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7 aprile 2022 - ore 11:00 - 13:00

Evento in diretta streaming

dall'Auditorium LIUC

Università Cattaneo

Corso Matteotti, 22

Castellanza (VA)

 

Soffitto e lampadario della dogana dei grani Atripalda (av)Atripalda

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Atripalda

 

Atripalda - Stemma

 

Stato: bandiera Italia

Regione: Stemma Campania

Provincia: stemma Avellino

Coordinate: 40°55′0″N 14°49′32″E / 40.91667, 14.82556Coordinate: 40°55′0″N 14°49′32″E / 40.91667, 14.82556

Altitudine: 294 m s.l.m.

Superficie: 8,53 km²

Abitanti:

11.188 1 maggio 2009 [1]

Densità: 1.317,00 ab./km²

Comuni contigui: Aiello del Sabato, Avellino, Cesinali, Manocalzati, San Potito Ultra, Santo Stefano del Sole, Sorbo Serpico

CAP: 83042

Pref. telefonico: 0825

Codice ISTAT: 064006

Codice catasto: A489

Nome abitanti: atripaldesi

Santo patrono: San Sabino di Avellino

Giorno festivo: 9 febbraio

Comune

Posizione del comune nell'Italia

Sito istituzionale

Portal.svg Visita il Portale Italia

Il comune di Atripalda all'interno della provincia di Avellino

 

Atripalda è un comune italiano di 11.188 abitanti della provincia di Avellino in Campania.

Indice

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* 1 Storia di Atripalda

* 2 Personalità legate ad Atripalda

* 3 Evoluzione demografica

* 4 Amministrazione

* 5 Collegamenti esterni

* 6 Note

 

Storia di Atripalda [modifica]

 

Fu fondata, secondo ipotesi fantasiose di antichi scrittori, da Sabatio, pronipote di Noè, il quale dette il nome di Sabathia al primo insediamento umano che trovò vita lungo la vasta fascia di terra bagnata, ieri come oggi, dal corso fluviale del "Sabato", così denominato proprio in omaggio al discendente di Noé.[2]

 

I luoghi dove intorno all'anno mille sarebbe nato il primo nucleo di Atripalda avevano ospitato - sul pianoro tufaceo che da nord-ovest domina l'attuale centro abitato - Abellinum, un insediamento sannita, poi colonia romana sorta per volontà di Silla nell'82 a.C., poco dopo le riforme agrarie promosse dai Gracchi.

 

La comunità di Abellinum era prevalentemente formata da milites lassi - trapiantati da Silla tra le mura di Civita - i quali ripopolarono questo lembo di terra irpina dopo aver allontanato da essa i primi abitanti, cioè i "Sabatini" che vengono considerati i grandi antenati degli atripaldesi.

 

Civita fu anche il rifugio di ex legionari dell'imperatore Augusto che, come racconta Plinio, sostenne l'annessione di Abellinum all'Apulia.

 

In epoca successiva - tra il 220 ed il 230 d.C. - giunsero nell'antica città di Silla i veterani dell'imperatore Alessandro Severo provenienti dall'Asia Minore.

In questo vorticoso avvicendamento di popoli e di tradizioni, non tutta la primitiva gente sabatina abbandonò la terra di origine: molti indigeni, nel corso dei decenni, furono inesorabilmente assorbiti dagli Abellinati dai quali appresero la lingua latina e con i qualiconobbero momenti di splendore e di grandezza.

 

Crisi economiche (III e IV secolo d.C), violenti terremoti (346 d.C.), disastrose eruzioni vulcaniche (476 d.C.), invasioni di territori nel corso della guerra tra Bizantini e Goti (535-555 d.C.) e la penetrazione sull'intero territorio della Penisola dei Longobardi a partire dalla Pasqua del 568 spinsero fuori dalla mura di Abellinum la colonia romana che si trasferì laddove oggi sorge Avellino.

 

Civita si spense dopo secoli di vita intensamente vissuti come testimoniano le scoperte archeologiche - resti di sepolcreto, di anfiteatro, di edifici termali, di strade - che si sono susseguite nel tempo nonostante che il cemento - croce e delizia dell'urbanistica moderna - abbia tentato di archiviare per sempre l'antichità nella lunga notte dell'oblio.

