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2008 Gingerbread house part 9,

The wallpaper is up but instead of sconces of light I cut this two cala lilies from my garden

I hope you approve Mikul:-)

No just kidding they are made with sugar freehand no cutters,

Have a great Tuesday my friends!

(NIKON D80; 11/30/2007; 1/200 at f/3.5; ISO 200; white balance: Auto; focal length: 105 mm)

 

Took this top down, let everything else melted away and become abstract background for this little flower.

"Questa scena mi ha fatto immaginare il sottostante racconto, se non vi va di leggerlo fermatevi solo allo scatto, non voglio abusare del vostro tempo". (Io, Livia)

 

Le 13 in punto. La domenica mattina il signor Matteo non tradiva mai le sue abitudini. La colazione al mattino presto, la santa Messa nella preziosa chiesetta del Santo Spirito, quattro chiacchiere e un aperitivo con gli amici di una vita e, prima di tornare a casa, le paste al Bar Dal Conte. Sempre dieci pezzi, disposti in ordine sul vassoio dalle sapienti mani di Ninetta, la pasticcera più rinomata a Valpesca e dintorni. Matteo era cliente da decenni e il rituale, ben consolidato, sembrava immutato, a parte la sua andatura che col tempo s’era fatta più incerta. Raggiungeva casa con più lentezza; una volta giunto davanti al portone suonava sempre due volte per avvisare la sua Letizia e poi apriva l’uscio. Una volta entrato, zì Matteo, come lo chiamavano in paese, andava a riporre il vassoio dei dolci in frigo e salutava a voce alta la moglie.

Letizia…

Matteo l’aveva sposata che aveva appena 17 anni, un fiore, e lui poco più che ventenne era invidiato da mezza Valpesca perché Letizia era la più bella mora della costa. “Letì, bella mia, sono arrivato. Stai comoda che ci penso io ad apparecchiare la tavola. Appena è pronto ti chiamo” e così dicendo si lavava con cura le mani e indossava un bianco grembiulone, lungo fin sotto le ginocchia. Riempiva la pentola di acqua corrente, la riponeva sul fuoco e, aspettando che bollisse, preparava la pasta. La domenica era consuetudine cucinare paccheri al ragù, che erano il piatto preferito da Letizia e dai ragazzi, Giacomo e Gabriele, l’uno chirurgo vascolare a New York e l’altro ingegnere meccatronico a Vancouver.

Anche adesso che i figli erano all’estero, i paccheri erano rimasti la tradizione domenicale da rispettare. Matteo aveva preparato il ragù già di buon mattino, ché il rituale della preparazione è laborioso e lungo. Dapprima si versava in un tegame una coscienziosa quantità di olio extravergine d’oliva prodotto in proprio, poi si affettava sottilmente la cipolla rossa di Tropea, la si faceva appena appena dorare, si aggiungeva la carne tritata di primo taglio che Tonino, il fraterno amico macellaio aveva cura di mettergli da parte, un po’ di sale, il passato di pomodoro fatto in casa nelle calde giornate d’estate e, per finire, un po’ di zucchero. Il resto lo faceva la cottura lenta, una cadenzata mescolatura e l’occhio attento a che il ragù non si attaccasse al fondo del tegame. L’odore si diffondeva per la casa e per la via sottostante, glielo diceva sempre Alfonsina, la sua vicina di casa, che quando stendeva fuori i panni gli gridava dal balcone “Zì Mattè, il profumo del vostro ragù fa resuscitare i morti! Buon appetito e buona domenica”. L’acqua della pentola bolliva e zì Mattè vi versò la pasta, poi il sale e mescolò. Scoperchiò il tegame, affettò un pezzo di pane e vi poggiò su una abbondante cucchiaiata di ragù. Era una tradizione di famiglia, da parte di mamma, quella di gustare il ragù su una fettina di pane prima del pranzo. Letizia gli diceva sempre che questo gli toglieva l’appetito ma Matteo lo faceva di nascosto, come un bimbo che ruba la marmellata. In fondo gli serviva anche per assaggiarlo se andava aggiustato di sale o se era troppo tiepido, pensava, e accese il fornello per scaldarlo giusto un po’. Giusto il tempo che la pasta fosse cotta al dente, la scolò, la mise nei due piatti e vi versò sopra tre abbondanti mestoli di ragù. Portò i piatti a tavola, l’uno di fronte all’altro, andò a prendere il parmigiano dal frigo e si sedette. La tavola l’aveva preparata prima di andare in chiesa, tovaglia candida, bicchieri capovolti per scongiurare la sorpresa di qualche mosca birichina, posate ripiegate dentro i tovaglioli. “Buon appetito Letizia mia” e cominciò a pranzare. Guardava davanti a sé e di tanto in tanto scuoteva la testa. “Letì, bellezza mia, così non va, devi sforzarti a mangiare. Se lo sente Alfonsina che non mangi penserà che non sono più capace di cucinare un buon ragù”. Finì il suo piatto e si alzò raggiungendo la sedia di fronte a lui. “Letì, facciamo così, ti imbocco io, un po’ a me e un po’ a te, come facevi quando i ragazzi erano piccini, va bene? Ho capito, non hai voglia di pasta oggi”. Andò ad aprire il frigo e prese le paste che aveva comprato. “Ho preso quelle che piacciono a te, con la crema pasticcera, erano le più belle che Ninetta avesse preparato questa mattina, su prendine qualcuna. Lo so sono tante ma così non penso che i ragazzi sono lontani e mi illudo che siano ancora qui.”

