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Nancray (Doubs) - Musée des Maisons comtoises - Hébergeage de la Bresse Jurassienne
Hébergeage, Chapelle-Voland (Jura), non daté
fr.wikipedia.org/wiki/Maisons_comtoises_de_Nancray
www.maisons-comtoises.org/uploads/pdf/depliants/planmusee...
Nancray (Doubs) - Musée des Maisons comtoises - Ferme des plateaux moyens du Doubs
Ferme, Vellerot-les-Vercel (Doubs), 1668, 1672, 1680
fr.wikipedia.org/wiki/Maisons_comtoises_de_Nancray
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... o forse scendendo da pizzocorno ... :)
comunque, secondo me è bruciato anche questo cielo ...
questa foto fa parte del progetto di valorizzazione dell’oltrepò promoemozioni.biz/Progetto_Oltrepo.htm
in attesa di essere postate qui sopra, altre foto dell'oltrepò le trovate qui: promoemozioni.biz/Oltrepo_da_scoprire.htm.
vedi anche www.promoemozioni.biz.
da visitare nella zona:
promoemozioni.biz/Oltrepo_da_scoprire.htm
se volete dare un’occhiata al nostro splendido territorio:
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Sui depliant che pubblicizzano il sito c'è scritto "con un pò di fortuna potremo veder volare i condor". Noi di fortuna ne abbiamo avuta tanta. Questi enormi pennuti (apertura alare oltre i 2 metri) si sono levati in volo a decine, per la gioia delle centinaia di persone presenti sul posto.
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Grazie per i commenti! :)
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Nancray (Doubs) - Musée des Maisons comtoises - Caborde des plaines et basses vallées du Doubs et de l'Ognon
Caborde, Besançon, Les Tilleroyes (Doubs), XIXe
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Nancray (Doubs) - Musée des Maisons comtoises - Maison forestière du Haut-Doubs
Maison forestière, Villeneuve d'Amont (Doubs), 1838
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Ci sono paesaggi che diventano, loro malgrado, simboli di un luogo. Un vero e proprio marchio. Accade ad esempio in Toscana dove, in provincia di Siena, lungo la strada statale Cassia, dopo una curva compare all’improvviso la collina dei cipressi. E’ diventato emblema della terra di Siena, se non della toscanità in generale: ci hanno fatto cartoline, calendari, depliant, loghi. E’ stato perfino il protagonista assoluto di pubblicità e di film…
L’insieme di cipressi sembra finto per quanto è perfetto. Un accordo di colori e di immagini: la linea asciutta degli alberi si staglia contro campi di grano ora di un verde intenso che strugge il cuore ma che ben presto il sole caldo tramuterà in un mare di spighe d’oro, le nuvole pennellano il cielo, il massiccio dell’Amiata da lontano sorveglia la Val d’Orcia. Non è raro veder sbucare qualche fagiano o, soprattutto all’imbrunire, volpi e lepri.
La collina dei cipressi vi apparirà all’improvviso al km. 189, a metà strada tra San Quirico d’Orcia e Torrenieri. Ma ve ne accorgerete ben prima. Vedrete macchine parcheggiate alla “benemmeglio” lungo il ciglio della strada.
E non potrete non fare una sosta ed (almeno!) una foto anche voi.
Nadia,Adriana,Amos,Ciccio,Valerio ed io ci siamo fermati e di foto ne abbiamo fatta più di una
Nancray (Doubs) - Musée des Maisons comtoises - Hébergeage de la Bresse Jurassienne
Hébergeage, Chapelle-Voland (Jura), non daté
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ultima neva in alta valle staffora - oltrepò pavese - sulla sinistra, la collina di nazzano - aprile 2008.
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clicca sulla piccola icona per attivare lo slideshow: sulla facciata principale del photostream, in alto a destra c'è un piccolo rettangolo (rappresenta il monitor) con dentro un piccolo triangolo nero;
oppure…. premi il tasto “L” per ingrandire l'immagine;
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www.fotografidigitali.it/gallery/2726/opere-italiane-segn...
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11 years have passed since I was last in the Sicilian town of Alcara Li Fusi, for me it is easy to know, I just need to see when I took the photographs of the double and contemporary anniversary held in Alcara Li Fusi, photographs that I have posted at the time on Flickr, they are two holidays that are celebrated on the same day of June 24, both holidays proceed together and parallel without ever mixing with each other, one dates back to an ancient pagan rite, the other is a purely religious occasion, probably in the past the Church tried to suppress the pagan rite by superimposing the cult for San Giovanni, but in fact this fortunately did not happen, so that in the early afternoon until the early evening we witness the procession for San Giovanni, while with the late evening arrival we witness the pagan rite of “Muzzuni”: the photographs that I present here try to describe what I saw in Alcara Li Fusi on June 24th. The "feast of Muzzuni" originates from an ancient pagan rite, on the brochures we read that this is the oldest popular festival in Italy, with characteristics that seem to originate from the Hellenic civilization, enclosing ancient rites from the peasant world, as a rite propitiatory turned towards the fertility of the earth, in a broad sense it is aimed at love, nature, rebirth (U 'Muzzuni others is only a phallic symbol); the term "Muzzuni" which would seem to have similarities "with the severed head" of St. John the Baptist, actually comes either from the "neckless jug" or refers to the mowed and collected wheat in bundles called "mazzuna"; this propitiatory rite that has come down to us, is of Greek and profane origin, it was imported by the ancient peoples who arrived in Sicily and from the Minor States of Greece: these peoples venerated rural divinities, among these Demeter (of the Earth), Kore (of Vegetation), Aphrodite (of Love), Adonis (of Fertility), and Dionysus (of Euphoria), these populations maintained these cults in the territories they colonized, and this is how their survival in Alcara Li Fusi is explained ; in the streets that cross the town small altars are prepared, on them will be placed "U 'Muzzuni" which is therefore a jug with a stub neck, from which ears of corn and carnations emerge, covered with a silk scarf and adorned with gold which belong to the families of the neighborhood, the walls of these altars are adorned with typical carpets woven with a pedal loom (the Pizzare), on the Pizza plates are placed with the "Laureddi", which are stalks of wheat sprouted in the dark; this "the pagan component", then there is the "Christian component", dedicated to the beheaded martyr Saint, St. John the Baptist.
