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A gorgeous Autumn day in Brisbane. Ester got dressed up for a special outing and so I took her photo when we came home.
Minha modeléte do sítio! :)
hehe
Minha prima, tem tudo pra ser modelo. Adora uma pose e uma foto! :)
Boa quarta! Beijo no coração.
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Concentração total nesse sapatinho, muitas tentativas pra chamar atenção da Ester, deu um cansaço! Mas valeu a pena,adorei as fazer as fotos.
Con sus 92 años, María Ester Gatti inauguró el Lunes 22 de Marzo una Biblioteca en el Residencial San José, donde vive. La actividad fue organizada por un grupo de compañer@s de María Ester y por ex-pres@s polític@s; luego de inaugurada la Biblioteca, la jornada se transformó en un emotivo homenaje a la vida de María Ester Gatti, con la presencia de varias decenas de personas y la musicalización de Daniel Viglietti.
A su vez, Mariana Zaffaroni llegó desde Buenos Aires para participar del homenaje a su abuela, y para festejar su cumpleaños 35 junto a María Ester.
Un poco de historia: María Emilia Islas Gatti (hija de María Ester) y su esposo Jorge Zaffaroni militaban en la Asociación de Estudiantes de Magisterio y en la ROE (Resistencia Obrero-Estudiantil) en Uruguay. En 1974 son requeridos por las Fuerzas Conjuntas, pasan a la clandestinidad y luego se exilian en Argentina en 1975 con su hija Mariana Zaffaroni.
Jorge y María Emilia fueron secuestrados y torturados en el centro de torturas Automotores Orletti (Buenos Aires) desaparecieron el 27 de Setiembre de 1976 (en plena dictadura). Mariana Zaffaroni (hija del matrimonio) fue secuestrada con apenas 18 meses de edad, por agentes de la SIDE (Secretaría de Inteligencia del Estado) y apropiada por un coronel del ejército argentino. Maria Ester Gatti (abuela de Mariana Zaffaroni) iniciaría una incesable búsqueda por su nieta, recuperada en Junio de 1992 con la ayuda de las Abuelas de Plaza de Mayo de Buenos Aires.
A su vez, María Ester nunca abandonó la búsqueda de verdad y justicia por su hija y por l@s más de 210 desaparecid@s. También presidió la comisión por el voto verde (que intentó anular la ley de impunidad en 1989). Es así que Maria Ester Gatti, se ha transformado en una referencia en la lucha por la memoria y los Derechos Humanos en Uruguay.
Todas las fotos en rebelArte
Ni Olvido, Ni Perdón, Ni Reconciliación Nacional!
Juicio y Castigo!
Anular la Ley de Impunidad!
AHORA ... Juicio a la Dictadura!
Maratón Fotográfico de Valencia 2013
www.maratonfotograficovalencia.com
Autora: www.flickr.com/photos/mialbum-ester/sets/72157637877707753/
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Limina is a comune (municipality) in the Province of Messina in the Italian region Sicily, located about 170 km east of Palermo and about 35 km southwest of Messina. As of 31 December 2004, it had a population of 978 and an area of 9.8 km².Limina borders the following municipalities: Antillo, Casalvecchio Siculo, Forza d'Agrò, Mongiuffi Melia, Roccafiorita.The municipality has 1.088 inhabitants and an area of 981 hectares for a population density of 111 inhabitants per square kilometre. It rises on a mountainous inland area and is 501 metres above sea-level.The main economic activity is agriculture. Products mostly cultivated are corn, olives, chestnuts, hazel-nuts, almonds. According to etymological studies the name "Limina" derives from Latin Lìmina, and refers to the borderland. In the course of the centuries the village has belonged to different feudal families among which Balsamos in 1415 and Crisafis. The feud has been contested to the latter by Tommaso Girofalco who became Baron of Limina in 1453.In 1599 Balsamos were again its lords with marquise Pietro Balsamo and then it passed into Bonanno family.
