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eutanasia in Sardegna

agabbadora é colei che "allevia" le pene di chi non riesce e passare a miglior vita aiutandolo al trapasso... toglieva la vita a chi versava in una situazione di estrema sofferenza a causa di gesti "infamanti" come bruciare un giogo o spostare un confine la stanza doveva essere liberata da qualunque oggetto sacro poi l agabbadora ed il suo "paziente" restavano soli e lì compiva il gesto liberatorio ma sempre per volontà del malato!!

Incessantemente, vicino a me, s'agita il Demonio, e mi vagola dattorno come un'aria impalpabile; io l'inghiotto e sento che mi brucia i polmoni e li riempie d'un desiderio eterno e colpevole.

 

Conoscendo il mio grande amore per l'Arte prende, qualche volta, le sembianze della più seducente delle donne, e con speciosi pretesti da ipocrita avvezza le mie labbra ai filtri più infami.

 

Lontano dallo sguardo di Dio, mi porta, ansante, rotto dalla stanchezza, nelle profonde e deserte piane della Noia,

 

e getta sui miei occhi confusi vesti lordate, ferite aperte, tutto il sanguinoso apparato della Distruzione!

 

(Baudelaire)

Festival Detonarte

 

Chillogallo . Quito

 

Foto: Rika Mumm

 

www.infame.tk

 

Oggi me sembra che

er tempo se sia fermato qui,

vedo la maestà der Colosseo

vedo la santità der cupolone,

e so' piu' vivo e so' più bbono

no nun te lasso mai

Roma capoccia der mondo infame,

na carrozzella va co du stranieri

un robivecchi te chiede un po'de stracci

li passeracci so'usignoli;

io ce so'nato Roma,

io t'ho scoperta stamattina.

(Venditti)

Oi todo mundo!

 

O nome desse laranja caiu como uma luva para a minha situação, Atrasadinha, aff que infame! rsss.

 

Queria fazer algo de Halloween, mais pela diversão de fazer alguma coisa nazunha ^^

 

Até pensei em fazer o esponjado inverso desse, mas a preguiça me corroeu e foi assim msm : )

 

Usei:

Black - Ellen Gold

Atrasadinha - Ellen Gold

Pop Up - Colorama (além de dar um toque, foi mais pra dar aquela camuflada no esponjado meia boca, rsss).

 

Tem mais fotos nos comentários : )

 

Por hoje é só, e já desejo um ótimo fds pra vcs!!! Bjos

 

P.S.: Substitui a foto, achei a anterior um tando desfocada, aproveitei pra fotografar na luz da manhã e ficou outra coisa ^^

E meu filho falou que ficou parecendo abóbora estragada, rsss

Il est là, il est droit, il semble fier de œuvre. Pourtant il est un infâme destructeur. Ce pénible oiseau a construit son nid dans la gouttière de la cathédrale ! Au risque d'obstruer une partie de l'évacuation de l'égout de toit du monument historique, cet oiseau créateur menace l'antique édifice en pierre d'infiltrations, qui par le passé ont déjà provoqué de gros dégâts (par exemple actuellement presque toutes les voûtes des chapelles nord sont fissurées, ce qui engendrera dans un avenir plus ou moins proche de nombreux autres travaux coûteux). Et où, parfois l'entretien des bâtiments (surtout les anciens) ne tient pas forcément à grand chose.

View On Black

 

"Quando il cielo basso e greve pesa come un coperchio

Sullo spirito che geme in preda a lunghi affanni,

E versa abbracciando l'intero giro dell'orizzonte

Una luce diurna più triste della notte;

 

Quando la terra è trasformata in umida prigione,

Dove come un pipistrello la Speranza

Batte contro i muri con la sua timida ala

Picchiando la testa sui soffitti marcescenti;

 

Quando la pioggia distendendo le sue immense strisce

Imita le sbarre di un grande carcere

Ed un popolo muto di infami ragni

Tende le sue reti in fondo ai nostri cervelli,

 

Improvvisamente delle campane sbattono con furia

E lanciano verso il cielo un urlo orrendo

Simili a spiriti vaganti senza patria

Che si mettono a gemere ostinati

 

E lunghi trasporti funebri senza tamburi, senza bande

Sfilano lentamente nella mia anima vinta; la Speranza

Piange e l'atroce angoscia dispotica

Pianta sul mio cranio chinato il suo nero vessillo."

 

Spleen - Baudelaire

  

Il segreto rivelato - Fabrizio Paterlini

   

Praktika BC1

Kodak Tmax 1600

Colagens e desenhos feitos por mim ultilizando de técnicas variadas 2010.

 

INFAME CREW

SOMETIMES SAMURAI

SANTOGRAVE

  

santograve.com

Tão infame que não consegui pensar num título melhor ainda ¬¬

Dans les ténèbres qui m’enserrent,

Noires comme un puits où l’on se noie,

Je rends grâce aux dieux quels qu’ils soient,

Pour mon âme invincible et fière,

 

Dans de cruelles circonstances,

Je n’ai ni gémi ni pleuré,

Meurtri par cette existence,

Je suis debout bien que blessé,

 

En ce lieu de colère et de pleurs,

Se profile l’ombre de la mort,

Et je ne sais ce que me réserve le sort,

Mais je suis et je resterai sans peur,

 

Aussi étroit soit le chemin,

Nombreux les châtiments infâmes,

Je suis le maître de mon destin,

Je suis le capitaine de mon âme.

-William Ernest Henley-

 

Modèle: Sabrina Poirier

53th ON EXPLORE dd December 3rd 2008

  

"Si ritorna indietro!"

Urlò il capitano e così mettemmo la prua a nord.

Ma già da lontano avevamo notato il colore del cielo... un’unica tinta, come se la paura si fosse fusa all’orizzonte con la pioggia. Passammo in poche ore dall’azzurro scuro al viola pesante con il vento che si alzava ancora di più.

Ben presto le folate rapide e ghiacciate si trasformarono in schiaffi ripetuti. Alzavano schiuma e pulviscolo di mare che rapidamente inzupparono i nostri maglioni a collo alto.

Scesi subito sotto coperta facendo bene attenzione ai gradini di legno scivolosi e presi nella mia cuccetta i calzini di lana: stava per iniziare il mio turno all’esterno, sicuramente sarebbero stati molto utili là fuori. Veloce arrivò anche la pioggerellina fitta e fredda che prese a torturarmi, cattiva e collosa, cadendo infame sul ponte della barca. Cime, cavi, grasso e lische di pesce, tutto scivolava, sotto le nostre suole.

