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Non sono nessuno, perchè nessuno è niente oppure semplicemente perchè tutti siamo qualcuno. Abbiamo tutti una dignità, come potrebbe benissimo non averla nessuno.

Non voglio essere niente perchè sono già qualcosa, non ho bisogno di niente perchè non voglio niente, ma allo stesso tempo voglio delle cose che sono tutto o semplicemente niente.

Paura, eh?

 

Cosi è passata la domenica

sul mare sugli scogli, fino a che

il sole non si è

deciso ad andar giù,

sulla pelle ci rimane il sale del mare....

 

...Porto di pescatori e gente povera

che invecchia sull'uscio di una sola stanza....

 

....Quando, chetato il mare,

senza più una parola,

le spalle curve, andremo in cerca della luna.....

 

......Un volto appare ad una finestra, ed è

un volto senza sesso e senza età;

amici, amici miei, dev'essere così

scorderemo il nostro stare insieme di adesso!

 

(Sera di Gallipoli - P.Bertoli)

ROTTERDAM RAILWAY South side 1999

 

Fa parte del nucleo quattrocentesco dell'Università, ma deve il suo aspetto alla sistemazione secentesca del Pessina (1661-71). Di perimetro rettangolare, presenta un duplice portico di colonne doriche di granito binate, con balaustra e pilastrini; dal punto di vista formale si innesta nella tradizione del manierismo lombardo.

Deve la sua denominazione attuale alla presenza della statua di Alessandro Volta, eseguita nel 1878 dallo scultore Antonio Tantardini.

Sotto i portici sono state murate numerose lapidi, anche del secolo XV e XVI.

 

Fonte: liberamente tratto ed adattato da "Alma Ticinensis Universitas" curato dalla Professoressa Luisa Erba, edito dall'Università degli Studi di Pavia, anno 2002.

 

Under a hydro tower in Saskatoon.

Chevrolet Volt (Nina Lincoff/Medill News Service)

Volto em Novembro!!

Até logo!!

The Pageant

Saint Louis, Missouri

VOLT ''the goatlord'' MDC & my holmes BLIZ MDC....... the NETHERLANDS 2008

 

Espetáculo 220 Volts, com o ator e comediante Paulo Gustavo, Teatro do Bourbon Country, Porto Alegre

 

Entertainment 220 Volts, with actor and comedian Paul Gustavo

REMATE MAQUINARIA MINERA 10 DE ENERO 2014

Ondadurto Teatro

C'era una volta

 

regia Marco Paciotti

con Chiara Becchimanzi, Giorgia Conteduca, Daniele Ginnetti, Valerio Marinaro, Giorgia Marras, Lorenzo Pasquali, Dario Vandelli, Giulia Vanni

  

Festival Mirabilia 2013

foto Andrea Macchia

#mirabilia13

2010 Legacy VOLT HID Installation Howto

  

This photo is part of a detailed how-to document: 2010 Legacy HID Installation

Roma - Apertura del percorso del Tempio di Venere e Roma nel Foro romano. MIBAC (12/11/2010).

 

l Commissario delegato per le aree archeologiche di Roma e di Ostia antica Roberto Cecchi, secondo un programma concordato con la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, prosegue le operazioni finalizzate alla messa in sicurezza dei monumenti in custodia e all’ampliamento degli itinerari di visita offerti ai visitatori.

 

È questa la volta del tempio di Venere e Roma che si affaccia sulla valle del Colosseo dall’imponente basamento voluto dall’imperatore Adriano che dedicò l’edificio alla Città Eterna e alla dea Venere, madre di Enea suo fondatore. Costruito sulle pendici della Velia a partire dal 121 d.C., sottende una chiara valenza politica creando la sintesi tra Venere, cui è attribuita una dimensione cosmica, e Roma, rappresentata in forma divinizzata, ma anche la sintesi tra il passato e il futuro dell’Urbe, tra Oriente e Occidente, tra Aeternitas e Fortuna.

 

La storia

Il tempio, inaugurato nel 141 d.C. dal successore di Adriano, l’imperatore Antonino Pio, fu eretto nel luogo in cui sorgeva in precedenza il vestibolo della Domus Aurea, di cui si mantenne l’orientamento e si riutilizzarono in parte le fondazioni. Il tempio, di forme ellenizzanti, si innalzava al centro del grande podio artificiale: questo era affiancato sui lati lunghi da un doppio portico di colonne in granito grigio, su cui si aprivano al centro i due propilei, mentre sui lati corti era collegato con delle scalinate alla piazza del Colosseo e al Foro. Le colonne ancor oggi visibili furono rialzate durante i restauri degli anni trenta.

