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........ecco la foresta di Mangrovie, situata a Kota Kinabalu capitale dello stato del Sabah.....sembrava d'essere immersi in una foresta inacantata, un vero spettacolo!!!!
O,incontri ravvicinati del terzo tipo?
Sulle origini del toponimo Bismantova sono state avanzate diverse ipotesi.
L'etimologia potrebbe essere collegata al ruolo di montagna sacra che la Pietra avrebbe avuto nell'antichità. Un'ipotesi si rifà all'etrusco man (pietra scolpita) e tae (altare per sacrifici).[3] Altri propongono un'origine celtica, da vis (vischio), men (luna) e tua, che rimanderebbe alla raccolta notturna di vischio tra i querceti della zona, espressione di un antico culto lunare. Vismentua sarebbe variata prima in Bismentua e poi Bismantua.[3][4]
Nel V secolo d.C. i Bizantini edificarono sulla montagna una struttura militare, nota come Kastròn Bismanto[5] o Castrum Bismantum.[6] Il castello Bismantum è menzionato in un diario di viaggio del 628.[6]
In un documento del 1062 è citata per la prima volta la Petra de Bismanto.[6]
La prima menzione scritta di Bismantova compare nella Divina Commedia di Dante Alighieri (Purgatorio, IV, 26).[7]
Dormire nella StoriaAlbergo il Chiostro di Bevagna
“ Il Monastero trasformato “
Stefania e Fabio in questo piccolo albergo che offre ai suoi ospiti l’oppurtonita’ di soggiornare in uno dei luoghi storici del centro cittadino ,a due passi dalla piazza principale.
Si tratta di un ex convento dei domenicani , costituito da un duplice ordine di arcate e impreziosito da affreschi originali del 1400.
Il silenzio e la quiete sono assicurati, tutte camere con bagno t.v. tel. Cassette di sicurezza spaziose , luminose e con bella vista panoramica.
Forte di Bard, Valle d'Aosta, Italia
Tornando da Cervinia, lo scorso weekend, abbiamo incontrato un bellissimo campo di lavanda proprio alle pendici del forte di Bard.
Visto con questo campo in primo piano il forte acquista una connotazione del tutto particolare, soprattutto se si pensa che i campi di lavanda da noi non sono così frequenti, anzi, tutt'altro :)
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Fortress of Bard, Valle d'Aosta, Italy
Coming back from Cervinia, this past weekend, we met a beautiful field of lavender on the slopes of the the fortress of Bard.
Seen with this field in the foreground the fortress acquires a very special connotation, especially considering that fields of lavender are not so frequent here.
Le donne sono tutte diverse. Fondamentalmente sono una combinazione di quanto c'è di peggio e di quanto c'è di meglio al mondo... magiche e terribili.
Charles Bukowski
1 agosto 2022
ABe 4/16 3131 + ABe 4/16 3126
Nuova composizione per i regio Landqart St Moritz
Una coppia di Capricorn compone il treno 1327 da Landqart a St Moritz
Circus aeruginosus - foto scattata da barca.
Questo esemplare stava volando sopra una zona di nidificazione, all'improvviso si è lanciato all'interno di un nido di aironi rossi per carpirne i pulcini ma è stato prontamente messo in fuga dai genitori. Crop.
Quando ero piccina, il mese di maggio era un mese importante!
Era un mese dedicato interamente alla Madonna, funzioni, preghiere, rosari, fioretti, il tutto offerto alla dolcissima Madre Celeste.
Sono passati tanti anni, le cose cambiano , i tempi ed il tempo cambia i connotati ad ognuno di noi , ma dentro di me nel mese di Maggio ritorna un po la piccina di quel tempo.. Vorrei essere nell'animo come allora, non sono piu' la stessa, ma a piene mani dedico a Maria tutto cio' che di buono in me e' rimasto ancora della fanciullezza.
Teresa
Il duomo di GEMONA risale ai primi del 1300 e si caratterizza principalmente per i tre rosoni della facciata e dell'enorme statua di S.CRISTOFORO (alta 7 metri).
Il duomo è stato gravemente danneggiato nel sisma del 1976.