Mentre sulla sponda sinistra del "Sabato" l'Abellinum sillana si era ormai fisicamente esaurita, sulla sponda opposta un re longobardo, Troppualdo, riusciva ad ottenere il riconoscimento di autonomia per la popolazione sparsa nella zona, distaccandola amministrativamente dalla vicina Avellino longobarda.

Era l'atto di nascita di Atripalda.

 

Atripalda trae il nome dal re longobardo che nel corso del secolo XI edificò la sua fortezza in cima ad un'altura che sovrasta la cittadina irpina.

Le rovine di questo castello rammentano il più antico atto di galanteria in Italia: è lo storico-statista Pasquale Stanislao Mancini (1817-1888) che parla nel riferire dell'ospitalità accordata in una notte d'inverno del 1254 allo svevo re Manfredi, "biondo, bello e di gentile aspetto", dai signori del maniero Marino e Corrado Capece, fedeli agli Svevi.

Il giovane re, braccato dalle truppe papaline, abbandonò Napoli diretto verso il principato di Taranto.

I signori Capece, non temendo le rappresaglie del papato, aprirono i portoni del castello al re fuggiasco.

"Il buon re Manfredi - rievoca il Mancini - educato alla gentilezza, all'amore ed alla poesia, volendo retribuire di qualche insolito onore l'ospitale accoglienza ricevuta dai fratelli Capece, fattesi venire avanti le due loro giovani spose che erano di rarissima bellezza, volle che ai suoi fianchi sedessero e seco lui familiarmente desinassero".

Dell'evento molto interessante è la testimonianza dello storico svevo Nicolai de Yansilla, al seguito di re Manfredi.

"Il costume e la superbia delle corti - si legge in Historia di questo eccezionale "cronista" - obbligava in quei tempi i sovrani a sedere soli a pranzo, escludendo rigorosamente le donne, ritenute esseri inferiori, ma il re Manfredi volle che fosse spezzata questa barbara usanza dicendo: spezzerò io questa barbaria cominciando dal dì di oggi e il castello di Tripaldo serberà memoria di me".

Dello storico castello - che lo stesso re Manfredi, in virtù di quell'atto di galanteria, immaginava come "qualche cosa di sacro per le belle italiane" delle future generazioni - oggi non restano che pietre.

 

Atripalda nel corso dei secoli ha conosciuto il dominio di longobardi, svevi, angioini, aragonesi, francesi, spagnoli, saraceni, greci.

 

Nell'epoca feudale, la città della riva del "Sabato", siamo nel 1502, divenne dominio della regina Giovanna, nipote del re spagnolo Ferdinando il Cattolico.

 

A distanza di dieci anni l'antica terra dei Sabatini fu ceduta per 25.000 ducati a don Alfonso Castriota, primo marchese di Atripalda dal 1513, discendente di Giorgio Castriota Scanderbeg, famoso eroe albanese nella guerra contro i Turchi.

 

Nel 1559, il "feudo Tripalda" passò nelle mani del nobile finanziere genovese Giacomo Pallavicini Basadonna che l'acquistò per 60.200 ducati.

Il governo del finanziere genovese servì a rafforzare l'innata vocazione al commercio degli abitanti della zona, i quali, già prima della venuta del Basadonna in questa regione dell'Irpinia, coltivavano con successo l'"arte del mercanteggiare" lungo le sponde del fiume "Sabato".

Un episodio, verificatosi nel 1560 e quindi all'epoca del Basadonna, sarebbe la dimostrazione di quanto forte sia stato l'influsso esercitato sulla popolazione residente dal nobile genovese in tema di finanze e di reperimento di risorse necessarie per la gestione del feudo: gli Atripaldesi, infatti, in quell'anno decisero di realizzare una strada "dentro la terra" per imporre il pagamento del pedaggio a quanti, per portarsi dai paesi limitrofi nel vicino capoluogo, cioè ad Avellino, dovevano attraversare il territorio di Atripalda.

 

Nel 1564, con rogito del notaio Bernardino Brusatori di Fermo, il Basadonna permutò il "feudo di Tripalda" con i feudi posseduti dal nobile casato di Domizio Caracciolo nel ducato di Milano, a Gallarate.

