View allAll Photos Tagged Pots

"Au lieu de me plaindre que la rose a des épines, je me félicite que l'épine est surmontée de roses." Joseph Joubert

 

Pot en terre peint à l' acrylique + ficelle. Roses artificielles.

watercolor on Shi-Zen paper, 9"x12"

For Macro Mondays theme 'Holes' and Smile on Saturday theme 'Shades of Brown'.

 

The image shows a drainage hole (2.1 cm diameter) in the bottom of a ceramic garden pot being investigated by two curious snails.

 

No snails were harmed in the making of this photograph. The pot was overturned on a foam pillow to ensure that no harm would come to a snail if it were to fall through. A few shots were taken initially of one snail crawling around the hole, but it started to become very curious and extended its neck down inside, so I quickly added another snail. I would have liked for both snails to have their heads down the hole, but wanted to keep shooting time to a minimum, so I didn't want to wait to see if this would happen. The snails were both suitably rewarded with lettuce and spinach.

Autumn is the time to sub-divide and put up some of my plants. I'm running out of window space. I think my friend will be welcoming some plants to his flat soon.

Chocolate Pot Hot Spring on the Gibbon River.

Pot Chrysant uit het Westland -de Lier - Nederland

( SV.CO )

Saracura-três-potes

Gray-necked Wood-Rail

 

Illustration/Art

High Quality (HQ) - 3D

Mix Effect

Texture; Color; Light; Frame

Software: Windows Paint 3D; Pixlr

Edits made to my original photos.

Edições feitas em minhas fotos originais

Pássaro Silvestre

Aramides cajaneus

(nome científico)

Deck do Lago Sul

Brasília, Brasil

Still life of old pot and grain in old room. Taken with a Pentax 6x7 and 105mm Takumar lens on Ilford FP4 film. All my published books, available world wide, can be viewed here:

www.amazon.com/stores/Paul-Moore/author/B0075LNIO2?ref=ap...

Morning light

I hope there's a pot of gold under your tree!

 

Merry Christmas to all of my dear Flickr friends.

Large pots outside a shop

Micawber Street, Hackney

Gibraltar Point, Lincolnshire

Potes pertenece a la comunidad autónoma de cantabria,camino de los Picos de Europa.

Meant to plant some flowers with this pot...guess what came out instead! Xp

 

At Equal10

 

Ariskea[Shawn] Simple Skybox [Classic]

 

Figure 8 - Scottsdale Couch Dark Wood

Figure 8 - Scottsdale Table Dark Wood

Figure 8 - Succulent 1 Dark Wood

Figure 8 - Succulent 2 Dark Wood

 

BROKEN ARROWS - Moonlight Hanging & Plant - Golden

  

At C88

 

Soy. Carved Wooden Frame Mirror - Short [+PBR]

 

Loft & Aria - Chessa Lamp

  

Other items used ~

 

Seven Emporium

 

7 - Cooler In My Head Frame

7 - 1970s #1 Wallpaper *NEW* (used in frame above)

 

Soy

 

Soy. HM Various Beads Curtain [Tied] Metallic (tinted gold)

Soy. Potted Cheese Plant [White]

Soy. Mini Leather Stool w/ texture change

Soy. Reed Screen [Sudare] Light -Down

 

Bricolage

 

Bricolage Fall Pillow Set One - Leopards Vs2

 

Ariskea

 

Ariskea[New wave] Standing Light Gold

 

James&Dew .. Purridge Heirlooms [Le Loaf] - Tabby A

 

{vespertine} - hanging macrame planters. - monstera minima.

{vespertine}- peace lily plant /texture change pot.

