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Rando de 11.5 km de Rougemont à Château d'Oex le long de la Sarine, dans le Pays d'en Haut dans les Préalpes vaudoises
Monte Cesen, Prealpi Trevigiane.
Commenti, critiche e suggerimenti ben accetti,
se vi va, osservatela ingrandita.
Un saluto e grazie, Angelo.
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Non usate le foto senza il mio permesso, tutti i diritti sono riservati
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Le Prealpi Venete fungono da ingresso alle Alpi vere e proprie, in quanto degradano verso la pianura padana.
Si estendono dal corso del fiume Adige alla Valcellina, fra le province di Verona, Vicenza, Treviso, Belluno e Pordenone (in Friuli-Venezia Giulia).
Préalpes, Haute-Savoie, France.
Samedi 23 décembre 2023
Paysage brumeux sur un des sommets du mont Salève.
Le point culminant du massif du Salève est le Grand Piton, à 1379 m d'altitude.
Wikipedia : Salève
"Le Salève dans la littérature :
Dans Frankenstein ou le Prométhée moderne, l'œuvre de Mary W. Shelley, la créature, après s'être échappée, gravit le Salève (trois extraits du chapitre 7, trad. de Germain d'Hangest)".
fr.wikipedia.org/wiki/Sal%C3%A8ve
- English version:
"The Salève in literature:
In Frankenstein by Mary W. Shelley, the creature after having fled climbs up the Salève (Chapter 7)."
Risalendo per i boschi sovranstanti Cuorgnè, dalla frazione Giaudrone, ci si immerge per sentieri d'altri tempi, immersi nel paesaggio delle Prealpi Canavesane: il cerro (Quercus cerris) è una bellissima essenza, simile al faggio, tipica di questa fascia montana, e che una volta popolava i boschi della pianura-
Dai silenzi intimi del bosco, tra cappelle votive ed ombre, si arriva ad una selletta da cui proviene il sentiero da Alpette, da cui si domina il paesaggio verso le porte della Val Soana.
Per l'itinerario: connect.garmin.com/activity/80580949
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Le Piccole Dolomiti, conosciute anche come Piccole Dolomiti Vicentine, sono una catena montuosa appartenente al gruppo delle Prealpi Vicentine, che si staglia tra l'altopiano dei Monti Lessini e l'altopiano di Asiago, delimitate a est dal Pasubio, mediante il Pian delle Fugazze. Sono situate al confine fra le province di Vicenza, Trento e Verona.
Rando de 11.5 km de Rougemont à Château d'Oex le long de la Sarine, dans le Pays d'en Haut dans les Préalpes vaudoises
Monteviasco è un piccolo, quanto unico, paese delle Prealpi Varesine (alta Val Veddasca), arroccato a 975 metri di altezza sulle pendici del Monte Pola e vissuto per anni in isolamento.
Ancora oggi nessuna strada lo collega al "mondo esterno", a parte la funivia che parte da Ponte di Piero sulla riva del torrente Giona, solo una mulattiera risalente a inizio Ottocento (1813-1822), permette di raggiungere l'abitato, dopo circa un'ora di cammino (1,4 km con una pendenza costante del 30%).
E' utile ricordare che l'antica mulattiera a scalini che conduce a Monteviasco si snoda nella Val Veddasca, conosciuta anche come la Valle dei Mulini, per la presenza di numerosi esemplari di questi edifici, che una volta venivano azionati dalle acque del torrente Giona; grazie alla Comunità Montana questi mulini oggi sono stati censiti ed in parte recuperati, principalmente a scopo didattico.
La salita verso il paese inizia subito dopo aver attraversato il torrente e si snoda attraverso una serie di tornanti in un bosco di castagni. La mulattiera inizia con una cappella eretta in memoria della visita pastorale del beato Cardinal Schuster e termina con il santuario della Madonna della Serta, poco prima di entrare in paese (festeggiamenti annuali a maggio).
Abitato da tempi antichissimi, come dimostrano le incisioni rupestri databili all'età del bronzo, Monteviasco sorse probabilmente come insediamento di popolazioni ibero-liguri, attratte qui dall'abbondanza di boschi e di selvaggina. Successivamente vennero costruiti dei terrazzamenti di terreno (i campitt) e si passò all'allevamento di bestiame, sfruttando i campi a pascolo sopra l'abitato.