CANON EOS 600D con ob.24-85USM
FOTOCOMPOSIZIONE di 12 immagini.
Sì dolce è'l tormento
Ch'in seno mi sta,
Ch'io vivo contento
Per cruda beltà.
Nel ciel di bellezza
S'accreschi fierezza
Et manchi pietà:
Che sempre qual scoglio
All'onda d'orgoglio
Mia fede sarà.
La speme fallace
Rivolgam' il piè.
Diletto ne pace
Non scendano a me.
E l'empia ch'adoro
Mi nieghi ristoro
Di buona mercè:
Tra doglia infinita,
Tra speme tradita
Vivrà la mia fè.
Per foco e per gelo
Riposo non hò.
Nel porto del Cielo
Riposo haverò.
Se colpo mortale
Con rigido strale
Il cor m'impiagò,
Cangiando mia sorte
Col dardo di morte
Il cor sanerò.
Se fiamma d'amore
Già mai non sentì
Quel riggido core
Ch'il cor mi rapì,
Se nega pietate
La cruda beltate
Che l'alma invaghì:
Ben fia che dolente,
Pentita e languente
Sospirimi un dì.
The cattedrale di San Nicolò in Noto was constructed 1694-1703 in a Baroque style, but work continued until 1776. It is at the center of the new Baroque city of Noto that arose after the old one was leveled in the devastating earthquake of 1693. The roof of the cathedral collapsed in 1996, but it has been reconstructed since.
The Palazzo Vescovile (Bishop's Palace) to the right of the cathedral was built in 1800 in an elegant neo-classical style.
The Palazzo Landolina, to the left of the cathedral, was built in 1730 by Francesco Landolina, the Marquis of Sant'Alfano, a member of a noble family of Norman origin.
Celle Ligure . Ciò che oggi resta di una delle antiche celle dove si ritiravano le imbarcazioni dei pescatori .
Ponte di Mezzo, Pisa, Italy. Site of the original Roman bridge and also the site of the annual "Gioco del Ponte"
L'arco di Costantino è un arco trionfale a tre fornici (con un passaggio centrale affiancato da due passaggi laterali più piccoli), situato a Roma, a breve distanza dal Colosseo. Oltre alla notevole importanza storica come monumento, l'Arco può essere considerato come un vero e proprio museo di scultura romana ufficiale, straordinario per ricchezza e importanza. Le dimensioni generali del prospetto sono di 21 x 25,70 metri.
L'arco fu dedicato dal senato per commemorare la vittoria di Costantino I contro Massenzio nella battaglia di Ponte Milvio (28 ottobre del 312) e inaugurato ufficialmente il 25 luglio del 315 (nei decennalia dell'imperatore, cioè l'anniversario dei dieci anni di potere) o nel 325 (vicennalia). La collocazione, tra il Palatino e il Celio, era sull'antico percorso dei trionfi.
L'arco è uno dei tre archi trionfali sopravvissuti a Roma, in via dei Fori imperiali: gli altri due sono l'arco di Tito (81-90 circa) e l'arco di Settimio Severo (202-203). L'arco, come anche quello di Tito, è quasi del tutto ignorato dalle fonti letterarie antiche e le informazioni che si conoscono derivano in gran parte dalla lunga iscrizione di dedica, ripetuta su ciascuna faccia principale dell'attico.
All'epoca della costruzione dell'arco, Costantino non aveva ancora "ufficializzato" la simpatia verso il Cristianesimo, nonostante la tradizione agiografica dell'apparizione della Croce durante la battaglia di Ponte Milvio; l'imperatore, che aveva dato libertà di culto alle popolazioni dell'Impero Romano nel 313, partecipò solo nel 325 al concilio di Nicea. Nonostante la discussa frase "instinctu divinitatis" (per ispirazione divina) sull'iscrizione, è verosimile che all'epoca Costantino mantenesse perlomeno una certa equidistanza tra le religioni, anche per ragioni di interesse politico. Tra i rilievi dell'arco sono infatti presenti scene di sacrificio a diverse divinità pagane (nei tondi adrianei) e busti di divinità sono presenti anche nei passaggi laterali, mentre altre divinità pagane erano raffigurate sulle chiavi dell'arco. Significativamente però, tra i pannelli riciclati da un monumento dell'epoca di Marco Aurelio, vennero tralasciati nel reimpiego proprio quelli che si riferiscono al trionfo e al sacrificio capitolino (che oggi sono ai Musei Capitolini), raffiguranti quindi la più alta cerimonia della religione di stato pagana.