 

CHAI. Langston Rug

CHAI. Clarity Radio Nutmeg

 

Fancy Fall Fancy Champs Mimosa Board

Fancy Fall Renouveau Notebook & Phone

Fancy Fall Mariposa Protea Flower - Peach

 

Apple Fall Pampas Grass

Apple Fall Books - Arrangement 16

Apple Fall Books - Arrangement 10

Apple Fall Wicker Candle

 

Avani Kote Collection Elongated Vessel Collection

 

Mithral * Sendai Cabinet Fat Pack

 

dust bunny . quirky planters . snail

 

Nutmeg. Cabin Evening Books / 2

 

hive // large palm plant . dark

 

Lagom - Cozy plants [ Hanging B ]

Lagom - Cozy plants [ Hanging A ]

Today I took a stroll through sun-drenched Roma Street Parkland and I came across this rather novel idea, in the form of a man made 'ball' hanging from a ceiling hook. I am going to have a go at doing something similar.

 

the plant, which contains a mixture of compost and worm 'poo' is enveloped in sphagnum moss then bound with string.

Begonia semperflorens White/Bronze Leaf planted in small silver painted pots.

Pot of daffodils here at home.

Verso la fine degli anni Ottanta mi iscrissi alla facoltà di Magistero a Roma. Frequentai alcune lezioni tra cui un corso monografico, biennale, di Letteratura Italiana avente come tema la figura di Ulisse nella letteratura dall’antichità fino al Novecento.

L'uomo emerso potentemente dai due poemi omerici che avevano fondato la storia del nostro Occidente era stato variamente interpretato dagli scrittori delle differenti epoche, connotate ognuna da una sensibilità e ricettività diverse, sempre però lasciando all'eroe greco il ruolo di protagonista.

Il corso abbracciava più di venticinque secoli e fu l'occasione per rimettere in ordine la cronologia confusa degli eventi storici con cui ero uscita dalle scuole superiori e soprattutto aprì un mondo di ricerche e di studi appassionanti sulla mitologia classica e sulla storia antica che da allora non ho mai abbandonato. Nelle storie antiche un linguaggio del tutto inedito parlava alla parte sconosciuta di me che aveva necessità di esprimersi, avevo trovato un canale attraverso cui dare nome a sentimenti, sensazioni, paure. Mi ero da poco separata affrontando non poche turbolenze, ma alla fine ero riuscita a capire di aver bisogno di un supporto terapeutico che mi aiutasse a decifrare i motivi dei tanti errori compiuti senza averne consapevolezza; così mi addentrai in un territorio avventuroso, quello dei sogni, senza minimamente sospettare dove mi avrebbe portata. Sollecitata dal terapeuta ogni mattino, al risveglio, trascrivevo i sogni e mi stupivo di quanto durante il sonno fossi capace di compiere veri e propri viaggi nel tempo e nello spazio; spesso volavo usando solo la forza delle braccia e delle gambe sorvolando città, picchi nevosi, praterie immense, provando un grande senso di libertà, di forza, di leggerezza. Navigazioni aeree, lunghi percorsi a piedi, o in mare, alla ricerca di luoghi sconosciuti di cui avevo percezione ma che non riuscivo a distinguere, un po’ come era accaduto a Cristoforo Colombo munito di carte nautiche imprecise, ma che seguendo la sua intuizione per cercare le favolose Indie, aveva poi trovato un mondo nuovo.