Entrati nel piccolo borgo si percorrono gli stretti vicoli, con le case costruite una a ridosso dell’altra, nella più assoluta tranquillità rotta soltanto dai rumori della vita quotidiana dei pochi abitanti. Case basse ricoperte di piode, viottoli tortuosi, una cornice di castagni, faggi secolari e splendidi noci: ecco le caratteristiche di Monteviasco, di questo villaggio che è tra i più elevati d'Italia e da cui è quasi impossibile udire il frastuono della cosiddetta "civiltà". Quasi deserto in inverno, il paese si rianima durante l'estate. Le persone che abitano stabilmente a Monteviasco sono circa una decina. Il medico è presente solo una volta al mese.
Al centro del paese sorge la chiesa dei Santi Martino e Barnaba (pregevole la cappella del Rosario, datata nella prima metà del Settecento).
Appena sopra il paese di Monteviasco, a 989 metri sul livello del mare, c'e' un osservatorio astronomico (il terzo della provincia di Varese dopo quello del Campo dei Fiori e quello di Tradate) inaugurato nel luglio 2009. Qui il buio non è condizionato nè dall'inquinamento atmosferico, nè da quello luminoso ed è quindi possibile ammirare le stelle e il cielo in tutta la loro bellezza. Una cupola contiene un telescopio da 30 cm utile per fare divulgazione scientifica e fotografia astronomica. Grazie a macchine fotografiche e camere ccd si possono fare foto di comete, supernove. Una seconda cupola è remotizzata quindi da ogni parte del mondo, collegandosi a internet, è possibile ruotare il telescopio e la stessa cupola. - Vedi le ultime foto di questo set.
Infine, da Monteviasco partono numerosi sentieri che portano agli antichi alpeggi: verso l'Alpe Corte, il Rifugio del CAI all'Alpe Meriggetto, l'Alpe Agario, il Monte Tamaro ed il Monte Lema (Svizzera), mete che attraggono molti escursionisti. Da Monteviasco , inoltre, si può percorrere il cosiddetto "Sentiero Didattico", che attraversando l'Alpe "Polusa", le "Ganasce", l'Alpe Cortetto, l'Alpe Viasco, porta a Curiglia.
In poche parole: una perla di paese che merita di essere visto almeno una volta nella vita e che lascia un ricordo indelebile.
Monteviasco è un piccolo, quanto unico, paese delle Prealpi Varesine (alta Val Veddasca), arroccato a 975 metri di altezza sulle pendici del Monte Pola e vissuto per anni in isolamento.
Ancora oggi nessuna strada lo collega al "mondo esterno", a parte la funivia che parte da Ponte di Piero sulla riva del torrente Giona, solo una mulattiera risalente a inizio Ottocento (1813-1822), permette di raggiungere l'abitato, dopo circa un'ora di cammino (1,4 km con una pendenza costante del 30%).
E' utile ricordare che l'antica mulattiera a scalini che conduce a Monteviasco si snoda nella Val Veddasca, conosciuta anche come la Valle dei Mulini, per la presenza di numerosi esemplari di questi edifici, che una volta venivano azionati dalle acque del torrente Giona; grazie alla Comunità Montana questi mulini oggi sono stati censiti ed in parte recuperati, principalmente a scopo didattico.
La salita verso il paese inizia subito dopo aver attraversato il torrente e si snoda attraverso una serie di tornanti in un bosco di castagni. La mulattiera inizia con una cappella eretta in memoria della visita pastorale del beato Cardinal Schuster e termina con il santuario della Madonna della Serta, poco prima di entrare in paese (festeggiamenti annuali a maggio).
Abitato da tempi antichissimi, come dimostrano le incisioni rupestri databili all'età del bronzo, Monteviasco sorse probabilmente come insediamento di popolazioni ibero-liguri, attratte qui dall'abbondanza di boschi e di selvaggina. Successivamente vennero costruiti dei terrazzamenti di terreno (i campitt) e si passò all'allevamento di bestiame, sfruttando i campi a pascolo sopra l'abitato.
Entrati nel piccolo borgo si percorrono gli stretti vicoli, con le case costruite una a ridosso dell’altra, nella più assoluta tranquillità rotta soltanto dai rumori della vita quotidiana dei pochi abitanti. Case basse ricoperte di piode, viottoli tortuosi, una cornice di castagni, faggi secolari e splendidi noci: ecco le caratteristiche di Monteviasco, di questo villaggio che è tra i più elevati d'Italia e da cui è quasi impossibile udire il frastuono della cosiddetta "civiltà". Quasi deserto in inverno, il paese si rianima durante l'estate. Le persone che abitano stabilmente a Monteviasco sono circa una decina. Il medico è presente solo una volta al mese.