 

Tratto da "Madre Azzurra" F.Soffici

la secuencia del maquillaje de Paloma en la comida de la fiesta de San Sebastián en Labuerda.

Las condiciones de luz eran infames pero a mi me gustan estas fotos por su espontaneidad

Francesco Guccini - Lager

www.youtube.com/watch?v=MLYjeVt5FLk

 

Cos'è un lager?

E' una cosa nata in tempi tristi, dove dopo passano i turisti,

occhi increduli agli orrori visti... "non gettar la pelle del salame!"...

Cos'è un lager?

E' una cosa come un monumento e il ricordo assieme agli anni è spento,

non ce n'è mai stati, solo in quel momento, l' uomo in fondo è buono, meno il nazi infame!

Ma ce n'è, ma c'è chi li ha veduti o son balle di sopravvissuti?

Illegali i testimoni muti, non si facciano nemmen parlare!

Cos'è un lager?

 

Sono mille e mille occhiaie vuote, sono mani magre abbarbicate ai fili,

son baracche, uffici, orari, timbri e ruote, son routine e risa dietro a dei fucili,

sono la paura, l' unica emozione, sono angoscia d' anni dove il niente è tutto,

sono una pazzia ed un' allucinazione che la nostra noia sembra quasi un rutto,

sono il lato buio della nostra mente, sono un qualche cosa da dimenticare,

sono eternità di risa di demente, sono un manifesto che si può firmare...

 

E un lager, cos'è un lager?

Il fenomeno ci fu. E' finito! Li commemoriamo, il resto è un mito!

l'hanno confermato ieri giù al partito, chi lo afferma è un qualunquista cane!

Cos'è un lager?

E' una cosa sporca, cosa dei padroni, cosa vergognosa di certe nazioni,

noi ammazziamo solo per motivi buoni... quando sono buoni? Sta a noi giudicare!

Cos'è un lager?

E' una fede certa e salverà la gente, l' utopia che un giorno si farà presente

millenaria idea, gran purga d' occidente, chi si oppone è un giuda e lo dovrai schiacciare!

Cos'è un lager?

 

Son recinti e stalli di animali strani, gambe che per anni fan gli stessi passi,

esseri diversi, scarsamente umani, cosa fra le cose, l' erba, i mitra, i sassi,

ironia per quella che chiamiam ragione, sbagli ammessi solo sempre troppo dopo,

prima sventolanti giustificazioni, una causa santa, un luminoso scopo,

sono la furiosa prassi del terrore sempre per qualcosa, sempre per la pace,

sono un posto in cui spesso la gente muore, sono un posto in cui, peggio, la gente nasce...

 

E un lager...

E' una cosa stata, cosa che sarà, può essere in un ghetto, fabbrica, città,

contro queste cose o chi non lo vorrà, contro chi va contro o le difenderà,

prima per chi perde e poi chi vincerà, uno ne finisce ed uno sorgerà

sempre per il bene dell'umanità, chi fra voi kapò, chi vittima sarà

in un lager?

Y con ustedes TITO. Les presento a TITO, un tucan que fué rescatado cuando unos infames tumbaban bosque en los llanos del Vichada en Colombia para sembrar palma de aceite. TITO es aún muy joven, vuela bien y está libre en la finca pero depende de la mano de los mayordomos para su alimentación. Es muy curioso y muy metido pero bastante obediente y una gran compañía en las jornadas ya sea de trabajo o de ocio. Lastima que nuestros grandes empresarios no entiendan que la riqueza de un país también puede estar en la conservación. Vereda Santa Cecilia, Municipio de La Primavera, Departamento del Vichada, Colombia.

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere

di gente infame, che non sa cos'è il pudore,

si credono potenti e gli va bene quello che fanno;

e tutto gli appartiene.

Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!

Questo paese è devastato dal dolore...

ma non vi danno un po' di dispiacere

quei corpi in terra senza più calore?

Non cambierà, non cambierà

no cambierà, forse cambierà.

Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?

Nel fango affonda lo stivale dei maiali.

Me ne vergogno un poco, e mi fa male

vedere un uomo come un animale.

Non cambierà, non cambierà

si che cambierà, vedrai che cambierà.

Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali

che possa contemplare il cielo e i fiori,

che non si parli più di dittature

se avremo ancora un po' da vivere...

La primavera intanto tarda ad arrivare

Povera Patria di Franco Battiato

  

Y con ustedes TITO. Les presento a TITO, un tucan que fué rescatado cuando unos infames tumbaban bosque en los llanos del Vichada en Colombia para sembrar palma de aceite. TITO es aún muy joven, vuela bien y está libre en la finca pero depende de la mano de los mayordomos para su alimentación. Es muy curioso y muy metido pero bastante obediente y una gran compañía en las jornadas ya sea de trabajo o de ocio. Lastima que nuestros grandes empresarios no entiendan que la riqueza de un país también puede estar en la conservación. Vereda Santa Cecilia, Municipio de La Primavera, Departamento del Vichada, Colombia.

Treno di Rail Cargo Italia con trazione la locomotiva detentrice del Word Record 357 km/h con dietro il Rola da Salzburg per Villa Opicina/Fernetti Autoporto poiche anno cambiato lo sbarco dei TIR (grandissimo sbaglio per vari motivi) qui in transito ad Aurisina dopo la nevicata della nottata 2 giorni di fila. (purtroppo meteo infame da neve, ma la Recordlok è sempre lei...) Ps: un saluto a Miglia Andrea che ci siamo trovati assieme, io sotto e lui sopra sul muretto.

Aspetterò di veder consumare fino alle briciole di questo anno infame.

Aspetterò seduta sul gradino di casa, una coperta sulle spalle come gli antichi pastori.

Voglio sentirlo e vederlo questo grumo di dolori che mi hanno fatto ribaltare, devo assistere alla sua fine...e poi brinderò.

e staccherò ogni spina elettrica perchè non c'è voce che desideri ascoltare se non la mia, vaneggiante ed ebbra, rauca di fumo e di pianto.

E mentre il mondo esulterà per il nuovo anno, mi tirerò su piano, ondeggiando lievemente come sulla tolda di una nave in tempesta.

 

Sbatterò la porta dietro di me e, con un sorriso ebete, mi lascerò cadere sul divano.

La bottiglia ancora mezza piena, rotolerà per terra...e mi sembrerà di ascoltare il coro degli angeli.

Spero di non sognare.

"Acis et Galatée"

Jardins du Luxembourg / Fontaine Médicis (Paris) oeuvre du sculpteur Auguste Ottin (1811-1890)

     

Je vous vois, couple infâme, enivré de plaisir,

Quand vos secrets complots m'ont enivré de rage.