Altrettante avventure durante le lezioni al Magistero che si tenevano nel pomeriggio e di sabato mattina; eravamo quasi tutti studenti lavoratori perciò ci eravamo organizzati, a turno, per registrarle e, come si diceva allora, per sbobinarle, così da avere a disposizione lo scritto di quello che la straordinaria professoressa siciliana ci andava raccontando. Fu un lavoro di gruppo molto impegnativo, ma avevamo capito che non potevamo lasciare disperdere il patrimonio di sapere che la professoressa, Maria Teresa Acquaro Graziosi, ci trasmetteva con passione e rigore. Furono due anni entusiasmanti, durante i quali riuscii a seguire anche le lezioni di Storia dell’Umanesimo sempre tenute dalla stessa docente. Fu così che venni completamente affascinata dal risveglio culturale avvenuto in Italia tra la seconda metà del Trecento e il Quattrocento. La professoressa ci parlava di come già Dante avesse avuto l’intuizione dell’importanza del mondo antico, pur restando fedele al Cristianesimo, ma con Petrarca e Boccaccio, complici anche le mutate condizioni economiche e sociali, si fosse iniziato a pensare che bisognava studiare più a fondo le opere degli antichi conservate nei monasteri; sebbene fossero state salvate dalle devastazioni barbariche a partire dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, si era persa però la conoscenza del greco e molti manoscritti redatti in quella lingua, alla fine del Trecento, erano completamente illeggibili. La professoressa ci parlava di come Petrarca e Boccaccio avessero avvertito l’urgenza di penetrare nei segreti del greco, e di come anche per la letteratura latina bisognasse superare l'interpretazione allegorica che finora se ne era data per farla aderire ai canoni del Cristianesimo, era tempo di intraprendere una lettura più aderente allo spirito dei tempi in cui erano state redatte quelle opere. Un salto notevole di intelligenza interpretativa certamente legato ai tempi nuovi, quelli dei mercanti e dei commerci che, da Marco Polo, avevano inaugurato un nuovo modo di pensare e di vivere, gli scambi con altre popolazioni, il cercare di comprendere usi e costumi altrui avevano fatto maturare i tempi per il cambiamento. Forti di questa nuova consapevolezza Petrarca e Boccaccio stabilirono una sorta di sodalizio intellettuale scambiandosi informazioni e consigli per riuscire a realizzare la loro comune necessità di conoscere e di rinnovarsi attraverso la lettura e lo studio dei classici. Lo stesso Boccaccio, venuto a conoscenza di un monaco in Calabria che conosceva il greco, si recò di persona in quella regione per convincerlo a trasferirsi in Toscana con la promessa di ospitarlo in casa propria e di fargli avere un incarico di insegnamento. Lo convinse, e Leonzio Pilato, così si chiamava l'erudito, selvatico all’aspetto e di modi sgradevoli, seguì Boccaccio e si accinse alla traduzione dal greco in latino dell'Iliade e dell'Odissea. Così lo descrisse Boccaccio:

“Nell'aspetto è uomo rozzo, ha la faccia nera, la barba prolissa, la chioma nera occupata sempre in continui pensieri, di costumi rozzo, né molto civile huomo, ma si come l'isperienza ha dimostrato, dottissimo di lettere Greche e come un'arca pieno d'historie e favole greche, benché della latina non sia molto instrutto”.

Certo non deve essere stata facile la convivenza, ma tanto era il desiderio di decifrare il greco che Boccaccio si adattò di buon grado a convivere con l'ospite così somigliante a un barbone.

Questo primo lavoro di decifrazione dei due poemi greci avviò la ri-scoperta del mondo antico; dopo secoli di oblio veniva fuori come da uno scavo nel tempo un altro modo di vivere, non più penitenza e attesa di una vita oltremondana come era stato per tutto l'alto medioevo, ma le passioni dell’uomo inserito nel mondo reale con tutte le complicazioni, gli errori, le speranze, le delusioni. Immagino la sorpresa e la meraviglia nel leggere il pianto di Ulisse alla corte dei Feaci, le sue avventure amorose con maghe e ninfe, i sentimenti di nostalgia, i naufragi, la perdita dei compagni, il ritorno a Itaca; dopo l'esclusiva lettura dei Vangeli, testi biblici e religiosi, o al più la Commedia di Dante, si comprende come Boccaccio fosse ansioso di sentire dalla bocca di Leonzio Pilato “l'arca piena d'historie e favole greche”.