Al centro del paese sorge la chiesa dei Santi Martino e Barnaba (pregevole la cappella del Rosario, datata nella prima metà del Settecento).
Appena sopra il paese di Monteviasco, a 989 metri sul livello del mare, c'e' un osservatorio astronomico (il terzo della provincia di Varese dopo quello del Campo dei Fiori e quello di Tradate) inaugurato nel luglio 2009. Qui il buio non è condizionato nè dall'inquinamento atmosferico, nè da quello luminoso ed è quindi possibile ammirare le stelle e il cielo in tutta la loro bellezza. Una cupola contiene un telescopio da 30 cm utile per fare divulgazione scientifica e fotografia astronomica. Grazie a macchine fotografiche e camere ccd si possono fare foto di comete, supernove. Una seconda cupola è remotizzata quindi da ogni parte del mondo, collegandosi a internet, è possibile ruotare il telescopio e la stessa cupola. - Vedi le ultime foto di questo set.
Infine, da Monteviasco partono numerosi sentieri che portano agli antichi alpeggi: verso l'Alpe Corte, il Rifugio del CAI all'Alpe Meriggetto, l'Alpe Agario, il Monte Tamaro ed il Monte Lema (Svizzera), mete che attraggono molti escursionisti. Da Monteviasco , inoltre, si può percorrere il cosiddetto "Sentiero Didattico", che attraversando l'Alpe "Polusa", le "Ganasce", l'Alpe Cortetto, l'Alpe Viasco, porta a Curiglia.
In poche parole: una perla di paese che merita di essere visto almeno una volta nella vita e che lascia un ricordo indelebile.
Una delle cime più panoramiche delle Prealpi, da cui si possono ammirare le più note cime del lecchese.
Préalpes, Haute-Savoie, France.
Samedi 23 décembre 2023
Paysage brumeux sur un des sommets du mont Salève.
Le point culminant du massif du Salève est le Grand Piton, à 1379 m d'altitude.
Wikipedia : Salève
"Le Salève dans la littérature :
Dans Frankenstein ou le Prométhée moderne, l'œuvre de Mary W. Shelley, la créature, après s'être échappée, gravit le Salève (trois extraits du chapitre 7, trad. de Germain d'Hangest)".
fr.wikipedia.org/wiki/Sal%C3%A8ve
- English version:
"The Salève in literature:
In Frankenstein by Mary W. Shelley, the creature after having fled climbs up the Salève (Chapter 7)."
Waterpool for cows in the Prealps surrounding Como and is Lake. Bolla d'acqua per le mucche presso il Rifugio Boffalora nelle Prealpi sulla via dei Monti Lariani
Les Préalpes appenzelloises et Les Alpes glaronaises - The Appenzell Alps and The Glarus Alps - Die Appenzeller Alpen und Die Glarner Alpen
Villa Melzi, Lago di Como
una villa con un jardín con vistas al lago, en Bellagio
en mitad de la distancia por carretera entre la localidad de Bellagio y es Loppia 1808 por el arquitecto Giocondo Albertonelli en nombre de Francesco Melzi d'Eril. ( Vice Presidente de la República italiana fundada por Napoleón 1802-1805 ) Terminado en 1810, la villa, el diseño del parque extenso y la creación de espacios se requiere, sin embargo, un año adicional de unos pocos.
La villa está construida en un estilo neoclásico sencillo y austero. Especialmente en el interior, mientras que el trabajo del arquitecto Albertonelli es visible a través del diseño de estilo neoclásico que impregna todos los rincones del edificio. Además de la obra de Albertonelli también necesita un equipo de tapiceros, pintores y escultores del más alto nivel nacional llamada.
No menos importante que la villa del parque - el primer ejemplo de un jardín de estilo Inglés, en el Lario. El jardín se ha creado con gran esfuerzo, como la nivelación del terreno y los cerros pequeños del sistema - que todo con la intención de parecer más grande de lo que realmente. Se encuentran entre los árboles en el parque del antiguo Egipto, etruscos, romanos, renacentistas y esculturas de estilo neoclásico.
Stendhal ha escrito muchas páginas sobre la villa. El pianista y compositor Franz Liszt estaba en el pabellón del jardín de la villa a través del lago, como un descanso. Las estatuas de Dante y Beatriz probablemente le inspiró la Sonata a Dante.
