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01BI Piedicavallo N1705989 => nota
Via Roma, un po' più a valle della chiesa parrocchiale. La costruzione in pietra a sinistra è la chiesa valdese.
Chiesa parrocchiale di San Michele: risalente al XVIII secolo, al suo interno sono presenti un dossale e un pulpito ligei anch'essi del XVIII secolo
Piedicavallo (Pedcaval in piemontese) è un comune italiano di 210 abitanti della provincia di Biella, in Piemonte, situato in Alta Valle Cervo.VEDI
1] Piedicavallo (BI): San Michele, altre foto
+❸
Mais um dos quadros que pertençe á exposição "quando olho, sinto"- vendido
It´s a mixed media painting from my exhibition - sold
Più da vicino e con una esposizione corretta per la gigantografia retroilluminata...
Ecco gli accostamenti che più amo in casa come in un museo...il classico con il moderno, il sacro con il profano, il formale con l'informale...insomma contrasti e dialoghi di cose apparentemente diverse...qui fa bella mostra di se un rinoceronte di Marotta sotto una gigantografia di una opera di Dürer, a lato della grande sala i capolavori custoditi dalla fondazione Magnani Rocca inerenti il rinascimento e prima ancora. Questo ambiente è l'anticamera dell'esposizione vera e propria dei pezzi POP....
www.artribune.com/2012/11/gino-marotta-unopera-da-ricorda...
#fondazionemagnanirocca
Ferrania Condor 1 (1950) Officine Galileo Firenze , Eliog 50mm f3,5 + Kodak Gold 200 tirata a 800 asa
Tem um passaguinho voando pra casinha hoje!!!!
Ale, tá prontinho tá amore?
todinho seu!
Uma beijoca
Um excelente dia pra todas nós!
E vamos que vamos...
PHOTO TAKEN AT ----Basilica of Santa Maria Maggiore, (mOTHER OF cHURCHES) ROME
Basilica of Santa Maria Maggiore is a Papal major basilica and the largest Catholic Marian church in Rome, Italy.
As a papal basilica, Santa Maria Maggiore is often used by the pope. He presides over the rites for the annual Feast of the Assumption of Mary on 15 August there. Except for a few priests and the basilica's archpriest, the canopied high altar is reserved for use by the pope alone.
Cardinal Mastai Ferretti entered the papacy in 1846, amidst widespread expectations that he would be a champion of reform and modernization in the papal states, which he ruled directly, and in the entire Catholic Church. Admirers wanted him to lead the battle for Italian independence. His later turn toward profound conservatism shocked and dismayed his original supporters, while surprising and delighting the conservative old guard.
Several times during his pontificate, Pius IX considered leaving Rome. One occurrence was in 1862, when Giuseppe Garibaldi was in Sicily gathering volunteers for a campaign to take Rome under the slogan Roma o Morte (Rome or Death). On 26 July 1862, before Garibaldi and his volunteers were stopped at Aspromonte: Pius IX confided his fears to Lord Odo Russell, the British Minister in Rome, and asked whether he would be granted political asylum in England after the Italian troops had marched in. Odo Russell assured him that he would be granted asylum if the need arose, but said that he was sure that the Pope's fears were unfounded.
Pope Pius IX died on 7 February 1878, aged 85, concluding the longest pontificate in papal history, after that of Saint Peter, whom tradition holds had reigned for 37 years. His last words were, "Guard the church I loved so well and sacredly".
L'altopiano si eleva rapidamente dalla pianura sottostante oltre i 1.000 m d'altitudine. Si tratta invero di una conca "coronata" da alcune cime rocciose: a sud-ovest il Costa, la Cima Valsotta, il Millifret e il Pizzoc, che lo dividono dalla Val Lapisina, ad est il gruppo del Cavallo, oltre il quale si trova il Piancavallo.