Est-ce ainsi qu'on trahit mon amoureux désir,

Et que l'on ose encore irriter mon courage ?

 

Je vous vois, ménagez votre peu de loisir,

Vous ne me ferez plus que ce dernier outrage :

Ce morceau de rocher que je vais vous choisir

Vous presse de bientôt achever votre ouvrage.

 

Maintenant je vous tiens, rien ne peut détourner

Le juste châtiment que je vais vous donner,

Il faut que de ce coup je vous réduise en poudre.

 

Ainsi dit le Cyclope à deux amants transis.

Sa voix fut un tonnerre, et la pierre une foudre,

Qui meurtrit Galatée, et fit mourir Acys.

  

"Polyphème en furie" - François Tristan L'HERMITE (1601-1655)

   

"Quand le ciel bas et lourd pèse comme un couvercle

Sur l'esprit gémissant en proie aux longs ennuis,

Et que de l'horizon embrassant tout le cercle

II nous verse un jour noir plus triste que les nuits;

Quand la terre est changée en un cachot humide,

Où l'Espérance, comme une chauve-souris,

S'en va battant les murs de son aile timide

Et se cognant la tête à des plafonds pourris;

Quand la pluie étalant ses immenses traînées

D'une vaste prison imite les barreaux,

Et qu'un peuple muet d'infâmes araignées

Vient tendre ses filets au fond de nos cerveaux,

Des cloches tout à coup sautent avec furie

Et lancent vers le ciel un affreux hurlement,

Ainsi que des esprits errants et sans patrie

Qui se mettent à geindre opiniâtrement.

— Et de longs corbillards, sans tambours ni musique,

Défilent lentement dans mon âme; l'Espoir,

Vaincu, pleure, et l'Angoisse atroce, despotique,

Sur mon crâne incliné plante son drapeau noir"

.(Charles Baudelaire)

 

Taken on July 1, 2007 at 4.43pm, on winter afternoon at São José dos Pinhais City,

Paraná State, Southern Brazil.

Large size: farm2.static.flickr.com/1224/853195531_ea242f60f1_b.jpg

 

Esta vida

Um sábio me dizia: esta existência, não vale a angústia de viver. A ciência, se fôssemos eternos, num transporte de desespero inventaria a morte. Uma célula orgânica aparece no infinito do tempo. E vibra e cresce e se desdobra e estala num segundo.

Homem, eis o que somos neste mundo.

 

Assim falou-me o sábio e eu comecei a ver dentro da própria morte, o encanto de morrer.

 

Um monge me dizia: ó mocidade, és relâmpago ao pé da eternidade!

Pensa: o tempo anda sempre e não repousa; esta vida não vale grande coisa.

Uma mulher que chora, um berço a um canto; o riso, às vezes, quase sempre, um pranto.

Depois o mundo, a luta que intimida, quadro círios acesos: eis a vida.

 

Isto me disse o monge e eu continuei a ver dentro da própria morte, o encanto de morrer.

 

Um pobre me dizia: para o pobre a vida, é o pão e o andrajo vil que o cobre.

Deus, eu não creio nesta fantasia. Deus me deu fome e sede a cada dia mas nunca me deu pão, nem me deu água. Deu-me a vergonha, a infâmia, a mágoa de andar de porta em porta, esfarrapado. Deu-me esta vida: um pão envenenado.

 

Assim falou-me o pobre e eu continuei a ver, dentro da própria morte, o encanto de morrer.

 

Uma mulher me disse: vem comigo! Fecha os olhos e sonha, meu amigo.

Sonha um lar, uma doce companheira que queiras muito e que também te queira.

No telhado, um penacho de fumaça. Cortinas muito brancas na vidraça.

Um canário que canta na gaiola. Que linda a vida lá por dentro rola!

 

Pela primeira vez eu comecei a ver,

dentro da própria vida, o encanto de viver. (Guilherme de Almeida).

 

A proposito di...Sallusti

Analoga solidarietà va alla giovane vittima di quella triste vicenda e alla sua famiglia, usati all’epoca da questi squallidi individui per portare avanti la loro bieca e strumentale campagna antiabortista.

Ciò posto:

non è certo la carcerazione, in sè, lo strumento adatto a risolvere i casi di diffamazione, neanche quelli gravi come questo. Anzi, la campagna vittimistica di Sallusti – a tre giorni dalla sentenza definitiva – e la “confessione” di Farina a giochi fatti sfruttano proprio l’impatto evocativo e lugubre del carcere per portare avanti il proprio sporco gioco: garantirsi l’impunità da usare per la prossima porcata.

Sallusti in uno paese civile (quale il nostro non è) non andrebbe mai in carcere.

Perchè Sallusti in un paese civile avrebbe smesso da tempo di dirigere un giornale e per un bel pezzo non avrebbe più fatto nemmeno il giornalista, perché sarebbe stato radiato dall’Ordine avendo fatto pubblicare cose false – sotto pseudonimo – a un personaggio (Farina) già radiato per essersi rivelato al soldo dei servizi segreti per i quali scriveva sotto dettatura.

Perché Sallusti in un paese civile avrebbe come minimo dovuto porgere le scuse pubbliche per i falsi che ha pubblicato, mettendo le scuse (con la replica dell’interessato) nella stessa evidenza che ha usato per le sue accuse infamanti.

Perché in un paese civile si sarebbe proposta una cifra di risarcimento così elevata che Sallusti e il suo editore sarebbero rimasti in mutande (altro che 30.000 euro…)

In un paese civile, infine, tutti sanno perfettamente che il carcere non insegna nulla e quindi – ben prima di una sentenza definitiva – per tutelare le persone e i lettori serve il rispetto dell’etica professionale da parte dei giornalisti e degli editori, cosa che Sallusti, Farina e i loro padroni non hanno, ma che viste le reazioni acritiche e pietisticamente assolutorie della casta giornalistica sembra scarsa anche tra tanti altri suoi colleghi (amici e avversari).

Sogia - Zaci e Simansi

beh, cerchiamo di godere l'oggi, magari non a scapito degli altri, anzi

 

Il Cimitero Monumentale di Pavia, edificato tra il 1879 e il 1912 dagli Architetti V. Monti e A. Savoldi, è un imponente monumento pavese alla memoria dei defunti che si trova in via San Giovannino.

 

Nel 1788 l'Ospedale S. Matteo dovette procedere all'urgente espurgo dell'annesso cimitero nosocomiale, che si trovava a due passi, nel luogo dove sorge oggi la Banca Nazionale del Lavoro, ed era chiamato "Cimitero del Liano", perché affidato alla custodia dell'omonimo monastero, che aveva la propria sede nell'Università.

