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Parece una foto trepidada pero es el efecto que salió al hacer la fotografía en el reflejo de la ventana de un restaurante. La imagen se refleja en las dos caras del cristal haciendo que la torre de la catedral se vea doble.
Strobist: AB1600 with gridded 60X30 softbox overhead. AB800 open behind backdrop of white faux suede.Triggered by Cybersync.
dopo un anno di silenziosa attesa, finalmente le Montagne accolgono il riposo del piviere tortolino.
si finalmente è tornato.
quel piccolo messaggero dal piumaggio tenue, così fragile e al tempo stesso fiero, attraversa di nuovo le praterie alpine dove il tempo sembra essersi fermato. l’alba si apre lenta, in un’esplosione di luci dorate e freschezza, e con essa nasce l’emozione di un incontro sospirato per mesi.
in quel preciso istante, quando il soggetto si posa e l’obiettivo scatta, si cristallizza un piccolo miracolo che non è solo una fotografia, ma la celebrazione di un legame ritrovato, la testimonianza di un ciclo che si rinnova, di una promessa mantenuta.
i respiri diventano più consapevoli quasi a non disturbare, ogni sguardo più attento del dovuto, la speranza si mescola a un pizzico di trepidazione, mentre la natura intorno tace, come in un delicato rispetto, il piviere, con movimenti leggeri e quasi danzanti, si avvicina, quasi consapevole di essere il protagonista di quel momento unico.
dopo mesi di attesa, quella luce negli occhi e quel battito nel cuore raccontano una storia di pazienza, passione e amore per la natura e per la fotografia.
AneWashi
il Piviere tortolino - Charadrius morinellus Linnaeus, 1758 - uccello tipico della tundra artica utilizza le praterie alpine del Parco Nazionale Gran Paradiso come tappa intermedia durante il viaggio, lungo svariate migliaia di km che compie per spostarsi dai siti di riproduzione del Nord Europa a quelli di svernamento dell' Africa settentrionale e centrale e del Medio Oriente.
un viaggio lungo e impegnativo che può superare i 4.000 km per le popolazioni della penisola scandinava e addirittura i 10.000 km per quelle che nidificano in Siberia.
Meravigliosa Natura
❆ Fotocamera:
Canon EOS R5
❆ Obiettivi:
Canon RF 100-500mm f/4.5-7.1 L IS USM
Canon RF 100mm F2.8L Macro IS USM
Canon RF 24-70mm f/2.8 L IS USM
Canon Extender RF 1.4X
Accessori:
Treppiede Manfrotto 190 X Prob
Testa Manfrotto a sfera compact nera con attacco rapido 496RC2 con frizione
Piastra a sgancio rapido 200PL
Telecomando infrarossi Canon RC-6
Flash Canon Speedlite 580EX ll
Zaino serie Mountain 50 lt - F Stop Tilopa v3 Aloe (Verde drab) - peso 1,9 Kg
Dimensioni LxAxP - 35,6 x 59,7 x se 30,5 cm
INaturalist:
www.inaturalist.org/people/501356
❆ Estote parati commoveri Naturā - Siate pronti a lasciarvi emozionare dalla Natura
CALAF-PINTURA-CARRER SANT JAUME-CAMPANAR-ESGLESIA-CASES-PAISATGES-LLUM-SOL-POBLES-ANOIA-CATALUNYA-PINTOR-ERNEST DESCALS-
En otra excursión al pueblo de CALAF he podido pintar como los rayos del sol acarician con fuerza alguna de las casas que integran el Carrer Sant Jaume en pleno centro histórico de la población de la Comarca del Anoia, provincia de Barcelona en Cataluya, trepidante contraste con las zonas sombreadas de la calle que sube hacia la Plaça Gran, con cielo de matices azules vemos la torre del campanario asomando por encima de los tejados mientras las líneas callejeras forman una estructura de gran solidez, puertas y ventanas llenan las fachadas de los antiguos edificios que se muestran serenos en su aposento. Pintura del artista pintor Ernest Descals sobre papel cartulina de 50 x 65 centímetros, pintando los paisajes encontrados en los pueblos catalanes y que requieren la atención del visitante que busca las esencias paisajistas de cada lugar pintado.
RIAZA-SEGOVIA-COLUMNAS-PLAZA-PAISAJES-CUADROS-PINTURA-ERNEST DESCALS-
Pinturas segovianas, la Plaza de RIAZA, Segovia, Castilla y Leon, España.Los soportales y las antiguas columnas de la plaza del Ayuntamiento de Riaza.Vieja historia castellana en los cuadros en gouaches del artista pintor ERNEST DESCALS.Viajes para pintar los paisajes urbanos de los pueblos y ciudades de Castilla.Paisajismo historico en imagenes artisticas de los centros vitales de estas poblaciones que se distinguen por la vieja arquitectura de sus bellisimas plazas y calles.La tarde se vá terminado y la luz rompe la montonia en el suelo y las fachadas de las casas, mientras un habitante de Riaza pasea bajo la sombra de los bajosoportales.Imagenes en el Arte de la Pintura con tintes historicos y humanos.Recios colores con conseguidos efectos luminosos que logran una armónico y trepidante ritmo en la composicion plastica.Esencias castellanas y españolas en los viajes que quieren recoger el Alma de las distintas poblaciones, signos de identidad e historia.
ART PAINTINGS ARTIST PAINTER ERNEST DESCALS.RIAZA SQUARE, HISTORICAL AND ARTISTIC IMAGES IN URBAN LANDCAPE OF ANCIENT CITIES IN SPAIN.
cuadrosernestdescals.blogspot.com/
Come tutte le nascite e l'inizio delle cose nuove tanta speranza, trepidazione e positività!