Nel 1530 Lorenzino de' Medici venne cacciato da Roma per aver tagliato per divertimento le teste sui rilievi dell'arco, che vennero in parte reintegrate nel XVIII secolo.
Nel 1960, durante i Giochi della XVII Olimpiade di Roma, l'arco di Costantino fu lo spettacolare traguardo della leggendaria maratona vinta a piedi scalzi dall'etiope Abebe Bikila.
Cattedrale di Santa Maria Assunta
Cathedral of the Assumption of Saint Mary
Campo dei Miracoli o Piazza del Duomo
Field of Miracles or Cathedral Square
Three coins in the fountain legend says first coin garantees fast return to the city, second coin romance & third coin marriage...
Ed ecco l'estate, con i suoi profumi, i suoi colori. Cosa c'è di meglio che stare seduti in riva al mare, al tramonto, con un bel libro tra le mani? Con la mia prima raccolta poetica "Sogni di carta" (Bertoni Editore) potrete perdervi tra le parole, cullati dai vostri sogni. E voi, avete già ordinato la vostra copia? Grazie a tutti quelli che mi sosterranno!
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Lo shopping prolungato giova alle forme e induce le casalinghe ritardatarie a fare celere rientro a casa. Per la tranquillità dei mariti. Amen
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Confessione di una escort
DI ERIKA FORD dal mensile "IL MALE"
Sono stata a fare un giro con milioni di uomini e donne e non me ne pento affatto. Su di me si son seduti tutti, davanti e dietro,hanno infilato di tutto nel mio capiente portabagagli . Avevo un gran bél portabagagli, se lo ricordano in moltissimi. Ne ho sedotti centina di migliaia con le mie curve. Abbiamo fatto viaggi, percorso le strade più perverse. Tanti mi hanno presa nuova, tanti usata. Tutti amavano farsi un giro su di me. Per chilometri e chilometri sempre affidabile, sicura, protetta. Avevo una bella scocca. Rinforzata. Gli uomini stavano con me, sposati, fidanzati, scapoli, vecchi e giovani; a volte anche le donne. Ho fatto conoscere nuove strade, avventure inimmaginabili. Nessuno sapeva resistere al mio fascino. I più affezionati mi pulivano fin dentro il tubo di scarico. Con cura. Alcuni mi trattavano come la cosa più importante della loro vita: mi faceva stare bene, mi faceva sentire speciale. Alcuni, certe volte, mi trattavano come se fossi un oggetto. Mi usavano a loro piacimento, non avevano cura di me: mi facevano male. Anche noi escort abbiamo un'anima. Ero una bomba, davo il massimo quando mi lubrificavano il motore, il mio solido motore. Quando acceleravo mi sentivano da lontano e si voltavano a guardarmi. Il mio padrone era fiero di me, si vantava di avermi, di possedermi. Ero la sua prediletta. Per alcuni ero l'unico amore, altri mi usavano solo nei giorni di festa o per andare in vacanza. La mia carrozzeria: resistente, attraente, appetibile. È stata la chiave del mio successo. Alle cene mi lasciavano sempre fuori, ma per il ritorno avevano comunque e sempre bisogno di me. Quanti ubriachi ho portato su, quanti tristi tradimenti, quanti brevi amori sono finiti sul mio corpo. E non vi dico la gioia di andare alla pompa di benzina! Ho visto pompe di ogni tipo. La pompa era per me come il cibo , mi dava la forza, l'energia necessaria per fare quello che mi si chiedeva di fare: andare. E andavo. Andavo forte, bastava spingere. E ne ho conosciuti tanti che sapevano spingere e riuscivano ad avere da me le massime prestazioni. Già pagate. Chiavi in mano . E quanti pensieri, quante preoccupazioni per pagarmi come pattuito. Ma la gioia di avermi se la ricordano, me la ricordo. Essere una escort è la mia vita, è tutto quello che ho, quello che sorto. Grazie ai miei clienti ho vissuto principalmente in Europa e in America, ma sono stata in ogni posto del mondo. Ho fatto anche dei film, i cinefili mi ricorderanno in inseguimenti memorabili. Nella mia carriera non mi sono fatta mai mancare niente. Per un periodo mi hanno chiamata col mio nome, Erika, ma è