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Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
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Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
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Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
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Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
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Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
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Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
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Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
_______________________
Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
_______________________
Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
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Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
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Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
_______________________
Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
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Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
_______________________
Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
_______________________
Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
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Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
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Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
_______________________
Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
_______________________
Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
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Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
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Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Angle de murs maçonnés constitutifs du fanum mis au jour par les équipes Berthier aux Etangs de Crans dans les années 70 et 80. Photo ALESIA, Berthier.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
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Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
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Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Saint-Genou (Indre).
Eglise Saint-Genou (XIIème siècle), ancienne abbatiale Saint-Marie.
Le nom de St Genou* vient de Genulphe, premier évêque de Cahors.
La paroisse fut fondée par Vicfroy*, comte de Bourges, avant l'an 818 (828?) Il fit élevé sur ses domaine de l'Estrée, ou l'Estrée saint-Genou, une église, sous le vocable de "Notre-Dame". Il abandonna ensuite cette église à l'abbaye qu'il fit élever. (Bulletin de la Société Académique du centre N°2 avril-juin 1901).
La basilique de Saint-Genou fut reconstruite en 995, après les destructions des invasions, sur un emplacement plus proche de l'Indre. L'ancien emplacement de l'Estrée fut donc abandonné.
L'église se compose d’un transept* partiellement conservé, qui porte les traces d'un remaniement qui paraît dater du XIIIe siècle. La nef est en partie détruite au XVIIème siècle, probablement parce qu'elle menaçait ruine. De mauvaises restaurations semble avoir été effectuées en 1875.
Cette très-curieuse église du XIIe siècle, conserve à l’intérieur l’aspect d’une basilique antique. Le chœur est pourvu d’une splendide colonnade, ornée de chapiteaux pour certains historiés. L'abside circulaire abrite, sous l’autel, le tombeau de saint Genou, dont la dalle funéraire a été conservée avec son inscription dédicatoire.
L'église Saint-Genou est remarquable par la qualité de sa sculpture, tant intérieure qu’extérieure.
On retrouve le village de Saint-Genou chez Villon et rabelais:
Villon écrit, au huitain XCIV du "Petit Testament " : "Filles sont belles et gentes / Demourantes à Sainct-Genou"
Lors de l´accouchement de Badelec, Rabelais parle de Saint-Genou, quand Gargantua fait appel à "une horde de vieilles de Brisepaille, d´après Saint-Genou." (Autrement dit des sages-femmes). Rabelais précise plus loin : "L´une d´entre d´elles, ayant la réputation d´être grand médicine, vient de Brisepaille, un hameau près de Saint-Genou" (Le hameau existe toujours).
Grandgousier au cours d'un banquet demande aux pelerins d'où ils viennent. L"un d'eux , nommé Lasdaller, dit : " Je suis de Saint-Genou en Berry". Un moine demande alors au même ce que font les moines de Saint-Genou, en ajoutant "Corps dieu, ils biscottent vos femmes pendant que vous êtes en pélerinage". Et Lasdaller répond : "je n'ai pas peur pour la mienne; qui la verra le jour ne se rompra pas le cou pour l'aller visiter la nuit!"
* Vicfroy ou Witfred : "Saint Genou, abbaye de France, en Berri, ordre de faint Benoît. Elle fut fondée par Witfred comte de Bourges & Ode fa femme, l'an 818, le 15 de l'empire de Louis le Débonnaire, & le 14 du règne de Pépin roi d Aquitaine. La réforme n'y a point été introduite. Elle vaut à l'abbé environ trois mille livres de rente". (Le grand dictionnaire géographique, historique et critique. Par Antoine Auguste Bruzen de la Martinière. 1768)
*Le transept est une nef qui coupe à angle droit la nef principale d’une église et lui donne la forme d’une croix.
* Saint Genou appartenait à une des plus illustres familles de Rome. Dès l'âge de 5 ans, ses parents le confièrent au prètre Sixte qui deviendra Pape. Genou fut consacré évêque et envoyé, accompagné de son père Génitus, dans les Gaules, pour y porter la foi. C'est ainsi qu'il arriva dans le Pays de Cahors, vers l'an 260 environ. Il se heurta à la résistance des druides et des gaulois romanisés qui soulevèrent contre Genou une partie du peuple. Le comte Dioscore fit donc arrêter Genou et le condamna, ainsi que son père, comme magiciens, à être battus à coups de bâtons et jetés vifs dans une fournaise. Par miracle, ils en réchapèrent, et furent jetés dans une prison chargés de lourdes chaînes. Encore une fois, un ange protecteur brisa les chaînes et ils purent s'échapper. Le fils du comte échappant à une mort subite sur la simple invocation du nom de Jésus Christ, l'évêque Genou reçu toute la famille du comte dans le sein de l'Eglise. Toute la ville et le pays des Carduques suivirent. Genou reprit alors son bâton de pélerin, et se dirigea, toujours avec son père, vers le pays des Bituriges (Berry). Ils arrivèrent aux environs de Levroux (Gabattum), lieu où les païens avaient élevé un fanum (temple) à Diane. Le temple, situé sur les terres d'un riche chrétien, Basinus, était abandonné et était réputé abriter les démons. Genou, purifia le fanum de Diane et s'y installa. Basinus céda, en toute propriété, le lieu et alentours, à Genou, qui y éleva un oratoire (La plupart des commentateurs modernes ont identifié ce lieu avec Selles-sur-Nahon). De la, il évangélisa les populations environnantes. Il mourut le seizième jour des calendes de février (17 janvier). Comme il l'avait demandé, ses disciples inhumèrent son corps auprès de Génitus, son père, dans le cimetière de l'oratoire. Par la suite, les reliques de Saint-Genou furent transportées au monastère d'Estrée, aujourd'hui Saint-Genou (Indre), probablement en 855. Une partie des reliques, son chef probablement, aurait été transporté dans l'église Sainte-Geneviève de Paris, ou peut-être à la cathédrale Notre-Dame de Paris.