 

La cittadina irpina con i Caracciolo visse un periodo di grande splendore, dal 1564 fino al 1806, epoca in cui venne abolita la feudalità.

 

Nel ducato di Atripalda dopo Domizio, I° duca di Atripalda, della prestigiosa famiglia Caracciolo si susseguirono Marino I (1535-1591), cavaliere distintosi a Lepanto, Camillo (1563-1617), Marino II (1587-1630), Francesco Marino I (1631-1674), Marino III (1668-1720), Francesco Marino II (1688-1727), Marino Francesco I (1714-1781), Giovanni (1741-1800) e Marino Francesco II (1783-1844).

 

I Caracciolo, con una programmazione "rivoluzionaria", seppero incentivare le risorse dell'intera valle bagnata dal "Sabato".

Le filande, l'industria del ferro, la lavorazione del rame, della carta e della lana concorsero ad assicurare agli Atripaldesi un elevato tenore di vita - superiore a quello del vicino Capoluogo - tanto che in quel periodo non furono censiti "cittadini poveri" tra la popolazione.

Notevole impulso venne assicurato al mondo della cultura che conobbe, grazie al mecenatismo dei Caracciolo, l'Accademia degli Incerti.

 

Le origini di Atripalda affondano le radici anche nel sangue dei Martiri cristiani: lo Specus Martyrum, conservato all'interno della Chiesa Madre dedicata a S. Ippolisto e S. Sabino (patrono della città), è considerato uno dei maggiori monumenti dell'archeologia cristiana del Meridione.

Personalità legate ad Atripalda [modifica]

 

* Raffaele Aversa, Labico Roma 1906-Roma 1944. Di famiglia atripaldese, visse ad Atripalda l'infanzia e l'adolescenza. Capitano dei carabinieri, reduce dalla Russia, eseguì insieme al maggiore Giovanni Frignani, per ordine del re Vittorio Emanuele III, l'arresto di Benito Mussolini. Arrestato e torturato nel carcere di via Tasso,fu trucidato alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944. Fu insignito della medaglia d'oro al valor militare.

* Alfredo Bonazzi, poeta

* Giuseppe Cammarota, nato ad Atripalda (Avellino) il 27 luglio 1764, avvocato, giustiziato a Napoli il 4 gennaio 1800 come aderente all'esperienza della repubblica napoletana del 1799

* Pellegrino Capaldo, Atripalda 1939, banchiere

* Leopoldo Cassese (Atripalda, 1901 - Salerno, 1960), storico e archivista

* Antonio Cassese, giurista di diritto internazionale

* Sabino Cassese, giurista nel campo del diritto pubblico e amministrativo

* Sabino di Avellino, vescovo

* Vittorio De Caprariis, Napoli 1924- Roma 1964. Di famiglia atripaldese, visse ad Atripalda nel 1944-45 e vi fondò la sezione del Partito d'Azione. Redattore delle riviste Nord e Sud e Il Mondo.

* Luigi Barbarito, 1922 - vivente, Nunzio apostolico.

 

Evoluzione demografica [modifica]

 

Abitanti censiti

Amministrazione [modifica]

 

Sindaco: Aldo Laurenzano (centrosinistra) dal 27/05/2007

Centralino del comune: 0825 615300

Posta elettronica: sindaco@comune.atripalda.av.it

Collegamenti esterni [modifica]

 

* Webcam Atripalda

 

Note [modifica]

 

1. ^ Dati Istat - Popolazione residente all'1/5/2009

2. ^ Questa ipotesi sarebbe da attribuire a Fra Scipione Bellabona (francescano del XVII sec.). Cfr. Antoine Laurent Castellan, Lettres sur l'Italie, Paris, Chez A. Nepveu Libraire, 1819, p 228.

 

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Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Atripalda"

Categoria: Comuni della provincia di Avellino

7 aprile 2022 - ore 11:00 - 13:00

Evento in diretta streaming

dall'Auditorium LIUC

Università Cattaneo

Corso Matteotti, 22

Castellanza (VA)

 

7 aprile 2022 - ore 11:00 - 13:00

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Corso Matteotti, 22

Castellanza (VA)

 

“Bjango iStat Menus 4”

    

A nice update from version 3, iStat Menus 4 is a powerful and highly customisable system monitor with nice UI graphics so you can get to all your system data quickly and efficiently.