 

Praticamente il minuscolo cimitero era costituito da grandi fosse comuni, rigurgitanti di cadaveri.

 

Il trasporto delle salme dal "Liano" in altra località più idonea e appartata era effettuato mediante carri agricoli scoperti, che ammorbavano l'aria delle contrade e i becchini non si degnavano di raccogliere le membra e i teschi che rotolavano sulla strada per le scosse dovute al selciato sconnesso e non esitavano ad abbandonare i loro carri ai lati delle strade, quando si fermavano a tracannare vino nelle bettole.

 

Andò a finire che il comandante militare di Pavia fece arrestare tutti i becchini addetti a quel lavoro, intimando l'immediata sospensione dei lavori.

 

Si decise allora di cercare una località lontana dall'abitato per adibirla ad uso cimitero comunale. La scelta cadde casualmente sulla località di S. Giovannino, dove si trova tuttora. In quell'epoca la zona appariva ricoperta di bellissimi vigneti con al centro un'antica chiesetta, dedicata a S. Giovanni delle Vigne; siccome il piccolo tempio si era arricchito per le abbondanti elemosine dei fedeli, nacque il detto dialettale che

 

"S. Giuanin fa scòrta al dòm"

(La chiesetta di S. Giovanni aiuta economicamente il grande Duomo: espressione usata per evidenziare i casi in cui in un confronto occasionale, i meno abbienti si mostrano più generosi dei ricchi)

 

I lavori per la costruzione del nuovo camposanto, consistenti in un semplice muretto ricoperto di tegole con un cancellaccio di ferro, furono portati a termine velocemente e l'inaugura/ione avvenne il 7 novembre 1798 con l'intervento di tutta la popolazione ed una solenne funzione religiosa officiata dal prevosto della parrocchia di S. Pietro in Verzolo.

 

A causa dell'ostruzionismo di un largo strato della popolazione, che non voleva i suoi morti sepolti lontano dalle chiese, per molti anni a S. Giovannino si tumularono solamente le salme dei morti all'Ospedale e dei poverissimi.

 

I nobili, il clero, gli artigiani ed i bottegai più ricchi facevano seppellire i loro morti (col beneplacito del Comune) esclusivamente nelle chiese e nei conventi, oppure nelle terre di loro proprietà.

 

Siamo nei tempi in cui il Foscolo, a seguito di una feroce critica del francese Monsieur Guillon al suo carme "I Sepolcri", rispondeva inviandogli una lettera in cui tuonava: "... A torto adunque la legge accomuna la sepoltura dei tristi e dei buoni, degli illustri e degli infami".

 

Per quasi cento anni il camposanto rimase poco più di un campo incolto.

All'interno non esistevano ripari dalle intemperie, il terreno appariva mal livellato e spesso era invaso dalle acque, le fosse erano scavate senza alcun ordine.

 

Finalmente si affrontò il progetto per la sistemazione definitiva e la trasformazione a cimitero monumentale. Ne ebbero l'incarico l'architetto Vincenzo Monti di Milano e, dopo la sua morte, il suo allievo professor Angelo Savoldi.

Il progetto fu approvato il 29 agosto 1879 e si diede corso ai lavori.

 

L'atrio del monumento venne adibito a piccolo Pantheon dei pavesi più illustri, i cui nomi si trovano incisi su varie lapidi.

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Appena che ha trovato un angoletto

co n'pezzo de cartone se fa er letto.

'Na vorta sotto a un ponte, un'artra a la stazzione,

oppure su la soja d'un portone.

 

Nun è un disadattato, nemmeno un mendicante

ma uno co' tanta dignità da venne a un politicante.

Er freddo j'ha magnato li ricordi, er callo j'ha seccato le ferite,

ma è un omo libbero de sceje se affrontà le discese o le salite.

 

L'amichi sua so' gente de gran core

je porteno coperte e quello che j'occore.

Lui accetta ma lo fà pe' cortesia,

l'ha scerta lui 'sta vita: è la sua via.

 

Nun vo' padroni perché lui è un ribbelle

cor sogno de dormì sotto le stelle.

Lo vedi la matina vagà pe' la strada

sembra che stia male, quasi che cada.

 

Ma è solo l'andatura de chi vole

tirà a campà senza beccà artre sòle.

Quelle che un omo de tutti li giorni

subbisce co' ipocrisia senza ritorni.

 

L'infamia, la violenza, er tradimento, pe' voi so' cose bone,

a me nun me frega n'cazzo, parola de n'barbone.

 

- Giuseppe Mincuzzi -

Todos los derechos reservados - All rights reserved - copyright © Pilar Azaña Talán

 

Requiem de Mozart Lacrimosa

 

Dachau fue un campo de concentración nazi cercano al pueblo de Dachau, al norte de Múnich, en Baviera (sur de Alemania).

El campo fue construido sobre una fábrica de pólvora en desuso y sus instalaciones principales fueron terminadas el 21 de marzo de 1933. Al día siguiente, los primeros prisioneros fueron internados en el campo. Junto con el mucho más grande campo de concentración de Auschwitz, Dachau es uno de los más recurridos ejemplos de campo de concentración nazi para el público.

Fué el primer campo de concentración nazi y sirvió como modelo y prototipo para los que le siguieron. Allí fueron concentrados especialmente religiosos, aristócratas, intelectuales y políticos. La organización básica, así como los planes de construcción fueron desarrollados por Theodor Eicke, y fueron aplicados para todos los campos posteriores. Eicke se convirtió después en inspector jefe de todos los campos de concentración, responsable de moldear los otros de acuerdo a su modelo.

En total, más de 200.000 prisioneros de más de 30 países fueron recluidos en Dachau, el cual a partir de 1941 también fue usado con propósitos de exterminio. Las estadísticas hablan de 30.000 personas asesinadas en el campo, además de otros miles que murieron víctimas de las pésimas condiciones de vida.

En 1942, se construyó el área del crematorio junto al campo principal. Incluía el viejo crematorio y el crematorio nuevo (barraca X) con una cámara de gas.

En este campo también operó el médico de la Luftwaffe, Sigmund Rascher quien realizó infames experimentos terminales con el objetivo de mejorar la capacidad de supervivencia de los pilotos alemanes en condiciones extremas. Rascher fue ejecutado en el mismo campo por órdenes de Himmler.

A comienzos de 1945, se desató una epidemia de tifus en el campo, tras lo cual éste fue evacuado; en esta acción murió gran parte de los prisioneros.

Pero el campo fue liberado el 29 de abril de 1945 por la 20ª División Blindada y la 45ª División de Infantería del Séptimo Ejército de Estados Unidos. Dachau siguió siendo usado por muchos años después como residencia para refugiados.