altro:
Vedi 1800 2022 Paese di Nemi Lake of Nemi a, di James Merigot
Nemi
Nemi (Nèmi[5], /ˈnɛmi/) è un comune italiano di 1 926 abitanti[2] della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio.
Posizionato quasi al centro dei Colli Albani, a 521 m s.l.m.,[6] Nemi è il secondo comune più piccolo dell'area dei Castelli Romani dopo Colonna, noto per la coltivazione delle fragole e per la relativa sagra[7], che si svolge ogni anno la prima domenica di giugno. Il centro storico è situato in posizione panoramica sul lago di Nemi, celebre per essere stato il luogo del ritrovamento nel 1927-1932 di due navi celebrative romane dell'età dell'imperatore Caligola, conservate nel Museo delle Navi Romane fino alla loro distruzione nel 1944.[8]
Nemi è stata fregiata della "bandiera arancione" dal Touring Club Italiano per l'ottima qualità dell'accoglienza e del soggiorno del turista.[9] Il comune è interamente incluso nel perimetro del parco regionale dei Castelli Romani.[10]
Il territorio comunale di Nemi, con un'estensione di 7.31 km², è il secondo comune più piccolo dei Castelli Romani, seguito solo da Colonna (3.50 km²), e uno dei più piccoli della provincia di Roma. I confini comunali abbracciano l'intero cratere del lago di Nemi, le cui acque sono invece di competenza provinciale.[11] I confini meridionali con il comune di Velletri sono stati rivisti nel 1505[12] e nel 1546[12] dal legato pontificio di Campagna e Marittima in seguito a una controversia sorta dopo l'effimera concessione del possesso del feudo di Nemi ai velletrani decretata nel 1482 da papa Sisto IV per meriti di guerra degli stessi, distintisi tra le file pontificie nella battaglia di Campomorto.[12]
Il territorio nemorense come quello dell'intera area dei Colli Albani, è stata soggetto tra i 600 000 e i 20 000 anni fa circa[13] all'attività eruttiva del Vulcano Laziale. Il suolo è dunque composto in massima parte di materiale vulcanico, e abbondano minerali caratteristici come il peperino e il tufo.
Secondo la "Carta Geologica d'Italia" realizzata dal Servizio Geologico d'Italia,[14] la parte meridionale del territorio e le coste del lago di Nemi sono composti da suoli classificati come V2, ovvero materiale proveniente da "manifestazioni eruttive finali. Brecce piroclastiche d'esplosione con lapilli, proiettili leucocratici, ultrafemici, pirosseniti biotitiche, più xenoliti di lave leucitiche e del substrato, facies cineritiche superiormente straterellate, in strati e banchi consolidati (peperino) rapidamente assottigliatosi allontanandosi dai centri d'emissione (Lago di Nemi)".[14]
La parte settentrionale del territorio invece viene classificata come suolo pn ("Nemi: complessi superiori ed inferiori con inclusi lavici di notevoli dimensioni").[14] In questo quadro si trovano piccole aree sparse lungo le coste del lago classificate come zona β4 ("lava in ammassi")[14] immersi in se ("scorie e lapilli giallastri sciolti, talora agglomerati, scoriette e lapilli stratificati"):[14] su uno di questi ammassi lavici è sorto il centro storico.
Le coste del lago sono formate da "detriti di falda, conoidi" (zona dt)[14] nella parte più lontana dalle acque e da un suolo classificato come a ("alluvioni di golena")[14] nella parte più prossima alle acque, i cosiddetti Orti di San Nicola.
Classificazione sismica: zona 2 (sismicità media).