A tutti un sincero augurio di buona crescita e di ottime realizzazioni con, naturalmente, l'impegno serio e costante necessario per andare sempre "più sù"!!!!
Di certo il piglio e la determinazione della mia "amichetta" non lasciano dubbi!!!
Che sia di buon auspicio!! AUGURIIIIIIII !!!!!!!
Wien, giugno 2012
"Così sempre corre il giovane verso la donna: ma è davvero amore per lei a spingerlo? o non è amore soprattutto di sé, ricerca d'una certezza d'esserci che solo la donna gli può dare? Corre e s'innamora il giovane, insicuro di sé, felice e disperato, e per lui la donna è quella che certamente c'è, e lei sola può dargli quella prova. Ma la donna anche lei c'è e non c'è: eccola di fronte a lui, trepidante anch'essa, insicura, come fa il giovane a non capirlo? Cosa importa chi trai due è il forte e chi il debole? Sono pari. Ma il giovane non lo sa perché non vuole saperlo: quella di cui ha fame è la donna che c'è, la donna certa. Lei invece sa più cose; o meno; comunque sa cose diverse; ora è un diverso modo d'essere che cerca."
I. Calvino, Il cavaliere inesistente, cap.VI
*ora sai come si dice "scattata prima della mia prima fetta di Sacher torte"
Surfers Paradise est une ville australienne de Gold Coast que j'ai beaucoup appréciée. La vie y est cool et trépidante à la fois, à l'image de cette décoration sur une paroi en brique trouvée à l'entrée d'un Food court des plus originaux.
dopo un anno di silenziosa attesa, finalmente le Montagne accolgono il riposo del piviere tortolino.
si finalmente è tornato.
quel piccolo messaggero dal piumaggio tenue, così fragile e al tempo stesso fiero, attraversa di nuovo le praterie alpine dove il tempo sembra essersi fermato. l’alba si apre lenta, in un’esplosione di luci dorate e freschezza, e con essa nasce l’emozione di un incontro sospirato per mesi.
in quel preciso istante, quando il soggetto si posa e l’obiettivo scatta, si cristallizza un piccolo miracolo che non è solo una fotografia, ma la celebrazione di un legame ritrovato, la testimonianza di un ciclo che si rinnova, di una promessa mantenuta.
i respiri diventano più consapevoli quasi a non disturbare, ogni sguardo più attento del dovuto, la speranza si mescola a un pizzico di trepidazione, mentre la natura intorno tace, come in un delicato rispetto, il piviere, con movimenti leggeri e quasi danzanti, si avvicina, quasi consapevole di essere il protagonista di quel momento unico.
dopo mesi di attesa, quella luce negli occhi e quel battito nel cuore raccontano una storia di pazienza, passione e amore per la natura e per la fotografia.
AneWashi
il Piviere tortolino - Charadrius morinellus Linnaeus, 1758 - uccello tipico della tundra artica utilizza le praterie alpine del Parco Nazionale Gran Paradiso come tappa intermedia durante il viaggio, lungo svariate migliaia di km che compie per spostarsi dai siti di riproduzione del Nord Europa a quelli di svernamento dell' Africa settentrionale e centrale e del Medio Oriente.
un viaggio lungo e impegnativo che può superare i 4.000 km per le popolazioni della penisola scandinava e addirittura i 10.000 km per quelle che nidificano in Siberia.
Meravigliosa Natura
Y de nuevo, el trípode en el coche... Si es que soy un desastre!!!
Aquí donde la veis, esta composición, que me encanta, está trepidada... Por la gracia de ir deprisa, hacer una ruta de dos horas y media, de una cierta dureza, y dejar para el final fotografiar los varios saltos de agua que hay en el camino de bajada hacia el pantano de Santa Fe, en el Montseny.
Y me iba diciendo: "con esta preciosa luz, tienes alguna posibilidad de que salga un buen enfoque... Pero hay que aumentar la exposición, o sea que toca filtro degradado".
Y un rato más tarde, ya cerca de esta zona: "madre mía, qué salvo y en qué arriesgo!!!... Porque todo no puedo salvarlo".
Finalmente, de las cuatro que más me gustan, he decidido publicar esta imagen que, aunque ligeramente trepidada por mi culpa, es la que a mi modo de ver tiene una mejor composición.
La perspectiva de esa pequeña cascada, junto con los árboles ya bastante vestidos de otoño y el precioso cielo, me parecen dignos de ver la luz, aunque su autor merezca un severo correctivo por descuidado e impulsivo.
Música recomendada: "Water of Love". Dire Straits.
RUPIT-PINTURA-ART-PAISATGES-ESGLESIA-SANT MIQUEL-PLAÇA MAJOR-POBLES-OSONA-GUILLERIES-CATALUNYA-PINTOR-ERNEST DESCALS-
Desde la Plaça Major del pueblo de RUPIT nos encontramos con un paisaje trepidante, la Església barroca de Sant Miquel junto a una antigua casa rural con balcones de madera, vestigios de tiempos pasados y muy reconfortantes para el espíritu, las otras casas de piedra acompañan con presencia esta deliciosa escena. Con luz tamizada por las nubes la estrecha calle se aleja en su perspectiva natural, al fondo el campanario de la iglesia. Pintura del artista pintor Ernest Descals sobre papel de 50 x 70 centímetros, pintar los paisajes de los pueblos de la Comarca de Osona en Barcelona, Catalunya interior.
Paseando por el parque.... Rugió en mis oidos el trepidar de la sirena. La fábrica terminó su jornada. Pero al mirar de donde procedía aquel resonar, quedé sorprendido por la policromía del cielo.
