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La foto della Terra è presa dal sito della Nasa.

 

Leggete la vera storia di Woody Aldoz e la storia dell'arte secondo Woody

Auguri di buone feste a tutti!!!

 

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Dustin Hoffman

Woody Aldoz in "Il laureato" / "The graduate" (1967)

 

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Buona Pasqua a tutti gli amici di Flickr!

 

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Woody Aldoz e "Le Muse Inquietanti" di Giorgio de Chirico (1918)

 

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Guardate gli scatti singoli partendo da qui.

 

See single shots starting from here.

 

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A proposito di toilette, vedete anche questa

 

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Autoritratto / Selfportrait (1887)

 

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Potete vedere Woody Aldoz che sgattaiola via da casa con le chiavi dell'automobile, mentre sale in macchina e mentre va chissà dove...

 

Però devo ammettere che la macchina me la tratta benissimo (guardate anche il controllo dell'olio e la pulitura del parabrezza)!

 

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Chissà perché la Mano trova molto interessante l'opera "Traversata" di René Magritte (1926)...

 

Cito dal volume "de Chirico" della collana "Cento Dipinti" della Rizzoli, curata da Federico Zeri: "Magritte apprezza l'effetto straniante degli accostamenti di de Chirico. Nella Traversata sottrae gli oggetti alla loro funzione abituale: elimina un piede dal tavolo, sfonda una parete e isola una mano che tiene un uccello".

 

Da parte mia aggiungo che mi inquietano anche quella gamba del tavolo che è proprio a forma di "gamba", più quell'occhio in cima al palo centrale, oltre al paesaggio di mare in tempesta che costituisce la parete mancante... Ecco, siccome non mi sembrava abbastanza, ho aggiunto la Mano che gira la pagina!

 

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... forse Woody Aldoz non ha capito bene il concetto!

 

(in italian the word "fuoco" stands both for Focus and Fire...)

 

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Woody immortalato in un irripetibile gesto d'artista. Potete vedere qui il capolavoro ottenuto!

 

Ho aperto un dibattito sull'opera nel gruppo ... e questo sarebbe arte?

 

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Da "Il bacio" di Gustav Klimt (1908)

 

After "The Kiss" by Gustav Klimt

 

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Chi siamo? Da dove veniamo?

 

Who are we? Where do we come from?

 

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Da (after) Francisco Goya. Vedete anche (see also) el Woody desnudo.

 

(Ragazzi... che faticaccia convincere Woody a posare con trine e tette finte!!! Dice che è la prima e l'ultima volta che fa una cosa simile!)

 

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Da "Mani che disegnano" di Escher (1948)

 

After "Hands drawing Hands" by Escher

  

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chocolate_covered_lan: Professionally done! 

  

Da (after) "Le déjeuner sur l'herbe" di (by) Édouard Manet (1863)

 

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... forse dovrò spiegargli che il Web Surfing è un'altra cosa!

 

La foto che compare sullo schermo del Pc è questa (autore: lorca56)

 

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@queen_of_spades tagged me to do this #ws_everlastingedit chain where we keep adding to an existing edit and pass it around. My addition to this piece was the surreal elements in the upper left corner (juxtaposer) and used pixlromatic to add the lights and a bluesh hue overall. I normally flip pictures so much that I had to restrain myself from covering up all the other great additions to this pic. Restraint is good sometimes. Now I tag @dufflebag_ran

 

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alteregoz: Originally started by the great @wstairs

 

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jackieisfree: Great edit!!

 

alteregoz: I also tag @ju1ce126

 

ju1ce126: Cool! See if I come up wit somethin.

  

Anni fa ero in un bar a prendere un caffè. Entra un turista che con aria timorosa fa al barista: "Do you speak english?", e il barista risponde che no, lui non parla inglese. Allora il turista si rivolge uno per uno agli avventori presenti, mentre io ero costernato dal fatto che nessuno parlasse inglese e che prima o poi sarei stato interpellato anch'io. Quando arriva il mio turno, molto timidamente, rispondo: "Yes, a little", sì, un pochino. Avendo finalmente trovato chi lo potesse capire, lui, con molta solennità, dice: "Alka Seltzer!". E io traduco al barista: "Alka Seltzer"!