Idrografia
Come sopra accennato, la superficie del lago di Nemi (1.7 km²) non è inclusa nel territorio comunale, ma è di proprietà della provincia di Roma:[11] le coste del lago invece sono parte integrante del comune di Nemi. Dal versante occidentale del lago, ai piedi del centro storico di Genzano di Roma, parte un emissario artificiale[18] della lunghezza di 1653 metri,[19] scavato probabilmente in età repubblicana (attorno al IV secolo a.C.)[19] per prosciugare l'area settentrionale del lago in cui doveva essere costruito il tempio di Diana.[19] Il cunicolo, dell'altezza all'imbocco verso il lago di 5.50 metri,[19] sbuca a Vallericcia, in comune di Ariccia, e azionava in passato una mola oltre ad alimentare alcuni canali di drenaggio delle acque impaludate in quella zona.[18]
Tra le sorgenti d'acqua che nascono nel comune di Nemi vanno menzionate la fonte situata al chilometro 2 della strada provinciale 76/d via Nemorense tra Genzano e Nemi,[20] due fonti che sfruttano acque sorgive nate sul colle dei Corsi (580 m s.l.m.), presso la strada statale 217 Via dei Laghi in località Mezzaposta,[20] la fontana di Cajano presso monte Alto (621 m s.l.m.)[20] e fontan Tempesta, che sfrutta acque provenienti dalla Mezzaraga in comune di Rocca di Papa (660 m s.l.m.), e alimenta l'acquedotto comunale di Genzano.[20] Presso Nemi è anche la leggendaria fonte della ninfa Egeria, compagna di Numa Pompilio che, inconsolabile per la sua morte, si ritirò presso il "nemus Dianae" (il bosco sacro a Diana) e lì fu trasformata per pietà in una fonte d'acqua da Diana, individuata sotto al centro storico di Nemi lungo il lago.[21]
Orografia
Il punto più alto del territorio comunale è la sommità del monte Calidrone (612 m s.l.m.),[20] da cui è possibile avere una buona vista sull'Agro Pontino, che in alcuni giorni si estende anche fino al Circeo.
Il centro storico si situa a una quota più bassa immediatamente ai piedi del monte, 535 m s.l.m. al santuario del Santissimo Crocifisso[20] e 521 m s.l.m. alla residenza comunale:[20] la località villa Ruspoli si trova più in alto, alle pendici di monte Alto (672 m s.l.m.), a 621 m s.l.m..[20]
L'area occupata dai resti archeologici del tempio di Diana sulle sponde del lago di Nemi è situata a 363 m s.l.m.,[20] mentre altrove l'altezza della costa lacustre tocca i 329 m s.l.m. (presso l'imbocco dell'emissario al di sotto del centro storico di Genzano di Roma)[20] e i 325 m s.l.m. (località Orti di San Nicola, sotto al centro storico di Nemi). Le acque del lago si attestano sui 316 m s.l.m. in prossimità della costa per toccare una profondità massima di 30 metri (il punto alla quota più bassa del fondale lacustre è a 286 m s.l.m.):[20] una posizione senz'altro più elevata del fondale del vicino lago Albano (123 m s.l.m.),[20] che contribuisce a dimostrare che i due laghi vulcanici non sono collegati naturalmente.[18]
Clima
Nell'area dei Castelli romani le temperature minime medie oscillano tra i 9 °C ed i 12 °C, mentre le massime vanno tra i 15 °C e i 22 °C:[22] Le escursioni termiche più sensibili si registrano in autunno e in primavera, mentre per quanto riguarda la piovosità, i Castelli Romani si collocano nell'area meso-mediterranea, con un picco nel mese di novembre e un netto calo tra luglio e agosto, per un totale medio di 942 millimetri.[22] Tuttavia la piovosità più alta si registra nell'area prossima al litorale laziale in direzione S-SO e procede man mano calando verso l'interno, a causa dell'ostacolo rappresentato dai Colli Albani, in osservanza di un fenomeno chiamato stau.[22]
L'estate è calda e asciutta, l'inverno mite e piovoso senza, in genere, che vengano raggiunte temperature eccessivamente basse. I rilievi dei Colli Albani sbarrano il passaggio delle correnti umide e delle nubi foriere di pioggia, provenienti da sud-ovest. A Nemi può capitare che nevichi o ghiacci. In estate le temperature possono raggiungere i 35 °C, con punte di 37 °C in casi rari. La temperatura estiva a Nemi non ha mai raggiunto i 40 °C[senza fonte]: infatti mediamente si aggira sui 28-29 °C.
