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QUANDO I MODELLINI ERANO IL SOGNO DEI BAMBINI.
Chi non ha mai sognato avventure straordinarie alla guida di una macchinina di latta?
Esistono oggetti che più di altri racchiudono in sé una magia speciale; oggetti che, solo al vederli, sanno riportarci indietro nel tempo evocando ricordi, emozioni, sensazioni dimenticate ma ancora presenti nella memoria.
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TRA LA PIANURA ED I MONTI.
La città di San Daniele del Friuli è situata su un colle a ridosso del Monte di Ragogna, a 252 m. sul livello del mare. Come una pietra preziosa è perfettamente incastonata in un paesaggio che si estende tra colline, fiumi e laghetti e che rappresenta una delle zone più suggestive dell’anfiteatro morenico a nord di Udine. Il clima, particolarmente temperato in ogni stagione, ha reso San Daniele del Friuli meta di turismo internazionale e territorio ideale alla maturazione del caratteristico prosciutto famoso in tutto il mondo .
Il tessuto produttivo locale è formato da oltre 600 aziende operanti nei settori della libera professione, delle consulenze, del commercio, del turismo, dei servizi, dell’artigianato e della piccola e media industria che fanno di San Daniele un polo importante e assolutamente all’avanguardia in grado di soddisfare particolari esigenze non solo locali, ma anche a livello internazionale.
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PANORAMA DI PIGNANO DI RAGOGNA VISTA DALLA PARROCCHIALE.
La parrocchiale di Pignano, alla quale si accede attraverso una lunga scalinata costituita da 90 gradini, presenta una struttura tipicamente tardo settecentesca, con la facciata a salienti e, all’interno, un’unica navata. Il campanile, realizzato in pietra di Ragogna, è invece del 1510 (restaurato nel 1883). La chiesa conserva interessanti, anche se molto rovinati, affreschi di Gianfrancesco da Tolmezzo del 1502 (nel muro di fondo dell’abside, dietro l’altare) e di Domenico Fabris (1863).
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IL CIMITERO DELLA PIEVE DI SAN PIETRO A ZUGLIO.
Posta a 429 m nella valle del But, lungo la strada che porta al passo di Monte Croce Carnico e fondata nel I secolo a.C., l’antica città romana di Iulium Carnicum, fu vicus, municipium e quindi colonia romana.
In età tardoromana, gota e longobarda, fu anche sede episcopale (IV-VIII secolo).
Nel comune di Zuglio, a circa tre chilometri dall’abitato, si trova la Pieve di San Pietro in Carnia, fra le più antiche del Friuli e a più riprese sede episcopale nell’alto Medioevo.
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The Edersee is one of the biggest water reservoirs in germany. Panoramic view over the Lake with "Schloss Waldeck" on the left and the Edersee dam on the right
THE MAN IS ON A LUNCH BREAK.
Per il tema proposto da Macro Mondays "Transportation" avevo preparato la foto precedente,quella con il fanalino rosso di una bici ma è stata eliminata in quanto non sufficientemente "macro".
Non voglio aprire una sterile polemica....rimedio immediatamente proponendo questa MACRO, aggiungendo anche la fonte della mia ripresa certificando la bontà delle proporzioni richieste.(Sperando che un escavatore possa essere considerato un mezzo di trasporto,aahahaahh ahhha hhaahh !!!!!)
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CENTO LINGUE,CENTO BANDIERE.
A prescindere dal vostro orientamento politico ne converrete che in Italia c’è un problema con l’immigrazione. Tantissimi sono infatti rifugiati che approdano e poi si stabiliscono nello Stivale. E non solo per la nostra posizione geografica, bagnata al sud dal Mediterraneo vicino all’Africa e dall’Asia Occidentale ma vicina, al nord, alle vere mete dei migranti. L’Italia in questa situazione sta mancando di pianificazione, programmazione, progettazione.
La meta ultima da raggiungere, come detto, non è l’Italia, eppure tanti migranti ci rimangono, intrappolati in una legislazione mai all’altezza del problema e orfana di un modello di integrazione.
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BOTTECCHIA CON LA RUGGINE.
1909, Teodoro Carnielli di Vittorio Veneto è un artigiano, che ripara e costruisce biciclette e, sostenitore prima e presidente poi dell’Associazione Ciclistica locale, riconosce subito nel giovane Ottavio Bottecchia un talento eccezionale.