 

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Quello che segue è il racconto della mia unica esperienza al casinò.

 

In occasione di uno dei tanti viaggi di lavoro a Cervinia per gli impianti di innevamento, io e un collega decidiamo di organizzarci in modo da poter fare un salto al Casinò di Saint-Vincent. Niente di complicato, basta ricordarsi prendere una giacca e una cravatta; ma per quanto riguarda me l’organizzazione è più complessa: devo studiare una strategia, se non per sbancare il Casinò (!), almeno per vincere qualcosa.

 

Il budget è stabilito in centomila lire (era il 1988), e voglio provare sia le slot machines che la roulette. So che un metodo "infallibile" alla roulette è quello del raddoppio: punto diecimila lire sul pari; se non esce ne punto altre ventimila (se vinco ne ricavo quarantamila: le diecimila che ho perso prima più le ventimila che ho puntato adesso, con una vincita netta di diecimila); se ancora non esce ne punto quarantamila... e così via. Alla fine la vincita netta rimane sempre diecimila, ma le probabilità che non esca mai il pari diventano via via minori... prima o poi dovrà pur uscire!

 

Insomma un bel giorno, dopo una lunga giornata a sistemare impianti andando su e giù a piedi lungo le piste da sci, invece di cedere alla pigrizia ci facciamo coraggio, indossiamo giacca e cravatta, e guidiamo fino al casinò. Il parcheggio era già caro... ma questa era una spesa fuori budget; poi l’ingresso con presentazione del documento d’identità (devono verificare che siamo “forestieri”, i cittadini della Valle d’Aosta non sono ammessi), infine alla cassa per cambiare le mie centomila lire in un bel mucchietto di fiches (per il tavolo verde) e di gettoni (per le slot machines).

 

Scopriamo subito che giacca e cravatta non sono necessarie... almeno per rimanere al piano terreno, cioè il girone infernale dei morti di fame da spennare: la cravatta è richiesta solo per andare ai piani superiori. Io e il mio collega ci dividiamo, vado subito alla roulette. Punto cinquemila lire sul pari; il pari non solo non esce, ma il croupier mi rimprovera perché quello era un tavolo in cui la puntata minima era diecimila. Poco male, procedo al raddoppio: di nuovo dispari. Altro raddoppio, esce lo zero! (vince il banco). Infine ultimo raddoppio: ancora dispari!!!

 

In pochissimi minuti perdo un totale di settantacinquemila lire... e mi sento un bischero, ma talmente un bischero... che sono tentato di andare a cambiare altri soldi per vedere alla fine chi la spunta! Per fortuna è solo un attimo, riesco a far desistere il Demone del gioco... e, frustrato, ma anche sollevato per lo scampato pericolo, mi allontano da quel tavolo maledetto!

 

L’ambiente è per me quanto di più ostile. Un insieme di rumori, luci, moquettes, decorazioni assurde e, soprattutto, le persone: facce bramose, ragazze splendide che non sembrano essere lì proprio per giocare, vecchie babbione piene di soldi (magari anche no) che vanno sistematicamente a perderne...

 

Con le mie venticinquemila lire residue mi reco a una slot machine. Punto un gettone per volta: una signora mi rimprovera subito, mi dice che bisogna sempre puntare il massimo, perché se esce la combinazione xxx (non ricordo come si chiamasse) poi ci si mangiano le mani per non avere ottenuto il massimo della vincita! Ma io, con il mio scarno tesoretto... andrei avanti davvero poco, puntando sempre il massimo!

 

Dopo poche giocate vinco qualcosa: a questo punto ho in mano più delle venticinquemila lire iniziali, e mi domando se smettere. Ecco il problema: quando smettere? Quando si è in vantaggio? Ma si potrebbe esserlo ancora di più... poi devo recuperare anche la perdita alla roulette... vado avanti. Risultato: inserisco l’ultimo gettone, perdo anche quello, fine del gioco!

 

Bene, e ora? Il mio collega aveva fatto più o meno la stessa mia fine, quindi decidiamo di guardarci un po’ intorno. L’impressione di ambiente non adatto a me si conferma sempre più. Però, visto che abbiamo giacca e cravatta, decidiamo di andare a curiosare al piano di sopra.

