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Mi indispongono gli umani con le loro ipocrite celebrazioni. "Giornata della Terra": che mai vorrà dire? Che oggi si deve essere "buoni" con il nostro Pianeta e che da domani possiamo riprendere i nostri comportamenti sciagurati?
Poveri Umani, così sprovveduti, così semplici da suscitare tenerezza. Se non fossero dei devastatori forsennati ..... ..
Panorama dell'Alpe di Siusi; sullo sfondo, le cime del Sassolungo (a sinistra) e del Sassopiatto (a destra).
the Torre dell'Arenella, part of the complex of the Tonnara, Quattro Pizzi etc ... was built in 1852 by Don Vincenzo Florio Sr. (1799-1868), who had called a Dutchman to draw up the project. It served as a windmill or mechanical mill to grind sumac, a grass which, reduced to powder, was indispensable for the tanning of hides.
It worked for a few years, the exports were booming, then the workers began to get smart, mixing fake herb powder with that of the precious sumac, the result: the mill closed and business in smoke.
The tower also served as a lighthouse, as reported by an old nautical map of the port.
Arenella perhaps owes its name to the fine sand that once covered its coast.
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la Torre dell'Arenella, facente parte del complesso della Tonnara, Quattro Pizzi etc...fu fatta costruire nel 1852 da Don Vincenzo Florio Sr. (1799-1868), che aveva chiamato un olandese per redigerne il progetto. Ebbe funzione di mulino a vento o meccanico per macinare il sommacco, un'erba, che, ridotta in polvere, era indispensabile per la concia delle pelli.
Funzionò per qualche anno, le esportazioni a gonfie vele, poi le maestranze cominciarono a fare i furbi, mescolando polvere di erbe fasulle a quella del prezioso sommacco, risultato: mulino chiuso e affari in fumo.
La torre ebbe anche funzione di Faro, come riportato da una vecchia carta nautica del Porto .
L'Arenella forse deve il suo nome alla fina sabbia che una volta ricopriva il suo litorale .
Le piante, tutte le piante, sono figlie dei caratteri dell'ambiente che la loro ecologia specifica esige. Luce, umidità, suolo più o meno umificato, sono soltanto alcuni dei parametri che determinano o favoriscono l'insediamento di una certa specie in un determinato ambiente. Ecco allora che il bucaneve, che fiorisce al termine dell'inverno nel sottobosco, può definirsi "figlio della penombra" ..... ..
Località turistica della Maremma, Castiglione della Pescaia in provincia di Grosseto in Toscana, ha ricevuto molteplici riconoscimenti per la qualità ambientale; viene denominata "la Svizzera della Maremma".
Tourist resort of the Maremma, Castiglione della Pescaia in the province of Grosseto in Tuscany, has received multiple awards for environmental quality; it is called "the Switzerland of the Maremma".
La piccola stradina della Val Koritnica che porta sotto le immense pareti dello Jalovec.
L'impressionante dislivello in così poco spazio fa delle Giulie una delle porzioni della catena alpina con le pareti più grandi e maestose...
Analogica, Pentax K 1000 ( 1976 ), Pentax 28 mm f 2.8, Fomapan 200 asa, sviluppo con Rodinal. Ora sviluppo le foto scattate in questi giorni...
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Case Walser a Rabernardo (Val Vogna]
People of the alps
Walser houses in Vogna valley
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Prato della Valle, uno dei simboli di Padova, è una grande piazza ellittica che, oltre ad essere la maggiore piazza padovana, è una delle più grandi d'Europa (88.620 mq), seconda solo alla Piazza Rossa di Mosca.
E' circondata da un canale ornato da un doppio basamento di statue numerate di celebri personaggi del passato che secondo il progetto originario dovevano essere 88. Oggi se ne contano 78 mentre 8 basamenti sono sormontati da obelischi e 2 vuoti.
ogni cosa attorno
ha l'odore inalterato dell'assenza.
è ciò che accade quando
i contorni di un ricordo
si sgretolano in frammenti infinitesimali.
in realtà tutto rimane com'era,
è la percezione che cambia.
