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"Reconstruint bodegons"

 

Temps de Flors 2024, Girona.

 

Girona se convierte en un gran jardín urbano con la llegada de Temps de Flors, una fiesta primaveral que este año 2024 se celebra del 11 al 19 de mayo, ocho días para vivir todo el color y la belleza de la naturaleza. Como en todas las ediciones anteriores, la ciudad se adorna con vivos arreglos florales que engalanan edificios emblemáticos del casco histórico y un sinfín de rincones y plazas, dando vida a un espectáculo que cada año regala imágenes irrepetibles.

 

La 69 edición de la fiesta Temps de Flors, una exhibición de flores y plantas en jardines, calles y monumentos, regresa en 2024, llenando la ciudad de Girona con su esencia de deleite primaveral y en contacto con la naturaleza. Además de calles, plazas y escalinatas, espacios interiores como claustros, los subterráneos de la Catedral o los Baños Árabes, junto a un sinfín de patios habitualmente privados, volverán a abrir sus puertas para recibir a un público entregado.

 

En total, este año se pueden contemplar 109 instalaciones florales repartidas en 12 barrios gerundenses: Barri Vell, Can Gibert del Pla, Carme, Devesa, Eixample, Fontajau, Mercadal, Montilivi, Santa Eugènia, Sant Narcís, Taialà y Vall de Sant Daniel. Algunos están realizados por jardineros profesionales, mientras otros son obra de asociaciones vecinales e incluso estudiantes de colegios e institutos.

 

Girona becomes a large urban garden with the arrival of Temps de Flors, a spring festival that this year 2024 will be celebrated from May 11 to 19, eight days to experience all the color and beauty of nature. As in all previous editions, the city is adorned with vivid floral arrangements that adorn emblematic buildings in the historic center and countless corners and squares, giving life to a spectacle that each year provides unrepeatable images.

 

The 69th edition of the Temps de Flors festival, an exhibition of flowers and plants in gardens, streets and monuments, returns in 2024, filling the city of Girona with its essence of spring delight and in contact with nature. In addition to streets, squares and staircases, interior spaces such as cloisters, the basement of the Cathedral or the Arab Baths, along with an endless number of usually private patios, will reopen their doors to welcome a dedicated public.

 

In total, this year you can see 109 floral installations spread across 12 Girona neighborhoods: Barri Vell, Can Gibert del Pla, Carme, Devesa, Eixample, Fontajau, Mercadal, Montilivi, Santa Eugènia, Sant Narcís, Taialà and Vall de Sant Daniel. Some are made by professional gardeners, while others are the work of neighborhood associations and even students from schools and institutes.

Il Tempio cosiddetto di Nettuno (detto anche Tempio di Poseidone) è il tempio più grande dell'antica polis di Poseidonia (nota con il nome romano di Pæstum), costruito intorno alla metà del V secolo a.C. (444-440 a.C.), epoca di maggiore fioritura del centro.

 

it.wikipedia.org/wiki/Tempio_di_Nettuno_(Paestum)

Séance d'essai d'un nouveau télé ...Le ciel était vraiment intéressant ce soir-là ! Visitez aussi ma page pro "Guide Photo Animalière"

www.facebook.com/Gil.Streichert/

 

Quin valor tenen del temps els coloms, segur que ben diferent que nosaltres. Viure sense preses.

Par temps clair, vous pouvez voir pendant plus de 100 kilomètres.

 

Vue depuis le Mont Ventoux (1910m) dans le département du Vaucluse sur le département de la Drôme jusqu'aux sommets enneigés du département de l'Isère, région d'Auvergne-Rhône-Alpes, France.

 

On a clear day, you can see for more than 100 kilometers.

 

View from Mont Ventoux (1910m) in the Vaucluse department over the Drôme department to the snow-covered peaks of the Isère department, region of Auvergne-Rhône-Alpes, France.

 

Sommets éloignés, du centre de l'image, de gauche à droite (Distant peaks, from centre of image, from left to right):

Le Grand pic de Belledonne (2977m), le point culminant de la chaîne de Belledonne, département de l’Isère. (Distance du Mont Ventoux: 124km).

Le Taillefer (2857m), le point culminant du massif du Taillefer, au sud-est de Grenoble. département de l’Isère. (Distance du Mont Ventoux: 109km).

Le Grand Armet (2792m), massif du Taillefer, département de l’Isère. (Distance du Mont Ventoux: 103km).

Pic Bayle (3465m), le point culminant du Massif des Grandes Rousses, département de l’Isère. (Distance du Mont Ventoux: 127km).

 

More peaks: www.flickr.com/photos/191876035@N02/albums/72177720296977340

 

- image by Phil Brandon Hunter - www.philbhu.com - Ref code: PA030008a

 

Foto classificada a la Lliga Social del Grup Foto Havana (GFH) en la categoria BiN tema "Medis de Transport".