 

Il quale piano di sopra è costituito da un ambiente più piccolo del piano terra, c’è una parete in legno e una porta con su scritto “privée” (sono ammessi solo i soci, o qualcosa del genere). Un commesso formato armadio a quattro stagioni sta a guardia della porta.

 

L’ambiente qui è più elegante, c’è molta meno gente, molto meno rumore, la gente non parla, bisbiglia. Siamo lì solo per curiosare, ci saltano all’occhio i capi-croupier, quelli che stanno sui seggioloni a controllare che non avvengano cose strane: povero Casinò, mica vorrai che ci rimettano dei soldi!

 

Ci fermiamo a vedere il gioco a un tavolo dove si gioca a dadi, non conosco le regole, ma mi interesso in particolare a una coppia di giocatori. Con una faccia che non dimenticherò mai lei dice a lui: “Dai, andiamo via, hai già perso abbastanza”, e lui “No, aspetta, questa è la volta buona”. Lui tira fuori una mazzetta di banconote da centomila lire e la dà al croupier, il quale le conta con delle moine molto coreografiche; in cambio di tre milioni di lire dà al lui un’unica fiche di colore verde. Lui punta questa fiche, lancia i dadi, perde... e il croupier senza fare una piega riprende possesso della sua bella fiche. I due a quel punto si allontanano dal tavolo da gioco.

 

Rimaniamo angosciati per ciò che abbiamo visto... usciamo di lì e torniamo nel solito locale di Cervinia ad annegare i nostri dispiaceri nell’alcol. In vent’anni non ho mai più rimesso piede in un casinò... e credo che neanche lo rifarò!

  

(Il set dei miei ricordi personali è questo. Leggete la vera storia di Woody Aldoz e la storia dell'arte secondo Woody)

Clint Eastwood

Woody Aldoz in "Il buono, il brutto e il cattivo" (1966)

 

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Woody si è ispirato all'opera "Merda d'artista" di Piero Manzoni, del 1961. Potete anche vedere Woody all'opera!

 

Ho aperto un dibattito sull'opera nel gruppo ... e questo sarebbe arte?

This is a momentous occasion!! for everyone!! round of beers on the house. Thanks to you guys, this was my first pic to reach the century mark, 100 likes. I don't know if it has any importance in the IG world, but it definitely is important to me. I have been striving to evolve my style from my humble toonpaint beginnings. In fact I made a career out of toon art, but thru guys like @abstracters_anonymous and friends, I sought out abstract. Surreal, noir, way out of my comfort zone. So nice to know I'm not a one trick pony. Once again, thanks. @blortblort @sdotboon @drzuum @bometheus @jtk_pdx @laudree @peacetea @dasnake @_randle @yentl09 @camelliaheart @katyds2 @ancestorsfound @flyingfig @cheekygoat @arkenvolt @kwanle @peachypeanuts @3horse @flowest @riskeewright @boqopod @wstairs @kraemel @dreamal @jflex @truffin @pthanerd @herrk @olhar @michaelasheart @luckyology @queen_of_spades

 

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eruchd: Congrats, you deserve it!

 

drzuum: Fuck yeah CJ!! You rock bro - no one trick pony... Skillz to pay the bills!

 

yentl09: Happy for you !!

 

susanjbowman: Congrats !

 

nicklas81: Congrats man! But I still do like your toon stuff.

 

abstracters_anonymous: Congrats!!!!!! Your evolution is awesome!!! ✨

 

kraemel: ✨ congrats ✨

 

alteregoz: @nicklas81 don't worry that's still my fave too. :)

  

Fantasmi: le storie che seguono sono state scritte per il gruppo Bastian Contrario.

 

Un fantasma da marciapiede

 

Si sa... i fantasmi rimangono ancorati ai luoghi in cui hanno vissuto tutta la vita, luoghi che per qualche motivo li tengono legati: non essendo dipartiti in modo “spensierato”, hanno ancora qualche conto da regolare. Io pure aspettavo nella mia vecchia casa, ostinatamente, di poter chiudere i miei conti, anche se qualche volta uscivo: non potevo fare a meno di svagarmi un po’!