    

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3/ CPU. Displays CPU usage load broken down by User / System / Nice / Idle. Also displays load average a la “top”. I am fairly sure that the load average of 1 denotes single core levels — so max for a quad core machine is 4 — but the percentage values denotes 4 as 100% (this is a change from iStat Menus 3 where 100% means 1 core).

    

4/ Memory. Does not really require much explanation. Inactive is essentially free-able memory. This touches on the specifics of OSX which is too long to explain so I won‘t bother.

    

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Verdict: highly recommended for the Mac data nerds. Normal humans can skip if the review above is all jibberish to you.

    

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7 aprile 2022 - ore 11:00 - 13:00

Evento in diretta streaming

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Università Cattaneo

Corso Matteotti, 22

Castellanza (VA)

 

Il mondo che verrà. Idee e misure per ripartire.

Rina Camporese, Istat

Roberto Costa, Istat

904 - Syringe with sample blood will be analyzed in the iStat.

www.brooklandsmuseum.com/index.php?/explore/vickers-fb27-...

 

The Vickers Vimy was designed as a long-range bomber capable of delivering a one ton payload to central Germany. Deliveries to the RAF began in October 1918, just too late to see operational use in World War One. However, pioneering flights across the Atlantic, from England to Australia and London to Cape Town would ensure its place in aviation history.Brooklands Museum - Explore

 

This modern reproduction was commissioned by Peter McMillan in 1994 to re-enact the type’s three long distance flights of 1919-20. Its first flight was made in California on the 30th July 1994. In 1994 it flew the epic 75th anniversary flight to Australia, piloted by Peter McMillan and Lang Kidby. In 1999 it successfully flew to South Africa, piloted by Mark Rebholz and John LaNoue and on 2nd -3rd July 2005, the Vimy achieved the ultimate goal when Steve Fossett and Mark Rebholz successfully re-enacted Alcock & Brown’s trans-Atlantic flight from St Johns, Newfoundland to Clifden, Ireland, in just under 19 hours.

 

In 2006 ownership passed to the American ISTAT Foundation and the aeroplane was maintained to airworthy standards at Dunsfold Park by Brooklands Museum volunteers. It was finally donated to Brooklands Museum Trust on 26th August 2006.

 

Since 2006 the Vimy has represented Brooklands at a number of occasions including the Farnborough Airshow, the Goodwood Revival and the 2009 Connemara Airshow in Ireland to commemorate the 90th Anniversary of Alcock and Brown flying the Atlantic. The decision was taken to retire the aircraft from flying (see the full reasons on our Vimy Retirement page) and on the 15th November 2009, its last flight was to the grass landing strip at Mercedes-Benz World. See a 10 minute film by Andy Lambert of the arrival at www.youtube.com/watch?v=hHPe79Bhvb4. The Vimy was subsequently taken by road to the Wellington Hangar at the Museum on the 19th November - see Andy Lambert’s film of this at www.youtube.com/watch?v=bjepleZp7vI. The Vimy Exhibition was formally opened by Peter McMillan at the Museum’s Vimy Day on the 21st November 2009.

www.brooklandsmuseum.com/index.php?/explore/vickers-fb27-...

 

The Vickers Vimy was designed as a long-range bomber capable of delivering a one ton payload to central Germany. Deliveries to the RAF began in October 1918, just too late to see operational use in World War One. However, pioneering flights across the Atlantic, from England to Australia and London to Cape Town would ensure its place in aviation history.Brooklands Museum - Explore

 

This modern reproduction was commissioned by Peter McMillan in 1994 to re-enact the type’s three long distance flights of 1919-20. Its first flight was made in California on the 30th July 1994. In 1994 it flew the epic 75th anniversary flight to Australia, piloted by Peter McMillan and Lang Kidby. In 1999 it successfully flew to South Africa, piloted by Mark Rebholz and John LaNoue and on 2nd -3rd July 2005, the Vimy achieved the ultimate goal when Steve Fossett and Mark Rebholz successfully re-enacted Alcock & Brown’s trans-Atlantic flight from St Johns, Newfoundland to Clifden, Ireland, in just under 19 hours.