Sull'altopiano sono presenti vari fenomeni di origine carsica, in particolar modo doline e inghiottitoi. I più celebri sono il Bus de la Lum, il Bus della Genziana e l'Abisso del Col della Rizza i quali sono profondi rispettivamente -180, -585 e -794 metri.
Ovidio,Metamorfosi°
Scilla e Cariddi,le più belle,le sirene,le streghe,Medea e Cassandra del mio cuore.
Alice e Arianna.
*Nitimur in vetitum semper cupimusque negata.
Odero, si potero; si non, invitus amabo.*
Milano,Novembre 2010.
Il mio passato
Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che e’ passato
e’ come se non ci fosse mai stato.
Il passato e’ un laccio che
stringe la gola alla mia mente
e toglie energie per affrontare il mio presente.
Il passato e’ solo fumo
di chi non ha vissuto.
Quello che ho gia’ visto
non conta piu’ niente.
Il passato ed il futuro
non sono realta’ ma solo effimere illusioni.
Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacche’ non esiste altro tempo
che questo meraviglioso istante.
Alda Merini
arriveremo in alto,
sopra i palazzi,
a sfiorare il cielo.
una elevata umanità
we will arrive at the top,
over the buildings,
to touch the sky.
a high Humanity
Il più piccolo Airbus della A320's family made in Tolosa della compagnia Air France, si dirige verso la pista dell'aeroporto di Budapest Ferenc Liszt per decollare alla volta di Parigi Charles de Gaulle con il volo AF1395.
10/03/2017
A smallest aircraft of the Airbus A320's family managed by Air France taxiing to the runway of Budapest airport to taking-off heading Paris CDG.
Olive della varietà biancolilla.
A Caltabellotta la varietà principale di olive coltivate per la produzione dell’olio extra-vergine è quella biancolilla. Essa presenta delle piccole drupe che variano la loro colorazione dal bianco, quando si formano, al lilla, al momento della maturazione. Proprio per questo mutamento di colori si deve il loro nome. Scopri di più sulla produzione e l’estrazione dell’olio extravergine d’oliva di Caltabellotta attraverso il link di seguito.
Olives of the “biancolilla” variety.
In Caltabellotta, the main olive variety that is grown for the production of the extra-virgin oil, is the “biancolilla”. The small drupes change their color from white “bianco”, when they form, to light purple or “lilla”, when they are ripe. From this change in color derives the name biancolilla. Discover more on the production and the extraction of Caltabellotta extravirgin olive oil through the link below.
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Siate come bambini e lasciatevi sorprendere anche delle cose più piccole. La capacità di lasciarsi sorprendere è parte della gioia di vivere. Senza di essa prevalgono il cinismo e la disillusione.
PIU' CUORE, girando per Arquà Petrarca una bellissima opera di AlessioB
PIU 'CUORE, shooting a beautiful work by AlessioB in Arquà Petrarca
Puiol del Piu, Arinsal, La Massana parroquia, Vall nord, Andorra, Pyrenees
More Arinsal photos by Lutz Meyer: www.flickr.com/groups/ad400arinsal/pool
More La Massana parroquia photos by Lutz Meyer: www.flickr.com/groups/massana/
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Questa foto ritrare il transito più raro da me fotografato.
Martedì 12 giugno 2007, vengo a sapere di un possibile treno da Trieste Campo Marzio a Villa Opicina (che già son pochissimi) via Rozzol, cioè la linea secondaria che collega i due scali. La "Rozzol" è sicuramente più conosciuta come "Transalpina"; su questa linea un tempo circolavano diversi treni merci, ora, nel 2011 verranno effettuati forse 8-9 merci all'anno, tutti in discesa da Villa Opicina a Trieste Campo Marzio. Nel 2007 erano un pò più frequenti, ma niente di rilevante. Per questo motivo un merci IN SALITA è qualcosa di unico, rarissimo, sporadico..
Dal treno da me fotografato ad oggi mi risultano altri 3 in salita... cioè la media di uno all'anno.