Dachau tiene un lugar significativo en la memoria pública porque fue el segundo campo en ser liberado por fuerzas británicas o estadounidenses, y fue uno de los primeros lugares exhibidos a Occidente como prueba de la brutalidad nazi.

 

DACHAU, MUNICH - ALEMANIA - EUROPA

 

Victor HUGO (1802-1885)

 

A qui la faute ?

 

Tu viens d'incendier la Bibliothèque ?

 

- Oui.

J'ai mis le feu là.

 

- Mais c'est un crime inouï !

Crime commis par toi contre toi-même, infâme !

Mais tu viens de tuer le rayon de ton âme !

C'est ton propre flambeau que tu viens de souffler !

Ce que ta rage impie et folle ose brûler,

C'est ton bien, ton trésor, ta dot, ton héritage

Le livre, hostile au maître, est à ton avantage.

Le livre a toujours pris fait et cause pour toi.

Une bibliothèque est un acte de foi

Des générations ténébreuses encore

Qui rendent dans la nuit témoignage à l'aurore.

Quoi! dans ce vénérable amas des vérités,

Dans ces chefs-d'oeuvre pleins de foudre et de clartés,

Dans ce tombeau des temps devenu répertoire,

Dans les siècles, dans l'homme antique, dans l'histoire,

Dans le passé, leçon qu'épelle l'avenir,

Dans ce qui commença pour ne jamais finir,

Dans les poètes! quoi, dans ce gouffre des bibles,

Dans le divin monceau des Eschyles terribles,

Des Homères, des jobs, debout sur l'horizon,

Dans Molière, Voltaire et Kant, dans la raison,

Tu jettes, misérable, une torche enflammée !

De tout l'esprit humain tu fais de la fumée !

As-tu donc oublié que ton libérateur,

C'est le livre ? Le livre est là sur la hauteur;

Il luit; parce qu'il brille et qu'il les illumine,

Il détruit l'échafaud, la guerre, la famine

Il parle, plus d'esclave et plus de paria.

Ouvre un livre. Platon, Milton, Beccaria.

Lis ces prophètes, Dante, ou Shakespeare, ou Corneille

L'âme immense qu'ils ont en eux, en toi s'éveille ;

Ébloui, tu te sens le même homme qu'eux tous ;

Tu deviens en lisant grave, pensif et doux ;

Tu sens dans ton esprit tous ces grands hommes croître,

Ils t'enseignent ainsi que l'aube éclaire un cloître

À mesure qu'il plonge en ton coeur plus avant,

Leur chaud rayon t'apaise et te fait plus vivant ;

Ton âme interrogée est prête à leur répondre ;

Tu te reconnais bon, puis meilleur; tu sens fondre,

Comme la neige au feu, ton orgueil, tes fureurs,

Le mal, les préjugés, les rois, les empereurs !

Car la science en l'homme arrive la première.

Puis vient la liberté. Toute cette lumière,

C'est à toi comprends donc, et c'est toi qui l'éteins !

Les buts rêvés par toi sont par le livre atteints.

Le livre en ta pensée entre, il défait en elle

Les liens que l'erreur à la vérité mêle,

Car toute conscience est un noeud gordien.

Il est ton médecin, ton guide, ton gardien.

Ta haine, il la guérit ; ta démence, il te l'ôte.

Voilà ce que tu perds, hélas, et par ta faute !

Le livre est ta richesse à toi ! c'est le savoir,

Le droit, la vérité, la vertu, le devoir,

Le progrès, la raison dissipant tout délire.

Et tu détruis cela, toi !

 

- Je ne sais pas lire.

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Ya hace un par de semanas de esta sesión. Intentaba buscar algo diferente de este lugar ya archi fotografiado, asi que con más paciencia que el Santo Job, repetí tres veces la misma semana hasta traerme lo que buscaba, los dos primeros días una luz infame, pero me sirvieron para reconocer la zona y hacerme una composición mental para la siguiente ocasión que se dieran las condiciones, repasé lo que me había traído a casa y estudié la forma de mejorarlo, este es el resultado,la luz no es que fuera la bomba ,pero los filtros "mienten" que es una maravilla ;))

 

-Técnica :Para esta imagen use el ND 400 de Kenko, que resta a la exposición 8 pasos de luz, ésto me permitió tener tiempo para mover el filtro inverso de 2 pasos de Hi Tech arriba y abajo y evitar el oscurecimiento del arbolito de la derecha.

 

Los datos exif los podreis encontrar en la WEB.

 

-Composición: Bastantes vueltas, la verdad, para integrar en el encuadre La Ballena,el árbol e incluir la perspectiva necesaria que aprovechase las lineas diagonales que forman las lajas costeras.Un ángulo de visión bastante bajo respecto a la superficie para aumentar la sensación de profundidad que estas lineas confluyentes en el cabo podían aportar y que ayudan a dirigir la mirada. Incluir el árbol no fue un problema pues teniendo a un lado de la imagen un elemento protagonista (en este caso el cabo) me ayudó a equilibrar pesos .

 

-EDICIÓN: En el DPP de Canon, balance de blancos,corrección de horizonte, niveles con curvas.

En PS ,contraste por zonas, capa saturación,ligero enfoque para la web.

 

A partir de hoy también podreis encontrar mis imágenes en linkingoo.

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere

di gente infame, che non sa cos'è il pudore,

si credono potenti e gli va bene quello che fanno;

e tutto gli appartiene.

Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!

Questo paese è devastato dal dolore...

ma non vi danno un po' di dispiacere

quei corpi in terra senza più calore?

Non cambierà, non cambierà

no cambierà, forse cambierà.

Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?

Nel fango affonda lo stivale dei maiali.

Me ne vergogno un poco, e mi fa male

vedere un uomo come un animale.

Non cambierà, non cambierà

si che cambierà, vedrai che cambierà.

Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali

che possa contemplare il cielo e i fiori,

che non si parli più di dittature

se avremo ancora un po' da vivere...

La primavera intanto tarda ad arrivare.

 

Franco Battiato

 

it.youtube.com/watch?v=-FPmZmOE784

 

Said Chaibi, 19 anni, studente, presidente dell'Associazione di migranti di seconda generazione "La Nostra Generazione".