Origini del nome
Il toponimo di Nemi è legato al sostantivo della lingua latina "nemus" ("bosco"): con questa semplice denominazione, spesso accompagnata da aggettivi o complementi di specificazione ("nemus Dianae",[24] "nemus Aricinum",[24] "nemus Artemisium", "Cynthiae fanum"), era conosciuto il tempio di Diana che sorgeva sulle sponde del lago di Nemi. Alla divinità dei boschi e della caccia era consacrato l'intero bosco circostante, e tale culto rimase vivo fino alla messa al bando del paganesimo attuata dai decreti teodosiani del 391. Nel Medioevo la zona continuò a essere chiamata semplicemente "Nemus"[25] ("massa Nemus",[24] "castrum Nemoris")[24] e con questo nome il paese è entrato nella lingua italiana. Emanuele Lucidi attesa anche varianti arcaiche del toponimo, già desuete alla fine del Settecento, in "Nemore", "Neme" e "Nemo".[26]
L'età pre-romana
Il territorio nemese apparteneva in età antica alla città latina di Aricia, per cui la tradizione antica ha fatto risalire la fondazione al figlio del mitico fondatore di Atene Teseo, Ippolito detto Virbio,[27] o al comandante siculo Archiloco.[28] Nel territorio di questa città si trovava il santuario di Diana Aricina o Nemorense, consacrato alla dea Diana, divinità tutelare principalmente dei boschi e della fertilità: l'ubicazione di questo importante santuario è stata comunemente identificata fin dal Seicento presso le sponde settentrionali del lago di Nemi.[29] Il tempio nemorense divenne il centro religioso della Lega Latina dopo la distruzione di Alba Longa alla metà del VII secolo a.C.,[29] e fu frequentato fino all'inizio del V secolo,[29] con un periodo di grande ampliamento tra il II secolo a.C. ed il I secolo.[29]
La dominazione romana
In età romana il tempio di Diana continuò a essere ampiamente frequentato anche come sanatorio miracoloso, anche se non nacquero insediamenti abitati di particolare rilievo nell'attuale territorio nemorense. La memoria di età romana più notevole per Nemi consiste nelle due famose navi celebrative, lunghe rispettivamente 64 e 71 metri:[30] si è congetturato il loro uso festaiolo e orgiastico,[31] ma attualmente l'ipotesi più probabile è che si trattasse di navi sacre a Diana o ad Iside.[32] Anche sul committente si sono elaborate molte ipotesi, restringendo il cerchio agli imperatori Tiberio o Caligola.[31] Tentativi di recuperare le due navi furono eseguiti a più riprese a partire dal Quattrocento, e a un certo punto si arrivò a ipotizzare l'esistenza di ben tre navi: solo tra il 1929 e il 1932 venne messa in piedi un'imponente spedizione archeologica che, grazie allo svuotamento delle acque del lago per ben 22 metri di profondità,[33] riuscì a tirare a riva le due navi custodendole nell'apposito museo delle Navi Romane. Tuttavia durante la seconda guerra mondiale, nella notte tra il 31 maggio ed il 1º giugno 1944 il museo e le due navi andarono a fuoco, pare per un incendio appiccato da alcuni soldati tedeschi: oggi nel museo sono custoditi dei modellini in scala
L'alto Medioevo
Nel Liber Pontificalis risulta una "massa Nemus" donata dall'imperatore Costantino I (306-337) alla Cattedrale di San Pancrazio in Albano Laziale sotto il pontificato di papa Silvestro I (314-335).[35] All'epoca dunque Nemi non risultava abitata o comunque non aveva unità di paese, poiché per "massa" nel Medioevo si intendeva un "podere o insieme (più o meno unitariamente organizzato) di poderi appartenenti a un signore feudale, ad un monastero, ad una chiesa o ad altra istituzione ecclesiastica o comunque a un magnate"[36] o, al limite, "una tenuta con al più qualche casupola di contadini".[37]
Il paese cominciò a esistere solo quando fu edificato il castello, attorno al IX secolo.[38] La potente famiglia dei Conti di Tuscolo molto probabilmente si impadronì della comunità agricola residente nella valle del lago, come già controllava gran parte dell'Agro Romano e dei Colli Albani:[21][39][40] i nuovi padroni fortificarono la zona più elevata, posizione forte e selvaggia[40] che dominava tutto il lago ed era inattaccabile da tre lati, dando origine a quello che nei testi dell'epoca viene definito più volte "castrum Nemoris",[24] cioè letteralmente "la cittadella del bosco". La popolazione di contadini e pescatori che viveva sparsa nella valle del lago trovò più sicuro avvicinarsi al fortilizio tuscolano, e costruì la parte più antica di Nemi, quella che oggi è detta "Pullarella".
Il basso Medioevo
Con la decadenza dei Conti di Tuscolo, nella signoria di Nemi e altri castelli dei Colli Albani subentrarono nel 1090 i Frangipane:[21][38][40] tuttavia già nel 1153 papa Anastasio IV concesse il castello ai monaci cistercensi dell'abbazia delle Tre Fontane sulla via Laurentina.[38][40] Papa Lucio III nel 1183 confermò ai cistercensi il possesso del castello di Nemi con le sue dipendenze e il lago;[21][38][40][41] probabilmente il bisogno di confermare la donazione fu determinato da una controversia giudiziaria sorta tra l'abbazia delle Tre Fontane e i tre fratelli Pietro, Nicola e Angelo Gandolfi, che avanzavano pretese su una torre edificata dalla loro famiglia in territorio nemese presso l'attuale Genzano di Roma: la controversia si risolse nel 1218 con la rinuncia da parte dei Gandolfi a ogni pretesa sulla torre.[42]
I monaci cistercensi, in considerazione della pessima posizione geografica e climatica in cui si trovava l'abbazia delle Tre Fontane, situata al centro di una vallata malarica, ottennero fin dal 1225[38][43] la possibilità di trasferirsi in estate nel loro più salubre feudo di Nemi e presso il convento di Santa Maria ad Nives di Palazzolo sul Lago Albano,[44] loro dipendenza dal 1237.[45]
Durante lo Scisma d'Occidente (1378-1417) l'antipapa Clemente VII, in cerca di appoggi militari per scalzare il suo rivale papa Urbano VI, concesse a Giordano Orsini, feudatario di Marino, la signoria di Nemi e altri castelli e casali dell'Agro Romano:[21][38][40][46] sennonché dopo la battaglia di Marino (30 aprile 1379), in cui la vittoria arrise all'esercito pontificio, e la fuga dell'antipapa ad Avignone, non è chiaro se in pratica Giordano Orsini abbia potuto prendere possesso di Nemi e degli altri possedimenti.