Villa Melzi
abierto todos los días
de 28 de marzo a 30 de octubre
horario a 9.30 de 18.30
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Villa Melzi am Comer See
eine Villa mit Garten direkt am Seeufer, in Bellagio
Die neuklassizistische Villa wurde im Auftrag von Francesco Melzi d’Eril, dem Vizepräsidenten der von Napoleon gegründeten Italienischen Republik ( 1802–1805 ), in den Jahren 1808–1810 vom Architekten Giocondo Albertolli erbaut. Sie liegt inmitten einer beeindruckenden Gartenanlage am Eingang von Bellagio direkt am Comer See.
Im Museum in der Orangerie neben der Villa sind Kunstwerke, napoleonische Erinnerungsstücke, Renaissance-Fresken und archäologische Funde zu besichtigen. In der neuklassizistischen Kapelle befinden sich die Grabstätten von Francesco Melzi d’Eril ( Herzog von Lodi ) und von Herzog Tommaso Gallarati Scotti.
Nicht weniger wichtig als die Villa ist der Park – das erste Beispiel eines Gartens im Lario im englischen Stil. Der Garten wird mit grossem Aufwand angelegt, etwa der Nivellierung des Geländes und der Anlage kleiner Hügel – alles mit der Absicht, ihn grösser als tatsächlich erscheinen zu lassen. Zwischen den Bäumen im Park stehen altägyptische, etruskisch-römische, Renaissance- und neoklassizistische Skulpturen.
Stendahl hat viele Seiten über die Villa geschrieben. Der Pianist und Komponist Franz Liszt machte im Gartenpavillon der Villa gegenüber dem See gerne eine Pause. Die Statuen von Dante und Beatrice haben ihn wahrscheinlich zur Sonate für Dante inspiriert.
Villa Melzi
geöffnet täglich
vom 28. März bis 30. Oktober
von 9.30 bis 18.30 Uhr
Early November at the foot of Julian PreAlps, better known as Colli Orientali del Friuli when speaking of the DOC wine zone West of the Judri and East of the Tor in Friûl. This is a foothill vineyard, close to the higher hills with steep slopes, while other vineyards are on lower hills. The most important production of the area is white wine, but we love particularly the red wines here in Friûl and three native vines are cultivated here around: Refosco, Pignolo and Schioppettino, while native white wines are Verduzzo, Picolit and Ribolla Gialla.
Being a friulian native I know the wines made from grapes of those vines, but actually the wine expert here at home is my wife, so don't ask me which is the best wine of a given kind, she's the right person.
To my room - Schio (Vicenza)
Prealpi Vicentine Silhouette, Veneto Italy
Novembre 2007 - Canon EOS 300 (Analogic)
Pol Sberzè Jewels * Made in Italy
Panoramica in direzione ovest dal Monte Tesoro, sulla cresta che va da Valcava al passo Pertüs, separando la provincia di Lecco da quella di Bergamo.
Foschia da inversione termica al suolo, atmosfera tersa in quota, con visibilità sino al monte Rosa e oltre.
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"be such as wind and not a cloud, which is changing and liar like a person I knew."
Sommet des Préalpes fribourgeoises dans les Alpes bernoises, Le Moléson est l'extrémité septentrionale d'une ligne de crêtes axée nord-sud. Cette ligne de crêtes constitue les dernières élévations notables entre les Alpes bernoises et le plateau suisse. Sur l'est du Moléson se trouve la vallée de la Sarine. Sur l'ouest, deux petits sommets descendent vers le plateau et le cours de la Broye : le Niremont à l'ouest et les Alpettes au nord-ouest. Au sud-ouest, le Moléson se prolonge par un autre sommet : le Teysachaux (1 909 mètres d'altitude).
Rando de 11.5 km de Rougemont à Château d'Oex le long de la Sarine, dans le Pays d'en Haut dans les Préalpes vaudoises
Rando de 11.5 km de Rougemont à Château d'Oex le long de la Sarine, dans le Pays d'en Haut dans les Préalpes vaudoises
Sui versanti ripidi e assolati delle Prealpi Trevigiane è il momento della fioritura del Pero corvino. Splendidi giardini verticali s'innalzano fino ai crinali più elevati.
La stalla dell'Alpe Squadrina è un bellissimo esempio di architettura pastorale delle prealpi, ancora ben conservata.
Les Préalpes appenzelloises et Les Alpes glaronaises - The Appenzell Alps and The Glarus Alps - Die Appenzeller Alpen und Die Glarner Alpen