 

In 2006 ownership passed to the American ISTAT Foundation and the aeroplane was maintained to airworthy standards at Dunsfold Park by Brooklands Museum volunteers. It was finally donated to Brooklands Museum Trust on 26th August 2006.

 

Since 2006 the Vimy has represented Brooklands at a number of occasions including the Farnborough Airshow, the Goodwood Revival and the 2009 Connemara Airshow in Ireland to commemorate the 90th Anniversary of Alcock and Brown flying the Atlantic. The decision was taken to retire the aircraft from flying (see the full reasons on our Vimy Retirement page) and on the 15th November 2009, its last flight was to the grass landing strip at Mercedes-Benz World. See a 10 minute film by Andy Lambert of the arrival at www.youtube.com/watch?v=hHPe79Bhvb4. The Vimy was subsequently taken by road to the Wellington Hangar at the Museum on the 19th November - see Andy Lambert’s film of this at www.youtube.com/watch?v=bjepleZp7vI. The Vimy Exhibition was formally opened by Peter McMillan at the Museum’s Vimy Day on the 21st November 2009.

ISTAT Clay Shooting Event

Convegno 15 ottobre 2019

Ore 10:00

Senato della Repubblica

Sala Capitolare presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva

Piazza della Minerva, 38

Roma

Convegno 15 ottobre 2019

Ore 10:00

Senato della Repubblica

Sala Capitolare presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva

Piazza della Minerva, 38

Roma

I recently shared my Mac Desktop and all the apps I use on a daily basis, the only logical thing now is to share the same for my iPhone. All pretty obvious to be honest on the top two rows but the other two rows are a little more interesting. First up is Facebook, again not that exciting but the new version of the app is brilliant and offers pretty much the same functionality as main site. TUAW gives me all my Apple gadget related news and plenty of hints & tips for Mac OS and the iPhone. Evernote allows me to access all the content in my Evernote account from my iPhone - I use Evernote to keep all my ideas and any useful articles or how-to's that I find online. Flickr has secured a place on my home screen even though it has only been out for 24 hours, this first version of the app has all the functionality you could need whilst on the move and is a great first attempt . iDisk is the official Apple app for accessing the MobileMe iDisk - I use iDisk as a off-site file backup but it is really handy to be able to access documents when in meetings and I don't have my laptop or it isn't worth turning it on to check a figure in one document. iStat works in conjunction with iStat server which can be installed on Mac OS X or Linux machines and provides easy system monitoring giving feedback on system temps, fan speeds, RAM usage and storage space - an excellent app that saves me a lot of time. Nike+ iPod is an excellent app that, when combined with a Nike+ sensor in your trainers, tracks your runs and provides feedback through your headphones - a great app that has helped me go from no running to comfortable 5km runs in just 8 weeks. Finally we come to TweetDeck, my twitter client of choice which gives me total control of my twitter account. I really like the way it doesn't look like every other iPhone user interface but is still really easy to use. The bottom 4 icons are pretty much standard but I use them more than anything else so it seemed silly to change them!

Convegno Scientifico

Istat, Aula magna via Balbo 16 e diretta streaming per evento online

04 maggio 2022

9.30-12.30

Convegno scientifico

Roma, 10 dicembre 2019

Ore 9.30 - Istat – Aula Magna

 

ISTAT Clay Shooting Event

Festival della Statistica

e della Demografia

Treviso - 2/3/4 Dicembre 2022

 

L’Istat: “L’Italia in stagnazione”.

Inutili gli 80 euro, fermi consumi e produzione industriale, ripresa più difficile e 16 miliardi di manovra in autunno.

Renzi: settembre non mi fa paura, 80 euro anche nel 2015 e faremo i tagli anche senza Cottarelli.

Italia in crisi…istat ed Eurispes

 

L’Italia è in crisi. Una crisi grave, profonda e strutturale. Con gli ultimi dati Istat sul tasso di disoccupazione salito alle stelle nello scorso mese di dicembre e con l’indagine presentata dall’Eurispes sui salari italiani, ridotti a poco più di un’elemosina, sarà difficile raccontare ancora una volta la storia del Paese dei Balocchi. Dei balocchi, infatti, non vi è traccia e il paese è sull’orlo di un collasso. Con buona pace del Cavaliere e del prode Tremonti.