Il tempio vero e proprio si presentava come un diptero: all’interno due celle orientate in senso opposto, una per ciascuna divinità, e precedute da un vestibolo. Del peristilio di colonne corinzie non rimane nulla, e della cella verso il Colosseo – quella dedicata a Venere – resta solo l’abside. L’altra abside, invece, fu inglobata nell’ex convento di Santa Francesca Romana. Quanto è giunto sino ad oggi risale, però, in gran parte, al restauro voluto da Massenzio nel 307 d.C. in seguito all’incendio che distrusse tutta la parte centrale del Foro. A questo restauro si devono le celle absidali in laterizio con copertura a volte cassettonate, gli stucchi dei cassettoni (ricopiati anche dal Palladio), le colonne in porfido lungo le pareti e il pavimento in lastre marmoree.

L’abbandono dell’edificio e la seguente spoliazione delle strutture hanno inizio nel VII secolo, quando l’imperatore Eraclio concede a papa Onorio (625-638) le tegole di ottone della copertura del tetto per usarle a San Pietro.

I primi scavi sistematici dell’area vengono realizzati durante l’amministrazione francese della città, tra il 1810 e il 1817 e cominciano le demolizioni delle strutture medievali.

 

Il culto di Venere e Roma

Come testimonia un testo dello scrittore greco Ateneo (II-III secolo d.C.), la fondazione del culto di Venere e Roma e il voto del tempio alle due divinità da parte dell’imperatore Adriano (117-138 d.C.) avvengono in concomitanza con la riorganizzazione della festa dei Parilia: in base a una moneta l’evento può essere datato con precisione al 21 aprile del 121 d.C.. La costruzione del tempio (locatio) ha inizio subito dopo. Le Palilia o Parilia erano un’antichissima festa pastorale della religione romana che si celebrava il 21 aprile in onore del numen Pale. A partire dal 121 d.C. si iniziò a festeggiare nella stessa data anche il giorno della fondazione di Roma, ovvero la festività di Romaia.

 

Il progetto di sistemazione dell’area monumentale

All’intervento del Commissario delegato si devono la manutenzione straordinaria di tutta l’area del tempio e le sistemazioni funzionali per l’apertura al pubblico dell’area monumentale. Le risorse impegnate ammontano a 264.034,80 euro.

Negli anni ottanta del secolo scorso le due metà del tempio, rimaste a lungo divise l’una dall’altra, sono gestite da due diverse amministrazioni (il Comune di Roma amministrava la cella di Venere e il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali quella di Roma). In seguito a un accordo, vengono riunificate nel complesso monumentale dell’area archeologica del Foro Romano-Palatino, ma di fatto i segni della separazione si rintracciano non solo nelle barriere di divisione, ma anche e soprattutto nella diversità delle funzioni. La cella di Roma fruita come quinta dell’Antiquario Forense, mentre quella di Venere resta un giardino urbano, anche se ormai chiuso alla città.

Le finalità che il nuovo progetto di sistemazione dell’area e di restauro delle strutture ha perseguito sono il superamento di queste differenze e la ricomposizione dei “segni” dell’architettura originaria, per rendere nuovamente palese l’antica grandiosità e restituire l’immagine unitaria del tempio. La nuova sistemazione dell’area ha operato un profondo cambiamento sia dell’immagine sia della funzione dello spazio del tempio rispetto a quelle realizzate nel 1935. Fino agli anni ottanta l’area era occupata da una strada, asfaltata, accessibile perfino alle auto, che conduceva al giardino: piazza di Venere e Roma. Oggi il tempio non è più una piazza urbana ed è tornato a far parte del contesto archeologico cui apparteneva e all’asfalto si è sostituito il manto erboso. Gli interventi, diffusi sulla quasi totalità delle strutture, hanno il solo scopo di ripristinare la continuità e l’omogeneità strutturale delle murature fratturate e lesionate, di contrastare i fenomeni di rotazione provocati dall’asportazione degli appoggi e di permettere il corretto scorrimento e smaltimento dell’acqua, principale responsabile del degrado. Le opere di restauro più impegnative hanno interessato le semicalotte delle absidi e le alte mura del lato sud. I monitoraggi indicavano infatti che la profonda lesione creatasi tra le semicalotte, sulla sommità, progrediva lenta ma inesorabile e che al tempo stesso le infiltrazioni d’acqua all’interno della lesione provocavano il degrado della decorazione in stucco. Il lato sud delle celle si conservava meglio degli altri – arriva a un’altezza di circa m 20 – ma i blocchi della fondazione, per gran parte asportati, avevano dato luogo a un fenomeno di rotazione che, data l’altezza, metteva a rischio la stabilità delle strutture. L’equilibrio era stato messo in crisi anche dal crollo delle scale che in antico occupavano la zona dell’incrocio delle absidi, e che costituivano un valido elemento di irrigidimento funzionale al sistema costruttivo. Il segno di sofferenza delle strutture era visibilmente denunciato dalle lesioni, profonde quanto diffuse, visibili sulle murature. Per il consolidamento è stato realizzato, alla base delle murature, un sistema continuo di contrafforti, collegati da solai armati, che si sostituisce alla fondazione mancante e dà nuovamente l’appoggio adeguato alle alte strutture murarie annullando la rotazione in atto. La parziale ricostruzione del muro perimetrale ha in questo caso una doppia funzione, sia statica sia d’immagine. Le murature delle absidi sono state consolidate con iniezioni di malta, spesso armate, che servono a ripristinare la continuità muraria interrotta dalle lesioni.