In questo scatto vediamo l'E652 144 al traino di 22 pianali e 3 eanos presso il ponte della Scala Santa
Demorei para encontrar uma gaiolinha branca... Mas ela tem fundo livre para eles sairem quando quiserem...
Ma voglio di più di quello che vedi
voglio di più di questi anni amari
sai che non striscerò
per farmi valere
vivrò così cercando un senso anche per te...
( Voglio di più - Pino Daniele )
www.youtube.com/watch?v=b8Gu3Q5kC0c&feature=related
But I want more of what you see
I want moreof these bitter years
You know that'll crawl
for me to assert
I live so looking for a way for you ...
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click to activate the icon of slideshow: the small triangle inscribed in the small rectangle, at the top right, in the photostream;
clicca sulla piccola icona per attivare lo slideshow: sulla facciata principale del photostream, in alto a destra c'è un piccolo rettangolo (rappresenta il monitor) con dentro un piccolo triangolo nero;
www.worldphoto.org/sony-world-photography-awards/winners-...
www.fotografidigitali.it/gallery/2726/opere-italiane-segn...
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In the night between 9 and 10 July 1943, the Allies landed in Sicily, an event that marked a decisive chapter for the fate of the Second World War: the operation was intended to open a front in continental Europe, invade and defeat Italy, was called in code "Operation Husky". The Anglo-American army, with its ships and landing craft (totally 2800 units), with its 150 thousand men, with its 600 tanks, with its 1,000 cannons, appeared in front of the Sicilian coasts during the night: it consisted of two units, the US 7th Army commanded by General Patton, and the British 8th Army commanded by General Montgomery. The British sector landed on the eastern coast, between Noto, Pachino, Portopalo, while the American sector landed between Licata and Scoglitti, a coastal belt comprising the Gulf of Gela.
This premise to describe the places of my photographs, made between Gela and Licata, partly on those same beaches that saw the formidable landing of men and vehicles during the Second World War (not without bloodshed), often thinking of how places so beautiful they were the scene of tragic events about 77 years ago. A little regret of mine I was not being able to photograph a large American landing craft underwater, sunk about 500 meters from the coast, no more than 6-7 meters deep: it is about 20 years that I "go to find it" with free diving, and every time I see it I always feel a great emotion (sooner or later I will have to decide to get with me an underwater camera). I revisited (every time it is always a great emotion) the bunkers and casemates present on the whole stretch (and beyond) Licata-Gela, in some of them I entered inside, while in others the presence of earth made exploration impossible internal.
In the town of Licata I always feel strong emotions going for a stroll, especially in the oldest part of the town in its historic center: I saw the Black Christ, which is located inside the Mother Church, the Black Christ according to legend miraculously escaped the fire of the church started by the Saracens who, allied with the French, sacked Licata on 11 July 1553, claiming many victims; the wood did not burn but was only blackened by the flames, the faithful shouted a miracle, in reality it is very likely, as it was in use at the time, that instead the statue of Christ was carved on a dark wood; it is also said that the Saracens used incendiary arrows to burn the statue, the crucifix was however pierced by arrows by the Saracens, three are seen stuck in his body, an arrow is present just above the left eye, the original arrows were removed in followed by Maltese settlers and replaced with silver arrows. Wandering aimlessly, I found in the oldest part of the city, literally hidden from view behind a group of houses, a cave (unfortunately abandoned) that was certainly inhabited in ancient times (early Christian era?) Composed of two rooms and a central column, with small indentations carved into it, I imagine to be able to store objects. Licata is also characterized by being a country where many stray dogs live, I have never seen skeletonized dogs, a sign that the population to some extent takes care of them. Characteristic in Licata, on the other hand as in many Sicilian villages, to see men, most of them a little older, sitting together to converse in the small squares, perhaps outside their respective clubs, always in shaded areas sheltered of the summer heat wave.
My next photos, divided into groups, will have as their theme the town of Licata, and its beaches.