Sono passati ben 11 anni da quando sono stato l’ultima volta nel paese siciliano di Alcara Li Fusi, per me è facile saperlo, mi basta vedere quando feci le fotografie della doppia e contemporanea ricorrenza che si tiene ad Alcara Li Fusi, fotografie che ho postato a suo tempo su Flickr, sono due feste che si celebrano lo stesso giorno del 24 giugno, entrambe le feste procedono insieme e parallele senza mai mischiarsi tra loro, una risale ad un antichissimo rito pagano, l’altra è una ricorrenza prettamente religiosa, probabilmente in passato la Chiesa ha tentato di sopprimere il rito di origine pagana sovrapponendovi il culto per San Giovanni, però nei fatti questo fortunatamente non è avvenuto, cosicché nel primo pomeriggio fino ad inizio sera si assiste alla processione per San Giovanni, mentre con l’arrivo della sera inoltrata inoltrata si assiste al rito pagano del “Muzzuni”: le fotografie che qui presento cercano di descrivere quanto ho visto ad Alcara Li Fusi il 24 giugno. La “festa del Muzzuni” origina da un antico rito pagano, sui depliants si legge che questa è la festa popolare più antica d’Italia, con caratteristiche che sembrano originare dalla civiltà ellenica, racchiudendo in se antichi riti provenienti dal mondo contadino, come rito propiziatorio rivolto verso la fertilità della terra, in senso lato esso è rivolto all’amore, alla natura, alla rinascita (U’ Muzzuni altri non è che un simbolo fallico); il termine “Muzzuni” che sembrerebbe avere delle analogie “con la testa mozzata” di San Giovanni Battista, in realtà proviene o dalla “brocca priva di collo” oppure fa riferimento al grano falciato e raccolto in fasci detti “mazzuna”; questo rito propiziatorio che è giunto fino a noi, è di origine greca e profana, esso è stato importato dagli antichi popoli giunti in Sicilia e provenienti dagli Stati Minori della Grecia: questi popoli veneravano divinità agresti, tra questi Demetra (della Terra), Kore (della Vegetazione), Afrodite (dell’Amore), Adone (della Fertilità), e Dioniso (dell’Euforia), tali popolazioni mantennero tali culti nei territori da essi colonizzati, ed è così che si spiega la loro sopravvivenza ad Alcara Li Fusi; nelle stradine che attraversano il paese vengono preparati piccoli altari, su di essi verrà messo “U’ Muzzuni” che quindi è una brocca col collo mozzo, dal quale fuoriescono spighe di grano e garofani, rivestita con un foulard di seta ed adornata con gli ori che appartengono alle famiglie del quartiere, le pareti di questi altari sono adornate con dei tipici tappeti tessuti col telaio a pedale (le Pizzare), sulle Pizzare vengono poggiati i piatti con i “Laureddi”, che sono steli di grano germogliati al buio; questa “la componente pagana”, poi c’è la “componete cristiana”, dedicata al Santo martire decapitato, San Giovanni Battista.
Giulia Sicbaldi sorvola leggera la poppa del Romagna. Golfo di Cagliari.
Una delle prime foto decenti fatte a un relitto, nel lontano 1994. Dopo anni di sacrifici ero riuscito a comprarmi una custodia professionale per la Nikon801s, il fisheye e l'oblò.
Per fortuna avevo iniziato subito ad ammortizzare le spese vendendo le foto per un depliant per AirSub.
La foto era a colori (in verità monocolore: blu) ho provato a renderla più drammatica con il B/N.