Istat: disoccupazione a livelli massimi

L’ultimo mese del 2009 ha registrato un tasso di disoccupati dell'8,5%. Un record dal 2004 che, in numero di persone alla disperata ricerca di un impiego, si traduce in più di due milioni d’italiani a spasso. A dicembre vi è stato un incremento di questo dato del 2,7% rispetto a novembre (+57mila unità) e del 22,4% nel confronto con lo stesso mese dell'anno prima (+392mila).

La disoccupazione – rileva l’Istat - è arrivata quindi all'8,5% dall'8,3% di novembre (+1,5 punti percentuali rispetto a dicembre del 2008), raggiungendo il valore massimo almeno da gennaio del 2004. Un tasso particolarmente elevato fra i giovani sotto i 25 anni (26,2% di disoccupati) e fra le donne (10%), mentre gli uomini sopra i 25 anni senza lavoro sono il 7,5%.

 

L’Eurispes: l’Italia è un Paese immobile con i salari tra i più bassi d’Europa

“Non abbiamo timore di essere accusati di eccessivo allarmismo, ma dal nostro osservatorio cogliamo segnali preoccupanti di disagio, di distacco, quando non di ostilità nei confronti delle Istituzioni che aspiranti capipopolo vorrebbero cavalcare”. Ad affermarlo è il presidente dell’centro di studi politici, economici e sociali, Gian Maria Fara, presentando l’ultima ricerca su alcuni aspetti particolari della vita del nostro Paese. Dati, forse, ancor più allarmanti di quelli forniti dall’Istat, perché tratteggiano una crisi non solo economica, ma anche culturale, politica, psicologica e sociale dell’ex Bel Paese.

“Mentre tutto ciò accade – continua Fara – la nostra classe dirigente appare interessata solo agli equilibri di potere, a costruire e smontare alleanze, ad operare per il proprio esclusivo tornaconto, ad imbastire lucrosi affari, a difendere privilegi e vantaggi senza rendersi conto che l'intero sistema si sta progressivamente sfaldando”.

Si parte dai salari, bassissimi, degli italiani. Il 17% in meno della media dei Paesi Ocse, 19% in meno della media europea contata su 19 Paesi, riporta lo studio Eurispes. L'Italia occupa infatti il ventitreesimo posto della classifica stilata dall’istituto di ricerca su un campione di trenta nazioni industrializzate. Il salario medio annuo, al netto, ammonterebbe infatti a 21.374 dollari, pari a poco più di 14.700 euro.

 

Immigrati, lavoro e informazione. La crisi economica diventa sociale

“Gli immigrati rubano il lavoro agli italiani”. Ne è convinto quasi un italiano su quattro, con un campione di intervistati pari al 24,8%. Una formula parecchio usata in tempi di guerra tra poveri e che ha anche delle precise coordinate politiche. Questa convinzione diviene, infatti, via via più accentuata quanto più a destra si collocano gli intervistati: dal 17,3% dei soggetti di sinistra, si passa al 33,3% dei soggetti di destra. E se la lotta per un posto di lavoro sta all’origine di molte discriminazioni, il rapporto Eurispes 2010 sottolinea inoltre la responsabilità dei mezzi d’informazione su questo versante. Il 31,7% degli italiani ritiene, a tal proposito, i media responsabili dell'ondata di xenofobia nel Paese.

 

L’istruzione è “inutile”. Affidiamoci alla magia. Nonostante la strategicità del settore, soprattutto in chiave anti-crisi, l’istruzione pubblica italiana continua a boccheggiare a fronte di un esodo di studenti verso le scuole private (“più facili da cui uscire più in fretta”) e a fronte di un mercato del lavoro che sfavorisce soprattutto chi è in possesso di un titolo di laurea. Rispetto alla media fatta registrare dall'insieme dei paesi Ocse (32%), in Italia, infatti, solo il 16% degli occupati tra i 25 e i 34 anni è laureato. E per la popolazione tra i 15 e i 24 anni, il rischio di rimanere disoccupato "aumenta al crescere del titolo di studio".