 

Fonti / source: MIBAC (12/11/2010).

www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Conten...

 

COMUNICATO STAMPA - Apertura del percorso Tempio di Venere e Roma nel Foro romano

Roma, 11 novembre 2010. www.beniculturali.it/mibac/multimedia/MiBAC/documents/128...

 

Era ghiaccio.

Ghiaccio sulla pelle,ghiaccio nell'anima e forse ancora peggio ghiaccio sulle labbra.

Era ghiaccio tra le dita mentre mi stringevi forte,per l'ultima volta,per far sembrare quell'addio meno reale.Per convincermi che non dipendeva da te,ma dall'inesorabile succedersi dei fatti.Accatastavi parole nell'aria tra di noi,accendevi sigarette che subito dopo spegnevi per farmi credere che in fondo faceva male anche a te.Io ero lì inerme,ghiaccio che vuole esplodere ma non può ancora.Ero lì e respiravo per l'ultima volta quel profumo,quell'odore di te su cui mi ero addormentata troppe volte,inconsapevole.Ero lì ed aspettavo.Aspettavo che mi crollasse addosso tutto,per l'ennesima volta.Come succede sempre,con la naturalezza di chi ha capito tutto fin dal primo istante e non fa niente per salvarsi.Ero ghiaccio,sono ghiaccio.Sempre e solo ghiaccio.

Ora sono qui,a fare i conti con Milano.Scappare non serve,bisogna tornare prima o poi.Per me quel poi è arrivato troppo presto.Ho ancora addosso il sapore del sale,la leggerezza di quelle serate così belle da morire,la luna negli occhi e il mare dentro.Cammino a testa bassa per le vie della città,ho paura di vedere i tuoi occhi e di risentire addosso il vuoto che mi hai lasciato,quando hai deciso che non ero abbastanza.Ho paura di perdermi di nuovo in quel cumulo di ricordi che tento di uccidere a suon di risate e alcool.Ho paura di quella esplosione,di sentire i pezzi affilati sfiorarmi le guance.Mi conosco troppo bene per sperare che non succeda.Tutto prima o poi fa boom.

Copyright 2014. Oscar Quetglas (www.oscarquetglas.com) Todos los derechos reservados // All rights reserved

Vall Fosca (Pallars Jussà)

The saying goes something like this, “He who dies with the most toys, WINS!”. For some it’s a Corvette, for others it’s a vintage car, a boat or even an airplane. For me it’s an electric car. No, not one of Elon Musk’s Tesla Model 3’s but a Chevy VOLT “Plug-In Hybrid”. Did I want a Tesla, you bet ya but the idea of waiting 1-1/2 years to get one doesn’t sit well with us older guys. Besides, the Chevy Volt has more than enough tech to satisfy the GEEK in me as I experience living with and driving an electric car. Stay tuned for more about the journey as I go forward….

 

I’ve always been enamored by new technology and dived in to experience it and, most times, well before our friends and family. I started reading about the “affordable” Tesla that Elon Musk was coming out with and wanted to dive into this relatively new way of getting around.

