dell'epoca ricordano con ammirazione l'apparizione di colline, foreste, deserti, corsi d'acqua e costruzioni d'ogni genere. Una grande galleria centrale, che partiva dal centro dell'arena, conduceva al "Ludus Magnus", la grande caserma dei gladiatori. L'arena era coperta da un tavolato ligneo, asportabile. Tra essa ed il corridoio era fissato, al momento degli spettacoli, una pesante e robusta rete di protezione, sostenuta da pali sormontati da zanne 4 Via Crucis di C.W.Eckersbergd'elefante e coronata, orizzontalmente, da una serie continua di rulli d'avorio che, ruotando, impedivano la presa alle zampe degli animali. In ogni caso, se le fiere fossero riuscite a scavalcarlo, era pronta una squadra di arcieri, forse all'interno delle nicchie aperte nel podio. La suddivisione dei posti nei vari settori non dipendeva dalla somma pagata, dato che l'ingresso era gratuito, ma dalla categoria di classe. Solo l'ordine senatorio (e naturalmente la tribuna imperiale), aveva, oltre alle gradinate in marmo invece che in mattoni, i posti riservati e personali: infatti, sui gradini adiacenti all'arena, vi sono ancora i segni dei nomi degli ultimi occupanti (le varie cancellature sono dovute all'eliminazione dei nomi precedenti). CiĂ² ha permesso di conoscere i nomi degli ultimi 195 senatori, prima dell'abbandono dell'anfiteatro, avvenuto dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476-483). La capacitĂ  dell'anfiteatro era di circa 73.000 spettatori. L'edificio fu piĂ¹ volte restaurato, a causa degli incendi e dei terremoti. Accanto al Colosseo, tra questo e la via dei Fori Imperiali, è ancora visibile, sulla pavimentazione, il disegno di un grande quadrato (7,5 metri per lato), ottenuto con pietre di diverso colore. Qui era la base della colossale statua bronzea di Nerone (alta circa 35 metri), i cui resti furono demoliti nel 1936 dal regime fascista, in occasione dell'apertura della "via dell'Impero" (oggi via dei Fori Imperiali). La statua era originariamente al centro dell'atrio della "Domus Aurea" e solo in seguito fu trasportata accanto all'anfiteatro: il termine "Colosseo", attribuito per la prima volta nell'VIII secolo, deriva non dalle proporzioni dell'edificio ma proprio dalla vicinanza della "colossale" statua. Le notizie relative ai grandi spettacoli ci raccontano di 5000 fiere uccise in un sol giorno in occasione della festa indetta da Tito nell'80, di 100 orsi uccisi, uno dopo l'altro, dall'imperatore Commodo nel 191, del ruggito contemporaneo di 100 leoni, fatti pervenire dall'imperatore Probo nel 281, che fece gelare il sangue agli spettatori ammutoliti. L'ultimo spettacolo di cacce fu dato, col riluttante permesso di Teodorico, nell'anno 523, dopo che quasi un secolo prima, nel 438, erano stati aboliti i combattimenti. Il Colosseo perdeva così la sua ragion d'essere e per quasi un millennio rimase abbandonato, fino a quando, tra l'XI ed il XIII secolo, fu trasformato in fortilizio prima dei Frangipane, poi degli Annibaldi. Nel 1244, rivendicato come proprietĂ  della Chiesa da papa Innocenzo IV, fu sottratto ai privati ma servì soltanto ad ospitare modeste abitazioni, piccole botteghe e qualche convento. A seguito dei crolli dovuti a terremoti, fu anche cava inesauribile di materiale edilizio, di travertino in particolare, che andĂ² a beneficio della basilica di S.Pietro, di palazzo Venezia, del porto di Ripetta, del palazzo della Cancelleria, delle sottostrutture di ponte Sisto, fino a quando, nel 1744, Benedetto XIV pose fine alle spoliazioni consacrandolo: fece erigere 14 edicole per le Stazioni della "via Crucis", che vennero benedette in occasione dell'inaugurazione dell'anno giubilare del 1750. In questo modo il papa volle consacrare l'Anfiteatro alla memoria dei santi martiri, anche se, storicamente, non fu mai provato che nel Colosseo vi furono esecuzioni di cristiani. Nello stesso anno (1750) venne posta, all'interno, anche una Croce, meta di una processione che, passando per la "via Sacra", raggiungeva il Colosseo (ancora oggi il papa partecipa personalmente alla solenne "via Crucis" che si svolge, il venerdì della Settimana Santa, all'esterno del Colosseo, a testimonianza del perdurare di una tradizione cristiana).

La croce venne rimossa dagli anticlericali dopo il 1870 e rimessa in loco nel 1926. In contrapposizione ai passati cristiani va anche ricordato che l'anfiteatro, il piĂ¹ grande simbolo dei templi pagani rimasto dopo la cristianizzazione di Roma, fu la sede preferita dei demoni e dei riti ad essi rivolti, secondo le leggende medioevali. Lo stesso nome del monumento sarebbe derivato dal fatto che i sacerdoti pagani mostravano al popolo il principale fra i loro idoli-diavoli e chiedevano ai presenti: "Colis eum?", ossia "Lo adori?", donde il nome di "Coliseum". Si deve, infine, ricordare che piĂ¹ di una volta il Colosseo corse il rischio di "scomparire", e non soltanto a seguito dello smog dei nostri giorni. Accadde con Sisto V, il quale fu ad un passo dal demolirlo perchĂ© impediva la realizzazione di una strada diretta tra Laterano e Campidoglio, oppure con il cardinale Brunetti, nel 1832, che ne propose l'utilizzazione quale cimitero monumentale. Tutto ciĂ² nonostante la famosa profezia del venerabile Beda (VIII secolo): "Quandiu stat Colysaeus stat Roma; quando cadet Colysaeus cadet Roma et mundus", ossia "Fin quando esisterĂ  il Colosseo esisterĂ  Roma; quando cadrĂ  il Colosseo cadrĂ  Roma e tutto il mondo".

