View allAll Photos Tagged servig
MADONNA CON BAMBINO E SANTI (1484).
Dettaglio: S. Lucia
Sulla cornice è riportata, con una scrittura gotica, la data del 23 settembre 1484. L’artista è un monaco di una certa cultura figurativa. Il marchese Bertramino, inginocchiato, in posizione gerarchica, che offre il suo servigio. Sono presenti Santa Lucia, con l’attributo degli occhi, e Sant’Antonio, con il famoso fuoco. Al di sotto c’è lo stemma del marchese Bertramino, della casata dei Malaspina, composto da varie spine e un albero con le radici, il rovo, di due colori: il rosso sopra, e il giallo sotto. È presente anche Sant’Apollonia. I personaggi sono indicati nella cornice, come avveniva in età carolingia.
La Madonna è coronata da una struttura a nimbo, simbolo che ha sopportato la settimana santa. Gesù tiene in mano il mundus, simile a quello su cui è seduto a San Vitale, a Ravenna. Sulla veste di Sant’Antonio è presente una gammadia, la tau τ, simbolo di anacoreta del deserto: ricorda una croce, viene dall’Egitto e quindi dalla Chiesa orientale, ed è anche il simbolo di San Francesco. Sant’Apollonia tiene la tenaglia, perché le sono stati estratti tutti i denti, per farla abiurare. Il velario di perle dietro la madonna è il suo simbolo: la perla indica la regalità. Il bianco indica la purezza e la verginità della Madonna; il rosa indica la sua partecipazione al martirio; il color albicocca è un colore insolito, e potrebbe rappresentare l’infanzia di Gesù; l’oro invece è un colore portatore di luce.
La prospettiva è solo avviata, anche se l’affresco è stato realizzato dopo Piero della Francesca, Brunelleschi e Alberti. C’è un tentativo di legame con Pavia e il mondo emiliano, ma riesce a malapena a sagomare il gradino del trono abbassato e la progressione dei due santi. Il fondale, prezioso, appiattisce.
Sant’Antonio ha come simbolo anche il maiale, emblema dello stare nel deserto, tentato dal demonio. Il maiale è nero appunto perché demoniaco. L’eum porcello veniva invocato contro la pestilenza. L’incisione di Maria non è visibile, mentre il motivo del vestito è floreale.
Tratto da:
MADONNA CON BAMBINO E SANTI (1484).
Dettaglio: S. Alberto.
Sulla cornice è riportata, con una scrittura gotica, la data del 23 settembre 1484. L’artista è un monaco di una certa cultura figurativa. Il marchese Bertramino, inginocchiato, in posizione gerarchica, che offre il suo servigio. Sono presenti Santa Lucia, con l’attributo degli occhi, e Sant’Antonio, con il famoso fuoco. Al di sotto c’è lo stemma del marchese Bertramino, della casata dei Malaspina, composto da varie spine e un albero con le radici, il rovo, di due colori: il rosso sopra, e il giallo sotto. È presente anche Sant’Apollonia. I personaggi sono indicati nella cornice, come avveniva in età carolingia.
La Madonna è coronata da una struttura a nimbo, simbolo che ha sopportato la settimana santa. Gesù tiene in mano il mundus, simile a quello su cui è seduto a San Vitale, a Ravenna. Sulla veste di Sant’Antonio è presente una gammadia, la tau τ, simbolo di anacoreta del deserto: ricorda una croce, viene dall’Egitto e quindi dalla Chiesa orientale, ed è anche il simbolo di San Francesco. Sant’Apollonia tiene la tenaglia, perché le sono stati estratti tutti i denti, per farla abiurare. Il velario di perle dietro la madonna è il suo simbolo: la perla indica la regalità. Il bianco indica la purezza e la verginità della Madonna; il rosa indica la sua partecipazione al martirio; il color albicocca è un colore insolito, e potrebbe rappresentare l’infanzia di Gesù; l’oro invece è un colore portatore di luce.
La prospettiva è solo avviata, anche se l’affresco è stato realizzato dopo Piero della Francesca, Brunelleschi e Alberti. C’è un tentativo di legame con Pavia e il mondo emiliano, ma riesce a malapena a sagomare il gradino del trono abbassato e la progressione dei due santi. Il fondale, prezioso, appiattisce.
Sant’Antonio ha come simbolo anche il maiale, emblema dello stare nel deserto, tentato dal demonio. Il maiale è nero appunto perché demoniaco. L’eum porcello veniva invocato contro la pestilenza. L’incisione di Maria non è visibile, mentre il motivo del vestito è floreale.
