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Gli aironi rossi, in questi giorni, si trovano ancora presso i laghi e i fiumi dell'Africa equatoriale, a sud del Sahara. Il loro viaggio di ritorno comincerà appena tra quelche giorno e durerà alcune settimane. Dovranno risalire la valle del Nilo e recuperare energia sulle sue sponde prima di affrontare la traversata del "desrto azzurro" costituito dal Mediterraneo e risalire la penisola italica fino alla Laguna di Venezia ..... ..
The Hagen Open-air Museum (LWL-Freilichtmuseum Hagen – Westfälisches Landesmuseum für Handwerk und Technik; English: "LWL Open-air Museum Hagen – Westphalian State Museum for Craft and Technics") is a museum at Hagen in the southeastern Ruhr area, North Rhine-Westphalia, Germany. It was founded, together with the Detmold Open-air Museum, in 1960, and was first opened to the public in the early 1970s. The museum is run by the Landschaftsverband Westfalen-Lippe (LWL, regional authority for Westphalia and Lippe within North Rhine-Westphalia). It lies in the Hagen neighbourhood of Selbecke south of Eilpe in the Mäckingerbach valley.
The open-air museum brings a bit of skilled-trade history into the present, and it takes a hands-on approach. On its grounds stretching for about 42 ha, not only are urban and rural trades simply "displayed" along with their workshops and tools, but in more than twenty of the nearly sixty rebuilt workshops, they are still practised, and interested visitors can, sometimes by themselves, take part in the production.
As early as the 1920s, there were efforts by a group of engineers and historical preservationists to preserve technological monuments for posterity. The initiator, Wilhelm Claas, even suggested the Mäckingerbach valley as a good place for a museum to that end. The narrow valley was chosen, as wind, water and wood were the three most important location factors for industry in the 18th and 19th centuries.
In 1960, the Westphalian Open-Air Museum was founded, and thirteen years later, the gates opened to the public. Unlike most open-air museums, which show everyday life on the farm or in the country as it was in days gone by, the Hagen Open-Air Museum puts the history of these activities in Westphalia in the fore. From the late 18th century through the early years of the Industrial Revolution to the highly industrialized society emerging in the early 20th century, the visitor can experience the development of these trades and the industry in the region.
Crafts and trades demonstrated at the Westphalian Open-Air Museum include ropemaking, smithing, brewing, baking, tanning, printing, milling, papermaking, and much more. A favourite attraction is the triphammer workshop shown in the image above. Once the hammer is engaged, a craftsman goes to work noisily forging a scythe, passing it between the hammer and the anvil underneath in a process called peening.
The Hagen Westphalian Open-Air Museum is open from March or April until October.
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Sorry, to me is very difficult to visit people that always only leave a fav without commenting...
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All rights reserved - Copyright © fotomie2009 - Nora Caracci
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Weekend in toscana, poi prossima settimana Siviglia, per lavoro...
A presto, e buon weekend a tutti!
:D
PS Foto di archivio, alta toscana
If you want to complete the roman path, see also previous photo. flic.kr/p/KW8a5h
Anyway, grazie mille for enjoy the little walk around Spoleto and for follow me always during the year.
Now it's time for me, to forgot the word "computer" and fly for another trip.
Buone vacanze to all !!!
A big hug, see you on september! Ciao!!
*Starlight*
p.s.: scusate se ultimamente mi limito a scrivere solo in inglese, è la fretta... Buone vacanze regà!!! ...e ovviamente sempre Forza Lazio! :)))!!!
BUON VIAGGIO
CHE SIA UN’ANDATA O UN RITORNO
CHE SIA UNA VITA O SOLO UN GIORNO
CHE SIA PER SEMPRE O UN SECONDO
L’INCANTO SARA’ GODERSI UN PO’
LA STRADA, COMUNQUE VADA
FAI LE VALIGIE E CHIUDI LE LUCI DI CASA
CORAGGIO
LASCIARE TUTTO INDIETRO E ANDARE
PARTIRE PER RICOMINCIARE
CHE NON C’E’ NIENTE DI PIU’
VERO DI UN MIRAGGIO
E PER QUANTA STRADA ANCORA C’E’ DA FARE
AMERAI IL FINALE.
C. Cremonini
Treno Rock, fotografato dal finestrino di un altro treno.
I treni Rock di Trenitalia sono costruiti da Hitachi Rail negli stabilimenti di Reggio Calabria e Pistoia a partire dal 2018 . Sono treni regionali con un basso impatto ambientale per risparmio energetico e anche un'area per le famiglie riservate al bambini. Possono raggiungere i 160 km/h.
Qui c'è il personaggio di Luca ( della Pixar-Disney), creatura marina che ha trascorso l'infanzia a Genova, con le sue fantastiche avventure.
I nuovi treni regionali sono veramente funzionali e confortevoli
Bon voyage
Have a nice trip
A Rock train by Trenitalia
Per chi viaggia davvero o per chi viaggia nella vita con la fantasia
........Sui binari di questa realtà
Ce ne andiamo, vieni
Tu non raccontarlo mai
Contromano ( NEK)
EXPLORE del 06.07.2013 pg.411
Viaggio per inesplorate acque su una nave
che, come milioni di altre simili, peregrina
per oceani e mari
su rotte regolari
E altre ancora
(molte, davvero molte anche queste)
gettano l’ancora nei porti.