 

L’altro giorno incontrai un altro fantasma per strada, la qual cosa mi sorprese assai: non ne avevo conosciuti molti altri che avessero voglia di uscire di casa! Infatti lei (chissà perché non esistono il maschile e il femminile per la parola “fantasma”...) non era affatto uscita di casa! Quel pezzo di marciapiede era la sua casa: lì aveva vissuto tutta la vita, lì si accoccolava per dormire, lì accendeva il fuoco per scaldarsi, lì stava in piedi ad aspettare per notti intere. E anche adesso, da fantasma, non ne voleva sapere di andarsene da qualche altra parte.

 

Col passar del tempo riuscii a farmi raccontare la storia della sua vita. Non fu facile vincere la sua diffidenza, ma alla fine mi spiegò i motivi che la legavano a quel pezzo di marciapiede: aspettava di fare i conti con certe persone, certi clienti... era sicura che prima o poi sarebbero ripassati di lì. Devo dire che, a confronto dei suoi, i miei motivi di risentimento iniziarono a sembrarmi delle piccolezze trascurabili, e così passavo sempre più tempo con lei ad aspettare la resa dei conti...

 

... che però ormai era diventata veramente improbabile. L’assessore all’urbanistica aveva deciso che quella diventasse una zona pedonale, e da allora tutto l’andirivieni di un tempo era cessato, soprattutto quello notturno. Cercai in tutti i modi di farla desistere, se avevo superato i miei risentimenti, forse anche lei avrebbe potuto fare altrettanto...

 

Una sera iniziò a piovere, “cani e gatti”, come dicono gli inglesi... la pioggia dà noia anche a noi, sapete? E allora la convinsi a trovare riparo dentro a un vagone ferroviario, subito dietro al muro del marciapiede che le faceva da casa: c’era addirittura il riscaldamento acceso! Ci sedemmo in uno scompartimento di prima classe, e mentre ci asciugavamo cominciammo a fantasticare di quanto sarebbe stato bello aver potuto fare ciò che fanno i giovani d’oggi: girare il mondo, prendere i treni a caso, trovarsi in posti sempre nuovi...

 

Insomma, sarà stato il caldo, il rumore della pioggia, il bel clima che si era creato fra di noi... alla fine cademmo addormentati. Quando ci svegliammo stava spuntando il sole, e il treno era in viaggio... chissà dove ci avrebbe portati!

  

Dura la vita 1

 

Ahia... ma piano... che diamine...

 

Se solo sapeste quant’è dura la vita... vivere sempre in spazi ristretti, stropicciato, spiegazzato, tirato, spintonato, compresso...

 

Ahia di nuovo... ci mancava anche un pestone sul piede... ma cosa ho fatto per meritarmi questo! Ore da stare in piedi, ma anche stando a sedere la situazione non migliora molto. Ogni tanto mi viene concessa una boccata d’aria, così mi posso stiracchiare un po’... ma poi di nuovo in gattabuia, per essere preso a pedate e a calci...

 

Finalmente arriva la sera, finalmente verrò messo in libertà per qualche ora... vedo la luce... finalmente respiro... mi posso muovere liberamente nell’aria...

 

... ma no! Ora vengo immerso in acqua assieme al detersivo, poi risciacquato, strizzato, steso... poi tutta la notte pinzato in una molletta da bucato... e so già che domani si ricomincia...

 

... davvero dura la vita, per noi poveri fantasmini!

  

Dura la vita 2

 

Anche per noi fantasmi moderni la vita è piena di sorprese e di insidie... Per le mie commissioni oggi avevo bisogno di scivolare via il più silenzioso possibile, allora ho preso un bel lenzuolo fresco di bucato facendo affidamento sul nuovo ammorbidente. Adesso invece è tutto un inciampare, uno sbattere da tutte le parti, e sto facendo un rumore del diavolo: e non è da me! Non riesco proprio a camminare diritto, mi pesto i piedi da solo... ma cosa li hanno inventati a fare questi maledetti lenzuoli con gli angoli?