 

I considered putting in a reservation for a Tesla Model 3 in the hope that “basic” versions would be available when my turn came up. Currently, the wait is 12 to 18 months and there is some uncertainty as to IF the entry level basic $35,000 car would ever be available. My concerns were not limited to the initial cost and wait time. The nearest service center is some 60 miles away and there are no “Super Chargers” in my area. In addition, I’d have to most certainly spend a couple thousand dollars getting a proper charge port installed in my garage. And, BTW, I only have a one car garage so the Tesla could be parked outside in winter to cut down on car jockeying.

 

And then I came across the Chevy VOLT and it’s blend of electric propulsion and “range extender” which removes the “range anxiety” common in all electric cars.

 

I zeroed in on the Chevy VOLT for several other reasons as well with the most prominent of which is it’s available NOW. In addition, there is an entire network of Chevrolet dealer/service centers across the country. We’re retired and most of what we do is within a 50 mile round trip so we’ll be able to utilize electric much of the time. For longer trips, there’s the gas powered “range extender”. There’s a lot of technology built into the VOLT which I’ll totally enjoy figuring out.

 

The technology is changing so fast that I had concerns about buying a new car. All new cars lose about half of their value in the first 3 years. EVs are no exception. Besides new, there were two other options….

1. Lease the car. You’re still eating the first 3 years of depreciation but have the option of turning the car back in should technology advance to the point the car becomes difficult to sell. Of course, the option to buy the car remains. Fundamentally, I’m not a fan of leasing and have concerns over what constitutes “normal wear and tear”. We’ve heard stories of people getting dinged for all kinds of stuff especially if they are not buying the car or getting another lease.

2. A more reasonable option is to buy a used car that has already had some or all of the initial depreciation covered by someone else. In my case, I wanted a VOLT Generation 2 which meant 2016, 2017, or 2018. Obviously, Gen 2’s haven’t been around long enough to be coming off of 3 year leases so availability on the used market is limited. There were some Gen 2’s out there but nothing close to home.

 

So, what did I end up doing? I was pretty much ready to give the lease option a try when a new listing at a local Volvo dealer popped up on the internet. The listing was for a 2017 Volt “Premiere” with just under 30k miles. According to KBB it was priced about right so we headed off to take a look at it. A look over, a test drive, and we bought it. It should be noted that a comparable 2018 was about $8,000-$10,000 more.

 

Remaining manufacturer warrantees apply. In this case, I’ve got about 6,000 miles on the base warranty. More importantly, the battery and motor carries an 8 year / 100,000 mile warranty.

 

Frankly, I’m pleased about owning a Volt because I don’t have to worry about putting to many miles on it and about lease end “wear and tear” issues.

 

And so the experience begins!

Fiera di Sant'Orso - Aosta - Sculture in legno

Festa Multiculturale Sabato 29 giugno 2013

"Grande Progetto Pompei - UNESCO, EU, & MIBAC (02/2013): But, NAPLES' - The Other Forgotten and Neglected Architectural Cultural Heritage: Diocesi di Napoli - CENTRO STORICO di Napoli Patrimonio della Chiesa e dell'Umanità (UNESCO)[2013].

 

“Il centro antico di ogni città custodisce preziose memorie storiche sulle origini, l’arte, le tradizioni di un popolo. Ciò vale in maniera particolare per Napoli, che può vantare un patrimonio culturale e morale di straordinaria entità; un patrimonio che si snoda spesso attraverso itinerari legati alla fede, come ben sa chiunque abbia ammirato, almeno una volta le chiese, i campanili, le cappelle che adornano le più caratteristiche strade del cuore della città.

 

Queste ricchezze da tempo corrono il rischio di essere abbandonate e di scomparire dall’orizzonte della cultura cittadina, portando con sé nell’oblio frammenti insostituibili della nostra storia…”.

  

Così si esprimeva l’Arcivescovo Emerito di Napoli, Card. Michele Giordano, nella presentazione dell’ormai introvabile volume di Maria Caputi “Napoli Rivelata, gli spazi sacri del centro antico”, edito dall’Arcidiocesi di Napoli e dalla Fondazione Napoli Novantanove nel 1994 dalla casa editrice M. D’Auria.

 

Per recuperare queste ricchezze, almeno alla nostra attenzione, diamo in questa pagina del sito dei Beni Culturali della Diocesi l’elenco completo di tutte le chiese del centro storico di Napoli, aperte o chiuse, in restauro o semplicemente abbandonate o ridotte ad uso profano. Lo facciamo perché le nostre chiese non scompaiano “dall’orizzonte” della nostra cultura. Anche un semplice elenco può rivelarsi un rosario meditato che possiamo recitare richiamando, con il nome delle singole chiese, la fede dei nostri Padri e la nostra storia. Lo faremo seguendo la tradizionale suddivisione in sei quartieri (Pendino, Porto, S. Giuseppe, S. Lorenzo, Vicaria e Mercato), ecc.