All'inizio del Quattrocento, in considerazione dei servizi resigli come capitano di ventura nella crociata contro i Caetani e i Colonna indetta nel 1399, papa Bonifacio IX concesse Nemi e altri feudi a Tebaldo Annibaldi:[47] feudi che gli furono tolti dopo la morte del papa, nel 1405,[47] ma che i suoi eredi riuscirono a riacquistare in forza di una bolla pontificia dell'antipapa Giovanni XXIII del 1411.[47] Nel 1412 Riccardo Annibaldi restituì diligentemente il feudo ai monaci cistercensi,[47] salvo rioccuparlo attorno al 1420, per riperderlo di lì a poco.[38] Nel 1423 infatti i cistercensi pensarono bene di assicurare la tranquillità del loro feudo affittandolo per tre anni al nipote di papa Martino V, Giordano Colonna.[21][38][40][48] Il feudo venne definitivamente acquistato dai Colonna nel 1428, per la somma di 15.000 fiorini.[38] Nel 1479 i Colonna vendettero a scopo di garanzia i feudi di Nemi e Genzano di Roma al cardinale Guillaume d'Estouteville,[21][38][40] il quale li trasmise nel 1483 ai propri figli naturali Agostino e Girolamo, avuti con Girolama Tosti.[21][38] Con il famigerato Breve apostolico "Coelestis altitudine potentia" papa Alessandro VI nel 1501 concesse ai propri nipoti Giovanni e Rodrigo Borgia, rispettivamente di tre e due anni di età, una quarantina di feudi laziali a testa, tra cui Nemi.[21][40][49] Amministratore dei feudi a causa della minore età dei soggetti interessati fu nominato il cardinale arcivescovo di Cosenza Francesco Borgia.[50]
Età moderna
Con la morte di Alessandro VI nel 1503 e la caduta dei Borgia, il feudo di Nemi tornò ai Colonna. Sotto il dominio di Marcantonio I Colonna la Comunità nemese fece apografare il suo antico "Statuto" risalente all'epoca dei Cistercensi. La nuova redazione, opera del notaio Bernardino Paganelli, fu presentata il 31 agosto 1514. (Bibl. C. Mannoni "Comenzano li capituli delli statuti del castello de Nemo" 2008). Alla metà del Cinquecento iniziò un vortice turbinoso di passaggi di proprietà per il feudo: nel 1550 Ascanio I Colonna vendette con diritto di retrovendita il feudo per 4000 scudi a Giuliano Cesarini,[21][51][52] il quale nel 1559 rivendé il feudo a Marcantonio II Colonna[21][40] che già nel 1560 lo rivendé con lo stesso patto di retrovendita a Silverio de Silveriis Piccolomini per 7300 scudi.[21][40] Dopo che nel 1566 subentrò nella proprietà Francesco Cenci,[21] nel dicembre 1571 Marcantonio Colonna, fresco ammiraglio vincitore nella celebre battaglia di Lepanto, rinunciò al diritto di retrovendita su Nemi,[40] perciò nel 1572 il feudo venne venduto infine a Muzio Frangipane.[21][40]
A Muzio Frangipane successe il figlio Mario Frangipane, a cui si deve la realizzazione delle opere pubbliche e dei monumenti più importanti del paese, oppure per dirla con Gaetano Moroni "tutto quello che ha di moderno degno di considerazione".[21] Fece abbellire il castello, edificato a suo tempo dai cistercensi e fortificato dai Colonna, nel 1637 fece edificare il complesso per i minori osservanti con la nuova chiesa dedicata nel 1645 alla Vergine di Versacarro, per compensare il trasferimento dei cappuccini a Genzano,[53][54] nel 1639 la chiesa di Santa Maria del Pozzo,[40] completata nel 1650.[40]
Alla sua morte nominò erede confidenziale il cardinale Antonio Barberini,[40] che in seguito rispettò le volontà del defunto donando il feudo ai Frangipane di Croazia:[40] il marchesato di Nemi pervenne così a Nicola Frangipane, duca di Tersatto. Ai croati subentrarono i Frangipane friulani, e infine l'ultimo esponente di questa famiglia, Antigono Frangipane, nel 1781 vendette Nemi a Luigi Braschi Onesti, nipote di papa Pio VI.[40][54] Pio VI non tardò a elevare il feudo del nipote del titolo di ducato, riconosciuto nel dicembre 1786.[40][54] I Braschi a Nemi si occuparono dell'abbellimento del palazzo ducale e al miglioramento dell'uso delle terre ducali, ordinando la piantagione di una quantità di ulivi in luogo di infruttuoso bosco.[40]
L'emissario del lago di Nemi
Nella valle del lago c'era anche un'altra costruzione notevolissima: l'emissario artificiale, costruito nel V secolo a.C., cioè prima della dominazione romana; un cunicolo lungo 1.635 metri e largo 80 cm, scavato nella roccia, che congiungeva il lago a Vallericcia, di là del cratere, col doppio scopo di mantenere costante il livello del lago e di irrigare la valle. Sulle pareti sono ancora visibili i segni lasciati dai rudimentali strumenti degli operai, che lavorarono partendo da un capo e dall'altro, e si incontrarono al centro con un errore di pochissima entità. Ha una camera d'ingresso in opera quadrata di peperino e un sistema di chiuse sorprendentemente efficace; da Vallericcia prosegue a cielo aperto passando per Cecchina fino a giungere ad Ardea, dove sfocia nel mare. Fu restaurato negli anni venti per coadiuvare lo svuotamento del lago quando si recuperarono le due navi celebrative:[69] oggi è interamente visitabile.