Most of the photos are confused-blurry-blurred-imprecise-indecisive ... the Anglo-Saxon term that encompasses with a single word this photographic genre is "blur", these photos were made in the shooting phase, deliberately lengthening the exposure, and not as an effect created subsequently, in retrospect, in the post-production phase.
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Nella notte tra il 9 e il 10 luglio 1943, avvenne lo sbarco degli Alleati in Sicilia, evento che segnò un capitolo determinante per le sorti della Seconda guerra mondiale: l’operazione aveva lo scopo di aprire un fronte nell’Europa continentale, invadere e sconfiggere l’Italia, venne chiamata in codice “Operazione Husky”. L'armata anglo-americana, con le sue navi e mezzi da sbarco (in toto 2800 unità), con i suoi 150 mila uomini, con i suoi 600 carri armati, con i suoi 1.000 cannoni, si presentò davanti alle coste siciliane durante la notte: essa era composta da due unità, la 7a Armata statunitense comandata dal generale Patton, e l’8° Armata britannica comandata dal generale Montgomery. Il settore britannico sbarcò sulla fascia costiera più ad oriente, tra Noto, Pachino, Portopalo, mentre il settore statunitense sbarcò tra Licata e Scoglitti, fascia costiera comprendente il golfo di Gela.
Questa premessa per descrivere i luoghi delle mie fotografie, realizzate tra Gela e Licata, in parte su quelle stesse spiagge che hanno visto il formidabile sbarco di uomini e mezzi durante la seconda guerra mondiale (non senza spargimento di sangue), ripensando spesso a come luoghi così belli siano stati scenario di eventi tragici circa 77 anni addietro. Un mio piccolo rammarico è stato il non poter fotografare sott’acqua un grosso mezzo navale da sbarco americano, affondato a circa 500 metri dalla costa, a non più di 6-7 metri di profondità: sono circa 20 anni che “lo vado ritrovare” con immersioni in apnea, ed ogni volta che lo vedo provo sempre una grande emozione (dovrò decidermi prima o poi a procurarmi una macchina fotografica subacquea). Ho rivisitato (ogni volta è sempre una grande emozione) i bunker e le casematte presenti su tutto il tratto (ed oltre) Licata-Gela, in alcuni di essi sono entrato dentro, mentre in altri la presenza di terra ha reso impossibile l’esplorazione interna.
Nel paese di Licata provo sempre forti emozioni andando a zonzo, soprattutto nella parte più antica del paese nel suo centro storico: ho rivisto il Cristo Nero, che si trova all’interno della Chiesa Madre, il Cristo Nero secondo la leggenda scampò miracolosamente all’incendio della chiesa appiccato dai Saraceni che, alleati coi Francesi, saccheggiarono Licata l’11 luglio 1553, mietendo tante vittime; il legno non bruciò ma venne solamente annerito dalle fiamme, i fedeli gridarono al miracolo, in realtà è molto probabile, come era in uso all’epoca, che invece la statua del Cristo fu scolpita su di un legno scuro; si narra anche che i saraceni usarono frecce incendiarie per bruciarne la statua, il crocifisso fu comunque trafitto dalle frecce dai saraceni, se ne vedono tre conficcate nel suo corpo, una freccia è presente poco sopra l’occhio sinistro, le frecce originali furono tolte in seguito dai coloni Maltesi e sostituite con frecce d’argento. Girovagando senza una meta precisa, ho trovato nella parte più antica della città, letteralmente nascosta alla vista dietro un gruppo di case, una grotta (purtroppo abbandonata) che anticamente fu certamente abitata (epoca paleocristiana ?) composta da due camere ed una colonna centrale, con delle piccole rientranze scavate al suo interno, immagino per potervi riporre degli oggetti. Licata è anche caratterizzata per essere un paese nel quale vivono molti cani randagi, non ho visto mai cani scheletriti, segno che la popolazione in qualche misura si prende cura di loro. Caratteristico a Licata, d'altronde come in tantissimi paesi siciliani, vedere gli uomini, la maggior parte un po’ più anziani, seduti insieme a conversare nelle piccole piazze, magari al di fuori dei rispettivi circoli, sempre in zone d’ombra al riparo della canicola estiva.