 

Said ha subito nei giorni scorsi un'aggressione, è stato chiamato "sporco marocchino" da alcuni coetanei e malmenato

 

Picchiato da un gruppo di studenti di destra. «Siccome hai fatto l’infame stamattina, adesso l’infamata la facciamo noi»: con queste parole cinque ventenni hanno aggredito Said Chaibi, studente trevigiano di origini marocchine, membro della Federazione di Sinistra, e un suo amico. Erano le sette di sera di martedì, giorno in cui si era tenuto il corteo degli studenti per le vie di Treviso come protesta contro la riforma universitaria. Durante il corteo un gruppo di appartenenti alla Destra Universitaria era stato allontanato dagli altri manifestanti di opposto “credo” politico. Said stava tornando a casa in bici in compagnia di un amico, quando è stato fermato in viale IV Novembre da un conoscente. Lì è scattata la trappola, poi l’agguato. «Un mio ex compagno di classe mi ha chiamato da un marciapiede - racconta il ragazzo - chiedendo di potermi parlare. Dopo essermi allontanato di qualche metro in sua compagnia, mi sono visto circondato da altre quattro persone, in parte con il volto coperto da sciarpe, che mi hanno colpito con calci e pugni, picchiando anche il mio amico». All’ospedale i medici hanno riscontrato a tutti e due ferite guaribili fra i tre e i cinque giorni. Le vittime sono riuscite poi a trovare rifugio dentro la videoteca Blockbuster, e da lì hanno chiamato la polizia. Gli aggressori sono scappati a bordo di una Fiat Punto urlando: «Salutaci Tomaselli», riferendosi a Fabio Tomaselli, un giovane vicino ai centri sociali che in mattinata aveva contribuito al loro allontanamento dal corteo. «Io e il mio amico - dice ancora Said - ci costituiremo parte civile nel processo penale e inoltre, come membro della Federazione di Sinistra, proporrò la creazione di un comitato contro questo genere di aggressioni di matrice politica, molto frequenti». Ora la Digos di Treviso sta indagando sull’aggressione. Secondo alcuni testimoni, il gruppetto di studenti di destra si era unito al corteo - composto da un centinaio di ragazzi - poco dopo le otto di mattina: ne era nata una colluttazione, e gli studenti vicini a Forza Nuova - anche se il gruppo politico smentisce l’appartenenza - erano stati allontanati.

  

В победе бессмертных идей коммунизма

Мы видим грядущее нашей страны,

И Красному знамени славной Отчизны

Мы будем всегда беззаветно верны!

Conte di Almaviva and Rosina, Contessa di Almaviva

 

W.A Mozart, Le Nozze di Figaro (1786) - Act II : Scene 8th

 

"...

E quando a cincha tinia

o infame se foi pra o céu.

Voltou... Tombou de boléu.

................................................

Quaje perdendo o chapéu

rezei quatro Ave-Maria..."

 

Trecho de "Romance de peão", de Aureliano de Figueiredo Pinto

Márcio Barbosa, de Bagé; Cavalo Diabo Louco, Tropilha Sossego, de Cachoeira do Sul; 9º Encontro de Ginetes Universitários de Uruguaiana, Rio Grande do Sul, Brasil

El aire se tornó viscoso y la confusión del segundo se volvió minuto y luego perdí la noción, algo así como aquella vez (que me sumergí en el agua paulatinamente) como aquella vez, las manos transparentes y el ardor en los ojos y los pies dormidos.

 

Así fue. Todo empezó con el mareo, cuando vinieron a buscarme, con la luna a escondidas mirando, aquella escena en blanco y negro en silencio absoluto.

Como aquella vez (hace años, horas, pasos). Y sentí aquel frío y el vaivén indescriptible, las imágenes borrosas y lo oscuro de una noche —flotando— confundido.

 

Todo aquel era un trance infinito. Sensaciones ausentes degradando en un gris infame dentro de un cuadro de un paisaje atravesado por un tren sin número ni maquinista.

 

Como aquella vez (que me entraba agua por la boca). Ansioso. Interminable. Atado de pies y manos en un vagón sin ventanas, sin bolígrafo, ni papel, medio ciego, medio sordo, con la lengua trabajada con mi garganta, con mis pulmones inundados.

 

Como aquella vez (respirando apenas, apenas gimiendo) en plena aceleración de los latidos: de sienes palpitando, de espuma en la boca, doler de huesos y fatiga terrible.

 

Como aquella vez si cuando me sentí muriendo pero ellos se fueron sin mi.

 

(un trabajo de la u, autor del poema desconocido)

S. 1st St., Austin, TX. Utility pole, photograph. Black and white.

Case dei confinati

"Al posto di queste "baracche" dove vivevano illustri confinati come Ernesto Rossi, Altiero Spinelli, Umberto Terracini, Sandro Pertini, Eugenio Colorni, Camilla Ravera, Alberto Jacometti, è rimasta solo una piccola targa "Dono dell'ANPI di Perugia" su un pezzetto di muro bianco con finestrella, che riproduce sotto forma di monumento, un lembo di una delle baracche costruite per i confinati.

Al loro posto sorgono ora un campo sportivo e un parcheggio. Nient'altro ricorda sull'isola la numerosa presenza dei confinati politici durante il fascismo dal '39 al '43.

(...) Questa cancellazione del passato, in gran parte riuscita, è stata il frutto del patto infame tra vinti e vincitori nel dopoguerra.(...) Bisognava nascondere in fretta tanto la Risiera di San Saba quanto le foibe del Carso, tanto le baracche dei confinati antifascisti, quanto i casolari dove si nascondevano i partigiani ostinati a condurre la guerra civile anche dopo la pace"

Fabrizia Ramondino, "L'isola riflessa" ed. Einaudi, 1998

 

I diritti delle mie immagini sono riservati. E' vietato qualsiasi uso, senza il mio preventivo consenso:

mattia.camellini@alice.it

creò il mondo perchè provava solitudine. Lo plasmò così come si plasma l'argilla.. lo immaginò come un punto brillante nel buio della sua mente. quando lo ebbe modellato egli fu felice di vedere come fosse più brillante di come lo aveva immaginato. Lo pose delicatamente nel vuoto,capì che era troppo fragile.. e mai se ne distaccava ma continuamente lo seguiva con lo sguardo. In un momento della sua esistenza,poichè ancora nn esistevano i giorni e le ore, egli decise di azzardare..Accese, nella fragilità di quell'equilibrio la vita.. i suoi pensieri erano foschi,ma nn vi badò...si concentrò sugli esseri che creava.. all'inizio nn erano che esseri informi senza intelletto alcuno,vagavano nel grembo del mondo ma con il passare di lunghe ere si trasformarono,divennero esseri infami e meschini.. capaci di provare amore... si...lo stesso sentimento che egli provava per quel punto nel buio, tuttavia egli notò che il loro amore era un sentimento egoista e terribile. Questi uomini...così li chiamò..si uccidevano tra loro per i motivi più stupidi, distruggevano ciò che li circondava, uccidevano nei modi più bruti chi era più debole...se ne dispiacque...pianse...e pensò che fosse colpa sua..sapeva di non poter tornare indietro,di non poter più recuperare la purezza della sua creazione.Decise che non avrebbe distrutto ciò che aveva creato, non aveva la forza, no la forza l'aveva, ma non aveva il cuore, capì invece che sarebbero stati gli stessi uomini a distruggere il mondo. prima di andar via, dilatò il vuoto intorno al mondo, lo fece terribilmente grande....infinito...affinchè un giorno gli uomini, guardandolo, potessero sentirsi,nello stesso modo, infinitamente soli.