¡QUE SERAAAAAA... SERAAAA.....!
Es una damisela o caballito del diablo, gracias a mi amiga está_ahí.
Y LA "PILLÉ" CON UN TREPIDAR DE ALAS PRECIOSO.
^_^
El sensor de la cámara ve mucho más allá que el ojo humano. Cuando las luces casi desaparecen hay que imaginar un resultado que nuestra retina apenas nos permite intuir.
Habíamos estado toda la tarde recorriendo Ait Ben Haddou, en el sur de Marruecos. El sol había sido terrible toda la tarde. Sombras demasiado prosaicas destrozaban el equilibrio de la intrincada arquitectura. Había previsto subir a una colina que hay frente al pueblo, y que según mis previsiones debería ser mi foto de la hora azul. Llegamos al inicio de la cuesta con el tiempo al límite, … nos encontramos con el camino cortado debido a la grabación de una película. Casi sin esperanzas, corrí (más bien caminé todo lo rápido que pude) al otro lado del rio buscando un “plan B”. Según Photopills la hora azul se había esfumado. Pero el resplandor del cielo seguía proyectando un tenue, pero interesante atisbo de claridad sobre la Kasbah. Compositivamente me faltaba un contrapeso para equilibrar y dar interés al primer término. Le dije a Juan que se situase en el tercio inferior derecho del encuadre y aguantase 5 segundos inmóvil. Casi lo consigue. Utilicé un objetivo de 16 mm, a una apertura de f8, con 100 ISO de sensibilidad. Para corregir el ligero desenfoque de movimiento del personaje he aplicado sobre las zonas trepidadas Topaz Sharpen AI en modo Motion Blur
Es mi primer viaje desde que me lesioné hace ya un año y tres meses. Ha sido a Marruecos y con un grupo de fotógrafos de la asociación El Cabo en Fotos. Una magnifica experiencia para ir recuperando la confianza en mi rodilla, todavía lejos de su mejor forma.
L’Îlot des Palais, site historique et archéologique incontournable de la Capitale présente dans ses voûtes du 18esiècle une toute nouvelle exposition immersive. Vous serez transporté dans la vie trépidante de ce lieu, de la Brasserie Jean Talon, aux Palais de l’Intendant, des prisons et Magasins du Roi à la brasserie Boswell… Lieu de résidence de l’Intendant de la Nouvelle-France, lieu du pouvoir économique, social, judiciaire, etc. Une visite à L’Îlot des Palais s’impose pour saisir notre histoire du 14e siècle à nos jours.
De este pasado verano.
El predestello del flash las hace reaccionar y se mueven. Cuando llega el segundo destello las alas quedan trepidadas. Y todo en milésimas.
Melanargia galathea y Zygaena ephialtes ssp. roussilloni
From this last summer.
The pre-flash of the flash makes them react and move. When the second flash arrives the wings come out trepid. And all in milliseconds.
Canon 1D MKII + 100L
Iso 400 f:8 1/125
Gli amanti tacciono.
L’amore è il silenzio più fine,
il più trepidante, il più insopportabile.
Gli amanti cercano,
gli amanti sono quelli che abbandonano,
quelli che cambiano, quelli che dimenticano.
Il loro cuore gli dice che mai troveranno,
non trovano, cercano.
Gli amanti camminano come pazzi
perché sono soli, soli, soli,
si abbandonano, si danno ad ogni momento,
piangono perché non salvano l’amore.
Li preoccupa l’amore. Gli amanti
vivono alla giornata, non possono fare altro, non sanno.
Se ne stanno sempre per andare,
sempre, da qualche parte.
Sperano,
non s’aspettano nulla, però sperano.
Sanno che non troveranno mai.
L’amore è la proroga perpetua,
sempre il passo successivo, l’altro, l’altro ancora.
Gli amanti sono gli insaziabili,
quelli che sempre – per fortuna! – saranno soli.
Gli amanti sono l’idra del racconto.
Hanno serpenti in vece di braccia.
Le vene del collo gli si gonfiano
come serpenti per asfissiarli.
Gli amanti non possono dormire
perché se dormono, se li mangiano i vermi.
Nell'oscurità aprono gli occhi
e li sorprende lo spavento.
Trovano scorpioni sotto le coperte
e il loro letto ondeggia come su un lago.
Gli amanti sono pazzi, solo pazzi,
senza Dio e senza diavolo.
Gli amanti escono dalle loro grotte
tremanti, affamati
a cacciare fantasmi.
Si burlano della gente che sa tutto,
di quelli che amano perpetuamente, veridicamente,
di quelli che credono nell'amore come in una lampada d’infinito olio.
Gli amanti giocano a prendere l’acqua,
a tatuare il fumo, a non andarsene.
Giocano il lungo, il triste gioco dell’amore.
Nessuno si deve rassegnare.
Dicono che nessuno deve rassegnarsi.
Gli amanti si vergognano di ogni consuetudine.
Vuoti, ma vuoti dall'una all'altra costola,
la morte gli fermenta dietro gli occhi,
e loro camminano, piangono fino all'alba
in cui treni e galli se ne vanno dolorosamente.
Gli arriva a volte un odore di terra appena nata,
di donne che dormono con la mano sul sesso, compiaciute,
di torrenti di acqua dolce e di cucine.
Gli amanti si mettono a cantare sussurrando
una canzone mai imparata.
E vanno piangendo, piangendo
la splendida vita.
Jaime Sabines
SERIE A 2018-19.
Molti miei contatti sanno che sono tifoso dell'Udinese e che seguo il campionato di serie A con trepidazione e fiducia sperando sempre in una sua comoda salvezza.
