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“Une journée nuageuse ne peut rien contre un tempérament radieux.”
William Arthur Ward
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Le temps n'a pas toujours une égale valeur,
Tu cours et je suis immobile,
Je t'attends; cela met quelque chose en mon coeur
De frénétique et de débile !
J'entame avec l'instant un infime combat
Que départage le silence.
L'heure, qui tout d'abord semblait me parler bas,
Frappe soudain à coups de lance.
Elle semble savoir, et garder son secret,
Le destin se confie à elle;
On ne pénètre pas dans cette ample forêt
Où rien n'est promis ni fidèle !
- Puisque la passion, en son sauvage trot,
Gaspille sa richesse amère,
Révérons ces instants de la vie éphémère
Dont chacun nous semblait de trop !
Anna de Brancovan, comtesse de Noailles
Femme de lettres française (1876-1933) dont la poésie lyrique et néoromantique exprime un amour sensuel de la nature et de la vie.
My firtst book's cover,
Mon premier album illustré, la couverture
"Le Magicien du temps",
J.Taboni-Miserazzi and S.Cordero
Les Grands Albums Bilboquets
october 2010
Temple of Romolus is a little octagonal construction which should be recognized as the Temple of the Suffered, rather than the temple which emperor Maxentius dedicated to the memory of his son Romulus died in 309 and buried on Via Appia.
Via dei Fori Imperiali, Via Sacra
Our flight yesterday (UAL931) ended up going a bit further north than usual to avoid bad weather. We passed just to the south of Godhavn, Grønland, on the southern edge of Disko Island, of which these photos are all of. (It's more of a cluster of islands. And it doesn't seem to contain any discos.)
Godhavn spreads along the peninsula at the bottom. If you look close you can see the airfield.
Disteso sul fianco passo il tempo, passo il tempo
fra intervalli di tempo e terra rossa.
Cambiando cambiando prospettive
cerco di capire il verso giusto,
il giusto slancio per ripartire
Questa partenza è la mia fortuna
Un orizzonte che si avvicina
Sotto il mio camion c'è la mia cucina
e intanto aspetto aspetto aspetto
che il fango liberi le mie ruote
che la pianura calmi la paura
che il giorno liberi la nostra notte
tutti insieme, tutti insieme
Ma tutti insieme siamo tanti, siamo distanti
siamo fragili macchine che non osano andare più avanti
siamo vicini ma completamente fermi
siamo famosi istanti divenuti eterni
E continuare per questi pochi chilometri sempre pieni di ostacoli
e baratri da oltrepassare sapendo già
che fra un attimo ci dovremo di nuovo fermare
Da qui passeranno tutti o non passerà nessuno
con le scarpe nelle mani, in fila ad uno ad uno
Da qui passeranno tutti fino a quando c'è qualcuno
perché l'ultimo che passa vale come il primo
Life is sweet!
Un ponte lascia passare le persone
un ponte collega i modi di pensare
un ponte chiedo solamente
un ponte per andare andare andare
E non bastava già questa miseria
Alzarsi e non avere prospettiva
E le punture quando viene sera
e la paura la paura
La paura che ci arresta che ci tempesta
non insetti che volano ma proiettili sopra la testa
È una puntura ma direi che è un po' diversa
La cura c'è ma l'aria non è più la stessa
E continuare non è soltanto una scelta
ma è la sola rivolta possibile.
Senza dimenticare che dopo pochi chilometri
ci dovremo di nuovo fermare
Da qui passeranno tutti o non passerà nessuno
con le scarpe nelle mani, in fila ad uno ad uno
Da qui passeranno tutti fino a quando c'è qualcuno
perché l'ultimo che passa vale come il primo
Life is sweet!
A prescindere dal tempo che è un concetto qui inutilizzabile
mi basterebbe avere un posto da raggiungere
Da qui passeranno tutti o non passerà nessuno
con le scarpe nelle mani, in fila ad uno ad uno
Da qui passeranno tutti fino a quando c'è qualcuno
perché l'ultimo che passa vale come il primo
Life is sweet!
uno dei miei più grandi desideri: fotografare e interpretare le meraviglie del nostro paese per comunicare quanto è prezioso questo nostro tesoro...
Il tempio di Vesta è un piccolo tempio rotondo (tholos) situato all'estremità orientale del Foro Romano a Roma, lungo la via Sacra accanto alla Regia ed alla Casa delle Vestali: insieme a quest'ultimo edificio costituiva un unico complesso religioso, con il nome di atrium Vestae.
I resti attualmente visibili appartengono ad una parziale ricostruzione moderna dell'ultima fase dell'edificio, che comprende alcuni elementi originali in marmo completati in travertino. In questa fase il tempio monoptero era costituito da un podio circolare in opera cementizia rivestito da lastre di marmo, dal diametro di circa 15 metri, che sosteneva la cella rotonda; dal podio sporgevano i piedistalli per le venti colonne corinzie che costituivano la peristasi. L'edificio doveva essere coperto da un tetto conico, con un buco centrale per i fumi del fuoco acceso all'interno.
Il tempio di Vesta è probabilmente tra i più antichi di Roma, risalente forse all'epoca in cui la città era ancora limitata al Palatino e costituita da un'aggregazione di villaggi e quindi prima della realizzazione del Foro. Secondo la tradizione romana la decisione della sua costruzione si deve a Numa Pompilio.
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Cliché réalisé dans le Massif des Aiguilles Rouges (Haute-Savoie). Lis Martagon - Lilium martagon (Liliacées).