La villa di Cesare
L'esistenza di una villa di Gaio Giulio Cesare nel territorio aricino prossimo al tempio di Diana Aricina o Nemorense è attestata da Cicerone e Svetonio:[70] la villa fu probabilmente edificata tra il 61 ed il 58 a.C., ma per Svetonio non soddisfece Cesare che la fece radere al suolo:[71] a ogni modo ulteriori studi hanno confermato che il definitivo abbandono della villa è da collocarsi tra il III e il IV secolo
Per le note vedi:
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Raccolta foto De Alvariis
The box was originally sited at Maentwrog in Wales. When it was decommissioned it was taken over by a museum in North Wales.
When the museum closed the AA re-acquired the box and brought it to Basingstoke where it now stands at the entrance to the AA's head office, Fanum House.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
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Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
_______________________
Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
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Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
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Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Saint-Léomer (Vienne)
Sanctuaire gallo-romain de Masamas (Mazamas).
Pierre striée. La pierre ne paraît pas apte à faire un polissoir.
Ce site fut occupé dès le néolithique moyen (3500 ans environ avant J. C.). Un premier sanctuaire de tradition celtique fut remplacé dans la seconde moitié du 1er siècle après J. C. par deux temples jumeaux gallo-romains. Ce sanctuaire, à la frontière des Lemovices, des Bituriges et des Pictons, fut abandonné au IIIème, IVème siècles puis démoli. (Panneau sur le site)
Le site fut redécouvert en 1945: un fermier en utilisant quatre tas de pierres pour réparer un chemin mit à jour des murailles de petit appareil. Mais c'est seulement en 1964 que l'archéologue et historien François Eygun, averti par le propriétaire du terrain et le curé de Bourg-Archambault, l'abbé Reix, identifia un site antique qu'il prit pour une "villa"; ce qui est maintenant reconnu comme un sanctuaire gallo-romain.
Il ressort de différentes études qu'un "fanum", temple carré de tradition indigène, aurait été remplacé par deux temples jumeaux rectangulaires.
Le fanum gallo-romain est constitué d'une pièce centrale où se trouve la divinité, la "cella", entourée par une galerie. Le plan est généralement carré. L'ensemble cella et galerie est placé dans une aire sacrée délimitée par un "péribole", presque toujours un mur.
Une structure circulaire, qui n'est pas un puits, serait à l'origine du premier sanctuaire. Il s'agirait d'un "puteal", qui marque un endroit sacré, comme par exemple, et c'est souvent le cas, un endroit frappé par la foudre.
Le premier sanctuaire est daté de la seconde moitié du 1er siècle avant J. C.
Le second sanctuaire, avec les deux temples géminés serait de la fin du Ier siècle après J. C., voir du IIe siècle.
La fréquentation du second sanctuaire aurait cessé dans le courant du IIIe siècle après J. le sanctuaire aurait ét détruit au cours du IVe siècle.
Des fouilles permirent de mettre à jour de nombreuses céramiques et objets divers. La découverte de silex taillés et de tessons de céramique du néolithique moyen montre une occupation du site très ancienne.
L'ensemble du sanctuaire gallo-romain est sur un plan rectangulaire (environ 55X40). Les deux temples jumeaux sont à l'ouest du sanctuaire, l'entrée à l'est et le putéale sensiblement au centre. Des bâtiments encadraient l'entrée.
Les temples jumeaux, parallèles, d'environ 14X8, sont espacé d'environs 8 m.
La commune de Saint-Léomer est devenue propriétaire du site récemment.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
_______________________
Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
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Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
This fence was temporarily erected on Basingstoke Common in the summer of 2010 to corral cattle to a smaller portion in the south east of the common. This was to prevent cattle fouling the rest of the common so that a civil war battle reenactment could take place marking the reopening of the revamped Basing House.
Called to Battle of Basing it recreated the Spring of 1643 when a storm was brewing at Basing House. The Marquis of Winchester and his Royalist household prepared the House to face the dangers and uncertainties of an advancing Roundhead army.