Sono anche tifoso della Juventus ma riconosco la bravura ed il merito di qualsiasi squadra di A che si dimostri superiore nel gioco e nel merito.
CANON EOS6D MarkII con ob. CANON EF 70-300mm f/4-5.6 IS USM
una sedia vuota, il rilfesso di una barca..
qualcuno che è tornato o qualcuno che sta partendo?
la tristezza di un addio o la trepida attesa della felicità di un ritorno?
non lo so
ma intanto mi siedo perchè sono un pochino stanco
Solo lleva el marco, el resto de la imagen está sin procesar.
Por fin llueve por aqui!
Para quien me encantaría tener bajo mi paraguas en un paseo por Madrid...
Datos de la toma (para aquellos que lo han pedido):
modo Av (prioridad a la apertura) f:5.6
120mm de focal (equiv 180mm)
medio segundo de velocidad de obturador.
sensibilidad iso: 400
Medición de la luz: puntual a la luz con 2/3 de sobreexposición.
Balance de blancos: luz del sol (para hacer que salgan las luces de la ciudad doradas).
(El objetivo usado tiene motor VR para eliminar la trepidación, estaba activado, aunque a tan poca velocidad de obturacion siempre queda trepidada).
Sotto un cielo illune, il maestoso Teide veglia sull'isola silenziosa di Tenerife.
Tra le guglie di lava, l’oceano di stelle pulsa con luce eterna.
All’improvviso, le prime luci della SAR danzano nel buio cosmico.
Un frammento di vento solare accende la notte di mistero e meraviglia, con la danza di luce dai colori delicati e sempre mutevoli.
Ricordo con trepidazione quei minuti, irripetibili, scolpiti nella memoria tra terra, cielo e infinito universo.
#Teide #Tenerife #Canarie #volcano #nightscape #longexposure #SAR #solarwind #aurora #astrophoto #stelle #cielonotturno #universe #MilkyWay #natura #landscapephotography #mountain #wondersoftheworld #travelphotography #cosmos
Non somigliarmi,
non avere, con me, niente in comune,
lascia che sia, ogni volta,
l’imprecisa dolcezza di un saluto
a condurre i tuoi passi
e quel tremore trepido che guarda
il niente per cui è dato consegnarsi.
Francesco Scarabicchi
Estaban cayendo unas gotas y con las prisas de no mojar demasiado la cámara la foto me salió un poco trepidada, pero aún así me gusta mirarla. He intentado pasarla a blanco y negro, pero pierde toda la vida y la atmósfera.
---
Ochagavía, Navarra.
Le Grand Palais ou Grand Palais des Beaux-Arts est un monument parisien situé en bordure des Champs-Élysées, face au Petit Palais, dont il est séparé par l'avenue Winston-Churchill, dans le 8e arrondissement. Ses 77 000 m2 abritent régulièrement salons et expositions.
En mars 2021, après un siècle d’une vie trépidante, le Grand Palais a fermé ses portes pour entrer dans une phase importante de travaux. Celle-ci durera jusqu’aux Jeux Olympiques et Paralympiques Paris 2024 pour la Nef et les galeries qui l’entourent, et jusqu’au printemps 2025 pour le reste du monument.
Canon EOS 5D Mark IV
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Ma galerie en tirage limitée : fr.mylabphoto.com?id=1025503
Estuvimos un buen rato esperando a que anocheciese, así que pudimos hacer unas cuantas tomas, eso si, procurando evitar el fuerte viento que nos trepidaba las tomas de larga exposición.
-vuoi già partire? Il giorno non è ancora vicino: era l'usignolo, e non l'allodola, quello che ti ha ferito col suo canto l'orecchio trepidante; esso canta tutte le notti su quel melograno laggiù: credi, amor mio, era l'usignolo.
-era l'allodola, messaggera del mattino, non l'usignolo: guarda, amore, come quelle strisce di luce invidiose della nostra gioia, cingono di una frangia luminosa le nubi che si disperdono laggiù nell'oriente.
VALPARAÍSO,
qué disparate eres,
qué loco,
puerto loco,
qué cabeza con cerros,
desgreñada,
no acabasde peinarte,
nunca tuviste tiempo de vestirte,
siempre te sorprendió la vida,
te despertó la muerte,
en camisa,
en largos calzoncillos con flecos de colores,
desnudo con un nombre tatuado en la barriga,
y con sombrero,
te agarró el terremoto,
corriste enloquecido,
te quebraste las uñas,
se movieron las aguas y las piedras,
las veredas,
el mar,
la noche,
tú dormías en tierra,
cansado de tus navegaciones,
y la tierra,
furiosa,
levantó su oleaje más tempestuoso
que el vendaval marino,
el polvo te cubría los ojos,
las llamas quemaban tus zapatos,
las sólidas casas de los banqueros trepidaban
como heridas ballenas,
mientras arriba
las casas de los pobres saltaban al vacío
como aves prisioneras
que probando las alas
se desploman.
Pronto,
Valparaíso,
marinero,
te olvidas de las lágrimas,
vuelves a colgar tus moradas,
a pintar puertas verdes,
ventanas amarillas,
todo lo transformas en nave,
eres la remendada proa
de un pequeño, valeroso navío.
La tempestad corona con espuma
tus cordeles que cantan
y la luz del océano
hace temblar camisas y banderas
en tu vacilación indestructible.
Estrella oscura eres de lejos,
en la altura de la costa resplandeces
y pronto
entregas tu escondido fuego,
el vaivén de tus sordos callejones,
el desenfado de tu movimiento,
la claridad de tu marinería.