Pian piano questo fermento di riscoperta dell’antico, partendo da Firenze, si propagò tra le corti di Milano, Napoli, Urbino, Mantova, Ferrara, Venezia dove operavano i cosiddetti umanisti laici e di Roma dove, alla corte del papato, operavano gli umanisti chierici. Fu un periodo di passaggio attraversato da molte contraddizioni e conflitti, bisognava conciliare il credo della dottrina cristiana con queste nuove acquisizioni, la riscoperta dell’uomo in quanto tale, con tutti i suoi difetti, i pregi; il desiderio di emanciparsi e di godere della vita terrena poteva essere pericolosamente vicino all'eresia ed infatti molti artisti, come Sandro Botticelli, soggiogato e impaurito dalle prediche del Savonarola abbandonò per sempre le meravigliose pitture “pagane” che aveva prodotto con tanta maestria ed entusiasmo per ritornare a quelle religiose.

Pur mantenendosi per lo più vicini allo spirito del Cristianesimo, gli Umanisti cominciarono a rivisitare gli uomini antichi in termini più concreti: andiamo a vedere come vivevano, cerchiamo di imparare da loro, andiamo a sentire cosa hanno da dirci ancora oggi. E in effetti trovarono tesori di umanità: Odissea, Iliade, i tragici greci, i filosofi, soprattutto Platone, e di seguito i pensatori e poeti romani, Cicerone, Seneca, Virgilio, Plinio il Vecchio che davanti alla catastrofe dell’eruzione del Vesuvio nel 79 dopo Cristo, scienziato ante-litteram, presa una nave si reca sul luogo per esaminare dal vero ciò che sta succedendo per farne un resoconto veritiero.

Bisognava riflettere su quei testi e su quelle memorie, bisognava ricominciare a pensare a quegli uomini come nostri progenitori, come antenati dai quali si poteva apprendere un nuovo stile di vita che fosse più vicino alle esigenze reali della gente. Come avevano vissuto, lavorato, edificato? In Roma si ergevano monumenti incredibili come il Colosseo, il Pantheon, ponti, migliaia di chilometri di acquedotti parlavano silenziosamente della grande abilità e intelligenza costruttiva dei Romani, era necessario studiare quelle opere talmente perfette nell'esecuzione da superare i millenni.

A tal punto era arrivata la spasmodica ricerca nei monasteri di tutta Europa che, raccontò un giorno la professoressa Acquaro Graziosi, uno di essi tornando con una nave carica di codici, quando la nave affondò con il suo prezioso carico, per il dispiacere diventò canuto in una sola notte.

Anche Leonzio Pilato, tornando da Costantinopoli e diretto a Venezia, nel 1365 morì sulla nave colpita da un fulmine, e con essa andarono a fondo il bottino di libri che riportava con sé.

 

All’inizio del Quattrocento si può far risalire una più ampia volontà di recuperare ciò che ancora giaceva nei luoghi di cultura, rappresentati da biblioteche e monasteri sparsi in tutta Europa.

A Firenze grande fu l’importanza del nonno di Lorenzo il Magnifico, Cosimo il Vecchio de’ Medici, ricchissimo banchiere, che attivamente finanziò i circoli intellettuali.

L’entusiasmo per le opere antiche diventa piena applicazione nel Cinquecento, il Rinascimento, quando pittori e scultori come Michelangelo si calano nelle “grotte” come quelle della Domus Aurea per studiare dipinti e sculture, o come il “divino” Raffaello che viene incaricato dal Papa di fare una mappa dei reperti archeologici in Roma diventando, giovanissimo, “Sovrintendente alle antichità romane”.

Tutto questo fervore ad opera dei pochi che erano in grado di capire l’importanza del patrimonio lasciatoci dagli antichi, di secolo in secolo sarà sempre più organizzato, tanto da generare, soprattutto dopo l’unità d’Italia, la creazione di magnifici musei che in parte deriveranno dalle collezioni private di principi, papi e cardinali, in parte dagli scavi sempre più a carattere scientifico e metodologico, volti a ricostruire, attraverso i reperti, la storia antica che ci era arrivata con così tante lacune. È grazie all’entusiasmo e allo strenuo lavoro di quei pionieri che l’Italia è diventata una grande macchina del tempo dove entrare per conoscere ciò che siamo stati, ciò che siamo e ciò che potremmo diventare. Roma, a sua volta, è una formidabile macchina del tempo, vi si trovano, senza soluzioni di continuità, testimonianze di tutti i periodi storici a cominciare dai resti di capanne preistoriche sul Palatino. Ho ascoltato una volta un anziano professore inglese su un autobus, l'85, che si rivolgeva a un giovane in piedi accanto a lui: “Il sogno di ogni storico è quello di abitare a Roma”. Stavamo transitando davanti alla “maestà” del Colosseo, come canta Antonello Venditti in unsuo brano.

