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acrylic/oil on canvas, 24x18 cm
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"La terra si stira dal lungo sonno bianco e torna a respirare."
oil on canvas, 50x50 cm
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"Grido silenzioso" (silent scream) è di per sé un'espressione molto poetica, in quanto si tratta di un ossimoro, una figura retorica che accosta due termini dai significati opposti ("grido" e "silenzioso") per creare un'immagine vivida e suggestiva.
Il "grido silenzioso" nell'arte è una potente metafora visiva utilizzata per esprimere emozioni intense, sofferenza interiore, ansia esistenziale o ribellione, che non possono essere verbalizzate o udite, ma che trovano manifestazione attraverso l'uso espressivo di colori e forme. La psicologia del colore e la percezione delle forme sono strumenti potenti: colori caldi possono simboleggiare rabbia o passione, mentre colori freddi possono rappresentare calma o tristezza. Le linee e la postura di un soggetto diventano simboli del dolore universale, rendendo tangibile una crisi esistenziale. Le linee curve e ondulate, che sembrano vibrare, possono rappresentare un "grido" udibile ma silenzioso, amplificando la sensazione di angoscia e impotenza.
Può simboleggiare il dolore universale che non può essere urlato, come nel caso della figura contorta e disperata del quadro "L'Urlo" di Munch.
Questo dipinto appartiene alla serie: "Sindrome di Ménière" - Espressione e Arte.
L'arte, in tutte le sue forme (pittura, scultura, musica, scrittura, danza, ecc.), può offrire un canale per esprimere le emozioni intense legate alla malattia, come paura, frustrazione, o senso di isolamento.
oil on canvas, 50x50 cm
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La metafora di "sospeso in un istante" nell'arte si riferisce alla capacità dell'opera di congelare un momento effimero, spesso carico di movimento, tensione narrativa o emozione pura, sottraendolo allo scorrere inesorabile del tempo.
Dipinti che ritraggono un momento di azione, come un gesto, un'espressione o un evento, congelandolo per l'eternità.
L'espressione è resa celebre da una frase di Seneca, che scrive: "sono sospeso in un istante del tempo che fugge" (in puncto fugientis temporis pendeo).
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oil on canvas, 60x50 cm
"Riflessi d'incanto" si riferisce a immagini, luci o aspetti di qualcosa che appaiono meravigliosi, magici o esteticamente perfetti, come se fossero incantati. Si usa per descrivere un effetto particolarmente bello, che cattura l'attenzione e suscita stupore, evocando un senso di meraviglia o fascino. Quindi, quando si parla di "riflessi d'incanto", si intende qualcosa che appare di una bellezza quasi soprannaturale o che suscita un profondo incanto in chi lo osserva. "Riflessi d'incanto" non è una forma poetica in sé, ma una espressione poetica che si riferisce a un effetto visivo o emotivo.
L'espressione stessa è una metafora o un'immagine che va oltre il senso letterale. "Riflessi" possono essere quelli sull'acqua, ma possono anche rappresentare ricordi, sogni o ispirazioni, e l'"incanto" ne amplifica la bellezza e la meraviglia.
In sintesi, "riflessi d'incanto" si dice poetico perché è un'espressione che, per la sua capacità di creare un'immagine suggestiva e toccante, adotta un linguaggio che va oltre la descrizione pura e semplice e si avvicina alla sensibilità che caratterizza la poesia.
The name - of it - is "Autumn" 656
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acrilico su tela, 24x18 cm)
SOLD (collezione privata)
"Quando studieremo l'universo, si vedrà che stando qui, sulla terra, già eravamo in paradiso" Stanislaw Jerzy Lec
Light-House is an art project at Auckland's harbour. It is a wooden building at the end of a pier, close to the water. The Lighthouse / Tū Whenua-a-Kura is an artwork by Michael Parekōwhai.
Its exterior is in the form of a 1:1 scale 1950s family home and its interior features an installation of light as well as a sculpture of Captain Cook, titled The English Channel. It is surrounded by a wooden jetty that 'floats' on Queens Wharf. The public can explore the work by looking in its windows, through its door and by climbing the staircase.
(Description taken from Auckland City Council website).
Temporary art installation at the Rotterdam Oostplein ("East Square"), at the location where once stood windmill "De Noord".
Rotterdam.nl: (in Dutch) Stoepmakersoostplein (in Dutch)
Happy Sliders Sunday!
oil on canvas, 70x50 cm
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"Sublimità velata" indica un grado altissimo di bellezza, nobiltà o grandezza che è nascosto, non immediatamente evidente o palese, ma percepibile attraverso un'intuizione, un'analisi profonda o una sensibilità più sviluppata. In altre parole, è l'eccellenza che non si mostra apertamente, ma che si coglie "sotto il velo" di apparenze più modeste o meno appariscent. Si potrebbe dire che un'opera d'arte ha una "sublimità velata" se la sua bellezza o il suo significato più profondo emergono solo dopo una contemplazione prolungata e attenta, anziché essere immediatamente evidenti a tutt
There's a certain Slant of light,
Winter Afternoons --
That oppresses, like the Heft
Of Cathedral Tunes --
Heavenly Hurt, it gives us --
We can find no scar,
But internal difference,
Where the Meanings, are --
None may teach it -- Any --
'Tis the Seal Despair --
An imperial affliction
Sent us of the Air --
When it comes, the Landscape listens --
Shadows -- hold their breath --
When it goes, 'tis like the Distance
On the look of Death –
Emily Dickinson, poem 258
oil on canvas, 60x50 cm
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"Un lampo... poi la notte"
(olio su tela, 60x50 cm)
"Un lampo... poi la notte" significa l'esperienza di un'illuminazione improvvisa e fugace che squarcia il buio, rivelando per un istante la realtà, per poi tornare al mistero o all'oscurità, simboleggiando la transitorietà della vita, la bellezza fuggitiva o la perdita di un momento di conoscenza, come nelle poesie di Giovanni Pascoli "Il lampo" e Charles Baudelaire "A una passante".
E.D. 476-489
painting, acrylic on canvas, 30x40 cm
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www.instagram.com/alicealicjacieliczka/
"Ultima danza dell'autunno" è una frase poetica che si riferisce al decadimento finale delle foglie, dei colori caldi e della luce soffusa prima dell'arrivo dell'inverno. Evoca l'immagine delle foglie che danzano nell'aria prima di cadere, segnando la fine della stagione autunnale
oil on canvas, 60x80 cm
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allevents.in/bologna/june-in-italy/1064334560296387
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"ARTEBO", Bologna, Italy
oil on canvas, 60x80 cm
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MUJER CON FLOR POR YKAY LEDEZMA - publication: youtu.be/Fo81laDkZRo
L'uso della "luce che viene da lontano" come metafora artistica è uno dei temi più profondi dell'estetica, poiché collega la percezione visiva alla dimensione temporale, spirituale e psicologica.
In arte, una luce che sembra provenire da un orizzonte lontano o da una fonte invisibile rappresenta spesso il passato o il desiderio.
Poiché la luce delle stelle impiega anni per raggiungerci, essa è fisicamente una "luce del passato". Gli artisti contemporanei usano questa metafora per riflettere sulla nostra piccolezza nell'universo.
In sintesi, la luce che viene da lontano è il ponte tra ciò che è visibile e ciò che è solo immaginato, tra la realtà materica e l'aspirazione dell'immortalità.