è la differenza tra una tela appena dipinta
e la medesima tela trecento anni dopo.
le crepe nel colore.
la medesima immagine,
si scompone senza cambiare veramente.
ed io mi ritrovo qui
in un punto causale di uno spazio casuale,
dove tutto attorno è teso,
sul punto di sgretolarsi.
e la soddisfazione è infinita
in quell'istante,
prima che tutto vada in pezzi,
prima che tutto giunga al termine.
bianco e nero sono il medesimo colore
nel mio pensiero circolare.
è tutto qui.
e ciclicamente si ripete.
soundtrack [65daysofstatic * Don't Go Down to Sorrow]
view/read/listen with its twin image/text/song here
Lo zigolo delle nevi (Plectrophenax nivalis) è un piccolo uccello migratore dalla testa tonda,
il becco minuto e l'aspetto paffuto color bianco candido, perfettamente mimetizzato negli habitat freddi e innevati che è abituato a frequentare intorno al circolo polare artico.
Di solito è molto difficile riuscire ad avvistarlo in Italia, perché tende a fermarsi in Europa
Sottotitolo: Dell'essere, dell'apparire, del divenire, dello svanire...
31 agosto: auguri di buon compleanno a Beppe Modica
Ecco il suo album www.flickr.com/photos/22858532@N08/
C'è una piccola fiamma, nel nostro cuore, che niente e nessuno potrà
mai spegnere.
Neanche il male
Neanche la morte...
Soul paths
There is a little flame in our hearts that nothing and nobody can extinguish
Not even the evil
Not even the death
Come un re sul suo trono lo Sciliar con le due punte Santer e Euringer vigila su Castelrotto e i paesi di Fiè allo Sciliar e Siusi a Sciliar. Le zone intorno al Parco naturale Sicliar-Catinaccio sono le più paesaggi più impressionanti, ma anche più leggendari di tutto l'Alto Adige: le Streghe dello Sciliar sono le protagoniste di tanti miti. Chi vuole sapere di più sulle streghe e le storie della zona può fare una delle numerose escursioni e gite a tema intorno allo Sciliar. Un posto per tutti gli appassionati della montagna che vale davvero la pena visitare è il Rifugio Bolzano a 2.457 m s.m.l. Per una giornata più rilassante possiamo consigliarvi una visita al Laghetto di Fiè, uno dei laghi alpini più puliti di tutta l'Italia, premiato diverse volte per l'alta qualità dell'acqua. Un altro must-see è la Baita Saltner – nota soprattutto per le delizie irresistibili fatte in casa.
Conosco delle barche
che restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.
Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori.
Conosco delle barche che si dimenticano di partire
hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove,
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.
Conosco delle barche talmente incatenate
che hanno disimparato come liberarsi.
Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
per essere veramente sicure di non capovolgersi.
Conosco delle barche che vanno in gruppo
ad affrontare il vento forte al di là della paura.
Conosco delle barche che si graffiano un po’
sulle rotte dell’oceano ove le porta il loro gioco.
Conosco delle barche
che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
ogni giorno della loro vita
e che non hanno paura a volte di lanciarsi
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.
Conosco delle barche
che tornano in porto lacerate dappertutto,
ma più coraggiose e più forti.
Conosco delle barche straboccanti di sole
perché hanno condiviso anni meravigliosi.
Conosco delle barche
che tornano sempre quando hanno navigato.
Fino al loro ultimo giorno,
e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
perché hanno un cuore a misura di oceano
J. Brel
acrylic on canvas, 40x50 cm
www.instagram.com/p/DQwdMUsDahl/?img_index=1
"Fiamme dell'autunno" è un'espressione metaforica che evoca il suggestivo spettacolo del foliage, il fenomeno naturale per cui le foglie degli alberi cambiano colore, assumendo tonalità calde e intense prima di cadere.
L'espressione si riferisce alla vasta gamma di colori autunnali, tra cui il rosso, l'arancio fiammeggiante, il giallo oro e l'ambra, che tingono le chiome degli alberi.
I colori vivaci creano uno spettacolo di grande bellezza e intensità, ma questa "fiamma" è destinata a spegnersi presto con l'arrivo dell'inverno, sottolineando la natura transitoria e fugace della bellezza e della vita stessa.
L'autunno può rappresentare la fase della maturità e l'avvicinamento alla vecchiaia, dove la "fiamma" si trasforma in una "dolce agonia" o un crepuscolo consapevole.