Aquí termino, es esta oda,
Valparaíso,
tan pequeña
como una camiseta
desvalida,
colgando en tus ventanas harapientas
meciéndose en el viento del océano,
impregnándose de todos los dolores de tu suelo,
recibiendo el rocío de los mares,
el beso del ancho mar colérico
que con toda su fuerza
golpeándose en tu piedra
no pudo derribarte,
porque en tu pecho austral están tatuadas
la lucha,
la esperanza,
la solidaridad
y la alegría
como anclas que resisten las olas de la tierra.
Oda a Valparaíso de Pablo Neruda
Para 7DWF: Landscapes
A águia empurrou gentilmente os filhotes para a beira do ninho. Seu coração trepidava com emoções conflitantes enquanto sentia a resistência deles. “Por que será que a emoção de voar precisa começar com o medo de cair?”, pensou. Essa pergunta eterna ainda estava sem resposta para ela. Como na tradição da espécie, seu ninho localizava-se no alto de uma saliência num rochedo escarpado. Abaixo havia somente o ar para suportar as asas de cada um de seus filhotes. “Será possível que, dessa vez, não dará certo?”, pensou. A despeito de seus medos, a águia sabia que era tempo. Sua missão materna estava praticamente terminando. Restava uma última tarefa: o empurrão. A águia reuniu coragem através de uma sabedoria inata. Enquanto os filhotes não descobrissem suas asas, não haveria objetivo em suas vidas. Enquanto não aprendessem a voar, não compreenderiam o privilégio de ter nascido águia. O empurrão era o maior presente que a águia-mãe tinha para lhes dar. Era seu supremo ato de amor. E por isso, um a um, ela os empurrou, e eles voaram!
[do Livro “Até as Águia Precisam de um Empurrão” de David McNally]
Le Haut-de-Cagnes, bourg pittoresque situé au sommet de la colline du château, est la zone la plus vieille de la Cagnes-sur-Mer, qui comptait à la fin du recensement de 1999 une population globale de 43.800 habitants environ.
Six cent quarante habitants ont choisi de vivre dans ce quartier classé site historique en 1948, qui a su conserver la sérénité d'une vie de village, en dehors du rythme trépidant des grosses villes azuréennes.
Patine des siècles, pierres chargées d'histoire, ruelles ombragées, étroites et fleuries, points de vue insolites sur la Méditerranée et le Mercantour, tout concourt à retenir le visiteur en quête d'authenticité.
SOURCE:office du tourisme de CAGNES/MER
Il observe mon objectif approcher lentement de lui, aperçoit peut-être ma silhouette dissimulée juste derrière.. Impassible il reste immobile, entêté à ne pas céder une once de terrain.. Il cligne de l'oeil, sa gorge effectue des petites vibrations... il s'obstine à me fixer comme si de rien n'était.
Un déclenchement, un deuxième, et je retourne à mes occupations superficielles de bipède, lui à sa vie forestière trépidante..
www.tropeaedintorni.it/celebrata-a-tropea-la-festa-della-...
www.youtube.com/watch?t=100&v=gmGQzMhiaY8
La Madonna di Tropea – Maria Santissima di Romania
'A ARRIVU DA MADONNA
A RUMANIA
(Antica nenia popolare tropeana)
Fu 'na navi levantina
C'arrivata 'na matina,
Prima u sona Patannostru,
Si fermò 'nto mari nostru.
Iri avanti non potia,
No' p'u carricu c'havia,
Ma picchì 'na forza ignota
La tenia jà 'nchiovata.
Lu noccheri era divotu
Ed a bordu havia ammucciatu
Una 'mmagini i Maria
Nnamurata di Trupia.
Non sapendu comu fari,
Monsignuri iju a trovari
Mu lu prega mu si pigghja
Chiju quatru 'i maravigghja.
Monsignuri accunsentiu,
O scuvatu si ndi iju,
E chiamati i sacristani,
Nc'issi u sonanu i campani.
Com'i ntisiru sonari
Già dassaru i faticari
Tutt'i mastri e cu li gnuri
Si ndi iru i monsignuri.
'O fideli trupiani!
Di li mari assai luntani
E' venuta cca Trupia
La Madonna a Rumania'.
Diss'u vispicu, cuntentu,
E, pigghiatu 'u sagramentu,
Iru tutti a la marina
Pi riciviri 'a Divina.
Li canonici e l'abbati,
Cu li sindaci e Jurati,
Camminavanu cuntandu
E lu populu accordandu.
Lu noccheri, cuntentatu,
Chi lu quatru havi portatu,
Stava o' lidu ed attendia
Recitandu: Avi, Maria!
Arrivati 'nfragu i mari
S'indinocchianu a pregari
Chi ja Vergini Mbiata
Ch'a Trupia s'era fermata.
Doppu chissu s'a portaru
E la misiru all'altaru.
Mentr'u vispicu cantava
Tutt'u populu pregava:
'O Madonna a Rumania
Chi proteggi Tu Trupia,
Alluntana i terrimoti,
Pest'e fami e to' divoti' !
La Madonna della Romania
e la Città di Tropea
durante
la seconda guerra mondiale
del Can. Antonio Tarantino
La devozione e la fiducia sconfinata verso la loro Madonna non solo non è venuta meno, ma si è sensibilmente aumentata durante la seconda guerra mondiale, nella quale con segni tangibili la Madonna di Romania ha confermata ancora una volta la sua materna e divina protezione sulla città di Tropea. La sua mano invisibile la protese durante i bombardamenti.