Nancray (Doubs) - Musée des Maisons comtoises - Ferme des plateaux moyens du Doubs
Ferme, Magny-Châtelard (Doubs), 1703
fr.wikipedia.org/wiki/Maisons_comtoises_de_Nancray
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Sono passati ben 11 anni da quando sono stato l’ultima volta nel paese siciliano di Alcara Li Fusi, per me è facile saperlo, mi basta vedere quando feci le fotografie della doppia e contemporanea ricorrenza che si tiene ad Alcara Li Fusi, fotografie che ho postato a suo tempo su Flickr, sono due feste che si celebrano lo stesso giorno del 24 giugno, entrambe le feste procedono insieme e parallele senza mai mischiarsi tra loro, una risale ad un antichissimo rito pagano, l’altra è una ricorrenza prettamente religiosa, probabilmente in passato la Chiesa ha tentato di sopprimere il rito di origine pagana sovrapponendovi il culto per San Giovanni, però nei fatti questo fortunatamente non è avvenuto, cosicché nel primo pomeriggio fino ad inizio sera si assiste alla processione per San Giovanni, mentre con l’arrivo della sera inoltrata inoltrata si assiste al rito pagano del “Muzzuni”: le fotografie che qui presento cercano di descrivere quanto ho visto ad Alcara Li Fusi il 24 giugno. La “festa del Muzzuni” origina da un antico rito pagano, sui depliants si legge che questa è la festa popolare più antica d’Italia, con caratteristiche che sembrano originare dalla civiltà ellenica, racchiudendo in se antichi riti provenienti dal mondo contadino, come rito propiziatorio rivolto verso la fertilità della terra, in senso lato esso è rivolto all’amore, alla natura, alla rinascita (U’ Muzzuni altri non è che un simbolo fallico); il termine “Muzzuni” che sembrerebbe avere delle analogie “con la testa mozzata” di San Giovanni Battista, in realtà proviene o dalla “brocca priva di collo” oppure fa riferimento al grano falciato e raccolto in fasci detti “mazzuna”; questo rito propiziatorio che è giunto fino a noi, è di origine greca e profana, esso è stato importato dagli antichi popoli giunti in Sicilia e provenienti dagli Stati Minori della Grecia: questi popoli veneravano divinità agresti, tra questi Demetra (della Terra), Kore (della Vegetazione), Afrodite (dell’Amore), Adone (della Fertilità), e Dioniso (dell’Euforia), tali popolazioni mantennero tali culti nei territori da essi colonizzati, ed è così che si spiega la loro sopravvivenza ad Alcara Li Fusi; nelle stradine che attraversano il paese vengono preparati piccoli altari, su di essi verrà messo “U’ Muzzuni” che quindi è una brocca col collo mozzo, dal quale fuoriescono spighe di grano e garofani, rivestita con un foulard di seta ed adornata con gli ori che appartengono alle famiglie del quartiere, le pareti di questi altari sono adornate con dei tipici tappeti tessuti col telaio a pedale (le Pizzare), sulle Pizzare vengono poggiati i piatti con i “Laureddi”, che sono steli di grano germogliati al buio; questa “la componente pagana”, poi c’è la “componete cristiana”, dedicata al Santo martire decapitato, San Giovanni Battista.
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viale di antichi gelsi a castelletto di branduzzo.
non vi sembra un po' troppo verde?
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11 years have passed since I was last in the Sicilian town of Alcara Li Fusi, for me it is easy to know, I just need to see when I took the photographs of the double and contemporary anniversary held in Alcara Li Fusi, photographs that I have posted at the time on Flickr, they are two holidays that are celebrated on the same day of June 24, both holidays proceed together and parallel without ever mixing with each other, one dates back to an ancient pagan rite, the other is a purely religious occasion, probably in the past the Church tried to suppress the pagan rite by superimposing the cult for San Giovanni, but in fact this fortunately did not happen, so that in the early afternoon until the early evening we witness the procession for San Giovanni, while with the late evening arrival we witness the pagan rite of “Muzzuni”: the photographs that I present here try to describe what I saw in Alcara Li Fusi on June 24th. The "feast of Muzzuni" originates from an ancient pagan rite, on the brochures we read that this is the oldest popular festival in Italy, with characteristics that seem to originate from the Hellenic civilization, enclosing ancient rites from the peasant world, as a rite propitiatory turned towards the fertility of the earth, in a broad sense it is aimed at love, nature, rebirth (U 'Muzzuni others is only a phallic symbol); the term "Muzzuni" which would seem to have similarities "with the severed head" of St. John the Baptist, actually comes either from the "neckless jug" or refers to the mowed and collected wheat in bundles called "mazzuna"; this propitiatory rite that has come down to us, is of Greek and profane origin, it was imported by the ancient peoples who arrived in Sicily and from the Minor States of Greece: these peoples venerated rural divinities, among these Demeter (of the Earth), Kore (of Vegetation), Aphrodite (of Love), Adonis (of Fertility), and Dionysus (of Euphoria), these populations maintained these cults in the territories they colonized, and this is how their survival in Alcara Li Fusi is explained ; in the streets that cross the town small altars are prepared, on them will be placed "U 'Muzzuni" which is therefore a jug with a stub neck, from which ears of corn and carnations emerge, covered with a silk scarf and adorned with gold which belong to the families of the neighborhood, the walls of these altars are adorned with typical carpets woven with a pedal loom (the Pizzare), on the Pizza plates are placed with the "Laureddi", which are stalks of wheat sprouted in the dark; this "the pagan component", then there is the "Christian component", dedicated to the beheaded martyr Saint, St. John the Baptist.