Tratto da:
MADONNA CON BAMBINO E SANTI (1484).
Dettaglio: S. Apollonia.
Sulla cornice è riportata, con una scrittura gotica, la data del 23 settembre 1484. L’artista è un monaco di una certa cultura figurativa. Il marchese Bertramino, inginocchiato, in posizione gerarchica, che offre il suo servigio. Sono presenti Santa Lucia, con l’attributo degli occhi, e Sant’Antonio, con il famoso fuoco. Al di sotto c’è lo stemma del marchese Bertramino, della casata dei Malaspina, composto da varie spine e un albero con le radici, il rovo, di due colori: il rosso sopra, e il giallo sotto. È presente anche Sant’Apollonia. I personaggi sono indicati nella cornice, come avveniva in età carolingia.
La Madonna è coronata da una struttura a nimbo, simbolo che ha sopportato la settimana santa. Gesù tiene in mano il mundus, simile a quello su cui è seduto a San Vitale, a Ravenna. Sulla veste di Sant’Antonio è presente una gammadia, la tau τ, simbolo di anacoreta del deserto: ricorda una croce, viene dall’Egitto e quindi dalla Chiesa orientale, ed è anche il simbolo di San Francesco. Sant’Apollonia tiene la tenaglia, perché le sono stati estratti tutti i denti, per farla abiurare. Il velario di perle dietro la madonna è il suo simbolo: la perla indica la regalità. Il bianco indica la purezza e la verginità della Madonna; il rosa indica la sua partecipazione al martirio; il color albicocca è un colore insolito, e potrebbe rappresentare l’infanzia di Gesù; l’oro invece è un colore portatore di luce.
La prospettiva è solo avviata, anche se l’affresco è stato realizzato dopo Piero della Francesca, Brunelleschi e Alberti. C’è un tentativo di legame con Pavia e il mondo emiliano, ma riesce a malapena a sagomare il gradino del trono abbassato e la progressione dei due santi. Il fondale, prezioso, appiattisce.
Sant’Antonio ha come simbolo anche il maiale, emblema dello stare nel deserto, tentato dal demonio. Il maiale è nero appunto perché demoniaco. L’eum porcello veniva invocato contro la pestilenza. L’incisione di Maria non è visibile, mentre il motivo del vestito è floreale.
Tratto da:
Nella sua cameretta colorata ed accogliente, un bimbo dai capelli rossi, gioca spensierato con i suoi balocchi, amici pupazzi allegri e gioiosi...il bimbo è concentrato, non esiste alcun pensiero di malizia o negatività. I suoi amichetti di spugna saltellano e creano evoluzioni per il suo divertimento, serenamente, un piccolo dettaglio sfugge agli occhi di ingenuo fanciullo: i ghigni malefici dei burattinai alle sue spalle, fuoriusciti dal buio, osservano divertiti i movimenti dei succubi pupazzi di spugna ai loro servigi...
Tecnica: disegno con tavoletta grafica e colorazione digitale con il programma di grafica 2D Adobe Photoshop
MADONNA CON BAMBINO E SANTI (1484).
Sulla cornice è riportata, con una scrittura gotica, la data del 23 settembre 1484. L’artista è un monaco di una certa cultura figurativa. Il marchese Bertramino, inginocchiato, in posizione gerarchica, che offre il suo servigio. Sono presenti Santa Lucia, con l’attributo degli occhi, e Sant’Antonio, con il famoso fuoco. Al di sotto c’è lo stemma del marchese Bertramino, della casata dei Malaspina, composto da varie spine e un albero con le radici, il rovo, di due colori: il rosso sopra, e il giallo sotto. È presente anche Sant’Apollonia. I personaggi sono indicati nella cornice, come avveniva in età carolingia.
La Madonna è coronata da una struttura a nimbo, simbolo che ha sopportato la settimana santa. Gesù tiene in mano il mundus, simile a quello su cui è seduto a San Vitale, a Ravenna. Sulla veste di Sant’Antonio è presente una gammadia, la tau τ, simbolo di anacoreta del deserto: ricorda una croce, viene dall’Egitto e quindi dalla Chiesa orientale, ed è anche il simbolo di San Francesco. Sant’Apollonia tiene la tenaglia, perché le sono stati estratti tutti i denti, per farla abiurare. Il velario di perle dietro la madonna è il suo simbolo: la perla indica la regalità. Il bianco indica la purezza e la verginità della Madonna; il rosa indica la sua partecipazione al martirio; il color albicocca è un colore insolito, e potrebbe rappresentare l’infanzia di Gesù; l’oro invece è un colore portatore di luce.