Le mie prossime foto, divise in gruppi, avranno come tema il paese di Licata, e le sue spiagge.
La maggior parte delle foto sono confuse-mosse-sfocate-imprecise-indecise...il termine anglosassone che racchiude con una sola parola questo genere fotografico è "blur", queste foto sono state così realizzate in fase di scatto allungando volutamente i tempi di esposizione, e non come un effetto creato successivamente, a posteriori, in fase di post-produzione.
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Angelo Ripamonti (news late 19th century) - Interior of the Pinacoteca di Brera (1880-90) - oil on canvas 90 x 104 cm. - Brera Art Gallery, Milan
Nel 1882 la Pinacoteca è separata dall’Accademia, distinguendo le funzioni museali da quelle di insegnamento. Però ancora per tutto l’Ottocento si presenterà così, poco diversa da come era nel 1809. I dipinti sono disposti molto fitti su più registri, con cornici omogenee in sostituzione di quelle originali. Anche se la tela è realizzata con pennellate veloci riconosciamo molte delle opere, alcune delle quali sono ora in deposito esterno, e comprendiamo il tipo di fruizione, elitaria e raffinata.
The Accademia was separated from the gallery in 1882 to distinguish its function as a museum from its teaching duties, yet it continued to look much as it had done in 1809 throughout most of the 19th century. Paintings crowd together on several levels and standard frames replace the originals. Despite the artist’s rapid brush strokes, we can identify many of the works, some of them now on permanent loan. Note the sophisticated, elite audience the museum sought to attract.
O aniversario da Driuks passou e queriamos fazer uma surpresa pra ela, então todas fotografamos algo que lembrasse a Dri e a minha contribuição foi, é logico, pintinhos!
Pra quem não sabe, a Dri amaaaa pintinhos.... principalmente se for pra brincar de tenis ou qualquer outro esporte onde se ataque uma bola hahahahhaha.
Sua assassina de pintinhus u____ú!!! kkkkkkkkk~
Mas voce não machucaria um piu piu fofo desses né Driiii??
Candy: Machuca eu não tia Driuks T___T~
Corre Candy, correeeee!! 8D
Torre della Muda o della Muta. Pisa
La bocca sollevò dal fiero pasto quel peccator, forbendola a’ capelli del capo ch’elli avea di retro guasto
Con queste parole Dante Alighieri inizia il canto XXXIII dell’Inferno, dedicato quasi completamente alle tragiche vicende che portarono alla morte del Conte Ugolino della Gherardesca, lasciato morire di fame coi figli e i nipoti per ordine dell’Arcivescovo Ruggieri che lo aveva accusato ingiustamente di tradimento.
qui la versione a colori
STRIGHT OUT OF CAMERA - just some darkening and cropping.
PRESS "F" IF YOU WANT TO SAVE THE PLANET FROM THE EVIL SORCERER !!!
:-D
Sono tornato sulla Torre Latinoamericana (183 metri per 45 piani) a Città del Messico.
Per anni è stata la torre più alta dell'America Latina, ora è la quinta più alta di Città del Messico. Questa volta sono salito al tramonto, la vista è assolutamente spettacolare. Purtroppo non avevo il treppiede e ho dovuto scattare a mano libera.
Scatto di una delle più grandi tombe a tumulo risalente al VII secolo a.C., sono sepolcri familiari appartenenti alle famiglie dell'aristocrazia dominante nella città (i cosiddetti "principi guerrieri"), situata nella Necropoli di Populonia; In versione BN.
Shoot one of the largest tombs mounds dating from the seventh century BC, they are family tombs belonging to the families of the dominant in the city (the so-called "warrior princes"), located in Populonia Necropolis; In BW version.
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Più e Meno, l'ultimo spettacolo del nostro laboratorio.