Sono passati ben 11 anni da quando sono stato l’ultima volta nel paese siciliano di Alcara Li Fusi, per me è facile saperlo, mi basta vedere quando feci le fotografie della doppia e contemporanea ricorrenza che si tiene ad Alcara Li Fusi, fotografie che ho postato a suo tempo su Flickr, sono due feste che si celebrano lo stesso giorno del 24 giugno, entrambe le feste procedono insieme e parallele senza mai mischiarsi tra loro, una risale ad un antichissimo rito pagano, l’altra è una ricorrenza prettamente religiosa, probabilmente in passato la Chiesa ha tentato di sopprimere il rito di origine pagana sovrapponendovi il culto per San Giovanni, però nei fatti questo fortunatamente non è avvenuto, cosicché nel primo pomeriggio fino ad inizio sera si assiste alla processione per San Giovanni, mentre con l’arrivo della sera inoltrata inoltrata si assiste al rito pagano del “Muzzuni”: le fotografie che qui presento cercano di descrivere quanto ho visto ad Alcara Li Fusi il 24 giugno. La “festa del Muzzuni” origina da un antico rito pagano, sui depliants si legge che questa è la festa popolare più antica d’Italia, con caratteristiche che sembrano originare dalla civiltà ellenica, racchiudendo in se antichi riti provenienti dal mondo contadino, come rito propiziatorio rivolto verso la fertilità della terra, in senso lato esso è rivolto all’amore, alla natura, alla rinascita (U’ Muzzuni altri non è che un simbolo fallico); il termine “Muzzuni” che sembrerebbe avere delle analogie “con la testa mozzata” di San Giovanni Battista, in realtà proviene o dalla “brocca priva di collo” oppure fa riferimento al grano falciato e raccolto in fasci detti “mazzuna”; questo rito propiziatorio che è giunto fino a noi, è di origine greca e profana, esso è stato importato dagli antichi popoli giunti in Sicilia e provenienti dagli Stati Minori della Grecia: questi popoli veneravano divinità agresti, tra questi Demetra (della Terra), Kore (della Vegetazione), Afrodite (dell’Amore), Adone (della Fertilità), e Dioniso (dell’Euforia), tali popolazioni mantennero tali culti nei territori da essi colonizzati, ed è così che si spiega la loro sopravvivenza ad Alcara Li Fusi; nelle stradine che attraversano il paese vengono preparati piccoli altari, su di essi verrà messo “U’ Muzzuni” che quindi è una brocca col collo mozzo, dal quale fuoriescono spighe di grano e garofani, rivestita con un foulard di seta ed adornata con gli ori che appartengono alle famiglie del quartiere, le pareti di questi altari sono adornate con dei tipici tappeti tessuti col telaio a pedale (le Pizzare), sulle Pizzare vengono poggiati i piatti con i “Laureddi”, che sono steli di grano germogliati al buio; questa “la componente pagana”, poi c’è la “componete cristiana”, dedicata al Santo martire decapitato, San Giovanni Battista.
www.roscoff.fr/IMG/pdf/depliant_expobrouard_roscoff.pdf. Les sculptures monumentales exposées en 2018/2019 à Roscoff ont été installées précédemment à Praz-sur-Arly, station de ski située en Haute-Savoie jumelée à Roscoff.
Dal depliant del Rifugio:
"La storia del rifugio ha inizio negli anni cinquanta e nasce dalle difficoltà del dopoguerra, dall'amore di un giovanotto per la patria e dalla sua incredibile abnegazione. Alla fine della Seconda Guerra mondiale, Max Aichner di Tires, fondatore del rifugio, si trovava, come molti altri, di fronte a due possibilità: continuare a patire la fame o emigrare.
Una soluzione, la seconda, che non convinceva il giovane Max, per niente intenzionato a separarsi dalle sue montagne. Fu così che decise di sposare l'idea del fratello Franz di costruire un rifugio sotto i Denti di Terrarossa. E i primi di agosto del 1957, Max Aichner risaliva, armato di carretto, vanga e piccone la Val Tschamin,portando in tasca il suo sogno fin sotto i Denti di Terrarossa, intenzionato a costruire un rifugio sui 200 metri quadrati acquistati dal Comune. In solitudine, a 2.440 m di quota, diede inizio alla sua opera silenziosa, in completa balia della natura, del vento e delle intemperie.
Dopo anni, nel 1963, potè infine inaugurare il rifugio Alpe di Tires. Trascorso qualche anno, nel 1969, aprì la via ferrata Maximilian e, nel 1986, la ferrata Laurenzi, cos' battezzata in onore della moglie Laura. A portare avanti l'opera del papà, da quasi 20 anni, la secondogenita Judith e il marito Stefan, mossi dalla stessa passione dallo stesso entusiasmo di Max Aichner".
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Nancray (Doubs) - Musée des Maisons comtoises - Chapelle des premiers plateaux du Doubs
Chapelle, Bouclans (Doubs), 1889
fr.wikipedia.org/wiki/Maisons_comtoises_de_Nancray
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nota in famiglia come "Nora coi pomm"
Raoul Caracci - Olio su tela del 1965
OK, ero una ragazzina, ma comunque potete fare due conti ;-)))
Questa è una scansione da un dépliant di una mostra a Pavia (vedere foto allegata), non granché, ma è il massimo che son riuscita a ottenere.
Poiché il dipinto è stato venduto, ora non mi è possibile fotografare l'originale a colori, colori che erano molto belli, caldi, con tanti toni di rosso...
Farò una ricerca tra i negativi di mio padre, chissà che non trovi la foto originale, ma è un lavoraccio !