La prospettiva è solo avviata, anche se l’affresco è stato realizzato dopo Piero della Francesca, Brunelleschi e Alberti. C’è un tentativo di legame con Pavia e il mondo emiliano, ma riesce a malapena a sagomare il gradino del trono abbassato e la progressione dei due santi. Il fondale, prezioso, appiattisce.
Sant’Antonio ha come simbolo anche il maiale, emblema dello stare nel deserto, tentato dal demonio. Il maiale è nero appunto perché demoniaco. L’eum porcello veniva invocato contro la pestilenza. L’incisione di Maria non è visibile, mentre il motivo del vestito è floreale.
Tratto da:
MADONNA CON BAMBINO E SANTI (1484).
Dettaglio: S. Alberto e S. Apollonia.
Sulla cornice è riportata, con una scrittura gotica, la data del 23 settembre 1484. L’artista è un monaco di una certa cultura figurativa. Il marchese Bertramino, inginocchiato, in posizione gerarchica, che offre il suo servigio. Sono presenti Santa Lucia, con l’attributo degli occhi, e Sant’Antonio, con il famoso fuoco. Al di sotto c’è lo stemma del marchese Bertramino, della casata dei Malaspina, composto da varie spine e un albero con le radici, il rovo, di due colori: il rosso sopra, e il giallo sotto. È presente anche Sant’Apollonia. I personaggi sono indicati nella cornice, come avveniva in età carolingia.
La Madonna è coronata da una struttura a nimbo, simbolo che ha sopportato la settimana santa. Gesù tiene in mano il mundus, simile a quello su cui è seduto a San Vitale, a Ravenna. Sulla veste di Sant’Antonio è presente una gammadia, la tau τ, simbolo di anacoreta del deserto: ricorda una croce, viene dall’Egitto e quindi dalla Chiesa orientale, ed è anche il simbolo di San Francesco. Sant’Apollonia tiene la tenaglia, perché le sono stati estratti tutti i denti, per farla abiurare. Il velario di perle dietro la madonna è il suo simbolo: la perla indica la regalità. Il bianco indica la purezza e la verginità della Madonna; il rosa indica la sua partecipazione al martirio; il color albicocca è un colore insolito, e potrebbe rappresentare l’infanzia di Gesù; l’oro invece è un colore portatore di luce.
La prospettiva è solo avviata, anche se l’affresco è stato realizzato dopo Piero della Francesca, Brunelleschi e Alberti. C’è un tentativo di legame con Pavia e il mondo emiliano, ma riesce a malapena a sagomare il gradino del trono abbassato e la progressione dei due santi. Il fondale, prezioso, appiattisce.
Sant’Antonio ha come simbolo anche il maiale, emblema dello stare nel deserto, tentato dal demonio. Il maiale è nero appunto perché demoniaco. L’eum porcello veniva invocato contro la pestilenza. L’incisione di Maria non è visibile, mentre il motivo del vestito è floreale.
Tratto da:
MADONNA CON BAMBINO E SANTI (1484).
Dettaglio: S. Lucia e S. Antonio Abate
Sulla cornice è riportata, con una scrittura gotica, la data del 23 settembre 1484. L’artista è un monaco di una certa cultura figurativa. Il marchese Bertramino, inginocchiato, in posizione gerarchica, che offre il suo servigio. Sono presenti Santa Lucia, con l’attributo degli occhi, e Sant’Antonio, con il famoso fuoco. Al di sotto c’è lo stemma del marchese Bertramino, della casata dei Malaspina, composto da varie spine e un albero con le radici, il rovo, di due colori: il rosso sopra, e il giallo sotto. È presente anche Sant’Apollonia. I personaggi sono indicati nella cornice, come avveniva in età carolingia.
La Madonna è coronata da una struttura a nimbo, simbolo che ha sopportato la settimana santa. Gesù tiene in mano il mundus, simile a quello su cui è seduto a San Vitale, a Ravenna. Sulla veste di Sant’Antonio è presente una gammadia, la tau τ, simbolo di anacoreta del deserto: ricorda una croce, viene dall’Egitto e quindi dalla Chiesa orientale, ed è anche il simbolo di San Francesco. Sant’Apollonia tiene la tenaglia, perché le sono stati estratti tutti i denti, per farla abiurare. Il velario di perle dietro la madonna è il suo simbolo: la perla indica la regalità. Il bianco indica la purezza e la verginità della Madonna; il rosa indica la sua partecipazione al martirio; il color albicocca è un colore insolito, e potrebbe rappresentare l’infanzia di Gesù; l’oro invece è un colore portatore di luce.