Il 24 luglio 1943, verso le ore 4 del pomeriggio, una formazione aerea nemica passava a bassa quota sulla città. I cittadini sulle piazze e lungo le vie erano collo sgardo in alto, trepidanti nel pericolo. Ad un tratto si vide un apparecchio abbassarsi sulla città e si udì un sibilo, quello prodotto dallo sganciamento d'una bomba. Lo sgancio fu uno, ma le bombe cadute furono sei. Erano state sganciate nel centro della città, ma una mano invisibile le fece cadere in un piccolo orto, dove s'inabissarono senza esplodere. Due di quelle bombe, scaricate sono in Cattedrale, trofeo della protezione della Madonna sulla sua Città.
La notte tra il 4 e il 5 agosto anche Tropea fu sotto un bombardamento che durò per lo spazio di 4 ore. Vi furono alcune vittime alla periferia, nella contrada Carmine. Ma la città fu salva.
La sera dell'otto settenmbre, il Vescovo Mons. Cribellati, ch'era rimasto in città con pochi cittadini, mentre la maggioranza s'era rifugiata nei paesi vicini, nella comune trepidazione per il succedersi delle incursioni aeree, aveva stabilito che l'indomani - 9 settembre - solo poche messe basse sarebbero state celebrate in Cattedrale, all'altare della Madonna: ma ecco, ad un tratto, repentinamente, cambiarsi la situazione. A tarda ora l'improvvisa notizia dell'armistizio fulmineamente si diffuse per la città. Tutti quelli ch'erano rimasti in Tropea, tra pianti di gioia, si riversarono nella Cattedrale per ringraziare la Madonna.
L'indomani - 9 settembre - il Pontificale del Vescovo riuscì solennissimo, come poche volte è accaduto, per l'affluenza di coloro ch'erano tornati dov'erano sfollati. Nel pomeriggio la processione fu un nuovo trionfo della Madonna. Gli ufficiali delle foze armate, ch'erano in Tropea, procedevano a fianco del Quadro miracoloso.
Un ufficiale americano, aviatore, che pochi giorni prima era caduto prigioniero, perchè costretto ad atterrare per un infortunio avvenuto al suo apparecchio nelle vicinanze di Tropea, seguiva il Quadro, portando una Corona al collo, che gli era stata regalata dal Vescovo. La Madonna aveva voluto questo trionfo il giorno della sua festa, dopo che col suo intervento prodigioso aveva salvato la città dai bombardamenti. Non per nulla tra quei momenti di angoscia tra le persone del popolo si diceva: C'è la Madonna per noi.
I Tropeani ricordino e siano sempre riconoscenti alla Vergine Santissima di Romania.
J'ai trouvé ce pauvre papillon dans mon jardin , il a eu certainement une vie trépidante car il a plusieurs déchirures à ses ailes et il est nettement plus pâle que ses collègues !!!
Je crois que je ne me suis pas trompée pour son nom
J'ai continué mes recherches et voici deux liens qui m'ont donné de bons renseignements car il y a un papillon mâle le satyre et un papillon femelle la mégère
www.fontainebleau-blog.com/insectes/megere-et-satyre-le-c...
www.lavieb-aile.com/article-zoonymie-de-la-megere-et-du-s...
photo......................012/365
march.....................05/2011
A CLYDE
Siamo in due nella stanza, il mio cane e io....
Capisco che in questo momento in lui vive il mio identico sentimento, che tra noi non c'è alcuna differenza.
Siamo identici: in tutt'e due arde e splende la stessa trepidante fiammella...
No! non è un animale e non è un uomo che si scambiano gli sguardi....sono due paia di identici occhi fissi l'uno nell'altro.
E in questi occhi, sia nell'animale che nell'uomo, un'unica e medesima vita si stringe timidamente all'altra.
(Anonimo)
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Segunda de la sesión en Barrika, esta unos minutos más tarde, cuando la luz es más fácil de gobernar. Varios sustos con unas olas que entraban y entraban sin fin, y como siempre caladura hasta los tuétanos por no dejar la cámara en el trípode a sólas.Muchas imágenes trepidadas por culpa de la mar, pero las que salvé tienen una luz que me gusta.Esta nuevamente con ayuda de la Balck card y de nuevo en diagonal, aunque en esta ocasión algo menos de tiempo.
-TÉCNICA: Como en la anterior de la serie ND 64 de B&W que resta 6 pasos de luz más Filtro degradado inverso de Hitech más black card.
La experiencia en el uso de la black card me permite un uso intuitivo de la misma y conseguir alinear la imagen que imagino con el resultado final, este no puedo verlo a través de la pantalla de mi cámara cuando compongo una escena, pero está ahí en mi imaginación y con el tiempo voy consiguiendo que cada vez haya menos recorrido entre ambas.
Los datos exif son f/14 | 25 sg | @ 14 mm.
-COMPOSICIÓN: En esta caso la luz me ayudo a reforzar la diagonal de rocas que parte desde el sol hacia la esquina inferior derecha, una diagonal mucho menos obvia que la fuerza que adquiere el punto de fuga de los flysch hacia el horizonte , aunque creo que visualmente guía mejor a través de la imagen.
-EDICIÓN: En el DPP de Canon, balance de blancos, curvas para contrastar algo más la imagen, bajar un punto las luces altas.En PS máscara básica de luminosidad para usar el dodge and burn, contraste por zonas, ligero enfoque para la WEB.