The cattle here are young Black Hereford bulls. The Black Hereford is a hybrid type of beef cattle produced in the British Isles by crossing a Hereford beef bull with Holstein-Friesian dairy cows. Black Herefords are not usually maintained from generation to generation, but are constantly produced as a byproduct of dairy farming. They are one of the most common types of beef cattle in the British Isles, outnumbering many pure beef breeds. The Black Hereford has a white face like the Hereford, but the red body colour of the Hereford is replaced by black from the Holstein-Friesian – white face and black coat colour are both genetically dominant in cattle. The pied pattern of the Holstein-Friesian does not appear in the offspring.
The large building in the background is Fanum House. Fanum House is the headquarters of The Automobile Association in Basingstoke and is one of several AA buildings named "Fanum House" around the country. The original Headquarters in Leicester Square was also called Fanum House, 'Fanum' being the callsign of the AA.
The AA took advantage of 1960s government incentives to move from their London HQ to the rapidly-expanding town of Basingstoke. The building was completed in 1970 and AA employees moved in at that point, and it was officially opened by Queen Elizabeth in 1973. It is an 83 Meter (274 Feet), eighteen storey, building (seventeen of offices plus a viewing gallery on top). It is clearly visible from the M3 motorway from some distance away. The name 'Fanum' is a Latin word for temple and was chosen to reflect the AA's status as the UK's premier motor breakdown company.
The Skyline Plaza development in the town centre replaces it as the tallest building in Basingstoke since it was extended from 61 meter to 85 meters with the additon of 3 floors in 2009.
Incidentally its the animal on the other side of the fence that is on the wrong side.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
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Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
_______________________
Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
_______________________
Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
_______________________
Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
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Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
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Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
_______________________
Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
_______________________
Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
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Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
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Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Pouillé (Loir-et-Cher)
Fanum* du site gallo-romain de Pouillé
Ce site est lié à celui de Thésée de l'autre côté du Cher.
Le fanum de Pouillé faisait partie d'un sanctuaire probablement dédié à une divinité de l'eau.
Ce petit sanctuaire, sur la rive gauche du Cher s'est développée dans une zone artisanale d'au moins 5 hectares.
La fabrication de céramiques est dominante, avec une trentaine de fours dénombrés.
La présence des déchets métalliques atteste de la présence d'une forge.
L'essor économique de l'agglomération gallo-romaine Thésée-Pouillé-Monthou (Tasciaca), semble avoir atteint sont point culminant au IIe siècle.
Des fragments d'une inscription en capitales classiques ont été trouvés en 1974 dans l'angle sud de la cella. Cette inscription en deux parties.
Il s'agit d'une dédicace à un empereur de quelqu'un dont la vie a été mise en danger par le Cher (naufrage ou inondation ?) et qui s'acquitte d'un vœu à la divinité du sanctuaire. Elle serait de la fin Ier siècle-début IIème. ( Latremolière Elisabeth.Supplément à la Revue archéologique du centre de la France Année 1999 17 pp. 179-186)
CAES
MPII
AUG.GER
AE.FLUME
V.S.L.M.EX
DI.VITAE
NIS.PERICUL
US.VIRTICOMBO
FIL
* Le fanum est un petit temple gallo-romain. Il comprend une salle centrale (cella) entourée d'une galerie. La cella est le lieu où la divinité réside.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
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Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
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Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
_______________________
Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
_______________________
Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
_______________________
Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
_______________________
Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
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Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
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Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
_______________________
Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
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Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Saint-Léomer (Vienne)
Sanctuaire gallo-romain de Masamas (Mazamas).
Temple nord-est. Un des temples jumeaux.
Ce site fut occupé dès le néolithique moyen (3500 ans environ avant J. C.). Un premier sanctuaire de tradition celtique fut remplacé dans la seconde moitié du 1er siècle après J. C. par deux temples jumeaux gallo-romains. Ce sanctuaire, à la frontière des Lemovices, des Bituriges et des Pictons, fut abandonné au IIIème, IVème siècles puis démoli. (Panneau sur le site)
Le site fut redécouvert en 1945: un fermier en utilisant quatre tas de pierres pour réparer un chemin mit à jour des murailles de petit appareil. Mais c'est seulement en 1964 que l'archéologue et historien François Eygun, averti par le propriétaire du terrain et le curé de Bourg-Archambault, l'abbé Reix, identifia un site antique qu'il prit pour une "villa"; ce qui est maintenant reconnu comme un sanctuaire gallo-romain.
Il ressort de différentes études qu'un "fanum", temple carré de tradition indigène, aurait été remplacé par deux temples jumeaux rectangulaires.
Le fanum gallo-romain est constitué d'une pièce centrale où se trouve la divinité, la "cella", entourée par une galerie. Le plan est généralement carré. L'ensemble cella et galerie est placé dans une aire sacrée délimitée par un "péribole", presque toujours un mur.
Une structure circulaire, qui n'est pas un puits, serait à l'origine du premier sanctuaire. Il s'agirait d'un "puteal", qui marque un endroit sacré, comme par exemple, et c'est souvent le cas, un endroit frappé par la foudre.