Per anni ho caricato questa nave
Con tutto quello che mi davano
e che prendevo con enorme gioia
E poi
(lo ricordo come fosse oggi)
la dipingevo a tinte sgargianti
e stavo attento
che non si macchiasse in nessun punto
La volevo bella per il mio viaggio
E dopo avere atteso tanto –proprio tanto
Giunse alla fine il momento di salpare
E salpai…
(Nave io e capitano
ed equipaggio per trovarti
fammi a pezzi
ma non farmi sanguinare il corpo)
Quando mi trovai in mare aperto
onde immense mi travolsero
e mi straziarono per rivelarmi
amare verità che ignoravo
Verità che dovevo imparare
Nell’abbraccio dell’oceano
con un lungo furente fragore
la solitudine
divenne per me faro del pensiero
indicando strade nuove
Il tempo passava e io
iniziavo a tracciare la rotta
ma non come mi avevano insegnato al porto
(anche se la mia nave mi sembrava diversa allora)
Così il mio viaggio
ora lo vedevo diverso
senza più pensare a porti e commerci
Il carico mi appariva ormai superfluo
Ma continuavo a viaggiare
conoscendo il valore della nave
conoscendo il valore della merce
E continuo ancora il viaggio
che scricchiolino incessantemente le giunzioni
sperando che non si spezzino
perché sono legni marci da anni
(secoli dovrei dire)
verniciati di recente ma senza
una forza nuova che li tenga uniti
la rotta sempre contro il tempo
nella stiva solo zavorra
Zavorra che mi dissero
merce preziosa, come quella
che di solito si compra nei porti
Ma se dicessi che mi hanno ingannato
non sarei onesto
osservo la bussola
senza sosta
con accanto la mappa
su cui studio la rotta
lontano dai porti che segnalano il passaggio
Quando poi succede che splendano
(che istanti difficili!)
all’orizzonte i porti della terra
l’equipaggio guarda le luci
(luci sirene
che promettono molto
che anche il cuore e la carne pretendono)
sempre aspettando che dica
al timoniere di far virare la nave
E attraccare almeno un poco
Mentre l’ora trascorre e io
osservo silenzioso la carta
tutt’intorno cresce il tumulto
Proposte subdole
vestite con idee
idee vendute che vogliono sempre
Adornare l’inazione con le parole
e minacce
che vogliono passare per consigli
e promesse
che tentano la bestia e la risvegliano…
Quelle sono ore difficili
Perché da ognuna di loro
Dipende l’intero viaggio
E continuo ancora il viaggio
Desideri radicati nell’anima
sono diventati bussola per la mia nave
la mia mappa
altrettanto misteriosa
Ci sono ore in cui credo
che sia stata fatta
per chi non voglia approdare in nessun porto
e altre ore in cui confido
che il viaggio avvenga perché
su questa carta bisogna trovare
qualche cosa che manca
Così vado alla ricerca
guardando la mappa la bussola il cielo
in cielo, rintracciare segnali
nuove prove che dimostrino
che la bussola non sbaglia nel segnare
Non stupirti, questo non significa
che io abbia dei dubbi sulla mia bussola
E’ solo un’abitudine- una vecchia abitudine
che per secoli accompagnava l’anima
questa compagna
preziosa per i tempi bui
quando c’erano soltanto i semi nell’anima
degli amori che ora sono fioriti
E vado alla ricerca
Guardando la mappa la bussola il cielo
Le onde immense sembra che cerchino
di fare il gioco di chi vuole
che attracchi da qualche parte per un po’
E’ ognuna
di quelle onde un Golgota
e pensa
che la tempesta imperversa ininterrotta
Ma mentre aumenta
temo sempre più
che la spaventosa furia del mare
mi conduca ad avvistare
porti là sulla costa
porti che la mia mappa non indica
Sono ostacoli e momenti difficili
l’abbiamo detto
l’equipaggio comincerà a ribollire
quando quei porti appariranno sulla costa
E continuo il viaggio
alla ricerca ancora
pur sapendo di essere
nell’infinito del tempo un istante
nell’abisso dello spazio un puntino
E continuo il viaggio
anche se sono tenebra
e tutto attorno a me è tenebra
e la tempesta lo rende più spaventoso
E continuo il viaggio
e mi basta
che io tenebra
abbia amato la luce.
''...È in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perciò se li immagino li creo, se li creo esistono; se esistono li vedo come vedo gli altri. A che scopo viaggiare? A Madrid, a Berlino, in Persia, in Cina, al Polo; dove sarei se non dentro me stesso e nello stesso genere delle mie sensazioni?
La vita è ciò che facciamo di essa.
I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo...''
(Fernando Pessoa)
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Un piccolo omaggio per il mio eroe David Sassoli, presidente del parlamento europeo e persona meravigliosa. R.I.P.