Dopo la consacrazione su Bici Automoto, dell’incredibile e magnifico talento di Bottecchia, Carnielli, con gran fiuto per gli affari, gli propone di sfruttare il momento mettendo in produzione una bici Bottecchia; il ciclista ne avrebbe guadagnato delle royalties. Nel corso degli anni, la piccola officina Carnielli diventa un’industria; tra il 1930 e il 1940, i dipendenti sono circa un centinaio e costruiscono le biciclette Bottecchia, le moto Trionfo e più avanti le moto Vittoria. La bici Bottecchia è prodotta in grandi numeri e in diverse versioni; quella che dà più soddisfazioni, però, è il modello da corsa.
Teodoro Carnielli, sempre più fanatico di competizioni su due ruote, inizia a sponsorizzare delle squadre ciclistiche che usano le biciclette Bottecchia. Nel 1951 Guido Carnielli ha una grande idea: una bici da usare stando sul posto, utilissima per la riabilitazione fisica: nasce la CYCLETTE la prima ciclocamera al mondo. Nei primi anni Sessanta, a Guido viene un’altra intuizione rivoluzionaria. In Italia sono gli anni del boom economico, ed è sempre maggiore il numero di italiani che si possono permettere l’acquisto di un automobile; e allora perché non creare una bicicletta pieghevole, con ruote piccole adatta a essere trasportata in auto? Per la produzione di quel modello, la ditta Carnielli sostiene un grande sforzo economico. La GRAZIELLA, che prende il nome dal periodico della Mondadori che la pubblicizza per primo, è disegnata nel 1963 da Rinaldo Donzelli, la prima bicicletta pieghevole prodotta di serie diventa un successo mondiale. Sul finire degli anni Sessanta, il vecchio Teodoro cede il testimone ai figli Guido e Mario, che riprendono a valorizzare il ciclismo con le bici Bottecchia e arrivano per loro altre vittorie e tanti allori.
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VERITA' PER GIULIO REGENI.
Il 25 gennaio 2016 il ricercatore di Fiumicello veniva rapito al Cairo, per poi essere torturato e trovato cadavere il 3 febbraio. In 24 mesi, mentre le istituzioni normalizzavano i rapporti con il regime di Al Sisi - opera culminata con la decisione del 14 agosto 2017 di rimandare l'ambasciatore in Egitto - le iniziative dal basso si sono moltiplicate. Oggi cortei in 100 città . Marchesi, presidente di Amnesty International Italia: "E' fondamentale non consegnare Giulio alla memoria, rinunciando a chiedere la verità "
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LE RENNE DI BABBO NATALE.
Nelle vicinanze di Treviso,a Lancenigo, c'è una mega serra che nei mesi di novembre e dicembre presenta un reparto vastissimo ed altamente spettacolare dedicato agli articoli natalizi....è un viaggio incantato tra addobbi e decorazioni natalizie, alberi di ogni dimensione, ghirlande e festoni, luci e luminarie, il presepe animato Lemax, presepi e statuine della tradizione e tante idee regalo.
Sono diversi anni che vado con la famiglia ad ammirare questa incredibile esposizione ed ogni volta lo stupore supera quello provato l'anno precedente....
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La capella de Santa Maria del Villar és un petit edifici religiós de Riells del Fai de nau rectangular, orientat de ponent a llevant, amb un absis semicircular i volta de quadrant d'esfera. Presenta una finestra doble esqueixada a l'absis, amb pedra regular i coronada per un arc de mig punt. A l'interior, a la banda esquerra, hi ha una absidiola semicircular empotrada en el mur, coronada per un arc adovellat, que serveix de fornÃcula per a la imatge de la Verge de la Llet. La volta original es refà en forma de volta d'aresta barroca el 1779. De la mateixa època són el campanar d'espadanya i el portal d'entrada amb l'ull de bou. La coberta és a dues aigües, amb teula à rab. L'aparell permet distingir les diferents etapes de construcció, sense presentar cap tipus de decoració. La imatge de la Verge és de terra cuita, i data del segle XVIII. A la llinda de la porta s'hi pot llegir la inscripció: "Renovada per Vicens de Montagut y Villar. Any 1799. Ave Maria".
El lloc "Villars" es documenta el 1007, però l'església apareix el 1195, encara que pot ser anterior. La famÃlia Villar ha estat patrona de la capella, promovent la restauració del 1779. Des d'aleshores, es coneix també com a la Capella de la Verge de la Llet, que es venerava en una estatueta en la fornÃcula esquerra de l'absis.
A la Guerra Civil fou profanada i torna al culte el 1940. S'hi celebra un aplec els dilluns després de la Primera Pasqua.
Aquesta imatge ha jugat a En un lugar de Flickr.