Le premier sanctuaire est daté de la seconde moitié du 1er siècle avant J. C.
Le second sanctuaire, avec les deux temples géminés serait de la fin du Ier siècle après J. C., voir du IIe siècle.
La fréquentation du second sanctuaire aurait cessé dans le courant du IIIe siècle après J. le sanctuaire aurait ét détruit au cours du IVe siècle.
Des fouilles permirent de mettre à jour de nombreuses céramiques et objets divers. La découverte de silex taillés et de tessons de céramique du néolithique moyen montre une occupation du site très ancienne.
L'ensemble du sanctuaire gallo-romain est sur un plan rectangulaire (environ 55X40). Les deux temples jumeaux sont à l'ouest du sanctuaire, l'entrée à l'est et le putéale sensiblement au centre. Des bâtiments encadraient l'entrée.
Les temples jumeaux, parallèles, d'environ 14X8, sont espacé d'environs 8 m.
La commune de Saint-Léomer est devenue propriétaire du site récemment.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
_______________________
Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
_______________________
Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
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Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
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Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
_______________________
Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
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Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
_______________________
Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
_______________________
Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
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Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
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Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
The box was originally sited at Maentwrog in Wales. When it was decommissioned it was taken over by a museum in North Wales.
When the museum closed the AA re-acquired the box and brought it to Basingstoke where it now stands at the entrance to the AA's head office, Fanum House.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
_______________________
Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
_______________________
Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
_______________________
Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
_______________________
Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
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Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
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Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
_______________________
Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
_______________________
Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
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Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
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Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
The box was originally sited at Maentwrog in Wales. When it was decommissioned it was taken over by a museum in North Wales.
When the museum closed the AA re-acquired the box and brought it to Basingstoke where it now stands at the entrance to the AA's head office, Fanum House.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
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Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
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Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
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Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
_______________________
Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
_______________________
Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
_______________________
Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
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Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
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Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.
Orvieto è un comune italiano di 21.053 abitanti della provincia di Terni in Umbria.
La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.
Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990.
Periodo etrusco
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.
Periodo romano
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).
Libero Comune
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.
Le lotte interne
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
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Orvieto é uma comuna italiana da região da Umbria, província de Terni, com cerca de 20.692 habitantes. Estende-se por uma área de 281 km2, tendo uma densidade populacional de 74 hab/km2. Faz fronteira com Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).
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Orvieto is a city and comune in southwestern Umbria, Italy situated on the flat summit of a large butte of volcanic tuff. The site of the city is among the most dramatic in Europe, rising above the almost-vertical faces of tuff cliffs that are completed by defensive walls built of the same stone.
Etruscan era
The ancient city (urbs vetus in Latin, whence "Orvieto"), populated since Etruscan times, has usually been associated with Etruscan Velzna, but some modern scholars differ. Orvieto was certainly a major centre of Etruscan civilization; the Archaeological Museum (Museo Claudio Faina e Museo Civico) houses some of the Etruscan artifacts that have been recovered in the immediate neighbourhood. An interesting survival that might show the complexity of ethnic relations in ancient Italy and how such relations could be peaceful, is the inscription on a tomb in the Orvieto Cannicella necropolis: mi aviles katacinas, "I am of Avile Katacina", with an Etruscan-Latin first name (Aulus) and a family name that is believed to be of Celtic ("Catacos") origin.
[edit] Roman and post-Roman eras
Orvieto was annexed by Rome in the third century BC. After the collapse of the Roman Empire its defensible site gained new importance: the episcopal see was transferred from Bolsena, and the city was held by Goths and by Lombards before its self-governing commune was established in the 10th century, in which consuls governed under a feudal oath of fealty to the bishop. Orvieto's relationship to the papacy has been a close one; in the tenth century Pope Benedict VII visited the city of Orvieto with his nephew, Filippo Alberici, who later settled there and became Consul of the city-state in 1016.
[edit] Middle Ages
Orvieto, sitting on its impregnable rock controlling the road between Florence and Rome where it crossed the Chiana, was a large town: its population numbered about 30,000 at the end of the 13th century.[1] Its municipal institutions already recognized in a papal bull of 1157,[2] from 1201 Orvieto governed itself through a podestà, who was as often as not the bishop, however, acting in concert with a military governor, the "captain of the people". In the 13th century bitter feuds divided the city, which was at the apogee of its wealth but found itself often at odds with the Papacy, even under interdict. Pope Urban IV stayed at Orvieto in 1262-1264.
Some of the families traditionally associated with major roles in Orvieto’s history are: Monaldeschi, Filippeschi, Alberici and Gualterio, of whom only the Alberici and the Gualterio have survived to the present day. The city became one of the major cultural attractions of its time when Thomas Aquinas taught at the Studium. A small university (now part of the University of Perugia), had its origins in a studium generale that was granted to the city by Pope Gregory XI in 1736.
[edit] Papal rule
The territory of Orvieto was under papal control long before it was officially added to the Papal States (various dates are quoted); it remained a papal possession until 1860, when it was annexed to newly unified Italy.