durato poco e subito mi hanno chiamata per quella che ero e sono sempre stata: escort. Indossavo modelli diversi, a seconda degli anni, ma sono rimasta sempre una escort. È stata, la mia, una vita sulla strada. L'ho conosciuta bene la strada, la vita di strada, con le sue insidie e difficoltà. Le notti sotto la pioggia, la neve, il gelo. Ma non avrei saputo scegliere una"vita diversa. La mia è stata la migliore vita che potessi desiderare. Non mi ha mai interessato fare le gare, mi bastava portare i miei passeggeri su e giù, avanti e indietro, fino a farli arrivare. Non ci voleva niente a mettermi in moto. In tanti hanno imparato a guidare su di me. Qualcuno è morto, ho visto sangue e tragedie. Ho visto giovani vite innocenti spezzarsi in due. Molti di loro, devo confessarlo, mi buttavano via. Mi consideravano un incidente di percorso. lo del resto mi offrivo a chiunque avesse i soldi per pagarmi. Mi vendevo, certo, ma ho regalato tantissime belle emozioni a quelli che sono venuti su di me. Il mio declino è iniziato alla fine degli anni Novanta, mi compravano sempre di meno, non mi desideravano più, non ero più al passo coi tempi e non soddisfacevo più le esigenze dei clienti. Nel 2001 mi hanno tolto definitivamente di mezzo. Al mio posto clienti preferivano la più giovane Focus. Se mi incontri per strada, fermati, guardami, sali a farti un giro, goditi i miei ultimi esemplari. Siamo rimaste in poche, magari con i colori un po' graffiati, ma ancora valide. Finiremo presto tutte dallo sfasciacarrozze. Quando non saremo più prestanti come richiede il mercato, non serviremo più. E ci butteranno via.
Il Male - ottobre 2011
Kau begitu indah namun tak banyak yg memandang...
Kau begitu cantik namun tak ada yg melirik...
Kau begitu anggun namun tak ada yg mencium...
Namun kau begitu luar biasa bagi ku, membaerikan arti,warna,bahagia di hati...
(By : Awan_Adventure)
Civita di Bagnoregio is a town in the Province of Viterbo in Central Italy, about 120 kilometres north of Rome.
It was founded by Etruscans over twenty-five hundred years ago but has seen its population dwindle to just fifteen residents over the course of the 20th century. Civita was the birthplace of Saint Bonaventure, who died in 1274. The location of his boyhood house has long since fallen off the edge of the cliff. By the 16th century, Civita was beginning to decline, becoming eclipsed by its former suburb Bagnoregio.
At the end of the 17th century, the bishop and the municipal government were forced to move to Bagnoregio due to a major earthquake, accelerating the old town's decline. At that time, the area was part of the Papal States. In the 19th century, Civita's location was turning into an island and the pace of the erosion quickened as the layer of clay below the stone was reached in the area where today's bridge is located. Bagnoregio continues as a small but prosperous town, while Civita became known in Italian as il paese che muore ("the town that is dying"). Civita has only recently been experiencing a tourist revival.
The town is noted for its striking position atop a plateau of friable volcanic tuff overlooking the Tiber river valley, in constant danger of destruction as its edges fall off, leaving the buildings built on the plateau to crumble. As of 2004, there are plans to reinforce the plateau with steel rods to prevent further geological damage. The city is also much admired for its architecture, some spanning several hundred years. Civita di Bagnoregio owes much of its unaltered condition to its relative isolation: the town was able to withstand most intrusions of modernity as well as the destruction brought by two world wars. The population today varies from about 12 people in winter to over 100 in the summer.
The town was placed on the World Monuments Fund's 2006 Watch List of the 100 Most Endangered Sites, due to the threats it faces from erosion and unregulated tourism.