Tema: Equilibrio.
Basato sul testo di Philippe Petit "Trattato di funambolismo", Ponte alle Grazie.
Qualche tempo fa avevo pubblicato delle foto dell'allestimento, mi avevate dato anche dei suggerimenti.
Abbiamo debuttato già da un po'. Alla replica odierna Alberto è venuto a fotografare. Bravo Alberto.
Il colle tufaceo su cui sorge Civita è minato alla base dalla continua erosione di due torrentelli che scorrono nelle valli sottostanti e dall’azione delle piogge e del vento: si sta dunque sgretolando, lentamente ma inesorabilmente.
Il borgo, dove resistono a vivere poche famiglie, sta franando, evaporando - si sta smarrendo: domani non sarà che un miraggio, come i sogni più belli, come Venezia (anch’essa condannata dalle acque), come tutto ciò che rivela la fragilità, l’impotenza umana.
La più bella definizione di Civita è del suo figlio Bonaventura Tecchi: “la città che muore”.
Il destino quasi segnato del luogo, il paesaggio irreale dei calanchi argillosi che assediano il borgo, i loro colori tetri che contrastano con quelli dorati del tufo, fanno di Civita un luogo unico, solare e crepuscolare insieme, vivo o spettrale, a seconda dell’umore di chi la guarda dal precipizio del Belvedere, conclusione “aerea” - quasi - del centro storico di Bagnoregio che inizia dalla splendida porta Albana.
Di fronte al Belvedere, collegata al mondo da un unico e stretto ponte di 300 metri, ecco Civita, appoggiata dolcemente su un cocuzzolo, col suo ciuffo di case medievali.
A salire per questa rampa eravamo: GeraLauraNadiaMarisaSelvy e Adriana ed ancora AldoAlessioAmosGiancarloFrancoMarco e Valerio
Forse in...........View On Black..........si vede meglio.
E poi
Di colpo eccomi qua,
Sarei arrivato io,
In vetta al sogno mio,
Com'è lontano ieri….
E poi,
Più in alto e ancora su,
Fino a sfiorare Dio,
E gli domando io :
" Signore, perché mi trovo qui,
Se non conosco amore ?! "
Sboccia un fiore malgrado nessuno lo annaffierà,
Mentre l'aquila fiera, in segreto a morire andrà,
Il poeta si strugge al ricordo di una poesia,
Questo tempo affamato consuma la mia allegria ….
Canto e piango pensando che un uomo si butta via,
Che un drogato è soltanto un malato di nostalgia,
Che una madre si arrende ed un bambino non nascerà,
Che potremmo restare abbracciati all'eternità….
E poi,
Ti ritrovo qui,
Puntuale al posto tuo,
Tu spettatore, vuoi, davvero,
Ch'io viva il sogno che non osi dire te ?!
Questa vita ti sfugge e tu non la fermerai…
Se qualcuno sorride, tu non tradirlo mai…
La speranza è una musica antica,
Un motivo in più,
Canterai e piangerai insieme a me,
Dimmi lo vuoi tu ?
Sveleremo al nemico quel poco di lealtà,
Insegneremo il perdono a chi dimenticare non sa,
La paura che senti è la stessa che provo io,
Canterai e piangerai insieme a me,
Fratello mio!!!
Più su, più su, più su,
Ed io mi calerò nel ruolo che è ormai mio,
Finche ci crederò, finche ce la farò…
…Più su, più su …
Fino a sposare il blu,
Fino a sentire che,
Ormai sei parte di me…
Più su, più su, più su ...
Renato Zero
Qualche tempo fa.
Parlando poco tempo fa con il fotografo Luciano Bonacini, mi impressionò molto il suo modo di lavorare. Sentirlo descrivere le sue foto come avrebbe descritto qualche aneddoto della sua vita mi chiarì molto le idee su quello che volevo fare. Non sul cosa fare, ma sul come farlo. Perché a volte i metodi sono più importanti dei risultati.