Nell’Umanesimo maturo, molte acquisizioni tecniche e scientifiche vennero recuperate dal mondo antico, copiate e realizzate, una fra tante la prospettiva che modificò il modo di dipingere, dando più verisimiglianza alle scene, e fornendo ai cartografi la possibilità di realizzare mappe sempre più precise. Inoltre, vari pittori iniziarono a dipingere autoritratti, nascondendosi tra la folla di un corteo o di una scena religiosa, primi esiti del grande lavoro di consapevolezza compiuto nel voler rimettere l'uomo al centro del dibattito culturale e sociale. Alcuni di questi selfie d'epoca sono stati decifrati solo nel Novecento da accorti studiosi d'arte, come nel caso dell'autoritratto del Mantegna nella Camera degli Sposi a Mantova, dissimulato, ironicamente, tra i fregi decorativi che completano e dividono le varie scene affrescate. Il pittore sembra così scrutare ciò che avviene nel talamo nuziale. Chissà se gli occupanti della camera, intenti nei loro commerci amorosi, si siano mai accorti di quello sguardo indagatore e un po' accigliato!

 

Nella Firenze della seconda metà del Quattrocento un pittore, Sandro Botticelli, alla corte dei Medici, dove operavano personaggi come Marsilio Ficino, filosofo del neoplatonismo, Agnolo Poliziano, insigne filologo, perfetto conoscitore del greco e del latino, Pico della Mirandola, dalla prodigiosa memoria e altri avevano creato un cenacolo di altissimo livello finanziati dal politico, nonché banchiere, Lorenzo de’ Medici al quale dobbiamo l’immortale “Quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia / chi vuol esser lieto sia del doman non v’è certezza” vero e proprio manifesto dell’Umanesimo, componimento che in brevi righe riassume tutto l’entusiasmo, le scoperte, il mondo interiore che gli uomini del Quattrocento avevano non solo riscoperto, ma messo in pratica con un potente cambio di mentalità. È una vera e propria bomba che dall’Italia si propagherà nell’Europa intera, niente sarà più come prima. È iniziato il Rinascimento, la rinascita del mondo antico.

In questo contesto fervido di idee, studi, progetti Agnolo Poliziano che aveva letto, a lungo meditato e perfino imitato nelle sue “Stanze per la Giostra” le Metamorfosi di Ovidio fornisce a Sandro Botticelli le descrizioni dettagliate che serviranno per dipingere i due quadri più belli del mondo: la Venere che esce dalle acque e la Primavera.

Ovidio dona agli uomini del Quattrocento un' “arca piena di favole e di historie”, i canoni della bellezza, uno sguardo nuovo sulla natura, la consapevolezza del mondo in continua trasformazione, l'incanto e il mistero della femminilità.

“Io sono un poeta, un grande poeta!”, aveva gridato più e più volte, in una notte d'agosto, una voce stentorea presso le rovine dei Mercati di Traiano. Era la voce di Ovidio.

 

Con piena coscienza del proprio valore Ovidio conclude con mirabili versi le Metamorfosi:

 

“... Ma con la parte migliore di me io volerò in eterno più in alto delle stelle, e il nome mio rimarrà, indelebile. E ovunque si estende, sulle terre domate, la potenza romana, le labbra del popolo mi leggeranno, e per tutti i secoli, grazie alla fama, se qualcosa di vero c’è nelle predizioni dei poeti, io vivrò.”