La EXPO de la Lliga Social GFH BiN aquí:

www.flickr.com/photos/101004628@N08/galleries/72157638454...

Les rosiers sont toujours en fleurs malgré le temps gris et pluvieux.

«Un albero occupa sopratutto tempo, due alberi occupano il medesimo tempo ma uno spazio maggiore» 1976, Mario Merz

 

"La natura è l'equilibrio", Fondazione Merz, Torino

 

Zenit 3m (1966) + Tair 11 (1957) f2,8 133mm + Kodak 200 Gold + esposizione a stima ( regola del 16 "accomodata")

www.lastampa.it/2016/07/04/torinosette/primapagina/segnal...

 

L'opera del 76 (terra e tubi al neon) fa parte di un gruppo di istallazioni della mostra "La natura è l'equilibrio". La luce naturale presente era particolare. Precorrendo i tempi Mario Merz aveva posto l'accento su un'aspetto fondamentale del ns. tempo, il ns rapporto con la natura.....lo spazio della vecchia centrale termica dello stabilimento Lancia trovo sia un bellissimo contenitore, mi è piaciuto molto il dialogo, attraverso delle vetrate, con i palazzi, con il mondo circostante, lo vedrete nelle mie fotografie successive....una mostra molto raffinata e poetica...l'Arte Povera che non vuole stupire ma bisbigliare ....

Dal punto di vista fotografico ho voluto fare un esperimento, pensando di trovare una struttura abbastanza aperta verso la luce naturale e con buone dimensioni strutturali oltre all'utilizzo di un 50mm (b&w) ho voluto provare a scattare un rullino a colori esclusivamente con un 135mm per avere una particolare visione e profondità di campo....

 

ALENTEJO

A lua que te ilumina,

Terra da cor dos olhos de quem olha!

A paz que se adivinha

Na tua solidão

Que nenhuma mesquinha

Condição

Pode compreender e povoar!

O mistério da tua imensidão

Onde o tempo caminha

Sem chegar!...

( Miguel Torga )

 

Évora - PORTUGAL

Agrigento - Valle dei Templi

Una delle tante perle della Sicilia

Su Explore del 23.04.2009

Rivière St-Charles Québec

AF-S-A100R1-CM

Il tempo scorre,ma la rupe di Montefalcone Appennino sembra non accorgersene. Si è formata nell'Era Pliocenica e dopo tutti questi anni è ancora così. Di origine calcarea,è ricca di fossili e sulla parete,modellata da vento e pioggia,nidifica il Falco pellegrino.

 

Time is running, but the cliff Montefalcone Appennino seems not to notice. It consists of Pliocene Era and after all these years is still so. Of limestone, is rich in fossils and on the wall, shaped by wind and rain, the peregrine falcon nests.

Bourgenay

Helios 44-2 élément avant inversé

La terra ♫ (Odt Oddity)

 

Mi è già successo, sarà una cosa banale, ma è sempre una sorpresa. Mettere un rullino in una macchina d'epoca e, dopo averlo sviluppato, vedere alcune immagini che sembrano d'epoca anch'esse.

E' una questione di tipologia e di lenti, certo, per di più rese ancora meno nitide e incise dal tempo, passato più di un secolo da quando sono state montate nella fotocamera.

Chissà chi era l'operaio che dall'altra parte dell'oceano, in America, le ha montate nei primi anni del 1900 in questa vecchia Kodak. Chissà se col suo stipendio poteva permettersi di comprare le fotocamere che costruiva, e se esiste una sua foto. Chissà chi è stato ad acquistarla, e che fotografie ci ha fatto. Forse le prime erano di una New York ancora senza i grattacieli, con i cavalli per le strade, le poche automobili che ancora somigliavano di più alle vecchie carrozze.

E chissà da quanto questa fotocamera non scattava una foto. Dentro c'è un pezzo di carta ripiegata e ingiallita, messa per tenere meglio fermo il rocchetto con il film non ancora esposto, che altrimenti si muove un po' troppo. Non ho ancora avuto il coraggio di toglierla e dispiegarla - temendo di romperla - per vedere se c'è scritto qualcosa.

Chissà, forse è proprio questione di lenti. O forse, rimasta chiusa in un cassetto, questa vecchia Kodak non sa che è passato un secolo e produce immagini che sembrerebbero scattate cento anni fa.

Così ha fatto per questo panorama del sud Sardegna con le rovine del castello del Conte Ugolino (sì, quello dell'Inferno di Dante e del “fiero pasto”) che, se non fosse per la casa di cemento che si intravede tra gli alberi, avrei pensato fosse davvero una veduta della fine '800 inizi '900.

... andando per pietre vecchie ...

 

arriviamo a quello che forse il meglio conservato della valle, ed uno dei più belli d' Italia, tra quelli del v Secolo A.C.

 

it.wikipedia.org/wiki/Valle_dei_Templi

  

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