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Nancray (Doubs) - Musée des Maisons comtoises - Maison du Sundgau
Ferme Boron, Territoire de Belfort, XVIIIe
fr.wikipedia.org/wiki/Maisons_comtoises_de_Nancray
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Nancray (Doubs) - Musée des Maisons comtoises - Kiosque du Haut-Doubs
Kiosque de Montbenoît et son jardin de simples
fr.wikipedia.org/wiki/Maisons_comtoises_de_Nancray
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Sono passati ben 11 anni da quando sono stato l’ultima volta nel paese siciliano di Alcara Li Fusi, per me è facile saperlo, mi basta vedere quando feci le fotografie della doppia e contemporanea ricorrenza che si tiene ad Alcara Li Fusi, fotografie che ho postato a suo tempo su Flickr, sono due feste che si celebrano lo stesso giorno del 24 giugno, entrambe le feste procedono insieme e parallele senza mai mischiarsi tra loro, una risale ad un antichissimo rito pagano, l’altra è una ricorrenza prettamente religiosa, probabilmente in passato la Chiesa ha tentato di sopprimere il rito di origine pagana sovrapponendovi il culto per San Giovanni, però nei fatti questo fortunatamente non è avvenuto, cosicché nel primo pomeriggio fino ad inizio sera si assiste alla processione per San Giovanni, mentre con l’arrivo della sera inoltrata inoltrata si assiste al rito pagano del “Muzzuni”: le fotografie che qui presento cercano di descrivere quanto ho visto ad Alcara Li Fusi il 24 giugno. La “festa del Muzzuni” origina da un antico rito pagano, sui depliants si legge che questa è la festa popolare più antica d’Italia, con caratteristiche che sembrano originare dalla civiltà ellenica, racchiudendo in se antichi riti provenienti dal mondo contadino, come rito propiziatorio rivolto verso la fertilità della terra, in senso lato esso è rivolto all’amore, alla natura, alla rinascita (U’ Muzzuni altri non è che un simbolo fallico); il termine “Muzzuni” che sembrerebbe avere delle analogie “con la testa mozzata” di San Giovanni Battista, in realtà proviene o dalla “brocca priva di collo” oppure fa riferimento al grano falciato e raccolto in fasci detti “mazzuna”; questo rito propiziatorio che è giunto fino a noi, è di origine greca e profana, esso è stato importato dagli antichi popoli giunti in Sicilia e provenienti dagli Stati Minori della Grecia: questi popoli veneravano divinità agresti, tra questi Demetra (della Terra), Kore (della Vegetazione), Afrodite (dell’Amore), Adone (della Fertilità), e Dioniso (dell’Euforia), tali popolazioni mantennero tali culti nei territori da essi colonizzati, ed è così che si spiega la loro sopravvivenza ad Alcara Li Fusi; nelle stradine che attraversano il paese vengono preparati piccoli altari, su di essi verrà messo “U’ Muzzuni” che quindi è una brocca col collo mozzo, dal quale fuoriescono spighe di grano e garofani, rivestita con un foulard di seta ed adornata con gli ori che appartengono alle famiglie del quartiere, le pareti di questi altari sono adornate con dei tipici tappeti tessuti col telaio a pedale (le Pizzare), sulle Pizzare vengono poggiati i piatti con i “Laureddi”, che sono steli di grano germogliati al buio; questa “la componente pagana”, poi c’è la “componete cristiana”, dedicata al Santo martire decapitato, San Giovanni Battista.
Nancray (Doubs) - Musée des Maisons comtoises - Caborde des plaines et basses vallées du Doubs et de l'Ognon
Caborde, Besançon, Les Tilleroyes (Doubs), XIXe
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questa foto fa parte del progetto di valorizzazione dell’oltrepò promoemozioni.biz/Progetto_Oltrepo.htm
in attesa di essere postate qui sopra, altre foto dell'oltrepò le trovate qui: promoemozioni.biz/Oltrepo_da_scoprire.htm.
vedi anche www.promoemozioni.biz.
da visitare nella zona:
promoemozioni.biz/Oltrepo_da_scoprire.htm
se volete dare un’occhiata al nostro splendido territorio:
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Consiglio di guardarla a schermo intero (clic sulla foto)
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11 years have passed since I was last in the Sicilian town of Alcara Li Fusi, for me it is easy to know, I just need to see when I took the photographs of the double and contemporary anniversary held in Alcara Li Fusi, photographs that I have posted at the time on Flickr, they are two holidays that are celebrated on the same day of June 24, both holidays proceed together and parallel without ever mixing with each other, one dates back to an ancient pagan rite, the other is a purely religious occasion, probably in the past the Church tried to suppress the pagan rite by superimposing the cult for San Giovanni, but in fact this fortunately did not happen, so that in the early afternoon until the early evening we witness the procession for San Giovanni, while with the late evening arrival we witness the pagan rite of “Muzzuni”: the photographs that I present here try to describe what I saw in Alcara Li Fusi on June 24th. The "feast of Muzzuni" originates from an ancient pagan rite, on the brochures we read that this is the oldest popular festival in Italy, with characteristics that seem to originate from the Hellenic civilization, enclosing ancient rites from the peasant world, as a rite propitiatory turned towards the fertility of the earth, in a broad sense it is aimed at love, nature, rebirth (U 'Muzzuni others is only a phallic symbol); the term "Muzzuni" which would seem to have similarities "with the severed head" of St. John the Baptist, actually comes either from the "neckless jug" or refers to the mowed and collected wheat in bundles called "mazzuna"; this propitiatory rite that has come down to us, is of Greek and profane origin, it was imported by the ancient peoples who arrived in Sicily and from the Minor States of Greece: these peoples venerated rural divinities, among these Demeter (of the Earth), Kore (of Vegetation), Aphrodite (of Love), Adonis (of Fertility), and Dionysus (of Euphoria), these populations maintained these cults in the territories they colonized, and this is how their survival in Alcara Li Fusi is explained ; in the streets that cross the town small altars are prepared, on them will be placed "U 'Muzzuni" which is therefore a jug with a stub neck, from which ears of corn and carnations emerge, covered with a silk scarf and adorned with gold which belong to the families of the neighborhood, the walls of these altars are adorned with typical carpets woven with a pedal loom (the Pizzare), on the Pizza plates are placed with the "Laureddi", which are stalks of wheat sprouted in the dark; this "the pagan component", then there is the "Christian component", dedicated to the beheaded martyr Saint, St. John the Baptist.