Prese un bignè e lo portò alla bocca, ne mangiò metà e avvicinò la restante parte al portafoto. “Su Letì, assaggia quant’è buono. Ogni giorno è la stessa storia, amore mio, se non mangi ti ammalerai” e sconsolato prese il portafoto e lo mise sul cassettone, vi sistemò accanto il vasetto di cristallo con i fiori freschi, si sedette di fronte, accese la radio antica ancora funzionante, di radica, e si addormentò ascoltando la Lacrimosa di Mozart. (Diritti riservati)

 

by mittenimwald

Hamburg

Haven't had this much snow in years!

Zeiss 135/2 APO Sonnar

Snow days and snow days...

Happy Hump Day!

Baccha elongata ♀ (Diptera, Syrphidae)

Common Dainty

Gemeine Schattenschwebfliege

Mat Spydsvirreflue

 

Body length 10 mm

 

Exposure time (= flash duration): 50 µs = 1/20.000 s

 

Please no Copy & Paste Comments, awards and so on!

Bitte keine kopierten Kommentare, Auszeichnungen etc.!

Gouda's Town Hall.

Not the world famous one ( nl.wikipedia.org/wiki/Stadhuis_van_Gouda ), but an interesting place nonetheless. The shape is inspired by the world famous "stroopwafel" (syrup waffle):

en.wikipedia.org/wiki/Stroopwafel

 

Architect: Jos van Eldonk, Soeters Van Eldonk architecten (2012).

www.architectuur.nl/project/huis-van-de-stad/

www.youtube.com/watch?v=4O5YnCrIWQ8

Medieval Byzantine Paschal (Easter) chant.

Title: "Αναστάσεως Ημέρα" (Day of the Resurrection )

Service: Divine Liturgy of Pascha (Easter Mass)

  

Χριστός ἀνέστη!

  

Христос Воскрес!

  

Christ is Risen!

  

Hristos a înviat!

  

.

  

.

  

.

  

photo:

fresco of the Resurrection in the

Parekklesion [funerary chapel] of the

Church of the Holy Saviour in Chora, Istanbul

www.columbia.edu/cu/wallach/exhibitions/Byzantium/html/bu...

Chora Museum, Chora Monastery (Contantinople)

Μονή της Χώρας, Μουσείο Χώρας, Κωνσταντινούπολη

Ἐκκλησία του Ἅγιου Σωτῆρος ἐν τῃ Χώρᾳ

The Church of the Holy Redeemer in the Fields

Church of the Holy Saviour in the Country

Kariye Müzesi, Kariye Camii, Kariye Kilisesi, Istanbul, Turkey

  

"The Anastasis, or Resurrection, is located in the conch of the apse, one of the most impressive works of Late Byzantine painting. It depicts Christ’s triumph over death through his descent into hell to redeem the souls of the righteous of the Old Testament who, led by John the Baptist, gather before rocks on each side. He grasps Adam and Eve by their wrists and lifts them from their sarcophagi."

  

en.wikipedia.org/wiki/Chora_Church

www.columbia.edu/cu/wallach/exhibitions/Byzantium/

www.byzantium1200.com/chora.html

www.sacred-destinations.com/turkey/istanbul-st-savior-in-...

www.doaks.org/library-archives/icfa/moving-image-collecti...

www.thebyzantinelegacy.com/chora

Another girl with a pearl earring, striking a pose for her public.

Great Eastern Street paste up by Combo CK.

her: hummus,... and now pesto...

 

me: yup.

 

her: you like making pastes.

 

me: i like to smear.

 

what do you call the moment when you pause to ponder over what you just said.

 

there must be a word for it,....

 

probably in German.

Un patito de Baseman....

Click here (Dump in 360°)

East London paste ups by Donk, Skeleton Cardboard & Zombie Queegee.

   

'Marcel Duchamp (1887-1968) Becoming All Things to All Men and Chickens, Whilst Visiting Goya in Madrid in 1820'

 

With the idea of hanging it in the main room, next to the triptych, when it is finished, in place of the drawing.

 

St. Pauli - Hamburg

Schanzenviertel - Hamburg

St. Pauli - Hamburg

wheat paste in tehran

These ladies get up!

St. Pauli - Hamburg

Altona - Hamburg

Karolinenviertel - Hamburg

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