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infuriati contro il morire della luce.

Gli aironi rossi, in questi giorni, si trovano ancora presso i laghi e i fiumi dell'Africa equatoriale, a sud del Sahara. Il loro viaggio di ritorno comincerà appena tra quelche giorno e durerà alcune settimane. Dovranno risalire la valle del Nilo e recuperare energia sulle sue sponde prima di affrontare la traversata del "desrto azzurro" costituito dal Mediterraneo e risalire la penisola italica fino alla Laguna di Venezia ..... ..

verso Bovbjerg Fyr - Danimarca

giugno 2017

Amo colui che sogna l'impossibile.

(W. Goethe)

The Hagen Open-air Museum (LWL-Freilichtmuseum Hagen – Westfälisches Landesmuseum für Handwerk und Technik; English: "LWL Open-air Museum Hagen – Westphalian State Museum for Craft and Technics") is a museum at Hagen in the southeastern Ruhr area, North Rhine-Westphalia, Germany. It was founded, together with the Detmold Open-air Museum, in 1960, and was first opened to the public in the early 1970s. The museum is run by the Landschaftsverband Westfalen-Lippe (LWL, regional authority for Westphalia and Lippe within North Rhine-Westphalia). It lies in the Hagen neighbourhood of Selbecke south of Eilpe in the Mäckingerbach valley.

 

The open-air museum brings a bit of skilled-trade history into the present, and it takes a hands-on approach. On its grounds stretching for about 42 ha, not only are urban and rural trades simply "displayed" along with their workshops and tools, but in more than twenty of the nearly sixty rebuilt workshops, they are still practised, and interested visitors can, sometimes by themselves, take part in the production.

 

As early as the 1920s, there were efforts by a group of engineers and historical preservationists to preserve technological monuments for posterity. The initiator, Wilhelm Claas, even suggested the Mäckingerbach valley as a good place for a museum to that end. The narrow valley was chosen, as wind, water and wood were the three most important location factors for industry in the 18th and 19th centuries.

 

In 1960, the Westphalian Open-Air Museum was founded, and thirteen years later, the gates opened to the public. Unlike most open-air museums, which show everyday life on the farm or in the country as it was in days gone by, the Hagen Open-Air Museum puts the history of these activities in Westphalia in the fore. From the late 18th century through the early years of the Industrial Revolution to the highly industrialized society emerging in the early 20th century, the visitor can experience the development of these trades and the industry in the region.

 

Crafts and trades demonstrated at the Westphalian Open-Air Museum include ropemaking, smithing, brewing, baking, tanning, printing, milling, papermaking, and much more. A favourite attraction is the triphammer workshop shown in the image above. Once the hammer is engaged, a craftsman goes to work noisily forging a scythe, passing it between the hammer and the anvil underneath in a process called peening.

 

The Hagen Westphalian Open-Air Museum is open from March or April until October.

 

...spiagge silenziose e falesie, piccole cittadine ...la Normandia ...

Viaggio: Dalla taverna alla luna.

All'interno Museo Pecci Prato.

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Sorry, to me is very difficult to visit people that always only leave a fav without commenting...

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Weekend in toscana, poi prossima settimana Siviglia, per lavoro...

A presto, e buon weekend a tutti!

:D

PS Foto di archivio, alta toscana

per questo nuovo anno...

Eco Elephant Camp nei pressi di Chiang Mai ( thailandia) ago 2019

If you want to complete the roman path, see also previous photo. flic.kr/p/KW8a5h

Anyway, grazie mille for enjoy the little walk around Spoleto and for follow me always during the year.

Now it's time for me, to forgot the word "computer" and fly for another trip.

Buone vacanze to all !!!

A big hug, see you on september! Ciao!!

*Starlight*

 

p.s.: scusate se ultimamente mi limito a scrivere solo in inglese, è la fretta... Buone vacanze regà!!! ...e ovviamente sempre Forza Lazio! :)))!!!

Sony a7rII | Tamron 17-28mm F/2.8 Di III RXD

BUON VIAGGIO

CHE SIA UN’ANDATA O UN RITORNO

CHE SIA UNA VITA O SOLO UN GIORNO

CHE SIA PER SEMPRE O UN SECONDO

L’INCANTO SARA’ GODERSI UN PO’

LA STRADA, COMUNQUE VADA

FAI LE VALIGIE E CHIUDI LE LUCI DI CASA

CORAGGIO

LASCIARE TUTTO INDIETRO E ANDARE

PARTIRE PER RICOMINCIARE

CHE NON C’E’ NIENTE DI PIU’

VERO DI UN MIRAGGIO

E PER QUANTA STRADA ANCORA C’E’ DA FARE

AMERAI IL FINALE.

 

C. Cremonini

Treno Rock, fotografato dal finestrino di un altro treno.

I treni Rock di Trenitalia sono costruiti da Hitachi Rail negli stabilimenti di Reggio Calabria e Pistoia a partire dal 2018 . Sono treni regionali con un basso impatto ambientale per risparmio energetico e anche un'area per le famiglie riservate al bambini. Possono raggiungere i 160 km/h.

Qui c'è il personaggio di Luca ( della Pixar-Disney), creatura marina che ha trascorso l'infanzia a Genova, con le sue fantastiche avventure.