Sono passati ben 11 anni da quando sono stato l’ultima volta nel paese siciliano di Alcara Li Fusi, per me è facile saperlo, mi basta vedere quando feci le fotografie della doppia e contemporanea ricorrenza che si tiene ad Alcara Li Fusi, fotografie che ho postato a suo tempo su Flickr, sono due feste che si celebrano lo stesso giorno del 24 giugno, entrambe le feste procedono insieme e parallele senza mai mischiarsi tra loro, una risale ad un antichissimo rito pagano, l’altra è una ricorrenza prettamente religiosa, probabilmente in passato la Chiesa ha tentato di sopprimere il rito di origine pagana sovrapponendovi il culto per San Giovanni, però nei fatti questo fortunatamente non è avvenuto, cosicché nel primo pomeriggio fino ad inizio sera si assiste alla processione per San Giovanni, mentre con l’arrivo della sera inoltrata inoltrata si assiste al rito pagano del “Muzzuni”: le fotografie che qui presento cercano di descrivere quanto ho visto ad Alcara Li Fusi il 24 giugno. La “festa del Muzzuni” origina da un antico rito pagano, sui depliants si legge che questa è la festa popolare più antica d’Italia, con caratteristiche che sembrano originare dalla civiltà ellenica, racchiudendo in se antichi riti provenienti dal mondo contadino, come rito propiziatorio rivolto verso la fertilità della terra, in senso lato esso è rivolto all’amore, alla natura, alla rinascita (U’ Muzzuni altri non è che un simbolo fallico); il termine “Muzzuni” che sembrerebbe avere delle analogie “con la testa mozzata” di San Giovanni Battista, in realtà proviene o dalla “brocca priva di collo” oppure fa riferimento al grano falciato e raccolto in fasci detti “mazzuna”; questo rito propiziatorio che è giunto fino a noi, è di origine greca e profana, esso è stato importato dagli antichi popoli giunti in Sicilia e provenienti dagli Stati Minori della Grecia: questi popoli veneravano divinità agresti, tra questi Demetra (della Terra), Kore (della Vegetazione), Afrodite (dell’Amore), Adone (della Fertilità), e Dioniso (dell’Euforia), tali popolazioni mantennero tali culti nei territori da essi colonizzati, ed è così che si spiega la loro sopravvivenza ad Alcara Li Fusi; nelle stradine che attraversano il paese vengono preparati piccoli altari, su di essi verrà messo “U’ Muzzuni” che quindi è una brocca col collo mozzo, dal quale fuoriescono spighe di grano e garofani, rivestita con un foulard di seta ed adornata con gli ori che appartengono alle famiglie del quartiere, le pareti di questi altari sono adornate con dei tipici tappeti tessuti col telaio a pedale (le Pizzare), sulle Pizzare vengono poggiati i piatti con i “Laureddi”, che sono steli di grano germogliati al buio; questa “la componente pagana”, poi c’è la “componete cristiana”, dedicata al Santo martire decapitato, San Giovanni Battista.
Winged Kirin, or Qiling, 有翼の麒麟. By Satoshi Kamiya (www.folders.jp/g/2018/1803.html).
A Test–fold.
With a 50 cm uncut paper square size–110 g/m² weight. It was hard to fold this model with this size & grammage proportion.
I had to tie up the folded model with thread and twine, soak it in water and air dry it during more than 24 hours, in summer –but in interiors–, to get a somewhat, midly and barely presentable form.
It's easier and more efficient to attempt it by glueing the layers of all the flaps when each series of folds is completely done. (Sorry) I did not do it.
In this test, I learned that the most difficult part to do accurately and well was that of the wings (si on veut bien plier les volets, flaps, du modèle, avec un peu plus de précision spatiale, il est nécessaire un retour en arrière, en dépliant le déjà plié (by unfoldind the already folded) : marquer les références antérieures en les extendant, avec des Pinch Marks creasing lines, the previous references already existing in the previous design architecture, structure and geometrics du modèle, of the model).
— 2 more words to say about it (encore 2 mots à en dire):
A.– Many folders around the world have folded this model wonderfully well, to perfection. They are on the web;
B.– Others have made, arduously, ardûment, or easily & extraordinarily well, some very good modifications. Let's see 2 examples of it:
1.– Reaper ("reaper_origami"), by doing the hardest seated form, doubling the number of pleats at the paper portion for the breast, and by adding some 4 or 5 pleat/crimp folds for the wing's portion of the square piece of paper (some 9/10 ones instead of the original 5; the pleats I'm speaking of are not too simple than in on a simple accordeon or box-pleating procedures to make pleats: they are the complexe pleats created by Hojyo Takashi for his non-colour-changed ribs of his Tiger, modified or complicated by Satoschi, and not with the same procedure at all of them, in one model, not only in this model, but also in some 3 other models where he used the same/differed technics, with hard closed sink folds to do, to produce, externaly, the aspect of simple pleated paper): www.instagram.com/p/B-rVw2ApU9N/?utm_source=ig_web_copy_link;
2.– Nam Son Nguyen, by doing his invented Flying Form –the author designer did'nt do it–, by adding a lot of precise pleats to the C.P. to make scales (at the external paper portions of the neck/chest and body parts or flaps of, on, for, or coming from internal, inside parts of them):
x.com/Origami_me/status/1033700608589606914. (The great Folder–Author delated the images of his fold, I don't know why.)