#viacrucis

#colosseo

I could find little information about this unique headstone and sculpture. The inscription underneath simply reads "Roma Gerard Sculptor" An online search mentions Beatrice Roma Gerard as having owned the Avanti Gallery on New York's Upper East Side at 72nd and Park Avenue. She was born in 1904 and died in 1999

 

Woodlawn Cemetery

Pantheon.

Sul portale di ingresso numerose targhe a ricordo degli eventi relativi al monumento.

 

Pantheon.

On the entrance portal there are numerous plaques in memory of the events relating to the monument.

 

IMG_6285m

Como acostumbro a hacer con mis viajes veraniegos, hoy os traigo una fotografĂ­a ferroviaria de mi destino vacacional. En esta ocasiĂ³n, el destino que escogimos para visitar fue Roma. Paseando por sus calles, me acordaba de cuando de adolescente estudiaba el arte, la cultura y la sociedad romana a lo largo del Imperio. De aquellas, me imaginaba que algĂºn dĂ­a irĂ­a a Roma. Y la semana pasada, ese dĂ­a llegĂ³.

En la imagen, un tranvĂ­a Fiat Cityway 9200, concretamente el

9239, de la ATAC ( Azienda per i Trasporti Autoferrotranviari del Comune) se encarga de cubrir la línea 3 ( Piazza Thorwaldsen – Trastevere) pasando al lado del espectacular Coliseo.

 

Roma - Italia

El Coliseo (en latĂ­n: Amphitheatrum Flavium Romae) es un anfiteatro de la Ă©poca del Imperio romano, construido en el siglo I d. C. y ubicado en el centro de la ciudad de Roma. Originalmente era denominado Anfiteatro Flavio (Amphitheatrum Flavium), en honor a la DinastĂ­a Flavia de emperadores que lo construyĂ³, y pasĂ³ a llamarse Colosseum por una gran estatua que habĂ­a cerca, el Coloso de NerĂ³n, que no ha llegado hasta nosotros.

Por su conservaciĂ³n e historia, el Coliseo es uno de los monumentos mĂ¡s famosos de la antigĂ¼edad clĂ¡sica. Fue declarado Patrimonio de la Humanidad en 1980 por la Unesco y una de Las Nuevas Siete Maravillas del Mundo Moderno el 7 de julio de 2007.

 

En la antigĂ¼edad poseĂ­a un aforo para unos 50 000 espectadores, con ochenta filas de gradas.

Los que estaban cerca de la arena eran el Emperador y los senadores, y a medida que se ascendĂ­a se situaban los estratos inferiores de la sociedad.

 

En el Coliseo tenĂ­an lugar luchas de gladiadores y espectĂ¡culos pĂºblicos. Se construyĂ³ justo al este del Foro Romano, y las obras empezaron entre 70 d. C. y 72 d. C., bajo el mandato del emperador Vespasiano.

 

El anfiteatro, que era el mĂ¡s grande jamĂ¡s construido en el Imperio romano, se completĂ³ en 80 d. C. por el emperador Tito, y fue modificado durante el reinado de Domiciano.

Su inauguraciĂ³n durĂ³ 100 dĂ­as, participando en ella todo el pueblo romano y muriendo en su celebraciĂ³n decenas de gladiadores y fieras que dieron su vida por el placer y el espectĂ¡culo del pueblo.

 

El Coliseo se usĂ³ durante casi 500 años, celebrĂ¡ndose los Ăºltimos juegos de la historia en el siglo VI, bastante mĂ¡s tarde de la tradicional fecha de la caĂ­da del Imperio romano de Occidente en 476 d. C.

 

Los bizantinos tambiĂ©n lo utilizaron durante el siglo VI. AdemĂ¡s de las peleas de gladiadores, muchos otros espectĂ¡culos pĂºblicos tenĂ­an lugar aquĂ­, como naumaquias, caza de animales, ejecuciones, recreaciones de famosas batallas y obras de teatro basadas en la mitologĂ­a clĂ¡sica.

 

El edificio dejĂ³ de emplearse para estos propĂ³sitos en la Alta Edad Media. MĂ¡s tarde, sirviĂ³ como refugio, fĂ¡brica, sede de una orden religiosa, fortaleza y cantera.

 

De sus ruinas se extrajo abundante material para la construcciĂ³n de otros edificios, hasta que fue convertido en santuario cristiano, en honor a los cautivos martirizados durante los primeros años del cristianismo. Esta medida contribuyĂ³ a detener su expolio y a que se conservara.

 

Aunque la estructura estĂ¡ seriamente dañada debido a los terremotos y los picapedreros, el Coliseo siempre ha sido visto como un icono de la Roma Imperial y es uno de los ejemplos mejor conservados de la arquitectura romana.

 

Es una de las atracciones turĂ­sticas mĂ¡s populares de la moderna Roma y aĂºn estĂ¡ muy ligado a la Iglesia catĂ³lica romana, por lo que el papa encabeza el viacrucis hasta el anfiteatro cada Viernes Santo.

  

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