  

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The Art Newspaper (29/01/2013), Corriere Della Sera (21/01/2013 [Video 04:29]), & LA REPUBBLICA (23/11/2012).

  

- Heritage News Italy: "See Naples before it dies of neglect - Report and protests highlight shoddy state of Unseco World Heritage site'S,"The Art Newspaper (29/01/2013).

  

The increasingly dire state of conservation of much of Naples’s cultural heritage—its churches, monuments, libraries and palaces—has been highlighted by a damning news report published by one of Italy’s leading papers, the Corriere della Sera, in January [Corriere della Sera > Le Inchieste > > Lo scempio delle chiese di Napoli(21/01/2013)].

 

The online report revealed an alarming statistic: Naples has around 200 closed and abandoned churches. Some have been stripped of all their furnishings including works of art, some never received the funds they had been promised, while others received them but never embarked on the agreed conservation projects. Others still were closed down, restored and then never opened again.

 

The report points to years of neglect and mismanagement by the local and national government, as well as by the Church and the regional arm of the ministry of culture.

 

The city’s historic centre, the largest in Europe, has been listed as a Unesco World Heritage site for the last 17 years, however the city’s residents have long bemoaned the state of their heritage, so much so that a petition, signed by 16 civic committees and 60 leading intellectual figures, was circulated at the end of last year calling for the city to be stripped of its Unesco title.

 

-- The Art Newspaper (29/01/2013). www.theartnewspaper.com/articles/See-Naples-before-it-die...

  

- NAPOLI BENI CULTURALI: Lo scempio delle chiese di Napoli: duecento chiuse e abbandonate - Viaggio choc tra gioielli dell'arte dimenticati, depredati, in rovina, a volte addirittura pericolosi. Molte sono diventate negozi, officine o abitazioni. Altre addirittura discariche, Corriere della Sera, (21/01/2013) [Video 04:29].

 

«So tutt vacant (vuote ndr)... nun c'è rimasto niente. Qua a Napoli nelle chiese hanno fatto stragi». Parola di esperto. E l'esperto, in questo caso è un ex ricettatore di opere d'arte che ha lasciato il carcere da un paio di mesi e che ha promesso di cambiare strada. «Nelle chiese napoletane non c'è più niente perché sono abbandonate ed è stato facile prendersi tutto. Ce ne stanno tantissime chiuse», assicura.

  

GIOIELLI ABBANDONATI - Duecento chiese chiuse, sprecate. Gioielli spesso abbandonati, dimenticati, depredati, in rovina, a volte addirittura pericolosi. Monumenti al degrado e allo spreco visto che per anni, per il recupero di alcuni di loro, sono stati stanziati milioni di euro. Soldi spesso risultati mai spesi. O castelli di ferro, impalcature ormai definitive il cui affitto non è certo gratuito. Senza contare restauri in corso da oltre 30 anni che non hanno mai consentito l'apertura al pubblico delle chiese, come nel caso di Sant'Agostino alla Zecca o della chiesa di Sant'Aniello a Caponapoli, ristrutturata per decine di anni, inaugurata l'anno scorso ma perennemente chiusa.

 

Accade a Napoli, nel centro storico, area patrimonio dell'Unesco, cioè patrimonio dell'Umanità. Attraversando i decumani ogni cento metri ci si imbatte in una chiesa e nella metà dei casi di tratta di strutture antiche, ricche e inaccessibili. «Ne trovi anche una difronte all'altra, come nel caso Di San Giovanni Battista delle Monache e di Santa Maria delle Grazie», spiega Antonio Pariante presidente del comitato civico di Santa Maria di Portosalvo e appassionato conoscitore del centro antico napoletano.

 

-- Corriere della Sera, (21/01/2013) [Video 04:29]. www.corriere.it/inchieste/scempio-chiese-napoli-duecento-...

  

- NAPOLI BENI CULTURALI: Luce sulle chiese negate il calendario Di Meo 2013 - Basiliche, cappelle, chiostri che i napoletani stessi e pure i turisti conoscono appena. L'album "L'anima del tempo - Chiese napoletane: rovine e recuperi" è stato realizzato dal fotografo Massimo Listri [FOTO 1 di 12], LA REPUBBLICA / NAPOLI (23/11/2012).