I nuovi treni regionali sono veramente funzionali e confortevoli

 

Bon voyage

Have a nice trip

 

A Rock train by Trenitalia

 

Per chi viaggia davvero o per chi viaggia nella vita con la fantasia

Destinazione verso mete sconosciute

........Sui binari di questa realtà

Ce ne andiamo, vieni

Tu non raccontarlo mai

 

Contromano ( NEK)

EXPLORE del 06.07.2013 pg.411

 

www.youtube.com/watch?v=tRrRBPw0n40

Viaggio per inesplorate acque su una nave

che, come milioni di altre simili, peregrina

per oceani e mari

su rotte regolari

E altre ancora

(molte, davvero molte anche queste)

gettano l’ancora nei porti.

 

Per anni ho caricato questa nave

Con tutto quello che mi davano

e che prendevo con enorme gioia

E poi

(lo ricordo come fosse oggi)

la dipingevo a tinte sgargianti

e stavo attento

che non si macchiasse in nessun punto

La volevo bella per il mio viaggio

E dopo avere atteso tanto –proprio tanto

Giunse alla fine il momento di salpare

E salpai…

 

(Nave io e capitano

ed equipaggio per trovarti

fammi a pezzi

ma non farmi sanguinare il corpo)

 

Quando mi trovai in mare aperto

onde immense mi travolsero

e mi straziarono per rivelarmi

amare verità che ignoravo

Verità che dovevo imparare

Nell’abbraccio dell’oceano

con un lungo furente fragore

la solitudine

divenne per me faro del pensiero

indicando strade nuove

 

Il tempo passava e io

iniziavo a tracciare la rotta

ma non come mi avevano insegnato al porto

(anche se la mia nave mi sembrava diversa allora)

Così il mio viaggio

ora lo vedevo diverso

senza più pensare a porti e commerci

Il carico mi appariva ormai superfluo

Ma continuavo a viaggiare

conoscendo il valore della nave

conoscendo il valore della merce

 

E continuo ancora il viaggio

che scricchiolino incessantemente le giunzioni

sperando che non si spezzino

perché sono legni marci da anni

(secoli dovrei dire)

verniciati di recente ma senza

una forza nuova che li tenga uniti

la rotta sempre contro il tempo

nella stiva solo zavorra

Zavorra che mi dissero

merce preziosa, come quella

che di solito si compra nei porti

Ma se dicessi che mi hanno ingannato

non sarei onesto

osservo la bussola

senza sosta

con accanto la mappa

su cui studio la rotta

lontano dai porti che segnalano il passaggio

Quando poi succede che splendano

(che istanti difficili!)

all’orizzonte i porti della terra

l’equipaggio guarda le luci

(luci sirene

che promettono molto

che anche il cuore e la carne pretendono)

sempre aspettando che dica

al timoniere di far virare la nave

E attraccare almeno un poco

Mentre l’ora trascorre e io

osservo silenzioso la carta

tutt’intorno cresce il tumulto

Proposte subdole

vestite con idee

idee vendute che vogliono sempre

Adornare l’inazione con le parole

e minacce

che vogliono passare per consigli

e promesse

che tentano la bestia e la risvegliano…

Quelle sono ore difficili

Perché da ognuna di loro

Dipende l’intero viaggio

E continuo ancora il viaggio

Desideri radicati nell’anima

sono diventati bussola per la mia nave

la mia mappa

altrettanto misteriosa

Ci sono ore in cui credo

che sia stata fatta

per chi non voglia approdare in nessun porto

e altre ore in cui confido

che il viaggio avvenga perché

su questa carta bisogna trovare

qualche cosa che manca

Così vado alla ricerca

guardando la mappa la bussola il cielo

in cielo, rintracciare segnali

nuove prove che dimostrino

che la bussola non sbaglia nel segnare

Non stupirti, questo non significa

che io abbia dei dubbi sulla mia bussola

E’ solo un’abitudine- una vecchia abitudine

che per secoli accompagnava l’anima

questa compagna

preziosa per i tempi bui

quando c’erano soltanto i semi nell’anima

degli amori che ora sono fioriti

 

E vado alla ricerca

Guardando la mappa la bussola il cielo

Le onde immense sembra che cerchino

di fare il gioco di chi vuole

che attracchi da qualche parte per un po’

E’ ognuna

di quelle onde un Golgota

e pensa

che la tempesta imperversa ininterrotta

Ma mentre aumenta

temo sempre più

che la spaventosa furia del mare

mi conduca ad avvistare

porti là sulla costa

porti che la mia mappa non indica

Sono ostacoli e momenti difficili

l’abbiamo detto

l’equipaggio comincerà a ribollire

quando quei porti appariranno sulla costa

 

E continuo il viaggio

alla ricerca ancora

pur sapendo di essere

nell’infinito del tempo un istante

nell’abisso dello spazio un puntino

 

E continuo il viaggio

anche se sono tenebra

e tutto attorno a me è tenebra

e la tempesta lo rende più spaventoso

 

E continuo il viaggio

e mi basta

che io tenebra

abbia amato la luce.

''...È in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perciò se li immagino li creo, se li creo esistono; se esistono li vedo come vedo gli altri. A che scopo viaggiare? A Madrid, a Berlino, in Persia, in Cina, al Polo; dove sarei se non dentro me stesso e nello stesso genere delle mie sensazioni?

 

La vita è ciò che facciamo di essa.

 

I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo...''

(Fernando Pessoa)

 

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Soundtrack

Un piccolo omaggio per il mio eroe David Sassoli, presidente del parlamento europeo e persona meravigliosa. R.I.P.

San Basilio, Piazza Rossa, Mosca.

 

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