  

Dura la vita 3

 

Giro il mondo affacciato al taschino della giacca di un gran signore, di quelli che stanno costantemente in giacca e cravatta, e con il fazzoletto nel taschino. Ci vuole un pizzico di fortuna anche nella vita di un fantasma, sapete, e io ne ho avuta tanta: non solo sono piccolo abbastanza da potermi vestire con un semplice fazzoletto; ma ho anche scovato questo signore che mi fa girare il mondo: viaggi in aereo, in yacht; ricevimenti, banchetti...

 

Non ho capito bene lui di cosa si occupi, se sia un imprenditore, un faccendiere o che altro. Ne vedo di tutti i colori: incontri fra industriali, che con il sorriso sulle labbra cercano di farsi le scarpe l’un l’altro; incontri con direttori di banche, anche quelli perennemente sorridenti; con ministri e sottosegretari... ah, se potessi scrivere ciò che vedo: quante reputazioni da rovinare, quanti mostri sacri da abbattere!

 

Il più bello però viene di sera, e non solo perché sono ore a me più congeniali. In queste ore lui esprime al meglio il suo spirito raffinato e l’amabile conversazione, in ristoranti sofisticati a luce di candela (oh, quanto amo la luce delle candele!), sento discorsi che si fanno via via più caldi, intimi, pieni di sottintesi e di promesse... Poi di solito una corsa in taxi, l’ascensore... Alla fine vengo appeso ad un attaccapanni: peccato, ho il sospetto di perdermi qualcosa di interessante.

 

Un bel giorno però deve essere andato storto qualcosa. Mentre eravamo nel taxi, sono stato estratto dal taschino della giacca e mi sono improvvisamente trovato stretto fra mani tremanti, in mezzo a occhi bagnati e un disgustoso naso gocciolante... ma che schifo! La serata non è certo finita come mi aspettavo, e per di più la mattina dopo mi sono ritrovato in lavatrice.

 

Dopo il lavaggio sono stato stirato, profumato e messo in un cassetto. Strano, mi sarei aspettato un profumo da donna, invece è lo stesso che usava lui. E ora sto qui, al chiuso, l’unica distrazione che mi rimane è di essere di tanto in tanto tolto delicatamente dal cassetto, e allora vedo avvicinarsi quel naso inquietante: temo di subire lo stesso trattamento della volta scorsa, invece quel naso voleva solo annusare il profumo... poi un sospiro... e alla fine, invece di essere restituito al mio legittimo proprietario, vengo riposto un’altra volta nel cassetto. Ma quando finirà questa lagna?

 

Finalmente la svolta: oggi sono stato tolto dal cassetto, ma non con delicatezza, con rabbia. E, dopo essere stato strapazzato e appallottolato, mi ritrovo nel cestino della spazzatura... cosa sarà adesso di me?

  

Dura la vita 4

 

Fabbriche, laboratori artigiani, macchinari, attrezzi... mi hanno sempre incuriosito!

 

Finalmente, una volta diventato fantasma, ho potuto iniziare a togliermi tutte le curiosità: indossando il mio lenzuolo-spolverina giravo di notte per tutte le botteghe intorno casa. Non finivo mai di stupirmi, c’era sempre un attrezzo nuovo, un materiale sconosciuto, disegni da studiare di progetti in corso di realizzazione... ah, poter vendere qualche segreto industriale: sarei diventato il fantasma più ricco del mondo!

 

Una sera mi intrufolo in una di queste botteghine, ma... disdetta! c’era ancora una persona al lavoro! Facendo piano piano comincio a curiosare mettendomi alle sue spalle... All’improvviso vengo preso, tagliato, stirato, inchiodato e impiastricciato di una orribile patina bianca. Cioè, non io, ma il mio lenzuolo... ovviamente non sono più riuscito a tornare a casa, senza lenzuolo mi vergogno!

 

Così combinato vengo portato in un magazzino polveroso, dove rimango ad annoiarmi per un tempo che non saprei calcolare. Poi mi prendono e mi portano a casa di un tizio che me ne fa di tutti i colori: nuovamente impiastricciato, raschiato, strusciato, con l’aggiunta di solventi e prodotti chimici vari... una tortura interminabile... per poi essere messo in una cantina... che palle!