EL ARBOL DE JUDAS

(Donde se ahorcó Judas)

Tu llegas con la cruz y espada en conquista

inhalando sangre, escupiendo a los muertos

savia mezclada con instintos suicidas

do un traidor sin espada mata más fiero

 

Incrustado de sangre y de pie en tu yelmo

madera clara en vejez negra y tortuosa

ceniza dispersa por infames tiempos

tus hojas sombreaban calma oprobiosa

News sul Brennero da qualche mese Rci ha acquistato tracce sulla linea del Brennero con dei treni di rinfusa d'acciaio, qui in transito nella mitica Valle di Fleres, purtroppo meteo infame ma documento super.

(ha chiuso le ali)

  

"Marco Pantani non ha scelto la sua morte.

 

D'accordo sulla solitudine. La cocaina.

I barbiturici. I giri notturni e le puttane.

 

D'accordo sulla vita dissoluta vissuta come distrazione

dall'esistenza monacale del campione.

 

D'accordo su quest'uomo ferito. Piegato. Disonorato. Assetato

di infamia che cerca la vergogna e finisce per trovarla.

 

D'accordo su tutto. Ma non su questa morte",

 

(Philippe Brunel, Gli ultimi giorni di Marco Pantani)

  

"Voglio che Rimini sia come Hollywood, come Nashville, cioè un luogo del mio immaginario dove i sogni si buttano a mare, la gente si uccide con le pasticche, ama, trionfa o crepa".

 

(Pier Vittorio Tondelli)

Charles BAUDELAIRE

1821 - 1867

Spleen : Quand le ciel bas et lourd pèse comme un couvercle

 

Quand le ciel bas et lourd pèse comme un couvercle

Sur l'esprit gémissant en proie aux longs ennuis,

Et que de l'horizon embrassant tout le cercle

Il nous verse un jour noir plus triste que les nuits ;

 

Quand la terre est changée en un cachot humide,

Où l'Espérance, comme une chauve-souris,

S'en va battant les murs de son aile timide

Et se cognant la tête à des plafonds pourris ;

 

Quand la pluie étalant ses immenses traînées

D'une vaste prison imite les barreaux,

Et qu'un peuple muet d'infâmes araignées

Vient tendre ses filets au fond de nos cerveaux,

 

Des cloches tout à coup sautent avec furie

Et lancent vers le ciel un affreux hurlement,

Ainsi que des esprits errants et sans patrie

Qui se mettent à geindre opiniâtrement.

 

- Et de longs corbillards, sans tambours ni musique,

Défilent lentement dans mon âme ; l'Espoir,

Vaincu, pleure, et l'Angoisse atroce, despotique,

Sur mon crâne incliné plante son drapeau noir.

Queste terribili parole

vid'io scritte in cima a una porta,

per cui dissi: "Maestro, non le capisco".

 

E quello, come persona saggia:

"Qui è bene non tergiversare,

ogni infingimento si deve abbandonare.

 

Siam venuti dove t'ho detto:

ora vedrai le anime dannate

che han perduto il ben della ragione".

 

Poi con lieto volto mi prese

per mano, sicché mi confortai,

e mi condusse nel regno dei morti.

 

E subito udì sospiri, pianti e lamenti

che rintronavano per l'aria buia,

e mi commossi da tutto quel dolore.

 

Strane lingue d'un parlare orribile,

parole di dolore, accenti d'ira,

voci alte e fioche e rumori di mani

 

facevano un gran baccano

in quell'aria sempre buia

come sabbia agitata dal vento.

 

Ed io, molto sconcertato, chiesi:

"Maestro, cos'è questo frastuono?

e chi sono questi sofferenti?".

 

E lui mi rispose: "In questa misera condizione

si dannano le anime tristi di coloro

che vissero senza lode e senza infamia.

 

Sono mischiate a quel cattivo

coro di angeli egoisti,

non ribelli a Dio ma neppur fedeli.

 

Del paradiso questi offuscherebbero la bellezza

e giù farebbero vantare i dannati

che penserebbero d'esser migliori di loro".

 

E io: "Maestro, cosa li tormenta

da lamentarsi così tanto?".

E lui: "Te lo dirò in breve.

 

Questi non hanno speranza di morire

e a loro questa vita pare così indegna

che invidiano qualsiasi altra sorte.

 

Il mondo non vuol sapere di loro,

misericordia e giustizia li rifiutano,

dunque guarda e passa senza degnarli".

 

Dante Alighieri- Divina Commedia- Inferno: Canto III - GLI IGNAVI

Se trata de adivinar el lugar de la fotografia.....

  

Viajando aveces se encuentra unas columnas de piedra mas o menos labradas, pero aveces te sorprenden por su riqueza ornamental, autenticos arbotantes de catedral, labrados con minuciosidad, otras no tanto por la delicadeza pero si por su robustez y firmeza de sus elementos

Pudieran ser simples hitos del camino, si tenian de remate una cruz serian cruceiros peculiares, pero si mirabas atentamente reparabas en los cuatro brazos con figuras de animales amenazantes y esas interpretaciones no servian.

 

Se trata de picotas, unos instrumentos que servian para dar su merecido a los delincuentes en otros tiempos, ademas de simbolos de jurisdiccion propios de las villas

 

Siempre se habla en los privilegios de villazgo de horca y picota, nunca se utiliza en documentos de primer rango la expresion "rollo" para designar la "picota". Pero en la documentacion posterior redactadas en un lenguaje mas coloquial se cita con frecuencia la expresion "rollo"

 

El rigor de la justicia medieval era la horca (forca) como modo de ejecucion en toda la peninsula incluso en toda europa, considerada una pena infamante, indecorosa, con denigracion moral.