Limina è un comune italiano di 922 abitanti della provincia di Messina in Sicilia.Fa parte al comprensorio della Valle d'Agrò e aderisce all'Unione dei Comuni delle Valli joniche dei Peloritani.Limina si trova sul versante Ionico dei Monti Peloritani a 550 metri sul livello del mare. Collocato sulla sponda destra della Valle d'Agrò, il paese è posto ai piedi del Monte Kalfa; davanti si estende tutta la vallata con i rispettivi paesi che la formano: Santa Teresa di Riva, Savoca, Casalvecchio Siculo, Antillo, Forza d'Agrò, Roccafiorita e Sant'Alessio Siculo. La maggior parte di essi sono posti all’interno di valli o collocati su cocuzzoli scoscesi e la loro posizione particolare, dovuta alla configurazione geografica del territorio, fatto di fiumare, valloni e ripidi pendii, hanno sempre reso difficile la presenza umana, le comunicazioni e i movimenti degli abitanti.Sull’origine del nome di Limina sono state date diverse spiegazioni. La prima sostiene che il paese sia stato chiamato così per i suoi terreni paludosi intorno al torrente Agrò (il termine greco limne, significa, appunto palude); una seconda spiegazione, la più credibile, fa derivare il nome dal fatto che questo territorio ha rappresentato il punto di confine tra il distretto di Messina e quello di Taormina. Il termine odierno deriverebbe, dunque, dalla parola latina limen, nel significato proprio di confine, limite, che nelle trasformazioni linguistiche avvenute nel tempo sarebbe divenuto, appunto, Limina. Sussistono notizie in base alle quali, nel 260 a.C., nei pressi di Limina, in occasione della Prima Guerra Punica, si combatté una cruenta battaglia tra Cartaginesi, che dopo aver attraversato i Monti Peloritani tentavano di attaccare la riviera ionica siciliana, e Romani che riuscirono a respingere i nemici. I primi nuclei abitativi risalgono agli anni precedenti l’anno 1000, mentre le prime notizie documentate portano la data del 1095. Dal 1300 e fino a tutto il rinascimento, la cittadina di Limina fu feudo dei Bonanno. Nel XVI secolo Limina contava 224 case e 1.411 abitanti ed era ricompresa nella comarca di Taormina. Antiche cronache riferiscono che, nell'anno 1516, violenti tumulti popolari impedirono, per molti mesi, alla Baronessa Francesca Porcu di esercitare il suo mero e misto imperio sul villaggio. Nel 1610 il Marchese di Limina Pietro Balsamo ricevette dal re la licenza di popolare il vicino feudo allora nominato Acqua Grutta, nacque così il piccolo borgo di Roccafiorita. Dal 1676, in occasione della Rivolta antispagnola di Messina, il paese di Limina, pur conservando la sua autonomia amministrativa, venne posto sotto l'autorità militare e giudiziaria di Savoca, tale status quo si mantenne, per quel che riguarda gli affari giudiziari, fino al 1855. Nel 1733 il liminese Giovanni Scaldara ricevette dal re Ferdinando di Borbone il diritto di esercitare la professione di notaio nei territori di Limina e Roccafiorita. Nello stesso periodo, siamo nella metà del Settecento, nacque a Limina l'illustre latinista, storico e poeta Giuseppe Evola. Nel 1753 era attiva nel Marchesato di Limina l'attività estrattiva di piombo e rame, vi si trovavano 6 miniere ed una piccola fonderia, le origini di tali attività minerarie sono molto remote, ciò si apprende da un antico manoscritto del 1798 stilato da Francesco Gambadauro e intitolato Mineralogia. Nel 1774 si contavano 10 chiese ed 11 cappelle, il patrimonio ecclesiastico liminese era valutato, in quell'anno, in 2294 once. Nel 1812 in Sicilia viene abolito il Feudalesimo, il Marchesato di Limina viene soppresso, l'ultimo marchese fu Giovanni Colonna Branciforte, investito del titolo nel 1798; nel 1821, è istituito il Comune di Limina, inserito nel Circondario di Savoca facente parte al Distretto di Castroreale. Nel 1848 molti liminesi parteciparono ai moti del '48, erano capeggiati da Filippo Saglimbeni detto Sirpulla. Nel 1880 venne fondata la Società Operaia di Mutuo Soccorso, seguì, nel 1888, la fondazione della Società Agricola di Mutuo Soccorso. Dalla metà del XIX secolo e fino alla seconda metà del XX, il paese di Limina venne interessato da una forte emigrazione verso il Venezuela e gli USA, si calcola che oggi i liminesi all'estero siano più di un migliaio. Poco prima dell’Unità d’Italia gli abitanti non arrivavano al migliaio (827 nel 1831); salirono a 1.856 nel 1864; un secolo dopo superavano le duemila unità. Oggi la popolazione residente si attesta sulle 922 unità.