La prospettiva è solo avviata, anche se l’affresco è stato realizzato dopo Piero della Francesca, Brunelleschi e Alberti. C’è un tentativo di legame con Pavia e il mondo emiliano, ma riesce a malapena a sagomare il gradino del trono abbassato e la progressione dei due santi. Il fondale, prezioso, appiattisce.
Sant’Antonio ha come simbolo anche il maiale, emblema dello stare nel deserto, tentato dal demonio. Il maiale è nero appunto perché demoniaco. L’eum porcello veniva invocato contro la pestilenza. L’incisione di Maria non è visibile, mentre il motivo del vestito è floreale.
Tratto da:
Manufacturer of Wooden & Iron Manufacturer of Wooden &
#gift #giftitem #wooden #iron #manufacturing #furnituredesign #decor #decorative #indiancraft #indiancrafthouse #decor #jodhpur #walldecor #tabledecor #iron #wooden #trolley #servig
Professore di fisica teorica all’Università di Gottinga. conoscitore profondo di tutti i più importanti problemi attuali della fisica, ha marcato una notevole influenza sugli studi di questi ultimi quindici anni. Scienziato che unisce uno spiccatissimo senso fisico ad una eccezionale cultura matematica, ha reso importanti servigi attraverso i propri contributi e come incitatore di numerose ricerche teoriche e sperimentali. Le sue idee sulla struttura cristallina, le sue applicazioni termochimiche, e le ricerche sulla coesione che ne dedusse, i calcoli dei coefficienti di compressibilità e della affinità, costituiscono una delle ricerche più geniali ed organiche di questo ultimo decennio Fondatore della meccanica quantistica. ha avuto largo numero di allievi e di seguaci in tutto il mondo.
Teheran contro Berlusconi: "Servigi ai padroni israeliani". Frattini: al servizio dei nostri valori. www.unita.it/news/mondo/94593/teheran_contro_berlusconi_s...
Scatola dipinta appartenente al sacerdote di Amun Amenhotep contenente Shabti in ceramica, Tebe, 21a Dinastia 1.070-945 a.C. Gli Shabti erano figure funerarie che costituivano un elemento indispensabile del corredo funebre. In certi casi erano doni delle persone vicine al defunto per guadagnarsi la sua benevolenza dall’aldilà e per garantire i propri servigi anche dopo la morte.
Da quanto tempo nessuno si sedeva sulle panchine di legno deteriorato, che ormai da decenni erano posizionate in una strana piazzetta toccata da una stradina a Mombasiglio. Eppure loro erano ancora lì, a monito del tempo che scorre, e parevano sconsolate. Non era rimasto che un gatto permaloso, ad usufruire dei loro servigi...
Torino, 14/3/1844 - Monza, 29/7/1900
Molti sono i meriti unanimamente riconosciuti di quest'ottimo monarca. Su questo monumento in suo onore, ad Aosta, due semplici aggettivi lo ricordano:
buono
leale
Buono e leale lo fu in particolare quando spedì al generale Fiorenzo Bava-Beccaris, dopo che questi aveva represso a cannonate una manifestazione di piazza a Milano (un centinaio di morti, dissero i questurini), i seguenti telegrammi:
«Ella ha reso un grande servigio al Re e alla patria».
e un mese dopo
«Ho preso in esame le proposte delle ricompense presentatemi dal ministro della guerra a favore delle truppe da lei dipendenti e col darvi la mia approvazione fui lieto e orgoglioso di onorare la virtù di disciplina, abnegazione e valore di cui esse offersero mirabile esempio. A lei poi personalmente volli offrire di motu proprio la Croce di Grand'Ufficiale dell'Ordine Militare di Savoia, per rimeritare il grande servizio che Ella rese alle istituzioni ed alla civiltà e perché Le attesti col mio affetto la riconoscenza mia e della patria. Umberto».
Tre colpi anarchici di pistola (o quattro, le fonti sono incerte a questo proposito) lo abbatterono.
This small platter could be used for shrimp cocktail or hummus and pita chips.
Measures 7" across and the bowl is 1 1/'4" tall.
Flaxenk123.etsy.com
Il gatto non offre servigi. Il gatto offre se stesso. Naturalmente vuole cura e un tetto. Non si compra l’amore con niente. Come tutte le creature, pure i gatti sono pratici.
— William S. Burroughs