Pero que metodos de justicia "menor" se le impondria a los ladronzuelos, gente de mal vivir, tramposos, gente de vida desordenada, comerciantes desaprensivos, blasfemos, falsos testigos, perjuros, reincidentes, pues "la verguenza publica", con pregonero, trompetas que congregara el mayor numero posible de gentes, para que vieran el desfile del delincuente hacia la picota

 

Valderrebollo conserva su picota que aun permanece centrando su plaza, sobre unas gradas de piedra que asientan una columna de fuste estriado rematada en capitel jonico y cruz de piedra añadida recientemente (hasta la guerra era una cruz de hierro la que ultimaba el monumento), pese a todo es encantadora la imagen del rollo, asi le llaman en el pueblo, ante la portada de su rustica iglesia romanica, Nuestra Señora de la Leche.

 

En España por decreto de las Cortes de Cádiz en 1812, abolió estos rollos como lugar de ejecuciones o castigos públicos.

Se han conservado rollos jurisdiccionales gracias a la desobediencia de los pueblos, ya que la orden dada por las Cortes de Cádiz instaba a derribarlos

 

Il sapere non è come la moneta, che rimane fissamente integra anche attraverso i più infami baratti: esso è piuttosto come un abito bellissimo, che si consuma attraverso l'uso e l'ostentazione. Non è così infatti il libro stesso, le cui pagine si sbriciolano, gli inchiostri e gli ori si fanno opachi, se troppe mani lo toccano?

 

da "Il nome della rosa" - Umberto Eco

Mormon Row Historic District, Wyoming, USA

 

Vecchio fienile nel distretto storico di Mormon Row, insediamento di coloni mormoni della prima metà del 1900 che cercò di rendere coltivabile l'area delle Antelope Flats.

Fienile iperfotograto da ogni turista, soprattutto perchè dall'angolazione opposta si può avere come sfondo la catena dei Tetons... in questo caso il tempo infame copriva il famoso sfondo, quindi ho lasciato perdere...

 

www.nps.gov/grte/learn/historyculture/mormon.htm

LAS RAZONES DEL LOBO

 

(...)

Algún tiempo estuvo el lobo tranquilo

en el santo asilo.

Sus bastas orejas los salmos oían

y los claros ojos se le humedecían.

Aprendió mil gracias y hacía mil juegos

cuando a la cocina iba con los legos.

Y cuando Francisco su oración hacía,

el lobo las pobres sandalias lamía.

Salía a la calle,

iba por el monte, descendía al valle,

entraba en las casas y le daban algo

de comer. Mirábanle como a un manso galgo.

Un día, Francisco se ausentó. Y el lobo

dulce, el lobo manso y bueno, el lobo probo,

desapareció, tornó a la montaña,

y recomenzaron su aullido y su saña.

Otra vez sintióse el temor, la alarma,

entre los vecinos y entre los pastores;

colmaba el espanto los alrededores,

de nada servían el valor y el arma,

pues la bestia fiera

no dio treguas a su furor jamás,

como si tuviera

fuegos de Moloch y de Satanás.

 

Cuando volvió al pueblo el divino santo,

todos lo buscaron con quejas y llanto,

y con mil querellas dieron testimonio

de lo que sufrían y perdían tanto

por aquel infame lobo del demonio.

 

Francisco de Asís se puso severo.

Se fue a la montaña

a buscar al falso lobo carnicero.

Y junto a su cueva halló a la alimaña.

?En nombre del Padre del sacro universo,

conjúrote ?dijo?, ¡oh lobo perverso!,

a que me respondas: ¿Por qué has vuelto al mal?

Contesta. Te escucho.

Como en sorda lucha, habló el animal,

la boca espumosa y el ojo fatal:

?Hermano Francisco, no te acerques mucho...

Yo estaba tranquilo allá en el convento;

al pueblo salía,

y si algo me daban estaba contento

y manso comía.

Mas empecé a ver que en todas las casas

estaban la Envidia, la Saña, la Ira,

y en todos los rostros ardían las brasas

de odio, de lujuria, de infamia y mentira.

Hermanos a hermanos hacían la guerra,

perdían los débiles, ganaban los malos,

hembra y macho eran como perro y perra,

y un buen día todos me dieron de palos.

Me vieron humilde, lamía las manos

y los pies. Seguía tus sagradas leyes,

todas las criaturas eran mis hermanos:

los hermanos hombres, los hermanos bueyes,

hermanas estrellas y hermanos gusanos.

Y así, me apalearon y me echaron fuera.

Y su risa fue como un agua hirviente,

y entre mis entrañas revivió la fiera,

y me sentí lobo malo de repente;

mas siempre mejor que esa mala gente.

y recomencé a luchar aquí,

a me defender y a me alimentar.

Como el oso hace, como el jabalí,

que para vivir tienen que matar.

Déjame en el monte, déjame en el risco,

déjame existir en mi libertad,

vete a tu convento, hermano Francisco,

sigue tu camino y tu santidad.

 

El santo de Asís no le dijo nada.

Le miró con una profunda mirada,

y partió con lágrimas y con desconsuelos,

y habló al Dios eterno con su corazón.

El viento del bosque llevó su oración,

que era: Padre nuestro, que estás en los cielos...

 

Rubén Darío, Canto a la Argentina y otros poemas, 1914.

 

MÚSICA: Afonso X - Fol é a desmesura (Cantigas de Santa Maria, nº 149), interpretada por Triskilian

youtu.be/gfzcpLsXzO4

Case dei confinati

"Al posto di queste "baracche" dove vivevano illustri confinati come Ernesto Rossi, Altiero Spinelli, Umberto Terracini, Sandro Pertini, Eugenio Colorni, Camilla Ravera, Alberto Jacometti, è rimasta solo una piccola targa "Dono dell'ANPI di Perugia" su un pezzetto di muro bianco con finestrella, che riproduce sotto forma di monumento, un lembo di una delle baracche costruite per i confinati.

Al loro posto sorgono ora un campo sportivo e un parcheggio. Nient'altro ricorda sull'isola la numerosa presenza dei confinati politici durante il fascismo dal '39 al '43.

(...) Questa cancellazione del passato, in gran parte riuscita, è stata il frutto del patto infame tra vinti e vincitori nel dopoguerra.(...) Bisognava nascondere in fretta tanto la Risiera di San Saba quanto le foibe del Carso, tanto le baracche dei confinati antifascisti, quanto i casolari dove si nascondevano i partigiani ostinati a condurre la guerra civile anche dopo la pace"

Fabrizia Ramondino, "L'isola riflessa" ed. Einaudi, 1998

 

I diritti delle mie immagini sono riservati. E' vietato qualsiasi uso, senza il mio preventivo consenso:

mattia.camellini@alice.it

Fuori un tempo infame, mi consolo con i ricordi estivi: il viale d' accesso alla Certosa di Capri che sfortunaramente era chiusa, notevole lo splendore degli oleandri.

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