Ahora que estan tan de moda las mascaras de luminosidad he adaptado su uso de una manera muy particular a la edición de mis imágenes, no quiero usarlas de forma mecánica, sino adaptarlas a mi propio estilo.Llevo algun tiempo intentando aprender nuevas técnicas, jugando con ellas e intentando combinarlas con lo que yo ya conocía para ver si puedo adaptarlas a mi flujo de trabajo, pero no quiero que sean una mera imitación de estilos ya conocidos, me gustarían que fueran realmente unas herramientas más para expresar mi visión .En ello ando....
dopo un anno di silenziosa attesa, finalmente le Montagne accolgono il riposo del piviere tortolino.
si finalmente è tornato.
quel piccolo messaggero dal piumaggio tenue, così fragile e al tempo stesso fiero, attraversa di nuovo le praterie alpine dove il tempo sembra essersi fermato. l’alba si apre lenta, in un’esplosione di luci dorate e freschezza, e con essa nasce l’emozione di un incontro sospirato per mesi.
in quel preciso istante, quando il soggetto si posa e l’obiettivo scatta, si cristallizza un piccolo miracolo che non è solo una fotografia, ma la celebrazione di un legame ritrovato, la testimonianza di un ciclo che si rinnova, di una promessa mantenuta.
i respiri diventano più consapevoli quasi a non disturbare, ogni sguardo più attento del dovuto, la speranza si mescola a un pizzico di trepidazione, mentre la natura intorno tace, come in un delicato rispetto, il piviere, con movimenti leggeri e quasi danzanti, si avvicina, quasi consapevole di essere il protagonista di quel momento unico.
dopo mesi di attesa, quella luce negli occhi e quel battito nel cuore raccontano una storia di pazienza, passione e amore per la natura e per la fotografia.
AneWashi
il Piviere tortolino - Charadrius morinellus Linnaeus, 1758 - uccello tipico della tundra artica utilizza le praterie alpine del Parco Nazionale Gran Paradiso come tappa intermedia durante il viaggio, lungo svariate migliaia di km che compie per spostarsi dai siti di riproduzione del Nord Europa a quelli di svernamento dell' Africa settentrionale e centrale e del Medio Oriente.
un viaggio lungo e impegnativo che può superare i 4.000 km per le popolazioni della penisola scandinava e addirittura i 10.000 km per quelle che nidificano in Siberia.
Meravigliosa Natura
I can't say that I'm going to miss this drive through the busy city. Good riddance to that. I've worked in a fast-paced environment for a few years only to find a dichotomous circumstance at the end of each day. Of course not all days were so demanding, but attention to detail was indeed an integral part of the job... or else 😳. That drive though, with it's trepid stop-and-go routine, it's maddening to withstand that any longer.
"We humans have chosen speed and we thrive on it — more than we generally admit. Our ability to work fast and play fast gives us power. It thrills us… No wonder we call sudden exhilaration a rush."
Just a snap from today's hike. After I took this, I packed up my camera, walked into the heavy rain, and right as I got to the point in the path that's just at the base of the falls, a huge gust of wind came and covered me with splash from the falls. I was drenched from head to toe. As I left I met some trepid hikers coming towards the fall... and after they saw me they did a 180 and got out of there. Lightweights!!!
Dopo il passaggio dei due regionali in luce sul più bello è venuto a mancare l'apporto fondamentale del sole. Una propaggine del fronte nuvoloso ha cominciato a coprire l'astro del cielo mandandomi in bestia e rendendo lo scatto meno godibile del previsto...ma l'emozione di vedere qualcosa di nuovo e interessante non cala e così trepidante vado a colpire la mia preda, anche se si ripresentano i problemi del mio obiettivo con i suoi fuori fuoco. Si tratta di un treno straordinario in carico a DBCI partito da Domo II con destinazione Reggio Emilia, il treno dell'argilla, che è stato deviato e mandato a Genova con l'intento di far fare prove prestazioni sulle rampe dei Giovi ad una E193 e quindi dirigersi verso Reggio. Qui siamo appena fuori Sartirana e da pochi minuti è calata l'ombra ad accogliere il transito del convoglio trainato dall' E474.201, ancora nella sua livrea originale, con alle spalle la 193.309 in livrea "das ist grün" che inattiva si lascia trasportare fino al luogo da dove partiranno le prove, lo scalo di Sampierdarena Smistamento, in una classica giornata invernale. Foto dedicata all'amico Serse che era alle prese con faccende familiari e all'amico Alberto che era intento a seguire le lezioni a scuola e si sono persi l'evento… ;-)
Esta parte de la anatomía del rascón es la que más veces he visto en las primeras sesiones que le he dedicado a esta especie. Primera foto trepidada, segunda culo y tercera la nada..... y así una vez tras otra. Finalmente y amparado por la confianza de otras especies fue poco a poco suavizando sus entradas. Es sorprendente la velocidad de huida y la capacidad de atravesar los cañizos y eneas sin mover un tallo y es que si lo ves de frente parece que lo han estrujado haciéndolo estrecho y plano. Un ave vistosa y llamativa en costumbres, canto y comportamiento. Bueno, no me enrollo más, un saludo a tod@s!!!
Quando il bello
rapisce i tuoi sensi
e guardarlo vorresti per ore
e toccarlo,
respirarne l'umore
e ascoltare la trepidazione
che scompagina
i ritmi del cuore
e, invincibile nelle sue spire,
avvertirti legato a una corda
che avviluppa ogni tua brama
come sindrome dolce e furiosa,
forse i sensi avranno una requie,
ma è l'anima che resta ansiosa.
Resulta paradójico intentar agarrar el humo: es visible pero intangible. Bajo esta premisa he pretendido capturar el movimiento y la caricia del humo sobre mi mano. Un movimiento rápido, serpenteante y continuo.
En cuanto a datos técnicos, la velociad de obturación es de 1/200, lo suficientemente rápida como para congelar el movimiento. Quiero destacar que el diafragma está en f2, por lo que la profundida de campo es limitada, se aprecia porque hay partes desenfocadas, que no es lo mismo que trepidadas (movidas). Como el plano focal del humo y de la mano no es coincidente, el humo que se movía hacia atrás aparece difuminado. Me ha resultado un tanto complicado conseguir el encuadre adecuado porque es mi propia mano, y realizar tres tareas al mismo tiempo (posar, sostener el incienso y disparar la foto) me ha obligado a repetir la toma unas cuantas veces.