Così ci si affida sempre di più ai maghi, agli astrologi ed ai cartomanti (155.000 nel Paese) per risolvere problemi di cuore e di salute, ma soprattutto per questioni legate alla lavoro. Per ottenere un "consiglio" del genere le spese affrontate dagli italiani si sono mediamente aggirate sotto ai 50 euro (74,1%). Ma c'è anche chi è arrivato a pagare cifre sbalorditive: tra 501 e mille euro (il 4,7%) o addirittura più di 3mila euro (1,2% dei casi). E chissà che con l’ottimismo di Berlusconi e qualche talismano magico non si risolvano tutti i problemi del Paese. Come d’incanto.

 

Adusbef e Federconsumatori: ci chiediamo cosa aspetti il Governo ad intervenire.

Non si rivolgono ai maghi, bensì al governo, le associazioni dei consumatori guidate da Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. Adusbef e Federconsumatori sottolineano, infatti, come questi “dati drammatici sulla situazione” che attraversa il Paese, incidono direttamente “sulla qualità della vita delle famiglie che, nel 2009, hanno conosciuto una caduta verticale dei propri redditi, in media del -1,9%, ma addirittura del -3,2% per le famiglie a reddito fisso e del -12% per le famiglie direttamente colpite dalla cassa integrazione”. A questo grave scenario si aggiunge poi una pressione fiscale che “è aumentata dello 0,6%”.

“I dati parlano da soli – dicono congiuntamente Trefiletti e Lannutti – ci chiediamo cosa aspetti il Governo ad intervenire”. Ecco, appunto, cosa aspetta?

 

SI CONSIGLIA LA VISIONE

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ISTAT Clay Shooting Event

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Presentazione sistema informativo Frame territoriale

Roma, Palazzo Merulana

13 giugno 2018

ISTAT Clay Shooting Event

ISTAT Clay Shooting Event

ISTAT Clay Shooting Event

ISTAT Clay Shooting Event

ISTAT Clay Shooting Event

ISTAT Clay Shooting Event

Thought I'd finally update my screenshots of my desktop on Flickr.

 

Dock:

Finder, Shiretoko/Firefox, Safari, Mail, iTunes, Spotify, Adium, TweetDeck, Transmission, Aperture, Photoshop, Illustrator, Dreamweaver, Word, TextMate, Transmit, vmWare Fusion, Terminal, System Preferences.

 

Stacks:

Other Apps & Creative Suite 4.

 

Menu Bar (From Left):

Last.fm, Adium, vmWare Fusion, Dropbox, CoverSutra, smcFanControl, Evernote, Caffeine, Quicksilver, iStat Menus, Modem, Bluetooth, AirPort, Sound, Battery, Language Palette, Date/Tim, Name, Spotlight.

 

Not Currently Open, But Usually Open:

Linkinus (IRC), Aperture, Mail, TextMate.

 

System:

MacBook Pro 2.2Ghz, 320GB HDD, 4GB RAM; running OS X 10.6.2 (Snow Leopard) with a 22" Dell UltraSharp 2209WAf Monitor (IPS).

ISTAT Clay Shooting Event

ISTAT Foundation Golf Tournament at ISTAT Americas

ISTAT Foundation Golf Tournament at ISTAT Americas

Convegno 15 ottobre 2019

Ore 10:00

Senato della Repubblica

Sala Capitolare presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva

Piazza della Minerva, 38

Roma

ISTAT Foundation Golf Tournament at ISTAT Americas

 

La disoccupazione torna a crescere, è al 12,6%

L’Istat: ogni giorno in mille perdono il lavoro

ISTAT Foundation Golf Tournament at ISTAT Americas

Server monitoring with the awesomely awesome iStat app for the iPhone. Works with Bonjour services as well as able to resolve domain names. It's also got the best ping and traceroute functions I've seen on the iPhone.

ISTAT Foundation Golf Tournament at ISTAT Americas

Convegno Scientifico

Istat, Aula magna via Balbo 16 e diretta streaming per evento online

04 maggio 2022

9.30-12.30

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