[... Chest/Breast; Poitrine / Poitrail ; Être Humain / Être Animal... —Ça, cela, c'est une autre histoire, de langue et de langages, épistémologiques et phénoménologiques et eidétiques et politiques traditionnels, qui ne m'intéresse pas trop, pas du tout ; je veux dire, ici.]
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Le mie foto sono a disposizione di aziende, editoria, industria pubblicitaria o del semplice privato, fotografie rigorosamente scelte per qualità, dedicate ai più svariati utilizzi: dalla stampa fino a semplici stampe personalizzate.
Le mie immagini sono protette da diritti d’autore: se siete interessati a qualcuna delle mie immagini, potete contattarmi all’indirizzo mail info@promoemozioni.biz. Un uso improprio delle mie immagini sarà perseguibile e perseguito ai sensi di legge.
questa foto fa parte del progetto di valorizzazione dell’oltrepò promoemozioni.biz/Progetto_Oltrepo.htm
in attesa di essere postate qui sopra, altre foto dell'oltrepò le trovate qui: promoemozioni.biz/Oltrepo_da_scoprire.htm.
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A la fin des années 1920, Paul Cavrois (1890-1965), propriétaire d’usines textiles pour la filature, le tissage et la teinture de coton et de laine à Roubaix, souhaite construire une grande maison familiale moderne pour ses sept enfants et le personnel de service sur des terrains situés à Croix, dans le quartier alors campagnard de Beaumont.
En faisant appel à l'architecte franco-belge Robert Mallet-Stevens, il affiche ainsi sa volonté de se démarquer des constructions traditionnelles de la région.
Les premiers dessins sont dressés en 1929. L’année suivante, Mallet-Stevens emmène Paul Cavrois et son fils en Hollande découvrir l’hôtel de ville d’Hilversum conçu par Willem Dudok. Paul Cavrois lui donne alors son accord pour travailler dans l’esprit moderniste et géométrique de ce bâtiment et accepte que les façades soient couvertes de briques de parement jaunes spécialement fabriquées pour la villa.
Source: fr.wikipedia.org/wiki/Villa_Cavrois
et
et
dépliant mis à disposition sur place
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At the end of the 1920s, Paul Cavrois (1890-1965), owner of textile factories for spinning, weaving and dyeing cotton and wool in Roubaix, wanted to build a large modern family home for his seven children and the service personnel on a land located in Croix, in the then rural district of Beaumont.
By calling on the Franco-Belgian architect Robert Mallet-Stevens, he displayed his desire to stand out from the traditional constructions of the region.
The first drawings were drawn up in 1929. The following year, Mallet-Stevens took Paul Cavrois and his son to Holland to discover the Hilversum town hall designed by Willem Dudok. Paul Cavrois then gave his agreement to work in the modernist and geometric spirit of this building and accepted that the facades be covered with yellow bricks specially manufactured for the villa.
Source:
Compiled French text translated in English
and
leaflet available on site
Porta scorrevole in vetro acciaio con vetrata in Tiffany temperata
Artistic glass
Tiffany
Glass foor doors
Murano Venezia glass
Murrine
Blowing glass
porta
porte
vetrata artistica
vetrate artistiche
vetrata temperata
vetrate temperate
stained glass ステンドグラス Vitraux 彩色玻璃 farvet glas vitrāžas glasramen витражное стекло цветное стекло vidrieras glasmålningar Glasmalerei
Artistic glass Tiffany Glass foor doors Murano Venezia glass Murrine Blowing glass vetrata vetrate porta porte puerta vidrio Glastür und Glas-Schiebe-Türen glasdörr och skjutbara glasdörrarДвери стеклянные двери стеклянные двери 门 港口 玻璃 窗口 ドア ポート ガラス 窓
La Vero s.n.c. crea vetrate artistiche rilegate esclusivamente a Tiffany o a piombo .
In entrambe le tecniche il vetro viene tagliato, sagomato e rilegato interamente a mano.
La rilegatura Tiffany consiste in una saldatura di stagno, anch’essa eseguita manualmente lungo i vari pezzi di vetro che compongono la vetrata. Lo stagno ha quindi la funzione di saldare ciascun elemento della vetrata lungo tutta la sua superficie.
Ogni vetrata può contenere elementi prodotti a Murano, sono pezzi fatti a mano, generalmente soffiati a bocca che vanno ad impreziosirla in maniera particolare ed elegante;sono i rui di murrine, i rui semplici, le filigrane e le murrine.
La tipologia ed il numero di elementi inseribili nelle vetrate influisce in maniera predominante nella determinazione del prezzo di queste.
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click to activate the icon of slideshow: the small triangle inscribed in the small rectangle, at the top right, in the photostream;
or…. Press the “L” button to zoom in the image;
clicca sulla piccola icona per attivare lo slideshow: sulla facciata principale del photostream, in alto a destra c'è un piccolo rettangolo (rappresenta il monitor) con dentro un piccolo triangolo nero;
oppure…. premi il tasto “L” per ingrandire l'immagine;
www.worldphoto.org/sony-world-photography-awards/winners-...