 

Gli uomini del Quattrocento, come Botticelli, raccolsero il suo messaggio e furono in grado, anche grazie alla sua voce che parlava da un tempo remoto, di produrre opere indimenticabili.

Mi piace pensare che il manichino seduto sui libri antichi, lungi dall'essere un uomo meccanico, sia in qualche modo l'emblema di tutti quegli uomini coraggiosi che furono in grado, grazie alle loro opere, di risvegliarci dal sonno medievale durato un millennio.

  

Potes é uma cidade situada na Cantábria, no norte de Espanha. O seu centro histórico é particularmente notável pela arquitetura bem preservada e pelas vistas pitorescas das montanhas e do rio circundantes. A cidade está situada nas margens do rio Quiviesa, e a sua ponte icónica é um local popular para os turistas apreciarem a paisagem.

the famous French food poule-au-pôt, chicken and vegetable. Tradition has it that King Henry IV, concerned about the well-being of its smallest subjects, has repeatedly said, "If God still gives me life I will do there will be no peasant in my kingdom n 'is way to have a chicken in his pot. »

Another look at the water pot lid, the shadows for the lattice lid amped up a bit. The lattice lid is originally black and the water has the criscross shadows on it. The pot is left on the wood stove to put humidity in the air as the fire burns the water is vaporized into the air. 7DOS abstract Texture Tuesday

Palm leaf.

 

Having pretty well exhausted whatever potential I had for the sublime this week I thought it time to give the ridiculous an outing.

 

This is for Sliders Sunday. I didn't have a lot of time so it's more a proof of concept rather than the finished article.

 

Palm leaves are interesting because of their radiating lines. This started out as a rather poor attempt at capturing an image of one in my garden. That failed so it was consigned to the Sliders Sunday Rescue and Recycling Project for Failed Photographs.

 

The basic idea I wanted to try out was to take the patterned image, copy it and flip it horizontally and vertically and then blend the two layers with blend modes and reduced opacity. It worked quite well to give the criss-cross effect.

 

For this one I hue-shifted one layer to get different colours and then used Difference blend at 80%. That created most of the effect, and I could have left it there.

 

Playing a bit more, I then took the result and solarised it using Nik Color Efex (a fun effect). Then the result was partially blended back into the previous two layers using the advanced blend mode (which only blended a certain range of tonality) and a bit more hue-shifting.

 

Really I was just messing around and going for some pretty colours...

 

All good fun, and and a bit of trying not to take photography too seriously... (Same applies to the title :) )

 

I'll link the blurry original in the first comment as usual so you can see how far we came.

 

Thank you for taking the time to look. I hope you enjoy the image :) Happy Sliders Sunday!

FIELDS OF GOLD.... What's at the end of your rainbow? Potentially a trunk load of gold in a jumbo sized pot!

 

We found this mid-sized female African Elephant at the end of a rainbow hanging over the Masai Mara Reserve, Kenya. I'm excited to be taking another group of photographers out there in Oct/Nov next year as the clouds and storms begin to return!

 

The storm clouds can start building in the afternoon and dramatic rainbows like this can occur with rain showers to the east but clear patches of sky to the west. This rainbow hung around for about 10 minutes before the sun was obscured by clouds. We raced to find this lone elephant before it completely disappeared.

 

I'm sure the elephant could see the rainbow, but she was primarily concerned about eating more food. She never stopped munching the entire time we were there.

 

For wildlife shots like this, it's not just luck. It's about reading the weather and knowing where to go when conditions like this develop to get the best opportunities.

 

Join me! actionphototours.com/workshops/big-cats-africa-safari/

After going out this afternoon to get a shot I have wanted for a while but the tide not being right a decided to play with a lobster pot instead

Beautiful town in the region of Cantabria, North of Spain.

 

Bonito pueblo en Cantabria, norte de España.

Chimney pots against the pink clouds as daylight sadly ends once more

1 2 4 6 7 ••• 79 80