El blanco y negro es directo de cámara, no le he aplicado ningún revelado ni retoque posterior.
¡Espero vuestras valoraciones!
Biaggi ha annunciato il ritiro dalle corse.....grazie Max per avermi fatto gioire,trepidare e sobbalzare da sul divano,
quando facevi sbandate controllate con la gomma posteriore......mi sembrava di essere con te sulla sella......
La gioia e la felicità.
In posa per me ed oggi per tutti Voi.
Io ho potuto vedere la loro spensieratezza, la loro voglia di essere, la loro voglia di crearsi nel loro paese.
Certo, il pallone li porta a sognare.
A sognare di essere campioni.
Di venire in Italia o in qualche altro Stato a noi vicino.
Oggi più che mai, viviamo le loro sofferenze, le loro trepidazioni e le loro angoscie.
Il loro fuggire dalle guerre e dalle ingiustizie.
Quattro piccoli ragazzi.
Pensate, quattro futuri campioni.
Città come Roma, Milano e Torino, potrebbero averli come campioni delle loro squadre di calcio.
Un augurio.
Tutto si può avverare.
Basta solo volerlo.
Santiago de Chile
Antiguo hangar echado
junto al río,
puerta del mar,
vieja Estación rosada,
bajo cuyas
ferruginosas cavidades
sueños y trenes
saliendo desbocados
trepidaron
hacia las olas y las ciudades.
El humo, el sueño, el hombre
fugitivo,
el movimiento,
el llanto,
el humo, la alegría
y el invierno
carcomieron tus muros,
corroyeron tus arcos,
y eres hoy una pobre
catedral que agoniza.
Se fugaron los dioses
y entraron como ciclones
los trenes ahuyentando las distancias.
De otro tiempo gentil
y miserable
eres
y tu nave de hierro
alimentó las crinolinas
y los sombreros altos,
mientras
sórdida era la vida de los pobres
que como un mar amargo
te rodeaba.
Era el pasado, el pueblo
sin banderas,
y tú resplandecías
luminosa
como una jaula nueva:
con su cinta de barro
el río Mapocho
rascaba tus
paredes,
y los niños dormían
en las alas del hambre.
Vieja Estación, no sólo
transcurrían
las aguas del Mapocho
hacia el océano,
sino también
el tiempo.
Las elegantes
aves
que
partían
envejecieron o
murieron en París, de alcoholismo.
Otra gente
llegó,
llenó los trenes,
mal vestidos viajeros,
con canastos,
banderas
sobre amenazadoras multitudes,
y la vieja Estación
reaccionaria
se marchitó. La vida
creció y multiplicó su poderío
alrededor de todos los viajeros,
y ella, inmóvil, sagrada,
envejeció, dormida
junto al río.
Oh antigua
Estación,
fresca como un túnel,
fueron
contigo
hacia los siete océanos
mis sueños,
hacia Valparaíso,
hacia las islas
puras,
hacia el escalofrío de la espuma
bajo la rectitud de la palmeras!
En tus andenes
no sólo
los viajeros olvidaron
pañuelos,
ramos
de rosas apagadas,
llaves,
sino
secretos, vidas,
esperanzas.
Ay, Estación,
no sabe
tu silencio
que fuiste
las puntas de una estrella
derramada
hacia la magnitud
de las mareas,
hacia
la lejanía
en los caminos!
Te acostumbró
la noche
a su vestido
y el día
fue
terrible
para tu viejo rostro
allí
pintado falsamente
para una fiesta,
mientras tu subterráneo
corazón
se nutría
de distantes adioses
y raíces.
Te amo,
vieja Estación
que junto
al río oscuro,
a la corriente turbia
del Mapocho,
fundaste,
con sombras pasajeras,
tu propio río
de amor intermitente, interminable.
Oda a la vieja Estación Mapocho - Pablo Neruda
Siempre las hayas, al llegar los fríos días de noviembre, nos conmovían; quedaban las ramas quietas en su vestidura de hojas -corladas hojas antiguas que van cayendo, precipitando su celaje de oro a la tierra guarnecida por insólito crepitar-. La chimenea deja sonar la luz blanquecina de una mañana reconocida. Tal vez, observada por el latido de aquella flor. Siempre las hayas filtraron las amplias avenidas dibujadas por el sol, la tímida permanencia de residuos de calor bajo un cántico sereno de hojas húmedas, rezagadas, quebradas ligeramente, cambiadas por la letra de un poema tardío. Quedan, flotantes, las ramas que remarcan el horizonte sostenido; quedan, distantes del suelo alfombrado, las líneas trepidantes y casi desnudas anunciando la llegada inexorable de una nueva estación; y todo para el artífice es color, plasticidad en las copas de los árboles, áureo cobrizo que viaja en partículas de polvo cósmico hacia la tierra guarnecida. Llegan los fríos días de noviembre, como un instante de agua en la mirada profunda. “Que esta página salve aquel momento: / la senda de hojarasca / que sonaba encharcada a nuestro paso / bajo la rumorosa cúpula del hayedo / (ahora aspiro ese aroma fecundo del otoño), / y el remoto fulgor de la nieve temprana: / Okolín y Sayoa. Arriba campas frías / -aquel áspero viento que llegaba de Francia- / con bordas en ruinas. Bajo el gris invernizo, / por un alto helechal con nieve polvorosa / -todo como una foto en blanco y negro-“, concluye Miguel d´Ors en su espacio de otoño, nieve y palabra.