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11 years have passed since I was last in the Sicilian town of Alcara Li Fusi, for me it is easy to know, I just need to see when I took the photographs of the double and contemporary anniversary held in Alcara Li Fusi, photographs that I have posted at the time on Flickr, they are two holidays that are celebrated on the same day of June 24, both holidays proceed together and parallel without ever mixing with each other, one dates back to an ancient pagan rite, the other is a purely religious occasion, probably in the past the Church tried to suppress the pagan rite by superimposing the cult for San Giovanni, but in fact this fortunately did not happen, so that in the early afternoon until the early evening we witness the procession for San Giovanni, while with the late evening arrival we witness the pagan rite of “Muzzuni”: the photographs that I present here try to describe what I saw in Alcara Li Fusi on June 24th. The "feast of Muzzuni" originates from an ancient pagan rite, on the brochures we read that this is the oldest popular festival in Italy, with characteristics that seem to originate from the Hellenic civilization, enclosing ancient rites from the peasant world, as a rite propitiatory turned towards the fertility of the earth, in a broad sense it is aimed at love, nature, rebirth (U 'Muzzuni others is only a phallic symbol); the term "Muzzuni" which would seem to have similarities "with the severed head" of St. John the Baptist, actually comes either from the "neckless jug" or refers to the mowed and collected wheat in bundles called "mazzuna"; this propitiatory rite that has come down to us, is of Greek and profane origin, it was imported by the ancient peoples who arrived in Sicily and from the Minor States of Greece: these peoples venerated rural divinities, among these Demeter (of the Earth), Kore (of Vegetation), Aphrodite (of Love), Adonis (of Fertility), and Dionysus (of Euphoria), these populations maintained these cults in the territories they colonized, and this is how their survival in Alcara Li Fusi is explained ; in the streets that cross the town small altars are prepared, on them will be placed "U 'Muzzuni" which is therefore a jug with a stub neck, from which ears of corn and carnations emerge, covered with a silk scarf and adorned with gold which belong to the families of the neighborhood, the walls of these altars are adorned with typical carpets woven with a pedal loom (the Pizzare), on the Pizza plates are placed with the "Laureddi", which are stalks of wheat sprouted in the dark; this "the pagan component", then there is the "Christian component", dedicated to the beheaded martyr Saint, St. John the Baptist.
Sono passati ben 11 anni da quando sono stato l’ultima volta nel paese siciliano di Alcara Li Fusi, per me è facile saperlo, mi basta vedere quando feci le fotografie della doppia e contemporanea ricorrenza che si tiene ad Alcara Li Fusi, fotografie che ho postato a suo tempo su Flickr, sono due feste che si celebrano lo stesso giorno del 24 giugno, entrambe le feste procedono insieme e parallele senza mai mischiarsi tra loro, una risale ad un antichissimo rito pagano, l’altra è una ricorrenza prettamente religiosa, probabilmente in passato la Chiesa ha tentato di sopprimere il rito di origine pagana sovrapponendovi il culto per San Giovanni, però nei fatti questo fortunatamente non è avvenuto, cosicché nel primo pomeriggio fino ad inizio sera si assiste alla processione per San Giovanni, mentre con l’arrivo della sera inoltrata inoltrata si assiste al rito pagano del “Muzzuni”: le fotografie che qui presento cercano di descrivere quanto ho visto ad Alcara Li Fusi il 24 giugno. La “festa del Muzzuni” origina da un antico rito pagano, sui depliants si legge che questa è la festa popolare più antica d’Italia, con caratteristiche che sembrano originare dalla civiltà ellenica, racchiudendo in se antichi riti provenienti dal mondo contadino, come rito propiziatorio rivolto verso la fertilità della terra, in senso lato esso è rivolto all’amore, alla natura, alla rinascita (U’ Muzzuni altri non è che un simbolo fallico); il termine “Muzzuni” che sembrerebbe avere delle analogie “con la testa mozzata” di San Giovanni Battista, in realtà proviene o dalla “brocca priva di collo” oppure fa riferimento al grano falciato e raccolto in fasci detti “mazzuna”; questo rito propiziatorio che è giunto fino a noi, è di origine greca e profana, esso è stato importato dagli antichi popoli giunti in Sicilia e provenienti dagli Stati Minori della Grecia: questi popoli veneravano divinità agresti, tra questi Demetra (della Terra), Kore (della Vegetazione), Afrodite (dell’Amore), Adone (della Fertilità), e Dioniso (dell’Euforia), tali popolazioni mantennero tali culti nei territori da essi colonizzati, ed è così che si spiega la loro sopravvivenza ad Alcara Li Fusi; nelle stradine che attraversano il paese vengono preparati piccoli altari, su di essi verrà messo “U’ Muzzuni” che quindi è una brocca col collo mozzo, dal quale fuoriescono spighe di grano e garofani, rivestita con un foulard di seta ed adornata con gli ori che appartengono alle famiglie del quartiere, le pareti di questi altari sono adornate con dei tipici tappeti tessuti col telaio a pedale (le Pizzare), sulle Pizzare vengono poggiati i piatti con i “Laureddi”, che sono steli di grano germogliati al buio; questa “la componente pagana”, poi c’è la “componete cristiana”, dedicata al Santo martire decapitato, San Giovanni Battista.
Nancray (Doubs) - Musée des Maisons comtoises - Ferme des Vosges-Saônoises
Ferme, La Proiselière (Haute-Saône), 1761
fr.wikipedia.org/wiki/Maisons_comtoises_de_Nancray
www.maisons-comtoises.org/uploads/pdf/depliants/planmusee...