 

Undicesima edizione del Calendario Di Meo, un'avventura estetica che dalle colline irpine - lì dove nasce e agisce l'omonima azienda vitivinicola - ha attraversato prima il golfo napoletano, poi i monumenti di Roma e Palermo. Quindi le strade parigine e i quartieri newyorchesi. Fino ad accarezzare le piazze madrilene, i sobborghi di Marrakech e le architetture di Berlino. Oggi, però, è tempo di ritornare a Napoli e alla sua storia millenaria, specialmente quella custodita dalle chiese chiuse. Magari lasciandosi ispirare dall'articolo "La morte delle cattedrali" che cent'anni fa Marcel Proust firmò per "Le Figaro" in difesa delle chiese francesi.

 

-- LA REPUBBLICA / NAPOLI (23/11/2012).

 

napoli.repubblica.it/cronaca/2012/11/23/news/luce_sulle_c...

 

napoli.repubblica.it/cronaca/2012/11/23/foto/luce_sulle_c...

 

-- "GRANDE PROGRAMMA CENTRO STORICO UNESCO - NAPOLI / esplora la mappa degli interventi," Comune di Napoli (2009).

 

www.centrostorico.na.it/index_mappa.htm

 

-- CHIESA DI NAPOLI (2013): CENTRO STORICO di Napoli Patrimonio della Chiesa e dell'Umanità (UNESCO) = L' atrio dell' insula episcopalis di Napoli: problemi di architettura e topografia paleocristiana e altomedievale di C. Ebanista, in Tardo Antico e Alto Medioevo: filologia, storia, archeologia, arte, a cura di M. ROTILI, Napoli 2009, pp. 307-375 (per gentile concessione dell'autore [PDF pp. 1-13]).

 

www.chiesadinapoli.it/pls/napoli/v3_s2ew_consultazione.mo...

 

-- ITALIA | NAPOLI BENI CULTURALI: "VANISHING ACTS - See Naples before it dies." NEWSWEEK (10/04/2006), p.52 [PDF].

 

www.flickr.com/photos/imperial_fora_of_rome/8449546840/in...

   

Launched for the 2011 model 12 months, the Chevrolet Volt is GM’s first volume plug-in hybrid motor vehicle. Also sold as the Holden Volt, Vauxhall Ampera and Opel Ampera all around the world, the 5-door compact has already won numerous awards, including the 2011 North American Car of the Y...

 

www.autoblogvia.com/auto-news/chevrolet-volt.html

Fotos: Felipe Oliveira / EC Bahia

 

Fotos liberadas apenas para uso editorial

 

O Direito Autoral é protegido pela Lei n.º 9.610 de 19/02/1998.

Sempre que publicar uma foto, publique junto o crédito do fotógrafo.

 

Instagram: @felipeoliveirafotografo

“Desafio dos colecionadores!”

 

A pessoa começa a brincar e some :D Voltei.

 

Fui desafiada por uma bonequeira muito talentosa, a Gisele Bianchini, a postar 1 foto por dia das minhas dolls durante 7 dias, e desafiar uma pessoa por dia.

MUSSE. Tenho certeza que já te desafiaram. Mas não resisto em te chamar. rsrs

 

Bunny é a minha primeira e única Blythe (por enquanto).

Depois de ter a espevitada da Odessa. Queria uma delicadinha e dengosa. Sou apaixonada por coelhos e já sabia que ela se chamaria Bunny.

Então, eu estava a procura, quando ela apareceu na página de desapego para ser adotada. Olhei para ela e disse: Essa é a Bunny. Fiquei namorando ela e morrendo de medo de alguém chegar na frente. rsrs

Mas consegui.

Fiquei muito apaixonada pela Blythe. Foi amor à primeira vista.

A primeira mãe a enviou com carinho e cheia de mimos. (Muito grata).

 

Ela é uma Silver Snow customizada pela Fabi Alves.

 

Essa foto dela, toda folgada, foi escolhida como foto de agosto para o álbum do BlytheCon BH. Yupiii!

Le città, come i gatti, si mostrano di notte

Rupert Brooke

 

 

RESTAURO OTTIMALE .

 

COMO . ITALIA

 

Liliana Holländer

 

Chevrolet Volt Concept at the 2007 Detroit Auto Show

The GM platform heritage of this vehicle is obvious. This modification was designed by Henry Lauve.

15.06.2014 - GIORNATA DELLA PROCESSIONE DELLE TRAVI

 

Foto scattata con una Nikon D300.

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