 

Non so quanti secoli sono stato relegato nel buio di quella cantina. Finalmente l’altro giorno vedo aprirsi la porta; un tale si avvicina, mi osserva con molta attenzione emettendo esclamazioni di stupore... ma non l’ha mai visto prima un lenzuolo inchiodato a delle listarelle di legno? Non contento, mi porta in una nuova casa: vengo radiografato, visto al microscopio e in trasparenza (un po’ di rispetto, per bacco!), analizzato... poi di nuovo mi impiastricciano, e ancora solventi, sostanze varie, bisturi...

 

... e ora mi ritrovo appeso in questa stanza, inondato di luce (questi scemi non capiscono che sono decisamente un tipo nottambulo...), con una fila interminabile di gente che paga addirittura il biglietto per venirmi a vedere... ma non hanno mai visto un fantasma in vita loro?

  

Sciopero

 

All’assemblea autoconvocata c’era molto fermento. La situazione era diventata insostenibile, tutti volevano parlare dal palco, era tutto uno svolazzare di lembi di lenzuola, cocche di fazzoletti, tutti ad alzare la mano chiedendo la parola:

 

— Guardate qui, da quando sbaglia candeggio mi sono riempito di buchi...

 

— E da quando non usa più quel detersivo non sono più “più bianco del bianco”!

 

— Ma dove andremo a finire!

 

Quest’ultima frase esclamata in modo roboante fece scoppiare un’apoteosi. Era stata pronunciata dal copriletto in cachemire, uno dei membri più autorevoli della Compagnia, che quindi fu subito nominato segretario generale.

 

— Propongo lo sciopero generale a oltranza!

 

La mozione fu approvata all’unanimità.

 

- - - -

 

Da quel giorno i fantasmi cominciarono ad uscire nudi, lasciando a casa lenzuola, catene e tutto il resto della ferraglia: il sonno dei padroni di casa, sotto a quelle lenzuola, si fece più difficile.

 

— Dottore, da un po’ dormo male, mi sento oppresso, come se mi passasse sopra una schiacciasassi...

 

E poi tutto quel ferro lasciato in mezzo a fazzoletti (poveri nasi!), calzini (poveri piedi!), mutande (povero... ecco!)... insomma un giorno il padrone di casa chiese spiegazioni alla moglie.

 

— Ma caro, me l’hai detto tu di risparmiare su tutto... e allora ho cambiato detersivo e ammorbidente... Ma scusa: non eri tu l’uomo rude?

 

- - - - -

 

Gli scioperanti entrarono in crisi quando si resero conto di non riuscire più a spaventare la gente: come si può prendere sul serio un fantasma nudo? Cominciarono i malumori nei confronti del segretario generale (il copriletto di cachemire), ci fu una contromanifestazione, tutti vollero tornare alla vita normale, tranne il copriletto, che doveva pur mantenere la posizione per affermare la propria dignità.

 

Col tempo... nessuno più ricordava il perché della protesta! Niente più buchi, macchie... tutti contenti, tranne il copriletto, che a forza di continuare con lo sciopero si era infeltrito del tutto ed era stato riposto in un alto ripiano dell’armadio a impolverarsi ben bene. Con grande soddisfazione degli altri fantasmi, che non avevano mai sopportato quella sua aria di ricercata superiorità!

 

© aldoaldoz, novembre 2008 - Altri racconti pubblicati in questo set.

@queen_of_spades tagged me for #ws_everlastingedit chain where we keep passing a pic around adding our own elements. I did one before this that added a small touch to it, so as not to insult and cover up all the additions. So this one is purely for me. What I like to do to pics. Vivid colors, eery glows, and surreal elements.

 

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alteregoz: @wstairs thx for starting a great edit stream of consciousness.

 

chocolate_covered_lan: I was hoping u would do something like this!!!!! Awesome edit!!

 

wstairs: i was waiting for some toonpaint! thanks @alteregoz nice one

 

clence: Wow!!!

  

Da (after) Piet Mondrian: Tableau 1 - Composizione con nero, rosso, grigio, giallo e blu (1921)

 

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... da parte di Woody (e anche da parte mia!)

Da "Il peccato originale" di Masolino (1426)

 

After "Temptation" by Masolino

 

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Medaglia d'oro, Woodympiadi Pechino 2008.

 

(consiglio la visione di questo video di Yuri Chechi)

 

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